Lavagnone ad Alba

Posta a 3 chilometri da Desenzano del Garda, località archeologicamente nota anche per la presenza di un’importante villa romana i cui resti sono ancora apprezzabili, sorge la conca lacustre del Lavagnone delimitata da alcune colline moreniche. segnake

In età postglaciale il lago occupava tutta l’area ma, progressivamente, la sua superficie si è ristretta fortemente, fino a scomparire.

Ma quando arrivarono gli esseri umani in quest’area?

Dagli scavi sappiamo che il sito era già frequentato durante il Mesolitico e il Neolitico ma la fase cronologica che conosciamo meglio è quella dell’età del bronzo. 

Infatti, in questo periodo quest’area lacustre era sede di un villaggio di cui sono stati trovati resti di numerose capanne: le più antiche si rifanno al 2100 a.C, le più recenti al 1300 a.C ed erano costruite con materiali deperibili come il legno e la paglia. Le comunità di allora si adattarono a questo singolare ambiente costruendo edifici come le palafitte, al centro del bacino, in maniera tale da poter sfruttare le ricchezze ittiche che ancora oggi costituiscono un’attività importante per le persone che abitano in quella zona. Il villaggio aveva inoltre anche una palizzata in legno che, se da un lato difendeva il villaggio, dall’altro costituiva un confine, un limite chiaro ben percepibile per quelle famiglie che abitavano il villaggio 3500.

PIC732O

Figura 1: ricostruzione delle capanne di età del bronzo presso il parco archeologico della Terramara di Montale

Per rendersi conto di come dovevano apparire queste capanne dell’età del bronzo possiamo spostare il nostro sguardo sulla figura 1 in cui si può ammirare una ricostruzione realizzata con attenzione scientifica, presso il Parco archeologico della Terramara di Montale. Se invece ci si vuole rendere conto di come doveva essere una capanna neolitica, nella sezione preistorica del museo civico “Federico Eusebio” di Alba troverete qualche risposta alle vostre domande.

Il sito dell’età del bronzo del Lavagnone è particolarmente famoso per il fatto che, negli anni ’70, gli archeologi qui ritrovarono un aratro in legno: insieme ad un altro esempio rinvenuto in Sassonia, si rivelò essere l’aratro in legno più antico che è sopravvissuto fino ai nostri giorni, datato tra il 2010 e il 2008 a.C grazie alla dendocronologia.

La domanda che sorge spontanea è: come ha fatto questo aratro così antico in legno a sopravvivere fino ai giorni nostri?

La risposta a questo plausibile interrogativo è relativamente semplice: il fragile reperto fu rinvenuto in una torba. Ovvero, in un terreno di colore scuro conservatosi in un ambiente con un elevato tasso di umidità, con poco ossigeno e pochi batteri: tali terreni – qui come in altre zone – consentono la conservazione di oggetti composti in materiali organici, come l’aratro di Lavagnone.

Lavagnone

Figura 2: l’area del Lavagnone, oggi, vista dall’alto. (Immagine ricavata con Google Earth)

 

L’aspetto originario di questo aratro, il modo in cui era stato costruito, le parti che lo componevano, le sue modalità di funzionamento, i terreni in cui veniva usato… Sono solo alcune delle domande a cui troverete risposta assistendo al video che, dal 23 maggio, costituirà il preambolo della mostra “A tavola con gli antichi” che potrete visitare nella seconda sala del museo civico Federico Eusebio di Alba e che costituirà la tappa finale di alcuni dei tours di Alba Sotterranea. 

 

 

Per chi fosse interessato ad approfondire si consiglia il libro “Studi sull’abitato dell’Età del Bronzo del Lavagnone, Desenzano del Garda“, scritto da vari autori come De Marinis, Griggs e Kunihom

 

 

 

Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa.

"Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa"

“Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa”

In occasione di Expo 2015, dedicata all’affascinante quanto complesso tema dell’alimentazione, Il Civico Museo “Eusebio”, in collaborazione con la Sovraintendenza per i beni archeologici del Piemonte, inaugura la mostra “Sulla tavola degli Albesi 3000 anni fa. Modalità di conservazione e preparazione del cibo nell’età del Bronzo” che permette di approfondire la storia dell’alimentazione locale.

La mostra mette in luce i recenti ritrovamenti archeologici risalenti proprio all’età del Bronzo, durante la quale la vita del villaggio preistorico albese era nel pieno del suo sviluppo. I vasi e recipienti esposti permettono di approfondire la conoscenza delle abitudini culinarie dei nostri antenati, aggiungendo informazioni utili per ampliare le notizie relative al periodo preistorico nell’albese il cui antico passato è già ben testimoniato dalla sezione di archeologia preistorica del  museo cittadino.

L’esposizione di reperti archeologici nella mostra “Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa” è corredata da un apparato informativo che analizza il tipo di  alimentazione caratterizzante gli abitanti del villaggio albese e che si sofferma a riflettere sulla grande rivoluzione alimentare che è avvenuta, secoli dopo, come conseguenza della scoperta dell’America dal cui territorio vengono importati nuovi tipi di alimenti.

L'aratro di Lavagnone, conservato presso il Museo archeologico "Rambotti" di Desenzano del Garda

L’aratro di Lavagnone, conservato presso il Museo archeologico “Rambotti” di Desenzano del Garda

Infine grande interesse desta la riproduzione a grandezza naturale dell’ aratro di Lavagnone, il più antico a noi pervenuto, risale infatti a circa 4000 anni fa, e che eccezionalmente si è conservato in maniera tale da permetterci di cogliere appieno il funzionamento di questo strumento. Un video introduttivo mette in mostra proprio la sua realizzazione eseguita con gli stessi metodi e strumenti dell’età preistorica e il suo utilizzo durante l’aratura e si dimostra essere un bell’esempio di come l’archeologia sperimentale si un supporto fondamentale per la comprensione di ciò che è avvenuto in un passato così lontano.

Visite guidate gratuite a cura della nostra associazione ogni Sabato pomeriggio, a partire dal 30 maggio e fino all’11 luglio.
Due turni di visita alle ore 15,00 e alle ore 16,30.
Per maggiori informazioni e prenotazioni (consigliate) clicca qui.  

 

La mostra “Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa” è visitabile dal 23 maggio al 31 dicembre negli orari di apertura del Civico Museo Eusebio ed è compresa nel biglietto di ingresso allo stesso.
Per maggiori informazioni clicca qui.

Modulo unico di prenotazione delle attività per istituti scolastici in convenzione

Per le scuole  in convenzione (ovvero che prevedono più di 30 ore di attività nell’arco dell’a.s. 2014/2015)non si deve compilare il modulo online, ma è necessario rivolgersi alla segreteria del proprio istituto, che ha ricevuto l’apposito modello per la raccolta cumulativa di prenotazioni.

Per visionare il modello clicca qui:

modulo prenotazioni scuole in convenzione

Per visionare il catalogo aggiornato con tutte le attività proposte, clicca qui:

http://ambientecultura.it/files/2011/09/ottavaversione-1.pdf

Grazie della gentile collaborazione.

Buon Anno Scolastico

Alba sotterranea e i Notturni nelle Rocche: premi per gli appassionati!

come riconoscere gli animali dalle tracce

L’associazione Ambiente&Cultura, il museo civico archeologico e di scienze naturali F. Eusebio di Alba e l’Ecomuseo delle Rocche del Roero offrono numerosi momenti di incontro per chi vuole sfruttare al meglio il tempo delle proprie vacanze: “Alba Sotterranea” e i “Notturni nelle Rocche” uniscono le forze e premiano i veri appassionati che decidono di partecipare ad entrambe le manifestazioni!

Infatti, a chi dimostra il proprio entusiasmo, prendendo parte sia alla visita guidata ai resti sotterranei della città romana e medievale sia alle passeggiate serali alla scoperta dei boschi roerini, verrà regalata l’intera collana “I quaderni del giovane naturalista”, preziosi libretti che permettono di conoscere in maniera più approfondita il nostro territorio.

La collana ha come obiettivo quello di avvicinare ragazzi e principianti di tutte le età al multiforme mondo della natura: ogni quaderno, con un linguaggio semplice, ma preciso nello stesso tempo, racconta un aspetto particolare del lavoro del naturalista. Vengono fornite così informazioni utili per poter apprezzare con maggiore consapevolezza l’ambiente che ci circonda: grazie alla guida di questi quaderni finalmente si ha l’occasione per allenare l’occhio alla ricerca delle tracce di animali schivi di cui non si sospetta l’esistenza, fare a gara a chi riconosce per primo un uccello che sfreccia nel cielo, imparare i trucchi del mestiere per collezionare insetti poco conosciuti…

I volumi della collana sono cinque in tutto, ognuno dei quali incentrato su un tema particolare (cliccando sul titolo, puoi visualizzare la scheda tecnica):

  1. Come collezionare gli insetti a cura di Oreste Cavallo.
  2. Come preparare un erbario a cura di Oreste Cavallo.
  3. Come osservare gli uccelli a cura di Giorgio Aimassi.
  4. Come conoscere a montagna a cura di Roberto Cavallo.
  5. Come riconoscere gli animali dalle tracce  a cura di Roberto Ghiglia.

 

come conoscere la montagnaI libri potranno essere ritirati presso il Civico Museo “Eusebio” di Alba, previa la presentazione dei biglietti di partecipazione sia ad Alba Sotterranea sia ai Notturni nelle rocche.

Per maggiori info su “Alba Sotterranea” e sul calendario, i costi  e le modalità di prenotazione clicca qui.

Per maggiori info sui “Notturni nelle rocche” clicca qui.

 

 

 

 

21 marzo: inaugura la mostra Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere.

Una mostra esclusiva di carattere archeologico dal titolo “Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere” approfondisce un tema inedito: l’uso e la diffusione del vino nell’Antico Egitto, tema che unisce la cultura egizia a quella della nostra penisola.

L’esposizione, ideata e curata da Sabina Malgora – archeologa ed egittologa – è ospitata presso la chiesa di S. caliceDomenico ad Alba e offre al pubblico un percorso articolato in cui si ammirano reperti archeologici dal 2686 a.C., la riproduzione in scala reale di una tomba con pitture parietali, un sarcofago con una mummia e la ricostruzione tridimensionale del suo volto, oltre a documenti fotografici.

La rassegna è organizzata dall’Associazione Culturale Mummy Project in collaborazione con il Comune di Alba Assessorato alla Cultura, patrocinata da Regione Piemonte e Provincia di Cuneo e sostenuta da Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Ente Turismo Alba Bra Langhe e Roero, Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco, Consorzio Turistico Langhe e Roero, ACA.

I 50 reperti archeologici esposti risalgono al periodo compreso tra l’Antico Regno e il periodo Romano, e uniti alla documentazione fotografica, descrivono le tematiche della mostra: l’alimentazione, la viticoltura, la vinificazione, l’uso del vino nella mummificazione e la correlazione con il misticismo e le divinità.

Due sezioni speciali approfondiscono la storia e la cultura nell’Antico Egitto.

– La prima è dedicata allo studio della mummia di Epoca Tarda e al suo sarcofago, entrambi provenienti dal osirideMuseo di Merano ed esposti al pubblico per la prima volta. In esclusiva è inoltre presente la ricostruzione forense, ossia la testa a tutto tondo della mummia esposta, di cui si individuano i caratteri somatici grazie al complesso lavoro condotto in questi mesi dall’équipe multidisciplinare italiana Mummy Project. I loro studi, presso i laboratori americani della Pennsylvania, sono stati rivolti all’esame dei dati della tomografia computerizzata e a microanalisi effettuate sulla pelle.

– La seconda sezione avvicina alla vita degli antichi egizi tramite la ricostruzione in scala reale della tomba TT290 di Irynefer con volta a botte (m. 5,10×2,20×2,10), il cui originale si trova a Deir el Medina nel villaggio dove vivevano coloro che costruivano le tombe nella valle dei Re e delle Regine.

All’entrata è raffigurato il dio Anubi in forma di sciacallo che protegge l’ingresso e sulle pareti si osservano diverse scene didascaliche tra cui “la confessione negativa” fatta dal defunto alla presenza di 42 divinità, che formano il tribunale divino presieduto da Osiride, per poter essere ammesso nell’aldilà.

Significative sono le fotografie scattate in Egitto appositamente per l’esposizione, alcune delle quali ritraggono le rappresentazioni parietali della tomba di Nakht, TT52 della necropoli tebana di Sheikh Abd el-Qurna e raffigurano in modo dettagliato momenti di vita legati alla lavorazione della terra; in particolare la raccolta dell’uva e la spremitura, la conservazione del vino nelle anfore e la preparazione di un banchetto con grappoli offerti al defunto. Il vino, elemento simbolico in ambito religioso, era annoverato fra i doni nei corredi funerari, come viene illustrato nella Stele di Senbi (Medio Regno, XII dinastia) presente in mostra.

Tra gli oggetti legati al vino come simbolo di rinascita è esposta la statuetta in bronzo del dio Osiride che rinasce dopo la morte. Inoltre l’imponente scultura di tre metri in quarzo-diorite raffigurante la dea Sekhmet con la testa di leonessa, il cui nome significa “la potente”, ricorda un antico mito dove la dea si ubriacò e si dimenticò di distruggere il genere umano.

Curiosi sono, inoltre, gli elementi per collare usekh in fayence, che, portati da uomini e donne, erano tra gli Parete ovest_Tomba di Nakht_ TT52_Necropoli tebana_di_Sheikh Abd el-Qurna_lancioornamenti personali più diffusi in Egitto; la loro forma a “grappolo d’uva” si ritrova anche in lunghe file di inserti parietali di palazzi e templi, come motivo decorativo a simboleggiare la rigenerazione. In mostra spiccano inoltre una serie di anfore rivestite internamente da materiale impermeabilizzante per conservare il vino, con forme diverse a seconda delle fasi di fermentazione e di invecchiamento.

 

I reperti esposti provengono da tre importanti musei italiani, il Museo Egizio di Torino, secondo di importanzachiesa mondiale dopo il Museo Egizio del Cairo, il Museo di Merano e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

La mostra, con aperture anche serali, si inserisce nel ricco calendario di eventi che caratterizzeranno la primavera di Alba ed è arricchita da eventi collaterali, degustazioni, conferenze, serate di poesia, performance di teatro danza e concerti. Per tutte le info clicca qui

Accompagna l’evento un corposo catalogo edito da Ananke edizioni con testo critico di Sabina Malgora e saggi di importanti studiosi internazionali: Federico Bottigliengo, Alida Dell’Anna, Jonathan Elias, Alessia Fassone, Maria Rosa Guasch-Jané, Maria Cristina Guidotti, Edoardo Guzzon, Patrick McGovern, Gilberto Modonesi, Marco Mozzone, Poo Mu-Chou, Dominic Rathbone.

Il presidente del Comitato d’Onore coinvolto è la Dott.ssa Evelina Christillin. L’esposizione coordinata da Alida Dell’Anna, è stata curata nell’allestimento da Alessandra Chiti con il progetto illuminotecnico di Marco Palandella e Roberto Corradini.

Hanno contributo alla realizzazione gli sponsor: Barolo & Castles Foundation, Pio Cesare, Baratti & Milano, Cassa di Risparmio di Bra, Egea, Labirinto, Accedis.

Coordinate mostra

Titolo: Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere

A cura: Sabina Malgora

Sede: Chiesa di S. Domenico, Alba – Cuneo

Date: 22 marzo – 19 maggio 2014

Inaugurazione: venerdì 21 marzo, ore 17.30

Catalogo Ananke edizioni con testi di Sabina Malgora e AA. VV.

Orari di apertura

da martedì a venerdì: 14.30 – 18.30 (mattina e lunedì su prenotazione)

sabato: 10 – 22 / domenica: 10 – 19

Ingresso mostra

Intero € 5

Scuole elementari e medie € 2 – scuole superiori € 4

Over 70, under 14 € 4 – under 6 gratuito

Soci Touring – con biglietto Castello del Buonconsiglio (TN) € 4

Visita guidata in gruppo su prenotazione € 15

Comulativi con riduzioni:

Museo Eusebio (1 euro anziché 3) per chi presenta il biglietto della mostra

Alba Sotterranea (8 euro anziché 10) per chi presenta il biglietto della mostra

Museo del Vino di Barolo (6 euro) per chi presenta il biglietto della mostra

Castello del Buonconsiglio di Trento per chi presenta il biglietto della mostra

Biglietto ridotto alla mostra per chi presenta il biglietto di: Museo Eusebio, Alba Sotterranea, Museo del Vino di Barolo, Castello del Buonconsiglio di Trento

Info pubblico

per informazioni, prenotazioni e visite guidate (su richiesta con il curatore)

tel. 017335833 – info@ambientecultura.it, mummyproject@libero.it

www.mummyproject.wix.com/eventi

 

per percorsi didattici per bambini, studenti, famiglie e richieste speciali

info@ambientecultura.it, www. ambientecultura.it

 

Ufficio stampa

Irma Bianchi Comunicazione

tel. 02 8940 4694 – cel. 328 5910857

info@irmabianchi.it – skype: irmabianchicomunicazione1

testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it

Alba Sotterranea restaura il Mastodonte di Verduno e prepara i Guardiani del Tanaro

Il progetto Alba Sotterranea riparte nel 2014 con nuove date e con l’attivo di bilancio dell’anno 2013 contribuisce a restaurare il Mastodonte di Verduno, l’importante fossile di 5 milioni di anni fa rinvenuto nel 2010 sulle rive del fiume Tanaro e  semi – distrutto nell’estate del 2012 da scavi illegali, prima che fosse possibile completare le operazioni di recupero del più importante ritrovamento paleontologico degli ultimi decenni.

I VISITATORI DI ALBA SOTTERRANEA RENDONO POSSIBILE IL RESTAURO DEL MASTODONTE DI VERDUNO

 Alba sotterranea. Scoprire le radici sotterranee della città in compagnia di un archeologo professionista. Il passato è sotto ai tuoi piedi!”

Alba Sotterranea è un progetto proposto e gestito dalla primavera del 2011 da Ambiente mastodon& Cultura, coordinato dal Museo civico F. Eusebio, con il patrocinio del MIBACT, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo e della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e MAE.

Alcune migliaia di visitatori hanno così contribuito a rendere possibili due azioni di tutela del patrimonio geo.paleontologico del fiume Tanaro, come preannunciato dal pieghevole 2013 dell’iniziativa.

Con l’attivo di bilancio dell’edizione 2013 di Alba Sotterranea, messo a disposizione dall’associazione Ambiente & Cultura saranno rese possibili due distinte azioni di conservazione e tutela:

  1. Il restauro, il consolidamento e      l’esposizione al pubblico della parte recuperata del 2Mastodonte di      Verduno, fossile semidistrutto nell’estate del 2012 (la vicenda è riportata nel paragrafo      seguente). Unendo le forze con le risorse economiche proprie del museo      civico è stato possibile ottenere la copertura economica dell’intervento,      affidato alla ditta locale La Bottegaccia, che si è impegnata a      concluderli entro giugno 2014.
  2. Una serie di ricognizioni condotte      nell’estate del 2014 da professionisti, giovani laureati debitamente      formati e in accordo con le istituzioni scientifiche per mappare con esattezza la consistenza      del patrimonio geopaleontologico del tratto del fiume Tanaro tra Cherasco      e Barbaresco per successive attività di tutela e valorizzazione.

IL MASTODONTE DI VERDUNO: IL RITROVAMENTO E LA DISTRUZIONE

Il pieghevole dell’edizione 2012 dell’iniziativa Alba sotterranea recitava: “L’attivo di bilancio del progetto sarà3 destinato a progetti di salvaguardia del patrimonio geo-paleontologico del Tanaro, oltraggiato nell’estate 2012 dall’incuria degli uomini”.

I riferimento era al triste e noto episodio della semi-distruzione  del cosiddetto Mastodonte di Verduno, ovvero un grosso mammifero proboscidato, simile all’attuale elefante, che cinque milioni e mezzo di anni fa, nel Messiniano superiore, calcava le pianure litoranee che milioni di anni dopo avrebbero assunto i morbidi profili collinari a cui siamo abituati .

Nel luglio del 2010 i resti del Mastodonte erano letteralmente emersi, affiorando in un banco di marne normalmente coperto dalle acque del Tanaro che un periodo di particolare secca del fiume aveva messo in luce.

Gli scavi dell’estate del 2010, condotti da volontari coordinati dall’Università di Torino nella persona del prof. Giulio Pavia e autorizzati dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Piemonte,  non erano stati in grado di recuperare l’intero fossile rinvenuto prima dell’interruzione delle operazioni, sopravvenuta dopo alcune settimane di scavi e il recupero di numerose ossa fossili.3 (2)

Nell’estate del 2011 le condizioni idrografiche del fiume non avevano permesso il completamento delle operazioni di recupero, attese con trepidazione: nell’estate del 2012 finalmente le condizioni per il proseguo dei lavori si erano verificate.

Sciaguratamente, però, all’ultimo sopralluogo prima dell’avvio del cantiere, una scena desolante si offrì agli occhi dei ricercatori: una voragine di parecchie decine di metri di lunghezza e larghezza e alcuni di profondità aveva cancellato per sempre il geosito e la parte rimanente del tesoro che custodiva; i mezzi meccanici della ditta Somoter s.r.l. di Borgo San Dalmazzo, aggiudicatrice dei lavori pertinenti al vicino sbarramento artificiale, avevano prelevato nel corso di una escavazione non autorizzata centinaia di metri cubi di argilla all’interno del letto del fiume, ambito nel quale l’operazione è di per sé vietata.4

IL  CONCORSO SCOLASTCO DIAMO UN VOLTO UN NOME E UNA STORIA AI GIGANTI DEL NOSTRO PASSATO

Nel corso dell’anno scolastico 2012/2013 gli istituti scolastici dell’albese sono stati coinvolti in un concorso per dare un nome, un volto e una storia ai giganti del nostro passato. Gli elaborati sono stati sottoposti al voto dei visitatori della mostra I Tesori del Tanaro; il nome scelto per il Mastodonte di Verduno è Propro, dal nome del protagonista del racconto vincitore della sezione.

per leggere la storia di “A spasso nel tempo con Propro”, clicca qui

Per visionare i disegni e gli elaborati clicca qui

 

 ALBA SOTTERRANEA 2014: LE DATE FINO A GIUGNO 2014

Le visite si attivano con il num. minimo di 12 partecipanti (num. massimo 35). Prenotazione obbligatoria.5

Domeniche 9 e 23 marzo 13 e 21 aprile 11 e 25 maggio e 8 giugno  e  ogni seconda domenica del mese con visite  dalle ore 15.00.

ü5 aprile e 1 maggio, domeniche 27 aprile e 4 maggio con visite a partire dalle ore 10 fino alle 17.00

A seconda delle richieste si attivano più turni di visita, a distanza di un’ora. Per prenotare clicca qui

Per gruppi su prenotazione in qualunque data. Contattataci.

Il ritrovo è di fronte all’ufficio turistico in Piazza Risorgimento (detta “del Duomo”) n.2, Alba (CN) negli orari indicati Si pregano i partecipanti di presentarsi un quarto d’ora prima per la registrazione.

Diario della città sepolta. Mostra prorogata fino al 9 marzo. Visite guidate gratuite il 16 e il 23 marzo

E’ stata prorogata fino al 9 marzo la mostra “Diario della città sepolta. Federico Eusebio e i protagonisti precolombianodell’archeologia albese”, che celebra la figura del fondatore del museo civico attraverso oggetti personali, reperti e documenti d’archivio, e offre una panoramica sui i personaggi che ne hanno anticipato e proseguito l’opera: il conte Vernazza, Pinot Gallizio, Nino Lamboglia, il gruppo di volontari albese, fino all’intervento della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte.

La mostra è divisa in tre sezioni: Diario del museo, Diario della Città e  Le collezioni.

Per chi volesse approfondire la storia dell’archeologia cittadina in un viaggio che inizia con la fondazione del Museo nel 1897 e si conclude con gli scavi più recenti, domenica 16 e 23 febbraio alle ore 16:00 è possibile partecipare gratuitamente alla visita guidata alla mostra. E’ gradita la prenotazione: per effettuarla manda una email con nomintivo e numero di partecipanti a info@ambientecultura.it

LA MOSTRA

Era infatti il 25 luglio 1913 quando morì Federico Eusebio, all’ infaticabile opera del quale si deve la nascita del eusebio-40museo storico-archeologicoo e degli studi sistematici sulle antichità albesi e del territorio circostante.

La mostra, organizzata dal Museo e dall’Associazione Ambiente & Cultura, permetterà di conoscere in modo approfondito la figura di Eusebio, un personaggio  colto e poliedrico, un professore universitario fortemente attaccato alle sue origini, un uomo schivo e riservato che però ha saputo coinvolgere i suoi concittadini nelle ricerche che hanno portato alla ricostruzione della storia antica della sua città, fondando un Museo, una Rivista e una Società di studi storici e artistici.

vetrinamedioevo

CONTRIBUTO DI BANCA D’ALBA A FAVORE DELL’ATTIVITA’ DIDATTICA DEL MUSEO EUSEBIO PER IL PASSATO ANNO SCOlASTICO 2012/2013 A FAVORE DE GLI ISTITUTI SCOLASTICI ALBESI

Il nuovo anno scolastico inizia con una buona notizia per gli Istituti scolastici albesi che durante l’a.s. 2012/2013 hanno partecipato con assiduità ai progetti didattici proposti dalla Associazione Ambiente&Cultura presso il Museo civico “Federico Eusebio”.

DSC00690

Banca d’Alba, infatti, durante l’estate 2013 ha erogato un contributo una tantum per il passato anno scolastico 2012/2013 a favore dell’attività didattica del museo civico “Federico Eusebio” per gli istituti scolastici albesi in convenzione.

Il contributo è stato utilizzato principalmente per applicare uno sconto retroattivo sulle attività svolte lo scorso anno scolastico, permettendo di effettuare una ulteriore riduzione sulle tariffe orarie.

Queste avevano già goduto di uno sconto del 10% per gli istituti scolastici in convenzione con l’Ambiente & Cultura, coperto con risorse proprie dall’associazione e confermato anche per l’a.s. in corso..

Lo sconto finale ha raggiunto in questa maniera per gli istituti albesi il 27% (superiore al tradizionale sconto del 20% riservato alle scuole albesi in passato).

Le convenzioni attivate lo scorso anno scolastico sono state cinque ( con il Primo, Secondo e Terzo Circolo, tra le scuole primarie, con la scuola media statale Macrino e con l’I.I.S “Luigi Einaudi, per la scuola secondaria di primo e secondo grado), per un totale di 312 ore di attività, sul totale elle oltre 500 che sono state erogate anche a scuole provenienti da fuori Comune o fuori Provincia.

All’attività didattica complessivamente hanno partecipato in circa cinquemila, tra docenti, discenti e accompagnatori.

Da segnalare inoltre il progetto ALBA POMPEIA, in collaborazione con il liceo linguistico Leonardo da Vinci, che ha permesso di formare 25 studenti stagisti che assisteranno in lingua inglese, francese e tedesca i visitatori di Alba sotterranea durante i finesettimana della Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba.DSC00661

La parte del contributo di Banca d’Alba che rimarrà disponibile dopo la ripartizione degli sconti sarà destinata all’acquisto di strumenti durevoli per migliorare la varietà e la qualità dell’offerta didattica (microscopi e retino per il campionamento dei macroinvertebrati per monitoraggio acque fluviali).

Ringraziamo pertanto Banca d’Alba per la sensibilità dimostrata nel volere dare sostegno agli Istituti scolastici e di conseguenza alle famiglie degli studenti albesi e per la lungimiranza avuta nel riconoscere la funzione didattica ed educativa del Museo civico e il fondamentale legame che unisce il museo alla scuola.

“Incarnare” nel territorio la funzione formativa e istruttiva dell’operato degli insegnanti è la condizione fondamentale per potersi aprire al dialogo e al confronto con realtà diverse dalla propria.

Al fine di trovare copertura economica per garantire sostanziali abbassamenti delle tariffe per la fruizione dell’offerta didattica anche per l’a.s. che è appena iniziato, l’associazione sarà impegnata nei prossimi mesi per verificare nuove modalità di cofinanziamento dell’attività didattica.

Consapevole del ruolo pedagogico e di collegamento con il territorio, il Museo civico ha unito le forze con le altre istituzioni culturali albesi, dando vita al Sistema Museale Albese (SMA) insieme al Museo Diocesano, al Centro Studi Beppe Fenoglio e al Centro culturale della Chiesa di San Giuseppe. Per questo nuovo anno scolastico pertanto l’offerta didattica curata dall’Associazione Ambiente&Cultura sarà ancora più vasta e interdisciplinare e approfondirà la conoscenza dell’ambiente locale nelle sue peculiarità archeologiche, storiche, artistiche e naturalistiche.

Per tutti i docenti interessati a consultare il catalogo dell’offerta didattica (OLTRE 150 LE ATTIVITA’ PROPOSTE, per info clicca qui) , rivolta agli istituti scolastici di ogni ordine e grado e ad ogni materia di insegnamento, è disponibile in download libero al sito www.ambientecultura.it (sezione DIDATTICA) e si può richiedere per mail scrivendo a info@ambientecultura.it .

Le copie cartacee del catalogo saranno disponibili entro la fine del mese, distribuite presso le sedi scolastiche albesi e le sedi del Sistema Museale Albese.

Per gli insegnati che volessero proporre di persona dubbi, critiche e suggerimenti, è attivo, previo appuntamento, tutti i sabati dalle 15 alle 17 lo Sportello per la Didattica presso la reception del museo Eusebio; i contatti telefonici degli operatori didattici sono disponibili sul catalogo dell’offerta didattica, mentre per informazioni generali si può contattare il Museo civico “F. Eusebio” dal martedì al venerdì dalle 15 alle 18 al numero 0173.292475.

 

La cattedrale di Alba. Archeologia di un cantiere.Libro e dvd a soli 24 euro.

la cattedrale di Alba2Recentissima è la pubblicazione, da parte delle Edizioni All’Insegna del Giglio di Firenze, del libro “La cattedrale di Alba.  Archeologia di un cantiere “, a cura di Egle Micheletto, Soprintendente per i beni archeologici  del Piemonte e del Museo antichità egizie, e con il contributo di numerosi studiosi. Tale volume, lungo ben 324 pagine,  rappresenta   una raccolta di saggi che permette a chi è interessato di approfondire in modo esaustivo le complicate vicende architettoniche del principale edificio di culto  della città di Alba. La pubblicazione è corredata da numerose planimetrie che mettono in risalto le diverse fasi costruttive dell’edificio e di un DVD che, grazie alla ricostruzione tridimensionale delle fasi romaniche, permette al fruitore di comprendere come doveva apparire la cattedrale ad un cittadino durante il periodo medievale. Il valore di tale pubblicazione è dato principalmente dal tentativo  di organizzare in maniera organica le numerosissime informazioni che sono state reperite durante gli scavi archeologici per regalare al lettore una visione globale dello sviluppo e della crescita nel tempo di tale chiesa. Si parte perciò dall’epoca romana, con l’analisi del foro, per arrivare fino ai giorni nostri con la nascita del MuDi, il Museo Diocesano e il percorso archeologico attrezzato.Vengono analizzati così i diversi aspetti del millenario edificio: dall’archeologia all’architettura, dall’antropologia all’epigrafia, dalle decorazioni pittoriche alla scultura, senza dimenticare alcune particolarità quali lo studio approfondito dei resti di mortai reimpiegati per la realizzazione di un muro o la descrizione delle monete ritrovate.

É possibile acquistare la pubblicazione presso la reception del Civico Museo Eusebio al prezzo di 24,00€ (anzichè i 48 euro del prezzo di copertina originale).

Inoltre è possibile per chi partecipa ai tour di Alba Sotterranea  godere di uno sconto ulteriore, pagando il volume e il dvd allegato soli 20 euro.

É possibile, inoltre, prenotarne una copia mandandone richiesta scritta all’indirizzo mail info@ambientecultura.it.

A spasso nel tempo con Proprò

Questo racconto è stato ideato e scritto dagli alunni della classe III a nell’a.s. 2012/2013, nell’ambito del concorso scolastico legato alla mostra I tesori del Tanaro. Ha ricevuto la menzione speciale dalla giuria scientifica

Un  piccolo maschio di  Anancus  arvernensis   viveva nella pianura di Alba con la sua mamma, in  un branco composto  anche da  femmine adulte e cuccioli, maschi e femmine.

Si chiamava Proprò. Gli piaceva mangiare l’ erba fresca dei prati e le  tenere foglioline delle piante che abitavano le pianure paludose, ma non sopportava per nulla fare il bagno.

Questo era  proprio un po’  strano per un proboscidato , ma a lui non piaceva  proprio andare in acqua perchè, durante il bagno, sua mamma lo torturava  quando gli puliva le  grandi orecchie  e gli  strofinava sempre troppo forte il corpo.

In compenso gli piaceva  molto dormire e fare dei bei sogni, accucciato vicino alla sua mamma, e, prima di addormentarsi, adorava ascoltare i  racconti che si tramandano da sempre da madre in figlio. Sognava spesso di diventare  da grande  un papà forte e coraggioso come il suo.

Odiava anche camminare e, quando doveva farlo per andare  in giro con il suo branco alla ricerca di cibo , si faceva prendere in groppa dalla sua mamma. Povera donna! Pur essendo piccolo , Proprò era comunque già bello pesante e portarlo in groppa era proprio una faticaccia.

La sua mamma cercava  sempre di proteggerlo e  di difenderlo e   gli rivolgeva anche mille raccomandazioni quando si allontanava da solo.

Lui però desiderava far vedere a tutti che era  coraggioso e così rischiava  spesso di cadere in situazioni pericolose.

Nel branco  viveva  anche un’elefantina di nome Priprì . A lei piaceva  fare il bagno e camminare, era amica di Proprò che, secondo lei, era però troppo pigro.

Proprò invece  era molto innamorato di lei e cercava in tutti i modi  di dimostrarsi coraggioso per piacerle almeno un po’.

Il branco viveva felice  in mezzo ai prati   e alle paludi dove potersi bagnare la pella secca e bere a volontà nei fiumi e nei laghetti.

Nello stesso posto vivevano però anche i grandi nemici degli elefanti: iene, ghepardi, rinoceronti e la terribile tigre dai denti a sciabola!

 

Un mattino d’ estate Proprò si svegliò e, affamato, chiese alla mamma se poteva andare a cercarsi qualcosa da mangiare, da solo.

La mamma rispose : -Sì, ma sta’ attento e non allontanarti troppo,  perchè ci sono grandi nemici che  sono sempre alla ricerca di cibo e tu sei un ottimo bocconcino!

-Sì , sì va bene starò attento.- promise Proprò e partì .

Prima si mangiò  un po’  di erbetta, poi andò  da Priprì a chiedere se voleva  andare con lui allo stagno.

Lei disse  di no perchè sapeva  che era troppo pericoloso avventurarsi da soli.

Proprò allora partì  allora da solo e raggiunse lo stagno.

Faceva molto caldo e lui aveva tanta voglia di bere, così ando vicino all’acqua  e rimase un po’  fermo a pensare se entrare o no perché, come sappiamo, lui non amava tanto bagnarsi.

Priprì, nel frattempo, l’aveva seguito perche non si fidava di lui e  lo vide mentre  si domandava:-Mi butto o non mi butto? Mi  bagno  o non mi bagno?

Priprì  gli arrivò  dietro quatta quatta e non resistette  alla tentazione di fargli un bello scherzetto così  lo spinse in acqua senza che lui quasi se ne  accorgesse.

SPASH ! Proprò cadde  con un gran tonfo  e Priprì scoppiò  in una grande risata.

Svegliata da questi rumori, una tigre dai denti a sciabola , che giaceva dietro un cespuglio, si svegliò  dal suo sonno.

Anche lei era  molto affamata, vide i due proboscidati e già si pregustava  un bel pranzetto.

Proprò  intanto uscì dall’acqua e cominciò  a scrollarsi l’acqua di dosso spargendo schizzi dappertutto e soprattutto contro Priprì, che comunque rideva a crepapelle, rotolandosi nel prato.

Priprì a un tratto, però, si accorse di due luci gialle dietro il cespuglio e capì che erano in pericolo : una tigre era pronta a mangiarli!

–         Scappiamo via! – urlò  a gran voce Priprì – C’è un tigre!

Proprò, all’inizio, non  ci credeva  perche pensava  che fosse uno dei  suoi soliti   scherzetti.

Nel frattempo, alla tigre scappò  un ruggito e così Proprò si convinse della sua presenza e capì  anche dove si trovava.

Per dimostrare all’ amica di essere coraggioso  andò  verso il cespuglio, ma la tigre  se ne era già andata  alla ricerca dei suoi amici, la iena e il ghepardo, per farsi aiutare nella cattura dei due proboscidati.

Proprò  rassicurò Priprì che si dimostrò  molto contenta del coraggio dimostrato dal suo amico e , insieme, tornarono verso il branco.

Raccontarono l’avventura  alle mamme che si precipitarono subito a controllare anche loro dietro il cespuglio.

Ovviamente non trovarono nulla e sgridarono i due piccoli perchè le avevano  fatte spaventare inutilmente e perdere tempo.

Proprò pensò  :-  Magari ho sentito male!

E Priprì pensò tra sè e sè :-  Forse ho scambiato due foglie illuminate dal sole per gli occhi della tigre!

La tigre intanto, con  il ghepardo e la iena, saltarono fuori all’improvviso da dietro un albero per attaccare gli  elefanti indifesi.

Proprò e Priprì corsero  in picchiata a cercare riparo dentro al cerchio formato  dalle femmine adulte.

Le mamme affrontarono con grande forza i predatori e li  scacciarono via.

Propro e Priprì tremavano  e stavano stretti stretti, zitti zitti e avevano anche paura che alle loro mamme  potesse succedere qualcosa di brutto.

E tutto per colpa loro!

Quando i predatori se ne furono andati , le mamme  riaprirono il cerchio e cominciarono a “cantare” una bella romanzina  ai loro cuccioli per la loro imprudenza.

Stanchi morti, i due cuccioli, dopo la sgridata, andarono a riposarsi.

Proprò chiese alla mamma di accucciarsi vicino a lui e poi:

–         Mamma mi racconti una storia?

–         Quale storia vuoi, cucciolo mio?

–         Mi piace tanto quella di quando ad  Alba c’era il mare.

–         Ma sempre quella?!? Te l’ho già raccontata mille volte.

–         Ma a me piace tanto! Dai mamma, me la racconti?

–         Ok, ma è l’ultima volta!

 

Tanto tempo fa ad Alba, proprio dove abitiamo noi c’era il mare.

Era un mare…..  dove viveva una  Balenoptera  acutorostrata  Cuvierii    chiamata da tutti Tersilla…..

 

–         La storia è  finita, Proprò, adesso dormi : si è  fatto molto  tardi!

Proprò, soddisfatto, si accucciò ancora più vicino alla sua  mamma e cadde in un sonno profondo, pieno di sogni e di mille avventure.

Mai più però si sarebbe immaginato che tanti cuccioli umani, vissuti tanti anni dopo di lui, sarebbero addirittura andati in un museo a vedere i suoi resti fossili!

Eh sì, perché, come tutti , anche per lui arrivò la vecchiaia e un bel giorno, finì  la sua vita,  accanto alle acque di un fiume che da piccolo lui odiava,  ma che  poi ha custodito le sue ossa fino ad oggi : il fiume Tanaro.

 

E quei cuccioli umani  siamo noi:

GLI   ALUNNI   DELLA   3° A   DELLA   SCUOLA PRIMARIA   MICHELE   COPPINO   DI   ALBA:

SARA  AGNESE

AYA  AZOUI

BIANCA  BOVONE

EDDI  COJACAR

MARTINA  DACASTELLO

GIULIA  GRASSO

VERONICA IACONO

ALAADIN  LALHOU

RAZVAN  MEIU

GIORGIA  PRICINA

ALFREDO  TENINO

DAVIDE  TIBALDI

PAOLO TOMASELLO

PIETRO TOPPINO

ISAAC OKU

REBECCA  VAIRA

EDOARDO  VISCA

STIVEN  ZIZOLLI