

Filemone e Bauci, tempera su tavola (1485-90), Bramantino
Il mito di Bauci e Filemone è narrato ne Le Metamorfosi di Ovidio.
Un giorno Zeus, accompagnato da Ermes, decide di prendere sembianze umane per fare esperienze terrene. I due si travestono da vecchi viandanti e iniziano a chiedere ospitalità a diversi abitanti della Frigia, ma vengono respinti da tutti. La Frigia è una regione storica dell’Asia Minore, che era abitata da una popolazione di origine indoeuropea.
Zeus e Ermes trovano ad un certo punto una misera capanna, abitata da due anziani coniugi contadini, Bauci e Filemone, che vivono in povertà, godendo semplicemente della compagnia l’uno dell’altra, amandosi come il primo giorno. Marito e moglie sono felici di accogliere i due viandanti e di rifocillarli con il poco che hanno per loro stessi. La più grande fonte di ricchezza dei due anziani è un’oca, che sarebbero disposta a sacrificare per i loro ospiti. Tuttavia l’animale, intuendo la natura divina degli ospiti, si nasconde tra le loro gambe.
Commosso da questa magnifica ospitalità, Zeus rivela la sua vera identità. Decide di sommergere la città per punire gli uomini egoisti che non li hanno aiutati e trasforma la capanna di Bauci e Filemone in un meraviglioso tempio. Il dio domanda poi ai coniugi di esprimere un desiderio: chiedono di divenire custodi del tempio e di poter, quando arriverà il momento, morire insieme, così che nessuno debba soffrire per la perdita dell’altro.
Bauci e Filemone vivranno insieme ancora tanti anni fino al giorno in cui si trasformeranno in alberi, un tiglio e una quercia uniti per il tronco: saranno così uniti per l’eternità.
