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PRAEFECTURA FABRUM. Associazione di rievocazione storica

Praefectura Fabrum è un’associazione di rievocazione storica dell’evo romano; partecipa a LA STORIA IN AZIONE. Lampi dal passato! la due giorni di archeologia sperimentale presso il Giardino di Archeologia Sperimentale del museo civico Federico Eusebio, in programma il 16 e 17 settembre 2017. Alcuni tecnici in veste di agrimensori dell’associazione sarà a disposizione di appassionati e curiosi per spiegare gli aspetti tecnici della gromatica e dell’agrimensura, ovvero dell’utilizzo dell’antico strumento ottico della groma per tracciare allineamenti ortogonali tra di loro, indispensabile per la fondazione di insediamenti urbani e per la centuriazione dell’agro, ovvero la suddivisione delle terre coltivabili in lotti regolari

L’attività divulgativa principale dell’associazione è imperniata sulla rievocazione dell’attività svolta dagli agrimensori e dai tecnici dell’antica Roma, la cui missione fu quella di contribuire in prima linea alla costituzione della più  importante civiltà dell’evo antico.

Tuttavia gli interessi del gruppo toccano anche aspetti della quotidianità della società romana, dalla religione alla vita di tutti i giorni nella domus. Nel corso dell’anno passato ha curato tre attività didattiche e manifestazioni presso il sito archeologico di Libarna.

Il Praefectus fabrum era un ufficiale di campo dell’esercito romano, presente fino all’età tardo repubblicana e primo imperiale esclusivamente nelle legioni (non quindi nelle truppe ausiliarie), il cui compito era di comandare e coordinare il genio militare, ovvero l’insieme di fabri, tignarii, structores, carpentarii ferrari, costruttori di edifici e macchine d’assedio, gromatici (“geometri” con il compito di stabilire la pendenza del campo da costruire), metatores (coloro che precedevano l’esercito e ne tracciavano i confini dell’accampamento), a supporto delle truppe combattenti.

 

 

BACK TO ORIGINS. Rievocazione preistorica

Back to origins è un progetto di rievocazione di momenti di vita quotidiana dell’uomo preistorico; partecipa a LA STORIA IN AZIONE. Lampi dal passato! la due giorni di archeologia sperimentale presso il Giardino di Archeologia Sperimentale del museo civico Federico Eusebio, in programma il 16 e 17 settembre 2017. Guido Camia nelle vesti di uomo di Neanderthal sarà a disposizione di appassionati e curiosi per spiegare gli aspetti di vita comune nella preistoria.

Il progetto Back to origins nasce dall’esperienza di Guido Camia nel campo della sopravvivenza sportiva e sperimentale. In quanto istruttore nazionale insegna tecniche per “cavarsela” in natura, tecniche derivanti prevalentemente dalle stesse azioni che l’uomo preistorico ha creato, scoperto, evoluto.  La sua passione per questa fase della storia umana lo ha portato a creare questo progetto canalizzando le reali tecniche storiche in una rievocazione dove lui stesso, nelle vesti di uomo di Neanderthal, racconta in prima persona la vita quotidiana mostrando ai presenti come viveva il nostro antenato. In un campo allestito fedelmente al periodo storico, dimostra ai partecipanti ciò che avevano visto solo sui libri di storia. Il suo obiettivo è proiettare i presenti indietro di 300.000 anni e scoprire ciò che ha permesso la nostra evoluzione. Per l’appunto… un “ritorno alle origini”.

Attività storicamente ricostruite:

accensione del fuoco con sfregamento legni

produzione di fibre vegetali per produrre cordame

cottura del cibo / tecniche di bollitura dei cibi

le pitture rupestri e i loro significati

tecniche di caccia

lavorazione della selce

uso delle ossa e pelli animali

descrizione dei ripari

la scoperta del fuoco: la spinta evolutiva

la migrazione e le sue conseguenze nella mutazione genetica

sociologia e comunicazione

predecessori e successori storici

Si ripercorrerà insieme questa fase che in ambito evolutivo è stata fondamentale perché ha creato l’homo sapiens così come lo conosciamo, con la rivelazione di qualche segreto legato a recenti scoperte…


 

LE SPIRE DEL LUPO. Associazione di rievocazione storica

Le Spire del Lupo è un’associazione di rievocazione storica medievale; partecipa a LA STORIA IN AZIONE. Lampi dal passato! la due giorni di archeologia sperimentale presso il Giardino di Archeologia Sperimentale del museo civico Federico Eusebio, in programma il 16 e 17 settembre 2017. Una piccola delegazione in costume dell’associazione sarà a disposizione di appassionati e curiosi per spiegare gli aspetti di vita cavalleresca del XIII secolo.

L’Associazione Culturale Sportiva Dilettantistica “Le Spire del Lupo” nasce ad Alba nell’estate 2014, dalla passione dei suoi membri fondatori, con alle spalle pluriennale esperienza nel campo della rievocazione storica, nello studio della Storia ed in ambito schermistico.

I soci fondatori vantano esperienze in rievocazioni storiche sul territorio nazionale, partecipazioni a film e cortometraggi e pubblicazioni in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino e la Diocesi di Tortona ed esperienze a livello sportivo e schermistico.

Scopo primario dell’Associazione è condividere e trasmettere la conoscenza, l’interesse e la passione per la scherma a tutto tondo (a partire dai primi trattati giunti a noi, fino ad arrivare alla scherma cosiddetta “moderna”) e per la storia, con un occhio di riguardo per il Medioevo, in particolare per il periodo che va dal 1275 al 1325, utilizzando la rievocazione storica e il living history come strumento di studio prima e di divulgazione poi.

L’Associazione recupera, codifica e ripropone le antiche discipline marziali europee tramite lo svolgimento di corsi a cadenza settimanale e la realizzazione di stage con istruttori interni e/o provenienti da altre sale d’armi, seminari, programmi per scuole, con l’intento di far conoscere e riscoprire le tecniche di combattimento europeo dal periodo medievale fino a quello moderno.

I corsi, tenuti dall’Istruttore Nazionale di Scherma Storica e Artistica e Regionale di Scherma Olimpica Alessandro Tosoni, sono volti al creare passione per la disciplina e per la storia, si svolgono nel pieno rispetto della sicurezza e ambiscono alla crescita culturale e sportiva di chi ne prende parte. Una volta acquisite le nozioni e le tecniche di base saranno gli istruttori a dare il via libera alla partecipazione ai tornei sportivi e storici presenti sul territorio italiano e non.

In due anni e mezzo Le Spire del Lupo si è ritagliata la sua parte nel mondo della Scherma Storica e della Rievocazione crescendo ogni anno di numero e portando a casa risultati con i propri atleti nelle diverse discipline.

Nel Novembre 2016 l’Associazione organizza il Primo Torneo di Scherma Storica della Città di Alba “LangHEMA” (fusione di Langhe+HEMA – Historical European Martial Arts – ), con il patrocinio del CONI, dell’ACSI, della Città di Alba, della Provincia di Cuneo, della Regione Piemonte e la presenza del Panathlon, che ha portato ad Alba 90 atleti provenienti da tutte le parti d’Italia e dalla Francia con ospiti internazionali. Quest’anno la seconda edizione è prevista per il 12 e 13 Novembre presso il palazzetto dello Sport di Corso Langhe.


CONTATTI:
– lespiredellupo.altervista.org
– FACEBOOK: Le Spire del Lupo

Lo scavo archeologico simulato del Museo civico è già in funzione dall’a.s. 2016/2017

SCAVANDO SI IMPARA!

Lo scavo archeologico simulato del Giardino di Archeologia Sperimentale del museo Eusebio è entrato in funzione e ha accolto le prime classi.

LA NOTIZIA IN BREVE

Nei primi giorni primaverili alcune classi terze delle scuole elementari albesi hanno condotto nel centro storico intere campagne di scavo scientifico, portato alla luce strutture e recuperato reperti archeologici, per poi compiere sul posto i primi studi e la catalogazione preliminare dei materiali rinvenuti…

Il tutto naturalmente all’interno di un’accurata simulazione che costituisce la nuova attività didattica  “scavo archeologico simulato”, già disponibile per le scuole nell’anno scolastico in corso, e che a breve sarà  proposta anche alle famiglie del territorio o ai turisti che volessero sperimentarsi nei panni dell’archeologo, almeno per un giorno.

La proposta va ad arricchire ulteriormente il progetto MUSEO PER LA SCUOLA, il cui catalogo di offerte didattiche conta già più di 150 attività diverse, nei settori STORIA – ARCHEOLOGIA, NATURA E SCIENZA e ARTE-LETTERATURA

CHE COSA E’

Figura 1. I piccoli archeologi al lavoro

Lo scavo archeologico simulato è un’area di 8 metri per 4, all’interno della quale sono state accuratamente riprodotte stratigrafie e situazioni archeologiche realmente riscontrate negli scavi dell’albese. I reperti e le strutture riprodotte si riferiscono ad epoche diverse, dalla preistoria ai primi secoli del medioevo, passando per l’età romana.

L’area di scavo, ricoperta di uno strato di sabbia e terreno, si lascia scoprire dai partecipanti allo scavo che utilizzano tutti gli strumenti e le metodologie operative dell’archeologo professionista, dall’emblematica trowel (la cazzuola inglese a lama romboidale, simbolo per eccellenza dell’archeologo) alle schede ministeriali per la raccolta di dati, alle paline centimetrate e alle sigle per le fotografie e i rilievi scientifici.

L’attività non si limita neppure alle sole operazioni di scavo ma prosegue nell’adiacente Aula Verde, una radura ombreggiata tra alti alberi, dotata di tavoli e panchine, in cui si intraprende lo studio preliminare dei materiali rinvenuti.

Con l’ausilio dell’archeologo si impara a riconoscere le diverse tipologie di reperti archeologici, dalle ceramiche alle tessere di mosaico in pasta vitrea e ci si cimenta con altri strumenti per il disegno scientifico, come il calibro o il curioso profilometro, chiamato anche “pettine”.

In particolare l’area di scavo è ulteriormente suddivisa al suo interno in due saggi di 4 metri di lato ciascuno.

Nel primo sono concentrate le situazioni archeologiche di epoca romana e altomedievale, nel secondo quelle di età preistorica.

Questa suddivisione è stata progettata per permettere all’insegnante di far scavare tutta l’area o solo il saggio che contiene reperti dell’epoca storica studiata dalla sua classe.

Lo scavo archeologico simulato è un’attività che ben si adatta alle ultime classi delle scuole elementari, dalla terza alla quinta, ma anche e soprattutto per le prime classi delle scuole medie e superiori.

Il saggio di epoca preistorica svela ai suoi scopritori una serie di sorprese:

Figura 2. La (ri)scoperta della tomba preistorica

 

  • la riproduzione della tomba a sepoltura in posizione fetale stretto attorno a una ciotola rituale rovesciata, il cui ritrovamento reale è stato rinvenuto in  corso Europa 122/4, databile tra il 1.400 e il 1.200 a.C.
  • Una tomba a incinerazione “a pozzetto”, con tanto di urna cinerarie e doni offerti al defunto, come sono state rinvenute nella necropoli dell’Età del Bronzo in Corso Piave
  • I resti di un focolare e di buche di palo che documentano l’esistenza di una capanna neolitica simile a quella di Corso Langhe 65 riprodotta a grandezza reale.
  • I resti di una fornace per la cottura della ceramica

Il saggio di epoca romana e altomedievale invece nasconde altre riproduzioni

  • Una strada urbana, con l’acciottolato romano “a schiena d’asino”, canaletta laterale per lo scolo delle acque piovane e ingresso per la sottostante conduttura fognaria, come ben visibile in più punti del percorso archeologico del centro storico
  • I resti di una domus, con tanto di riproduzione del mosaico bicromo rinvenuto in piazza Marconi.
  • Una tomba a incinerazione romana con corredo (la necropoli romana si estende lungo corso Piave sino all’altezza di San Cassiano)
  • Una sepoltura femminile altomedievale, una dama longobarda con ricco corredo di monili e preziosi

IL PROGETTO

L’associazione Ambiente & Cultura (www.ambientecultura.it ), infatti,  ha progettato e realizzato in stretta sinergia con il museo civico archeologico e di scienze naturali “Federico Eusebio” uno scavo archeologico simulato all’interno del Giardino di Archeologia Sperimentale, lo spazio verde alberato compreso tra la scuola media Vida e l’IISS Piera Cillario che si affaccia su Corso Bixio, presso il parcheggio Tanaro.

L’attività si svolge all’interno del progetto NUOVI PERCORSI FUORI E DENTRO IL MUSEO che vede capofila il Comune di Alba e che si realizza con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo nel quadro del bando VALORIZZAZIONE. L’associazione Ambiente & Cultura partecipa al progetto, anche cofinanziandolo con risorse proprie: a questa attività infatti è stato destinato l’attivo di gestione di Alba Sotterranea degli anni 2014 e 2015.

Il parco dista poche centinaia di metri dal museo civico ed è prospiciente al Complesso delle Antiche Mura romane, tappa dei tour di Alba Sotterranea.

Continuano quindi le realizzazioni nel sito che diventerà una vera e propria “sala outdoor” del museo civico, dotata di ricostruzioni di archeologia sperimentale, finalizzate a rendere concretamente visibile la lunga preistoria di Alba, sito abitato fin dal Neolitico antico (VI millennio a.C.).

Lo scavo archeologico simulato infatti affianca la riproduzione a grandezza naturale della capanna del Neolitico antico i cui resti sono stati localizzati sotto il numero civico 65 di Corso Langhe nel corso di passate campagne di scavo archeologico.

Anche questa attività è stata svolta con il fondamentale aiuto dei richiedenti asilo ospiti della Caritas albese di via Pola di don Luigi Alessandria, coordinati dal responsabile Stefan Aurel Dirtul.

Alba Sotterranea. Viaggio al centro della città è progetto dell’associazione di giovani Ambiente & Cultura, nato dall’avventura delle prime visite del 2011. Col passare degli anni, grazie alla partecipazione di un numero sempre crescente di visitatori, l’iniziativa è divenuto l’albero motore di altri progetti: con l’attivo di gestione del 2013 è stato cofinanziato il restauro del Mastodonte di Verduno, importante fossile parzialmente distrutto dall’incuria dell’uomo, mentre gli attivi di gestione del 2014 e 2015 sono destinati al cofinanziamento del Giardino di Archeologia sperimentale.

L’area verde compresa tra la scuola media Vida e l’Istituto di Istruzione Superiore di Stato Piera Cillario.

Le prime due sono state già realizzate; si tratta della riproduzione a grandezza naturale della capanna del Neolitico antico ritrovata in Corso Langhe 65 e dello scavo archeologico simulato con resti preistorici, romani e altomedievali, installazioni già disponibili e utilizzate per l’attività didattica delle scuole nell’anno scolastico in corso.

L’attività di realizzazione del Giardino vede coinvolti i richiedenti asilo della Caritas albese di via Pola e rientra nel progetto NUOVI PERCORSI FUORI E DENTRO IL MUSEO con l’indispensabile contributo della fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, capofila il Comune di Alba.