Come vi raccontavamo in un articolo di inizio estate, uno dei nostri soci è stato selezionato tra i trecento lettori nell’ambito del Premio Friuli Storia. Nei mesi precedenti una giuria accademica aveva selezionato tre saggi di storia contemporanea usciti quest’anno che, successivamente, sono stati inviati ad una giuria di trecento lettori. Ciascuno di essi, dopo aver letto attentamente i tre volumi ricevuti a inizio estate, è stato chiamato a votare quello ritenuto migliore. Nel frattempo, nonostante il suo voto premiasse “Terrore e terrorismo”, il premio è stato assegnato al libro “Fiume città di passione”.
In ogni caso, ecco le sue recensioni di questi tre bei libri che, anche se saggi storici, si legano in modo indissolubile all’attualità.
TERRORE E TERRORISMO/BENIGNO FRANCESCO
Per parlare di terrorismo Benigno sceglie di farne la storia, partendo da Robespierre e dal giacobinismo, il libro
passa per Babeuf, Buonarroti, Mazzini e Carlo Bianco di Saint-Jorioz, Blanqui, Pisacane, i populisti russi, l’indipendentismo irlandese, la «propaganda del fatto» degli anarchici, il rapporto tra terrorismo e bolscevichi, i riflessi nel mondo coloniale, le lotte per l’indipendenza dell’Algeria, gli «anni di piombo» in Europa e in America latina, gli attentati palestinesi, l’11 settembre, per arrivare al recente terrorismo islamico.
Nel momento in cui si decide di ricostruire un qualunque fenomeno da un punto di vista storico, risulta fondamentale la capacità di selezionare quelli che sono gli eventi e le persone che, dalla Rivoluzione Francese al nostro tempo, possono essere ricondotte ad esso. Per fare ciò, tuttavia, è necessario saperne individuare le peculiarità e, allo stesso tempo, le continuità e le discontinuità che ne caratterizzano i cambiamenti nel tempo. Queste operazioni sono però rese ancor più complicate nel caso di temi come il Terrore e il Terrorismo, i cui confini sono spesso molto labili e sfumati.
E’ in questo frangente che l’abilità dello studioso emerge: Benigno riesce infatti a delimitare e collegare le diverse sfumature attraverso linee nette, ma non per questo eccessivamente semplificatorie, innestando su un fitto tessuto di dati sapienti collegamenti con persone, tempi e oggetti solo apparentemente slacciati tra loro. Che cosa accumuna e che cosa differenzia quindi Buonarrotti dai Bolscevichi, Guevara da Agca o Pisacane da Mazzini?
L’evoluzione storica illustrata nel libro ha mostrato che “il terrorista non è un individuo identificabile come tale, e distinguibile dagli altri per caratteristiche speciali. Definirlo tale non è altro che la qualificazione criminalizzante di un combattente che, se vista in modo rovesciato, può essere mutata in quella di patriota, eroe o martire”. Un altro elemento di continuità è legato all’attenzione verso il metodo e, di conseguenza, alle armi – dalla bomba Orsini a quelle più recenti che spesso hanno consentito di sopperire all’inferiorità tecnica, economica e organizzativa che hanno accompagnato i militanti di ogni epoca.
Inoltre, il principio di rigenerazione delle nazioni accomuna tantissimi rivoluzionari, dagli irlandesi agli algerini, senza dimenticare quelli che noi consideriamo patrioti italiani di epoca risorgimentale. Oltre a ciò, è sempre emerso come le autorità abbiano tentato di manipolare i militanti per “mettere ordine col disordine”, dando vita a vere e proprie storie di spionaggio che nel libro si incontrano. Interessantissima è la riflessione che porta l’autore a considerare l’azione terroristica un atto rivolto non tanto alla popolazione della nazione da colpire ma soprattutto ad un proprio popolo, ad una propria comunità: anziché terrorizzare, il terrorista intende conquistare i cuori e le menti un popolo ritenuto oppresso e sottomesso.
Ciò che connoterebbe il terrorismo contemporaneo è l’insieme delle conseguenze della recentissima rivoluzione digitale, grazie a cui la circolazione di notizie e immagini sul web avrebbe dato vita ad un vero e proprio ambiente digitale, in cui le tradizionali categorie di tempo e luogo sarebbero venute meno , rivelandosi quindi uno strumento efficace con cui diffondere e infuocare il messaggio che si vuole diffondere. Tutto ciò consente di dirottare l’opinione pubblica, contribuendo quindi ai processi di costruzione delle identità collettive in modo decisivo.
Senza scendere ulteriormente nel dettaglio dei contenuti, tale saggio è un autentico bagno nelle storie di uomini e donne che, in epoche e luoghi estremamente diversi, hanno compiuto azioni che, anche se in misure differenti, hanno provveduto a far girare le ruote della storia e che, allo stesso tempo, mostrano agli occhi dei lettori un altro volto o lucide riflessioni su eventi che hanno segnato epoche.
FIUME CITTÁ DI PASSIONE/RAOUL PUPO
Dopo aver letto Il leone di Lissa (Il Saggiatore, 2003), mi sono tuffato volentieri in questo altro viaggio in quelle terre e in quei mari contesi da secoli da repubbliche, stati, Imperi, città e federazioni, fronteggiando la polarità tra quelle che l’autore ha definito urbicidio e resilienza, con città quindi che, sotto molti punti di vista, sono state uccise ma che, allo stesso tempo, sono sopravvissute.
Durante la lettura, ciò che maggiormente mi ha colpito è stata la capacità dell’autore nel collegare le principali vicende della storia italiana ed europea, dal XIX secolo ad oggi, con quanto avveniva a Fiume e nei territori di sua competenza. Allo stesso tempo, estremamente lodevole è stata la sua capacità di catapultare il lettore nei tourbillon degli eventi fiumani, senza perdere il rigore che contraddistingue l’opera di uno storico, permettendogli di penetrare nella testa dei tanti protagonisti che hanno caratterizzato la storia di quella città che oggi si chiama Rjeka.
La città che è stata di Adamich, Maylender, D’Annunzio, Zanella, Valiani, Grazioli, Gandolfo, Harasim, Mohovich, di Grossich, Drenig, Morovich, di Testa di Ramous e di Venucci, nonostante una storia turbolenta, è sempre stata multiculturale, anche se in forme diverse: prima mediterranea-mitteleuropea, poi balcanica.
Una nota di merito è rappresentata dall’attenzione riposta dallo storico alla vita culturale della città e, in particolare, al ruolo storico rivestito dalle principali istituzioni e riviste di questo ambito. Pari attenzione è rivolta ad aspetti topografici che, in una città con una storia impetuosa come questa, hanno spesso assunto significati importanti: le famiglie fiumane asserragliatesi nel centro che per così tanto tempo hanno governato Fiume, i contadini croati del borgo di Susak, il ponte o i lavoratori del porto e degli stabilimenti industriali ad esso collegati.
Prima di iniziare a leggere il libro, alla luce del titolo, temevo un appiattimento della ricostruzione sull’affascinante periodo dannunziano, quando la città può essere descritta con pari dignità come un Paese dei Balocchi e come un luogo in grave crisi economica. Invece, anche se illustrata in modo estremamente chiara e completa, la parentesi dannunziana è considerata appunto tale: una parentesi che, oltre ad isolarsi nella lunga storia della città, risulta però ben coesa con i capitoli di storia precedente e successiva, indagati in maniera ugualmente profonda. Infatti, nel suo libro Raoul Pupo penetra, in modo analitico, nei vari periodi storici della città, dal corpo separato alla città irredenta, dalla “città di vita” di D’Annunzio al fascismo di confine, dalla guerra al secondo dopoguerra, ovvero al difficile passaggio da Fiume a Rijeka.
Infine, ma non per ordine di importanza, tutto ciò è stato scritto con un linguaggio accattivante e coinvolgente che, a tratti, se non fosse per il rigore e la lucidità di uno storico così attento, ci fanno dimenticare di essere alle prese con un poderoso saggio di tipo storico.
STORIA DELL’IMMIGRAZIONE STRANIERA IN ITALIA. DAL 1945 AI NOSTRI GIORNI/MICHELE COLUCCI
Un libro così ci voleva.
Un libro che molti di noi dovrebbero studiare per parlare di un fenomeno dibattutissimo con una quota sufficiente di profondità storica. Oltre agli studenti universitari, che avranno a loro disposizione un chiaro e lineare manuale, questo libro sarà utile a tutti quegli insegnanti che, sollecitati dalla quotidiana tempesta di notizie, potranno collegare i principali argomenti del quinto anno delle scuole superiori ad eventi, storie e legislazioni che hanno dato vita allo scenario attuale.
In quest
o volume emerge l’impostazione manualistica della pubblicazione che, se da un lato, rende più chiara e rigorosa la trattazione, dall’altro lato, rende meno avvolgente e scorrevole la lettura.
In ogni caso, risultano interessanti l’approccio – storico e non sociologico o antropologico – e i tratti di continuità che, come dimostrano le poderose argomentazioni dell’autore, accomunano le immigrazioni di periodi storici estremamente diversi. In effetti, lo studioso inserisce nella corretta prospettiva storica i diversi flussi migratori degli ultimi settant’anni, mettendo in luce il perenne ritardo della classe dirigente del paese che spesso non ha mostrato di aver compreso il fenomeno. In particolare, anziché produrre un’organica legislazione per gestire il fenomeno, per decenni, i governi di ogni colore hanno spesso utilizzato lo strumento della sanatoria che, con le proporzioni degli ultimi vent’anni, non è stato ovviamente più utilizzabile.
Alba Music Festival – 6 ottobre
/in UncategorizedE’ possibile acquistare dal 1 ottobre i biglietti in prevendita (10 euro, gratuito under 10) presso la chiesa di San Giuseppe oppure al banchetto di Alba Sotterranea nei giorni di visite programmate
Andrea Bacchetti pianoforte dal Quartetto Maffe
Filippo Neri violino
Giancarlo Bussola viola
Paola Gentilin violoncello
Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart
Corso di Archeologia romana – I lezione
/in Archeologia & StoriaPrima lezione del corso Archeologia e storia antica del Piemonte meridionale in età romana.
Argomento della lezione: la conquista ed occupazione romana del Piemonte meridionale e le vicende locali al tramonto dell’Impero.
Per ulteriori informazioni clicca qui (iscrizione obbligatoria in anticipo).
Corso di Storia dell’arte del Quattro-Cinquecento – I lezione
/in Arte & LetteraturaPrima lezione del corso Storia dell’arte del Quattro-Cinquecento. Dal Tardogotico al Rinascimento nel basso Piemonte.
Argomento della lezione: Il Tardogotico. Caratteri generali, nomi dei principali artisti, il tardogotico nel Piemonte meridionale: Giacomo Jaquerio e il Castello della Manta.
Per ulteriori informazioni clicca qui (iscrizione obbligatoria in anticipo).
Intervista a Renzo Coral, associazione Proteggere Insieme
/in Viaggi & MiraggiRenzo Coral ( a sinistra) insieme a Roberto Cerrato, presidente di Proteggere insieme Onlus
In relazione alla visita guidata Aperti per lavori, abbiamo realizzato questa intervista a Renzo Coral, il responsabile operativo nazionale attività Beni Culturali dell’associazione Proteggere Insieme onlus, che ci illustrerà le attività svolte da questa associazione che, come scoprirete, è estremamente attiva, non solo in questo territorio.
I volontari di Proteggere Insieme
Da dove nasce l’idea della creazione di questa associazione?
L’associazione nasce ufficialmente il 5 dicembre 1995, a seguito dell’alluvione che colpì il nostro territorio nel novembre 1994. Ha partecipato fin dalla sua costituzione a tutte principali emergenze di protezione civile non solo locali, ma su tutto il territorio nazionale.
Sappiamo che negli anni successivi avete ricevuto importanti riconoscimenti e che avete molti progetti per il futuro: ci può illustrare al meglio questi aspetti?
Nel 2006 l’associazione ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, la Medaglia del Presidente per le attività e l’impegno profuso a favore del Paese, anche per le numerose attività di sensibilizzazione sulle tematiche della protezione civile organizzate alla popolazione.
Nel 2009, dopo ormai quattordici anni di attività, viene costituito il primo Nucleo provinciale dei volontari di Protezione Civile per la tutela e salvaguardia dei Beni Culturali, con un primo gruppo di 40 volontari che vengono abilitati ai moduli formativi costituendo squadre apposite e specializzate in tali attività. Nel 2010, l’allora Capo del dipartimento di protezione Civile Prefetto Franco Gabrielli, in visita alla struttura di Proteggere insieme, invita il presidente Roberto Cerrato a operare per sviluppare una coscienza nazionale sul tema dei beni culturali, anche dopo l’esperienza del terremoto avvenuto a l’Aquila nel 2009.
Parte così un progetto complessivo di formazione e di sensibilizzazione che, dopo cinque anni di incubazione, ha portato l’iscrizione di Proteggere Insieme Onlus nell’Elenco Centrale delle Organizzazioni nazionali di Protezione Civile, con la specifica nella tutela e nella salvaguardia dei beni culturali (Decreto del 25 giugno 201
Foto Roberto Settonce – LaPressecronaca30 10 2016 NorciaNuovo sisma in centro Italia: il crollo della cattedrale di Norcia Nella Foto le macerie della cattedralePhoto Roberto Settonce – LaPressenews30 10 2016 Norcia – Italy earthquake Norcia Church of Norcia
5). Pertanto una spinta positiva che permetterà di coinvolgere nuovi gruppi ed associazioni ad affiliarsi in forma organizzata ed ufficiale, come unico soggetto a livello nazionale abilitato ad interventi in questo campo così delicato.
In relazione al terremoto che ha sconvolto l’Italia centrale, in che cosa si è concretizzata la vostra attività?
Dal 2015 l’associazione è iscritta nel Registro Nazionale del Dipartimento di Protezione Civile quale Associazione specialistica per la Tutela e Salvaguardia Patrimonio Culturale. In tale veste ha operato in Centro Italia nelle zone di Amatrice, Cascia e Norcia in stretta collaborazione con le competenti Sovrintendenza, i Vigili del Fuoco ed il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri per il recupero delle opere d’arte danneggiate dai terremoti di agosto e ottobre 2016. L’attività delle nostre squadre ha permesso di mettere in sicurezza per il futuro restauro circa 3500 opere attualmente allocate presso il deposito di Santo Chiodo a Spoleto (PG)”
Che cosa custodisce il deposito di Santo Chiodo?
Gli addetti al lavoro presso le zone terremotate
Il Deposito di Santo Chiodo a Spoleto custodisce pale d’altare, statue in marmo, in legno, in terracotta, crocifissi, paramenti liturgici, tessuti, arredi sacri, oggetti da cerimonia, colonne, campane, porzioni di affreschi, frammenti di chiese parzialmente o completamente distrutte dalle scosse che hanno colpito il centro Italia tra l’estate e l’autunno del 2016. A prendersene cura è un team di storici dell’arte, architetti, archeologi, restauratori, funzionari ministeriali impegnato in un’attività delicata: accogliere le opere al loro arrivo, verificare lo stato, smistarle nei vari reparti del Deposito (oppure inviarle ai centri di restauro) e quindi censirle tramite schedatura e catalogazione.
L’iter che ha portato alla costruzione del Deposito di Santo Chiodo prese avvio a seguito del disastroso terremoto del 1997 e terminò nel 2008: nove anni per consegnare al paese una struttura moderna ed efficiente, unica in tutto il territorio nazionale, che ha dato la prima prova della sua sollecitudine in occasione del devastante sisma del Centro Italia, trasformandosi in una specie di ospedale per le opere d’arte, oltre che di ricovero per quelle rimaste senza una casa.
Tornando ad Alba e al Piemonte, state portando avanti altre attività?
Al momento la nostra Associazione collabora con la Curia di Alba per attività connesse al patrimonio immobiliare ed è in corso di definizione un accordo con il Comune di Torino per un cantiere di pulizia di alcune statue site presso il Palazzo Civico del capoluogo.
Se vi interessa approfondire il tema dell’alluvione,
dai un’occhiata a questo corso!
Premio Friuli Storia: recensioni dei libri
/in Archeologia & StoriaCome vi raccontavamo in un articolo di inizio estate, uno dei nostri soci è stato selezionato tra i trecento lettori nell’ambito del Premio Friuli Storia. Nei mesi precedenti una giuria accademica aveva selezionato tre saggi di storia contemporanea usciti quest’anno che, successivamente, sono stati inviati ad una giuria di trecento lettori. Ciascuno di essi, dopo aver letto attentamente i tre volumi ricevuti a inizio estate, è stato chiamato a votare quello ritenuto migliore. Nel frattempo, nonostante il suo voto premiasse “Terrore e terrorismo”, il premio è stato assegnato al libro “Fiume città di passione”.
In ogni caso, ecco le sue recensioni di questi tre bei libri che, anche se saggi storici, si legano in modo indissolubile all’attualità.
TERRORE E TERRORISMO/BENIGNO FRANCESCO
Per parlare di terrorismo Benigno sceglie di farne la storia, partendo da Robespierre e dal giacobinismo, il libro
passa per Babeuf, Buonarroti, Mazzini e Carlo Bianco di Saint-Jorioz, Blanqui, Pisacane, i populisti russi, l’indipendentismo irlandese, la «propaganda del fatto» degli anarchici, il rapporto tra terrorismo e bolscevichi, i riflessi nel mondo coloniale, le lotte per l’indipendenza dell’Algeria, gli «anni di piombo» in Europa e in America latina, gli attentati palestinesi, l’11 settembre, per arrivare al recente terrorismo islamico.
Nel momento in cui si decide di ricostruire un qualunque fenomeno da un punto di vista storico, risulta fondamentale la capacità di selezionare quelli che sono gli eventi e le persone che, dalla Rivoluzione Francese al nostro tempo, possono essere ricondotte ad esso. Per fare ciò, tuttavia, è necessario saperne individuare le peculiarità e, allo stesso tempo, le continuità e le discontinuità che ne caratterizzano i cambiamenti nel tempo. Queste operazioni sono però rese ancor più complicate nel caso di temi come il Terrore e il Terrorismo, i cui confini sono spesso molto labili e sfumati.
E’ in questo frangente che l’abilità dello studioso emerge: Benigno riesce infatti a delimitare e collegare le diverse sfumature attraverso linee nette, ma non per questo eccessivamente semplificatorie, innestando su un fitto tessuto di dati sapienti collegamenti con persone, tempi e oggetti solo apparentemente slacciati tra loro. Che cosa accumuna e che cosa differenzia quindi Buonarrotti dai Bolscevichi, Guevara da Agca o Pisacane da Mazzini?
L’evoluzione storica illustrata nel libro ha mostrato che “il terrorista non è un individuo identificabile come tale, e distinguibile dagli altri per caratteristiche speciali. Definirlo tale non è altro che la qualificazione criminalizzante di un combattente che, se vista in modo rovesciato, può essere mutata in quella di patriota, eroe o martire”. Un altro elemento di continuità è legato all’attenzione verso il metodo e, di conseguenza, alle armi – dalla bomba Orsini a quelle più recenti che spesso hanno consentito di sopperire all’inferiorità tecnica, economica e organizzativa che hanno accompagnato i militanti di ogni epoca.
Inoltre, il principio di rigenerazione delle nazioni accomuna tantissimi rivoluzionari, dagli irlandesi agli algerini, senza dimenticare quelli che noi consideriamo patrioti italiani di epoca risorgimentale. Oltre a ciò, è sempre emerso come le autorità abbiano tentato di manipolare i militanti per “mettere ordine col disordine”, dando vita a vere e proprie storie di spionaggio che nel libro si incontrano. Interessantissima è la riflessione che porta l’autore a considerare l’azione terroristica un atto rivolto non tanto alla popolazione della nazione da colpire ma soprattutto ad un proprio popolo, ad una propria comunità: anziché terrorizzare, il terrorista intende conquistare i cuori e le menti un popolo ritenuto oppresso e sottomesso.
Ciò che connoterebbe il terrorismo contemporaneo è l’insieme delle conseguenze della recentissima rivoluzione digitale, grazie a cui la circolazione di notizie e immagini sul web avrebbe dato vita ad un vero e proprio ambiente digitale, in cui le tradizionali categorie di tempo e luogo sarebbero venute meno , rivelandosi quindi uno strumento efficace con cui diffondere e infuocare il messaggio che si vuole diffondere. Tutto ciò consente di dirottare l’opinione pubblica, contribuendo quindi ai processi di costruzione delle identità collettive in modo decisivo.
Senza scendere ulteriormente nel dettaglio dei contenuti, tale saggio è un autentico bagno nelle storie di uomini e donne che, in epoche e luoghi estremamente diversi, hanno compiuto azioni che, anche se in misure differenti, hanno provveduto a far girare le ruote della storia e che, allo stesso tempo, mostrano agli occhi dei lettori un altro volto o lucide riflessioni su eventi che hanno segnato epoche.
FIUME CITTÁ DI PASSIONE/RAOUL PUPO
Durante la lettura, ciò che maggiormente mi ha colpito è stata la capacità dell’autore nel collegare le principali vicende della storia italiana ed europea, dal XIX secolo ad oggi, con quanto avveniva a Fiume e nei territori di sua competenza. Allo stesso tempo, estremamente lodevole è stata la sua capacità di catapultare il lettore nei tourbillon degli eventi fiumani, senza perdere il rigore che contraddistingue l’opera di uno storico, permettendogli di penetrare nella testa dei tanti protagonisti che hanno caratterizzato la storia di quella città che oggi si chiama Rjeka.
La città che è stata di Adamich, Maylender, D’Annunzio, Zanella, Valiani, Grazioli, Gandolfo, Harasim, Mohovich, di Grossich, Drenig, Morovich, di Testa di Ramous e di Venucci, nonostante una storia turbolenta, è sempre stata multiculturale, anche se in forme diverse: prima mediterranea-mitteleuropea, poi balcanica.
Una nota di merito è rappresentata dall’attenzione riposta dallo storico alla vita culturale della città e, in particolare, al ruolo storico rivestito dalle principali istituzioni e riviste di questo ambito. Pari attenzione è rivolta ad aspetti topografici che, in una città con una storia impetuosa come questa, hanno spesso assunto significati importanti: le famiglie fiumane asserragliatesi nel centro che per così tanto tempo hanno governato Fiume, i contadini croati del borgo di Susak, il ponte o i lavoratori del porto e degli stabilimenti industriali ad esso collegati.
Prima di iniziare a leggere il libro, alla luce del titolo, temevo un appiattimento della ricostruzione sull’affascinante periodo dannunziano, quando la città può essere descritta con pari dignità come un Paese dei Balocchi e come un luogo in grave crisi economica. Invece, anche se illustrata in modo estremamente chiara e completa, la parentesi dannunziana è considerata appunto tale: una parentesi che, oltre ad isolarsi nella lunga storia della città, risulta però ben coesa con i capitoli di storia precedente e successiva, indagati in maniera ugualmente profonda. Infatti, nel suo libro Raoul Pupo penetra, in modo analitico, nei vari periodi storici della città, dal corpo separato alla città irredenta, dalla “città di vita” di D’Annunzio al fascismo di confine, dalla guerra al secondo dopoguerra, ovvero al difficile passaggio da Fiume a Rijeka.
Infine, ma non per ordine di importanza, tutto ciò è stato scritto con un linguaggio accattivante e coinvolgente che, a tratti, se non fosse per il rigore e la lucidità di uno storico così attento, ci fanno dimenticare di essere alle prese con un poderoso saggio di tipo storico.
STORIA DELL’IMMIGRAZIONE STRANIERA IN ITALIA. DAL 1945 AI NOSTRI GIORNI/MICHELE COLUCCI
Un libro così ci voleva.
Un libro che molti di noi dovrebbero studiare per parlare di un fenomeno dibattutissimo con una quota sufficiente di profondità storica. Oltre agli studenti universitari, che avranno a loro disposizione un chiaro e lineare manuale, questo libro sarà utile a tutti quegli insegnanti che, sollecitati dalla quotidiana tempesta di notizie, potranno collegare i principali argomenti del quinto anno delle scuole superiori ad eventi, storie e legislazioni che hanno dato vita allo scenario attuale.
In quest
o volume emerge l’impostazione manualistica della pubblicazione che, se da un lato, rende più chiara e rigorosa la trattazione, dall’altro lato, rende meno avvolgente e scorrevole la lettura.
In ogni caso, risultano interessanti l’approccio – storico e non sociologico o antropologico – e i tratti di continuità che, come dimostrano le poderose argomentazioni dell’autore, accomunano le immigrazioni di periodi storici estremamente diversi. In effetti, lo studioso inserisce nella corretta prospettiva storica i diversi flussi migratori degli ultimi settant’anni, mettendo in luce il perenne ritardo della classe dirigente del paese che spesso non ha mostrato di aver compreso il fenomeno. In particolare, anziché produrre un’organica legislazione per gestire il fenomeno, per decenni, i governi di ogni colore hanno spesso utilizzato lo strumento della sanatoria che, con le proporzioni degli ultimi vent’anni, non è stato ovviamente più utilizzabile.
Frane e alluvioni. Come imparare a conoscerle e a conviverci. Per il 25^ anniversario dell’alluvione del 1994.
/in Ambiente, UncategorizedTale proposta didattica nasce dall’idea di promuovere e diffondere sul territorio una maggiore consapevolezza sui rischi a cui si è esposti, e promuovere comportamenti corretti volti a mitigare i pericoli a cui ci si espone in concomitanza di eventi calamitosi, la cui intensità e ripetibilità stanno costantemente aumentando.
Il geologo Matteo Calorio, docente del corso.
DOCENTE
A condurre il corso sarà il geologo Matteo Calorio, dottore in Scienze geologiche applicate presso l’Università degli studi di Torino, con comprovata esperienza nell’ambito della geologia strutturale e della geomorfologia.
Dopo aver maturato esperienza nell’ambito estrattivo presso il Centro di Geotecnologie dell’Università di Siena, attualmente lavora come geologo alla realizzazione del tunnel esplorativo per la linea TAV Torino-Lione sul versante francese. Oltre ad essere socio di Ambiente & Cultura è protagonista di molte iniziative dell’associazione, legate alle scienze naturali.
L’attività è prevista in occasione del 25^anniversario della grande alluvione del 1994 e si svolge in parallelo e sinergia con le iniziative dell’associazione albese Proteggere insieme onlus, in particolare con l’evento Io non rischio.
Proteggere insieme è nata nel 1995 per dare seguito all’eccezionale azione dei volontari che risposero all’appello nel 1994 e dal 2015 iscritta nell’Elenco Centrale delle Organizzazioni nazionali di Protezione Civile, con la specifica nella tutela e nella salvaguardia dei beni culturali (Decreto del 25 giugno 2015); da allora guida numerose sezioni affiliate su tutto il territorio nazionale e notevole è stato il suo impiego in seguito alla serie di terremoti che hanno flagellato il Centro Italia in questi ultimi anni.
Di seguito, tutte le informazioni utili e in fondo alla pagina il modulo per la prenotazione (obbligatoria entro martedì 5 novembre).
QUANDO
Giovedì 7 e venerdì 8 novembre, dalle ore 20.00 alle ore 22.00.
E’ prevista almeno un’escursione, domenica 10 novembre, nel territorio di Langhe e Roero (ulteriori dettagli saranno forniti a lezione).
Le iscrizioni sono obbligatorie entro martedì 5 novembre (per la prenotazione utilizza il modulo in fondo a questa pagina).
DOVE
CARTOLINA PROMEMORIA
Per scaricare il flyer promemoria del corso in formato A6 con tutte le info clicca qui: frane e alluvioni-compresso
DESTINATARI
Non è un corso riservato ad esperti e specialisti: è un corso che intende rivolgersi a tutti coloro che fossero interessati a saperne di più su questo tema molto spinoso.
METODOLOGIE E MATERIALI
Alla fine di ogni lezione verrà messa a disposizione la presentazione in formato pdf e verrà distribuita una guida per l’escursione.
IL PROGRAMMA
La prima lezione verterà sui concetti base di rischio, alluvione e frane. Durante la lezione ci concentreremo in particolare sulla classificazione delle frane, i fattori predisponenti, il monitoraggio e la prevenzione dei fenomeni gravitativi.
La seconda lezione sarà dedicata all’analisi di casi pratici, richiamando i principali eventi alluvionali della nostra regione, le azioni di pianificazione e le buone pratiche per affrontare le emergenze.
L’escursione sarà l’occasione per mettere a frutto i contenuti presentati durante le lezioni teoriche, andando a vedere dal vivo diverse tipologie di frane.
COSTI E CONDIZIONI
PRENOTAZIONI (OBBLIGATORIE)
Da effettuarsi entro martedì 5 novembre. Numero di partecipanti minimo 9, massimo 18.
Per info 333.4459098 (Matteo Calorio)
Storia dell’arte del Sei-Settecento. Il Barocco nel basso Piemonte
/in Arte & Letteratura, UncategorizedInterno della chiesa dell’Annunziata, Guarene
Questo corso intende quindi raccordare i lineamenti generali dell’arte italiana e arrivare alle grandi testimonianze artistiche del Piemonte meridionale nate a cavallo nei secoli XVII e XVIII, nella fase di superamento dell’arte rinascimentale verso l’esasperazione del barocco inoltrato.
Di seguito, tutte le informazioni utili, gli allegati e in fondo alla pagina il modulo per la prenotazione.
QUANDO
Chiesa di Santa Maria Maddalena, Alba
Martedì 5, 12, 19 e 26 novembre, dalle ore 20:00 alle ore 22:00.
Le iscrizioni sono obbligatorie entro sabato 2 novembre (per la prenotazione utilizza il modulo in fondo a questa pagina).
DOVE
CARTOLINA PROMEMORIA
Per scaricare il flyer promemoria del corso in formato A6 con tutte le info clicca qui: arte sei-settecento-compresso
IL PROGRAMMA
Prima lezione: le origini dell’arte barocca – la nascita, i grandi esempi e il Barocco piemontese
Seconda lezione: il Barocco ad Alba (le chiese di San Giuseppe, di Santa Maria Maddalena e dei Santi Cosma e Damiano)
Terza lezione: testimonianze di Barocco nelle Langhe e nel Roero
Quarta lezione: il Barocco nel Cuneese (Bra, Fossano, Mondovì)
DOCENTE
A condurre il corso sarà Sonia Fazio, dottoressa in Storia delle arti e Conservazione dei beni artistici con percorso medievale-bizantino presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, con esperienza di guida presso la Cappella degli Scrovegni di Padova e Villa Arconati a Bollate. Oltre ad essere una dei soci dell’associazione Ambiente & Cultura è anche una delle guide di Alba Sotterranea e ha tenuto in precedenza i corsi di Storia dell’arte dell’Alto Medioevo tra Piemonte e Lombardia, Storia dell’arte del Basso Medioevo: Romanico e Gotico nel Piemonte meridionale e Storia dell’arte del Quattro-Cinquecento. Dal Tardogotico al Rinascimento nel basso Piemonte.
L’obiettivo del corso sarà quello di esaminare i più grandi esempi della storia dell’arte barocca e di cercare di passare dagli esempi più celebri alle testimonianze più significative della zona, in particolare dei territori di Alba, Langhe e Roero.
DESTINATARI
Non è un corso riservato ad esperti e specialisti: è un corso che intende rivolgersi a tutti coloro che fossero interessati a scoprire la storia dell’arte del ‘600 e del ‘700 nel sud del territorio e lo stile barocco nella sua declinazione piemontese.
METODOLOGIE E MATERIALI
Chiesa di San Martino, La Morra
Gli appuntamenti consisteranno in lezioni frontali, condotte con l’ausilio di presentazioni PowerPoint, che saranno poi messe a disposizione dei corsisti.
COSTI E CONDIZIONI
OMAGGI INCLUSI
Un libro sulla chiesa di San Giuseppe e riduzione sul biglietto di Alba Sotterranea (8 euro anziché 10).
La tessera associativa per l’anno in corso di Ambiente & Cultura che dà diritto ad altri vantaggi e riduzioni.
PRENOTAZIONI (OBBLIGATORIE)
Da effettuarsi entro sabato 2 novembre. Numero di partecipanti minimo 9, massimo 18.
Per info 389.4732040 (Sonia Fazio)
PER PRENOTARTI COMPILA IL SEGUENTE MODULO:
Archeologia preistorica tra Piemonte e Liguria. Dall’età dall’età del Bronzo all’età del Ferro (modulo B)
/in Archeologia & StoriaIl corso di archeologia preistorica MODULO B prosegue il viaggio nella nostra storia più remota cominciata con il MODULO A (Dalla comparsa dell’uomo alla nascita dei primi villaggi), indagando le cosiddette Età dei metalli (Rame, Bronzo, Ferro) tra Piemonte e Liguria: dalle nebbie del Paleolitico e del Neolitico si iniziano a profilare nuove culture e nuove popolazioni che si definiranno nell’Età del Ferro e si opporranno – senza successo – all’avanzata delle legioni romane.
QUANDO
Mercoledì 6, 13, 20 e 27 novembre, dalle ore 20:00 alle ore 22:00.
Le iscrizioni sono obbligatorie entro sabato 2 novembre (per la prenotazione utilizza il modulo in fondo a questa pagina).
Spada a lingua di presa in bronzo, dal letto del Tanaro presso Roddi
DOVE
Chiesa di San Giuseppe ad Alba (piazza Giovanni Paolo II).
CARTOLINA PROMEMORIA
Per scaricare il flyer promemoria del corso in formato A6 con tutte le info clicca qui: archeologia preistorica (modulo B)-compresso
DOCENTE
A condurre il corso sarà Gianmarco Gastone, dottore in Archeologia e Storia Antica presso l’Università degli studi di Torino, autore della tesi “Costa campana e Siqilliyya: Status quaestionis“. Oltre ad essere uno dei soci dell’associazione Ambiente & Cultura è anche una delle guide di Alba Sotterranea e ha tenuto il corso Archeologia e storia antica del Piemonte meridionale in età romana
DESTINATARI
Non è un corso riservato ad esperti e specialisti: è un corso che intende rivolgersi a tutti coloro che fossero interessati a scoprire i principali lineamenti della Preistoria piemontese e ligure
METODOLOGIE E MATERIALI
Gli appuntamenti consisteranno in lezioni frontali, condotte con l’ausilio di presentazioni PowerPoint, che saranno poi messe a
vaso di offerta della tomba a inumazione dell’età del Bronzo recente
disposizione dei corsisti.
IL PROGRAMMA
Prima lezione: L’età del bronzo in Piemonte
Seconda lezione: L’età del bronzo tra Langhe e Roero
Terza lezione: L’età del ferro in Piemonte, nelle Langhe e nel Roero
Quarta lezione: I Liguri e la fine della preistoria in Piemonte
COSTI E CONDIZIONI
OMAGGI INCLUSI
Un libro in omaggio
La tessera associativa per l’anno in corso di Ambiente & Cultura che dà diritto ad altri vantaggi e riduzioni
Ricostruzione del villaggio perilacustre, lago di Viverone
PRENOTAZIONI (OBBLIGATORIE)
Da effettuarsi entro sabato 2 novembre. Numero di partecipanti minimo 8, massimo 15.
Per info 334.3769252 (Gianmarco Gastone)
PER PRENOTARTI COMPILA IL SEGUENTE MODULO:
Il cantiere nella chiesa di San Giuseppe e l’intervista alla dott.ssa Canova
/in Viaggi & MiraggiPer venerdì 20 e sabato 21 settembre 2019 presso la chiesa di San Giuseppe di Alba è previsto un cantiere per una prima fase di lavori interni, durante i quali i visitatori potranno interagire con i tecnici all’opera. La chiesa infatti non chiuderà le porte ma osserverà il normale orario di apertura (venerdì dalle 14.30 alle 18.00, sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.30)
Chiesa di San Giuseppe
Per saperne di più abbiamo intervistato la dottoressa Ivonne Canova, restauratrice savonese volontaria della Protezione Civile e Coordinatrice nazionale dei restauratori dei gruppi affiliati, che – con l’aiuto del dott. Renzo Coral che seguirà i lavori – presterà a titolo di volontariato la propria professionalità per questi interventi con Proteggere Insieme O.N.L.U.S., con cui collabora dal 2015.
Di quali operazioni si tratta?
I lavori che interesseranno il cantiere saranno esclusivamente di tipo conservativo e si prevedono tre interventi su:
Per l’esecuzione di questi lavori verranno montati dei ponteggi e/o trabattelli (più probabilmente
Cappella del Crocifisso, chiesa di San Giuseppe
un ponteggio per l’intervento sul Crocifisso ligneo e dei trabattelli per i due altari in legno dorati lavorati).
Le operazioni conservative consisteranno prevalentemente in attività di pulitura: verrà effettuata una pulitura leggera con pennelli morbidi per eliminare la polvere che col tempo si deposita sulle opere. Durante queste procedure, se si rivelerà necessario, si provvederà anche alla eventuale messa in sicurezza di agganci e/o di ancoraggi delle opere.
Se si riscontrasse la necessità di effettuare ulteriori lavori sarà necessario redigere una relazione da far pervenire alla Soprintendenza, che stabilirà poi come procedere.
Lei ha già svolto in passato interventi di restauro o manutenzione all’interno della chiesa di San Giuseppe?
Sì, ho partecipato in anni recenti a lavori di manutenzione all’interno della chiesa, ma non sono intervenuta sulle murature perché negli anni del recupero della chiesa di S. Giuseppe non collaboravo ancora con Proteggere Insieme.
Quali sono le operazioni da lei svolte?
Io sono intervenuta, in momenti diversi, su due fronti:
Altare della chiesa di San Giuseppe
Archeologia e storia antica del Piemonte meridionale in età romana
/in Archeologia & Storia, Uncategorized…Tra II e I secolo a.C. Roma, quando ancora non era il centro di un Impero ma una Repubblica che man mano stava avanzando nel Mediterraneo, si accorse delle potenzialità militari ed economiche di una terra, ai piedi delle Alpi, ricca di fiumi e non lontana dalla costa, che oggi equivale al Piemonte Meridionale. Una terra abitata da una popolazione – i Liguri – che molto filo da torcere diede alle legioni romane ma che, successivamente, divenne parte integrante del mondo romano.
Con questo corso esploreremo insieme le imponenti tracce che la Romanità ha lasciato in questo territorio.
Di seguito, tutte le informazioni utili:
QUANDO: 2, 9, 16 e 23 ottobre dalle ore 20.00 alle ore 22.00
DOVE: Chiesa di San Giuseppe ad Alba (piazza Giovanni Paolo II).
CARTOLINA PROMEMORIA:
Per scaricare il flyer promemoria del corso in formato A6 con tutte le info clicca qui: archeologia romana-compresso
COSTI E CONDIZIONI
Il costo intero dell’intero corso è pari a 70,00 euro
Per i tesserati Ambiente & Cultura 60 euro.
35 euro ridotto per ragazzi dai 14 ai 18 anni accompagnati da un adulto partecipante
120 euro cumulativo, anziché 140,00, per chi partecipasse anche a un altro corso.
Il costo del corso seguito a distanza è 50 euro (vengono fornite le presentazioni PowerPoint e inviate le registrazioni audio delle lezioni).
INCLUSO
Un libro in omaggio ad ogni partecipante.
Riduzione sul biglietto di Alba Sotterranea (8 euro anziché 10).
La tessera associativa “Ambiente & Cultura” che dà diritto ad altri vantaggi e riduzioni.
A condurre il corso sarà il prof. Gianmarco Gastone, dottore in Archeologia e Storia Antica presso l’Università degli Studi di Torino. Oltre ad essere uno dei soci dell’associazione Ambiente & Cultura, è anche una delle guide di Alba Sotterranea. Ha tenuto i due corsi di Archeologia preistorica del Piemonte meridionale e, successivamente, di Archeologia e Storia altomedievale nel Piemonte meridionale
L’obiettivo del corso sarà quello di guardare questa regione da un punto di vista diverso, quello del suo passato romano, navigando tra le notizie storiche e le imponenti testimonianze materiali sopravvissute all’incedere del tempo, anche per questo degne di essere scoperte.
Non è un corso riservato agli specialisti: è un corso che si rivolge a tutti coloro che fossero interessati a scoprire il capitolo romano della lunga storia del Piemonte, a sud del Po.
Gli appuntamenti consisteranno in lezioni frontali, condotte con l’ausilio di presentazioni PowerPoint che saranno poi messe a disposizione dei corsisti.
Tra storia e archeologia, seguendo le antiche strade, attraverseremo le campagne e le città romane del Piemonte meridionale, esplorandone poi al loro interno gli edifici, di cui ancora oggi si possono ammirare le vestigia…
Augusta Taurinorum, l’attuale Torino. Disegno ricostruttivo ad opera di Francesco Corni
IL PROGRAMMA
Prima lezione: la conquista ed occupazione romana del Piemonte meridionale e le vicende locali al tramonto dell’Impero
Seconda lezione: un viaggio nelle campagne, tra strade, ponti, acquedotti, santuari, ville e altre infrastrutture romane
Terza lezione: alcune città, da Dertona ad Augusta Taurinorum, passando per Alba Pompeia
Quarta lezione: nella pianura braidese, Pollentia e Augusta Bagennorum
Prenotazioni obbligatorie entro sabato 28 settembre. Numero di partecipanti minimo 8, massimo 15.
Per info 334.3769252
PER PRENOTARTI, COMPILA IL SEGUENTE MODULO: