Il secondo spazio è dedicato all’esposizione di spade, fioretti, maschere da scontro che testimoniano le attività svolte dal colonnello Martina nel tempo libero: l’equitazione, la scherma e soprattutto la caccia. Accanto a questi, gli acquerelli dedicati a paesaggi particolari come i vulcani delle Lipari che costituiscono una sorta di diario figurato, modesto, ma spontaneo, sulla scia delle prove ben più significative di un Induno o di un Bossoli. E, accanto alla pittura, c’è anche l’interesse per la musica -qui documentato dai libretti di musica classica e moderna– e per la storia attestato dai lunghi racconti in cui l’esperienza si mescola con i gusti letterari del tempo un po’ gotici, un po’ melodrammatici, nel classico filone del romanzo d’appendice. A coronare il tutto sono poi l’interesse per la campagna, per il giardino e soprattutto il collezionismo.

 

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