Questa sala è dedicata alla zoologia, nella fattispecie all’esposizione della fauna catturata nell’Albese.

A causa della vastità delle collezioni, solo per i vertebrati (pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi) si sono potute sistemare nelle vetrine tutte le specie finora raccolte, mentre per gli invertebrati (in modo particolare aracnidi) un gran numero di specie non è ancora esposto al pubblico.

fauna

La prima sala si ricollega idealmente alla sala precedente (geologia) per illustrare, in maniera molto schematica, le origini e l’evoluzione dei principali gruppi di animali durante il susseguirsi dei periodi geologici.
Un plastico rappresenta questa sorta di albero genealogico del regno animale partendo dalle epoche più antiche (miliardi di anni fa), quando gli organismi erano solo unicellulari acquatici, per passare attraverso quelle che hanno visto il differenziarsi di forme viventi sempre più complesse (alcune delle quali riuscirono ad affermarsi mentre altre si estinsero) e giungere fino agli ultimi e più recenti prodotti dell’evoluzione: gli insetti tra gli invertebrati e i mammiferi tra i vertebrati.
I gruppi di animali rappresentati nel plastico sono esemplificati da un campione o da una fotografia e ciascuno dei loro nomi è seguito dal numero approssimativo delle specie attuali.
Non mancano campioni di provenienza esotica, come il Sud America.

Sono esposti numerosi campioni e con sintetiche didascalie, alcuni aspetti organografici (regioni corporee, antenne, ali, zampe), biologici ed etologici (variabilità, sviluppo, mimetismo, colori, dimorfismo sessuale) degli insetti. Si è dato importanza alla costruzione di nidi da parte delle specie sociali (formiche, vespe, api). A ciò si aggiungono campioni di invertebrati acquatici, tra i quali merita particolare attenzione il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes), molluschi terrestri e acquadulcicoli dell’Albese, frutto di raccolte sistematiche in alcuni ecosistemi del territorio. Le conchiglie di minori dimensioni sono accompagnate da disegni opportunamente ingranditi.

La collezione entomologica albese è quella più ricca, con oltre 10.000 esemplari appartenenti a più di mille specie.

Una vetrina della collezione entomologica

Una vetrina della collezione entomologica

Dopo un quadro sulla suddivisione sistematica della classe degli insetti, il percorso continua con  54 scatole entomologiche che presentano, in ordine sistematico, circa 2.000 esemplari tra odonati, ortotteri, emitteri, coleotteri, lepidotteri e imenotteri.
Alcuni esemplari sono di notevole interesse scientifico, oltre che ammirevoli per la loro bellezza, come è il caso dello splendido Carabus solieri, raccolto non solo nelle Langhe, ma anche a sinistra del Tanaro in insediamenti che finora erano sconosciuti agli studiosi.
Altri sono notevoli per la loro rarità, come il cerambicide Opsilia molybdaena, il carabide Acinopus picipes, il buprestide Scintillatrix dives ed oltre una dozzina di curculionidi, dei quali proprio il Museo “Eusebio” ha documentato la prima segnalazione in Piemonte.

Per quanto concerne pesci, anfibi e rettili, tutti i campioni sono stati preparati in una soluzione di formaldeide che permette di conservare gli animali interi con tutti i loro organi.
Gli anfibi sono rappresentati da forme dei due ordini: anuri (cioè quelli che con la metamorfosi perdono la coda: rane, rospi, raganelle) e urodeli (provvisti di coda anche da adulti: salamandra, tritoni).
Tra i rettili, oltre alle notissime lucertole e ai meno frequenti ramarri, il visitatore può riconoscere le più comuni bisce nostrane e un esemplare di notevoli dimensioni (lunghezza cm 85) della temuta Vipera aspis.
Discretamente rappresentata è anche la fauna ittica dei nostri corsi d’acqua sebbene, per motivi di spazio, alcune specie di pesci vi figurino con esemplari di modeste dimensioni.

Anche se costituita da non molti esemplari, la collezione dei mammiferi, messa insieme grazie alle donazioni di alcuni cacciatori, rappresenta la quasi totalità della fauna albese di questa classe. In particolare essa comprende quasi tutti gli animali di maggiori dimensioni e quindi più appariscenti, come il cinghiale, la volpe, il tasso, la lepre, lo scoiattolo, la puzzola, la faina, il riccio, ecc.
Oltre ad essi, trovano posto altri più piccoli come i topi, le arvicole, il moscardino dalla lunga coda, la sinuosa donnola ed alcune specie di pipistrelli, utili cacciatori di insetti.

Ricca ed interessante risulta la collezione ornitologica. uccelli
Gli uccelli sono disposti in un’ampia vetrina, secondo criteri ecologici. Un disegno di fondo (opera di Antonio Buccolo) riproduce la serie dei più comuni ambienti della regione albese e fa comprendere meglio al visitatore in quale contesto naturalistico sia più facile incontrare le specie esposte.
Si passa dagli uccelli che frequentano i corsi d’acqua a quelli dei campi, dei frutteti, dei boschi e delle case. Molte specie sono degne di nota: da quelle dalla carne prelibata e quindi maggiormente cacciate dall’uomo come anatre, fagiani, starne e pernici, a quelle che i cacciatori ingiustamente indicano con il nome di “nocivi”.
Particolarmente interessante risulta anche la ricchezza in uccelli migratori, anatre e trampolieri in particolare.