“Enzo Bianchi, I Salmi: preghiera, grido o bestemmia”

Mercoledì 30 aprile, in occasione del Festival Biblico, la Chiesa di San Giuseppe ha ospitato, alle ore 18, un incontro aperto alla comunità dal titolo “Enzo Bianchi, i Salmi: preghiera, grido o bestemmia”.

Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose, non ha bisogno di presentazioni. «Il Salterio è il mio canto, la mia gioia, la mia pena, la mia fatica. Fin dall’infanzia esso ha quotidianamente accompagnato la mia preghiera, al mattino e alla sera, di notte e di giorno. Più volte l’ho tradotto dall’ebraico confrontandone il testo con le versioni antiche (greche, latine, siriaca…) e con quelle moderne e contemporanee, sicché è un testo sempre rinnovato, sempre animato da nuova vita e sempre capace di rinnovare chi lo prega.» Così Enzo Bianchi descrive il suo rapporto con il libro dei Salmi e introduce all’originalità e al senso dell’importanza dei Salmi per il patrimonio spirituale, culturale e artistico dell’umanità occidentale.

L’arte del riciclo: i mosaici di Franco Pagliano

Da venerdì 18 aprile a domenica 11 Maggio 2025, gli spazi della chiesa di San Giuseppe ad Alba (CN) hanno ospitato la mostra “L’arte del riciclo: i mosaici di Franco Pagliano”.

Il Centro Culturale San Giuseppe di Alba ha organizzato e presentato l’iniziativa, in collaborazione con il Centro Studi sul Paesaggio Culturale di Langhe Roero Monferrato e L’Istituto Italiano per la Salvaguardia del Paesaggio culturale Vitivinicolo.

Franco Pagliano è un artista che ha saputo trasformare un semplice passatempo in una passione travolgente, dando nuova vita a un materiale di scarto: i tappi di sughero. Attraverso un processo paziente e meticoloso, Franco progetta, ritaglia, calibra e assembla migliaia di tappi, creando opere uniche che reinterpretano l’arte musiva in chiave contemporanea.
Le sue creazioni si ispirano ai mosaici dell’epoca romana, celtica e romanica, fondendo tradizione e innovazione in un linguaggio artistico inedito.

Per ottenere una vasta gamma cromatica, i tappi vengono tinti nel vino e decolorati, poi tagliati e ricomposti con precisione, dando vita a effetti grafi ci suggestivi e sempre diversi. I mosaici di Franco Pagliano si distinguono per le loro grandi dimensioni e per la varietà dei supporti utilizzati.
Ogni opera nasce dall’incontro tra la creatività dell’artista e oggetti della tradizione rurale e contadina.

Attraverso questa mostra, il visitatore ha potuto immergersi in un viaggio tra arte, storia e tradizione, scoprendo come un semplice tappo di sughero possa trasformarsi in un’opera d’arte.

La famiglia di Franco Pagliano ha dato inoltre vita a un museo privato, la Cantina Museo, un’affascinante eno-museo situato nella Frazione Crava, nel Comune di Rocca de’ Baldi.

Il museo raccoglie, restaura ed espone antichi strumenti utilizzati nella viticoltura e nella vinificazione, offrendo un suggestivo percorso museale all’interno di una storica cascina, una delle più antiche della Frazione.

Il percorso, che segue il ciclo di produzione del vino, accompagna i visitatori in un viaggio nella storia dei vigneti, delle cantine e dei mestieri ad essi connessi. Il museo ospita al suo interno strumenti e attrezzi originali dei secoli passati, collocati all’interno di ambienti che hanno conservato il fascino e la patina di quel tempo.

La Censa di Placido e il Monastero di Toio

Domenica 23 marzo 2025, due luoghi assai significativi di San Benedetto Belbo (CN) hanno ospitato  il terzo educational day del progetto Nessuno resti indietro, dedicato all’arte, alla letteratura e alle tradizioni in Alta Langa..

Questo appuntamento, gratuito e rivolto ad appassionati dell’Alta Langa, famiglie con bambini, docenti e altre figure educanti, si è snodato in due repliche – una al mattino ed una al pomeriggio – rivolte ad un massimo di 25 partecipanti (tra adulti e bambini) intervallate dalla possibilità di pranzo conviviale presso il Monastero di Toiu, per chi ne abbia avuto il desiderio.


I LUOGHI E LE FIGURE

San Benedetto Belbo è un piccolo paese dalla grande storia, situato nel cuore dell’Alta Langa, area abitata nell’antichità dagli Antichi Liguri ed in seguito conquistata dai Romani. L’imperatore Augusto la comprese nella XI Regio, la Liguria.

LA CENSA DI PLACIDO

Il paese è strettamente legato allo scrittore e partigiano Beppe Fenoglio, che durante l’infanzia vi trascorreva le vacanze estive e che vi ha ambientato molte delle sue opere, immortalando alcuni sanbenedettesi, come il suo amico Placido Canonica, proprietario della Censa che era il vecchio emporio, osteria e bar del paese. L’edificio è  stato recentemente restaurato all’interno del progetto “La Langa del Sole” con un allestimento che coniuga tradizione e multimedialità. La Censa è compresa nel percorso fenogliano ad anello che si snoda in paese (per info clicca qui).

IL MONASTERO DI TOIO

A San Benedetto Belbo è attestata da poco dopo l’anno Mille la presenza di un monastero benedettino di cui è rimasta traccia nella toponomastica della frazione Monastero, lungo il torrente Belbo. Poco a valle, si trova la foresteria del monastero,  recuperata negli anni Settanta da Don Vittorio del Piano, prete operaio che l’ha resa un luogo di comunità e incontro, lavoro e spiritualità.

Conosciuto come Toio (1947 – 2020),  era una figura molto amata. Durante la sua vita, si è dedicato alla costruzione ed al restauro dei muretti a secco in pietra di Langa (a lui si deve anche la realizzazione di un ponte in pietra a secco su un rittano poco lontano dal monastero, ancora oggi carrabile). Si dedicava alla trasmissione degli antichi alle nuove generazioni con passione, dedicandosi anche all’arte delle icone e del mosaico e allo studio della natura dell’Alta Langa e alla produzione di miele.

Ha pubblicato diversi libri: La Convivialità (riflessioni sui Vangeli) (2011), Lettere agli amici di Roma (2013), Pietra a Secco in Alta Langa (2013), Grideranno le pietre – chiave biblica (2015) e La Fede di Gesù (fantasie sui Vangeli) (2017).  A lui è stato dedicato un libro, fortemente voluto dai suoi tanti amici dal titolo Toju… e la sua xiloteca. Raccolta delle specie legnose di Langa e Roero, che racconta la sua ultima fatica, una grande esposizione.


QUANDO E DOVE

I partecipanti all’evento si sono ritrovati in Piazza XX settembre a San Benedetto Belbo (clicca qui per la mappa), 10/15 minuti prima dell’orario di inizio replica per la registrazione.

La giornata è stata divisa in due repliche distinte ed è stata così strutturata.

REPLICA DEL MATTINO

  • qualche minuto prima delle 10.00, ritrovo dei partecipanti in Piazza XX settembre, adiacente alla Censa di Placido, per la registrazione
  • dalle 10.00 alle 10.30 visita all’allestimento multimediale della Censa di Placido e introduzione ai percorsi fenogliani di San Benedetto Belbo
  • Alle 10.30  organizzazione delle auto comuni e partenza per il Monastero di Toio (che si trova ad 1,5 km ma è difficilmente raggiungibile e ha poco posto per il parcheggio, rendendo necessaria l’ottimizzazione dello spostamento)
  • dalle 10.45. alle 12.45
    • con i bambini: presentazione del popolo degli Antichi Liguri e attività laboratoriale
    • con gli adulti: visita agli spazi del Monastero e ricordo di Toio a cura di Maria Ferrari con conclusione all’interno della splendida Xiloteca; a seguire intervento scientifico di approfondimento a cura di Donatella Murtas, Ecomuseo dei Terrazzamenti e della Vite di Cortemilia

PAUSA PRANZO

Chi lo desiderasse, ha potuto pranzare presso il Monastero, con un contributo di 15 euro, prenotando a parte entro domenica 16 marzo 2025

Chi ha partecipato alla replica del mattino, ha poi potuto camminare in autonomia lungo il percorso fenogliano in paese oppure nella natura lungo un tratto del sentiero del Girasole che tocca il Monastero (clicca qui per info).

REPLICA DEL POMERIGGIO

  • qualche minuto prima delle 14.20, ritrovo dei partecipanti in Piazza XX settembre, adiacente alla Censa di Placido, per la registrazione
  • dalle 14.30 alle 15.00 visita all’allestimento multimediale della Censa di Placido e introduzione ai percorsi fenogliani di San Benedetto Belbo,
  • alle 15.00 organizzazione delle auto comuni e partenza per il Monastero di Toio (che si trova a 1,5 km ma è difficilmente raggiungibile e ha poco posto per il parcheggio, quindi è necessario ottimizzare lo spostamento).
  • dalle 15.15 alle 17.15:
      • con i bambini: presentazione del popolo degli Antichi Liguri e attività laboratoriale
      • con gli adulti: visita agli spazi del Monastero e ricordo della figura legata al luogo, visita agli spazi del Monastero e ricordo di Toio a cura di Maria Ferrari con conclusione all’interno della splendida Xiloteca; a seguire intervento scientifico a cura di Donatella Murtas, Ecomuseo dei Terrazzamenti e della Vite di Cortemilia.

LOCANDINA

Per scaricare la locandina/promemoria in PDF clicca qui.

 


IL PROGETTO

L’evento costituisce è il terzo educational day previsto nell’ambito del progetto Nessuno resti indietro  e tratta la tematica “Arte, letteratura e tradizioni in Alta Langa”. L’attività è a cura dell’associazione Ambiente & Cultura – Alba Sotterranea.

Nessuno Resti Indietro. Mappa per un patto educativo in Alta Langa è un progetto che coordina figure impegnate nell’area dell’Alta Langa per formare una Comunità Educante. L’obiettivo è consentire ai bambini di riscoprire e riappropriarsi del proprio territorio. Questa iniziativa mira a promuovere una crescita culturale e sociale condivisa tra figure educanti, genitori e bambini.

Il progetto vede la partecipazione attiva di diverse https://naturheilpraxis-hauri.ch/ enti e associazioni, tra cui il  Cinema Vekkio di Corneliano (nelle vesti di capofila) , insieme a diversi partner tra cui Ambiente & Cultura – Alba Sotterranea, Istituto scolastico di  di Bossolasco-Murazzano, l’Istituto scolastico di Cortemilia-Saliceto, Unione Montana Alta Langa, Consorzio Socio Assistenziale, ASL CN2 – SERD, Associazione Don Verri APS, Cooperativa Operatori Sociali COS, e l’Associazione culturale Sphaeristeryum.

La collaborazione di queste organizzazioni contribuirà a creare un ambiente educativo sinergico, promuovendo una visione condivisa del territorio e favorendo la crescita dei giovani attraverso la cultura e la socializzazione.

Tour tematici in occasione di Olimpia, la prima Biennale d’arte contemporanea dell’Alta Langa

A rendere ancora più immersiva Olimpia, la nuova Biennale d’arte contemporanea in Alta Langa, ci saranno i tour tematici e sensoriali di Olimpia Outdoor, a cura di Love Langhe Tour e InLanga Tours; ogni weekend dal 5 al 27 luglio si terranno esperienze guidate, alcune più meditative e lente, altre legate al gusto e alla convivialità, tra arte, natura, cultura materiale e ritualità locali, pensate per valorizzare l’anima più autentica e dinamica dell’Alta Langa.

Ogni tappa del festival sarà accompagnata da itinerari dedicati, capaci di coniugare l’esplorazione artistica con il piacere del cammino e della scoperta: colazioni nei crutin, ovvero le piccole cantine scavate nel tufo tipiche delle Langhe, camminate tra noccioleti e vigneti, degustazioni creative, sessioni di yoga all’alba e tappe nei luoghi simbolici del territorio. Saranno previsti anche percorsi in modalità trekking e biking, per vivere a pieno l’elemento outdoor, cifra distintiva del turismo contemporaneo in Alta Langa.

L’ideazione dei percorsi turistici è stata appositamente pensata per coinvolgere in maniera armonica e diffusa l’intero territorio dell’Unione Montana Alta Langa, composta da 38 Comuni, valorizzandone la rete di paesaggi, tradizioni e presìdi culturali.

Per informazioni e costi:

tour@lovelanghe.com

+39 0173 216026
+39 393 5762060

Clicca qui per scaricare la locandina.

 

ERA GALLIZIO. Pinot Gallizio e la scoperta della preistoria: reperti, opere, collezionismo

Era Gallizio. Pinot Gallizio e la scoperta della preistoria: reperti, opere, collezionismo

a cura di Maria Teresa Roberto

12 aprile – 12 ottobre 2025

Museo civico archeologico e di scienze naturali Federico Eusebio, Alba

Inaugurazione sabato 12 aprile 2025 ore 17.30

Alle ore 10,30 ingresso riservato ai giornalisti

 

Dal 12 aprile al 12 ottobre 2025 il Museo civico Federico Eusebio di Alba accoglie il progetto espositivo Era Gallizio. Pinot Gallizio e la scoperta della preistoria: reperti, opere, collezionismo.

Collegandosi alle manifestazioni che in varie sedi sono state dedicate al sessantesimo anniversario della morte di Pinot Gallizio (Alba, 1902–1964), la Città di Alba ha realizzato la mostra in collaborazione con l’Archivio Gallizio di Torino e il Centro Studi Beppe Fenoglio e con il supporto della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, nell’ambito del progetto Esterno GAM.

La locandina del progetto espositivo

Si tratta di un focus espositivo inedito, dedicato all’interesse dell’artista nei confronti dell’archeologia e della preistoria. Curata da Maria Teresa Roberto, curatrice del Catalogo generale delle opere di Gallizio, la mostra è allestita negli spazi del Museo civico Federico Eusebio, che conserva i molti reperti da lui donati, frutto delle ricerche condotte tra il 1943 e il 1949 nei siti esplorati mezzo secolo prima dal mineralogista e paleontologo Giovanni Battista Traverso (Genova, 1843 – Alba, 1914). Testi d’epoca, fotografie e manoscritti inediti, tra cui un registro sul quale Gallizio prendeva nota degli esiti delle sue indagini, raccontano la storia di quei ritrovamenti, che hanno avuto il merito di risvegliare l’interesse per la stazione neolitica di Alba e di aprire la via a successivi cicli di scavi.

Una serie di interventi grafici, concepiti come parte integrante dell’allestimento, accompagna il visitatore lungo il percorso espositivo, evidenziando sia la presenza nella collezione permanente dei reperti donati da Gallizio, sia l’inserimento delle sue opere nelle sale. L’identità visiva della mostra si integra quindi nel museo stesso, allo scopo di far dialogare il patrimonio storico e le opere contemporanee.

A metà anni Cinquanta, l’incontro con l’artista danese Asger Jorn (Vejrum, 1914 – Aarhus, 1973), anch’egli appassionato di etnografia e archeologia e protagonista delle attività del gruppo CoBrA come di quelle del Movimento per una Bauhaus immaginista, impresse una nuova direzione alle riflessioni di Gallizio sulla preistoria, indagata da quel momento come punto di origine della creazione artistica. Gallizio lo dichiarava a Carla Lonzi nel documentario RAI del 1963 L’uomo di Alba, proiettato in mostra accanto a L’ansa dei pesci dolci, uno dei dipinti presenti alle sue spalle nel documentario.

Il confronto con temi iconografici arcaici caratterizza la grande testa in arenaria del 1957, qui esposta per la prima volta, alcuni monotipi e molte pagine del Diario emozionale, esem

Capo vichingo

pio unico di dipinto in forma di libro in cui Gallizio sperimentò, tra il 1956 e il 1960, tutte le possibilità espressive della pittura.

Nel 1956 Gallizio e Jorn organizzarono ad Alba insieme a Piero Simondo ed Elena Verrone il 1° Congresso mondiale degli Artisti liberi. In quell’occasione lo studio di Gallizio – divenuto «Laboratorio sperimentale del Movimento internazionale per una Bauhaus immaginista» – fu luogo di incontro e di sperimentazione per gli artisti convenuti ad Alba. Le ricerche condotte presso l’Archivio Gallizio hanno permesso di comprendere che Teste, il dipinto di Asger Jorn appartenente alle collezioni della GAM di Torino che arricchisce il percorso della mostra, fu realizzato dall’artista danese durante il congresso nel Laboratorio sperimentale di Alba, nel settembre del 1956.

L’amicizia con Jorn portò Gallizio a confrontarsi anche con simbologie e archetipi visivi nordeuropei, un tema approfondito nel 1961 durante un soggiorno in Danimarca di cui resta traccia nel quadro Capo vichingo, realizzato a Copenaghen e mai esposto prima d’ora in Italia.

Il lichene spregiudicato, una tela del 1961 di proprietà del Comune di Alba, aggiunge un riferimento alle competenze naturalistiche di Gallizio, che dedicò le sue ricerche anche alla botanica e a quella che egli definiva «chimica vegetale».

L’Anticamera

In omaggio alla molteplicità di queste passioni, il percorso si conclude con l’Anticamera della morte, realizzata da Gallizio nel suo studio negli ultimi mesi del 1963, e oggi di proprietà del Comune di Alba. Contenitori e scaffali di forme e dimensioni diverse accolgono un insieme eterogeneo di oggetti, strumenti e reperti connessi ai suoi interessi professionali e amatoriali nel campo della chimica, dell’erboristeria, dell’archeologia, dell’etnografia, della pittura. L’artista ricoprì l’insieme dei mobili e degli oggetti di pigmenti nero fumo, con una scelta monocromatica che caratterizzava anche la contemporanea produzione dei Neri, uno dei quali presente in mostra.

Completata pochi mesi prima della sua improvvisa scomparsa, avvenuta nel febbraio del 1964, l’Anticamera assume qui il valore di un museo nel museo, di una Wunderkammer che conserva una collezione di oggetti dalla forte valenza autobiografica, esempio precoce delle pratiche dell’assemblage e dell’installazione.

 

L’esposizione è stata resa possibile grazie al prezioso contributo di Fondazione CRC, Banca d’Alba, Mollo Noleggi e grazie al supporto di Fondazione Ferrero che da oltre venticinque anni promuove e collabora ad iniziative culturali ad ampio spettro per valorizzare Pinot Gallizio.

DOVE E QUANDO

Museo civico “Federico Eusebio”

via Vittorio Emanuele II, 19 – Alba, interno del Cortile della Maddalena.

Orari di apertura del Museo

dal martedì al venerdì: 15 – 18 / sabato, domenica e festivi: 10 – 13 e 15 – 19

 

L’ingresso alla mostra è incluso nel biglietto del Museo

 

Maria Teresa Roberto ha insegnato Storia dell’arte contemporanea all’Accademia Albertina e all’Università di Torino. È autrice di volumi sulla scultura monumentale di Arturo Martini, sull’opera pittorica e sugli scritti di Pinot Gallizio, sull’attività performativa di Michelangelo Pistoletto, sulla storia delle gallerie Sperone e Notizie. Ha curato, tra le altre, le mostre Apollinaire e l’invenzione “surréaliste”. Il poeta e i suoi amici nella Parigi delle avanguardie, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino 2018; Surprise!!! – Aldo Mondino. A 160 cm da terra; Jim Dine@Sperone 1965 – 1973; Gianni Piacentino. Modellini sculture 1969; Giorgio Ciam. Gli uomini neri; DDP 1968. Alighiero Boetti, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino 2015; Surprise!! – Pinot Gallizio. Ultime notizie; Plinio Martelli. Opere prime; Piero Fogliati. Suono e luce per La città fantastica; Gianni Colosimo. Il grande sonno della trapezista, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino 2014; Surprise! –  Ugo Nespolo. Gli anni dell’avanguardia; Pietro Gallina. Ombre, profili, impronte; Fluxus alla GAM. 26 aprile 1967; Michela Pachner, “… una scultura chiamata casa”; Max Pellegrini. Ritratti femminili 1966-7, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino 2012-2013; Pinot Gallizio. ‘La Gibigianna’, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino 2007; Luigi Spazzapan tra figura e astrazione (con M. Bandini), Filatoio, Caraglio 2004; Luci in Galleria. Da Warhol al 2000. Gian Enzo Sperone 35 anni di mostre fra Europa e America hausarzt-roethenbach.de (con A. Minola, M. C.  Mundici, F. Poli), Palazzo Cavour, Torino 2000; Alighiero Boetti 1965-1994 (con J.-Ch. Ammann e A.-M. Sauzeau), GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino 1996 – Musée d’Art Moderne, Villeneuve-d’-Ascq 1997 – Museum Moderner Kunst, Vienna 1997.

Tra arte, storia ed archeologia: mostre & “Alba Sotterranea” nell’inverno cittadino 2024/2025.

Nel corso della stagione invernale 2024/2025, la Città di Alba (Città creativa UNESCO) ospita due prestigiose mostre.
La Fondazione Ferrero è infatti teatro, fino a febbraio 2025, della mostra “Giuseppe PenoneImpronte di luce” (maggiori informazioni sulla mostra a questo link: http://ambientecultura.it/31955/giuseppe-penone-impronte-di-luce-alba-sotterranea-la-mostra-alla-fondazione-ferrero-di-alba/).
Palazzo Banca d’Alba è invece la sede, fino al 23 marzo 2025, dell’esposizione dell’opera “Madonna della Bocciata” di Pietro Cavallini, che lascerà le Grotte Vaticane per sostare ad Alba (maggiori informazioni sull’esposizione dell’opera a questo link: http://ambientecultura.it/31963/la-madonna-della-bocciata-alba-sotterranea-la-mostra-a-palazzo-banca-dalba/).
Cogliendo l’occasione della visita ad una o ad entrambe le mostre, i turisti interessati hanno, inoltre, l’opportunità di abbinare, a queste due iniziative di alto respiro artistico, la partecipazione al tour di Alba Sotterranea, di sicuro interesse, alla scoperta delle radici archeologiche sotterranee della città di Alba, la Capitale delle Langhe, immersa tra le colline dei paesaggi vitivinicoli Patrimonio dell’Umanità.
“Alba sotterranea. Il passato è sotto ai tuoi piedi!” è una visita guidata condotta da un archeologo professionista, che nel 2011 ha ottenuto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Maggiori dettagli ed informazioni generali sul progetto sono disponibili al seguente link: http://ambientecultura.it/territorio/alba/musei/eusebio/alba-sotterranea-viaggio-al-centro-della-citta/.
Per partecipare ad uno dei tours proposti da “Alba Sotterranea”, occorre iscriversi online ad uno dei turni di visita programmati per specifiche date di calendario, compilando l’apposito modulo in calce all’evento proposto per la data di interesse. L’elenco completo delle date di calendario, nel corso delle quali siano già previsti turni di visita ad Alba Sotterranea, è consultabile al seguente link: http://ambientecultura.it/events/categories/alba-sotterranea/.
In alternativa, è possibile prenotare tours “Alba Sotterranea” per gruppi e scolaresche o visite private anche in qualsiasi altra data, concordando i dettagli della visita e ricevendo ogni informazione necessaria, tramite l’invio di una una mail all’indirizzo: info@ambientecultura.it.

Non perdete l’occasione di immergervi nell’arte, nella storia e nell’archeologia!

Gallizio e Ghedini. Suoni e immagini per un Antimondo

Sabato 16 novembre alle ore 18 ad Alba nella Chiesa di San Giuseppe, Alba Music Festival ha presentato lo spettacolo “Gallizio e Ghedini. Suoni e immagini per un Antimondo” a cura di Dino Bosco, con la partecipazione di Nicola Davico al pianoforte, evento collaterale della mostra: Gallizio. L’uomo di Alba, nei locali di Corso Torino 18.

Incontro fra parole, musica e arte figurativa con l’esposizione di opere di studenti del Liceo Artistico “Pinot Gallizio” di Alba.

In linea con il costante impegno nella produzione concertistica e nell’assiduo sviluppo di sinergie con i poli culturali e artistici del territorio, Alba Music Festival ha presentato il suo sguardo, tra parole e musica, nell’ambito della mostra “Gallizio. L’uomo di Alba“, dedicata a Pinot Gallizio e realizzata dall’Ordine dei Cavalieri delle Langhe negli spazi di CorsoTorino Professional Workshop in Corso Torino 18 ad Alba.

Dino Bosco, musicologo e divulgatore di Alba Music Festival sviluppa, con un particolare e suggestivo angolo prospettico, le relazioni tra Gallizio e la musica del suo tempo, fornendo un tassello aggiuntivo nell’esplorazione dell’epoca e della personalità così eclettica e sorprendente del nostro conterraneo.

Un percorso dialogico che mette in relazione l’esperienza dell’albese Pinot con quella del compositore cuneese Giorgio Federico Ghedini: due figure, per molti versi antitetiche, accomunati da una visione lucida e inquieta della realtà e parallelamente dal bisogno di individuare dimensioni proprie – l’Antimondo ne è un esempio – in cui ora sperimentare nuove formule, ora rielaborare l’eredità del passato.

L’incontro, strutturato con precise alternanze di parole e musica, è stato arricchito dai manoscritti inediti del compositore, conservati presso la Biblioteca del Conservatorio di Torino, eseguiti al pianoforte da Nicola Davico, musicista, studioso e direttore d’orchestra.

Ulteriore motivo di interesse saranno le opere degli studenti del Liceo Artistico “Pinot Gallizio” di Alba realizzate per il Palio di Alba 2024, che ha reso omaggio al pittore albese nel sessantesimo anniversario della morte. Nell’anno scolastico 2023/24 gli allievi della classe 5A dell’indirizzo figurativo, coordinati dall’insegnante Vilma Vola, hanno risposto all’invito del presidente della Giostra delle Cento Torri, Luca Sensibile, realizzando alcune tele dipinte in acrilico e un rotolo di pittura industriale, opere che sono state esposte nella Chiesa di San Giuseppe dal 13 al 24 novembre.

Created with GIMP

————————————————————————————————————————

Ufficio Stampa
Alba Music Festival

tel. 0173 362408
www.albamusicfestival.com

Facebook: Alba Music Festival
Instagram: @albamusicfestival
YouTube: albamusicfestival

La Madonna della Bocciata & Alba Sotterranea: la mostra a Palazzo Banca d’Alba

Per la prima volta la Madonna della Bocciata di Pietro Cavallini lascia le sacre Grotte Vaticane per essere ammirata dal pubblico. Dal 23 novembre 2024 al 23 marzo 2025 si potrà contemplare, a Palazzo Banca d’Alba, questo prezioso affresco appena restaurato grazie al contributo di Banca d’Alba.

Con l’occasione, il visitatore della mostra potrà scoprire in giornata anche le radici sotterranee più antiche della città, partecipando in una delle date di calendario alle visite guidate dagli archeologi di Alba Sotterranea (clicca qui per scoprire tutte le date). Altrimenti, se siete un piccolo gruppo oppure volete richiedere una visita privata, potete scrivere a info@ambientecultura.it.

L’operazione culturale voluta da Fondazione Banca d’Alba ha il patrocinio della Fabbrica di San Pietro e dalla Diocesi di Alba.

Il fulcro dell’esposizione è la celebre immagine della Madonna col Bambino, risalente al XVI secolo e rinomata per la sua storia miracolosa. Un tesoro di rara bellezza che ha affascinato generazioni di fedeli e amanti dell’arte.

Inoltre è possibile ammirare i busti degli apostoli Pietro e Paolo, capolavori medievali datati tra il 1277 e il 1280. Questi rari frammenti, provenienti da un ciclo di affreschi commissionato da papa Niccolò III Orsini, trasportano i visitatori in un viaggio nel tempo e nell’iconografia paleocristiana.

Orari:

  • venerdì dalle ore 15 alle ore 19
  • sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19

Aperture straordinarie: giovedì 26 dicembre e lunedì 6 gennaio dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19

Ingresso gratuito aperto al pubblico

Per visite guidate prenotare qui (sono disponibili i pomeriggi dal martedì al giovedì dalle ore 15 alle ore 19. Consigliamo un preavviso di 5 giorni lavorativi per poter garantire la presenza della guida turistica)

Per le scuole sono previste visite guidate gratuite nelle mattine dal martedì al venerdì .Per prenotazioni scrivere a info@turismoinlanga.it o contattare lo 0173 264030. Consigliamo un preavviso di 5 giorni lavorativi per poter garantire la presenza della guida turistica.

Per le famiglie è stato realizzato, in collaborazione con il Museo Diocesano, un percorso ad hoc per incuriosire e affascinare i più piccoli a questo “misterioso caso” che è stato tramandato dalla storia.

L’invito è quello di venire a scoprire questo importante esemplare di arte trecentesca che abbiamo reso fruibile a tutti con un percorso di immagini e parole che accompagneranno la visita.

“Giuseppe Penone. Impronte di Luce” & Alba Sotterranea: la mostra alla Fondazione Ferrero di Alba

La Fondazione Ferrero di Alba presenta, da sabato 26 ottobre 2024 a domenica 16 febbraio 2025, la mostra Giuseppe PenoneImpronte di luce, ampia antologica dedicata al lavoro di uno dei più grandi protagonisti dell’arte contemporanea internazionale, pensata appositamente per gli spazi della Fondazione.
Con l’occasione, il visitatore della mostra potrà scoprire in giornata anche le radici sotterranee più antiche della città, partecipando in una delle date di calendario alle visite guidate dagli archeologi di Alba Sotterranea (per scoprire tutte le date clicca qui). Altrimenti, se siete un piccolo gruppo oppure volete richiedere una visita privata, potete scrivere a info@ambientecultura.it.

L’esposizione, a cura di Jonas Storsve, in collaborazione con l’artista, riunisce oltre cento opere, dando forma a un racconto visivo della ricca produzione artistica di Giuseppe Penone (Garessio, 1947) che si estende dagli anni Sessanta sino a oggi.
Filo rosso della mostra è il tema dell’impronta, soggetto privilegiato nella ricerca dell’artista, che si ritrova in tutto l’arco temporale della sua produzione: dall’opera Alpi Marittime del 1968, prima sperimentazione del contatto diretto tra corpo e bosco, fino alla serie Impronte di luce (2022 – 2023) che viene presentata per la prima volta in Italia proprio in questo contesto.

Il percorso espositivo approfondisce il tema dell’impronta spaziando dal disegno alla fotografia, dalla modellazione all’intaglio in un compendio accurato della vasta selezione di generi e tecniche affrontati dall’artista. Il motivo dell’impronta diviene nella visione di Giuseppe Penone sinonimo di contatto tra superfici differenti e trova una propria manifestazione ideale nella natura, intesa come ecosistema globale di cui ogni elemento è parte integrante, dall’essere umano alle foglie, dagli alberi alla terra.

Completa il progetto espositivo il catalogo illustrato edito da Skira, che riunisce le immagini di tutte le opere in mostra e vi affianca i saggi a firma dell’artista e del curatore, assieme ai contributi di Jean-Christophe Bailly, Olivier Cinqualbre, Carlo Ossola e Francesco Guzzetti, responsabile del coordinamento scientifico della mostra.

Per tutta la durata della mostra, nell’auditorium della Fondazione sarà visibile il documentario La memoria dei fluidi. Giuseppe Penone scultore di Giampaolo Penco (Italia, 2012). Il film, della durata di 60’, sarà proiettato dal mercoledì alla domenica alle ore 16 e alle ore 17. La proiezione è gratuita.
Il pubblico può accedere all’auditorium direttamente dalle sale espositive.

————-

 

Giuseppe Penone
Nato a Garessio nel 1947, Giuseppe Penone vive e lavora a Torino, dove tiene le sue prime mostre tra il 1968 e il 1969, rivelandosi tra i protagonisti dell’Arte Povera. Nella sua arte, il processo di attuazione è parte integrante dell’opera e sono le azioni compiute dall’artista in rapporto dialettico con quelle naturali, che danno forma alla materia. L’albero, “idea prima e più semplice di vitalità, di cultura, di scultura”, è un elemento centrale nel suo lavoro. Penone ha rappresentato l’Italia alla 52° Biennale di Venezia del 2007 e ha tenuto mostre personali in importanti istituzioni italiane ed estere, tra cui Stedelijk Museum (1980), National Gallery of Canada di Ottawa (1983), Castello di Rivoli (1991), Toyota Municipal Museum of Art (1997), Centre Georges Pompidou (2004, 2022), Château de Versailles (2013), MART di Rovereto (2016), Rijksmuseum (2016), Galleria degli Uffizi (2021), Philadelphia Museum of Art (2022), Galleria Borghese (2023).

Jonas Storsve
Jonas Storsve è nato a Copenaghen nel 1956. Ha studiato storia dell’arte a Parigi, presso l’Ecole du Louvre e l’università La Sorbonne. Ha ricoperto la carica di curatore presso diverse istituzioni museali francesi, quali il Musées de la Ville de Strasbourg (1988-91) e il Musée des Beaux-Arts de Nantes (1991-95). Dal 1996 al 2006, è stato curatore presso il Cabinet d’art graphique del Musée National d’art moderne, Centre Georges Pompidou di Parigi. Nello stesso museo, è diventato curatore capo del dipartimento di arte grafica, dal 2009 al 2023. Ha curato numerose mostre e pubblicazioni su artisti moderni e contemporanei. Nel 1991 ha organizzato, insieme a Michèle Lavallée, la prima grande antologica dedicata al lavoro su carta di Giuseppe Penone (Giuseppe Penone. L’espace de la main, Strasburgo, Ancienne Douane, 26 ottobre 1991 – 19 gennaio 1992). Più di recente, è stato il curatore, in collaborazione con Laetitia Pesenti, della mostra Giuseppe Penone. Dessins (19 ottobre 2022-6 marzo 2023) presso il Musée national d’art moderne, Centre Georges Pompidou, con la quale è stata celebrata la donazione dell’artista al museo francese di più di trecento opere su carta, realizzate nel corso di tutta la sua attività.

“Armonia di Forme” di Sergio Unia

Giovedì 12 settembre 2024 negli spazi del Centro culturale San Giuseppe ad Alba è stata inaugurata la mostra “Armonia di forme, sculture e disegni. Segni di un tempo” di Sergio Ùnia, che è rimasta esposta fino a domenica 27 ottobre 2024.

LA MOSTRA

L’esposizione personale ha proposto una serie di sculture, in gesso e in bronzo, e di disegni inediti, dedicati al dolore e alla sofferenza causati dalla guerra. Un tema, quello dei conflitti, purtroppo sempre presente e oggi sentito particolarmente vicino, sapientemente espresso nei capolavori di Sergio Ùnia che qui si concretizzano in un inno alla bellezza artistica che porta alla riflessione.

Dopo i diversi progetti che hanno visto l’artista lasciare segni importanti nel territorio e nella città di Alba, collaborando per la realizzazione della fusione della scultura dedicata al Generale Govone e della scultura del campione di pallapugno Augusto Manzo, alcune sue significative opere hanno trovato esposizione temporanea nella mostra “ARMONIA di FORME, sculture e disegni. Segni di un tempo”, presso il Centro culturale San Giuseppe di Alba.

L’ARTISTA

Sergio Ùnia nasce a Roccaforte di Mondovì (CN). Si trasferisce giovanissimo a Torino dove entra in contatto con gli ambienti artistici della città, nei quali avviene la sua formazione; nel 1970 segue i liberi corsi di nudo all’Accademia Albertina. Nel 1971 realizza la sua prima mostra personale a Torino. Da quel momento il suo lavoro si intensifica e si perfeziona privilegiando la scultura, che diviene il centro dei suoi interessi. Seguiranno più di 160 mostre personali in Italia e all’estero. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche delle regioni Piemonte e Valle d’Aosta, delle province di Cuneo e di Alessandria. Negli anni sono stati dedicati numerosi servizi su televisioni pubbliche e private e altrettanti articoli su riviste e quotidiani. Ad oggi risultano pubblicate due monografie dei suoi lavori: “Sergio ÙNIA sculture e disegni”, 1978 e “Sergio Ùnia, biografia per immagini”, 1994. È inoltre presente nella videoteca della Galleria d’Arte Moderna di Torino con numerosi video e interviste. Numerose sue opere sono state consegnate a personaggi del mondo dello sport, del giornalismo, della politica e dello spettacolo (Presidenti della Repubblica, cantanti, attori).