Il 20 marzo 2015, in mattinata, anche ad Alba, nel bel mezzo delle colline di Langhe & Roero, sarà possibile osservare un evento che da sempre affascina l’uomo: è prevista infatti un’eclissi solare, un’occasione rarissima per studiare il sole ( la prossima eclissi di sole visibile in italia sarà il 20 giugno 2020)
Alle nostre latitudini sarà parziale, ma comunque generosa (circa il 65% del disco solare sarà oscurato). La nostra associazione, insieme al museo civico F. Eusebio e il Gruppo Astrofili Monferrini ha organizzato uno speciale evento pubblico per la visione assistita del fenomeno, in compagnia di esperti, con l’ausilio di telescopi con appositi filtri e le dovute precauzioni di sicurezza (nonché la possibilità di foto ricordo dell’evento): per il dettaglio delle info clicca qui

Eclissi solare sarà totale alle latitudini più boreali

La luna si frappone tra Terra e sole; getta il suo cono d’ombra sull’Europa, parte dell’Africa e dell’Asia
L’evento inizierà alle ore 9.20, si protrarrà fino alle 11.40, con culmine alle 10.30 circa.
L’evento sarà osservabile anche dalle nostre zone: un’occasione irripetibile per lasciarsi conquistare dalla meraviglia per la natura.
L’eclissi di questo mese è la 61esima nella serie Saros 120: la prima è avvenuta l’11 agosto 1069, quasi mille anni fa.
Si tratta di una “famiglia” di eventi astronomici in cui ogni evento è separato dal precedente (e successivo, naturalmente) da 6.585,3 giorni, pari a 18 anni, 10 giorni e 8 ore (o 18 anni, 11 giorni e 8 ore, a seconda di quanti anni bisestili cadono nell’intervallo temporale). Proprio le 8 ore in più rispetto al numero intero di giorni di 24 ore che il nostro pianeta impiega nel compiere il suo moto di rivoluzione intorno al sole ( e che recuperiamo ogni 4 anni con l’inserimento in calendario del 366^ giorno) fanno sì che l’evento successivo sia visibile in una zona del pianeta diversa dalla precedente, andandosi a collocare circa 120° più ad ovest (corrispondenti a un terzo di rotazione della Terra, ovvero quanta si compie nel periodo delle 8 ore eccedenti).
Bisognerà aspettare a lungo prima di contemplare un fenomeno celeste analogo, quindi. Per essere precisi la prossima eclissi Saros 120 avverrà il 30 marzo 2033 e non sarà visibile in talia ( bisognerà mettere in conto un viaggio di qualche migliaia di chilometri per ammirarla).
Sarà dunque un’occasione imperdibile per ammirare il solenne spettacolo delle volte celesti.
Per permettere di passarlo in compagnia di esperti astrofili, con l’ausilio di telescopi e con le dovute protezioni e precauzioni, la nostra associazione insieme al museo Eusebio ha organizzato un’osservazione assistita del fenomeno (venerdì 20 marzo, dalle 9.00 alle 12.00, cortile della Maddalena, via Vittorio Emanuele 19)
Tutte le eclissi che appartengono alla famiglia Saros sono molto simili tra loro, dal momento che la Luna si trova pressappoco nella stessa posizione rispetto al proprio nodo (il punto, cioè, dove l’orbita del nostro satellite interseca quella terrestre) e alla stessa distanza dalla Terra.
Anche gli antichi rimasero stupiti di fronte a questo fenomeno: i Babilonesi hanno meticolosamente annotato ogni volta in cui l’eclissi solare è avvenuta, si racconta che il filosofo greco Talete sia stato il primo a studiare scientificamente questo avvenimento, le maghe tessale conoscevano i riti per provocare le eclissi, in particolar modo quelle lunari.
Eccezionale è il risultato di un’eclissi solare raccontato da Erodoto: il comportamento dei protagonisti ci fa apprezzare appieno quanto i fenomeni astronomici influenzassero la vita degli uomini antichi.
Nel sesto anno ebbe luogo una battaglia in cui accadde l’eclissi; quando il combattimento era ormai iniziato, improvvisamente il

Galileo presenta il telescopio (L. Sabatelli, Museo di storia naturali di Firenze)
giorno divenne notte. E questo mutamento del giorno, Talete di Mileto lo aveva predetto agli Ioni fornendo anche l’anno dell’evento. I Lidi e i Medi, tuttavia, quando in pieno giorno si videro sovrastati dalla notte, cessarono il combattimento e furono entrambi molto interessati a fare la pace fra loro. (Storie 1.74)
Impegnati in una lunga guerra, i Medi e i Lidi si affrontano in uno scontro campale quando, improvvisamente, il sole si oscura e la notte prende il posto del giorno: l’ira degli dei si è manifestata, bisogna porvi rimedio. Ed è così che, dopo impegnative battaglie, la pace fra i due popoli fu frettolosamente siglata. L’eclissi solare diventa così un mezzo tramite il quale la voce degli dei si esprime e a cui bisogna dare ascolto.

Esempio di eclissi solare
Questo evento, anche se ormai privo dei significati simbolici di cui un tempo era carico, rimane comunque un fenomeno suggestivo che stimola la nostra fantasia: il 20 marzo sarà una buona occasione per godere dei coinvolgenti moti celesti, ricordandosi sempre di proteggere il proprio sguardo e non assistere ad occhio nudo alla scomparsa del sole.
Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa.
/in Archeologia & Storia, Genitori & Bambini, museo F. Eusebio di Alba, News per le scuole, Uncategorized“Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa”
In occasione di Expo 2015, dedicata all’affascinante quanto complesso tema dell’alimentazione, Il Civico Museo “Eusebio”, in collaborazione con la Sovraintendenza per i beni archeologici del Piemonte, inaugura la mostra “Sulla tavola degli Albesi 3000 anni fa. Modalità di conservazione e preparazione del cibo nell’età del Bronzo” che permette di approfondire la storia dell’alimentazione locale.
La mostra mette in luce i recenti ritrovamenti archeologici risalenti proprio all’età del Bronzo, durante la quale la vita del villaggio preistorico albese era nel pieno del suo sviluppo. I vasi e recipienti esposti permettono di approfondire la conoscenza delle abitudini culinarie dei nostri antenati, aggiungendo informazioni utili per ampliare le notizie relative al periodo preistorico nell’albese il cui antico passato è già ben testimoniato dalla sezione di archeologia preistorica del museo cittadino.
L’esposizione di reperti archeologici nella mostra “Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa” è corredata da un apparato informativo che analizza il tipo di alimentazione caratterizzante gli abitanti del villaggio albese e che si sofferma a riflettere sulla grande rivoluzione alimentare che è avvenuta, secoli dopo, come conseguenza della scoperta dell’America dal cui territorio vengono importati nuovi tipi di alimenti.
L’aratro di Lavagnone, conservato presso il Museo archeologico “Rambotti” di Desenzano del Garda
Infine grande interesse desta la riproduzione a grandezza naturale dell’ aratro di Lavagnone, il più antico a noi pervenuto, risale infatti a circa 4000 anni fa, e che eccezionalmente si è conservato in maniera tale da permetterci di cogliere appieno il funzionamento di questo strumento. Un video introduttivo mette in mostra proprio la sua realizzazione eseguita con gli stessi metodi e strumenti dell’età preistorica e il suo utilizzo durante l’aratura e si dimostra essere un bell’esempio di come l’archeologia sperimentale si un supporto fondamentale per la comprensione di ciò che è avvenuto in un passato così lontano.
Visite guidate gratuite a cura della nostra associazione ogni Sabato pomeriggio, a partire dal 30 maggio e fino all’11 luglio.
Due turni di visita alle ore 15,00 e alle ore 16,30.
Per maggiori informazioni e prenotazioni (consigliate) clicca qui.
La mostra “Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa” è visitabile dal 23 maggio al 31 dicembre negli orari di apertura del Civico Museo Eusebio ed è compresa nel biglietto di ingresso allo stesso.
Per maggiori informazioni clicca qui.
la Notte Bianca delle Librerie: aperti fino a mezzanotte il Museo Eusebio & Alba Sotterranea
/in UncategorizedProtagoniste le librerie insieme alle più importanti realtà culturali che si occupano della promozione della lettura.
Una miriade di micro-eventi, presentazioni di libri e incontri con gli autori… che dal pomeriggio fino a tarda sera si terranno nelle numerose librerie cittadine, mentre le sedi del Sistema Museale Albese apparecchiano visite tematiche speciali e aperture straordinarie.
E per una pausa golosa i ristoranti, in collaborazione con l’Associazione Commercianti Albesi, propongono uno speciale piatto letterario.
Il museo rimarrà aperto al pubblico sia il pomeriggio (con il consueto orario 15.00 – 19.00) che alla sera (dalle 20.00 alle 0.00)
Fino a mezzanotte si potranno ammirare le 21 sale del suo percorso espositivo, ricco ed articolato.
Alba Sotterranea, invece, propone il suo primo tour notturno, con partenze dei turni di visita dalle ore 21:30 e conclusione al museo Eusebio.
Nonostante gli orari, sarà comunque possibile per i visitatori visitare le sale del museo civico Federico Eusebio: il museo fondato nel 1897, ma allestito secondo canoni più moderni nel 2001, resterà infatti aperto per l’occasione dalle ore 20:00 alle ore 24:00. A queste 4 ore di apertura serale si aggiungono le normali 8 delle consuete aperture domenicali.
Per le info e prenotazioni clicca qui
La vigna di Madeinlanga: un’installazione multisensoriale
/in Viaggi & Miraggila Vigna – installazione di Land art
In occasione di “Vinum 2015: 39° fiera nazionale dei vini di Langhe e Roero“, presso il cortile della Maddalena, sarà possibile godere di un’installazione multisensoriale intitolata “La vigna”. Artisti e creatori dell’esposizione sono i designer di “Made in Langa” che si ispirano per le loro opere al mondo contadino che caratterizza il nostro paesaggio collinare. Tutto viene riutilizzato per creare nuovi oggetti: lampade, sedie e portabottiglie di una volta si trasformano e assumono una nuova vita, seguendo il ben noto detto piemontese
Madeinlanga Design spontaneo dei paesaggi vitivinicoli
L’installazione sarà visibile dal 18 aprile al 3 maggio e farà da corredo alla mostra “Design spontaneo nella cultura dei paesaggi del vino” che offre uno spunto di riflessione sulla pratica del recupero di oggetti antichi.
La mostra è visitabile presso il Centro Culturale San Giuseppe, il cui percorso archeologico è inserito come tappa all’interno degli itinerari di Alba Sotterranea, il passato è sotto i tuoi piedi, viaggio al centro della città in compagnia di un archeologo professionista con visite possibili durante tutti i giorni della manifestazione ( 25 e 26 aprile, 1 2 e 3 maggio).
Vinum: la fiera nazionale dei vini di Langhe e Roero
/in Archeologia & Storia, museo F. Eusebio di Alba, UncategorizedVinum, fiera nazionale dei vini di Langhe e Roero
Al via la 39a edizione di Vinum, la Fiera nazionale dei vini di Langhe e Roero che si svolgerà ad Alba il 25 e 26 aprile e di nuovo il 1/2/3 maggio.
Ricco è il calendario promosso dall’organizzazione per fare conoscere al grande pubblico i gusti e i sapori dei vini tipici delle nostre colline. Fra degustazioni guidate e assaggi di cibo tradizionale, la rassegna mette in mostra i tesori più preziosi del nostro territorio: i vini, spaziando fra i bianchi e i rossi di Langhe, del Roero e del Monferrato, senza dimenticare le bollicine di Asti.
Ma i tesori del territorio non si limitano ai sapori fruttati dei vini: la ricchezza della storia di Alba regala grandi sorprese nascoste nel sottosuolo della città e con Alba Sotterranea si può andare a scoprire ciò che è rimasto nel ventre della città. In compagnia di un archeologo professionista la terra mostrerà le bellezze delle città antiche coperte dal tempo: i fasti e gli splendori della città romana riprenderanno vita e l’abitato medievale farà rivere i suoi suoni e rumori in un viaggio alla scoperta del passato.
I resti del teatro romano sotto la chiesa di San Giuseppe
Durante la manifestazione di Vinum, quindi il 25 e 26 aprile e poi di nuovo l’1/2/3 maggio sarà possibile partecipare alle visite guidate organizzate per tutto il giorno a partire dalle ore 10,00 e fino alle ore 18,00. Ricordiamo che per partecipare è necessaria la prenotazione.
Inoltre è possibile seguirci su nostri profili Facebook e Twitter per restare sempre informati sulle nostre iniziative in tempo reale!
Il Gruppo Astrofili Monferrini: stelle & fotografia digitale
/in UncategorizedPer comprendere la forza di questo nostro desiderio basti pensare che oggi abbiamo paradossalmente più occasioni di osservare in pubblico che di farlo tra di noi. La vita “diurna” è infatti spesso incompatibile con la possibilità di passare la notte svegli col naso all’insù!
Dopo aver appena organizzato una serata dedicata al pianeta Giove che resterà ancora alto nel cielo per diverse settimane sorgendo però sempre più tardi, saremo nuovamente a Celle Enomondo il 22 maggio per una passeggiata dall’imbrunire sino al calar della notte; in questa occasione con varie soste impareremo a muoverci nel cielo man mano che le stelle diventeranno sempre più numerose, per poi approdare
Saturno e i suoi anelli
all’arrivo ai piedi del…Signore degli Anelli! In quelle sere sarà infatti protagonista Saturno ben visibile a Sud nel cielo di metà notte.
Appuntamento da non perdere anche quello con le Perseidi, le lacrime di S.Lorenzo, quest’anno con un massimo di attività tra il 12 e il 13 di agosto e con la Luna nuova che non disturberà l’osservazione delle deboli meteore.
Un’altra eclisse avverrà poi a settembre il giorno 28 attorno alle 4 e mezza del mattino quando la nostra luna si colorerà di rosso cupo nascondendosi nell’ombra della Terra
la galassia di Andromeda
In definitiva in ogni momento dell’anno c’è qualcosa di meraviglioso da osservare, sia che si possegga un telescopio un binocolo o i nostri semplici occhi!
Culturalmente abili?
/in Archeologia & StoriaDopo mesi di lavoro da parte dello staff, Ambiente & Cultura ha partecipato al bando “culturability – spazi d’innovazione sociale”, promosso dalla fondazione Unipolis, attraverso il progetto “Il giardino della città sepolta”.
Particolare dell’affresco della Villa di Livia a Roma
Il nostro rappresenta solamente uno dei 999 progetti presentati da operatori o attori under 35 provenienti da tutta Italia: questo numero è fortemente rappresentativo della vitalità e del fermento che contraddistinguono il settore economico della cultura e della creatività nel nostro Paese.
C’è tanta voglia di fare!
La rigenerazione urbana, la valorizzazione del passato romano, preistorico e del patrimonio naturale della città sono le aree nelle quali il nostro progetto eventualmente interverrà.
Infatti, il progetto si pone l’obiettivo di riqualificare uno spazio verde urbano poco utilizzato attiguo alla scuola media Vida-Pertini di Alba, nelle vicinanze di un importante sito archeologico (il Complesso delle Antiche Mura). Esso rientra nel quadro di un più ampio intervento volto al recupero del sito che vede coinvolti il Comune di Alba e il museo civico archeologico e di scienze naturali “Federico Eusebio”: cominciato nell’estate del 2014 e in via di conclusione per quel che riguarda il restauro e l’allestimento degli interni, godendo dell’indispensabile sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. L’azione si va ad armonizzare in un ben più vasto quadro di iniziative orchestrate che hanno come fulcro l’importante sito archeologico.
Come potremmo riqualificare questo spazio?
Attraverso la creazione di un “giardino archeologico – aula verde”: un’area outdoor in cui saranno allestite ricostruzioni di archeologia sperimentale e spazi per la didattica delle scienze naturali, sede ideale per forme di turismo attivo di qualità o didattica per le scuole di ogni ordine e grado.
L’obiettivo sarà raggiunto tramite la creazione di un centro di archeologia sperimentale che provvederà all’organizzazione dell’area, alla realizzazione delle riproduzioni e alla dotazione della pannelistica.
Inoltre il progetto prevede il coinvolgimento dell’associazione cultural 3P e del centro diurno per disabili cittadino sia per la creazione di una linea di merchandising dedicata (oggettistica fatta a mano ispirata a riproduzioni di reperti archeologici o naturalistici locali) sia per la realizzazione dei pannelli.
Cittadini di Alba, turisti e alunni delle nostre scuole saranno i destinatari del nostro intervento: il sito, nel suo nuovo aspetto, sarà inserito nel circuito di visite “Alba Sotterranea. Il passato è sotto ai tuoi piedi!” e nell’offerta didattica “Il museo per la scuola”.
Nella speranza che la nostra partecipazione nel bando possa trasformarsi in una nuova opportunità per la città… L’associazione, attraverso il lavoro dei suoi membri, ha comunque profuso il massimo sforzo per la presentazione di un progetto che possa contribuire a migliorare la vita culturale di Alba.
Vi aggiorneremo!
La Primavera di Alba… con la A maiuscola!
/in UncategorizedIl 10 marzo, in una radiosa giornata di sole, nella nuova sala “Beppe Fenoglio” presso il cortile della Maddalena, il Sindaco di Alba Maurizio Marello , l’Assessore alla cultura e al turismo Fabio Tripaldi e il Presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba Liliana allena hanno presentato la Primavera di Alba.
La primavera di Alba
I mesi di marzo, aprile e maggio saranno infatti densi di appuntamenti che, nel loro insieme, animeranno la vita enogastronomica e culturale della città, attirando allo stesso tempo numerosi visitatori.
In primis, torna la grande rassegna nazionale Vinum, nelle giornate del 25, 26 aprile e 1, 2, 3 maggio, durante cui sarà possibile per i partecipanti effettuare una serie di degustazioni di pregiati vini locali in un’atmosfera di grande partecipazione da parte della cittadinanza e degli esercizi commerciali del centro di Alba.
Inoltre, nella serata del 21 marzo tornerà l’Alba Jazz Festival con le note musicali del grande chitarrista newyorkese Peter Bernstein che, dopo anni di carriera, è ormai uno dei capifila del jazz contemporaneo.
Wine for Tasting, i concerti di Bacco & Orfeo e altri appuntamenti di vario genere – dal cinema al teatro, dalla musica ai vini, dai nostri prodotti gastronomici a conferenze di vari specialisti nei più diversi settori – sono solo alcuni degli eventi che animeranno questi mesi.
Chiaramente, per l’occasione, Alba Sotterranea si moltiplica!!!
Ipotesi ricostruttiva di Alba Pompeia (disegno F. Corni)
Numerosi e molti vari saranno i nostri appuntamenti. Ci troverete il 21 e il 22 marzo, il 6 aprile (Pasquetta), il 12, il 18, il 25, il 26 aprile e l’1, 2, 3 maggio. Per tutte le date, gli orari e gli itinerari clicca qui.
Infine, altri eventi sono in programma in museo:
Ti aspettiamo!
Eclissi 20 marzo 2015: il sole si oscura
/in AmbienteIl 20 marzo 2015, in mattinata, anche ad Alba, nel bel mezzo delle colline di Langhe & Roero, sarà possibile osservare un evento che da sempre affascina l’uomo: è prevista infatti un’eclissi solare, un’occasione rarissima per studiare il sole ( la prossima eclissi di sole visibile in italia sarà il 20 giugno 2020)
Alle nostre latitudini sarà parziale, ma comunque generosa (circa il 65% del disco solare sarà oscurato). La nostra associazione, insieme al museo civico F. Eusebio e il Gruppo Astrofili Monferrini ha organizzato uno speciale evento pubblico per la visione assistita del fenomeno, in compagnia di esperti, con l’ausilio di telescopi con appositi filtri e le dovute precauzioni di sicurezza (nonché la possibilità di foto ricordo dell’evento): per il dettaglio delle info clicca qui
Eclissi solare sarà totale alle latitudini più boreali
La luna si frappone tra Terra e sole; getta il suo cono d’ombra sull’Europa, parte dell’Africa e dell’Asia
L’evento inizierà alle ore 9.20, si protrarrà fino alle 11.40, con culmine alle 10.30 circa.
L’evento sarà osservabile anche dalle nostre zone: un’occasione irripetibile per lasciarsi conquistare dalla meraviglia per la natura.
L’eclissi di questo mese è la 61esima nella serie Saros 120: la prima è avvenuta l’11 agosto 1069, quasi mille anni fa.
Si tratta di una “famiglia” di eventi astronomici in cui ogni evento è separato dal precedente (e successivo, naturalmente) da 6.585,3 giorni, pari a 18 anni, 10 giorni e 8 ore (o 18 anni, 11 giorni e 8 ore, a seconda di quanti anni bisestili cadono nell’intervallo temporale). Proprio le 8 ore in più rispetto al numero intero di giorni di 24 ore che il nostro pianeta impiega nel compiere il suo moto di rivoluzione intorno al sole ( e che recuperiamo ogni 4 anni con l’inserimento in calendario del 366^ giorno) fanno sì che l’evento successivo sia visibile in una zona del pianeta diversa dalla precedente, andandosi a collocare circa 120° più ad ovest (corrispondenti a un terzo di rotazione della Terra, ovvero quanta si compie nel periodo delle 8 ore eccedenti).
Bisognerà aspettare a lungo prima di contemplare un fenomeno celeste analogo, quindi. Per essere precisi la prossima eclissi Saros 120 avverrà il 30 marzo 2033 e non sarà visibile in talia ( bisognerà mettere in conto un viaggio di qualche migliaia di chilometri per ammirarla).
Sarà dunque un’occasione imperdibile per ammirare il solenne spettacolo delle volte celesti.
Per permettere di passarlo in compagnia di esperti astrofili, con l’ausilio di telescopi e con le dovute protezioni e precauzioni, la nostra associazione insieme al museo Eusebio ha organizzato un’osservazione assistita del fenomeno (venerdì 20 marzo, dalle 9.00 alle 12.00, cortile della Maddalena, via Vittorio Emanuele 19)
Tutte le eclissi che appartengono alla famiglia Saros sono molto simili tra loro, dal momento che la Luna si trova pressappoco nella stessa posizione rispetto al proprio nodo (il punto, cioè, dove l’orbita del nostro satellite interseca quella terrestre) e alla stessa distanza dalla Terra.
Anche gli antichi rimasero stupiti di fronte a questo fenomeno: i Babilonesi hanno meticolosamente annotato ogni volta in cui l’eclissi solare è avvenuta, si racconta che il filosofo greco Talete sia stato il primo a studiare scientificamente questo avvenimento, le maghe tessale conoscevano i riti per provocare le eclissi, in particolar modo quelle lunari.
Eccezionale è il risultato di un’eclissi solare raccontato da Erodoto: il comportamento dei protagonisti ci fa apprezzare appieno quanto i fenomeni astronomici influenzassero la vita degli uomini antichi.
Impegnati in una lunga guerra, i Medi e i Lidi si affrontano in uno scontro campale quando, improvvisamente, il sole si oscura e la notte prende il posto del giorno: l’ira degli dei si è manifestata, bisogna porvi rimedio. Ed è così che, dopo impegnative battaglie, la pace fra i due popoli fu frettolosamente siglata. L’eclissi solare diventa così un mezzo tramite il quale la voce degli dei si esprime e a cui bisogna dare ascolto.
Esempio di eclissi solare
Questo evento, anche se ormai privo dei significati simbolici di cui un tempo era carico, rimane comunque un fenomeno suggestivo che stimola la nostra fantasia: il 20 marzo sarà una buona occasione per godere dei coinvolgenti moti celesti, ricordandosi sempre di proteggere il proprio sguardo e non assistere ad occhio nudo alla scomparsa del sole.
Ceramica grès porcellana Raku: ecco gli specialisti Roberto di Giorgio e Manuela Incorvaia per La Bottega del Ceramista.
/in Arte & LetteraturaManuela Incorvaia e Roberto di Giorgio saranno gli specialisti che condurranno i partecipanti durante l’evento del 29 Marzo “La Bottega del Ceramista e del Ceramografo” attraverso un viaggio che li porterà alla scoperta della millenaria storia della lavorazione della ceramica fino alle ceramiche Raku della cerimonia giapponese del te .
Ecco le loro presentazioni:
Manuela Incorvaia è originaria di Genova ma dal 1995 vive e lavora a Castiglione Tinella (Cn).
Pensieri Alati – di M. Incorvaia
Le sue opere sono espressione di un approccio personale all’arte caratterizzato da una espressione poetica e ludica. Notevole è stata la sua attività didattica svolta in Istituti d’Arte, Licei Artistici e Accademie di Belle Arti in Alba , Asti, Genova e Torino.
Nel 2001 partecipa su invito della RAI alla trasmissione televisiva “Geo & Geo” condotta da Sveva Sagramola nello spazio dedicato all’Artigianato Artistico.
Ha partecipato a numerose performances, concorsi e manifestazioni di pittura e scultura ottenendo lusinghieri riscontri , come il 2° premio consegnato da Emanuele Luzzati alla “Rassegna gruppi presepiali” dedicata all’artista Piombino di Albissola, vincitrice del concorso “Insieme per vincere” svoltosi a Bardonecchia per le Olimpiadi invernali Torino 2006, nel 2012 vincitrice del 1°premio “Il paese racconta” Vidracco (To).
Ha esposto in diverse mostre personali e collettive fra le quali si ricordano: “Homo faber” Palazzo Andrea Doria-Genova 1993,”Made in Italy” Nizza-Acropolis Francia 1993,”CONcretaMENTE” Fondazione Ferrero Alba (cn),”Artigianato Artistico di ispirazione religiosa tra innovazione e tradizione” Roma da cui l’omonima edizione Il Quadratino Milano 2000,”Matermateriae“L’evento in Arte Bardonecchia (To) 2006, “Antigone” uno sguardo al femminile Grugliasco (To) 2007,”Angeli e demoni” Grugliasco (To) 2010.
Genovese di nascita, Roberto Di Giorgio vive e lavora dal 1995 a Castiglione Tinella (Cn).Ha eseguito un corso di formazione professionale
Opera di R.Di Giorgio
per ceramisti a Genova e corsi di perfezionamento per tornianti e tecniche grès e porcellana all’inizio degli anni ’80.
Ha partecipato a numerosissime mostre personali e collettive in Italia e all’estero: a Genova, Milano, Lugano(1990)Bologna (1993) Alba(Cn) (1998),Eifel (Germania) 1998,ecc,con lusinghiero apprezzamento di pubblico e critica
Nel suo curriculum figura la partecipazione ai più importanti concorsi nazionali di ceramica tra cui Certaldo (1987 1988 1989) con due premi e una segnalazione.
Nel corso degli anni ha effettuato diverse performances di ceramica raku sotto l’egida degli Assessorati alla Cultura di vari comuni Liguri ed extraregionali.
Hanno parlato di lui numerosi giornali e riviste specializzate nonchè il libro “La forma della vita” di Seveso, “La seduzione delle immagini” Mondadori editore,”Elite d’Arte-Arte Italiana” Edizioni Elite.
Per il ventennale della Fondazione Ferrero di Alba (Cn) si parla di lui nella pubblicazione del libro “Lavorare Creare Donare” di R. Lavarini R. Scramaglia.
Nel 1992 viene pubblicato un articolo su di lui per la rivista australiana “Art and Perception” a cura di Dave Davies.
I Longobardi, non solo guerrieri. Barbarissimi tra i barbari.
/in Archeologia & StoriaRe Alboino
I Longobardi (ossia le “Lunghe Barbe“, a cui deve il suo attuale nome la Langobardia medievale e l’attuale Lombardia), centomila persone – non solo soldati, ma anche donne, vecchi e famiglie – partite dall’attuale Ungheria e provenienti ancora da più a Nord, cominciarono dal Friuli la conquista della penisola italiana il lunedì di Pasqua del 2 Aprile 568, guidati da re Alboino: una migrazione che cambierà in maniera decisiva la storia e la cultura del nostro Paese, determinando pure lo scenario del Piemonte meridionale nei secoli dell’Alto Medioevo.
Di loro si è parlato al convegno “Barbarissimi tra i Barbari”, organizzato dal FAI nella giornata del 21 Febbraio a Cuneo, nello Spazio Incontri Cassa di Risparmio. Un uditorio interessato e partecipe, non composto solamente da addetti ai lavori, ha avuto la possibilità di ascoltare gli interventi di alcuni specialisti, tra i quali Egle Micheletto e Sofia Uggè della Soprintendenza Archeologica regionale.
Gli interventi hanno riguardato le 776 tombe longobarde rinvenute negli ultimi anni in occasione dei
Veduta dall’alto della necropoli longobarda di Sant’Albano Stura (CN)
lavori per l’autostrada Asti-Cuneo a Sant’Albano Stura. Di esse, 171 hanno restituito corredi maschili, 84 femminili, 240 di dubbia attribuzione e 281 prive (la colossale opera di scavo archeologico è stata compiuta in poco più di un anno, ed è costata poco più di 950.000 euro, iva esclusa, ha significativamente ricordato la Soprintendente Micheletto).
Il corredo – ovvero quella serie di oggetti che erano seppellitti insieme al defunto – costituisce spesso
uno degli indicatori che più ci permettono di comprendere alcuni degli aspetti della concezione della vita e della morte di questo popolo. Infatti, i reperti scoperti ci svelano che i Longobardi – oltre ad essere un popolo molto legato al mondo della guerra – possedevano anche maestranze artigianali dalla grande sapienza tecnica.
Un capolavoro di oreficeria longonbarda esposto nella mostra Ornamenta – necropoli di Sant’Albano stura
A conferma di ciò, la necropoli di Sant’Albano Stura ha restituito numerosi reperti, provenienti dalle tombe maschili che riguardano il mondo bellico (cinture, spade e uno scudo) ma anche reperti – 47 collane, coltellini, vasellame, piccoli amuleti, un prezioso resto di broccato a filo d’oro e resti di preziosi tessuti – che ci danno un’immagine di questo popolo molto diversa da quella tradizionale, legata in maniera indossolubile alla guerra.
Alcuni reperti provenienti dalla necropoli longobarda di Collegno (TO)
Il convegno è stato anche occasione di visita e di approfondimento della nuova sezione inaugurata al museo civico di Cuneo, presso il Complesso di San Francesco che espone al pubblico in maniera permanente i primi reperti provenienti dalla necropoli.
Alcuni di essi avevano avuto modo di essere già ammirati nel 2012, all’interno della mostra Ornamenta femminili ad Alba e nel Cuneese in età antica del museo civico archeologico e di scienze naturali F. Eusebio.
I successivi ritrovamenti – a partire dalle 50 tombe ancora da scavare a Sant’Albano Stura – getteranno sicuramente ulteriore luce su questo popolo, protagonista di una migrazione che ha provocato un incontro-scontro tra la cultura romana, ancora molto forte nella penisola, e quella germanica, di cui i Longobardi si fecero portatori.