La Romanità in Piemonte

Prima lezione del corso “La Romanità in Piemonte“.

La conquista ed occupazione romana del Piemonte meridionale e le vicende locali al tramonto dell’Impero.

Storia dell’arte dell’Alto Medioevo tra Piemonte e Lombardia

Prima lezione del corso “Storia dell’arte dell’Alto Medioevo tra Piemonte e Lombardia

Le origini dell’arte altomedievale – L’iconografia paleocristiana

 

I tre fanciulli nella fornace dalla Catacomba di Priscilla a Roma

Legio VIII Augusta a Castelgrande di Bellinzona – 20 e 21 maggio

Combattimenti, tornei di abilità tra cavalieri e il passaggio di due legioni romane. Bellinzona è pronta ad accogliere cavalieri medievali e gladiatori romani tra le mura di Castelgrande

….nel lontano I secolo dopo Cristo, le strade che conducevano alla Raetia,  riecheggiavano del tintinnio dei gladi e del roboante frastuono di migliaia di caligae in marcia…manipoli di legionari, sotto le insegne di Roma,  procedevano inesorabili per  la gloria di Augusto e del neonato Impero…oggi, nel 2017 quei gladi e quelle caligae,  attraversando la storia bimillenaria, torneranno a farsi udire!

Il 20 ed il 21 di maggio, a Bellinzona, nella magnifica cornice di Castelgrande (antico luogo in cui sorgeva un castrum legionario) la LEGIO VIII AVGVSTA,  ripercorrera’ quelle strade, rievocando il passaggio di una legione romana diretta nella Provincia della Raetia,  in quell’epoca non ancora completamente romanizzata.
Si potra’ visitare un accampamento militare romano, osservare usi e costumi della vita militare dell’epoca, seguire numerose didattiche e osservare, nella giornata di domenica 22 , un piccolo scontro armato tra romani e celti.
Vi aspettiamo per un tuffo nei gloriosi tempi si Augusto!
Clicca qui, Programmamanifestazione, per il programma completo della due giorni.
Se vuoi marciare anche tu per la gloria di Roma, non esitare a contattarci sulla nostra pagina Facebook:
Ti aspettiamo!!

Lo scavo archeologico simulato del Museo civico è già in funzione dall’a.s. 2016/2017

SCAVANDO SI IMPARA!

Lo scavo archeologico simulato del Giardino di Archeologia Sperimentale del museo Eusebio è entrato in funzione e ha accolto le prime classi.

LA NOTIZIA IN BREVE

Nei primi giorni primaverili alcune classi terze delle scuole elementari albesi hanno condotto nel centro storico intere campagne di scavo scientifico, portato alla luce strutture e recuperato reperti archeologici, per poi compiere sul posto i primi studi e la catalogazione preliminare dei materiali rinvenuti…

Il tutto naturalmente all’interno di un’accurata simulazione che costituisce la nuova attività didattica  “scavo archeologico simulato”, già disponibile per le scuole nell’anno scolastico in corso, e che a breve sarà  proposta anche alle famiglie del territorio o ai turisti che volessero sperimentarsi nei panni dell’archeologo, almeno per un giorno.

La proposta va ad arricchire ulteriormente il progetto MUSEO PER LA SCUOLA, il cui catalogo di offerte didattiche conta già più di 150 attività diverse, nei settori STORIA – ARCHEOLOGIA, NATURA E SCIENZA e ARTE-LETTERATURA

CHE COSA E’

Figura 1. I piccoli archeologi al lavoro

Lo scavo archeologico simulato è un’area di 8 metri per 4, all’interno della quale sono state accuratamente riprodotte stratigrafie e situazioni archeologiche realmente riscontrate negli scavi dell’albese. I reperti e le strutture riprodotte si riferiscono ad epoche diverse, dalla preistoria ai primi secoli del medioevo, passando per l’età romana.

L’area di scavo, ricoperta di uno strato di sabbia e terreno, si lascia scoprire dai partecipanti allo scavo che utilizzano tutti gli strumenti e le metodologie operative dell’archeologo professionista, dall’emblematica trowel (la cazzuola inglese a lama romboidale, simbolo per eccellenza dell’archeologo) alle schede ministeriali per la raccolta di dati, alle paline centimetrate e alle sigle per le fotografie e i rilievi scientifici.

L’attività non si limita neppure alle sole operazioni di scavo ma prosegue nell’adiacente Aula Verde, una radura ombreggiata tra alti alberi, dotata di tavoli e panchine, in cui si intraprende lo studio preliminare dei materiali rinvenuti.

Con l’ausilio dell’archeologo si impara a riconoscere le diverse tipologie di reperti archeologici, dalle ceramiche alle tessere di mosaico in pasta vitrea e ci si cimenta con altri strumenti per il disegno scientifico, come il calibro o il curioso profilometro, chiamato anche “pettine”.

In particolare l’area di scavo è ulteriormente suddivisa al suo interno in due saggi di 4 metri di lato ciascuno.

Nel primo sono concentrate le situazioni archeologiche di epoca romana e altomedievale, nel secondo quelle di età preistorica.

Questa suddivisione è stata progettata per permettere all’insegnante di far scavare tutta l’area o solo il saggio che contiene reperti dell’epoca storica studiata dalla sua classe.

Lo scavo archeologico simulato è un’attività che ben si adatta alle ultime classi delle scuole elementari, dalla terza alla quinta, ma anche e soprattutto per le prime classi delle scuole medie e superiori.

Il saggio di epoca preistorica svela ai suoi scopritori una serie di sorprese:

Figura 2. La (ri)scoperta della tomba preistorica

 

  • la riproduzione della tomba a sepoltura in posizione fetale stretto attorno a una ciotola rituale rovesciata, il cui ritrovamento reale è stato rinvenuto in  corso Europa 122/4, databile tra il 1.400 e il 1.200 a.C.
  • Una tomba a incinerazione “a pozzetto”, con tanto di urna cinerarie e doni offerti al defunto, come sono state rinvenute nella necropoli dell’Età del Bronzo in Corso Piave
  • I resti di un focolare e di buche di palo che documentano l’esistenza di una capanna neolitica simile a quella di Corso Langhe 65 riprodotta a grandezza reale.
  • I resti di una fornace per la cottura della ceramica

Il saggio di epoca romana e altomedievale invece nasconde altre riproduzioni

  • Una strada urbana, con l’acciottolato romano “a schiena d’asino”, canaletta laterale per lo scolo delle acque piovane e ingresso per la sottostante conduttura fognaria, come ben visibile in più punti del percorso archeologico del centro storico
  • I resti di una domus, con tanto di riproduzione del mosaico bicromo rinvenuto in piazza Marconi.
  • Una tomba a incinerazione romana con corredo (la necropoli romana si estende lungo corso Piave sino all’altezza di San Cassiano)
  • Una sepoltura femminile altomedievale, una dama longobarda con ricco corredo di monili e preziosi

IL PROGETTO

L’associazione Ambiente & Cultura (www.ambientecultura.it ), infatti,  ha progettato e realizzato in stretta sinergia con il museo civico archeologico e di scienze naturali “Federico Eusebio” uno scavo archeologico simulato all’interno del Giardino di Archeologia Sperimentale, lo spazio verde alberato compreso tra la scuola media Vida e l’IISS Piera Cillario che si affaccia su Corso Bixio, presso il parcheggio Tanaro.

L’attività si svolge all’interno del progetto NUOVI PERCORSI FUORI E DENTRO IL MUSEO che vede capofila il Comune di Alba e che si realizza con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo nel quadro del bando VALORIZZAZIONE. L’associazione Ambiente & Cultura partecipa al progetto, anche cofinanziandolo con risorse proprie: a questa attività infatti è stato destinato l’attivo di gestione di Alba Sotterranea degli anni 2014 e 2015.

Il parco dista poche centinaia di metri dal museo civico ed è prospiciente al Complesso delle Antiche Mura romane, tappa dei tour di Alba Sotterranea.

Continuano quindi le realizzazioni nel sito che diventerà una vera e propria “sala outdoor” del museo civico, dotata di ricostruzioni di archeologia sperimentale, finalizzate a rendere concretamente visibile la lunga preistoria di Alba, sito abitato fin dal Neolitico antico (VI millennio a.C.).

Lo scavo archeologico simulato infatti affianca la riproduzione a grandezza naturale della capanna del Neolitico antico i cui resti sono stati localizzati sotto il numero civico 65 di Corso Langhe nel corso di passate campagne di scavo archeologico.

Anche questa attività è stata svolta con il fondamentale aiuto dei richiedenti asilo ospiti della Caritas albese di via Pola di don Luigi Alessandria, coordinati dal responsabile Stefan Aurel Dirtul.

Alba Sotterranea. Viaggio al centro della città è progetto dell’associazione di giovani Ambiente & Cultura, nato dall’avventura delle prime visite del 2011. Col passare degli anni, grazie alla partecipazione di un numero sempre crescente di visitatori, l’iniziativa è divenuto l’albero motore di altri progetti: con l’attivo di gestione del 2013 è stato cofinanziato il restauro del Mastodonte di Verduno, importante fossile parzialmente distrutto dall’incuria dell’uomo, mentre gli attivi di gestione del 2014 e 2015 sono destinati al cofinanziamento del Giardino di Archeologia sperimentale.

L’area verde compresa tra la scuola media Vida e l’Istituto di Istruzione Superiore di Stato Piera Cillario.

Le prime due sono state già realizzate; si tratta della riproduzione a grandezza naturale della capanna del Neolitico antico ritrovata in Corso Langhe 65 e dello scavo archeologico simulato con resti preistorici, romani e altomedievali, installazioni già disponibili e utilizzate per l’attività didattica delle scuole nell’anno scolastico in corso.

L’attività di realizzazione del Giardino vede coinvolti i richiedenti asilo della Caritas albese di via Pola e rientra nel progetto NUOVI PERCORSI FUORI E DENTRO IL MUSEO con l’indispensabile contributo della fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, capofila il Comune di Alba.

La Romanità in Piemonte

…Tra II e I secolo a.C., Roma, quando ancora non era il centro di un Impero ma una Repubblica che man mano stava avanzando nel Mediterraneo, si accorse delle potenzialità militari ed economiche di una terra, ai piedi delle Alpi, ricca di fiumi e non lontana dalla costa, che oggi equivale al Piemonte Meridionale. Una terra abitata da una popolazione – i Liguri – che molto filo da torcere diede alle legioni romani ma che, successivamente, divenne parte integrante del mondo romano.

 

Con questo corso, esploreremo insieme le imponenti tracce che la Romanità ha lasciato in questo territorio.

Di seguito, tutte le informazioni utili:

QUANDO: 26 maggio, 1, 8, 16 giugno, dalle ore 21:00 alle ore 23:00

DOVE: aula didattica del museo civico archeologico e di scienze naturali “Federico Eusebio” di Alba.

A questi quattro appuntamenti, si aggiungerà un’escursione a fine corso in data da concordare coi partecipanti.

COSTI E CONDIZIONI

Il costo intero dell’intero corso è pari a 70,00 euro.

35 euro ridotto per ragazzi dai 14 ai 18 anni accompagnati da un adulto partecipante

120 euro cumulativo, anziché 140,00, per chi partecipasse anche al corso “Storia dell’arte dell’Alto Medioevo tra Piemonte e Lombardia. Dalle testimonianze piemontesi a Pavia, capitale dell’Italia longobarda

INCLUSO

Un libro edito dal museo “Marmi romani dal museo civico Federico Eusebio di Alba” in omaggio ad ogni partecipante.
Ingresso al Museo civico Federico Eusebio e riduzione sul biglietto di Alba Sotterranea (8 euro anziché 10).
La tessera associativa “Ambiente & Cultura” che dà diritto ad altri vantaggi e riduzioni.

A condurre il corso sarà Gianmarco Gastone, dottore in Archeologia e Storia Antica, presso l’Università degli Studi di Torino. Oltre ad essere uno dei soci dell’associazione Ambiente & Cultura, è anche una delle guide di Alba Sotterranea.

L’obiettivo del corso sarà quello di guardare questa regione da un punto di vista diverso, quello del suo passato romano, navigando tra le notizie storiche e le imponenti testimonianze materiali sopravvissute all’incedere del tempo, anche per questo degne di essere scoperte.

Non è un corso riservato agli specialisti o alle scuole: è un corso che si rivolge a tutti coloro che fossero interessati a scoprire il capitolo romano della lunga storia del Piemonte, a sud del Po.

Gli appuntamenti consisteranno in lezioni frontali, condotte con l’ausilio di presentazioni power point.

Tra storia e archeologia, seguendo le antiche strade, attraverseremo le campagne e le città romane del Piemonte meridionale, esplorandone poi al loro interno gli edifici, di cui ancora oggi si possono ammirare le vestigia…

Augusta Taurinorum, l’attuale Torino. Disegno ricostruttivo ad opera di Francesco Corni

IL PROGRAMMA

Prima lezione: la conquista ed occupazione romana del Piemonte meridionale e le vicende locali al tramonto dell’Impero

Seconda lezione: un viaggio nelle campagne, tra strade, ponti, acquedotti, santuari, ville e altre infrastrutture romane

Terza lezione: alcune città, da Dertona ad Augusta Taurinorum, passando per Alba Pompeia

Quarta lezione: nella pianura braidese, Pollentia e Augusta Bagennorum

Escursione all’area archeologica di Augusta Bagennorum, al borgo Coliseo di Pollenzo e all’area archeologica di Santa Vittoria d’Alba

Prenotazioni obbligatorie entro giovedì 25 maggio. Numero di partecipanti minimo 8, massimo 15.

Per info 334.3769252

Per scaricare la locandina sui corsi clicca qui.

PER PRENOTARTI, COMPILA IL SEGUENTE MODULO:

 

 

 

 

Il vino degli antichi. Il favoloso viaggio di Dioniso 8 aprile 2017

DESCRIZIONE DELL’EVENTO:

“chi beveva da tale coppa, nel ricevere il dono del dio, comunicava con il dio, assisteva alla sua epifania partecipando al suo mistero. Questo vaso anomalo era destinato non ad un comune simposiasta, bensì ad un mystes

Gasparri C., ad vocem Dionysos, in Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae, Zurigo-Monaco 1992
Barca_Dioniso

Dioniso e i pirati tirreni – Exekias – 530 a.C. ca. – Monaco, Antikensammlung, proveniente da Vulci

Tra degustazioni commentate e visite selettive ai reperti più importanti per la storia del bere, frammenti di 2500 anni di storia del vino, il visitatore potrà perdersi in un’odissea enoica tra i reperti del museo Eusebio.

Un itinerario di assaggi di tre antiche bevande ci parla della lontana preistoria, della cantina dei Greci, dei Romani e degli antichi abitanti delle colline di Langa, i Liguri Statielli e Bagienni, e, infine, dei sontuosi banchetti tardomedievali e rinascimentali.

Le divagazioni lungo il percorso sfioreranno frammenti della grande storia del vino e della vite e focalizzeranno l’attenzione sui reperti delle collezioni più significativi per la storia del bere: dalla coppa carenata di 3500 anni fa, posta a corredo della particolare sepoltura dell’imponente uomo dell’età del Bronzo, rinvenuto in corso Piave, all’impeciatura resinosa dei vasi vinari dei Liguri, agli sguardi enigmatici delle maschere dionisiache, di Sileno e dei satiri.

  • per scaricare il promemoria dell’evento clicca qui
  • per le prenotazioni (posti limitati) puoi utilizzare il modulo in fondo a questa pagina oppure scrivere un sms al 339 7349949.

A cura dell’archeologo del vino dott. Marco Mozzone, membro del Comitato Giovani della Commissione nazionale italiana per l’UNESCO consulente per il Siti del Politecnico di Torino per le integrazioni al dossier di candidatura Unesco dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, curatore delle sale di archeologia al Wine Museum, castello di Barolo e della mostra per i 150 anni dall’Unità d’Italia al castello di Grinzane Cavour Italia o Enotria: la vigna del Risorgimento.

dott. Marco Mozzone, nella sale delle anfore romane del museo Federico Eusebio di Alba

Marco Mozzone della sale delle anfore romane del museo Federico Eusebio di Alba

QUANDO

8 aprile, turni in partenza alle ore  17.30 e alle ore 21:30.

Per gruppi su prenotazione in qualunque data, contattaci

DURATA

circa un’ora, un’ora e un quarto

DOVE

Museo civico F. Eusebio via Vittorio Emanuele 19, Cortile Maddalena, Alba

BEVANDE

A scandire una visita selettiva delle sale del museo Eusebio saranno proposti assaggi di tre vini antichi, fra i quali l’Ippocrasso di Isabella

Pieter Paul Rubens, I satiri, 1616, Alte Pinakothek, Monaco.

Pieter Paul Rubens, I satiri, 1616, Alte Pinakothek, Monaco.

de’ Medici, l‘Idromele dei Taurini dalla valle di Susa e la Retsina, il tradizionale vino greco resinato con il Pino d’Aleppo.

 INFO E PRENOTAZIONI

0173 292475 (dal martedì al venerdì dalle 15 alle 18)

3397349949 – 3426433395

Le prenotazioni sono graditissime. Per registrarsi compilare il modulo a fondo pagina.

QUOTE:

2012 - 104 pp a colori

2012 – 104 pp a colori

Intero 8,00 a partecipante,

comprendenti il biglietto di ingresso al Museo Federico Eusebio e la possibilità di visita libera fino ad orario di chiusura.

Ridotto 6,00 euro per i possessori della tessera Abbonamento Musei

Per i partecipati la possibilità di acquistare la pubblicazione Italia o Enotria: la vigna del Risorgimento a 6 euro anzichè al prezzo di copertina (12 euro)

Prenotazione - eventi & itinerari

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Tra le “Meraviglie sotterranee” d’Italia – Touring Club 2016

“Il paesaggio, grande scenario totalizzante di ogni emozione di viaggio, è sempre, come sappiamo, il punto di incontro e di equilibrio (nel migliore dei casi) tra la natura e l’opera dell’uomo. Ciò è vero ancor di più per ciò che, in genere, non è raggiunto dalla luce naturale e, pur condizionato dalla situazione ambientale, ci mostra quanto, nel tempo, l’uomo ha costruito e preservato.”

Con queste belle parole il presidente del Touring Club Italiano, Franco Iseppi, introduce il nuovo libro “Meraviglie sotterranee”.

Siamo orgogliosi di poter affermare che, tra le 200 mete sotterranee selezionate nel nostro Paese, a pagina 28, troverete Alba Sotterranea.

Vi compaiono infatti una sintesi del progetto e una descrizione di alcuni dei siti archeologici che, a rotazione, rappresentano l’oggetto delle nostre visite: dalla Città Invisibile al Complesso delle Antiche Mura, da Palazzo Marro allo stupendo mosaico sotto palazzo Govone. Viene anche menzionato il museo civico archeologico e di scienze naturali “Federico Eusebio”, lo scrigno attorno al quale si legano le testimonianze di età romana o medievale nascosti nel ventre della città.

La guida è stata edita dal glorioso Touring Club Italiano al tramonto del 2016. Curata da Elena Bauer e da Giovanni Caprara, si spera possa contribuire a gettare maggiore luce su quel patrimonio di “meraviglie sotterranee” che il nostro territorio spesso custodisce.

E’ tuttora in vendita presso il bookshop del museo civico archeologico e di scienze naturali “Federico Eusebio” di Alba

Il progetto Alba Sotterranea è nato nel 2011. Da allora, tanta strada, non sempre agevole, è stata percorsa. In mezzo a curve, rettilinei e discese, l’entusiasmo dei partecipanti, i complimenti che otteniamo e i riconoscimenti come questo – o come il servizio sul tg1  andato in onda in prima serata il 17 aprile 2015 su Rai 1 – rappresentano per noi uno stimolo che ci spinge a migliorare e a sviluppare ulteriormente le nostre proposte.

Vi ringraziamo…

E vi aspettiamo, ad Alba Sotterranea!

 

La bottega del gioielliere longobardo 10 dicembre 2016

Un prototipo di collana in stile longobardo

Un prototipo di collana in stile longobardo

Sabato 10 dicembre a partire dalle ore 15:30 il Museo civico “F. Eusebio” ospiterà “La bottega del gioielliere longobardo“, un laboratorio creativo di produzione di monili, collane o orecchini in stile longobardo, ispirati cioè a ritrovamenti di gioielli di dame longobarde ritrovate sul territorio della provincia, in particolare la necropoli di Sant’Albano Stura (per approfondire clicca qui).

Il modello, il reperto del corredo della tomba femminile, e il monile prodotto che ne riprende lo stile

Il modello, il reperto del corredo della tomba femminile, e il monile prodotto che ne riprende lo stile

L’attività è  a numero chiuso (massimo 8 -10 partecipanti) per prendervi parte sarà necessaria una prenotazione (obbligatoria e da effettuarsi entro il giorno precedente) e un piccolo contributo di 5 euro a copertura del materiale messo a disposizione per la creazione del proprio monile.

 

 

A seguire, per chi lo desidera, a partire dalle ore 18:00 circa si terrà l’approfondimento “Gioielli e moda tra i Longobardi” e l’evoluzione del gusto per quanto riguarda sia la gioielleria che più in generale il costume nei primi secoli del Medioevo. Il seminario di approfondimento è invece  a ingresso libero, aperto a tutti e non necessita di prenotazione.

L’attività della Bottega prende inizio con una breve visita introduttiva alla sezione di archeologia romana del Museo, con l’osservazione di repertimg_20161123_115508-mini pertinenti all’ambito della “gioielleria” di corredi funerari romani e tardoantichi, e prosegue poi co1470581974462-minn una sintetica presentazione sull’oreficeria e sui monili longobardi, a partire dai ritrovamenti di zona (provenienti dalla Necropoli di Sant’Albano Stura) per arrivare a una visione più ampia sui resti di altri siti italiani.

Segue il  laboratorio manuale di riproduzione di gioielli in stile longobardo che permetterà di cimentarsi concretamente nell’affascinante lavoro artigianale del gioielliere, con la realizzazione da parte dei partecipanti di collane polimateriche e orecchini con pendenti che potranno essere portati a casa. La durata della bottega è di circa due ore. Segue alle 18.00 circa l’approfondimento sulla moda altomedievale, facoltativo per i partecipanti alla bottega ed aperto a chiunque si voglia aggiungere, a ingresso libero e senza prenotazione.img_20160511_233342-min

 

 

Riproduzioni di collane simili a due rinvenute a S. Albano Stura sono in vendita presso il Museo, comprese in un “pacchetto” che include anche il libro “Ornamenta femminili ad Alba e nel Cuneese in età antica“. Un’idea per un regalo di Natale speciale che i partecipanti all’evento potranno acquistare a 18€ anziché 20€. Per ulteriori informazioni sul pacchetto “Ornamenta: Libro & Collana” clicca qui.

 

Per riservare la propria partecipazione  invece alla Bottega del Gioielliere longobardo la prenotazione è obbligatoria ed occorre compilare il seguente modulo.

Prenotazione - eventi & itinerari

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Donne venute da lontano. Gioielli di dame longobarde

Orecchini pendenti, VII sec., Roma, Museo Nazionale dell’Altomedioevo.

Orecchini pendenti, VII sec., Roma, Museo Nazionale dell’Altomedioevo.

Come tutti i popoli cosiddetti “barbari” i Longobardi amavano ostentare i propri gioielli e oggetti di oreficeria in genere. Molteplici erano gli accessori impiegati dal gentil sesso a differenti scopi. Tra i più frequenti vi erano le fibule, in argento dorato o decorate a cloison, portate a coppie: una prima coppia più piccola, a ‘S’, veniva adoperata per chiudere il mantello, mentre una seconda più grande, a staffa, era puntata su nastri che scendevano dalla cintura; a seguito dell’influenza romano-bizantina le fibule a ‘S’ furono sostituite da quelle a disco. Significativo è notare che un esemplare rinvenuto “in zona”, la Fibula a ‘S’ proveniente dalla tomba 479 della necropoli di Sant’Albano Stura, era indossato singolarmente e forse di traverso, come indicherebbero i due pendenti con vaghi di vetro e di bronzo. Questa particolarità può testimoniare l’influenza degli usi mediterranei che impiegavano spille a forma circolare, spesso con pendenti, portati al centro e quindi una fase di passaggio nella “moda” longobarda.

Nel loro precedente stanziamento in Pannonia le donne longobarde non usavano né orecchini, né braccialetti, né anelli (se non quelle di origine germanica o romana), mentre l’uso delle collane di perle era diffuso, ma non in maniera ostentata. Giunte in Italia assunsero aspetti del costume locale e, affascinate dalla moltitudine di gioielli, iniziarono a portare anche orecchini, realizzati secondo le tecniche della metallurgia longobarda, e bracciali, alla maniera delle collane che, per lo stesso motivo, divennero molto più frequenti.

Collane, fine VI-inizio VII sec., Torino, Museo di Antichità.

Collane, fine VI-inizio VII sec., Torino, Museo di Antichità.

Fibule a S, fine VI sec., Cividale, Museo Archeologico Nazionale.

Fibule a ‘S’, fine VI sec., Cividale, Museo Archeologico Nazionale.

 

 

 

 

 

 

Peculiarità delle collane era la “polimatericità”: i vaghi che le costituivano potevano

Collana, VII sec., Roma, Museo Nazionale dell’Altomedioevo.

Collana, VII sec., Roma, Museo Nazionale dell’Altomedioevo.

essere in pasta di vetro, cristallo, ambra, corallo, di perle, di ametiste e altre pietre dure; potevano poi essere arricchite con pendagli d’oro, d’argento o di bronzo e a volte persino vecchie monetine romane forate.

 

Nella stessa tomba di Sant’Albano Stura prima citata è stata ritrovata anche una collana con grani di pasta vitrea opacizzata e colorata in verde, giallo, bianco e rosso, mentre una collana di dimensioni minori – che si presume essere di una bambina, forse la figlia – è stata rinvenuta in una tomba vicina.

La pasta di vetro era il materiale primario nei monili ed era apprezzato perché conferiva un’accentuata policromia, caratteristica fondamentale e costante della gioielleria longobarda che si ritrova anche nelle spille o negli orecchini grazie alla presenza di gemme diverse dai colori molteplici.

Collana, fine VI sec., Cividale, Museo Archeologico Nazionale.

Collana, fine VI sec., Cividale, Museo Archeologico Nazionale.

 

 

 

 

 

 

 

Tratto da “Donne venute da lontano. Monili femminili dalla necropoli longobarda di S. Albano Stura“, Caterina Giostra, in “Ornamenta femminili ad Alba e nel Cuneese in età antica“, a cura di Maria Cristina Preacco e Luisa Albanese, 2011. (Per informazioni sul libro clicca qui).