L’ISOLA DI PLASTICA VA NELLE SCUOLE

Ogni cosa che facciamo è come una goccia nell’oceano, ma se non la facessimo, l’oceano avrebbe una goccia in meno.

Madre Teresa di Calcutta

IL PROBLEMA

“Gettiamo negli oceani un camion di immondizia pieno di plastica al minuto, ogni giorno, per 365 giorni l’anno”

(World Economic Forum).

È da rilevazioni come questa che si avverte quanto il problema della plastica sia grave e necessiti di immediati cambiamenti di rotta. Immense e nocive per l’ecosistema marino, le “garbage patch” sono il sintomo più evidente della malattia globale e stanno conquistando tutti gli oceani  seguendo le correnti naturali. Sono purtroppo numerose e il più grande tra questi agglomerati prende il nome di Grande chiazza di immondizia del Pacifico o semplicemente Isola di plastica. La sua estensione non è nota con precisione: da 700.000 km² fino a più di 10 milioni di km².

Il problema della plastica è urgente perché l’impatto che ha sull’ambiente è tragico: provoca la morte di numerosi animali come pesci, tartarughe e uccelli, inoltre la maggior parte dei frammenti di plastica è così piccola da diventare difficilmente distinguibile dal plancton e quindi viene ingerita da organismi marini, per poi risalire da un anello all’altro lungo la catena alimentare fino all’uomo. La plastica anziché biodegradarsi si fotodegrada, ovvero si disintegra in pezzi sempre più piccoli, le famigerate micro e nano plastiche.

LA PROPOSTA DIDATTICA

Il progetto prevede un allestimento didattico temporaneo e itinerante tra diverse scuole di Langhe, Roero e Monferrato.

La mostra è di grande impatto scenografico ed  emozionale, dal momento che in un primo momento gli alunni partecipano essi stessi fisicamente alla creazione dell’Isola di Plastica, per poi risolvere il problema, altrettanto attivamente, attraverso l’attività didattica collegata .

Infatti, attraverso comportamenti quotidiani scorretti ma purtroppo ancora assai diffusi, gli alunni creeranno progressivamente un accumulo di  rifiuti plastici che finirà col coprire un grande pannello orizzontale a pavimento, rappresentante i fondali marini prima dell’inquinamento.

Il “fondale” è fulcro dell’esposizione ed è coronato da una serie di pannelli verticali bifacciali (da un lato i diversi aspetti del problema legati alla plastica, dall’altro una parte della soluzione), che inizialmente sono tutti esposti dal lato negativo.
In un secondo momento, gli alunni risolveranno, anche fisicamente, il problema attraverso una specifica offerta didattica, tarata sulle diverse età e incentrata sulle  parole chiave  PULIRE, CONOSCERE, DIFFERENZIARE, RICICLARE, SOSTITUIRE, RIDURRE, RIUSARE.

IL PROGETTO

è un allestimento didattico itinerante di Ambiente & Cultura – Alba Sotterranea per le scuole del territorio

Realizzato con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e con l’attivo di gestione delle visite di Alba Sotterranea.

Progetto didattico a cura di Sonia Fazio

Progetto museografico a cura di Marco Mozzone

Progetto grafico a cura di Desirèe Cordero

SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE DELL’ALLESTIMENTO

  • Banner in tessuto realizzati in tessuto di poliestere riciclato in SEQUAL YARN.
  • Questo innovativo filato per tessuti è composto al 100% da plastica riciclata, di cui il 10% è costituito da PLASTICA MARINA SEAQUAL® ricavata dai rifiuti raccolti negli oceani di tutto il mondo. Acquistando questo materiale, la mostra sostiene attivamente la lotta contro l’inquinamento da plastica negli oceani.
  • Il legno dei supporti è prodotto da selvicoltura sostenibile.

NOTE TECNICHE SUI PANNELLI

  • 1 colophon introduttivo alla mostra, di 140×80 cm;
  • 1 banner in tessuto a pavimento, rappresentante il fondale oceanico, di 3×2 m;
  • 7 pannelli verticali fronte/retro, con problema legato alla plastica e proposta di soluzione, di 80×180 cm.