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Il Premio San Giuseppe 2024 a Aldo Cazzullo

Mercoledì 27 novembre alle ore 17.00 nei superbi spazi affrescati della chiesa di San Giuseppe di Alba si è svolta la cerimonia di consegna del Premio San Giuseppe-2024, quest’anno conferito allo scrittore e giornalista Aldo Cazzullo.

Il Centro Culturale San Giuseppe, unitamente alla Fondazione Cagnasso, ha organizzato la XXV edizione del “Premio San Giuseppe” e la consegna dei contributi di solidarietà per il 2024 alle associazioni di volontariato e a progetti sociali della zona di Alba e di Cuneo.

Il Premio San Giuseppe quest’anno è stato conferito al noto scrittore e albese Aldo Cazzullo per la sua straordinaria capacità di narrazione con pubblicazioni e, nell’ultimo periodo, con la trasmissione televisiva di alto valore storico e culturale “Una giornata particolare’’, di grande successo a livello nazionale ed internazionale, mai dimenticando le sue radici native di Alba ove spesso ritorna, regalando momenti culturali molto partecipati.

 

Il canto della Parola – associazione HO CURA

Venerdì 11 Novembre alle ore 21:00 si è tenuto presso la Chiesta di San Giuseppe (Alba), il concerto “Il canto della Parola”, a cura del  coro gregoriano “Haec Dies” diretto da Ezio Aimasso.

L’ASSOCIAZIONE “HO CURA”

Il concerto è stato promosso dall’associazione “Ho cura” nata ad Alba nel 2012, di cui fondatrice Rosella Berchialla, sostiene la cultura delle “Cure Pallative”, cure utili a lenire le sofferenze di una persona malata non più guaribile cercando di rendere la sua qualità di vita la migliore possibile fino alla fine. Queste cure sono un diritto sancito dalla legge 38 del 2010, diritto che spetta a tutti i cittadini affetti da vari tipi di patologie inguaribili, avanzate e progressive. “Ho cura” organizza eventi culturali di informazione sul tema delle cure palliative e promuove la collaborazione tra enti pubblici e privati al fine di garantire ad ogni persona l’accesso a tali cure.

Per sollevare dalla sofferenza nella malattia non più guaribile aiuta l’associazione “Ho cura” con  il tuo 5×1000. CF: 90050360040.

IL CORO GREGORIANO “HAEC DIES”

L’insieme vocale Haec Dies è nato nel 2008 da un gruppo di persone con esperienze musicali differenti, unite dalla passione per il canto gregoriano. Nel corso degli anni lo studio del repertorio è stato indirizzato sia alla liturgia che al supporto di conferenze e programmi a tema. Pur privilegiando le celebrazioni in un’ottica di divulgazione, Haec Dies ha collaborato come schola con cori polifonici ed insiemi strumentali in programmi concertistici. Con il Museo Diocesano di Alba ha curato l’esecuzione dei brani contenuti nel Rotulo di San Teobaldo, autorevole e originale testimonianza di canto monodico del XIII secolo nel territorio in cui Haec Dies vive ed opera. Due cd editi da Paoline, Haec Dies Domini (2019) e Regem Venturum Dominum (2021), raccolgono alcuni esempi dell’attività degli ultimi anni.

EZIO AIMASSO

Il direttore Ezio Aimasso, medico pediatra, è diplomato in Musica Corale e Direzione di coro presso il Conservatorio di Cuneo, e in Prepolifonia presso il Conservatorio di Torino.

Studiando con Daniel Saulnier e con Giacomo Baroffio, ha conseguito, summa cum laude, il dottorato in Canto gregoriano presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma. Tra le sue pubblicazioni, l’Antifonale iemale della Chiesa vercellese (Vercelli, Biblioteca Capitolare LXX) e il gregoriano, una scala verso il Paradiso. Collabora con il con il Bollettino Ceciliano, la Rivista internazionale di Musica Sacra ed Etudes Greogiriennes.

CONCERTO “IL CANTO DELLA PAROLA”

Ecco l’elenco dei canti eseguiti

1)     Inno a S. Martino: Iste Confessor

BLOCCO SS. SACRAMENTO

1)     Adoro te devote

2)     Iesu dulcis memoria

3)     Pange lingua

BLOCCO MARIANO

1)     Ave Maria

2)     Ave Maris Stella

3)     Alma Redemptoris Mater

4)     Ave Regina Coelorim

5)     Regina coeli

6)     Salve Regina

7)     Ave Maris Stella

8)     Stabat Mater

9)     Tota Pulchra (A 2 V.)

BLOCCO SPIRITO SANTO

1)     Veni Creator

2)     Iesu Redemptor Saeculi

3)     Veni Sancte Spiritus (A 3 V.)

Il Magus in San Giuseppe

Ci rifacciamo alla commedia dell’arte, al teatro di Plauto e alla commedia del ‘900 alla Dario Fo, che parla dell’oggi

LO SPETTACOLO

Il Magus è una commedia scritta e diretta da Luca Zilovich, autore, regista e attore del Teatro della Juta e interpretata dalle attrici e dagli attori della compagnia Intro/Estro.

Il Teatro della Juta dal 2013 organizza la stagione teatrale ad Arquata, in seguito anche al teatro di Gavi, ma Il Teatro della Juta è anche produzione teatrale e lavoro con i giovani sul territorio, attraverso il Laboratorio Permanente di Commedia per attrici e attori under 30, un vero cantiere teatrale dove si sviluppano nuove professionalità.

Tra i tanti giovani che vi hanno partecipato, alcuni hanno voluto dare vita a una nuova realtà teatrale. Intro/Estro è una compagnia piccola e non finanziata, con l’entusiasmo dei vent’anni dei suoi componenti, quattro giovani tra i 18 e i 23 anni: Pietro Acerbi, Riccardo Massone, Linda Morando e Alessia Pignatelli.

La compagnia nasce con l’intento di fare ricerca su tutte le forme di teatro fisico, dalla giocoleria, al clown, dal mimo alla Commedia dell’Arte, in modo da contribuire alla diffusione di questo genere teatrale attraverso la produzione di spettacoli e performance.

LA COMMEDIA  IL MAGUS

Racconta l’autore e regista Luca Zylovich:

Il Magus parla di cialtroni e di magia. Tutto è nato da un laboratorio di commedia dell’arte.

Avevamo lavorato sulla commedia Mercator di Plauto, che parla di un conflitto dove padre e figlio sono rivali in amore per la stessa ragazza e dove, dopo una serie di intrighi, il vecchio rimarrà scornato.

Il problema di Plauto è che è invecchiato e che i personaggi femminili sono scarni e legati alla loro epoca. Oggi il pubblico vuole una trama maschile e una femminile con uguale dignità, per questo siamo andati ad ispirarci a Molière, che a sua volta ha rivisitato molto il commediografo latino. Con Il Magus abbiamo creato un finto Plauto, con le sue figure retoriche, il suo modo di fare le battute, la sua comicità e abbiamo fatto un lavoro di rinnovamento.

Rimangono espedienti comici classici come la mitraglia, ovvero un elenco di cose dette a ripetizione prive di senso che fa ridere, o come lo scambio di battute veloci e brevi per dare ritmo e il risultato è che il pubblico pensa di ridere oggi con le stesse battute con cui ridevano gli antichi romani.

Il sapore dello spettacolo è poi rinascimentale, perché ci rifacciamo alla commedia dell’arte, ma è molto fresco, alla portata del pubblico odierno e sempre ispirato al teatro di Dario Fo, perché ci deve essere una riflessione più profonda alla sua base. E’ l’idea del teatro popolare nel senso nobile del termine, che sia in grado di arrivare a tutti e di parlare del presente.

( fonte: https://radiogold.it/cronaca/319200-plauto-commedia-dellarte-contemporaneita-in-magus-intro-estro/)

LA TRAMA
Il giovane Leandro, per riuscire a coronare il suo amore con la bella Iranì, si trova costretto a rivaleggiare con suo padre Turlupio. Il vecchio architetta un piano per screditare il proprio figlio agli occhi dell’amata e tenterà di sedurla grazie ad un filtro magico.
In mezzo a questa guerra d’amore c’è il servo Sgomarello che, facendo travestire Leandro da Magus, ingarbuglierà la trama con l’irresistibile comicità della Commedia dell’Arte.

Il Magus porta il pubblico a rivivere l’esperienza di un genere teatrale antico, ma ancora in grado di divertire grazie al suo linguaggio universale fatto di maschere, travestimenti, canti e duelli. Uno spettacolo che è il punto d’incontro tra l’antica tradizione del teatro popolare italiano e una nuova generazione d’attori.

 ATTENZIONE: EVENTO ANNULLATO!

Il Magus è una produzione della compagnia INTRO/ESTRO, realizzata grazie al sostegno del TEATRO DELLA JUTA.

Drammaturgia e regia di Luca Zilovich

Con Pietro Acerbi, Riccardo Massone, Linda Morando e Alessia Pignatelli.

Maschere di Gaia Geri

Costumi di Alice Rizzato

Inaugura la Pinacoteca San Giuseppe nel percorso archeologico sotterraneo

Giovedì 03 settembre 2020, alle ore 18.00, la chiesa di San Giuseppe ospiterà l’inaugurazione
della “Pinacoteca di San Giuseppe”, esposizione permanente nata dalla cultura del dono e della condivisione che andrà a impreziosire il percorso archeologico sotterraneo della chiesa, una delle tappe di Alba Sotterranea.

Questa iniziativa infatti  nasce dalla volontà del presidente del Centro Culturale San Giuseppe, Roberto Cerrato, di condividere con il pubblico albese, e non solo, alcune opere che negli anni sono state donate da artisti di fama nazionale al Centro Culturale, pittori e scultori che passando da Alba hanno voluto lasciare un ricordo della loro presenza.
La Pinacoteca troverà spazio nel percorso archeologico sottostante la chiesa, dove ad oggi permangono significativi resti romani e medievali.
Al primo nucleo di opere che dal 3 settembre occuperanno questo spazio musealizzato se ne aggiungeranno altre che negli anni a venire saranno donate da artisti ed amici volenterosi di sostenere quest’importante iniziativa.
Un grazie speciale va alla Presidente dell’associazione culturale Davide LajoloLaurana Lajolo , figlia dello scrittore e partigiano originario di Vinchio (AT).

Il cui contributo di Laurana Layolo, scrittrice, docente e personaggio di primo piano della scena culturale, è stato determinante per la realizzazione di questo progetto.

E’ sua infatti la donazione di un’opera molto importante per la Pinacoteca , una realizzazione dello scultore lucchese Massimo Bertolini, già esposta nella recente mostra Magma, il destino della forma, tenutasi al castello di Costigliole d’Asti nel 2019.

Per questo motivo Laurana Majolo sarà presente alla inaugurazione in veste di madrina dell’evento.
A quest’ultimo va ad aggiungersi il fondamentale sostegno delle Fondazioni Bancarie della Cassa di Risparmio di Torino e della Cassa di Risparmio di Cuneo.
La Pinacoteca sarà aperta al pubblico e visitabile, previo l’acquisto del biglietto del percorso archeologico sotterraneo, negli orari di apertura della chiesa.

Lo scultore Massimo Bertolini con l'opera nella collocazione precedente presso il castello Di Costigliole d'Astil castello