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ERA GALLIZIO. Pinot Gallizio e la scoperta della preistoria: reperti, opere, collezionismo

Era Gallizio. Pinot Gallizio e la scoperta della preistoria: reperti, opere, collezionismo

a cura di Maria Teresa Roberto

12 aprile – 12 ottobre 2025

Museo civico archeologico e di scienze naturali Federico Eusebio, Alba

Inaugurazione sabato 12 aprile 2025 ore 17.30

Alle ore 10,30 ingresso riservato ai giornalisti

 

Dal 12 aprile al 12 ottobre 2025 il Museo civico Federico Eusebio di Alba accoglie il progetto espositivo Era Gallizio. Pinot Gallizio e la scoperta della preistoria: reperti, opere, collezionismo.

Collegandosi alle manifestazioni che in varie sedi sono state dedicate al sessantesimo anniversario della morte di Pinot Gallizio (Alba, 1902–1964), la Città di Alba ha realizzato la mostra in collaborazione con l’Archivio Gallizio di Torino e il Centro Studi Beppe Fenoglio e con il supporto della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, nell’ambito del progetto Esterno GAM.

La locandina del progetto espositivo

Si tratta di un focus espositivo inedito, dedicato all’interesse dell’artista nei confronti dell’archeologia e della preistoria. Curata da Maria Teresa Roberto, curatrice del Catalogo generale delle opere di Gallizio, la mostra è allestita negli spazi del Museo civico Federico Eusebio, che conserva i molti reperti da lui donati, frutto delle ricerche condotte tra il 1943 e il 1949 nei siti esplorati mezzo secolo prima dal mineralogista e paleontologo Giovanni Battista Traverso (Genova, 1843 – Alba, 1914). Testi d’epoca, fotografie e manoscritti inediti, tra cui un registro sul quale Gallizio prendeva nota degli esiti delle sue indagini, raccontano la storia di quei ritrovamenti, che hanno avuto il merito di risvegliare l’interesse per la stazione neolitica di Alba e di aprire la via a successivi cicli di scavi.

Una serie di interventi grafici, concepiti come parte integrante dell’allestimento, accompagna il visitatore lungo il percorso espositivo, evidenziando sia la presenza nella collezione permanente dei reperti donati da Gallizio, sia l’inserimento delle sue opere nelle sale. L’identità visiva della mostra si integra quindi nel museo stesso, allo scopo di far dialogare il patrimonio storico e le opere contemporanee.

A metà anni Cinquanta, l’incontro con l’artista danese Asger Jorn (Vejrum, 1914 – Aarhus, 1973), anch’egli appassionato di etnografia e archeologia e protagonista delle attività del gruppo CoBrA come di quelle del Movimento per una Bauhaus immaginista, impresse una nuova direzione alle riflessioni di Gallizio sulla preistoria, indagata da quel momento come punto di origine della creazione artistica. Gallizio lo dichiarava a Carla Lonzi nel documentario RAI del 1963 L’uomo di Alba, proiettato in mostra accanto a L’ansa dei pesci dolci, uno dei dipinti presenti alle sue spalle nel documentario.

Il confronto con temi iconografici arcaici caratterizza la grande testa in arenaria del 1957, qui esposta per la prima volta, alcuni monotipi e molte pagine del Diario emozionale, esem

Capo vichingo

pio unico di dipinto in forma di libro in cui Gallizio sperimentò, tra il 1956 e il 1960, tutte le possibilità espressive della pittura.

Nel 1956 Gallizio e Jorn organizzarono ad Alba insieme a Piero Simondo ed Elena Verrone il 1° Congresso mondiale degli Artisti liberi. In quell’occasione lo studio di Gallizio – divenuto «Laboratorio sperimentale del Movimento internazionale per una Bauhaus immaginista» – fu luogo di incontro e di sperimentazione per gli artisti convenuti ad Alba. Le ricerche condotte presso l’Archivio Gallizio hanno permesso di comprendere che Teste, il dipinto di Asger Jorn appartenente alle collezioni della GAM di Torino che arricchisce il percorso della mostra, fu realizzato dall’artista danese durante il congresso nel Laboratorio sperimentale di Alba, nel settembre del 1956.

L’amicizia con Jorn portò Gallizio a confrontarsi anche con simbologie e archetipi visivi nordeuropei, un tema approfondito nel 1961 durante un soggiorno in Danimarca di cui resta traccia nel quadro Capo vichingo, realizzato a Copenaghen e mai esposto prima d’ora in Italia.

Il lichene spregiudicato, una tela del 1961 di proprietà del Comune di Alba, aggiunge un riferimento alle competenze naturalistiche di Gallizio, che dedicò le sue ricerche anche alla botanica e a quella che egli definiva «chimica vegetale».

L’Anticamera

In omaggio alla molteplicità di queste passioni, il percorso si conclude con l’Anticamera della morte, realizzata da Gallizio nel suo studio negli ultimi mesi del 1963, e oggi di proprietà del Comune di Alba. Contenitori e scaffali di forme e dimensioni diverse accolgono un insieme eterogeneo di oggetti, strumenti e reperti connessi ai suoi interessi professionali e amatoriali nel campo della chimica, dell’erboristeria, dell’archeologia, dell’etnografia, della pittura. L’artista ricoprì l’insieme dei mobili e degli oggetti di pigmenti nero fumo, con una scelta monocromatica che caratterizzava anche la contemporanea produzione dei Neri, uno dei quali presente in mostra.

Completata pochi mesi prima della sua improvvisa scomparsa, avvenuta nel febbraio del 1964, l’Anticamera assume qui il valore di un museo nel museo, di una Wunderkammer che conserva una collezione di oggetti dalla forte valenza autobiografica, esempio precoce delle pratiche dell’assemblage e dell’installazione.

 

L’esposizione è stata resa possibile grazie al prezioso contributo di Fondazione CRC, Banca d’Alba, Mollo Noleggi e grazie al supporto di Fondazione Ferrero che da oltre venticinque anni promuove e collabora ad iniziative culturali ad ampio spettro per valorizzare Pinot Gallizio.

DOVE E QUANDO

Museo civico “Federico Eusebio”

via Vittorio Emanuele II, 19 – Alba, interno del Cortile della Maddalena.

Orari di apertura del Museo

dal martedì al venerdì: 15 – 18 / sabato, domenica e festivi: 10 – 13 e 15 – 19

 

L’ingresso alla mostra è incluso nel biglietto del Museo

 

Maria Teresa Roberto ha insegnato Storia dell’arte contemporanea all’Accademia Albertina e all’Università di Torino. È autrice di volumi sulla scultura monumentale di Arturo Martini, sull’opera pittorica e sugli scritti di Pinot Gallizio, sull’attività performativa di Michelangelo Pistoletto, sulla storia delle gallerie Sperone e Notizie. Ha curato, tra le altre, le mostre Apollinaire e l’invenzione “surréaliste”. Il poeta e i suoi amici nella Parigi delle avanguardie, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino 2018; Surprise!!! – Aldo Mondino. A 160 cm da terra; Jim Dine@Sperone 1965 – 1973; Gianni Piacentino. Modellini sculture 1969; Giorgio Ciam. Gli uomini neri; DDP 1968. Alighiero Boetti, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino 2015; Surprise!! – Pinot Gallizio. Ultime notizie; Plinio Martelli. Opere prime; Piero Fogliati. Suono e luce per La città fantastica; Gianni Colosimo. Il grande sonno della trapezista, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino 2014; Surprise! –  Ugo Nespolo. Gli anni dell’avanguardia; Pietro Gallina. Ombre, profili, impronte; Fluxus alla GAM. 26 aprile 1967; Michela Pachner, “… una scultura chiamata casa”; Max Pellegrini. Ritratti femminili 1966-7, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino 2012-2013; Pinot Gallizio. ‘La Gibigianna’, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino 2007; Luigi Spazzapan tra figura e astrazione (con M. Bandini), Filatoio, Caraglio 2004; Luci in Galleria. Da Warhol al 2000. Gian Enzo Sperone 35 anni di mostre fra Europa e America hausarzt-roethenbach.de (con A. Minola, M. C.  Mundici, F. Poli), Palazzo Cavour, Torino 2000; Alighiero Boetti 1965-1994 (con J.-Ch. Ammann e A.-M. Sauzeau), GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino 1996 – Musée d’Art Moderne, Villeneuve-d’-Ascq 1997 – Museum Moderner Kunst, Vienna 1997.

Frane e alluvioni. Come imparare a conoscerle e a conviverci. Per il 25^ anniversario dell’alluvione del 1994.

Gli stabilimenti della Ferrero duramente colpitaLa grande alluvione che ha colpito Alba il 5 e 6 novembre 1994 è stata la più tragica tra quelle recenti ma non l’unica: tra le altre, l’ultima del 25 novembre 2016, che non ha fortunatamente fatto vittime e danni considerevoli, grazie alle migliorie del sistema degli argini, o quella del 4 settembre 1948, di nuovo funesta e foriera di lutti e disgrazie in una città già alle prese con le macerie dell’immediato dopoguerra.

In Italia e nel mondo, molto spesso si leggono e sentono fiumi di parole su giornali, social o televisioni che hanno a che fare col dissesto idrogeologico, sulle sue cause ma soprattutto sulle sue conseguenze, come ben sa la comunità albese. A 25 anni dalla terribile alluvione, abbiamo deciso di attivare questo corso per saperne di più sull’argomento e per riflettere sui corretti comportamenti da mantenere.

Tale proposta didattica nasce dall’idea di promuovere e diffondere sul territorio una maggiore consapevolezza sui rischi a cui si è esposti, e promuovere comportamenti corretti volti a mitigare i pericoli a cui ci si espone in concomitanza di eventi calamitosi, la cui intensità e ripetibilità stanno costantemente aumentando.

Il geologo Matteo Calorio, docente del corso.

DOCENTE

A condurre il corso sarà il geologo Matteo Calorio, dottore in Scienze geologiche applicate presso l’Università degli studi di Torino, con comprovata esperienza nell’ambito della geologia strutturale e della geomorfologia.

Dopo aver maturato esperienza nell’ambito estrattivo presso il Centro di Geotecnologie dell’Università di Siena, attualmente lavora come geologo alla realizzazione del tunnel esplorativo per la linea TAV Torino-Lione sul versante francese. Oltre ad essere socio di Ambiente & Cultura è protagonista di molte iniziative dell’associazione, legate alle scienze naturali.

L’attività è prevista in occasione del 25^anniversario della grande alluvione del 1994 e si svolge in parallelo e sinergia  con le iniziative dell’associazione albese Proteggere insieme onlus, in particolare con l’evento Io non rischio.

Proteggere insieme è nata nel 1995 per dare seguito all’eccezionale azione dei volontari che risposero all’appello nel 1994 e dal 2015 iscritta nell’Elenco Centrale delle Organizzazioni nazionali di Protezione Civile, con la specifica nella tutela e nella salvaguardia dei beni culturali (Decreto del 25 giugno 2015); da allora guida numerose sezioni affiliate su tutto il territorio nazionale e notevole è stato il suo impiego in seguito alla serie di terremoti che hanno flagellato il Centro Italia in questi ultimi anni.

Di seguito, tutte le informazioni utili e in fondo alla pagina il modulo per la prenotazione (obbligatoria entro martedì 5 novembre).

 

QUANDO

Giovedì 7 e venerdì 8 novembre, dalle ore 20.00 alle ore 22.00.

E’ prevista almeno un’escursione, domenica 10 novembre, nel territorio di Langhe e Roero (ulteriori dettagli saranno forniti a lezione).

Le iscrizioni sono obbligatorie entro martedì 5 novembre (per la prenotazione utilizza il modulo in fondo a questa pagina).

DOVE

CARTOLINA PROMEMORIA

Per scaricare il flyer promemoria del corso in formato A6 con tutte le info clicca qui: frane e alluvioni-compresso

DESTINATARI

Non è un corso riservato ad esperti e specialisti: è un corso che intende rivolgersi a tutti coloro che fossero interessati a saperne di più su questo tema molto spinoso.

METODOLOGIE E MATERIALI

Alla fine di ogni lezione verrà messa a disposizione la presentazione in formato pdf e verrà distribuita una guida per l’escursione.

IL PROGRAMMA

La prima lezione verterà sui concetti base di rischio, alluvione e frane. Durante la lezione ci concentreremo in particolare sulla classificazione delle frane, i fattori predisponenti, il monitoraggio e la prevenzione dei fenomeni gravitativi.

La seconda lezione sarà dedicata all’analisi di casi pratici, richiamando i principali eventi alluvionali della nostra regione, le azioni di pianificazione  e le buone pratiche per affrontare le emergenze.

L’escursione sarà l’occasione per mettere a frutto i contenuti presentati durante le lezioni teoriche, andando a vedere dal vivo diverse tipologie di frane.

COSTI E CONDIZIONI

  • Il costo intero del corso è 50 euro comprensivo di tessera associativa.
  • Per i tesserati Ambiente & Cultura e per chi partecipa a un altro corso  è  40 euro.
  • Il prezzo ridotto è 25 euro per i volontari di Proteggere insieme e per ragazzi dai 14 ai 18 anni accompagnati da un adulto partecipante, l’età minima per partecipare è 14 anni.
  • Il costo del corso seguito a distanza è 35 euro (vengono fornite le presentazioni PowerPoint e inviate le registrazioni audio delle lezioni).

 

PRENOTAZIONI (OBBLIGATORIE)

Da effettuarsi entro martedì 5 novembre. Numero di partecipanti minimo 9, massimo 18.

Per info 333.4459098 (Matteo Calorio)

10-08-2019. San Lorenzo. Alba Sotterranea e il Gioco della Città per la festa patronale

L’appuntamento è per  sabato 10 agosto con celebrazioni solenni, iniziative culturali, visite guidate, intrattenimento e osservazioni astronomiche che la città di Alba dedica al suo patrono, San Lorenzo Martire.

La cattedrale di San Lorenzo

ALBA SOTTERRANEA, IL GIOCO DELLA CITTA’ E IL CAMPANILE DELLA CHIESA DI SAN GIUSEPPE

Per l’occasione Alba Sotterranea ha previsto una data speciale di visita con turni alle 10.30, 11.30, 15.00 , 17.00 e 19.00. La visita delle ore 15.30 sarà in lingua inglese. Per le prenotazioni (obbligatorie) clicca qui.

Gli itinerari di visita comprendono, a seconda degli orari e delle disponibilità delle singole sedi, le tappe del percorso sotterraneo della Cattedrale di San Lorenzo, di Palazzo Banca D’Alba, della Città Invisibile (sotto l’ufficio turistico) e della chiesa di San Giuseppe.

La chiesa di San Giuseppe sarà aperta dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.30; per tutta la durata dell’apertura sarà possibile salire sul campanile della chiesa (biglietto 1 euro, gratuito under 10).

In occasione della festa patronale, sarà anche inoltre possibile sperimentare per chi è interessato il Gioco della Città: alle ore 10.30 sarà possibile partecipare alla Chiesa dei Giochi, mentre nel resto della giornata sarà possibile dare la Caccia all’indizio per le vie della città.

CELEBRAZIONI IN CATTEDRALE

Il momento più intenso e spirituale della giornata sarà la Celebrazione solenne in onore del Santo, alle ore 10.30 in Cattedrale, presieduta dal Vescovo Mons. Marco Brunetti, alla presenza dei Sacerdoti della Diocesi e dei Diaconi.

Parteciperanno i rappresentanti dei nove Borghi in costume storico, le associazioni di volontariato cittadine, il Sindaco di Alba, le autorità civili e militari.

La Messa sarà preceduta dalla Processione intorno alla Cattedrale con le Sacre Reliquie di San Lorenzo, martire e diacono, patrono della Città di Alba, della Diocesi e patrono dei diaconi, dei cuochi e dei pompieri.

Durante le celebrazioni verranno utilizzati i paramenti liturgici settecenteschi, rossi e oro, fatti confezionare dal Cardinal Virginio Natta per la festività del Patrono.

SBANDIERATORI E SFILATA STORICA

Dalle ore 18.30 in piazza Michele Ferrero, gli Sbandieratori e Musici Borgo di San Lorenzo e gli Sbandieratori Città di Alba si esibiranno con le loro bandiere. Seguirà la sfilata per il centro storico con il gran finale in piazza Risorgimento.

 

OSSERVAZIONI ASTRONOMICHE AL CORTILE DELLA MADDALENA CON GLI ASTROFILI MONFERRINI

In occasione delle celebrazioni del cinquantenario della prima impronta dell’uomo sulla Luna ed in concomitanza con lo sciame meteorico delle Perseidi, le famose lacrime di San Lorenzo, il GAM Gruppo Astrofili Monferrini organizza la ormai tradizionale serata di osservazione al telescopio. Dalle ore 21.00 alle ore 23.00, spenta l’illuminazione all’interno del cortile della Maddalena, verranno mostrati i più luminosi oggetti del cielo, con un occhio di riguardo per il nostro satellite naturale. Saranno allestite non meno di tre postazioni di osservazione in grado di mostrare al pubblico la luna crescente con le sue montagne, i suoi crateri ed i luoghi che hanno visto le missioni Apollo segnare una pietra miliare della storia umana.

In sala Vittorio Riolfo per tutta la serata saranno inoltre proiettati eccezionali documenti riguardanti l’origine e l’evoluzione della nostra luna sino all’arrivo dell’uomo.

ASTRI, MITI E LEGGENDE AL MUSEO CIVICO “F. EUSEBIO”

“Astri, miti e leggende…” è una visita guidata gratuita alla sezione di archeologia del Museo civico “Federico Eusebio”, che partirà alle ore 21.00 e alle ore 22.00. Gli dei pagani e i loro sacerdoti saranno i protagonisti della notte di San Lorenzo, tra costellazioni e profezie, mito e realtà… per arrivare ai giorni nostri, alla cultura del nostro territorio e ai suoi debiti con il passato.

SALITA SUL CAMPANILE DELLA CATTEDRALE E VISITA AL MUSEO DIOCESANO

Il Museo Diocesano di Alba propone una particolare serata di apertura del campanile della Cattedrale di San Lorenzo, con turni di visita alle: 20.00, 21.00 e 22.00, per ammirare da 45 metri di altezza la città illuminata e scoprire l’originale “doppia” struttura campanaria.

Il campanile romanico della Cattedrale di Alba è uno dei monumenti più rappresentativi della città e ne caratterizza lo skyline del centro insieme alle torri medievali.

Ingresso da piazza Rossetti. Visita guidata al campanile: 5,00 Euro adulti; 3,00 Euro dai 6 ai 16 anni e gratuito under 6 anni. I posti sono limitati, è consigliata la prenotazione.

MOVIDA Y COMIDA A SAN LORENZO

Appuntamento speciale per la notte di San Lorenzo con la rassegna di aperitivi musicali nei locali del centro storico di Alba nell’orario compreso tra le 19.30 e le 23.30.

Aderiscono alla festa: 100 Vini, il Mondo del Caffè, Bar Savona, Roberto Sarotto punto vendita Alba di piazza Michele Ferrero con Dj Paolino; Hemingway Cocktail Restaurant di piazza Falcone con Live Music; Vincafè di via Vittorio Emanuele II con Live Music; Insolito Caffè di piazza Pertinace con Live Music Freebirds; Ape Wine Bar di piazza Risorgimento con Dj Bea Ritorno al Vinile; Hasu Japanese Restaurant di via Cavour con Dj Set.

CENTRO STUDI “BEPPE FENOGLIO”

Il Centro Studi di Letteratura, Storia, Arte e Cultura “Beppe Fenoglio” onlus aprirà le sue sedi espositive dalle 14.30 alle 18.30.

MERCATO DEL SABATO

Il tradizionale mercato del sabato nel centro storico di Alba ed il Mercato della Terra in piazza Pertinace si svolgeranno regolarmente.

Il 10 agosto gli uffici comunali resteranno chiusi al pubblico.

Per Vinum sette giornate straordinarie di visita ad Alba Sotterranea: 25, 26, 27 e 28 aprile, 1, 4 e 5 maggio 2019

Giovedì 25 aprile, venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 aprile e inoltre mercoledì 1 maggio, sabato 4 e domenica 5 maggio 2019: sono ben sette le giornate straordinarie di visita ad Alba Sotterranea in occasione di Vinum-2019, la Fiera Nazionale dei vini di Langhe, Roero e Monferrato, che trasformerà la città nella più grande enoteca a cielo aperto d’Italia.

Le visite di Alba Sotterranea in queste date speciali saranno sia al mattino che al pomeriggio, con turni in partenza a un’ora di distanza. Per informazioni generali sul tour e sul progetto Alba Sotterranea clicca qui.

Gli itinerari di visita cambiano di data in data e ogni itinerario comprende tre tappe tra le 32 del percorso archeologico monumentale cittadino e si conclude presso il Museo Eusebio, che ospita i fossili della Balenottera di Alba (di circa 8 milioni di anni fa, imponente testimonianza del mare che un tempo si estendeva dove ora si allungano le colline di Langhe e Roero) e del Mastodonte di Verduno (antenato dell’odierno elefante di 5,5 milioni di anni fa, parzialmente distrutto nell’estate del 2012 da scavi non autorizzati e restaurato nel 2014 con l’attivo di bilancio del progetto Alba Sotterranea anno 2013).

Non solo: in omaggio per i partecipanti l’archeomappa e l’ingresso libero al museo Eusebio, tappa conclusiva dei tour, una pubblicazione sul territorio e il biglietto ridotto (0,50 €) per salire sul campanile della chiesa di San Giuseppe, punto panoramico della città.

La prenotazione è obbligatoria entro il giorno precedente, clicca qui e scegli la data di tuo interesse.

Il passato è sotto ai tuoi piedi!

Per Pasqua tre giornate straordinarie di visita ad Alba Sotterranea: 20, 21 e 22 aprile 2019

Sabato Santo 20 aprile, Pasqua 21 aprile e Pasquetta 22 aprile 2019: tre giornate straordinarie di visita ad Alba Sotterranea, con visite sia al mattino che al pomeriggio con turni in partenza a un’ora di distanza. Per informazioni generali sul tour e sul progetto Alba Sotterranea clicca qui.

Gli itinerari di visita cambiano di data in data e ogni itinerario comprende tre tappe tra le 32 del percorso archeologico monumentale cittadino e si conclude presso il Museo Eusebio, che ospita i fossili della Balenottera di Alba (di circa 8 milioni di anni fa, imponente testimonianza del mare che un tempo si estendeva dove ora si allungano le colline di Langhe e Roero) e del Mastodonte di Verduno (antenato dell’odierno elefante di 5,5 milioni di anni fa, parzialmente distrutto nell’estate del 2012 da scavi non autorizzati e restaurato nel 2014 con l’attivo di bilancio del progetto Alba Sotterranea anno 2013).

Non solo: in omaggio per i partecipanti l’archeomappa e l’ingresso libero al museo Eusebio, tappa conclusiva dei tour, una pubblicazione sul territorio e il biglietto ridotto (0,50 €) per salire sul campanile della chiesa di San Giuseppe, punto panoramico della città.

La prenotazione è obbligatoria entro il giorno precedente, clicca qui e scegli la data di tuo interesse.

Il passato è sotto ai tuoi piedi!

Alba Sotterranea & la mostra “Dal nulla al sogno”: Dada e Surrealismo alla Fondazione Ferrero

Dal 27 ottobre 2018 al 25 febbraio 2019, gli spazi espositivi della Fondazione Ferrero di Alba ospiteranno la grande mostra “Dal nulla al sogno. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen”,  dedicata alle due avanguardie storiche.  Per l’occasione si moltiplicano le occasioni di visita ad Alba Sotterranea…

«Paesaggio con fanciulla che salta la corda», un’opera dipinta nel 1936 dall’artista spagnolo Salvador Dalí (1904-1989).

La mostra, organizzata dalla Fondazione FerreroLa sede della Fondazione Ferrero ad Alba. Nonostante il permanere del difficile contesto internazionale, il rallentamento nei consumi alimentari in alcuni mercati europei e l?aumento dei prezzi delle principali materie prime, l?industria piemontese ha chiuso il 2012 con un aumento delle vendite dell?8%, 10 luglio 2013. ANSA/UFFICIO STAMPA GRUPPO FERRERO +++NO SALE - EDITORIAL USE ONLY+++ vedrà esposti le grandi opere e una serie di documenti di più artisti, dada e surrealisti.

Sono molti i capolavori – dalla finora limitatissima circolazione – che varcano le frontiere per ritrovarsi nella nuova mostra “Dal nulla al sogno. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen”, curata da Marco Vallora, a dialogare tra loro, in sintonia o contrappunto.

Il visitatore della mostra potrà scoprire, nell’arco della stessa giornata, anche il passato della città attraverso le sue radici archeologiche sotterranee, partecipando alle visite guidate dagli archeologi professionisti di Alba Sotterranea, che per l’occasione moltiplica le sue date di calendario (tutte le domeniche fino al 25 febbraio, oltre ogni terzo sabato mattina del mese – clicca qui per visualizzare l’elenco completo -; per gruppi, scolaresche o visite private su prenotazione in qualunque data). Si tratta infatti dell’ideale completamento della visita alla città: dalle avanguardie artistiche novecentesche ai resti della città sepolta medievale e romana.

Ecco quanto recita il comunicato stampa della Fondazione Ferrero:

La mostra “Dal nulla al sogno. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen”, immaginata da Marco Vallora secondo una logica espositiva che riflette le suggestioni surrealiste, nel modo di presentare le opere e di concepire un’arte non più soltanto museale e assopita, si svolgerà alla Fondazione Ferrero di Alba, dal 27 ottobre 2018 al 25 febbraio 2019.

Impressioni d’Africa – Salvador Dalì

In una decina di sezioni, dai titoli avvincenti, come Il grado zero dell’arte Dada; Il Sogno, Eros, amour fou, trasgressione erotica; L’inconscio, il doppio, il perturbante; Arte e natura, la reinvenzione dell’uomo; Sade, Freud, Marx, muse inquietanti del vivere surreale; Esiste un’architettura surrealista? e così via… s’inseguono, in una sorta di corridoio-fantasma dell’immaginario fantastico d’avanguardia, opere di grandissimo livello ed impatto. Alcune anche ben riconoscibili, perché son diventate copertine di volumi, che abbiamo tutti cari, nelle nostre librerie (di Man Ray, Magritte, Dalí, Max Ernst, ecc.). I lavori dialogano tra loro, in sintonia o contrappunto, e seguono una progressione prevalentemente tematica con attenzione alla diacronia degli eventi. Rispecchiando alcune problematiche e alcuni temi che concorrono a distinguere la poetica nichilista del Dadaismo da quella più propositiva del Surrealismo: il caso, il brutto estetico, il sogno, l’inconscio, il rapporto con l’antico, il legame tra arte e ideologia.

Per chi ama davvero l’arte e predilige le sorprese raffinate, il promettente e ben conosciuto museo olandese Boijmans Van Beuningen di Rotterdam è una vera perla di museo collezionistico che espone vetri preziosi e pezzi rari di design, disegni antichi Dürer stampe di Goya, e prototipi di moda; rare opere italiane, gotiche, rinascimentali, settecentesche, da Beato Angelico a Jacopo del Sellaio, da Butinone a Francia, da Veronese e Tiziano, a Guardi e Piranesi. Ma anche, ovviamente, maestri fiamminghi, del valore di Van Eyck o Rembrandt, Bosch e Brueghel, Rubens e Van Dyck, la scuola dell’Aja, con Van Gogh e Toorop, e poi francesi, da Fragonard e Boucher a Monet, Degas, Cézanne, e ancora Picasso, Mondrian e Rothko, senza contare i contemporanei, da Nauman a Cattelan.

Assai importante la collezione di artisti dell’area delle avanguardie storiche, non soltanto cubisti e costruttivisti olandesi, ma soprattutto dadaisti e surrealisti, molti provenienti dalla selettiva collezione di Edward James (1907-1984), stravagante mecenate-collezionista, poeta e viaggiatore, che si divise tra la passione di Magritte e Dalí, diventando di quest’ultimo eccentrico mercante. Ad Alba vedremo La reproduction interdite (1937), suo celebre ritratto sdoppiato allo specchio, firmato da René Magritte, che si augurava potesse diventare suo mercante cosmopolita.

Sono molti, dunque, i capolavori che, avendo avuto finora una circolazione limitatissima, varcano oggi le frontiere e si danno appuntamento alla Fondazione Ferrero. Come spiega il curatore Marco Vallora: «In un meditato e articolato percorso, la Fondazione propone, per il suo biennale appuntamento con la grande arte, ad ottobre, una nuova mostra di ambito internazionale, originale e diversa dalle precedenti. Perché coinvolgerà libri, poesie, riviste, pamphlets di furente polemica reciproca, spezzoni di film, frammenti di musica, legati tutti ai due movimenti, lettere e manifesti, affiancati a tele e sculture innovative e spesso di rottura, di grande suggestione e rilevanza storica».

A differenza delle precedenti rassegne della Fondazione Ferrero, con capolavori di grande fascino spettacolare ma d’impianto monografico (di Casorati, Carrà, Morandi e Balla), questa mostra non si avvale soltanto di opere scenografiche come il trittico di grandi dimensioni (Paesaggio con fanciulla che salta la corda, 1936), o la bocca-divano di Mae West (conosciuta anche in repliche di design, ma qui presente in un singolare originale vintage d’epoca) di Salvador Dalí, o ancora le inquietanti ma suggestive tele misteriose di Magritte, ma anche di documenti rarissimi, provenienti dai caveaux insondati della biblioteca del Museo.

Divano-labbra di Mae West, Salvador Dalì

Per accompagnare il percorso della mostra, con discrezione, eppure con una forza dirompente, utile a spiegare alcuni esiti estetici dei vari movimenti e dei sotto-gruppi, sottilmente in conflitto tra loro. Breton come è noto, è stato l’ inflessibile Pontefice autoritario del movimento surrealista, che a varie epoche, ha scomunicato i suoi pupilli e colleghi, da De Chirico a Cocteau, da Bataille ad Aragon, da Dalí a Queneau. Molti dei documenti provengono dalla sua stessa biblioteca, andata clamorosamente all’asta qualche anno fa. Talvolta ancora con le buste di invio, dediche o sottolineature d’autore. Fotografie, dunque, calendari, cartoline, volumi illustrati, riviste storiche con copertine di grande impatto grafico, firmate da artisti come Duchamp, Masson, Picasso, Ernst, ad esempio per l’originalissima rivista «Minotaure». A cui collaborano anche, con testi anticipatori e profetici, pensatori come Bataille, Lacan, l’etnologo e critico d’arte Michel Leiris, lo studioso dell’immaginario e del sogno Roger Caillois, politici come Naville, storici del cinema come Sadoul. In questo contesto, uno degli elementi più spettacolari in mostra sarà infatti la presenza di spezzoni o fotogrammi di film sperimentali ed anticipatori, di firme come Desnos, Dulac, Buñuel, René Clair, Eggeling, Richter. Senza dimenticare il fatto che Dalí realizzò delle sequenze esplicitamente richiestegli da Alfred Hitchcock e da Walt Disney.
Il titolo, che mette in gioco la parola-shock del “Nulla”, in realtà deve non solo stupire e intrigare, ma anche rispettare una delle convinzioni più radicali del Dadaismo. Che non soltanto punta tutto sul Caso e sul rifiuto dell’artista onnipotente e padrone della propria opera, ma si assoggetta alle leggi dell’azzardo e del gioco, e vuole in particolare perorare la causa della negazione dell’arte, il rifiuto del Bello museale, con i ready-made, il diniego dell’arte decorativa e rassicurante. L’opera d’arte, che quasi non è più opera e non è più nemmeno artistica, deve proporre inquietudini, malesseri e soprattutto interrogativi.

Dopo un tunnel introduttivo che accoglie e protegge i visitatori all’entrata (e che deve simulare una sorta di viaggio dentro il corpo umano e i meandri dell’inconscio, ma essere anche, non soltanto per i bambini, un treno-fantasma, in uno di quei luna park così cari agli artisti d’avanguardia, con luci, pubblicità, affiches, graffiti e fotografie di ricercati dalla giustizia, opera di Duchamp), ecco le opere dadaiste, che aprono la mostra. Sono quelle di Man Ray, fotografo alla moda e di moda, che spesso collabora a due mani con Duchamp. Collages astratti di Schwitters e sculture di Arp, oppure teleri bislacchi e provocatori del dandy spagnolo pariginizzato Picabia. Tele dai titoli spiazzanti come Vieni con me laggiù, Egoismo o Radio concerts. Che non sono belle in sé o ruffiane, come altre opere classiche e persino delle avanguardie, ma son giochi sfrontati con l’immaginario, esercizi di non-pittura e di anti-arte, e quindi in questo senso non vanno spiegate, ma vanno inquadrate in un contesto di rifiuto, sovversione e anarchia. Perché non si può dimenticare che Dadaismo e Surrealismo, pur diversi nei loro assunti, hanno matrici e influenze comuni, che vanno dalle idee politiche di Sade e Marx, a poeti come Rimbaud, Mallarmé, Poe, e il folle antagonista di Proust, Raymond Roussel, dandy, omosessuale, drogato anche di medicine, che muore, forse suicida, a Palermo, come evocato da un bel racconto-indagine di Leonardo Sciascia. Convinto di poter diventare famoso almeno quanto Verne, scrivendo folli pièces teatrali in rime arzigogolatissime, e romanzi-rebus, dalle chiavi cifrate, amatissimo da Perec e dal Nouveau Roman, da Duchamp e Giulio Paolini.

In mostra disegni preparatori e una tela spettacolare di Dalí, ispirata al libro di Roussel Nuove impressioni d’Africa. Altra opera assai significativa è invece il ritratto immaginario di Lautréamont di Man Ray. Immaginario, perché l’autore ottocentesco degli Chants de Maldoror, illustrati sia da Dalí che da Magritte, è un personaggio misterioso, che non si sa se sia nato a Montevideo, con il nome nobiliare di Isidore Ducasse, se sia realmente esistito, se non si tratti di un autore più celebre, sotto mentite spoglie. Infatti, sotto un mollettone da stiro (impacchettato come se fosse già un’opera di Christo), telone da inaugurazione di monumento, che non permette di capire quale personaggio sia omaggiato al di sotto, Man Ray ha occultato in realtà una macchina da cucire Singer (forse in onore a Winnaretta Singer, grande mecenate del movimento e dei film in mostra). Certo in ossequio a una ormai celebre affermazione di Lautréamont: «Bello come l’incontro fortuito di una macchina da cucire e un ombrello, su un tavolo da dissezione». Mentre di Marcel Duchamp, grazie ai prestiti del Boijmans, c’è la possibilità assai rara di poter esporre insieme tre diverse Boîtes (La boîte verte, La boîte-en-valise, À l’infinitif) in cui a partire dagli anni Trenta Duchamp, che ha smesso di fare l’artista, ed è apparentemente diventato soltanto scacchista, rinchiude scandalosamente tutta la propria opera omnia, con l’intenzione polemica e sarcastica di distruggere l’idea dell’artista genio, sostituendo alla sede pomposa del Museo una semplice valigetta, pronta a seguire il suo nomadismo costituzionale e la sua caustica ironia corrosiva.

Nella sezione della mostra che si riferisce al Sogno c’è una sorta di ripartenza, dopo l’azzeramento e il rifiuto radicale dell’arte da parte dei dadaisti. Per questo la parola Sogno (che soprattutto con Dalí diventa anche incubo, privato e storico, dal momento che l’artista spagnolo, a differenza di Picasso e degli altri personaggi legati al partito e all’ideologia comunista, è assai compromesso con la dittatura franchista) significa libertà, levità aerea, ma anche introspezione e penetrazione nell’inconscio. Tutto questo si riflette nei quadri subacquei di Tanguy, nelle invenzioni visionarie di Brauner, nelle bambole sadomasochiste di Bellmer, nelle fotografie di Claude Cahun, nelle scatole delle ombre d’un poeta-artigiano liricissimo, come Joseph Cornell. Ma non è tutto.

Alba Sotterranea e l’88° Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba

 

La città di Alba, capitale delle Langhe, ospiterà l’88^ edizione della Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba da sabato 6 ottobre a domenica 25 novembre 2018, per ben otto fine settimana (più giovedì 1 novembre e venerdì 2 novembre).

Quale migliore occasione per scoprire insieme al magico aroma del tubero pregiato gli altri tesori nascosti del sottosuolo albese, retaggio della sua storia millenaria?

Perché non visitare Alba Sotterranea guidati dai nostri archeologi?


Per la più importante manifestazione enogastronomica dell’autunno piemontese si moltiplicano infatti le occasioni di visita alla città sepolta in compagnia di una archeologo professionista.

IL TARTUFO

Verso il 1780, i tartufi erano rari a Parigi. Al momento in cui scrivo (1825) la gloria del tartufo è al culmine. Non si osa dire che ci si è trovati a consumare un pasto in cui non sia stata servita almeno una pietanza tartufata.
Il tartufo è il diamante della cucina.
(Anthelme Brillat-Savarin, Fisiologia del gusto)

 

Con queste parole il prezioso fungo ipogeo è stato descritto dal francese Brillat-Savarin dottissimo uomo di legge, musicista e letterato vissuto a cavallo tra XVIII e XIX secolo.

Il suo trattato Fisiologia del gusto, edito in forma anonima nel 1825, è il primo approfondimento teorico e filosofico della gastronomia moderna.

Da allora la fortuna del Tuber magnatum Pico non ha conosciuto appannamenti, anzi ha conosciuto un crescendo senza sosta.

In verità godeva di grande considerazione già nell’antichità se il poeta latino Giovenale narrava che l’origine del tartufo si deve ad un fulmine scagliato dal padre degli dei, Giove, in prossimità di una quercia. E Sumeri e Babilonesi già migliaia di anni prima di Cristo consumavano e apprezzavano i funghi ipogei…

LA CITTA’ SEPOLTA

La galleria dei Summi Viri e il busto dell’imperatore Pertinace presso il Complesso delle Antiche Mura

Circondata da quei paesaggi vitivinicoli divenuti Patrimonio dell’Umanità, da sempre ritenuta capitale naturale delle Langhe, dal 2017 città creativa Unesco per la gastronomia, la città di Alba, al di sotto del suo centro storico inondato dai profumi dei suoi prodotti tradizionali, nasconde una storia millenaria. Infatti, al di sotto delle affollate viuzze del centro antico, numerose sono le testimonianze di età romana e di età medievale della città che  è possibile esplorare coi tour guidati di Alba Sotterranea,.

I visitatori, guidati dalle sapienti parole dei nostri archeologi, potranno scoprire i resti del foro romano, delle domus, delle mura e delle strade di Alba Pompeia (il nome della città in età romana), delle torri, delle tombe e delle chiese medievali.

Il percorso sotterraneo della chiesa di San Giuseppe (tappa num.2 del percorso archeologico)

Come sempre, gli itinerari di visita termineranno presso il museo civico “Federico Eusebio” di Alba il cui biglietto è incluso e che offre le sue 23 sale espositive alla visita libera per il partecipante che vorrà prolungare il suo viaggio nel tempo.

I sotterranei di Palazzo Banca d’Alba (tappa 29 del percorso archeologico)

Per chi volesse invece farsi gastronauta ed esplorare il labirinto del gusto, il museo civico affaccia sul grande cortile della Maddalena. Si tratta dello spazio che durante i fine settimana della fiera ospita il Mercato mondiale del tartufo bianco d’Alba e la rassegna enogastronomica AlbaQualità, vero cuore pulsante della manifestazione.

Il biglietto di Alba Sotterranea inoltre dà diritto alla riduzione sul biglietto per la salita al campanile della chiesa di San Giuseppe, punto panoramico della città, aperto e disponibile alla visita tutti i giorni della manifestazione.

LE VISITE

Dal 6 ottobre al 25 novembre, sarà possibile partecipare alle visite guidate di Alba Sotterranea ogni sabato e domenica, più giovedì 1 novembre e venerdì 2 novembre.

Le visite sono programmate per tutto il giorno a partire dalle ore 10,30 e fino alle ore 17,00, con turni di visita ad ogni ora.

La Città Invisibile, tappa num. 1 del percorso di Alba Sotterranea

Ricordiamo che per partecipare ad Alba Sotterranea è necessaria la prenotazione entro almeno il giorno precedente (questo per organizzare la meglio le partenze dei turni di visita dal momento che ogni turno di visita ha un numero minimo ed un numero massimo di partecipanti).

Per cercare la data di tuo interesse e prenotare, consulta questa pagina

Per tutti i dettagli, per la storia del progetto Alba Sotterranea e per scoprire a cosa sono stati destinati gli attivi di gestione del progetto clicca qui

 

Alba Sotterranea per Vinum 2018

Al via la 42esima edizione di Vinum, la Fiera nazionale dei vini di Langhe e Roero che si svolgerà ad Alba il 21,22, 25, 28, 29 e 30 aprile e il 1 maggio.

Quale migliore occasione per scoprire la città sepolta in compagnia di un archeologo professionista?

I tour di Alba Sotterranea per l’occasione si moltiplicano (per scoprire che cosa è Alba Sotterranea clicca qui).

Ricco è il calendario promosso dall’organizzazione per fare conoscere al grande pubblico i gusti e i sapori dei vini tipici delle nostre colline. Fra degustazioni guidate e assaggi di cibo tradizionale, la rassegna mette in mostra alcuni fra i tesori più preziosi del nostro territorio: i vini, spaziando fra i bianchi e i rossi di Langhe, del Roero e del Monferrato, senza dimenticare le bollicine di Asti.

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I resti del condotto fognario romano sotto il Palazzo Banca d’Alba

Ma i tesori del territorio non si limitano ai sapori fruttati dei vini: la ricchezza della storia di Alba regala grandi sorprese nascoste nel sottosuolo della città e con Alba Sotterranea si può andare a scoprire ciò che è rimasto nel ventre della città. In compagnia di un archeologo professionista la terra mostrerà le bellezze delle città antiche coperte dal tempo: i fasti e gli splendori della città romana riprenderanno vita e l’abitato medievale farà rivivere atmosfere di un tempo, in un viaggio alla scoperta del passato. Come sempre, gli itinerari di visita termineranno presso il museo civico “Federico Eusebio” di Alba, con le sue 21 sale di archeologia preistorica, romana e scienze naturali.

Durante la manifestazione di Vinum – il 21, 22, 25, 28, 29 e 30 aprile e poi il 1 maggio – sarà possibile partecipare alle visite guidate organizzate per tutto il giorno a partire dalle ore 10,30 e fino alle ore 17,00, con turni di visita ad ogni ora.

Ricordiamo che per partecipare è necessaria la prenotazione, in anticipo (dal momento che ogni turno di visita ha un numero minimo ed un numero massimo di partecipanti).

Per prenotare e per tutti i dettagli scegli la data di tuo interesse:

La galleria dei Summi Viri e il busto dell'imperatore Pertinace presso il Complesso delle Antiche Mura

La galleria dei Summi Viri e il busto dell’imperatore Pertinace presso il Complesso delle Antiche Mura

 

 

Alba Sotterranea per l’88° Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba

La città di Alba, capitale delle Langhe, ospiterà l’88^ edizione della Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba da sabato 6 ottobre a domenica 25 novembre 2018, per ben otto fine settimana (più giovedì 1 novembre e venerdì 2 novembre).

Quale migliore occasione per scoprire insieme al magico aroma del tubero pregiato gli altri tesori nascosti del sottosuolo albese, retaggio della sua storia millenaria, visitando Alba Sotterranea guidati dai nostri archeologi?

Per la più importante manifestazione enogastronomica dell’autunno piemontese si moltiplicano infatti le occasioni di visita alla città sepolta in compagnia di una archeologo professionista.

IL TARTUFO

Verso il 1780, i tartufi erano rari a Parigi. Al momento in cui scrivo (1825) la gloria del tartufo è al culmine. Non si osa dire che ci si è trovati a consumare un pasto in cui non sia stata servita almeno una pietanza tartufata.
Il tartufo è il diamante della cucina.
(Anthelme Brillat-Savarin, Fisiologia del gusto)

 

Con queste parole  il prezioso fungo ipogeo è stato descritto dal francese Brillat-Savarin dottissimo uomo di legge, musicista e letterato vissuto a cavallo tra XVIII e XIX secolo.

Il suo trattato Fisiologia del gusto, edito in forma anonima nel 1825, è il primo approfondimento teorico e filosofico della gastronomia moderna.

Da allora la fortuna del Tuber magnatum Pico non ha conosciuto appannamenti, anzi ha conosciuto un crescendo senza sosta.

In verità godeva di grande considerazione già nell’antichità se il poeta latino Giovenale narrava che l’origine del tartufo si deve ad un fulmine scagliato dal padre degli dei, Giove, in prossimità di una quercia. Sumeri e Babilonesi migliaia di anni prima di Cristo consumavano e apprezzavano i funghi ipogei..

LA CITTA’ SEPOLTA

La galleria dei Summi Viri e il busto dell’imperatore Pertinace presso il Complesso delle Antiche Mura

Circondata da quei paesaggi vitivinicoli divenuti Patrimonio dell’Umanità, da sempre ritenuta capitale naturale delle Langhe, dal 2017 città creativa Unesco per la gastronomia, la città di  Alba, al di sotto del suo centro storico inondato dai profumi dei suoi prodotti tradizionali, nasconde una storia millenaria. Infatti, al di sotto delle affollate viuzze del centro antico, numerose sono le testimonianze di età romana e di età medievale della città che, coi tour guidati di Alba Sotterranea, è possibile esplorare.

I visitatori, guidati dalle sapienti parole dei nostri archeologi, potranno scoprire i resti del foro romano, delle domus, delle muradelle strade di Alba Pompeia (il nome della città in età romana), delle torri, delle tombe e delle chiese medievali.

Il percorso sotterraneo della chiesa di San Giuseppe (tappa num.2 del percorso archeologico)

Come sempre, gli itinerari di visita termineranno presso il museo civico “Federico Eusebio” di Alba il cui biglietto è incluso e che offre le sue 23 sale espositive alla visita libera per il partecipante che vorrà prolungare il suo viaggio nel tempo.

I sotterranei di Palazzo Banca d’Alba (tappa 29 del percorso archeologico)

Per chi volesse invece farsi gastronauta ed esplorare il labirinto del gusto, il museo civico affaccia sul grande cortile della Maddalena che durante i fine settimana della fiera ospita il Mercato mondiale del tartufo bianco d’Alba e la rassegna enogastronomica AlbaQualità, vero cuore pulsante della manifestazione.

Il biglietto di Alba Sotterranea inoltre dà diritto alla riduzione sul biglietto per la salita al campanile della chiesa di San Giuseppe, punto panoramico della città, aperto e disponibile alla visita tutti i giorni della manifestazione.

LE VISITE

Dal 6 ottobre al 25 novembre, sarà possibile partecipare alle visite guidate di Alba Sotterranea ogni sabato e domenica, più giovedì 1 novembre e venerdì 2 novembre per tutto il giorno a partire dalle ore 10,30 e fino alle ore 17,00, con turni di visita ad ogni ora.

La Città Invisibile, tappa num. 1 del percorso di Alba Sotterranea

Ricordiamo che per partecipare ad Alba Sotterranea è necessaria la prenotazione entro almeno il giorno precedente (questo per organizzare la meglio le partenze dei turni di visita dal momento che ogni turno di visita ha un numero minimo ed un numero massimo di partecipanti).

Per cercare la data di tuo interesse e prenotare, consulta questa pagina

Per tutti i dettagli, per la storia del progetto Alba Sotterranea e per scoprire a cosa sono stati destinati gli attivi di gestione del progetto clicca qui 

 

Progetto Orgéres: intervista alla docente Lebole Chiara Maria

Dal 20 ottobre, è allestita presso il museo civico archeologico “Federico Eusebio” la mostra “Archeologia ad Orgéres”, un esempio di archeologia pubblica che concorre allo studio e alla valorizzazione dell’archeologia medievale e della tradizione gastronomica, grazie al lavoro di esperti docenti universitari, di volenterosi e capaci studenti e ai mezzi messi a disposizione da soggetti pubblici e privati.

La docente Lebole C.M, durante la conferenza di presentazione, in sala Vittorio Riolfo

Tale esposizione è stata prorogata fino a domenica 25 febbraio. Di seguito, un’intervista alla responsabile del progetto, Lebole Chiara Maria, docente di archeologia medievale e metodologie della ricerca archeologica presso l’Università di Torino

Perché il progetto “Archeologia ad Orgéres” può essere definito un progetto di archeologia pubblica?

Il Progetto Orgères è un progetto di ricerca (nasce da una convenzione tra il Dipartimento di Studi Storici-UniTO, C.M. Lebole e G. Di Gangi e la Soprintendenza Archeologica della Regione Valle d’Aosta,G. Sartorio e A. Sergi) e di didattica, parte integrante del programma di formazione degli studenti del Corso di Laurea in Beni Culturali, nei quali è prevista una parte dedicata alla divulgazione dei dati di scavo. Questo avviene attraverso molte iniziative – concordate con il Comune di La Thuile ed il Consorzio Operatori Turistici – che coinvolgono un pubblico estremamente eterogeneo con particolare attenzione per i bambini di età scolare: visita ed attività pratiche sul cantiere archeologico, archeologia sperimentale, aperitivi con gli archeologi, conferenze etc. Inoltre, è stata allestita la mostra “Archeologia ad Orgères. La Thuile (Valle d’Aosta) esposta, nell’autunno 2017, al Museo Traversa di Bra (grazie alla direttrice dott.ssa G. Cravero) in occasione di Cheese ed al Museo F.Eusebio di Alba (grazie alla direttrice dott.ssa L. Albanese e all’associazione Ambiente & Cultura) nel periodo della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. All’esposizione è stata abbinata una conferenza sulle abitudini alimentari nel medioevo seguita da una degustazione del Bleu d’Aosta selezione Cave d’Orgères.

Quali sono stati gli ostacoli principali che ha dovuto fronteggiare per realizzare questo progetto?

Il progetto di archeologia pubblica è iniziato nel 2016, quando lo scavo ha iniziato a prendere forma. Orgères si trova presso La Thuile e nelle vicinanze della strada che porta al valico del Piccolo San Bernardo con scenari naturali di rara bellezza che rappresentano una indiscutibile attrattiva turistica. Il problema principale è stato quello legato alla comunicazione cioè a far comprendere al pubblico quali erano i nostri intenti e, soprattutto, metterci “in concorrenza” con le escursioni in montagna. Il risultato è stato soddisfacente e, nell’estate del 2017, le iscrizioni alle attività archeologiche sono aumentate dimostrando il reale interesse per un turismo culturale di buona qualità.

Alcuni visitatori dell’esposizione

Come siete riusciti a sopperire alla mancanza di fondi pubblici per la realizzazione del progetto?

Tutte le attività sono state sostenute economicamente da tre attori: il Comune di La Thuile ha sempre contribuito al mantenimento, durante le tre settimane di scavo archeologico, del gruppo di ricerca, un supporto fondamentale per poter gestire sia l’attività sul campo sia quella legata alla divulgazione; altri fondi sono stati reperiti grazie a due campagne di crowdfunding realizzate dagli studenti del Progetto Orgères ed alla vendita, ad offerta libera, di gadget durante le varie attività di archeologia pubblica; nel 2017 abbiamo avuto il sostegno della Centrale Laitière de la Vallée d’Aoste che ha prodotto il Bleu d’Aoste selezione Cave d’Orgères legando questo prodotto caseario all’economia di valle ben attestata attraverso le fonti documentarie ed i dati di scavo quali un ambiente datato al XIV-XV sec. adibito a ricovero per animali ed i risultati delle analisi archeozoologiche.

Nell’immaginario collettivo, l’archeologia viene spesso accostata al passato greco-romano o al mondo egizio. Per quali ragioni, secondo lei, l’archeologia medievale meriterebbe maggiore considerazione e attenzione?

Per poter comprendere meglio il nostro presente, perché il medioevo è un periodo storico tangibilmente visibile sul nostro territorio: il paesaggio archeologico in cui sono inseriti i castelli, i monasteri, le chiese, le città è parte integrante della nostra quotidianità. Non solo. Il medioevo ci ha trasmesso abitudini produttive, artigianali, musicali, linguistiche e molte situazioni politiche che oggi leggiamo sulle cronache dei quotidiani hanno origine nel medioevo. Infine, non dimentichiamo le tradizioni alimentari ed il piacere del convivio