Archeologo di qua e di là delle Alpi

Matteo Morelli

Matteo Morelli

Ospitiamo una significativa testimonianza, interessante per capire quante cose possono cambiare in certi ambiti professionali semplicemente varcando il confine (per altro rimanendo con tutti e due i piedi all’interno dell’Unione Europea..).

Archeologo di qua e di là delle Alpi, è questa la parabola lavorativa dell’archeologo Matteo Morelli

Diplomato in conservazione dei beni culturali , indirizzo archeologico , facoltà di Bologna con sede a Ravenna , nel 2004 , ho lavorato come precario per differenti ditte o cooperative archeologiche soprattutto nel nord Italia , Emilia Romagna Piemonte e Lombardia .
Assunto quasi sempre con contratti a progetto o prestazioni occasionali , quindi un precario d’eccezione :)

Ecco il capitolo “italiano” della sua carriera professionale. Discontinuità lavorativa, paghe basse, ritardi anche biblici nel pagamento dei compensi, burocrazie complesse e scarso riconoscimento pubblico del proprio ruolo… sono alcuni dei tratti distintivi che punteggiano la sua esperienza, comune (anzi comunissima) a tutti agli altri laureati operanti nel campo dell’archeologia.

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Lilliput. Libreria di viaggi

Lilliput. Libreria di viaggi

Per un certo periodo cerca anche di cambiare rotta: unisce le sue passioni per la lettura e per i viaggi  ne fa il tentativo pervicace di LILLIPUT, una libreria specializzata sulla letteratura di viaggio, aperta nel centro di Ravenna.

Qualche anno fa il passo decisivo: si trasferisce in Francia (prima a Parigi poi a Marsiglia)

Cambia paese, cambia lingua, cambia tante abitudini, forse cambia addirittura il modo di fare colazione… ma non cambia lavoro. Continua a fare l’archeologo.

Ma forse non è esatto dire che “non cambia lavoro”, perché le condizioni lavorative transalpini si rivelano ben diverse da quelle cisalpine.

itafranCosì il Morelli ci riassume le differenze principali.

Che cosa fa un giovane per diventare archeologo? quale iter deve seguire?

Un giovane francese per diventare archeologo , deve fare un bac +5 , cioè superiori più 5anni di università , seguita da 2 anni di master , iter molto più lungo che quello italiano , ma molto meno oneroso al livello di tasse universitarie , in Francia si paga una media di 300€ l’anno , più si hanno molti benefit per alloggio per trasporti e buoni pasti ecc…

Quale la condizione professionale a livello contrattuale, orari di lavoro, rimborsi etc..?

INRAP Institut national des recherches archéologiques préventives

INRAP Institut national des recherches archéologiques préventives

Le condizioni contrattuali sono ottime perché si hanno dei contratti di durata determinata , o indeterminato ,questo dipende dal lavoratore e dalla ditta che assume archeologi , usufruendo così di eventuale sussidio di disoccupazione e di tutto il welfare che la Francia offre, di fatto dopo il passare di 4 mesi di contratto si ha diritto allo chomage , cioè sussidio di disoccupazione , 80% del tuo salario , dura esattamente i mesi in cui si è lavorato , per un massimo di 2 anni .
Le condizioni lavorative , dalla mia esperienza , avendo collaborato con l’INRAP , un istituto pubblico di ricerca archeologica preventiva , non possono che essere favorevoli, l’ambiente di lavoro è molto sereno ,pagamenti e rimborsi puntuali e altissima professionalità sul terreno e nel post scavo .
Di fatto si mette l’operatore di scavo nelle migliori condizioni per il lavoro , dotandolo di materiale e mettendo a sua disposizione tutto il necessario per poterlo far lavorare nel migliore delle condizioni , citerei anche il contermine r mensa , e container spogliatoii , datato di doccia , che sono obbligatori per legge . In più un container per apparecchiatura fotografica e diverse postazioni con compiuter per portare avanti la documentazione contemporaneamente con lo scavo archeologico .

come sono organizzate le istituzioni pubbliche competenti?Come funziona l’archeologia preventiva o il vincolo archeologico?
Quando una ditta vince un appalto , nelle ore si contempla a anche dei giorni per poter redigere relazioni , pulire e catalogare il materiale , pagate come ore di scavo , sembra un ovvietà ma per noi che abbiamo operato in Italia sappiamo che non è così scontato

Esistono associazioni di categoria? come funzionano?
Esistono ditte private che partecipano liberamente alle gare d’appalto , in più ci sono realtà come l’INRAP , istituto nazionale archeologia preventiva , che è pubblica , ho a
Tre realtà statali legate ai diversi comuni e province , le ditte private devono mantenere e assicurare gli stessi livelli lavorativi che le varie realtà statali , di fatto per vincere un appalto verrà considerato anche la qualità del lavoro svolto , quindi non è legato solomente ad un aspetto economico , di questo fa garante il ministero per la conservazione e tutela del patrimonio artistico ,archeologico , architettonico , paesaggistico .
Non molto differente all’Italia , ma con l’impressione che qui sia più efficiente ma soprattutto più rapido nell’intervenire .

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