La mostra “Felice Casorati” e visita ad Alba Sotterranea: un giorno nella Capitale delle Langhe

Dal 25 ottobre la città di Alba ospita la prestigiosa mostra “Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe“, voluta e ospitata dalla Fondazione Ferrero di Alba , in collaborazione con  la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte.

Dedicata alla figura di Felice Casorati, una ampia antologica che è ammirabile alla Fondazione Ferrero, ad Alba  prorogata fino al 15 febbraio 2015.

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Date e orari : da sabato 25 ottobre a domenica 1° febbraio 2015

Lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – il sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 19.00  Martedì chiuso.

Accesso e servizi per disabili

Ingresso gratuito  
Indirizzo : Strada di Mezzo, 44 – 12051  Alba.

Tel:  0173.295259 – fax 0173363274 – info@fondazioneferrero.it 

Info: http://www.fondazioneferrero.it/appuntamenti/MOSTRA-FELICE-CASORATI

In occasione dell’ultimo mese dell’esposizione e data la grande richiesta di singoli e gruppi, sono state calendarizzate alcune giornate di visita straordinaria ai percorsi di Alba Sotterranea. Il passato è sotto ai tuoi piedi!, l’avventura della scoperta delle radici archeologiche della città, perfettamente compatibile nell’arco di una giornata intera di permanenza ad Alba (si consiglia però di recarsi alla mostra già dal mattino, date le lunghe code per l’ingresso).

Per tutte le domeniche dall’11  gennaio al 8 febbraio,   in orario pomeridian0,  e sabato mattina 24 gennaio,  in orario mattutino,  è possibile iscriversi (cliccando qui) ai tour guidati da un archeologo professionista all’interno del progetto patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Soprintendenza per i Beni archeologici del Piemonte e MAE.    Per gruppi su prenotazione in qualunque data.

Per il dettaglio delle info e per le prenotazioni (obbligatorie) per Alba Sotterranea clicca qui

Per il dettaglio delle info e delle modalità di ingresso e di visita alla mostra su Felice Casorati:  http://www.fondazioneferrero.it/appuntamenti/MOSTRA-FELICE-CASORATI

 

LA MOSTRA

La prospettiva progettuale è dichiarata sin dal titolo, Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhdownloade, e si concentra sulla storia espositiva e sulla ricezione internazionale della pittura casoratiana, dagli anni Dieci agli anni Cinquanta.

Curata da Giorgina Bertolino coautrice del Catalogo generale delle opere di Felice Casorati, edito nel 1995 e aggiornato nel 2004 -, la mostra è concepita per ricostruire l’evoluzione della ricerca individuale dell’artista e, contemporaneamente, per restituirne la storia pubblica: una storia di mostre, di premi e di riscontri critici e di relazioni con il ricco panorama dell’arte del Novecento.

L’obiettivo del progetto è di realizzare un’antologica che rispecchi questa composita mappa di partecipazioni, contatti e confronti, indice del successo riconosciuto all’arte di Felice Casorati anche oltre i confini nazionali, e che, d’altra parte, rievochi il forte dinamismo che contraddistinse in quei decenni la cultura artistica italiana, le sue istituzioni, le sue personalità e i suoi centri propulsori.

«La mia pittura accolta con tanta severità in patria, trovò all’estero consensi cordiali, talvolta entusiasti. Moltissime le riviste che mi dedicarono articoli. Fui invitato ad allestire mostre personali in Germania, in Belgio, in America, in Francia e download (2)persino in Russia. Le Gallerie d’Europa e d’America ospitarono fin troppo volentieri i miei quadri.»

Con queste parole Felice Casorati raccontava, nel 1943, la sua vicenda artistica oltre confine nell’Aula Magna dell’Università di Pisa.
Felice Casorati.

Collezioni e mostre tra Europa e Americhe raccoglie un nucleo di opere filologicamente coerenti rispetto alla provenienza e alla storia delle mostre, a partire dalla scelta di un ampio gruppo di dipinti appartenenti a collezioni museali.

La collaborazione della GAM di Torino – depositaria della più ampia collezione pubblica di opere di Felice Casorati – conferma l’impostazione scientifica del progetto di mostra e catalogo, avvalorata dalla presenza del Comitato Scientifico presieduto da Danilo Eccher, direttore della Galleria torinese e composto da personalità autorevoli: Edith Gabrielli, Carlo Sisi, Ester Coen, Flavio Fergonzi, Maria Cristina Bandera, Luigi Cavallo, Ana Gonçalves Magalhães, Virginia Bertone.
Tre i filoni che orientano la scelta delle opere.

Il primo riguarda dipinti esposti nel contesto internazionale delle Biennali veneziane, dalla prima partecipazione nel 1907 all’antologica postuma organizzata nell’ambito dell’edizione del 1964.download (3)

Il secondo riguarda opere acquisite – Casorati in vita – da musei e collezionisti stranieri, alcune delle quali a tutt’oggi appartenenti a importanti istituzioni museali estere.

Il terzo, opere che l’artista scelse di presentare in esposizioni collettive organizzate in Europa, negli Stati Uniti e in Sud America, attualmente ubicate in collezioni pubbliche e private nazionali e internazionali.
Celebrato come uno dei maestri dell’arte italiana del Novecento, Felice Casorati fu protagonista del circuito dell’arte internazionale che, con particolare intensità nei decenni tra il Venti e il Quaranta, lo vide partecipare a importanti esposizioni celebrative (tra le quali, nel 1910, l’Esposizione Internazionale d’Arte del Centenario argentino di Buenos Aires e l’Esposizione Internazionale di Belle Arti per il Centenario dell’Indipendenza di Santiago del Cile; nel 1929, l’Esposizione Universale di Barcellona; nel 1935, l’Esposizione Universale di Bruxelles; nel 1937 l’Esposizione Internazionale di Parigi). Presente a numerose mostre dedicate all’arte italiana contemporanea, tra le quali alcune delle tappe delle mostre itineranti del Novecento Italiano (a Ginevra nel 1929, in America latina nel 1930, a Stoccolma e a Helsinki nel 1931), nonché a esposizioni internazionali come Documenta di Kassel (cui partecipò alla prima edizione del 1955), Felice Casorati concorse a prestigiosi premi come quello organizzato annualmente dal Carnegie Institute di Pittsburgh, al quale fu presente con continuità dal 1924 al 1939 e poi ancora nel 1950, e per il quale fu membro della giuria nell’edizione del 1927.
Grazie alla presenza dei capolavori provenienti dai musei italiani e dei dipinti in arrivo dalle collezioni straniere – alcuni dei quali pressoché inediti in Italia -, la mostra avrà tra i propri destinatari sia gli studiosi sia il grande pubblico, accolti negli spazi della mostra alla Fondazione Ferrero da un articolato programma di visite, incontri e approfondimenti, dalla proiezione di un documentario prodotto ad hoc e dalle attività educative destinate alle scuole, progettate in collaborazione con il Dipartidownload (5)mento Educazione della GAM Torino.
L’intensa e approfondita campagna di ricerche su cui si basa Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe, è destinata a confluire nel catalogo edito per l’occasione. Curato da Giorgina Bertolino, il volume documenterà le opere esposte, corredate da schede monografiche; sarà composto da una serie di saggi affidati a storici dell’arte italiani e stranieri nonché illustrato da un ampio corredo iconografico e documentario.
Nel periodo di apertura dell’esposizione allestita ad Alba, la GAM di Torino presenterà una selezione di disegni di Felice Casorati, provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe del museo.

Organizzata nella Wunderkammer, la mostra di disegni sarà curata dal vice-direttore Riccardo Passoni

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Sebastiano Faccinotti e la nascita dell’arte tipografica ad Alba

Mostra bibliografica
6 dicembre 2014 – 24 gennaio 2015

La Biblioteca di Alba organizza una mostra dedicata alla storia della stampa albese dalle origini fino al secolo XIX, riletta alla luce diuntitled alcune nuove scoperte.
Fino a questo momento, infatti, non si avevano documenti che attestassero con certezza l’attività di una tipografia nella nostra città prima del 1769, anno in cui Francesco Antonio Pila, originario di Racconigi, vi trasferì la propria attività. Anteriormente a quella data i committenti locali si erano sempre rivolti altrove, in particolare ai laboratori attivi nelle città di Cuneo, Mondovì, Saluzzo, Asti, Carmagnola e Torino.
Il ritrovamento presso la Biblioteca Casanatense di Roma della Vita della Beata Margarita di Savoia di Serafino Razzi, pubblicata ad Alba nel 1623 da Sebastiano Faccinotti, apre nuove prospettive di studio.
La mostra, attraverso l’esposizione di volumi appartenenti a istituzioni e a collezionisti privati, vuole far conoscere ai cittadini albesi l’opera del Faccinotti, dando conto anche delle successive attività tipografiche locali. Allo stesso tempo, si vuole stimolare la ricerca degli studiosi per meglio comprendere la vita culturale della città in quel periodo storico.

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6 dicembre 2014 – 24 gennaio 2015
Sebastiano Faccinotti e la nascita dell’arte tipografica ad Alba
Biblioteca civica “Giovanni Ferrero”

Via Vittorio Emanuele II, 19 – Alba

Dal martedì al venerdì (9.00-12.30 e 14.00-18.00)
Sabato (9.00-12.30 e 14.30-18.00)
Chiuso domenica e lunedì

Ingresso libero

giornata mineralogica – 30 novembre 2014

L’iniziativa, a cura dell’associazione Amici del Museo Eusebio, è ad ingresso gratuito, non richiede prenotazione e prevede:

  • La presentazione alle ore 11.00 della “Grandaite”, un nuovo minerale scoperto da Gian Carlo Piccoli, che vedrà uno dei campioni “cotipi” (che sono serviti alla sua identificazione) affidato in esposizione al Museo Eusebio.

grandaite

 

  • Seguirà la presentazione dell’ultima pubblicazione dell’Associazione, il volume “Minerali in Val d’Ala

 

  • minerali2L’installazione di alcuni microscopi per l’osservazione dei minerali, incluso uno digitale

    con proiezione sulla parete

 

  • L’illustrazione ai visitatori della collezione “Gian Paolo Piccoli” allestita nella sala di geo-paleontologia della sezione di scienze naturali del museo

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Le attività avranno luogo nei seguenti spazi del museo Eusebio:

  • Aula didattica per l’installazione dei microscopi

  • Sala naturalistica ove sono esposti i minerali

  • Atrio di ingresso per l’esposizione della “Grandaite” e del libro

PAESAGGI SENSIBILI di Giancarlo Ferraris

Sabato 11 ottobre 2014, alle ore 17  presso la sede del Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Mombercelli (At), è in programma l’inaugurazione dell’importante  mostra “PAESAGGI SENSIBILI” di Giancarlo Ferraris. la mostra è visitabile nei finesettimana e in settimana su prenotazione in settimana; è un eccellente abbinamento con le visite di Alba Sotterranea. Il passato è sotto ai tuoi piedi!
Ferraris opera
Pittore, illustratore, grafico, con laboratorio a Canelli, importante centro vitivinicolo a pochi chilometri da Mombercelli,
l’artista è particolarmente legato al territorio astigiano, da molti anni realizza, tra l’altro, numerose etichette di vini prestigiosi, tra le più note quelle disegnate per il celebre produttore vinicolo Michele Chiarlo.

L'artista Giancarlo Ferraris

L’artista Giancarlo Ferraris

Ferraris si è spesso dedicato nelle sue opere pittoriche alla rappresentazione del paesaggio di colline e cascinali in una chiave del tutto originale, mai scontata o nostalgica o agiografica, con tagli di luci ed ombre nettissimi e cromatismi antinaturalistici.

Un paesaggio profondamente interiorizzato, distillato, materico, fortemente soggettivo, immobile eppure fluido, sempre in balia dello spazio, dove si fondono vigne e stelle. Protagonista di questa mostra assolutamente da non perdere.
Un paesaggio profondamente interiorizzato, distillato, materico, fortemente soggettivo, immobile eppure fluido, sempre in balia dello spazio, dove si fondono vigne e stelle.
fonte: http://adriano-salvi.blogspot.it/2014/10/paesaggi-sensibili-personale-di.html
Per scaricare la locandina – invito: Paesaggisensibili
Per informazioni e prenotazioni: 0141 959610; 338.42.46.055.

 

Modulo unico di prenotazione delle attività per istituti scolastici in convenzione

Per le scuole  in convenzione (ovvero che prevedono più di 30 ore di attività nell’arco dell’a.s. 2014/2015)non si deve compilare il modulo online, ma è necessario rivolgersi alla segreteria del proprio istituto, che ha ricevuto l’apposito modello per la raccolta cumulativa di prenotazioni.

Per visionare il modello clicca qui:

modulo prenotazioni scuole in convenzione

Per visionare il catalogo aggiornato con tutte le attività proposte, clicca qui:

http://ambientecultura.it/files/2011/09/ottavaversione-1.pdf

Grazie della gentile collaborazione.

Buon Anno Scolastico

Presto si potranno visitare le mura di cinta e le gallerie-magazzino di Alba Pompeia

Estate 2014: si recupera e valorizza il Complesso delle Antiche Mura.

Un altro angolo della romana città di Alba Pompeia si svela in tutta la sua bellezza e importanza e gli itinerari di Alba Sotterranea si arricchiscono di una nuova, suggestiva tappa che riserverà al visitatore l’emozione di camminare dentro un edificio romano.

Il quotidiano La Stampa il 19 agosto ha riservato un ampio spazio per l’approfondimento della notizia

Per scaricare l’articolo in formato pdf clicca qui: La stampa_19_8_2014

La stampa_19_8_2014

 

 

Palazzo Govone Caratti: nei sotterranei il mosaico di una domus signorile di Alba Pompeia!

palazzo govone 2L’area archeologica di palazzo Govone Caratti, tappa n° 10 del percorso archeologico cittadino, offre una piacevole sorpresa a chi volesse visitarla: infatti facendosi guidare dalle parole di chi accompagna è possibile ritrovarsi in una lussuosa domus del I secolo d.C.

Le prime date in cui sarà possibile effettuare la visita al sito sono il 23 agosto e il 27 settembre 

Ciò che rimane di questa abitazione sono tre ambienti particolari che ci fanno rivivere i momenti più importanti della vita domestica in epoca romana: il cubiculum, assimilabile alla nostra camera da letto, il triclinio, una delle stanze più importanti della casa in quanto spazio di rappresentanza e infine una vano presumibilmente dotato di ipocausto, un particolare sistema di riscaldamento.

Quello che colpisce di questa area sono le testimonianze archeologiche che ci permettono di cogliere la ricchezza delle decorazioni. Di notevole importanza è il ritrovamento di parte di una pavimentazione del triclinio decorata a mosaico. Tale decorazione si rivela di particolare pregio in quanto il motivo decorativo non era ancora stato documentato ad Alba Pompeia fino al 2007, anno in cui sono partiti gli scavi proprio presso questo palazzo.

piazza marconiLa porzione di mosaico rimasta riporta un motivo a scacchiera con tessere bianche e nere e questo accostamento di colori non risulta nuovo agli archeologici che hanno indagato le vestigia della città antica albese. Agli inizi degli anni ’90 del secolo scorso, infatti, durante gli scavi in piazza Marconi, è stato riportato alla luce un prezioso mosaico il cui motivo decorativo giocava ancora su questa bicromia. Dal momento che il pavimento della domus di piazza Marconi non è accessibile al pubblico, ancora più importante è il ritrovamento del mosaico di palazzo Govone Caratti e l’inserimento di questa area archeologica all’interno degli itinerari di Alba Sotterranea. Le prime date in cui sarà possibile effettuare la visita al sito sono il 23 agosto e il 27 settembre 

 

Dentro un edificio romano: le mura di Alba Pompeia!

muraCome ogni città romana che si rispetti, anche Alba Pompeia era circondata da una solida e imponente cinta muraria, della quale ancora oggi sono visibili alcuni tratti. E proprio su questi antichissimi resti si concentra  l’opera di recupero delle antichità albesi ancora da salvaguardare.

Infatti questa è la volta del tratto delle antiche mura di epoca romana e delle eccezionali gallerie voltate connesse, superstiti per intero, caso rarissimo in ambito piemontese. Al termine dei lavori di recupero questo straordinario complesso diventerà una tappa di visita all’interno degli itinerari di Alba Sotterranea, i cui partecipanti vivranno l’intensa esperienza di poter godere della bellezza di un edifico romano dal suo interno.

Già Federico Eusebio, il fondatore del museo civico, nei primissimi anni del Novecento aveva individuato il tesoro archeologico che era associato a quelle vestigia: immediatamente addossate alla parte interna delle struttura muraria corrono affiancate, parallele e comunicanti due gallerie voltate di epoca romana, conservate per intero in elevato (4,20 metri) entrambe e la prima pressoché per intero anche per la lunghezza complessiva (circa 25,20 metri). La funzione ipotizzata per questo interessantissimo edificio è quella di magazzino – caserma miliare; quel che è certo che sopra vi furono costruiti gli edifici attuali che tuttora sorregge e che occupano le aule di istituti scolastici cittadini.

Silvana Finocchi, Soprintendente ai Beni Archeologici del Piemonte, riprese le indagini negli anni Settanta del Novecento, riportando in luce il basamento di una torre connessa al tratto settentrionale delle mura di cinta e proponendo una puntuale interpretazione del perimetro murario e la prima planimetria dell’impianto urbanistico di Alba Pompeia. Alla fine degli anni Novanta l’allora funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte,foto mura2 Fedora Filippi, fornisce l’ipotesi interpretativa ancora oggi valida relativa alla cinta difensiva e ai due ambienti voltati, auspicando una più adeguata destinazione e valorizzazione dei resti così imponenti della città romana.

Comincia ora nel luglio 2014 l’attesa opera di recupero, restauro e valorizzazione del complesso delle Antiche Mura: grazie ai contributi della Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino si provvederà al restauro del tratto settentrionale della cortina muraria esterna, al recupero e all’allestimento preliminare per l’accessibilità alle visite, e non solo.

Tramite un sondaggio di scavo mirato del museo è stata già riportata alla luce la struttura di fondazione quadrangolare su cui si impostava la torre a base circolare che guarniva la cortina muraria in prossimità dell’angolo.

I lavori procedono sotto la supervisione e la direzione scientifica della Soprintendenza per i beni archeologici del Piemonte e MAE, coordinatati dal museo civico F. Eusebio nella persona della dott.ssa Luisa Albanese con la collaborazione del dott. Marco Mozzone dell’associazione di giovani studiosi Ambiente & Cultura, già promotrice dal 2011 del progetto Alba Sotterranea. Viaggio al centro della città.

La festa di San Lorenzo 2014

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San Lorenzo martire, patrono della città di Alba (latino: Laurentius; Huesca, 225 – Roma, 10 agosto 258)

La città di Alba celebra il patrono San Lorenzo, domenica 10 agosto, con un ricco programma di eventi.

Dal pomeriggio fino a sera sono previsti tour guidati ad “Alba sotterranea”, alla “Città invisibile” e al percorso sotterraneo della Cattedrale ( per info e prenotazioni clicca  qui).

Si rinnova inoltre la salita al campanile per ammirare la città dall’alto e l’osservazione guidata delle stelle in piazza Risorgimento, curata dal Gruppo Astrofili Monferrini.

Alle ore 22, in piazza Risorigimento, concerto del pianista Nikolay Bogdanov e, al termine, il brindisi con un calice di moscato.

I ristoranti e i bar di piazza Rossetti e Risorgimento proporranno per l’occasione piatti unici e menu a prezzi speciali.

Il momento principale della festa sarà la Messa Solenne delle ore 20:30, presieduta dal Vescovo e dai Sacerdoti della Diocesi.

Quest’anno verrà inoltre ricordato un altro copatrono, San Teobaldo Roggeri.

La Città e la Diocesi festeggiano infatti il ritorno del suo reliquario, un busto argento del Santo del XV secolo, trafugato nel 1983. Recuperato dall’Arma dei Carabinieri negli Stati Uniti, verrà portato in corteo verso la Cattedrale da piazza Garibaldi, alle ore 19.

 

PROGRAMMA

In piazza Risorgimento, ore 16.00, 17.00 e 18.00
Percorso archeologico Alba sotterranea (prenotazioni Museo Eusebio 0173 292473 – Ambiente e Cultura 339 7349949)

Nella Cattedrale di San Lorenzo, dalle 19 alle 23
Visita al Museo del Tesoro della Cattedrale e al campanile

La Città e la Diocesi accolgono il reliquario di San Teobaldo recuperato dall’Arma dei Carabinieri. Corteo verso la Cattedrale, in partenza da piazza Garibaldi alle 19.00, accompagnato dagli stendardi della Giostra delle Cento Torri.

Ore 20, canonica del Duomo per Piazza Rossetti e verso la Cattedrale:
Processione con il reliquario di San Lorenzo.

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Il reliquiario “ritrovato” del santo Teobaldo Roggeri, copatrono della città di Alba

Ore 20.30, cattedrale di San Lorenzo:
Messa Solenne in onore del Santo Patrono concelebrata dal Vescovo Mons. Giacomo Lanzetti e dai parroci della Diocesi.

Dalle 21 alle 23, in piazza Risorgimento:
Tour alla Città invisibile (prenotazioni Museo Eusebio 0173 292473 – Ambiente e Cultura 339 7349949)

Osservazione delle stelle a cura del Gruppo Astrofili Monferrini.

Ore 22, in piazza Risorgimento:
“Rapsodia per le stelle

Alba Music Festival presenta Nikolay Bogdanov, pianoforte.

Musiche di Beethoven, Chopin, Listz – Direzione artistica Giuseppe Nova

Al termine, brindisi con un calice di Moscato offerto dai volontari del Borgo di San Lorenzo.

mappa-perseidiNel corso della giornata i ristoranti e i bar di piazza Risorgimento e piazza Rossetti proporranno “piatti unici” e menù dedicati a prezzi speciali.

Alba, luglio 2014: riemerge dal sottosuolo la “porta Castello” o “di soccorso”

La Soprintendenza per i Beni archeologici del Piemonte diffonde le prime notizie sull’ennesima scoperta archeologica che il sottosuolo albese ha svelato. Riemergono nel quadro dei lavori per l’ampliamento della rete del teleriscaldamento cittadino da parte della multiutility Egea, i resti della porta medievale orientale della città: nuovi dati arricchiscono la conoscenza di un settore urbano conosciuto meno di altri.

Il rinvenimento è di sicuro rilevo e merita certamente una qualche sistemazione didascalica sul luogo, che vada ad ampliare il già esteso percorso archeologico cittadino (32 tappe, oggetto delle visite di Alba Sotterranea. Il passato è sotto ai tuoi piedi!)

Infatti,l’ assistenza archeologica effettuata ad Alba in occasione della posa dei tubi del teleriscaldamento in piazza Mons. Grassi (precisamente sul lato della piazza corrispondente al prolungamento di Via Acqui verso Corso Coppino, dunque all’esterno della cinta romana), commissionata da EGEA Spa e diretta dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte (funzionario di zona dott.ssa S. Uggé) ha messo in luce un tratto del muro di cinta medievale con relativa porta.portamedievale-fotodisilviamuratoreD-640x320@LaStampa.it

Lo studio dei dati documentari e soprattutto cartografici, unitamente ai risultati delle indagini archeologiche condotte ad Alba dalla Soprintendenza Archeologica del Piemonte in diverse occasioni (in particolare tra il 1989 e il 1993, con riprese e integrazioni in anni recenti) ha già permesso di ricostruire con sicurezza il tracciato medievale delle mura cittadine per il settore sudoccidentale, accertando l’esatta portata dell’ampliamento meridionale rispetto alla cinta muraria romana e l’edificazione della porta di S. Martino (per approfondimenti si rimanda a vari contributi editi in Alba. Una città nel Medioevo. Archeologia e architettura ad Alba dal VI al XV secolo, a cura di Egle Micheletto, Alba 1999). Il muro di cinta bassomedievale, emerso anche per lunghi tratti in alcuni contesti indagati archeologicamente (ad es. nel cortile di Via XX Settembre 7, in occasione dei lavori di ridestinazione del vecchio Cinema Corino), presenta una larghezza di circa 1 metro ed ha un profilo “a scarpa”; il profilo interno è articolato da contrafforti, posti a distanze non regolari, che servivano per garantire un miglior ancoraggio al terreno e per creare la base del cammino di ronda. Dallo scavo del deposito stratigrafico all’esterno del muro è stata confermata la presenza di un fossato, con tracce di passaggio dell’acqua, ed è stato datato lo smantellamento sistematico dell’apparato difensivo alla fine del XVIII secolo.

portamedievale-gazzettadalbaPrima della scoperta in Piazza Mons. Grassi si avevano scarse informazioni sul tratto orientale della cinta, verso il torrente Cherasca, in cui si ipotizzava, sulla scorta di una nutrita serie di disegni cinquecenteschi, un ampliamento urbano rispetto al tracciato delle mura romane, difficile però da precisare cronologicamente e “materialmente”. In quest’area compare già in documenti del XIII secolo una porta Castello, poi nota come “del soccorso” o “Cherasca”, la cui presenza pare attestata a lungo, dato che è raffigurata ancora in un disegno militare del 1652.

L’attuale piazza Mons. Grassi, occupata in età romana dalla porta decumana orientale, mantiene la sua importanza nel medioevo e la afferma anche visivamente con la costruzione di una torre, inglobata successivamente nel palazzo vescovile, un vero e proprio “quartiere episcopale” la cui edificazione avrebbe determinato un consistente ampliamento della cinta, come si è detto, ascrivibile sulla base di riscontri cartografici intorno al 1550.

L’importanza storico-architettonica di questo polo urbano orientale ha ricevuto piena conferma dagli scavi archeologi per la posa del teleriscaldamento – realizzati dalla Ditta CO.R.A. Soc. Cooperativa (in particolare responsabile di cantiere è  il dott. M. Cavaletto) – che hanno messo in luce una sequenza stratigrafica articolata e di grande interesse per la conoscenza della facies medievale della città di Alba.

Sotto l’acciottolato che doveva costituire il piano d’uso più recente collegabile alle strutture della porta, ancora utilizzate anche se parzialmente private del paramento in mattoni sul lato interno, uno strato di riporto copriva la rasatura della volta di una canala, di cui una spalletta risulta tangente la struttura della porta. Si tratta probabilmente di un condotto fognario in uscita che doveva scaricare nel fossato esterno alla cinta; è stato verificato che il condotto risulta quasi coincidente con la prosecuzione di quello romano sottostante il decumano (corrispondente con l’attuale Via Acqui). Il condotto è tagliato e obliterato da una struttura abbastanza poderosa ma costruita a secco, che sembra collegabile a una probabile tamponatura della porta. Quest’ultima è costruita successivamente al muro di cinta medievale, dotato in una prima fase solo di una probabile apertura verso il Cherasca con un piano di calpestio non più conservato allo stato attuale dell’indagine (sono in corso approfondimenti); la porta ha un paramento in mattoni che nello spigolo reimpiegano sesquipedali opportunamente sagomati

Il materiale ceramico, utile per proporre una prima attribuzione cronologica delle strutture messe in luce, purtroppo è molto scarso: è costituito da invetriata tarda (XVII secolo) correlabile al piano in acciottolato e da un frammento di graffita, probabilmente di XV-XVI secolo, riferibile al muro a secco; anche la costruzione della porta è riconducibile, sulla base del materiale ceramico al XV secolo.

Rimane dunque da approfondire con l’avanzamento della ricerca la cronologia ma anche la funzione di alcuni tratti murari emersi durante lo scavo; la presenza del quartiere episcopale può aver giocato un ruolo basilare riguardo la costruzione di edifici e strutture a ridosso o sopra le mura, soprattutto se si considera che spesso i vescovi, sin dall’età carolingia, sono stati promotori della ricostruzione di numerosi circuiti murari urbani, di cui divennero anche proprietari.