Tra arte, storia ed archeologia: mostre & “Alba Sotterranea” nell’inverno cittadino 2024/2025.

Non perdete l’occasione di immergervi nell’arte, nella storia e nell’archeologia!



Non perdete l’occasione di immergervi nell’arte, nella storia e nell’archeologia!


Con l’occasione, il visitatore della mostra potrà scoprire in giornata anche le radici sotterranee più antiche della città, partecipando in una delle date di calendario alle visite guidate dagli archeologi di Alba Sotterranea (clicca qui per scoprire tutte le date). Altrimenti, se siete un piccolo gruppo oppure volete richiedere una visita privata, potete scrivere a info@ambientecultura.it.

L’operazione culturale voluta da Fondazione Banca d’Alba ha il patrocinio della Fabbrica di San Pietro e dalla Diocesi di Alba.
Il fulcro dell’esposizione è la celebre immagine della Madonna col Bambino, risalente al XVI secolo e rinomata per la sua storia miracolosa. Un tesoro di rara bellezza che ha affascinato generazioni di fedeli e amanti dell’arte.
Inoltre è possibile ammirare i busti degli apostoli Pietro e Paolo, capolavori medievali datati tra il 1277 e il 1280. Questi rari frammenti, provenienti da un ciclo di affreschi commissionato da papa Niccolò III Orsini, trasportano i visitatori in un viaggio nel tempo e nell’iconografia paleocristiana.
Orari:
Aperture straordinarie: giovedì 26 dicembre e lunedì 6 gennaio dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19
Ingresso gratuito aperto al pubblico
Per visite guidate prenotare qui (sono disponibili i pomeriggi dal martedì al giovedì dalle ore 15 alle ore 19. Consigliamo un preavviso di 5 giorni lavorativi per poter garantire la presenza della guida turistica)
Per le scuole sono previste visite guidate gratuite nelle mattine dal martedì al venerdì .Per prenotazioni scrivere a info@turismoinlanga.it o contattare lo 0173 264030. Consigliamo un preavviso di 5 giorni lavorativi per poter garantire la presenza della guida turistica.
Per le famiglie è stato realizzato, in collaborazione con il Museo Diocesano, un percorso ad hoc per incuriosire e affascinare i più piccoli a questo “misterioso caso” che è stato tramandato dalla storia.
L’invito è quello di venire a scoprire questo importante esemplare di arte trecentesca che abbiamo reso fruibile a tutti con un percorso di immagini e parole che accompagneranno la visita.
L’esposizione, a cura di Jonas Storsve, in collaborazione con l’artista, riunisce oltre cento opere, dando forma a un racconto visivo della ricca produzione artistica di Giuseppe Penone (Garessio, 1947) che si estende dagli anni Sessanta sino a oggi.
Filo rosso della mostra è il tema dell’impronta, soggetto privilegiato nella ricerca dell’artista, che si ritrova in tutto l’arco temporale della sua produzione: dall’opera Alpi Marittime del 1968, prima sperimentazione del contatto diretto tra corpo e bosco, fino alla serie Impronte di luce (2022 – 2023) che viene presentata per la prima volta in Italia proprio in questo contesto.
Il percorso espositivo approfondisce il tema dell’impronta spaziando dal disegno alla fotografia, dalla modellazione all’intaglio in un compendio accurato della vasta selezione di generi e tecniche affrontati dall’artista. Il motivo dell’impronta diviene nella visione di Giuseppe Penone sinonimo di contatto tra superfici differenti e trova una propria manifestazione ideale nella natura, intesa come ecosistema globale di cui ogni elemento è parte integrante, dall’essere umano alle foglie, dagli alberi alla terra.
Completa il progetto espositivo il catalogo illustrato edito da Skira, che riunisce le immagini di tutte le opere in mostra e vi affianca i saggi a firma dell’artista e del curatore, assieme ai contributi di Jean-Christophe Bailly, Olivier Cinqualbre, Carlo Ossola e Francesco Guzzetti, responsabile del coordinamento scientifico della mostra.
Per tutta la durata della mostra, nell’auditorium della Fondazione sarà visibile il documentario La memoria dei fluidi. Giuseppe Penone scultore di Giampaolo Penco (Italia, 2012). Il film, della durata di 60’, sarà proiettato dal mercoledì alla domenica alle ore 16 e alle ore 17. La proiezione è gratuita.
Il pubblico può accedere all’auditorium direttamente dalle sale espositive.

Giuseppe Penone
Nato a Garessio nel 1947, Giuseppe Penone vive e lavora a Torino, dove tiene le sue prime mostre tra il 1968 e il 1969, rivelandosi tra i protagonisti dell’Arte Povera. Nella sua arte, il processo di attuazione è parte integrante dell’opera e sono le azioni compiute dall’artista in rapporto dialettico con quelle naturali, che danno forma alla materia. L’albero, “idea prima e più semplice di vitalità, di cultura, di scultura”, è un elemento centrale nel suo lavoro. Penone ha rappresentato l’Italia alla 52° Biennale di Venezia del 2007 e ha tenuto mostre personali in importanti istituzioni italiane ed estere, tra cui Stedelijk Museum (1980), National Gallery of Canada di Ottawa (1983), Castello di Rivoli (1991), Toyota Municipal Museum of Art (1997), Centre Georges Pompidou (2004, 2022), Château de Versailles (2013), MART di Rovereto (2016), Rijksmuseum (2016), Galleria degli Uffizi (2021), Philadelphia Museum of Art (2022), Galleria Borghese (2023).
Jonas Storsve
Jonas Storsve è nato a Copenaghen nel 1956. Ha studiato storia dell’arte a Parigi, presso l’Ecole du Louvre e l’università La Sorbonne. Ha ricoperto la carica di curatore presso diverse istituzioni museali francesi, quali il Musées de la Ville de Strasbourg (1988-91) e il Musée des Beaux-Arts de Nantes (1991-95). Dal 1996 al 2006, è stato curatore presso il Cabinet d’art graphique del Musée National d’art moderne, Centre Georges Pompidou di Parigi. Nello stesso museo, è diventato curatore capo del dipartimento di arte grafica, dal 2009 al 2023. Ha curato numerose mostre e pubblicazioni su artisti moderni e contemporanei. Nel 1991 ha organizzato, insieme a Michèle Lavallée, la prima grande antologica dedicata al lavoro su carta di Giuseppe Penone (Giuseppe Penone. L’espace de la main, Strasburgo, Ancienne Douane, 26 ottobre 1991 – 19 gennaio 1992). Più di recente, è stato il curatore, in collaborazione con Laetitia Pesenti, della mostra Giuseppe Penone. Dessins (19 ottobre 2022-6 marzo 2023) presso il Musée national d’art moderne, Centre Georges Pompidou, con la quale è stata celebrata la donazione dell’artista al museo francese di più di trecento opere su carta, realizzate nel corso di tutta la sua attività.
Con l’autunno ritorna, immancabile, l’appuntamento albese più atteso dell’anno: la Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba, giunta nel 2023 alla 93^edizione. Un ricco calendario di eventi culturali, sportivi e artistici le farà poi da corollario. Si moltiplicano anche le possibilità di visita ad Alba Sotterranea, con date di visita straordinarie in tutti i giorni della Fiera. Per info sui tour clicca qui.

Se il futuro ci riserva molte incertezze, la terra: la stessa terra che ci dà grandi vini e grandi prodotti figli della cultura materiale e immateriale che ha reso il territorio di Langhe Monferrato e Roero Patrimonio
dell’Umanità, sarà una delle poche certezze. Questo è il tema della 93ª edizione.
la Presidente dell’Ente Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba Liliana Allena.
Per nove settimane, Alba e il territorio torneranno ad animarsi attraverso le innumerevoli proposte della Fiera per tutti gli amanti dell’oro bianco delle Langhe: anticipata dalla tradizionale inaugurazione il giorno precedente, l’avvio della 93ª edizione è previsto per sabato 7 ottobre, arrivando fino a domenica 3 dicembre. La Fiera sarà visitabile tutti i weekend il sabato e la domenica, con l’apertura straordinaria di mercoledì 1° novembre.
Alba, come il nome della Città che al Tartufo Bianco ha dato il nome, capofila di un territorio sempre più vocato al turismo internazionale, ma Alba intesa anche come nuovo inizio, come il sole che sorge, in cui sono i giovani a essere protagonisti, l’aurora di un futuro che vede un ritorno alle origini.

Un ruolo centrale avrà l’Intelligenza Artificiale, nuovo tassello di un progresso tecnologico che divide la stessa comunità scientifica. In quest’ottica si rafforza la collaborazione con Microsoft Italia, Alba diventerà infatti un laboratorio nel quale i visitatori potranno sperimentare le applicazioni legate all’Intelligenza Artificiale di nuova generazione, per esplorarne le potenzialità.
Langhe, Monferrato e Roero potranno essere un modello per il futuro e sulle azioni da compiere per preservare la “Madre Terra”?
Pensando quindi al tema della sostenibilità, declinata sui tre assi ambientale, sociale ed economico, venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 novembre tornerà il ciclo di incontri “Sostenibilità incrociate”. Si comincia il 3 novembre con la giornata “E così vorresti fare lo chef?”, interamente curata dal narratore gastronomico Paolo Vizzari, e dedicata ai giovani degli istituti alberghieri del territorio e nazionali. A seguire, calcheranno il palco del Teatro Sociale “G. Busca” di Alba, dialogando tra loro, personaggi del mondo dell’alta finanza, dell’innovazione digitale, dell’alta moda, dell’arte, della musica, del design e della cultura e, ovviamente, della cucina d’autore.
Cuore della Fiera rimarrà il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, unitamente alla rassegna Albaqualità, all’interno del Cortile della Maddalena, visitabili tutti i weekend il sabato e la domenica, con l’apertura straordinaria di mercoledì 1° novembre. Sarà il luogo in cui poter acquistare magnifici esemplari di Tuber magnatum Pico, accuratamente selezionati dai giudici di Analisi Sensoriale del Tartufo, formati dal Centro Nazionale Studi Tartufo, a garanzia dell’altissima qualità dei prodotti proposti con un sistema di certificazione a norma ISO per gli esemplari di peso superiore ai 50 grammi, per i quali da quest’anno sarà possibile una doppia verifica attraverso la garanzia fornita dalla blockchain.
A impreziosire il tutto, i Cooking Show all’interno della Sala Beppe Fenoglio, accompagnati dalle “Alte Bollicine Piemontesi” del Consorzio Alta Langa e dall’entrée di benvenuto del Consorzio di Promozione e Tutela del Prosciutto Crudo di Cuneo DOP. Per accogliere, nel consueto clima di raffinata famigliarità, le creazioni gourmet nate dall’estro sapiente di grandi firme della cucina nazionale e internazionale; i seminari di Analisi Sensoriale del Tartufo, un’esperienza immersiva che consente di conoscere in modo semplice, ma profondo, le caratteristiche del tartufo; e le Wine Tasting Experience dedicate ai grandi vini di Langhe, Monferrato e Roero.
Sono confermati anche i format vincenti delle Cene insolite, che vedranno riproporsi il riuscito connubio tra scenari di pregio e chef stellati (oltre al Teatro Sociale di Alba, il calendario prevede tappe presso l’Hotellerie de Mascognaz, villaggio di origine Walser ai piedi del Monte Rosa) e dei Laboratori del Gusto allestiti presso la Sala Beppe Fenoglio, con tantissime proposte.
Negli anni è divenuto sempre più forte il legame tra l’UNESCO e queste terre, con la loro cultura enogastronomica che nel Tartufo Bianco d’Alba ha il suo principale alfiere. E, con lo spostamento del focus dal prodotto al suo utilizzo nell’alta gastronomia, la Fiera internazionale del Tartufo Bianco d’Alba quest’anno supporta e sosterrà con diverse iniziative la candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio immateriale dell’Umanità UNESCO.
Guardando invece alle Creative Cities UNESCO italiane per la gastronomia – Alba, Bergamo e Parma – si rafforzerà quest’anno il sodalizio nato nel 2021, con la costituzione del Distretto della Citta Creative UNESCO, il cui intento è quello di avviare un percorso di politiche comuni di valorizzazione e di promozione dei territori. Dopo Bergamo, nel 2022, e in attesa di Parma il prossimo anno, il 2023 vedrà protagonista Alba, nel weekend di sabato 4 e domenica 5 novembre: nella centrale piazza Risorgimento saranno presentate al pubblico nazionale e internazionale le eccellenze gastronomiche che caratterizzano i rispettivi territori e sarà promosso il pacchetto turistico congiunto in abbinamento ad approfondimenti tematici e degustazioni.
Si rinnova la collaborazione con la Strada del Barolo e grandi vini di Langa e la partnership con i grandi vini internazionali: dopo lo Champagne del 2021 e la Borgogna del 2022, quest’anno faranno il loro debutto in Fiera i vini della California e Napa Valley, con un weekend – quello del 25 e 26 novembre – all’insegna di eventi e cene che valorizzeranno il connubio tra i grandi rossi californiani e il prezioso bianco albese. A proposito di grandi rossi, venerdì 27 ottobre si replica, presso il Castello di Grinzane Cavour, con
collegamenti internazionali, l’Asta “Barolo en primeur”, appuntamento all’insegna della solidarietà in cui saranno battute le barrique prodotte dalla Vigna “Cascina Gustava”, oltre ai prestigiosi vini di più di 95 cantine raccolti entro i lotti comunali. Novità di questa edizione è la settimana di Barolo en primeur Exclusive Tasting (dal 20 al 27 ottobre) in cui le cantine aderenti all’iniziativa apriranno le porte per degustazioni esclusive en primeur di Barolo e Barbaresco 2022, battuti all’asta il 27 ottobre.
Come da tradizione di successo, ad anticipare le nove settimane di Fiera, ecco il Capitolo della Giostra e la Bela Trifolera in calendario sabato 16 settembre. Sabato 23 settembre verrà presentato il Drappo del Palio 2023. In serata, l’Investitura del Podestà. Sabato 30 settembre e domenica 1° ottobre la Città di Alba l’appuntamento è con il Weekend del Folclore, con la Rievocazione storica in costume e il Palio degli Asini, oltre alle attività proposte dalla Giostra delle Cento Torri. Due settimane dopo, nel weekend del 14 e 15 ottobre, ecco nelle piazze del centro storico cittadino il Baccanale dei Borghi, con la cucina degli storici rioni albesi a soddisfare il palato delle migliaia di gourmet in arrivo per rivivere le atmosfere medievali che caratterizzeranno il centro storico cittadino. Domenica 22 ottobre si chiuderanno gli appuntamenti con il folclore, che culmineranno nel tradizionale Festival della Bandiera, organizzato dal Gruppo Sbandieratori e Musici della Città di Alba.

Il Truffle Hub di Roddi si riconferma centrale anche in questa 93ª edizione, ospitando cene, eventi e corsi di
cucina. All’interno del Castello, in una delle più belle scuole di cucina italiane, attraverso corsi teorico-pratici di cucina. Saranno protagonisti i partecipanti, sempre coinvolti in prima persona, che avranno la possibilità di degustare ciò che si prepara, accompagnato da un calice di vino, ricevendo in omaggio il materiale didattico con la ricetta e il grembiule.
Tradizione ormai consolidata è quella della celebrazione del Tuber Primae Noctis, il Capodanno del Tartufo,
che sarà l’occasione per brindare alla prima notte dell’anno in cui si dà l’avvio alla cerca per i trifulau. Nella notte tra il 20 e il 21 settembre, allo scoccare della mezzanotte il Castello di Monticello d’Alba sarà teatro di un evento di rilevanza mondiale in cui verrà raccontata al mondo intero l’apertura della cerca.
Domenica 12 novembre, in collegamento con il Castello di Grinzane Cavour ci saranno Francoforte, Hong Kong, Singapore, Seoul e Vienna che si contenderanno, rilancio dopo rilancio, i lotti più prestigiosi di selezionati esemplari di Tuber magnatum Pico, nel corso della XXIV Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba. È nell’ambito di questa manifestazione che si riuniscono alla perfezione la promozione delle eccellenze del territorio e l’esercizio della solidarietà a favore di importanti cause benefiche, con oltre 6 milioni e 300mila euro raccolti dal 1999 a oggi. A scandire il calendario della Fiera, anche il “Tartufo Reale”, il riconoscimento che Reale Mutua consegna ogni anno al miglior tartufo cavato dalle colline di Langhe, Roero e Monferrato.
Inoltre un ricco calendario di eventi culturali, sportivi e artistici farà poi da corollario alla 93ª edizione della Fiera. E infine, come dicevamo all’inizio, anche Alba Sotterranea, in tutti i giorni della Fiera, prevede visite straordinarie con un archeologo professionista.
La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, seleziona un autore per l’ideazione di un oggetto di design dedicato ogni anno a chi desidera l’eccellenza per poter apprezzare al meglio il tartufo bianco d’Alba.
Dopo la “Pepita”, gli affettatartufi “Alba” e “Xfetta”, i guanti “Trace” e le spazzole da tartufo “Giacomo”, un nuovo oggetto firmato dal designer milanese va ad arricchire il Kit per il Tartufo Bianco d’Alba.
Quest’anno, in occasione della 92° Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, la sorpresa è stata scoprire che il prodotto è stato dedicato proprio ad Alba Sotterranea!

Il nuovo strumento che andrà ad arricchire il Kit per il Tartufo Bianco d’Alba è infatti l’alzata progettata dal noto architetto e designer Fabio Novembre con il suo Studio.
“Il progetto si ispira alle rovine romane di Alba Sotterranea andando a creare un parallelismo con il tartufo, che cresce sottoterra, celebrandone sia la storia che l’humus”
Fabio Novembre

Il concept alla base del progetto rimanda a un pensiero tanto semplice quanto potente: la relazione indissolubile tra la Città di Alba e il Tartufo Bianco.
L’alzata vuole dunque celebrare questo rapporto prendendo direttamente ispirazione dalla storia della città e, in particolare, dalla pianta del suo centro storico.
Il progetto si ispira così alle rovine romane visitabili di Alba Sotterranea, andando a creare un parallelismo con il tartufo – che cresce anch’esso sottoterra – celebrando l’origine del prodotto e la sua provenienza.
Il “piatto” ripropone la forma ottagonale della pianta romana di Alba Pompeia, mentre la base e lo stelo rappresentano l’origine sotterranea del prodotto, tramite una forma organica la cui sezione corrisponde con la pianta del centro storico cittadino, oltre a richiamare anche le forme del tartufo.

L’alzata è stata realizzata grazie alla collaborazione con la Cooperativa Sociale Eta Beta di Bologna, che attraverso il progetto “Servito” mette ingegno, design e professionalità al servizio di responsabilità sociale e sostenibilità ambientale.
La Onlus – fondata e tuttora presieduta dall’artista di origine catalana Joan Crous – recupera e riusa, per le proprie creazioni, materiali lavorati nel rispetto della sostenibilità ambientale e sociale, temi portanti della nuova visione della Fiera.
La chiesa di San Giuseppe, inoltre, ha ospitato, dal 27 maggio al 24 giugno 2022, l’opera “L’Ombra” dell’artista Joan Crous.
Per tutte le informazioni sull’opera:
http://ambientecultura.it/mostre/lombra-larte-e-la-sfida-del-cambiamento-climatico-di-johan-crous/
Giovedì 25 aprile, venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 aprile e inoltre mercoledì 1 maggio, sabato 4 e domenica 5 maggio 2019: sono ben sette le giornate straordinarie di visita ad Alba Sotterranea in occasione di Vinum-2019, la Fiera Nazionale dei vini di Langhe, Roero e Monferrato, che trasformerà la città nella più grande enoteca a cielo aperto d’Italia.
Le visite di Alba Sotterranea in queste date speciali saranno sia al mattino che al pomeriggio, con turni in partenza a un’ora di distanza. Per informazioni generali sul tour e sul progetto Alba Sotterranea clicca qui.
Gli itinerari di visita cambiano di data in data e ogni itinerario comprende tre tappe tra le 32 del percorso archeologico monumentale cittadino e si conclude presso il Museo Eusebio, che ospita i fossili della Balenottera di Alba (di circa 8 milioni di anni fa, imponente testimonianza del mare che un tempo si estendeva dove ora si allungano le colline di Langhe e Roero) e del Mastodonte di Verduno (antenato dell’odierno elefante di 5,5 milioni di anni fa, parzialmente distrutto nell’estate del 2012 da scavi non autorizzati e restaurato nel 2014 con l’attivo di bilancio del progetto Alba Sotterranea anno 2013).
Non solo: in omaggio per i partecipanti l’archeomappa e l’ingresso libero al museo Eusebio, tappa conclusiva dei tour, una pubblicazione sul territorio e il biglietto ridotto (0,50 €) per salire sul campanile della chiesa di San Giuseppe, punto panoramico della città.
La prenotazione è obbligatoria entro il giorno precedente, clicca qui e scegli la data di tuo interesse.
Il passato è sotto ai tuoi piedi!
Sabato Santo 20 aprile, Pasqua 21 aprile e Pasquetta 22 aprile 2019: tre giornate straordinarie di visita ad Alba Sotterranea, con visite sia al mattino che al pomeriggio con turni in partenza a un’ora di distanza. Per informazioni generali sul tour e sul progetto Alba Sotterranea clicca qui.
Gli itinerari di visita cambiano di data in data e ogni itinerario comprende tre tappe tra le 32 del percorso archeologico monumentale cittadino e si conclude presso il Museo Eusebio, che ospita i fossili della Balenottera di Alba (di circa 8 milioni di anni fa, imponente testimonianza del mare che un tempo si estendeva dove ora si allungano le colline di Langhe e Roero) e del Mastodonte di Verduno (antenato dell’odierno elefante di 5,5 milioni di anni fa, parzialmente distrutto nell’estate del 2012 da scavi non autorizzati e restaurato nel 2014 con l’attivo di bilancio del progetto Alba Sotterranea anno 2013).
Non solo: in omaggio per i partecipanti l’archeomappa e l’ingresso libero al museo Eusebio, tappa conclusiva dei tour, una pubblicazione sul territorio e il biglietto ridotto (0,50 €) per salire sul campanile della chiesa di San Giuseppe, punto panoramico della città.
La prenotazione è obbligatoria entro il giorno precedente, clicca qui e scegli la data di tuo interesse.
Il passato è sotto ai tuoi piedi!
Dal 27 ottobre 2018 al 25 febbraio 2019, gli spazi espositivi della Fondazione Ferrero di Alba ospiteranno la grande mostra “Dal nulla al sogno. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen”, dedicata alle due avanguardie storiche. Per l’occasione si moltiplicano le occasioni di visita ad Alba Sotterranea…

«Paesaggio con fanciulla che salta la corda», un’opera dipinta nel 1936 dall’artista spagnolo Salvador Dalí (1904-1989).
La mostra, organizzata dalla Fondazione Ferrero
vedrà esposti le grandi opere e una serie di documenti di più artisti, dada e surrealisti.
Sono molti i capolavori – dalla finora limitatissima circolazione – che varcano le frontiere per ritrovarsi nella nuova mostra “Dal nulla al sogno. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen”, curata da Marco Vallora, a dialogare tra loro, in sintonia o contrappunto.
Il visitatore della mostra potrà scoprire, nell’arco della stessa giornata, anche il passato della città attraverso le sue radici archeologiche sotterranee, partecipando alle visite guidate dagli archeologi professionisti di Alba Sotterranea, che per l’occasione moltiplica le sue date di calendario (tutte le domeniche fino al 25 febbraio, oltre ogni terzo sabato mattina del mese – clicca qui per visualizzare l’elenco completo -; per gruppi, scolaresche o visite private su prenotazione in qualunque data). Si tratta infatti dell’ideale completamento della visita alla città: dalle avanguardie artistiche novecentesche ai resti della città sepolta medievale e romana.
Ecco quanto recita il comunicato stampa della Fondazione Ferrero:
La mostra “Dal nulla al sogno. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen”, immaginata da Marco Vallora secondo una logica espositiva che riflette le suggestioni surrealiste, nel modo di presentare le opere e di concepire un’arte non più soltanto museale e assopita, si svolgerà alla Fondazione Ferrero di Alba, dal 27 ottobre 2018 al 25 febbraio 2019.
In una decina di sezioni, dai titoli avvincenti, come Il grado zero dell’arte Dada; Il Sogno, Eros, amour fou, trasgressione erotica; L’inconscio, il doppio, il perturbante; Arte e natura, la reinvenzione dell’uomo; Sade, Freud, Marx, muse inquietanti del vivere surreale; Esiste un’architettura surrealista? e così via… s’inseguono, in una sorta di corridoio-fantasma dell’immaginario fantastico d’avanguardia, opere di grandissimo livello ed impatto. Alcune anche ben riconoscibili, perché son diventate copertine di volumi, che abbiamo tutti cari, nelle nostre librerie (di Man Ray, Magritte, Dalí, Max Ernst, ecc.). I lavori dialogano tra loro, in sintonia o contrappunto, e seguono una progressione prevalentemente tematica con attenzione alla diacronia degli eventi. Rispecchiando alcune problematiche e alcuni temi che concorrono a distinguere la poetica nichilista del Dadaismo da quella più propositiva del Surrealismo: il caso, il brutto estetico, il sogno, l’inconscio, il rapporto con l’antico, il legame tra arte e ideologia.
Per chi ama davvero l’arte e predilige le sorprese raffinate, il promettente e ben conosciuto museo olandese Boijmans Van Beuningen di Rotterdam è una vera perla di museo collezionistico che espone vetri preziosi e pezzi rari di design, disegni antichi Dürer stampe di Goya, e prototipi di moda; rare opere italiane, gotiche, rinascimentali, settecentesche, da Beato Angelico a Jacopo del Sellaio, da Butinone a Francia, da Veronese e Tiziano, a Guardi e Piranesi. Ma anche, ovviamente, maestri fiamminghi, del valore di Van Eyck o Rembrandt, Bosch e Brueghel, Rubens e Van Dyck, la scuola dell’Aja, con Van Gogh e Toorop, e poi francesi, da Fragonard e Boucher a Monet, Degas, Cézanne, e ancora Picasso, Mondrian e Rothko, senza contare i contemporanei, da Nauman a Cattelan.
Assai importante la collezione di artisti dell’area delle avanguardie storiche, non soltanto cubisti e costruttivisti olandesi, ma soprattutto dadaisti e surrealisti, molti
provenienti dalla selettiva collezione di Edward James (1907-1984), stravagante mecenate-collezionista, poeta e viaggiatore, che si divise tra la passione di Magritte e Dalí, diventando di quest’ultimo eccentrico mercante. Ad Alba vedremo La reproduction interdite (1937), suo celebre ritratto sdoppiato allo specchio, firmato da René Magritte, che si augurava potesse diventare suo mercante cosmopolita.
Sono molti, dunque, i capolavori che, avendo avuto finora una circolazione limitatissima, varcano oggi le frontiere e si danno appuntamento alla Fondazione Ferrero. Come spiega il curatore Marco Vallora: «In un meditato e articolato percorso, la Fondazione propone, per il suo biennale appuntamento con la grande arte, ad ottobre, una nuova mostra di ambito internazionale, originale e diversa dalle precedenti. Perché coinvolgerà libri, poesie, riviste, pamphlets di furente polemica reciproca, spezzoni di film, frammenti di musica, legati tutti ai due movimenti, lettere e manifesti, affiancati a tele e sculture innovative e spesso di rottura, di grande suggestione e rilevanza storica».
A differenza delle precedenti rassegne della Fondazione Ferrero, con capolavori di grande fascino spettacolare ma d’impianto monografico (di Casorati, Carrà, Morandi e Balla), questa mostra non si avvale soltanto di opere scenografiche come il trittico di grandi dimensioni (Paesaggio con fanciulla che salta la corda, 1936), o la bocca-divano di Mae West (conosciuta anche in repliche di design, ma qui presente in un singolare originale vintage d’epoca) di Salvador Dalí, o ancora le inquietanti ma suggestive tele misteriose di Magritte, ma anche di documenti rarissimi, provenienti dai caveaux insondati della biblioteca del Museo.
Per accompagnare il percorso della mostra, con discrezione, eppure con una forza dirompente, utile a spiegare alcuni esiti estetici dei vari movimenti e dei sotto-gruppi, sottilmente in conflitto tra loro. Breton come è noto, è stato l’ inflessibile Pontefice autoritario del movimento surrealista, che a varie epoche, ha scomunicato i suoi pupilli e colleghi, da De Chirico a Cocteau, da Bataille ad Aragon, da Dalí a Queneau. Molti dei documenti provengono dalla sua stessa biblioteca, andata clamorosamente all’asta qualche anno fa. Talvolta ancora con le buste di invio, dediche o sottolineature d’autore. Fotografie, dunque, calendari, cartoline, volumi illustrati, riviste storiche con copertine di grande impatto grafico, firmate da artisti come Duchamp, Masson, Picasso, Ernst, ad esempio per l’originalissima rivista «Minotaure». A cui collaborano anche, con testi anticipatori e profetici, pensatori come Bataille, Lacan, l’etnologo e critico d’arte Michel Leiris, lo studioso dell’immaginario e del sogno Roger Caillois, politici come Naville, storici del cinema come Sadoul. In questo contesto, uno degli elementi più spettacolari in mostra sarà infatti la presenza di spezzoni o fotogrammi di film sperimentali ed anticipatori, di firme come Desnos, Dulac, Buñuel, René Clair, Eggeling, Richter. Senza dimenticare il fatto che Dalí realizzò delle sequenze esplicitamente richiestegli da Alfred Hitchcock e da Walt Disney.
Il titolo, che mette in gioco la parola-shock del “Nulla”, in realtà deve non solo stupire e intrigare, ma anche rispettare una delle convinzioni più radicali del Dadaismo. Che non soltanto punta tutto sul Caso e sul rifiuto dell’artista onnipotente e padrone della propria opera, ma si assoggetta alle leggi dell’azzardo e del gioco, e vuole in particolare perorare la causa della negazione dell’arte, il rifiuto del Bello museale, con i ready-made, il diniego dell’arte decorativa e rassicurante. L’opera d’arte, che quasi non è più opera e non è più nemmeno artistica, deve proporre inquietudini, malesseri e soprattutto interrogativi.
Dopo un tunnel introduttivo che accoglie e protegge i visitatori all’entrata (e che deve simulare una sorta di viaggio dentro il corpo umano e i meandri dell’inconscio, ma essere anche, non soltanto per i bambini, un treno-fantasma, in uno di quei luna park così cari agli artisti d’avanguardia, con luci, pubblicità, affiches, graffiti e fotografie di ricercati dalla giustizia, opera di Duchamp), ecco le opere dadaiste, che aprono la mostra. Sono quelle di Man Ray, fotografo alla moda e di moda, che spesso collabora a due mani con Duchamp. Collages astratti di Schwitters e sculture di Arp, oppure teleri bislacchi e provocatori del dandy spagnolo pariginizzato Picabia. Tele dai titoli spiazzanti come Vieni con me laggiù, Egoismo o Radio concerts. Che non sono belle in sé o ruffiane, come altre opere classiche e persino delle avanguardie, ma son giochi sfrontati con l’immaginario, esercizi di non-pittura e di anti-arte, e quindi in questo senso non vanno spiegate, ma vanno inquadrate in un contesto di rifiuto, sovversione e anarchia. Perché non si può dimenticare che Dadaismo e Surrealismo, pur diversi nei loro assunti, hanno matrici e influenze comuni, che vanno dalle idee politiche di Sade e Marx, a poeti come Rimbaud, Mallarmé, Poe, e il folle antagonista di Proust, Raymond Roussel, dandy, omosessuale, drogato anche di medicine, che muore, forse suicida, a Palermo, come evocato da un bel racconto-indagine di Leonardo Sciascia. Convinto di poter diventare famoso almeno quanto Verne, scrivendo folli pièces teatrali in rime arzigogolatissime, e romanzi-rebus, dalle chiavi cifrate, amatissimo da Perec e dal Nouveau Roman, da Duchamp e Giulio Paolini.
In mostra disegni preparatori e una tela spettacolare di Dalí, ispirata al libro di Roussel Nuove impressioni d’Africa. Altra opera assai significativa è invece il ritratto immaginario di Lautréamont di Man Ray. Immaginario, perché l’autore ottocentesco degli Chants de Maldoror, illustrati sia da Dalí che da Magritte, è un personaggio misterioso, che non si sa se sia nato a Montevideo, con il nome nobiliare di Isidore Ducasse, se sia realmente esistito, se non si tratti di un autore più celebre, sotto mentite spoglie. Infatti, sotto un mollettone da stiro (impacchettato come se fosse già un’opera di Christo), telone da inaugurazione di monumento, che non permette di capire quale personaggio sia omaggiato al di sotto, Man Ray ha occultato in realtà una macchina da cucire Singer (forse in onore a Winnaretta Singer, grande mecenate del movimento e dei film in mostra). Certo in ossequio a una ormai celebre affermazione di Lautréamont: «Bello come l’incontro fortuito di una macchina da cucire e un ombrello, su un tavolo da dissezione». Mentre di Marcel Duchamp, grazie ai prestiti del Boijmans, c’è la possibilità assai rara di poter esporre insieme tre diverse Boîtes (La boîte verte, La boîte-en-valise, À l’infinitif) in cui a partire dagli anni Trenta Duchamp, che ha smesso di fare l’artista, ed è apparentemente diventato soltanto scacchista, rinchiude scandalosamente tutta la propria opera omnia, con l’intenzione polemica e sarcastica di distruggere l’idea dell’artista genio, sostituendo alla sede pomposa del Museo una semplice valigetta, pronta a seguire il suo nomadismo costituzionale e la sua caustica ironia corrosiva.
Nella sezione della mostra che si riferisce al Sogno c’è una sorta di ripartenza, dopo l’azzeramento e il rifiuto radicale dell’arte da parte dei dadaisti. Per questo la parola Sogno (che soprattutto con Dalí diventa anche incubo, privato e storico, dal momento che l’artista spagnolo, a differenza di Picasso e degli altri personaggi legati al partito e all’ideologia comunista, è assai compromesso con la dittatura franchista) significa libertà, levità aerea, ma anche introspezione e penetrazione nell’inconscio. Tutto questo si riflette nei quadri subacquei di Tanguy, nelle invenzioni visionarie di Brauner, nelle bambole sadomasochiste di Bellmer, nelle fotografie di Claude Cahun, nelle scatole delle ombre d’un poeta-artigiano liricissimo, come Joseph Cornell. Ma non è tutto.
La città di Alba, capitale delle Langhe, ospiterà l’88^ edizione della Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba da sabato 6 ottobre a domenica 25 novembre 2018, per ben otto fine settimana (più giovedì 1 novembre e venerdì 2 novembre).
Quale migliore occasione per scoprire insieme al magico aroma del tubero pregiato gli altri tesori nascosti del sottosuolo albese, retaggio della sua storia millenaria?
Perché non visitare Alba Sotterranea guidati dai nostri archeologi?
Per la più importante manifestazione enogastronomica dell’autunno piemontese si moltiplicano infatti le occasioni di visita alla città sepolta in compagnia di una archeologo professionista.

Verso il 1780, i tartufi erano rari a Parigi. Al momento in cui scrivo (1825) la gloria del tartufo è al culmine. Non si osa dire che ci si è trovati a consumare un pasto in cui non sia stata servita almeno una pietanza tartufata.
Il tartufo è il diamante della cucina.
(Anthelme Brillat-Savarin, Fisiologia del gusto)
Con queste parole il prezioso fungo ipogeo è stato descritto dal francese Brillat-Savarin dottissimo uomo di legge, musicista e letterato vissuto a cavallo tra XVIII e XIX secolo.
Il suo trattato Fisiologia del gusto, edito in forma anonima nel 1825, è il primo approfondimento teorico e filosofico della gastronomia moderna.
Da allora la fortuna del Tuber magnatum Pico non ha conosciuto appannamenti, anzi ha conosciuto un crescendo senza sosta.
In verità godeva di grande considerazione già nell’antichità se il poeta latino Giovenale narrava che l’origine del tartufo si deve ad un fulmine scagliato dal padre degli dei, Giove, in prossimità di una quercia. E Sumeri e Babilonesi già migliaia di anni prima di Cristo consumavano e apprezzavano i funghi ipogei…

La galleria dei Summi Viri e il busto dell’imperatore Pertinace presso il Complesso delle Antiche Mura
Circondata da quei paesaggi vitivinicoli divenuti Patrimonio dell’Umanità, da sempre ritenuta capitale naturale delle Langhe, dal 2017 città creativa Unesco per la gastronomia, la città di Alba, al di sotto del suo centro storico inondato dai profumi dei suoi prodotti tradizionali, nasconde una storia millenaria. Infatti, al di sotto delle affollate viuzze del centro antico, numerose sono le testimonianze di età romana e di età medievale della città che è possibile esplorare coi tour guidati di Alba Sotterranea,.
I visitatori, guidati dalle sapienti parole dei nostri archeologi, potranno scoprire i resti del foro romano, delle domus, delle mura e delle strade di Alba Pompeia (il nome della città in età romana), delle torri, delle tombe e delle chiese medievali.
Come sempre, gli itinerari di visita termineranno presso il museo civico “Federico Eusebio” di Alba il cui biglietto è incluso e che offre le sue 23 sale espositive alla visita libera per il partecipante che vorrà prolungare il suo viaggio nel tempo.
Per chi volesse invece farsi gastronauta ed esplorare il labirinto del gusto, il museo civico affaccia sul grande cortile della Maddalena. Si tratta dello spazio che durante i fine settimana della fiera ospita il Mercato mondiale del tartufo bianco d’Alba e la rassegna enogastronomica AlbaQualità, vero cuore pulsante della manifestazione.
Il biglietto di Alba Sotterranea inoltre dà diritto alla riduzione sul biglietto per la salita al campanile della chiesa di San Giuseppe, punto panoramico della città, aperto e disponibile alla visita tutti i giorni della manifestazione.
Ricordiamo che per partecipare ad Alba Sotterranea è necessaria la prenotazione entro almeno il giorno precedente (questo per organizzare la meglio le partenze dei turni di visita dal momento che ogni turno di visita ha un numero minimo ed un numero massimo di partecipanti).
Per cercare la data di tuo interesse e prenotare, consulta questa pagina
Per tutti i dettagli, per la storia del progetto Alba Sotterranea e per scoprire a cosa sono stati destinati gli attivi di gestione del progetto clicca qui
Al via la 42esima edizione di Vinum, la Fiera nazionale dei vini di Langhe e Roero che si svolgerà ad Alba il 21,22, 25, 28, 29 e 30 aprile e il 1 maggio.
Quale migliore occasione per scoprire la città sepolta in compagnia di un archeologo professionista?
I tour di Alba Sotterranea per l’occasione si moltiplicano (per scoprire che cosa è Alba Sotterranea clicca qui).
Ricco è il calendario promosso dall’organizzazione per fare conoscere al grande pubblico i gusti e i sapori dei vini tipici delle nostre colline. Fra degustazioni guidate e assaggi di cibo tradizionale, la rassegna mette in mostra alcuni fra i tesori più preziosi del nostro territorio: i vini, spaziando fra i bianchi e i rossi di Langhe, del Roero e del Monferrato, senza dimenticare le bollicine di Asti.
Ma i tesori del territorio non si limitano ai sapori fruttati dei vini: la ricchezza della storia di Alba regala grandi sorprese nascoste nel sottosuolo della città e con Alba Sotterranea si può andare a scoprire ciò che è rimasto nel ventre della città. In compagnia di un archeologo professionista la terra mostrerà le bellezze delle città antiche coperte dal tempo: i fasti e gli splendori della città romana riprenderanno vita e l’abitato medievale farà rivivere atmosfere di un tempo, in un viaggio alla scoperta del passato. Come sempre, gli itinerari di visita termineranno presso il museo civico “Federico Eusebio” di Alba, con le sue 21 sale di archeologia preistorica, romana e scienze naturali.
Durante la manifestazione di Vinum – il 21, 22, 25, 28, 29 e 30 aprile e poi il 1 maggio – sarà possibile partecipare alle visite guidate organizzate per tutto il giorno a partire dalle ore 10,30 e fino alle ore 17,00, con turni di visita ad ogni ora.
Ricordiamo che per partecipare è necessaria la prenotazione, in anticipo (dal momento che ogni turno di visita ha un numero minimo ed un numero massimo di partecipanti).
Per prenotare e per tutti i dettagli scegli la data di tuo interesse:

La galleria dei Summi Viri e il busto dell’imperatore Pertinace presso il Complesso delle Antiche Mura
