Lo scavo archeologico simulato del Museo civico è già in funzione dall’a.s. 2016/2017

SCAVANDO SI IMPARA!

Lo scavo archeologico simulato del Giardino di Archeologia Sperimentale del museo Eusebio è entrato in funzione e ha accolto le prime classi.

LA NOTIZIA IN BREVE

Nei primi giorni primaverili alcune classi terze delle scuole elementari albesi hanno condotto nel centro storico intere campagne di scavo scientifico, portato alla luce strutture e recuperato reperti archeologici, per poi compiere sul posto i primi studi e la catalogazione preliminare dei materiali rinvenuti…

Il tutto naturalmente all’interno di un’accurata simulazione che costituisce la nuova attività didattica  “scavo archeologico simulato”, già disponibile per le scuole nell’anno scolastico in corso, e che a breve sarà  proposta anche alle famiglie del territorio o ai turisti che volessero sperimentarsi nei panni dell’archeologo, almeno per un giorno.

La proposta va ad arricchire ulteriormente il progetto MUSEO PER LA SCUOLA, il cui catalogo di offerte didattiche conta già più di 150 attività diverse, nei settori STORIA – ARCHEOLOGIA, NATURA E SCIENZA e ARTE-LETTERATURA

CHE COSA E’

Figura 1. I piccoli archeologi al lavoro

Lo scavo archeologico simulato è un’area di 8 metri per 4, all’interno della quale sono state accuratamente riprodotte stratigrafie e situazioni archeologiche realmente riscontrate negli scavi dell’albese. I reperti e le strutture riprodotte si riferiscono ad epoche diverse, dalla preistoria ai primi secoli del medioevo, passando per l’età romana.

L’area di scavo, ricoperta di uno strato di sabbia e terreno, si lascia scoprire dai partecipanti allo scavo che utilizzano tutti gli strumenti e le metodologie operative dell’archeologo professionista, dall’emblematica trowel (la cazzuola inglese a lama romboidale, simbolo per eccellenza dell’archeologo) alle schede ministeriali per la raccolta di dati, alle paline centimetrate e alle sigle per le fotografie e i rilievi scientifici.

L’attività non si limita neppure alle sole operazioni di scavo ma prosegue nell’adiacente Aula Verde, una radura ombreggiata tra alti alberi, dotata di tavoli e panchine, in cui si intraprende lo studio preliminare dei materiali rinvenuti.

Con l’ausilio dell’archeologo si impara a riconoscere le diverse tipologie di reperti archeologici, dalle ceramiche alle tessere di mosaico in pasta vitrea e ci si cimenta con altri strumenti per il disegno scientifico, come il calibro o il curioso profilometro, chiamato anche “pettine”.

In particolare l’area di scavo è ulteriormente suddivisa al suo interno in due saggi di 4 metri di lato ciascuno.

Nel primo sono concentrate le situazioni archeologiche di epoca romana e altomedievale, nel secondo quelle di età preistorica.

Questa suddivisione è stata progettata per permettere all’insegnante di far scavare tutta l’area o solo il saggio che contiene reperti dell’epoca storica studiata dalla sua classe.

Lo scavo archeologico simulato è un’attività che ben si adatta alle ultime classi delle scuole elementari, dalla terza alla quinta, ma anche e soprattutto per le prime classi delle scuole medie e superiori.

Il saggio di epoca preistorica svela ai suoi scopritori una serie di sorprese:

Figura 2. La (ri)scoperta della tomba preistorica

 

  • la riproduzione della tomba a sepoltura in posizione fetale stretto attorno a una ciotola rituale rovesciata, il cui ritrovamento reale è stato rinvenuto in  corso Europa 122/4, databile tra il 1.400 e il 1.200 a.C.
  • Una tomba a incinerazione “a pozzetto”, con tanto di urna cinerarie e doni offerti al defunto, come sono state rinvenute nella necropoli dell’Età del Bronzo in Corso Piave
  • I resti di un focolare e di buche di palo che documentano l’esistenza di una capanna neolitica simile a quella di Corso Langhe 65 riprodotta a grandezza reale.
  • I resti di una fornace per la cottura della ceramica

Il saggio di epoca romana e altomedievale invece nasconde altre riproduzioni

  • Una strada urbana, con l’acciottolato romano “a schiena d’asino”, canaletta laterale per lo scolo delle acque piovane e ingresso per la sottostante conduttura fognaria, come ben visibile in più punti del percorso archeologico del centro storico
  • I resti di una domus, con tanto di riproduzione del mosaico bicromo rinvenuto in piazza Marconi.
  • Una tomba a incinerazione romana con corredo (la necropoli romana si estende lungo corso Piave sino all’altezza di San Cassiano)
  • Una sepoltura femminile altomedievale, una dama longobarda con ricco corredo di monili e preziosi

IL PROGETTO

L’associazione Ambiente & Cultura (www.ambientecultura.it ), infatti,  ha progettato e realizzato in stretta sinergia con il museo civico archeologico e di scienze naturali “Federico Eusebio” uno scavo archeologico simulato all’interno del Giardino di Archeologia Sperimentale, lo spazio verde alberato compreso tra la scuola media Vida e l’IISS Piera Cillario che si affaccia su Corso Bixio, presso il parcheggio Tanaro.

L’attività si svolge all’interno del progetto NUOVI PERCORSI FUORI E DENTRO IL MUSEO che vede capofila il Comune di Alba e che si realizza con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo nel quadro del bando VALORIZZAZIONE. L’associazione Ambiente & Cultura partecipa al progetto, anche cofinanziandolo con risorse proprie: a questa attività infatti è stato destinato l’attivo di gestione di Alba Sotterranea degli anni 2014 e 2015.

Il parco dista poche centinaia di metri dal museo civico ed è prospiciente al Complesso delle Antiche Mura romane, tappa dei tour di Alba Sotterranea.

Continuano quindi le realizzazioni nel sito che diventerà una vera e propria “sala outdoor” del museo civico, dotata di ricostruzioni di archeologia sperimentale, finalizzate a rendere concretamente visibile la lunga preistoria di Alba, sito abitato fin dal Neolitico antico (VI millennio a.C.).

Lo scavo archeologico simulato infatti affianca la riproduzione a grandezza naturale della capanna del Neolitico antico i cui resti sono stati localizzati sotto il numero civico 65 di Corso Langhe nel corso di passate campagne di scavo archeologico.

Anche questa attività è stata svolta con il fondamentale aiuto dei richiedenti asilo ospiti della Caritas albese di via Pola di don Luigi Alessandria, coordinati dal responsabile Stefan Aurel Dirtul.

Alba Sotterranea. Viaggio al centro della città è progetto dell’associazione di giovani Ambiente & Cultura, nato dall’avventura delle prime visite del 2011. Col passare degli anni, grazie alla partecipazione di un numero sempre crescente di visitatori, l’iniziativa è divenuto l’albero motore di altri progetti: con l’attivo di gestione del 2013 è stato cofinanziato il restauro del Mastodonte di Verduno, importante fossile parzialmente distrutto dall’incuria dell’uomo, mentre gli attivi di gestione del 2014 e 2015 sono destinati al cofinanziamento del Giardino di Archeologia sperimentale.

L’area verde compresa tra la scuola media Vida e l’Istituto di Istruzione Superiore di Stato Piera Cillario.

Le prime due sono state già realizzate; si tratta della riproduzione a grandezza naturale della capanna del Neolitico antico ritrovata in Corso Langhe 65 e dello scavo archeologico simulato con resti preistorici, romani e altomedievali, installazioni già disponibili e utilizzate per l’attività didattica delle scuole nell’anno scolastico in corso.

L’attività di realizzazione del Giardino vede coinvolti i richiedenti asilo della Caritas albese di via Pola e rientra nel progetto NUOVI PERCORSI FUORI E DENTRO IL MUSEO con l’indispensabile contributo della fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, capofila il Comune di Alba.

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