Notte Bianca delle Librerie 2017: presentazione del nuovo libro “Flora di muri e rupi in Langhe e Roero” del Prof. Oreste Cavallo

Risultati immagini per flora di muri e rupi in langhe e roero

In occasione della Notte Bianca delle Librerie, il 20 Maggio alle ore 16.00 presso la sala Maccario del Museo Civico Archeologico e di Scienze Naturali “F. Eusebio” di Alba, si terrà la presentazione del nuovo libro “Flora di muri e rupi in Langhe e Roero”. A presentare il volume sarà proprio il Professore Oreste Cavallo, co-autore insieme a Franco Rota.

Il volume di 192 pagine, presenta oltre 200 fotografie originali a colori le quali illustrano altrettante specie di piante spontanee che crescono nei siti a loro più congeniali per esposizione, clima e substrato come muri dei terrazzamenti, di fabbricati rurali e castelli, o come le rupi originate dall’erosione millenaria dei corsi d’acqua, dalle frane e da sbancamenti operati dall’uomo.

“Come ogni anno, con il ritorno della primavera la flora lascia il suo riposo e riprende vita”. Questa agevole “guida di campo” permetterà all’escursionista di riconoscere, dare un nome e apprendere qualche proprietà delle principali piante che si possono incontrare lungo le salutari passeggiate “fuori porta” ma anche sui vecchi muri che fiancheggiano le vie delle città.

Al termine dell’evento, sarà possibile partecipare alla visita guidata alla nuova mostra temporanea del Museo, incentrata sulla Botanica, “Omaggio a Carlo Bertero: botanico albese” esposta dal 6 Maggio al 27 Agosto. La mostra illustrerà la vita e l’opera di questo scienziato, nato a S. Vittoria d’Alba e famoso in tutto il mondo, che all’inizio dell’800 compì ricerche floristiche dapprima in Piemonte e poi nell’America centro-meridionale, ove ebbe modo di scoprire molte specie vegetali nuove per la scienza.

Per saperne di più su Bertero e la mostra a lui dedicata clicca qui.

La prenotazione non è obbligatoria, ma comunque gradita; si può effettuare compilando il modulo sottostante.

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Storia dell’arte dell’Alto Medioevo tra Piemonte e Lombardia

…Tra III e IV secolo la diffusione di una nuova religione, quella cristiana, diede origine a iconografie basate su simboli già ampiamente diffusi nel mondo classico, ma che vennero riadattati al contesto e assunsero così nuovi significati. Queste immagini, trasformate nel loro contenuto, presero piede tra le molteplici culture che si susseguirono in Italia durante l’Alto Medioevo, divenendo il fondamento di tutta l’arte medievale e non solo…

Pluteo dalla chiesa S. Maria Teodote (PV). Esempio di arte longobarda

Questo corso intende indagare le grandi testimonianze artistiche nate dopo l’Impero Romano, dalla nascita dell’arte paleocristiana agli sviluppi di quella carolingia.

 

Di seguito, tutte le informazioni utili:

QUANDO: 26 maggio, 1, 8, 16 giugno, dalle ore 19:00 alle ore 21:00

DOVE: aula didattica del Museo civico archeologico e di scienze naturali “Federico Eusebio” di Alba.

A questi quattro appuntamenti si aggiungerà un’escursione a fine corso in data da concordare con i partecipanti.

COSTI E CONDIZIONI

Il costo intero del corso è 70,00 euro.

Il prezzo ridotto è 35 euro per ragazzi dai 14 ai 18 anni accompagnati da un adulto partecipante.

Il prezzo cumulativo di 120 euro, anziché 140,00, è riservato a chi partecipasse anche al corso “Archeologia e storia antica del Piemonte meridionale in età romana. Le città della IX regio augustea

INCLUSO

Un libro edito dal museo “Marmi romani dal museo civico Federico Eusebio di Alba” in omaggio ad ogni partecipante.
Ingresso al Museo civico Federico Eusebio e riduzione sul biglietto di Alba Sotterranea (8 euro anziché 10).
La tessera associativa “Ambiente & Cultura” che dà diritto ad altri vantaggi e riduzioni.

A condurre il corso sarà Sonia Fazio, dottoressa in Storia delle arti e Conservazione dei beni artistici con percorso medievale-bizantino presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Oltre ad essere una dei soci dell’associazione Ambiente & Cultura, è anche una delle guide di Alba Sotterranea.

L’obiettivo del corso sarà quello di esaminare i più grandi esempi della storia dell’arte altomedievale, da quella paleocristiana a quella carolingia, e di cercare di passare dai casi più distanti nello spazio a quelli più vicini alle nostre zone. In particolare si osserveranno le testimonianze longobarde dalla provincia di Cuneo alla capitale del regno, Pavia.

Non è un corso riservato ad esperti e specialisti: è un corso che intende rivolgersi a tutti coloro che fossero interessati a scoprire il primo capitolo della storia dell’arte medievale, quella relativa al periodo dell’Alto Medioevo, spesso poco indagato.

Gli appuntamenti consisteranno in lezioni frontali, condotte con l’ausilio di presentazioni PowerPoint, che saranno poi messe a disposizione dei corsisti.

Dal generale al particolare, osservando le radici dell’arte medievale e i più importanti esempi iconografici paleocristiani e bizantini, giungeremo ad osservare le testimonianze longobarde e carolinge locali dei casi tra Piemonte e Lombardia…

IL PROGRAMMA

Prima lezione: le origini dell’arte altomedievale – L’iconografia paleocristiana

Seconda lezione: lo splendore di un periodo “buio” – L’arte bizantina

Terza lezione: il tempo dei “Barbari” – I Longobardi tra Piemonte e Lombardia

Quarta lezione: la “Renovatio” dell’Impero – La rinascenza carolingia e ottoniana

Escursione: visita alla sezione longobarda dei Musei Civici di Pavia e alla Cripta di Sant’Eusebio

Prenotazioni obbligatorie entro giovedì 25 maggio. Numero di partecipanti minimo 8, massimo 15.

Per info 389.4732040

Per scaricare la locandina sui corsi clicca qui.

PER PRENOTARTI COMPILA IL SEGUENTE MODULO:

L’amore al tempo degli dei 11 febbraio 2017

L’amore è un sentimento antico che ha fatto sgorgare parole dolci e amare dai cuori e le anime di tutti i grandi scrittori.

Non di meno durante l’epoca classica, quando poeti e cantori hanno dato voce a questo profondissimo sentimento.

Scuote l’anima mia Eros | come vento sul monte | che irrompe entro le querce | e scioglie le membra e le agita, | dolce, amaro, indomabile serpente.

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Scena del bacio. Mosaico da un cubicolo della Villa del Casale, a Piazza Armerina (EN). IV secolo d.C.

Saffo (Ereso, 630 ca A.C – Leucade – 570 ca a.C)

La gioia e il dolore, la gelosia e l’estasi narrate da uomini, e donne, separati da noi da distanze di secoli, eppure così vicini nell’esprimere le mille sfumature di questa energia vivificante, riprenderanno vita Sabato sera 11 febbraio a partire dalle ore 21.30 (la performance dura poco più di un’ora).

La voce narrante di Emanuele Buganza, fondatore de’ “I Lettori d’Assalto“, accompagnerà i visitatori, immersi in un’atmosfera di luci soffuse e di musiche suadenti, lungo i punti più suggestivi del percorso museale: ad ogni tappa, alcuni canti erotici più famosi dell’antichità risveglieranno negli uditori emozioni antiche, eppure sempre nuove.

Tra una lettura e l’altra brevi cenni di visita guidata alle particolarità salienti delle sale che ospitano le letture, anch’essi ricollegati alla tematica amorosa.

Chi è Emanuele Buganza?

Chi sono i Lettori d’Assalto?

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Amore e Psiche. Affresco dalla Casa di Terenzio Neo. Napoli, Museo Archeologico Nazionale

A conclusione della performance, della durata di circa un’ora, verrà offerto un calice di Idromele dei Taurini, la più antica bevanda alcolica prodotta dall’uomo, che un tempo veniva impiegata nei riti sacri per suggellare i legami coniugali.

Contemporaneamente, possibilità di contribuire al diario fotografico “Un bacio in museo”: un gesto di tenerezza tra i reperti di un museo vivo ed umano.

Ingresso ad offerta libera. Prenotazione consigliata, compilando il modulo sottostante.

 

 

 

 

 

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Arborea. I monumenti vegetali di Federica Galli & Beth Moon

Ha inaugurato ieri, venerdì 16 dicembre 2016, la mostra Arborea. I monumenti vegetali di Federica Galli & Beth Moon al MUSE di Trento.

Pannelli introduttivi

Pannelli introduttivi

Due artiste e due mezzi espressivi diversi: l’uso del bianco e nero nella fotografia e il tratto delle acqueforti descrivono la bellezza formale e la potenza degli alberi “monumentali”.

Pannelli e opere esplicativi delle tecniche dell'acquaforte e della stampa al platino-palladio

Pannelli e opere esplicativi delle tecniche dell’acquaforte e della stampa al platino-palladio

Questa la doppia personale di Federica Galli e Beth Moon che il Museo delle Scienze di Trento (progettato dall’architetto genovese Renzo Piano) accoglie dal 16 dicembre 2016 al 12 febbraio 2017.

La mostra nasce da un progetto della Fondazione Federica Galli di Milano – istituzione nata per volere testamentario dell’artista cremonese, esponente di spicco dell’arte incisoria italiana che ha fatto del segno e della natura i suoi tratti distintivi – e vede dialogare i monumentali alberi incisi ad acquaforte dalla Galli (Soresina, 1932-Milano, febbraio 2009) con i colossi naturali fotografati dalla Moon (Neenah, 1956), che li eterna attraverso la particolare tecnica della stampa al platino palladio.
Tempo, memoria e natura sono i temi centrali delle loro opere, un poetico filo conduttore che unisce tutti i più importanti “monumenti verdi” esistenti al mondo testimoniandone l’incredibile ricchezza naturale.
Chiome scheletriche o rigogliose, rami lunghissimi e tentacolari, fusti esili o possenti, cortecce lisce o rugose catturano lo sguardo di grandi e piccini per raccontare, silenziosamente, aneddoti, folklori e storie secolari.

A guidare il visitatore nell’affascinante e labirintico allestimento realizzato dall’architetto Michele Piva un percorso obbligato all’interno di una sorta di bosco che, come una madre, lo avvolge e lo abbraccia ricordandogli il proprio posto nell’universo.
Suggellano l’esposizione un ritratto di Federica Galli realizzato dal grande maestro Gianni Berengo Gardin e un testo critico di Tiziano Fratus, poeta e scrittore bergamasco, inventore dell’“alberografia”, un processo di mappatura ideale delle specie arboree che lo ha portato a pubblicare una serie di opere legate alla natura, all’identità e agli alberi monumentali. Nel suo excursus narrativo, Fratus ci conduce alla scoperta dei grandi polmoni verdi dell’arco alpino, ripercorrendo, regione per regione, le foreste “scolpite dal gelo, segnate e incise dal dio dei fulmini”, e identificando l’albero con “la macchina che Madre Natura ha progettato per superare i secoli e i limiti che mammiferi, rettili e altri abitanti mobili e migranti del pianeta non possono varcare”.

Allestimento della mostra

Allestimento della mostra

Allestimento a cura dell’architetto Michele Piva

Con la collaborazione della Galleria PH Neutro di Pietrasanta e il coordinamento della dottoressa Giulia Grassi.
Brochure con testo di Tiziano Fratus

MUSE – Museo delle Scienze di Trento, Corso del Lavoro e della Scienza 3, 38122 Trento
Aperto da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 18.00, sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 19.00.
Ingresso (compreso nel costo del biglietto): intero € 10,00, ridotto € 8,00
Tel. +39.0461.270311
museinfo@muse.it
www.muse.it

La bottega del gioielliere longobardo 10 dicembre 2016

Un prototipo di collana in stile longobardo

Un prototipo di collana in stile longobardo

Sabato 10 dicembre a partire dalle ore 15:30 il Museo civico “F. Eusebio” ospiterà “La bottega del gioielliere longobardo“, un laboratorio creativo di produzione di monili, collane o orecchini in stile longobardo, ispirati cioè a ritrovamenti di gioielli di dame longobarde ritrovate sul territorio della provincia, in particolare la necropoli di Sant’Albano Stura (per approfondire clicca qui).

Il modello, il reperto del corredo della tomba femminile, e il monile prodotto che ne riprende lo stile

Il modello, il reperto del corredo della tomba femminile, e il monile prodotto che ne riprende lo stile

L’attività è  a numero chiuso (massimo 8 -10 partecipanti) per prendervi parte sarà necessaria una prenotazione (obbligatoria e da effettuarsi entro il giorno precedente) e un piccolo contributo di 5 euro a copertura del materiale messo a disposizione per la creazione del proprio monile.

 

 

A seguire, per chi lo desidera, a partire dalle ore 18:00 circa si terrà l’approfondimento “Gioielli e moda tra i Longobardi” e l’evoluzione del gusto per quanto riguarda sia la gioielleria che più in generale il costume nei primi secoli del Medioevo. Il seminario di approfondimento è invece  a ingresso libero, aperto a tutti e non necessita di prenotazione.

L’attività della Bottega prende inizio con una breve visita introduttiva alla sezione di archeologia romana del Museo, con l’osservazione di repertimg_20161123_115508-mini pertinenti all’ambito della “gioielleria” di corredi funerari romani e tardoantichi, e prosegue poi co1470581974462-minn una sintetica presentazione sull’oreficeria e sui monili longobardi, a partire dai ritrovamenti di zona (provenienti dalla Necropoli di Sant’Albano Stura) per arrivare a una visione più ampia sui resti di altri siti italiani.

Segue il  laboratorio manuale di riproduzione di gioielli in stile longobardo che permetterà di cimentarsi concretamente nell’affascinante lavoro artigianale del gioielliere, con la realizzazione da parte dei partecipanti di collane polimateriche e orecchini con pendenti che potranno essere portati a casa. La durata della bottega è di circa due ore. Segue alle 18.00 circa l’approfondimento sulla moda altomedievale, facoltativo per i partecipanti alla bottega ed aperto a chiunque si voglia aggiungere, a ingresso libero e senza prenotazione.img_20160511_233342-min

 

 

Riproduzioni di collane simili a due rinvenute a S. Albano Stura sono in vendita presso il Museo, comprese in un “pacchetto” che include anche il libro “Ornamenta femminili ad Alba e nel Cuneese in età antica“. Un’idea per un regalo di Natale speciale che i partecipanti all’evento potranno acquistare a 18€ anziché 20€. Per ulteriori informazioni sul pacchetto “Ornamenta: Libro & Collana” clicca qui.

 

Per riservare la propria partecipazione  invece alla Bottega del Gioielliere longobardo la prenotazione è obbligatoria ed occorre compilare il seguente modulo.

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XV Rassegna Organistica Internazionale

La musica è la voce di ogni dolore, di ogni gioia.  Non ha bisogno di traduzione”

(Exley Helen)

XV rassegna organistica internazionale

XV rassegna organistica internazionale

La musica può aiutarci ad esprimere meglio le nostre emozioni e a favorire il dialogo con il mondo che ci circonda? La domanda ci interpella e ci impone di riflettere su due piani diversi anche se complementari. La società in cui viviamo è continuamente connessa. Attraverso i social siamo in grado di metterci in contatto con chiunque in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Tuttavia mai come oggi l’uomo si sente incapace di comunicare con gli altri e soprattutto di condividere quella parte di sé più intima, ovvero le proprie emozioni. Possiamo affermare che, grazie ai mezzi di comunicazione e ad una tecnologia sempre più sofisticata, anche le relazioni interpersonali sono migliorate permettendoci di guardare ad un futuro in cui il linguaggio che usiamo e il modo di esprimersi saranno forse ancora indispensabili a trasmettere qualcosa di più profondo che non un semplice concetto o un’informazione.  Ci chiediamo tuttavia come possiamo vivere l’oggi, imparando ad accettare le sfide che un mondo in continua evoluzione ci propone. Ciò che ancora ci occorre sono degli strumenti che ci permettono di dialogare con tutti e attraverso i quali sia possibile esprimere ogni nostra emozione. Il dialogo verbale è senz’altro sempre arricchente se si sanno usare bene le parole. Ma ancora di più può fare la musica che, come dice la scrittrice Helen Exley, “…non ha bisogno di traduzione”. La musica inoltre appaga in noi quel senso del bello di cui abbiamo sempre più bisogno per vivere nella pienezza il tempo che ci è stato donato.

La XV Rassegna Organistica Internazionale si articolerà in tre suggestivi appuntamenti.

Il concerto di apertura si terrà, come di consueto, il primo ottobre e vedrà come protagonista alla console dell’organo BalbianiVegezzi-Bossi (1938) l’organista inglese Peter KING. Concertista di fama internazionale e titolare del Grande Organo della Cattedrale di Bath, proporrà un programma che comprende alcuni tra i compositori più significativi del periodo romantico e tardoromantico franco-tedesco, concludendo la sua esibizione con la straordinaria esecuzione della Fantasia Cromatica e Fuga trascritta per organo da MaxReger.

Nel secondo concerto, previsto per venerdì 14 ottobre, avrà la possibilità di esibirsi l’organista tedesco Stefan Kagl di Herford. Potremo così ascoltare per la prima volta, accanto a brani noti come la monumentale Fantasia e fuga in sol minore di J.S. Bach, opere di altri compositori come Borodin e Mussorgski di cui apprezzeremo alcune trascrizioni per organo di composizioni concepite in origine per orchestra sinfonica.

Il terzo ed ultimo appuntamento della Rassegna, sabato 22 ottobre, vedrà esibirsi alla tribuna del Tempio di San Paolo un duo d’eccezione. Protagonisti della serata saranno infatti il trombonista Mauro Piazzi e l’organista Alessandro Bianchi, già apprezzato ospite della manifestazione. Il programma, proposto dall’inusuale quanto affiatata formazione, è straordinariamente ricco per compositori, epoche, generi e brani.

A tutti, infine, il consueto augurio di buon ascolto.                                                                                                                                                                       Il Direttore Artistico Luca Benedicti

Le delizie di una Villa

Nata come residenza per il periodo estivo e per la stagione di caccia, per accogliere ospiti illustri e per trascorrere i momenti di svago, Villa Arconati apre le porte, per il secondo anno consecutivo, nei mesi più caldi e di vacanza per ricevere nuovi “ospiti importanti”: i visitatori che vorranno intrattenersi per qualche ora in un ambiente ricco di arte e cultura e che contribuiranno così, attraverso il loro biglietto, al mantenimento e al restauro della villa stessa, di cui si occupa la Fondazione Augusto Rancilio dal 2011.

Villa Arconati, facciata principale

Originatosi da una cascina fortificata con le corti intorno – detta “Castellazzo” – esistente almeno dal XIV secolo, poi trasformatosi in centro agricolo per la gestione delle campagne circostanti, l’edificio alla fine del Cinquecento poteva già considerarsi villa, anche se era molto più semplice e limitata di come appare oggi.

Statua del Pompeo Magno

Si deve al conte Galeazzo Arconati Visconti, che nel 1610 acquistò la villa con le corti, le campagne e i boschi annessi, il più grande intervento di valorizzazione: ampliò la villa di una nuova ala, innalzò il piano nobile, sostituì le rustiche colonne del portico con colonne binate, impostò i giardini secondo il gusto “all’italiana” e destinò alla dimora anche la funzione di “museo”, cioè di luogo di raccolta ed esposizione delle sue collezioni di marmi (tra cui il cosiddetto Pompeo Magno, la statua sotto la quale secondo la leggenda fu ucciso Giulio Cesare, e il Monumento funebre a Gaston de Foix), di dipinti (di artisti quali Tiziano e Parmigianino) e di manoscritti (primo tra tutti il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, da Galeazzo stesso poi donato alla Biblioteca Ambrosiana dove ancor oggi si trova grazie alla sua clausola: che non venisse mai allontanato da Milano perché questo era il suo regalo ai concittadini).

I successori continuarono ad apportare alla Villa modifiche ed ampliamenti, ma sempre secondo una coerenza di stile e un’uniformità di insieme che rendono difficile riconoscere le parti successive.

Lo splendore che la distinse per tutto l’arco del XVII e XVIII secolo le procurò il soprannome di “Piccola Versailles italiana”. Indice della ricchezza che ormai la villa aveva raggiunto può essere il fatto che alla fine del ‘700, quando morì l’ultimo Arconati e questa passò ai Busca, la nuova famiglia tentò subito di rivenderla comprendendo l’onere del suo mantenimento e potenziale acquirente fu l’arciduca Ferdinando, figlio dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, che vi inviò il Piermarini a stimarla e che gliela sconsigliò semplicemente perché le scuderie non erano abbastanza grandi.

Fontana del delfino

Molto del suo fascino si deve però ai ben dodici ettari di parco che la circondano. Galeazzo investì notevolmente nel giardino, punto di forza di ogni villa di delizie che si rispetti, perché questo avrebbe contribuito in maniera decisiva a rendere tutto il possedimento un manifesto dell’importanza della famiglia. Per garantire l’effetto di stupore che la Villa doveva suscitare sull’ospite disseminò il parco di fontane, un labirinto, numerosi giochi d’acqua – realizzati grazie ai progetti di Leonardo custoditi nel già citato Codice Atlantico e attualmente tornati attivi grazie ai restauri in corso –, di teatri – luoghi ameni dove sostare, intrattenersi in conversazioni, riflettere, leggere e solo talvolta assistere alle acrobazie di un artista, ad uno spettacolo o a un concerto –, e di “angoli meravigliosi” come la voliera e il casino di caccia in cui erano custoditi animali esotici e specie rare, o il giardino dei limoni che “ospitava” piante esotiche, ritirate nella stagione fredda all’interno di una sorta di serra detta “limonaia”. Ma gli scherzi e le illusioni ottiche per questo continuo effetto sorpresa coinvolgevano anche l’architettura stessa: all’interno tanti specchi disposti nelle stanze duplicavano all’infinito le immagini, molteplici trompe-l’œil pittorici “sfondavano” lo spazio di pareti e soffitti e due monocromi di Francesco Podesti dipinti sul muro apparivano come due quadri appesi, mentre all’esterno la facciata laterale settecentesca, che fronteggia il “parterre delle ballerine” (un’architettura in mattoni e verde studiata per accompagnare gli ospiti verso l’ingresso, detto “delle ballerine” per la forma in cui venivano potati i bossi che lo costituivano) serviva a confondere i visitatori provenienti da Milano, che così pensavano di essere giunti alla villa sbagliata.

Parterre delle ballerine

Corte nobile con sculture di Carlo Ramous

Oggi come allora Villa Arconati detiene il suo ruolo di villa di delizie, luogo in cui rilassarsi, sorprendersi e intrattenersi, e di ambiente espositivo di collezioni d’arte, infatti attualmente sono allestite due mostre. La prima è un’esposizione che ha luogo all’aperto, nella corte nobile, e che vede le tipiche sculture astratte di grandi dimensioni del milanese di fama internazionale Carlo Ramous, in programma per tutta la stagione di apertura, fino al 23 ottobre.

Emanuele Gregolin, Figura (Diana), 2015

Emanuele Gregolin, Figura (Diana), 2015

La seconda mostra, dal titolo Vibrazioni, è collocata nelle scuderie ed è prevista fino al 18 settembre. Le opere dell’artista Emanuele Gregolin hanno un particolare legame con il contesto, infatti sono dedicate a Villa Arconati e per questo intrise di citazioni che al visitatore attento sembreranno familiari perché svelano rimandi a particolari magari appena visti, ma le rappresentazioni non scadono nell’illustrazione, bensì si contraddistinguono per la sua capacità di reinventare, perciò talvolta potranno costituire uno stimolo ad andare a ricercare il riferimento di un particolare sfuggito.

 

Villa Arconati è aperta tutte le domeniche fino al 23 ottobre dalle 10.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle 18.00). Per informazioni visita il sito http://www.villaarconati-far.it/

Clicca qui per vedere il servizio andato in onda al TGR Lombardia il 28 agosto 2016.

Prima edizione di Attraverso Festival e speciale Alba Sotterranea

Attraverso FestivalAttraverso

 

 

 

 

 

In programma tra fine agosto e inizio settembre 2016, si svolge la prima edizione di Attraverso Festival, il festival che tra concerti, teatro, cibo e vino, si offre come un vero e proprio percorso turistico-spettacolare per visitare, narrando con parole e musica, il
territorio inserito nella World Heritage List dell’Unesco nel 2014 e quelli limitrofi del Piemonte meridionale, tra Langhe, Roero e Monferrato.

Per questa occasione sono in programma due date speciali di Alba Sotterranea: martedì 30 agosto alle 18:00 e sabato 3 settembre tutto il giorno, ma i possessori del biglietto di Attraverso Festival potranno comunque partecipare ai tour guidati con il biglietto ridotto per tutto il 2016 (per visionare tutte le date clicca qui).

Martedì 30 agosto il Teatro Sociale “G. Busca” accoglierà nella sua Arena esterna la performance di Guido Catalano, mentre sabato 3 settembre sempre al Teatro Sociale di Alba si esibirà Carmen Consoli.

Con lo sguardo al futuro ma il cuore ben saldo nel passato Attraverso ha l’obiettivo di far dialogare tra loro, con gusto, i diversi linguaggi della nostra epoca: quello letterario e quello teatrale, quello musicale e quello della cultura materiale del territorio. Proprio in questo intento sta il significato di una delle parole chiave del Festival, la resilienza, intesa come la capacità di resistere e di reinventarsi partendo dalla propria storia.

Partendo da queste premesse ha preso forma l’articolato programma di Attraverso che raccoglie il testimone di Sale il progetto nato nel 2015 nelle zone dell’ovadese e del gaviese, e ne sviluppa e ampia la portata: tra spettacoli di teatro, concerti, performances, incontri e narrazioni Attraverso raggiunge ben diciannove comuni delle province di Cuneo, Alessandria e Asti.

Un Festival diffuso quindi, nei più diversi luoghi già carichi di storia e di eccellenza, che hanno come denominatore comune la bellezza e il paesaggio delle colline a vite che li contraddistingue, dove nascono i grandi vini piemontesi.

Piemonte-Grinzane-Cavour04

Un viaggio attraverso le abbazie e le piazze, i cortili, i ricetti e i castelli, per riscoprire il territorio in compagnia di alcuni protagonisti che hanno fatto del racconto e della bellezza la propria matrice stilistica.

Il variegato programma riflette la ricchezza e la varietà dei territori che lo accolgono, tra bellezze paesaggistiche e prelibatezze eno-gastronomiche. E proprio l’enogastronomia è l’altro protagonista di Attraverso Festival. Partendo da quel denominatore comune delle tre zone qual è il prezioso nettare degli dei presente in varie declinazioni, con i racconti sensoriali dei Narratori del Vino, assaporato durante le degustazioni offerte dalle Pro Loco dei comuni coinvolti e dall’incontro/chiacchiera sul tema “I partigiani del vino” tenuto da Angelo Gaja, Oscar Farinetti e Walter Massa a Barbaresco in occasione dell’ evento conclusivo del Festival che vedrà sullo stesso palco, anche Bella Ciao, il più grande spettacolo di folk revival italiano riallestito cinquanta anni dopo. Vino, buon cibo e spirito di festa popolare.

Attraverso Festival è un progetto di Associazione Culturale Hiroshima Mon Amour e Produzioni Fuorivia e con la collaborazione del Movimento di Resilienza Italiana. E’ realizzato con il Patrocinio di Unesco e dell’Associazione per il patrimonio dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato; il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione CRT e il coordinamento di Fondazione Piemonte dal Vivo. Con l’intervento di Ceretto Vini e con la partecipazione dei comuni di Alba, Barbaresco, Bosio, Canelli, Casale Monferrato, Cella Monte, Costigliole d’Asti, Gavi, Grinzane Cavour, La Morra, Lerma, Monforte d’Alba, Monticello d’Alba, Nizza Monferrato, Novi Ligure, Ovada, Parodi Ligure, Pollenzo-Bra, Rocca Grimalda e con l’Ente Parco Aree protette Appennino Piemontese. Un ringraziamento speciale va inoltre ai numerosi soggetti che già operano sul territorio: ATL Langhe Roero, ATL Alessandria, ATL Asti, le vivacissime Pro Loco, i produttori e le associazioni culturali.

Per maggiori informazioni e per scoprire tutte le esibizioni dei protagonisti clicca qui.

“Sole di Giustizia” – L’operato di San Bernardino da Siena a Bergamo

La mostra Sole di Giustizia. San Bernardino da Siena nel patrimonio librario della Biblioteca Civica di Bergamo” che si tiene nell’Atrio Scamozziamo della Biblioteca Civica, in programma dal 13 maggio al 4 giugno 2016, è stata prorogata fino a sabato 9 luglio.

Biblioteca Civica “Angelo Mai”

La Mostra è organizzata dalla Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo in collaborazione con il Centro Culturale delle Grazie in occasione del Dies Bernardinianus 2016, promosso dal Centro e dall’Associazione Amici di San Bernardino di Lallio, in occasione della ricorrenza liturgica annuale, il 20 maggio.

Curatori della Mostra sono il prof. Fabrizio Brena, Coordinatore del Centro Culturale delle Grazie e Docente presso l’Università di Tuebingen, e il dott. Andrea Mora, archivista della Parrocchia Prepositurale di S. Maria Immacolata delle Grazie.

L’esposizione mette in luce l’importanza che il pensiero e l’opera di San Bernardino da Siena hanno avuto per Bergamo e il suo territorio e per la cultura umanistica europea, attraverso un percorso fra testi manoscritti e a stampa che tramandano la vita e le opere del grande francescano, tra cui libri liturgici miniati di grande pregio artistico, realizzati nella seconda metà del XV secolo nello scriptorium bergamasco di Jacopo da Balsemo.

e testo a stampa esposti in mostra

Cinquecentina esposta in mostra

Pagina miniata con la "Predica di San Bernardino"

Pagina miniata con la “Predica di San Bernardino”

La Mostra è aperta ad ingresso libero negli orari della Biblioteca, dal lunedì al venerdì dalle 8.45 alle 17.30, il sabato dalle 8.45 alle 13. In mostra è disponibile il catalogo ad offerta libera.

Per informazioni o richieste di visite guidate (anche per piccoli gruppi) contattare: 328.4331392; archivio.grazie@gmail.com

 

3/6/1970. Si spegne l’albese Roberto Longhi grande storico dell’arte

Roberto Longhi

Roberto Longhi

Quarantasei anni fa si spegneva a Firenze uno dei più grandi critici dell’arte italiana, a cui Alba aveva dato i natali: Roberto Longhi (28 dicembre 1890-3 giugno 1970).

L’ammirazione, la riconoscenza e il ricordo di chi ne è stato allievo è ben palpabile:

Se penso alla piccola aula in cui ho seguito i corsi bolognesi di Roberto Longhi […] Longhi ha l’irrealtà di un’apparizione. […] Dopo un po’ si può dire che siamo diventati amici […] e anzi, solo dopo, Longhi è diventato il mio vero maestro” (Pier Paolo Pasolini).

Fu un colpo di fulmine che mi fece capire che non avrei potuto fare altro che seguirlo, cercare di entrare in rapporto con lui. Questo fu per me Longhi: una scoperta, una guida, una ragione di continui stimoli” (Enrico Castelnuovo).

Dire che restai affascinato da Longhi è poco […] la sua scintillante conversazione possedeva un merito rarissimo, quello di sollecitare l’intelligenza degli ascoltatori, di spronarli aprendo nuove prospettive” (Federico Zeri).

Roberto Longhi, ritratto di Amerigo Bartoli

Roberto Longhi, ritratto di Amerigo Bartoli

Di genitori modenesi, entrambi insegnanti, trasferitisi nel capoluogo delle Langhe perché il padre aveva

Madonna col Bambino, angeli e santi , Macrino d'Alba

Madonna col Bambino, angeli e santi , Macrino d’Alba

ottenuto la cattedra alla Regia Scuola Enologica, acquisisce da loro le prime nozioni di storia dell’arte; appaga la sua fame di sapere con la lettura di un numero spropositato di libri e abitua lo sguardo analitico osservando le opere conservate in città: dalla Madonna con Bambino di Barnaba da Modena – di cui condivideva le origini – conservata nella chiesa di San Giovanni Battista; alle pale con Madonna col Bambino, angeli e santi (custodita nella Pinacoteca comunale all’interno del Municipio cittadino) e Madonna in adorazione del Bambino tra santi e angeli musicanti (anch’essa in San Giovanni) del più importante pittore rinascimentale albese, Macrino; alla tela situata nella Sala consiliare del Comune che ritrae Il concertino del caravaggesco Mattia Preti (a lui attribuito da Longhi stesso nel 1943). Opere che lasciano un segno profondo nella sua vita.

 

Macrino, Madonna col Bambino(San Giovanni)

Madonna in adorazione del Bambino tra santi e angeli, Macrino d’Alba

 

Dopo la maturità classica, infatti, si laurea in Lettere presso l’Università di Torino con lo storico dell’arte Pietro Toesca presentando una tesi su Caravaggio e si perfeziona a Roma con Adolfo Venturi, promotore della materia storico-artistica a livello accademico.

Una sua prima pubblicazione, del 1910, è dedicata proprio a Macrino d’Alba, ma gli scritti giovanili lo portano a intervenire su riviste specialistiche quali L’arte di Adolfo Venturi e Voce di Giuseppe Prezzolini, e poi a dirigere la rivista Vita artistica con Emilio Cecchi e a fondare Pinacotheca alla fine degli anni ’20, a dirigere La Critica d’Arte con Ranuccio Bianchi Bandinelli e Carlo Ludovico Ragghianti alla fine degli anni ’30, fino a istituire il mensile Paragone nel 1950.

Il concertino del caravaggesco Mattia Preti

Il concertino del caravaggesco Mattia Preti

Dopo aver viaggiato per tutta l’Italia “mette ordine” alla produzione artistica della penisola con un lavoro di analisi e ridisegno della storia dell’arte, identifica le scuole pittoriche “minori” e distingue le opere originali dei grandi artisti da quelle degli allievi.

Il Grand Tour per il continente, durante il quale fa una “mappatura” della pittura europea, affina ulteriormente le sue competenze. Si impegna nella rivalutazione internazionale di Caravaggio a cui dedica la celeberrima mostra del 1951 Caravaggio e i caravaggeschi al Palazzo Reale di Milano e il volume monografico l’anno seguente; pubblica, fra i tanti, I pittori futuristi nel 1913, Piero della Francesca nel 1927, Officina Ferrarese nel 1934, Carlo Carrà nel 1937. È docente di storia dell’arte medievale e moderna all’Università di Bologna e poi di Firenze, detiene il comando alla Direzione generale delle antichità e belle arti di Roma. Ma la sua vita è impreziosita anche da molti altri nomi celebri con cui ha intrecciato vicende di studio e carriera: Luigi Einaudi, di cui seguiva di nascosto alcune lezioni di legge; Bernard Berenson, a cui traduce The Italian painters of the Renaissance; Pier Paolo Pasolini, Giovanni Testori e Giovanni Previtali di cui è stato professore universitario.