Intervista a Renzo Coral, associazione Proteggere Insieme

Renzo Coral ( a sinistra) insieme a Roberto Cerrato, presidente di Proteggere insieme Onlus

In relazione alla visita guidata Aperti per lavori, abbiamo realizzato questa intervista a Renzo Coral, il responsabile operativo nazionale attività Beni Culturali dell’associazione Proteggere Insieme onlus, che ci illustrerà le attività svolte da questa associazione che, come scoprirete, è estremamente attiva, non solo in questo territorio.

I volontari di Proteggere Insieme

Da dove nasce l’idea della creazione di questa associazione?

L’associazione nasce ufficialmente il 5 dicembre 1995, a seguito dell’alluvione che colpì il nostro territorio nel novembre 1994. Ha partecipato fin dalla sua costituzione a tutte principali emergenze di protezione civile non solo locali, ma su tutto il territorio nazionale.

Sappiamo che negli anni successivi avete ricevuto importanti riconoscimenti e che avete molti progetti per il futuro: ci può illustrare al meglio questi aspetti?

Nel 2006 l’associazione ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, la Medaglia del Presidente per le attività e l’impegno profuso a favore del Paese, anche per le numerose attività di sensibilizzazione sulle tematiche della protezione civile organizzate alla popolazione.
Nel 2009, dopo ormai quattordici anni di attività, viene costituito il primo Nucleo provinciale dei volontari di Protezione Civile per la tutela e salvaguardia dei Beni Culturali, con un primo gruppo di 40 volontari che vengono abilitati ai moduli formativi costituendo squadre apposite e specializzate in tali attività.  Nel 2010, l’allora Capo del dipartimento di protezione Civile Prefetto Franco Gabrielli, in visita alla struttura di Proteggere insieme, invita il presidente Roberto Cerrato a operare per sviluppare una coscienza nazionale sul tema dei beni culturali, anche dopo l’esperienza del terremoto avvenuto a l’Aquila nel 2009.

Parte così un progetto complessivo di formazione e di sensibilizzazione che, dopo cinque anni di incubazione, ha portato l’iscrizione di Proteggere Insieme Onlus nell’Elenco Centrale delle Organizzazioni nazionali di Protezione Civile, con la specifica nella tutela e nella salvaguardia dei beni culturali (Decreto del 25 giugno 201

Foto Roberto Settonce – LaPressecronaca30 10 2016 NorciaNuovo sisma in centro Italia: il crollo della cattedrale di Norcia Nella Foto le macerie della cattedralePhoto Roberto Settonce – LaPressenews30 10 2016 Norcia – Italy earthquake Norcia Church of Norcia

5). Pertanto una spinta positiva che permetterà di coinvolgere nuovi gruppi ed associazioni ad affiliarsi  in forma organizzata ed ufficiale, come unico soggetto a livello nazionale abilitato ad interventi in questo campo così delicato.

In relazione al terremoto che ha sconvolto l’Italia centrale, in che cosa si è concretizzata la vostra attività?

Dal 2015 l’associazione è iscritta nel Registro Nazionale del Dipartimento di Protezione Civile quale Associazione specialistica per la Tutela e Salvaguardia Patrimonio Culturale. In tale veste ha operato in Centro Italia nelle zone di Amatrice, Cascia e Norcia in stretta collaborazione con le competenti Sovrintendenza, i Vigili del Fuoco ed il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri per il recupero delle opere d’arte danneggiate dai terremoti di agosto e ottobre 2016. L’attività delle nostre squadre ha permesso di mettere in sicurezza per il futuro restauro circa 3500 opere attualmente allocate presso il deposito di Santo Chiodo a Spoleto (PG)”

Che cosa custodisce il deposito di Santo Chiodo?

Gli addetti al lavoro presso le zone terremotate

Il Deposito di Santo Chiodo a Spoleto custodisce pale d’altare, statue in marmo, in legno, in terracotta, crocifissi, paramenti liturgici, tessuti, arredi sacri, oggetti da cerimonia, colonne, campane, porzioni di affreschi, frammenti di chiese parzialmente o completamente distrutte dalle scosse che hanno colpito il centro Italia tra l’estate e l’autunno del 2016. A prendersene cura è un team di storici dell’arte, architetti, archeologi, restauratori, funzionari ministeriali impegnato in un’attività delicata: accogliere le opere al loro arrivo, verificare lo stato, smistarle nei vari reparti del Deposito (oppure inviarle ai centri di restauro) e quindi censirle tramite schedatura e catalogazione.

L’iter che ha portato alla costruzione del Deposito di Santo Chiodo prese avvio a seguito del disastroso terremoto del 1997 e terminò nel 2008: nove anni per consegnare al paese una struttura moderna ed efficiente, unica in tutto il territorio nazionale, che ha dato la prima prova della sua sollecitudine in occasione del devastante sisma del Centro Italia, trasformandosi in una specie di ospedale per le opere d’arte, oltre che di ricovero per quelle rimaste senza una casa.

Tornando ad Alba e al Piemonte, state portando avanti altre attività?

Al momento la nostra Associazione collabora con la Curia di Alba per attività connesse al patrimonio immobiliare ed è in corso di definizione un accordo con il Comune di Torino per un cantiere di pulizia di alcune statue site presso il Palazzo Civico del capoluogo.

Se vi interessa approfondire il tema dell’alluvione,

dai un’occhiata a questo corso!

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