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L’Oasi dello spirito. Yoga e poesia nella natura

Se poniamo a confronto il fiume e la roccia, il fiume vince sempre non grazie alla sua forza ma alla perseveranza.

BUDDHA

Domenica 8 giugno 2025, l’Oasi LIPU dei Canapali, una splendida area naturalistica protetta, a pochi metri dal fiume Tanaro, nata dalla rigenerazione ambientale di una cava di ghiaia, ha aperto i suoi cancelli per l’evento “L’Oasi dello spirito. Yoga e poesia nella natura”.

 


PROGRAMMA

La giornata si è rivelata una vera immersione nella natura alla ricerca dell’equilibrio, tra passeggiate naturalistiche e visite in autonomia all’Oasi con audioguida georeferenziata, birdwatching negli appositi capanni, sessioni di Hatha e Vinyasa Yoga e letture poetiche nel verde.

Eccone il programma dettagliato:

L’Oasi, raggiungibile in autonomia in auto o a piedi o in bici (con percorsi diversi, descritti nel paragrafo COME RAGGIUNGERE L’OASI), è rimasta aperta:

  • Tra le 10.00 e le 13.00 e tra le 16.00 e le 19.00, offrendo la possibilità di praticare birdwatching e di scoprire l’Oasi con un’audioguida multimediale gratuita.
  • Tra le 17.00 e le 18.30, orario nel quale si è svolta la sessione di yoga e letture poetiche a cura di Martina Aleksandrovska, poetessa e Insegnante di Hatha e Vinyasa Yoga, che si adopera con lo scopo di unire i due campi per portare un po’ di poesia anche nella pratica.
    Clicca qui per conoscerla meglio.

I partecipanti si sono ritrovati all’Oasi 15 minuti prima dell’avvio delle attività, rivolte a tutti ed adatte ai principianti.

Chi lo ha desiderato, ha potuto condividere con gli altri partecipanti una poesia sui temi della natura, propria o kardiologie-singen.de di un grande autore . Al termine della sessione di yoga è poi stato possibile lasciare un proprio pensiero poetico ai futuri visitatori dell’Oasi.


COME RAGGIUNGERE L’OASI IN AUTONOMIA

Ai partecipanti, sono stati proposti due percorsi per raggiungere l’Oasi:

  • In auto o in bici, con possibilità di parcheggio davanti all’Oasi, e l’invito ad organizzare macchinate comuni per minimizzare gli spostamenti in autovettura e le relative emissioni di CO2. L’ultimo tratto del percorso si è snodato su due chilometri di strade bianche di campagna, pianeggianti. Clicca qui per visionare le indicazioni stradali per raggiungere l’Oasi.
  • A piedi: chi lo avesse desiderato, ha potuto arrivare all’Oasi a piedi, con una passeggiata, dopo aver parcheggiato in Piazza Morando a Magliano e, seguendo il percorso riportato di seguito, per conoscere le indicazioni stradali del quale, clicca qui.


RACCOMANDAZIONI

Chi ha desiderato partecipare alla lezione di yoga è stato invitato ad arrivare presso l’Oasi munito del proprio tappetino.

Ai partecipanti è stato inoltre consigliato di arrivare provvisti di binocolo o cannocchiale – altrimenti non disponibili in loco -, di calzature ed abbigliamenti adatti al trekking (facile e non impegnativo, ma comunque all’aperto, in zone naturali), e di borraccia, dato che presso l’Oasi non sono disponibili punti con acqua potabile. L’Oasi, che presenta wc ecologico di emergenza, ma non servizi igienici veri e propri, ha consentito l’ingresso anche ai cani sono ammessi, purché al guinzaglio e con padroni muniti di  museruola da utilizzare all’occorrenza, e salvo gli animali rappresentassero un elemento di disturbo alle osservazioni ornitologiche. L’organizzazione ha declinato ogni responsabilità su infortuni, danni o smarrimenti durante lo svolgimento dell’escursione.


LOCANDINA

Clicca qui per scaricare la locandina in formato pdf (A4 stampabile) dell’evento.

 


L’AUDIOGUIDA DELL’OASI DEI CANAPALI

L’audioguida multimediale “All’interno dell’Oasi” è disponibile gratuitamente sull’App di izi.Travel.

Per scaricare l’audioguida clicca qui.

Se non hai ancora l’App di izi.Travel e vuoi scaricarla clicca qui (Android), oppure clicca qui (iOS).


IL PROGETTO E I RINGRAZIAMENTI

L’evento si è svolto in seno al progetto L’Oasi dei Canapali e il Teatro del Paesaggio 2025. Per scoprire il progetto nella sua interezza clicca qui.

Per rimanere aggiornato sulle future attività e sui futuri eventi legati all’Oasi dei Canapali ed al relativo progetto, iscriviti alla nostra newsletter.

Si ringrazia la Protezione civile di Magliano Alfieri per la grande opera di supporto alla manutenzione dell’area naturalistica e alla preparazione dell’evento.

Darwin Day 2024. L’Uomo di Neanderthal al fiume Tanaro

Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.

Charles Robert Darwin

Sabato 23 marzo 2024, si  è celebrato  il Darwin Day 2024 anche tra Langhe e Roero, insieme a tante località sparse per il pianeta!

Il Darwin Day è una celebrazione internazionale in onore di Charles Darwin che si tiene ogni anno a partire dell’anniversario della sua nascita, il 12 febbraio 1809, e si protrae fino ad aprile (lo scienziato padre della teoria dell’evoluzione naturale morì il 19 aprile 1882).

 

Per l’occasione ha aperto i suoi cancelli l’Oasi LIPU dei Canapali,  una splendida area naturalistica nata dalla rigenerazione ambientale di un’ex cava a Magliano Alfieri , proprio a pochi metri dal fiume Tanaro che divide le colline del Roero da quelle delle Langhe.

All’interno  dell’oasi si sono susseguiti  approfondimenti sulla vita di Charles Darwin, osservazioni naturalistiche e ornitologiche presso i capanni attrezzati per il birdwatching e…  emozionanti incontri dal vivo con un Uomo di Neanderthal in carne e ossa!

 


PROGRAMMA

Le attività si sono svolte  lungo l’intero arco della giornata e l’organizzazione delle attività ha consentito ai partecipanti e alle famiglie di scegliere di partecipare per l’intera giornata o solo per mezza giornata.

E’ stata infatti prevista la possibilità di iscriversi e raggiungere l’Oasi con una passeggiata naturalistica guidata al mattino  oppure di raggiungere direttamente l’oasi in auto o in bici, in questo caso sono si sono previste due diverse sessioni di iscrizione, in tarda mattinata o nel primo pomeriggio.

Ecco il programma dettagliato:

  • Tra le 09.30 e le 10.00. Ritrovo e iscrizioni per chi vuole raggiungere l’Oasi a piedi.

Ci si è potuto iscrivere all’evento e raggiungere l’Oasi a piedi con una  breve camminata guidata con approfondimenti naturalistici. Il ritrovo  è stato tra le 09:30 e le 10:00 di fronte al bar Sport in Piazza Cecilia Arione Morando n.3 (frazione Sant’Antonio di Magliano  Alfieri). La passeggiata è partita alle ore 10:00 per circa un’ora e un quarto, un’ora e mezza (compresi gli approfondimenti naturalistici lungo il percorso). Il percorso è in piano e ha una lunghezza di circa 3 km.

  • Tra le 11.00 e le 11.30. Sessione mattutina di iscrizioni per chi vuole raggiungere direttamente l’Oasi in bici o auto.

In alternativa, per chi vuole raggiungere autonomamente l’oasi in bici o in auto, è stata prevista una seconda sessione  di iscrizioni, tra le 11:00 e le 11:30 direttamente al cancello di ingresso dell’oasi . Alle 11.30 le attività sono entrate nel vivo e il gruppo ha raggiunto il Lago dei Canapali al centro dell’Oasi che è completamente recintata.

  • Tra le 11:30 e le 13.00. Primo  incontro con l’Uomo di Neanderthal.

Prima apparizione dell’Uomo di Neanderthal che ha allestito il suo bivacco temporaneo in una delle radure tra la vegetazione spontanea tra il lago e il fiume. L’uomo preistorico è stato sorpreso ma per nulla ostile agli “esemplari di Homo sapiens sapiens” con cui è venuto a contatto, anzi è stato ben lieto di conversare descrivendo le sue abitudini di vita e l’evoluzione della sua specie fino all’estinzione, avvenuta dopo il contatto con le popolazioni di uomini sapiens arcaici. L’approfondimento si è concentrato sull’evoluzione umana in riferimento al rapporto con l’ambiente naturale e sulle diverse specie di ominidi. Un tempo non eravamo gli unici uomini, l’unica specie del genere Homo, a calcare il suolo della Terra e dividevamo il cielo con altre specie umane

  • Tra le 13.00 e le 14.00. Pausa pranzo

Pausa pranzo presso il  punto di accoglienza dell’Oasi (Tettoia con panche e tavoli). Pranzo al sacco a cura dei partecipanti. Possibilità di utilizzare i capanni di birdwatching.

  • Tra le 14.00 e le 14.30. Sessione pomeridiana di iscrizioni per chi vuole raggiungere direttamente l’Oasi in bici o auto.

Seconda sessione di iscrizione all’evento con ritrovo di fronte al cancello principale dell’oasi per chi ha voluto aggregarsi nel pomeriggio.

  • Tra le 14.30 e le 15.00. Momenti di approfondimento

Approfondimenti sulla creazione dell’Oasi nel 1994 grazie alla rigenerazione ambientale di una cava di estrazione di ghiaia e inerti, approfondimenti su Darwin, presentazione del progetto L’oasi dei Canapali e il Teatro del Paesaggio

  • Tra le 15.00 e le 16.30. Secondo incontro con l’Uomo di Neanderthal. (replica del mattino).

Si è replicato l’incontro con l’Uomo di Neanderthal per chi è arrivato nel pomeriggio.

  • Tra le 15.00 e le 17.30. Possibilità di utilizzare i capanni per il birdwatching

La possibilità di utilizzare i capanni di birdwatching dell’Oasi per l’osservazione dell’avifauna è stata prevista fino alle ore 17:30 per tutti e in particolare chi è arrivato nel pomeriggio.

  • Ore 17.30. Passeggiata di ritorno.

Alle 17:30 l’Oasi ha chiuso i suoi cancelli. Ripartiva la camminata di ritorno di gruppo per chi era arrivato a piedi

 


 

PERCORSI: COME RAGGIUNGERE L’OASI

Sono stati proposti due percorsi

  • In auto o in bici: per chi raggiunge autonomamente l’oasi, ricordiamo che l’oasi è raggiungibile sia a piedi che in bici che in auto (attenzione! si tratta di meno di tre chilometri su strade bianche di campagna, pianeggianti ma con buche). E’ possibile parcheggiare davanti all’oasi ma vi invitiamo ad organizzare macchinate comuni per minimizzare gli spostamenti in autovettura e relative emissioni di CO2.

 

  • A piedi: per chi volesse fare ritorno in piazza Morando in autonomia prima della conclusione della giornata vi proponiamo questo percorso, per le  queste indicazioni stradali clicca qui. Non corrisponde al percorso della passeggiata guidata mattutina.

 


 

LOCANDINA

Per scaricare la locandina in formato pdf clicca qui.


IL PROGETTO E I RINGRAZIAMENTI

L’evento  è un’attività  del progetto L’Oasi dei Canapali e il Teatro del Paesaggio, che si svolge con il contributo della Fondazione CRC bando EXPLORA 2023. Per scoprire il progetto nella sua interezza clicca qui.

Per le attività sono a disposizione gli esperti dell’associazione Amici del Castello Alfieri e di Ambiente & Cultura – Alba Sotterranea e l’accompagnatore naturalistico G.uido Camia che per l’occasione interpreta dal vivo l’uomo di Neanderthal, come ha già fatto diverse volte in valle Maira e al Giardino di Archeologia Sperimentale di Alba.

Si ringrazia la Protezione civile di Magliano Alfieri per la grande opera di supporto alla manutenzione dell’area naturalistica e alla preparazione dell’evento


 

Incontro con il Ministro Costa a Milano: Rete Natura 2000

Lunedì 5 novembre presso le sale milanesi del centro congressi della Fondazione Cariplo si è svolto un convegno interamente dedicato alla Rete Natura 2000 che ha visto la presenza di numerose personalità, tra le quali, l’apprezzata presenza del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa con una buona cornice di pubblico che ha assistito alle esposizioni susseguite durante la mattinata.

Per  scaricare il programma completo della giornata clicca qui.

Il convegno è stato indetto come atto conclusivo e di divulgazione dei risultati del progetto “Life Net pro Net – Una rete di volontari per contribuire alla gestione attiva della Rete Natura 2000” e moderato dal direttore generale della Lipu Danilo Selvaggi.

Per saperne di più http://www.minambiente.it/pagina/rete-natura-2000

Il Life è uno strumento finanziario dell’Unione Europea il cui obiettivo è quello di contribuire all’implementazione, all’aggiornamento e allo sviluppo della politica e della legislazione ambientale dell’Unione Europea attraverso il co-finanziamento di progetti di valore e rilevanza comunitari.

Il benvenuto ai numerosi ospiti è stato dato dall’Assessore all’ambiente della regione Lombardia Raffaele Cattaneo a cui è succeduto l’intervento dei “padroni” di casa, Giuseppe Guzzetti presidente della Fondazione Cariplo e Sonia Cantoni consigliere della fondazione con delega all’ambiente. Cariplo partecipa attivamente a progetti di conservazione della natura tramite fondi specifici vantando finora 90 milioni di euro dedicati al sostegno di progetti presentati da enti no-profit tramite i principali programmi europei in ambito ambientale (es. Life, Interreg, Alpine Space, etc). Proprio grazie al progetto Life Net pro net la Lipu (Lega italiana protezione uccelli), nei primi interventi rappresentata dal suo presidente Fulvio Marmone Capria e dal direttore generale Danilo Selvaggi, è venuta a contatto con la fondazione instaurando proficui rapporti che si auspica permetteranno di unire le forze con l’unico obiettivo di conservare e gestire la biodiversità esistente, favorendo, cosa più importante, un cambio di marcia a favore di una pianificazione e programmazione sostenibile.
Di cambio di marcia e vera svolta parla il presidente della Lipu Marmone Capria, chiedendo espressamente al Ministro Costa discontinuità con le politiche dei passati governi.

Da sinistra verso destra: Sonia Cantoni, Danilo Selvaggi, Sergio Costa, Maria Carmela Giarratano

Giorgia Gaibani attuale responsabile della rete Natura 2000 per la Lipu ribadisce i concetti espressi dal presidente Capria e dal direttore Selvaggi riguardanti la generale cattiva gestione nel nostro paese da parte degli enti gestori, e in alcuni casi, di degrado delle aree a protezione comunitaria. Gli italiani non sono gli unici ad essersi accorti delle gravi carenze gestionali dei siti comunitari, in anni recenti il ministero dell’ambiente è stato sollecitato dalla commissione europea, su segnalazione della Lipu, a rimediare a tali carenze gestionali e normative. L’intervento di Giorgia Gaibani prosegue citando i risultati conseguiti del Life net pro Net e della sua fase realizzativa TeamNatura. L’obiettivo principe era quello di creare una rete di volontari che si occupassero della conservazione dei siti della Rete Natura 2000 come supporto e non in sostituzione degli enti competenti; per un totale di 190 volontari selezionati creando 18 gruppi locali di conservazione, GLC per l’appunto, condotti da personale di comprovata esperienza in campo naturalistico e ornitologico. Le attività dei GLC, costituti da volontari debitamente formati, sono varie e tra le più significative vi è il monitoraggio su campo delle specie a priorità di conservazione nel territorio di competenza.

Per sapere di più del Life Net pro Net con mappa dei GLC in Italia clicca qui.

Il convegno vede nelle sue battute finali, non certo per importanza, il gradito e passionale intervento del ministro Sergio Costa, il quale ricorda e condivide con il pubblico i suoi trascorsi, i suoi legami con la Lipu e le numerose battaglie condivise. Dice parole giuste il ministro, parole dette da una personalità importante che speriamo ci facciano fare un bel salto nella giusta direzione, quella della conservazione e gestione sostenibile della biodiversità e delle risorse naturali.

OMAGGIO A CARLO BERTERO: BOTANICO ALBESE. dal 6 maggio la nuova mostra al museo Eusebio.

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Carlo Bertero, botanico albese

Dal 6 Maggio 2017 al 10 novembre 2017, la sala Maccario del Museo Civico Archeologico e di Scienze Naturali “F. Eusebio” di Alba ospiterà “Omaggio a Carlo Bertero: botanico albese“, la mostra temporanea dedicata ad uno dei più famosi botanici della nostra zona.

La mostra illustrerà la vita e l’opera di questo scienziato nato a S. Vittoria d’Alba e famoso in tutto il mondo, che all’inizio dell’800 compì ricerche floristiche dapprima in Piemonte e poi nell’America centro-meridionale, ove ebbe modo di scoprire molte specie vegetali nuove per la scienza. Saranno esposte anche un centinaio di fotografie, che illustrano tutte le specie floristiche a protezione assoluta per la legge regionale n. 32/1982, delle quali è stata accertata la presenza in Langhe e Roero.

Inoltre, saranno esposti vari fogli rappresentativi dell’Erbario del Museo Eusebio composto da oltre 11.000 fogli di piante essiccate la cui importanza è stata riconosciuta anche nellIndex Herbariorum, una delle più autorevoli voci in questo campo.

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Carlo Giuseppe Luigi Bertero (1789-1831) nacque a Santa Vittoria d’Alba, compì gli studi di filosofia sotto la guida di F. G. Gardini ad Alba e fu avviato alle ricerche botaniche da G. Camisola, medico e botanico, nipote del Gardini. Si iscrisse, poi, alla facoltà di medicina dell’università di Torino, dove divenne amico del botanico G. B. Balbis, e nel 1811 si laureò con una tesi sulle specie medicinali indigene del Piemonte. Nell’estate del 1816 Bertero decise di intraprendere un viaggio in un paese la cui vegetazione fosse sconosciuta in Europa. Studiò la vegetazione locale di Porto Rico, Haiti, Santo Domingo, si recò inoltre in Cile, dove raccolse duemila esemplari di trecento specie, tra le quali una nuova composita Cichoriacea a cui diede il proprio nome. Nel 1831, viaggiando da Tahiti verso Valparaiso, scomparve in un naufragio con gran parte delle sue collezioni.

Sono migliaia le specie che Bertero raccolse e fece pervenire agli studiosi e alle collezioni più importanti dei suoi tempi in Europa, fu così che rapidamente il suo nome si affermò nel segno del rispetto e dell’autorevolezza.

 

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Aconitum napellus – specie protetta

In oocasione della mostra su Bertero, la nostra proposta didattica si arricchisce di una nuova attività riguardante la botanica e prenotabile per tutto il mese di maggio. Per prenotare è sufficiente visitare la pagina dedicata al laboratorio e compilare il form in fondo alla pagina (l’attività non possiede un codice, quindi digitare “Bertero”).

 

 

 

 

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Anemone baldensis – specie protetta

 

Arborea. I monumenti vegetali di Federica Galli & Beth Moon

Ha inaugurato ieri, venerdì 16 dicembre 2016, la mostra Arborea. I monumenti vegetali di Federica Galli & Beth Moon al MUSE di Trento.

Pannelli introduttivi

Pannelli introduttivi

Due artiste e due mezzi espressivi diversi: l’uso del bianco e nero nella fotografia e il tratto delle acqueforti descrivono la bellezza formale e la potenza degli alberi “monumentali”.

Pannelli e opere esplicativi delle tecniche dell'acquaforte e della stampa al platino-palladio

Pannelli e opere esplicativi delle tecniche dell’acquaforte e della stampa al platino-palladio

Questa la doppia personale di Federica Galli e Beth Moon che il Museo delle Scienze di Trento (progettato dall’architetto genovese Renzo Piano) accoglie dal 16 dicembre 2016 al 12 febbraio 2017.

La mostra nasce da un progetto della Fondazione Federica Galli di Milano – istituzione nata per volere testamentario dell’artista cremonese, esponente di spicco dell’arte incisoria italiana che ha fatto del segno e della natura i suoi tratti distintivi – e vede dialogare i monumentali alberi incisi ad acquaforte dalla Galli (Soresina, 1932-Milano, febbraio 2009) con i colossi naturali fotografati dalla Moon (Neenah, 1956), che li eterna attraverso la particolare tecnica della stampa al platino palladio.
Tempo, memoria e natura sono i temi centrali delle loro opere, un poetico filo conduttore che unisce tutti i più importanti “monumenti verdi” esistenti al mondo testimoniandone l’incredibile ricchezza naturale.
Chiome scheletriche o rigogliose, rami lunghissimi e tentacolari, fusti esili o possenti, cortecce lisce o rugose catturano lo sguardo di grandi e piccini per raccontare, silenziosamente, aneddoti, folklori e storie secolari.

A guidare il visitatore nell’affascinante e labirintico allestimento realizzato dall’architetto Michele Piva un percorso obbligato all’interno di una sorta di bosco che, come una madre, lo avvolge e lo abbraccia ricordandogli il proprio posto nell’universo.
Suggellano l’esposizione un ritratto di Federica Galli realizzato dal grande maestro Gianni Berengo Gardin e un testo critico di Tiziano Fratus, poeta e scrittore bergamasco, inventore dell’“alberografia”, un processo di mappatura ideale delle specie arboree che lo ha portato a pubblicare una serie di opere legate alla natura, all’identità e agli alberi monumentali. Nel suo excursus narrativo, Fratus ci conduce alla scoperta dei grandi polmoni verdi dell’arco alpino, ripercorrendo, regione per regione, le foreste “scolpite dal gelo, segnate e incise dal dio dei fulmini”, e identificando l’albero con “la macchina che Madre Natura ha progettato per superare i secoli e i limiti che mammiferi, rettili e altri abitanti mobili e migranti del pianeta non possono varcare”.

Allestimento della mostra

Allestimento della mostra

Allestimento a cura dell’architetto Michele Piva

Con la collaborazione della Galleria PH Neutro di Pietrasanta e il coordinamento della dottoressa Giulia Grassi.
Brochure con testo di Tiziano Fratus

MUSE – Museo delle Scienze di Trento, Corso del Lavoro e della Scienza 3, 38122 Trento
Aperto da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 18.00, sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 19.00.
Ingresso (compreso nel costo del biglietto): intero € 10,00, ridotto € 8,00
Tel. +39.0461.270311
museinfo@muse.it
www.muse.it

A spasso tra la Geologia delle Langhe e del Roero!

I ragazzi delle classi terze del liceo scientifico di fronte al fiume Tanaro dalla collina di Altavilla

I ragazzi delle classi terze del liceo scientifico di fronte al fiume Tanaro dalla collina di Altavilla

Quest’anno la nostra associazione ha avuto l’occasione di organizzare e condurre un intervento didattico strettamente legato alla geologia del nostro territorio, “Le Colline di Langhe e Roero” richiesto dai docenti del Liceo Scientifico Statale “L. Cocito” di Alba.

L’attività,  denominata “A spasso nella storia geologica di Langhe e Roero” è articolata in due fasi: il primo giorno si è svolto un incontro a scuola di circa un’ora e mezza; il secondo giorno i ragazzi sono stati impegnati in una escursione giornaliera dove hanno avuto modo di toccare dal vivo le tematiche presentate il giorno precedente.

Le classi terze sono state impegnate nelle giornate di lunedì 17 e martedì 18 Ottobre in una nuova attività didattica proposta dall’Associazione “Ambiente&Cultura” per approfondire la conoscenza geologica del nostro territorio di Langhe e Roero.

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Tra vigneti e capezzagne, il miracolo del foliage

La lezione introduttiva del 17 ottobre tenuta dal geologo Matteo Calorio

La lezione introduttiva del 17 ottobre tenuta dal geologo Matteo Calorio

Nell’incontro nell’Aula Magna del Liceo, con l’utilizzo di una presentazione power point, i ragazzi hanno avuto la possibilità di conoscere meglio la storia geologica del territorio. Nel dettaglio sono state toccate le seguenti tematiche: la teoria delle placche, la storia geologica di Alpi e Appennini, per poi parlare in dettaglio del Bacino terziario piemontese, la storia geologica degli ultimi 3 mln di anni, la cattura del Tanaro, il rischio idrogeologico e le frane, concludendo con un accenno allo stretto legame che sussiste tra geologia e vino nel contesto del Sito Unesco di Langhe-Roero e Monferrato.

L’escursione del secondo giorno, martedì 18 ottobre, è stata divisa in due momenti, al mattino i 144 ragazzi coinvolti sono stati divisi in 4 gruppi e percorrendo il sentiero BarToBar da Alba a Barbaresco si è discusso delle tematiche in parte già presentate a lezione, in particolare della geomorfologia di Langhe e Roero e del ruolo chiave che ha rivestito il Tanaro nella storia geologica anche recente dell’albese, senza escludere altre componenti naturalistiche quali botanica e zoologia locali.

Il percorso è terminato nella piazza centrale di Barbaresco, proprio sotto la Torre, dove i ragazzi hanno potuto sostare all’aperto per la pausa pranzo grazie alle perfette condizioni climatiche della giornata.

Lezione alla Spiaggia dei Cristalli, Verduno.

Il pomeriggio ha riservato ai ragazzi altre sorprese. Ci siamo trasferiti in bus presso la Spiaggia dei Cristalli a Verduno, un geosito di rilevanza internazionale in cui è possibile osservare il catastrofico evento noto come Crisi di Salinità Messiniana. In tale località si può osservare in circa 500 m la storia geologica che va dai 6 ai 3 mln di anni fa.

Transitando con il pullman dal Monte Capriolo verso la tappa successiva si è osservata l’ultima testimonianza geologica della paleo valle Tanaro presso Bra.

L’ultima fermata ci ha portato nel cuore del Roero, a Vezza d’Alba, dove il sindaco Carla Bonino ha aperto per l’occasione il piccolo “Museo Naturalistico del Roero” e ha tenuto una breve guida sul fossile di Mastodonte ritrovato in Val Sanche. Qui si è concluso anche il nostro percorso geologico parlando delle Rocche del Roero, fenomeno più recente del nostro territorio.

Al termine dell'escursione la vista al museo naturalistico del Roero a Vezza d'Alba

Al termine dell’escursione la vista al museo naturalistico del Roero a Vezza d’Alba

L’escursione è terminata alle 17.30 con il ritorno in pullman davanti alla sede del Liceo Scientifico albese.

Per vedere la fotogallery completa, con tutte le immagini della due giorni clicca qui

L’attività didattica al termine di questo primo progetto pilota è stata inserita stabilmente nel catalogo dell’offerta didattica IL MUSEO PER LA SCUOLA, con il titolo “Geoescursione tra le colline di Langhe e Roero e il fiume Tanaro” codice 242.

Per prenotare questa attività o per avere informazioni in genere sul MUSEO PER LA SCUOLA clicca qui

Quattro domande a Luca Pellegrino… il nostro Naturalista dalla Sezione di antropologia fisica alle Antille!

DSC01140Il nostro socio dott. Luca Pellegrino, laureato in Scienze naturali, classe 1988, nel corso del mese di luglio 2014, ha messo le sue competenze a disposizione di Ambiente & Cultura, per portare a termine l’opera di riordino preliminare della sezione di antropologia fisica del museo, cospicua collezione che riunisce i resti di oltre trecento sepolture, a incinerazione o inumazioni, pertinenti ad un arco cronologico che va dalla Preistoria al Basso Medioevo e provenienti dal territorio di Alba e dal Piemonte meridionale.

La sezione di Antropologia fisica, finora mai aperta al pubblico, è merito del Conservatore onorario, il Prof. Fulcheri, Professore associato di Anatomia e istologia patologica presso l’Università degli Studi di Genova e la collezione, accresciutasi nel corso degli ultimi vent’anni, è ospitata nei depositi del Museo civico Federico Eusebio.

Forte della sua tesi a conclusione della Laurea triennale, un lavoro di ricerco su un nucleo di sepolture altomedievali, traDSC01127le molte rinvenute durante gli scavi archeologici che hanno interessato la cattedrale tra il 2007 e il 2011, Luca, sotto la direzione del prof. Fulcheri e con il supporto di  Marco Mozzone, referente operativo, ha completato rapidamente il riordino e l’ammodernamento dell’inventario dei reperti, segnalando i casi più significativi tra i trecento.

La conclusione lavori è giunta appena in tempo… infatti dal 26 agosto Luca pellegrino è di stanza alle Antille Francesi, dove si svolge il suo soggiorno di studi Erasmus. La collaborazione con Luca però sembra destinata a superare anche le miglia marine e i fusi orari, perché ci ha promesso di redigere un Diario del Naturalista alle Antille, che ci accompagnerà nei prossimi mesi.

Ecco le domande e le risposte (in attesa delle prime foto e delle prime impressioni scritte dei Caraibi..)

 

In che cosa è consistito il tuo lavoro presso la sezione di Antropologia del m.Eu? Che cosa ti ha colpito di più della collezione?

La mia attività è consistita nel riordino della collezione antropologica del Museo: un’esperienza molto formativa durante la quale ho avuto la possibilità di visionare alcuni campioni molto ben conservati, completi di gran parte dei loro distretti anatomici.

In sostanza, ho cercato di rendere più fruibile la collezione a chi in futuro se ne occuperà approfonditamente, DSC01124catalogando ciascuna sepoltura e inserendo tutto il materiale relativo allo stesso individuo (compresi eventuali residui del terreno di scavo, piccoli reperti archeologici ecc.) in apposite scatole. Ho poi impostato un archivio elettronico, che col tempo verrà implementato inserendo i risultati degli studi antropologici e paleopatologici.

Come accennavo all’inizio, molti dei reperti che ho riordinato si presentano in ottime condizioni di conservazione, e alcuni di questi mostrano patologie che lasciano veramente a bocca aperta: non può essere diversamente quando si osserva una fusione perfettamente ortogonale fra l’omero e l’ulna di una persona vissuta secoli prima di noi, in un periodo in cui le dinamiche sociali e tutto ciò che ne derivava (cure mediche, tradizioni alimentari ecc.) erano molto diverse da quelle attuali. In questi casi si inizia inevitabilmente a viaggiare con l’immaginazione…

Che potenzialità ha, per gli studiosi, per i turisti e per le scuole del territorio?

Per chi si occupa di antropologia fisica e paleopatologia c’è solo l’imbarazzo della scelta: ci si potrebbe concentrare sulle patologie articolari, alimentari (a questo argomento sono particolarmente “affezionato”), sulle relazioni di parentela fra gli inumati, sulle caratteristiche antropometriche dei vari soggetti (statura e indici di robustezza…), sul rapporto fra i sessi nella popolazione e sull’età dei soggetti al momento del decesso.

Lo studio sistematico della collezione, presupposto essenziale per qualsiasi futura attività didattico-divulgativa, restituirebbe un interessante spaccato della preistoria e della storia albese, contribuendo in maniera significativa alla comprensione del rapporto uomo-ambiente in questi territori nel corso dei secoli. Questa collezione ha le carte in regola per regalare agli studiosi, agli appassionati o ai semplici curiosi, dei bei momenti di confronto.

 

Perché hai scelto Scienze naturali? Qual è l’argomento della tua tesi triennale?

DSC01134Per tutelare l’ambiente, per difendere ed estendere gli ultimi “baluardi” di biodiversità, per evitare di soccombere noi stessi Homo sapiens al delirio antropocentrico, dobbiamo prima di tutto comprendere le dinamiche che operano nei sistemi naturali. Un semplice approccio “romantico” non basta, per quanto sia proprio il desiderio di vedere ancora un tiglio o un bagolaro lungo un grigio viale cittadino a spingere molti a intraprendere questo genere di studi…

La mia tesi triennale ha riguardato lo studio degli indicatori osteologici di stress alimentare su un campione di reperti altomedievali provenienti dalla Cattedrale di S. Lorenzo di Alba: ho così avuto modo di approfondire aspetti di fisiologia e biochimica nutrizionale (quali modifiche si verificano nello scheletro di un soggetto malnutrito? Quali meccanismi fisiologici e biochimici le determinano?), di archeobotanica e archeozoologia (cosa possono dirci i resti vegetali e animali sulla dieta delle popolazioni antiche?), di storia del territorio e della società (cosa poteva offrire nel periodo altomedievale il territorio albese? Quali categorie sociali accedevano a quali fonti alimentari?).

La preparazione della mia tesi si è svolta in laboratorio, sotto la supervisione della Dott.ssa Boano, del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi di Torino: le prime fasi di uno studio antropologico prevedono sempre la pulizia del materiale osteologico proveniente dallo scavo. È un lavoro fondamentale per mettere bene in evidenza tutti i possibili markers paleopatologici: talvolta, se si è fortunati e se agli archeologi è sfuggito qualcosa, ci si può imbattere in reperti non osteologici, come il vago di collana che mi capitò di individuare nel detrito che ostruiva il forame della vertebra cervicale di un bimbo (o di una bimba, è difficile determinare il sesso dei soggetti infantili) di 3-4 anni. Il vago in questione è molto particolare: le analisi chimiche fanno pensare a qualcosa di antico, ma la fattura è precisa, le incisioni troppo nette per una tecnologia preindustriale. Ma come ci finisce un vago di collana di fattura e composizione chimica “anomale” proprio nel forame di una vertebra cervicale di un reperto umano antico? Ancora non si è giunti a una conclusione definitiva: il dilemma resta aperto e ci esorta ad approfondire ulteriormente la questione. È il bello della ricerca!

E Il tuo futuro?DSC01146

Mi auguro quello che si augurano un po’ tutti gli studenti: spero di trasformare le mie passioni nel mio lavoro… Incrocio le dita!

 

Il tuo Erasmus nelle Antille francesi. Anticipaci qualcosa del blog del Naturalista alle Antille, che curerai nei prossimi mesi sul nostro sito

Ho avuto la fortuna di vincere una borsa di studio Erasmus per le Antille Francesi: sarò lì da fine agosto 2013 a giugno 2014. Spero di prendere confidenza con la fotografia naturalistica e di rendere i lettori del sito partecipi dei miei vagabondaggi in giro per queste bellissime isole. Non sarà come un servizio del National Geographic, ma prometto di impegnarmi, ho avuto un buon maestro…