Dal 25 ottobre la città di Alba ospita la prestigiosa mostra “Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe“, voluta e ospitata dalla Fondazione Ferrero di Alba , in collaborazione con la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte.
Dedicata alla figura di Felice Casorati, una ampia antologica che è ammirabile alla Fondazione Ferrero, ad Alba prorogata fino al 15 febbraio 2015.

Date e orari : da sabato 25 ottobre a domenica 1° febbraio 2015
Lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – il sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 19.00 Martedì chiuso.
Accesso e servizi per disabili
Ingresso gratuito
Indirizzo : Strada di Mezzo, 44 – 12051 Alba.
Tel: 0173.295259 – fax 0173363274 – info@fondazioneferrero.it
Info: http://www.fondazioneferrero.it/appuntamenti/MOSTRA-FELICE-CASORATI
In occasione dell’ultimo mese dell’esposizione e data la grande richiesta di singoli e gruppi, sono state calendarizzate alcune giornate di visita straordinaria ai percorsi di Alba Sotterranea. Il passato è sotto ai tuoi piedi!, l’avventura della scoperta delle radici archeologiche della città, perfettamente compatibile nell’arco di una giornata intera di permanenza ad Alba (si consiglia però di recarsi alla mostra già dal mattino, date le lunghe code per l’ingresso).
Per tutte le domeniche dall’11 gennaio al 8 febbraio, in orario pomeridian0, e sabato mattina 24 gennaio, in orario mattutino, è possibile iscriversi (cliccando qui) ai tour guidati da un archeologo professionista all’interno del progetto patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Soprintendenza per i Beni archeologici del Piemonte e MAE. Per gruppi su prenotazione in qualunque data.
Per il dettaglio delle info e per le prenotazioni (obbligatorie) per Alba Sotterranea clicca qui
Per il dettaglio delle info e delle modalità di ingresso e di visita alla mostra su Felice Casorati: http://www.fondazioneferrero.it/appuntamenti/MOSTRA-FELICE-CASORATI
LA MOSTRA
La prospettiva progettuale è dichiarata sin dal titolo, Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americh
e, e si concentra sulla storia espositiva e sulla ricezione internazionale della pittura casoratiana, dagli anni Dieci agli anni Cinquanta.
Curata da Giorgina Bertolino – coautrice del Catalogo generale delle opere di Felice Casorati, edito nel 1995 e aggiornato nel 2004 -, la mostra è concepita per ricostruire l’evoluzione della ricerca individuale dell’artista e, contemporaneamente, per restituirne la storia pubblica: una storia di mostre, di premi e di riscontri critici e di relazioni con il ricco panorama dell’arte del Novecento.
L’obiettivo del progetto è di realizzare un’antologica che rispecchi questa composita mappa di partecipazioni, contatti e confronti, indice del successo riconosciuto all’arte di Felice Casorati anche oltre i confini nazionali, e che, d’altra parte, rievochi il forte dinamismo che contraddistinse in quei decenni la cultura artistica italiana, le sue istituzioni, le sue personalità e i suoi centri propulsori.
«La mia pittura accolta con tanta severità in patria, trovò all’estero consensi cordiali, talvolta entusiasti. Moltissime le riviste che mi dedicarono articoli. Fui invitato ad allestire mostre personali in Germania, in Belgio, in America, in Francia e
persino in Russia. Le Gallerie d’Europa e d’America ospitarono fin troppo volentieri i miei quadri.»
Con queste parole Felice Casorati raccontava, nel 1943, la sua vicenda artistica oltre confine nell’Aula Magna dell’Università di Pisa.
Felice Casorati.
Collezioni e mostre tra Europa e Americhe raccoglie un nucleo di opere filologicamente coerenti rispetto alla provenienza e alla storia delle mostre, a partire dalla scelta di un ampio gruppo di dipinti appartenenti a collezioni museali.
La collaborazione della GAM di Torino – depositaria della più ampia collezione pubblica di opere di Felice Casorati – conferma l’impostazione scientifica del progetto di mostra e catalogo, avvalorata dalla presenza del Comitato Scientifico presieduto da Danilo Eccher, direttore della Galleria torinese e composto da personalità autorevoli: Edith Gabrielli, Carlo Sisi, Ester Coen, Flavio Fergonzi, Maria Cristina Bandera, Luigi Cavallo, Ana Gonçalves Magalhães, Virginia Bertone.
Tre i filoni che orientano la scelta delle opere.
Il primo riguarda dipinti esposti nel contesto internazionale delle Biennali veneziane, dalla prima partecipazione nel 1907 all’antologica postuma organizzata nell’ambito dell’edizione del 1964.
Il secondo riguarda opere acquisite – Casorati in vita – da musei e collezionisti stranieri, alcune delle quali a tutt’oggi appartenenti a importanti istituzioni museali estere.
Il terzo, opere che l’artista scelse di presentare in esposizioni collettive organizzate in Europa, negli Stati Uniti e in Sud America, attualmente ubicate in collezioni pubbliche e private nazionali e internazionali.
Celebrato come uno dei maestri dell’arte italiana del Novecento, Felice Casorati fu protagonista del circuito dell’arte internazionale che, con particolare intensità nei decenni tra il Venti e il Quaranta, lo vide partecipare a importanti esposizioni celebrative (tra le quali, nel 1910, l’Esposizione Internazionale d’Arte del Centenario argentino di Buenos Aires e l’Esposizione Internazionale di Belle Arti per il Centenario dell’Indipendenza di Santiago del Cile; nel 1929, l’Esposizione Universale di Barcellona; nel 1935, l’Esposizione Universale di Bruxelles; nel 1937 l’Esposizione Internazionale di Parigi). Presente a numerose mostre dedicate all’arte italiana contemporanea, tra le quali alcune delle tappe delle mostre itineranti del Novecento Italiano (a Ginevra nel 1929, in America latina nel 1930, a Stoccolma e a Helsinki nel 1931), nonché a esposizioni internazionali come Documenta di Kassel (cui partecipò alla prima edizione del 1955), Felice Casorati concorse a prestigiosi premi come quello organizzato annualmente dal Carnegie Institute di Pittsburgh, al quale fu presente con continuità dal 1924 al 1939 e poi ancora nel 1950, e per il quale fu membro della giuria nell’edizione del 1927.
Grazie alla presenza dei capolavori provenienti dai musei italiani e dei dipinti in arrivo dalle collezioni straniere – alcuni dei quali pressoché inediti in Italia -, la mostra avrà tra i propri destinatari sia gli studiosi sia il grande pubblico, accolti negli spazi della mostra alla Fondazione Ferrero da un articolato programma di visite, incontri e approfondimenti, dalla proiezione di un documentario prodotto ad hoc e dalle attività educative destinate alle scuole, progettate in collaborazione con il Diparti
mento Educazione della GAM Torino.
L’intensa e approfondita campagna di ricerche su cui si basa Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe, è destinata a confluire nel catalogo edito per l’occasione. Curato da Giorgina Bertolino, il volume documenterà le opere esposte, corredate da schede monografiche; sarà composto da una serie di saggi affidati a storici dell’arte italiani e stranieri nonché illustrato da un ampio corredo iconografico e documentario.
Nel periodo di apertura dell’esposizione allestita ad Alba, la GAM di Torino presenterà una selezione di disegni di Felice Casorati, provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe del museo.
Organizzata nella Wunderkammer, la mostra di disegni sarà curata dal vice-direttore Riccardo Passoni

Le Urne dei Forti
/in Archeologia & StoriaLe Urne dei Forti – Modena, 14 dicembre 2014 – 7 giugno 2015
del Bronzo è visitabile a Modena, all’interno del Palazzo dei Musei, a cura del museo civico archeologico e etnologico; espone alcuni oggetti giunti in prestito dal museo civico Federico Eusebio di Alba (in particolare la spada spezzata rinvenuta in deposizione rituale in un pozzetto al limite nordoccidentale della necropoli del Bronzo medio recente di Corso Piave).
La mostra presenta i risultati di una ricerca pluriennale condotta sulla necropoli dell’età del bronzo di Casinalbo (MO).
Il sepolcreto fu individuato alla fine dall’800 a circa 200 metri da uno di quegli abitati dell’età del bronzo, noti come “terramare”, che a partire dal 1650 a.C. occuparono in modo capillare la pianura padana centrale.
Nuovi scavi intrapresi dal Museo Archeologico a partire dal 1994 in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna hanno indagato circa un quinto dell’estensione presunta dell’intera necropoli (pari a 12.000 mq), recuperando quasi 700 tombe costituite da pozzetti contenenti le urne cinerarie con i resti dei defunti.
Le sepolture e i corredi sono stati oggetti di un’attenta ricerca archeologica e antropologico ed il
Storie di vita e di morte in una comunità dell’Età del Bronzo
risultato di questo lungo percorso è stato letteralmente “messo in scena” all’interno di un allestimento museografico quasi “teatrale”
Il visitatore infatti attraversa una grande ricostruzione dell’area di necropoli, percorrendo il sentiero centrale che effettivamente solca il campo cimiteriale, e può ammirare, quasi in archeo-diorami, alcune scene ricostruttive delle cerimonie con cui la comunità affidava il defunto al mondo ultraterreno.
I numerosi reperti emiliani sono arricchiti dal confronto con oggetti e testimonianze provenienti da altri contesti del Bronzo medio e Tardo piemontesi, lombardi e veneti: in questo ambito la spada di tipo Trana del Bronzo albese, evidentemente retaggio di un sacrificio rituale per la protezione del terreno sacro, solitamente ospitata nella sala 6 della sezione di Archeologia preistorica ha abbandonato per alcuni mesi la sua abituale sede espositive per aggiungersi al ricco catalogo dei reperti esposti nella mostra modenese.
ipotesi dell’immanicatura della spada in bronzo di tipo Trana, offerta di fondazione del sepolcreto albese del Bronzo medio
Le terramare sono una delle più significative esperienze dell’Età del Bronzo medio e recente (circa 1650 – 1150 a.C:9 nella pianura padana, in particolare nella porzione emiliana.
Richiamano i versi di Omero e ci svelano aspetti non solo della morte, ma anche della vita di una comunità della pianura padana di oltre 3.000 anni fa, i risultati degli scavi nella necropoli dell’età del bronzo di Casinalbo (MO).
Nel settore interessato dagli scavi sono stati individuati sentieri che isolavano nuclei di sepolture e aree dove si svolgevano rituali precedenti e successivi al rogo funebre. Questi ultimi, ricostruiti grazie alle evidenze archeologiche, richiamano con forza quelli che Omero descrive nell’Iliade raccontando i funerali di Patroclo e quelli di Ettore.
Le ricerche archeologiche e antropologiche hanno, inoltre, consentito di recuperare informazioni sull’assetto demografico, l’organizzazione della società, le condizioni di vita dei suoi abitanti.
Le ricostruzioni, i filmati appositamente realizzati e le voci che nell’oscurità richiamano i versi dell’Iliade, creano una dimensione fortemente evocativa.
La mostra, realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, e con la collaborazione delle Soprintendenze per i Beni Archeologici di Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e della Soprintendenza ai Beni Storici Artistici di Modena, è curata da Andrea Cardarelli, professore di Preistoria e Protostoria all’Università Sapienza di Roma e da Cristiana Zanasi, curatrice del Museo Civico Archeologico Etnologico.
La mostra è affiancata dall’edizione scientifica della ricerca diretta da Andrea Cardarelli, con la collaborazione di Gianluca Pellacani e il contributo di vari autori del Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma e delle Università di Modena e Reggio Emilia e del Salento.
ARIADNE. Il filo della conoscenza.
/in Archeologia & StoriaDati di scavo non pubblicati, libri presenti solo in determinate biblioteche, spesso lontane, nodi burocratici che contraddistinguono l’operato di soprintendenze, biblioteche e università…
Questi sono solo alcuni degli ostacoli logistici che uno studioso o uno studente deve tentare di saltare per scrivere un testo scientifico archeologico.
Il progetto ARIADNE, lanciato dalla Commissione Europea, tenta di affrontare questa serie di problematiche con la pubblicazione online di circa 6 milioni di schede di oggetti o siti archeologici entro il 2017 in tutta Europa.
E’ finanziato dalla Commissione Europea, all’interno del Settimo Programma Quadro (ovvero il grande programma che riunisce e coordina i contributi a supporto della ricerca scientifica, pura e applicata, ora soppiantato da HORIZON 2020): il progetto ha avuto avvio nel febbraio del 2013 e ha una durata prevista di 48 mesi.
L’archeologia è una scienza che studia il nostro passato basandosi sulle fonti materiali che il nostro suolo molto spesso ci nasconde: avere la possibilità di consultare una grande banca dati online che riunisca studi effettuati in tempi e luoghi diversi sarà un grande vantaggio per tutti. Anche per coloro che dovranno divulgarne i contenuti.
Infatti, uno dei problemi che il programma ARIADNE tenta di affrontare è quello della frammentazione: tuttora esistono numerosi database contenenti informazioni che si riferiscono a periodi e regioni diverse, ma il loro utilizzo è spesso impedito da difficoltà di accesso, da funzionamenti diversi e da prospettive poco omogenee.
Al contrario, ARIADNE costituirà una grande piattaforma che renderà possibile l’accesso per migliaia di ricercatori provenienti da tutto il mondo ad una mole enorme di dati molto diversi, riuniti però da un’interfaccia e da modalità di accesso comuni.
Il respiro internazionale di ARIADNE è già ben percepibile dalle sedi dei vari workshop e conferenze che faranno da contorno al progetto: Avila, Francoforte, Atlanta, Sorrento, Digione, Glasgow, Londra,…
mitologia greca, figlia di Minosse, colei che diede del filo all’eroe ateniese Teseo, strumento che gli consentì di uscire dal labirinto, dopo l’uccisione del Minotauro.
L’acronimo ARIADNE, che sta per Advanced Research Infrastructure for Archaeological Dataset Networking in Europe, ci aiuta a comprendere al meglio il senso di questo nuovo progetto europeo: deriva infatti da Arianna, donna protagonista nella
Nella sua versione informatica, dopo aver aiutato Teseo, ARIADNE riuscirà anche ad aiutare generazioni di studiosi e studenti ad uscire da questo labirinto di dati troppo disordinati e poco omogenei tra loro? Significherebbe unire e mettere in rete generazioni di studi assai diversi tra loro con lo scopo di implementare la ricerca e di consentire una maggior diffusione di questo patrimonio di conoscenze sul nostro passato.
Solo il tempo ce lo dirà ma le premesse sembrano molto buone.
Per chi volesse seguirne gli sviluppi ecco il sito ufficiale del progetto:
http://www.ariadne-infrastructure.eu/
Il Taccuino del Viaggiatore
/in Viaggi & MiraggiSei appassionato di viaggi e ti piace anche scrivere?
Raccontaci le tue esperienze: verranno pubblicate nella sezione “Viaggi&Miraggi“ del nostro sito, un punto di
Il Taccuino del Viaggiatore
incontro dove poter soddisfare la propria curiosità leggendo le avventure di chi ha viaggiato per il mondo e ha deciso di condividere le proprie impressioni.
Per permetterci di pubblicare i tuoi resoconti abbiamo bisogno di:
Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole. (Charles Baudelaire)
Una cartella contenente le immagini del viaggio rinominate con il proprio numero: ci devono essere inviate a parte in formato JPEG o .png e con peso massimo ciascuna di 100 KB.
La vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte. (Omar Khayyam)
i viaggia vive due volte. (Omar Khayyam)tuo contributo aggiungi in calce al resoconto il tuo indirizzo e-mail e i tuoi contatti
Appena possibile pubblicheremo il tuo taccuino!!!
Ultimo giorno dell’anno a Salonicco (e nel suo passato…)
/in Viaggi & MiraggiEcco un breve resoconto di una giornata del viaggio a Salonicco e dintorni che ci ha inviato il nostro giovane archeologo Gianmarco Gastone.
Insieme a un gruppo di compagni di studi e freschi neolaureati in discipline storiche archeologiche, si è ricavato qualche giorno a
cavallo delle festività per un soggiorno alla scoperta della seconda città greca, che in epoca antica rispondeva al nome di Tessalonica.
Qui di seguito le sue impressioni riguardo all’importante museo archeologico cittadino.
Sono le 10:30, ultimo giorno dell’anno, io e i miei amici, archeologi, ci presentiamo all’ ingresso del museo archeologico di Salonicco e, dopo un poco caloroso benvenuto, entriamo.
Ospitato in un edificio simbolo della sete di modernità che la Grecia, come l’Italia, aveva negli anni ’60, il museo consente ai cittadini di costituirsi un’idea chiara e sintetica del ruolo centrale che la città ebbe nella sua storia più antica.
Ma andiamo in ordine…
All’inizio, dopo un
a breve sezione dedicata all’origine della polis, comincia un lungo percorso che, per temi, guida il visitatore alla scoperta della città e della vita che al suo interno si svolgeva, dal VII secolo a.C al IV d.C. In questo millennio la città, da polis autonoma, diventa importante centro macedone e, successivamente, romano.
Suddivisi per tematiche, molti sono i reperti che attirano i nostri sguardi, numerose le ricostruzioni scientifiche che danno linfa alla nostra immaginazione, puntuali i mezzi multimediali che consentono una fruizione del museo più interattiva. L’aspetto cronologico è invece un po’ trascurato.
Dopo un bagno di colore offerto dai numerosi mosaici macedoni, le luci si spengono e lo splendore dell’oro dei predecessori di Alessandro Magno si accende di fronte a noi.
Questi sono i tesori simbolo di quel grande Stato che si era formato senza il quale, probabilmente, Alessandro non sarebbe stato chiamato dai posteri “Magno”.
Le sue conquiste, però, non sopravvissero alla sua morte. Roma, che ne ereditò l’aspirazione universale, anche cadde.
Ma la “Nuova Roma”, Costantinopoli, era destinata a sopravvivere ancora più di mille anni e il museo successivo ci offrirà la possibilità di conoscerne meglio la società e la cultura.
E anche nel millennio successivo Salonicco sarebbe stata un’importante pedina in quel “grande gioco”, espressione che prendiamo in prestito dalla grande opera di Peter Hopkirk , che ben si adatta a darci un’idea di quel periodo che noi chiamiamo Medioevo.
Per le ultime due foto ringrazio l’amica e collega Maria Pina Garaguso.
Gianmarco Gastone
La mostra “Felice Casorati” e visita ad Alba Sotterranea: un giorno nella Capitale delle Langhe
/in Arte & LetteraturaDal 25 ottobre la città di Alba ospita la prestigiosa mostra “Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe“, voluta e ospitata dalla Fondazione Ferrero di Alba , in collaborazione con la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte.
Dedicata alla figura di Felice Casorati, una ampia antologica che è ammirabile alla Fondazione Ferrero, ad Alba prorogata fino al 15 febbraio 2015.
Date e orari : da sabato 25 ottobre a domenica 1° febbraio 2015
Lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – il sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 19.00 Martedì chiuso.
Accesso e servizi per disabili
Ingresso gratuito
Indirizzo : Strada di Mezzo, 44 – 12051 Alba.
Tel: 0173.295259 – fax 0173363274 – info@fondazioneferrero.it
Info: http://www.fondazioneferrero.it/appuntamenti/MOSTRA-FELICE-CASORATI
In occasione dell’ultimo mese dell’esposizione e data la grande richiesta di singoli e gruppi, sono state calendarizzate alcune giornate di visita straordinaria ai percorsi di Alba Sotterranea. Il passato è sotto ai tuoi piedi!, l’avventura della scoperta delle radici archeologiche della città, perfettamente compatibile nell’arco di una giornata intera di permanenza ad Alba (si consiglia però di recarsi alla mostra già dal mattino, date le lunghe code per l’ingresso).
Per tutte le domeniche dall’11 gennaio al 8 febbraio, in orario pomeridian0, e sabato mattina 24 gennaio, in orario mattutino, è possibile iscriversi (cliccando qui) ai tour guidati da un archeologo professionista all’interno del progetto patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Soprintendenza per i Beni archeologici del Piemonte e MAE. Per gruppi su prenotazione in qualunque data.
Per il dettaglio delle info e per le prenotazioni (obbligatorie) per Alba Sotterranea clicca qui
Per il dettaglio delle info e delle modalità di ingresso e di visita alla mostra su Felice Casorati: http://www.fondazioneferrero.it/appuntamenti/MOSTRA-FELICE-CASORATI
LA MOSTRA
La prospettiva progettuale è dichiarata sin dal titolo, Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americh
e, e si concentra sulla storia espositiva e sulla ricezione internazionale della pittura casoratiana, dagli anni Dieci agli anni Cinquanta.
Curata da Giorgina Bertolino – coautrice del Catalogo generale delle opere di Felice Casorati, edito nel 1995 e aggiornato nel 2004 -, la mostra è concepita per ricostruire l’evoluzione della ricerca individuale dell’artista e, contemporaneamente, per restituirne la storia pubblica: una storia di mostre, di premi e di riscontri critici e di relazioni con il ricco panorama dell’arte del Novecento.
L’obiettivo del progetto è di realizzare un’antologica che rispecchi questa composita mappa di partecipazioni, contatti e confronti, indice del successo riconosciuto all’arte di Felice Casorati anche oltre i confini nazionali, e che, d’altra parte, rievochi il forte dinamismo che contraddistinse in quei decenni la cultura artistica italiana, le sue istituzioni, le sue personalità e i suoi centri propulsori.
Con queste parole Felice Casorati raccontava, nel 1943, la sua vicenda artistica oltre confine nell’Aula Magna dell’Università di Pisa.
Felice Casorati.
Collezioni e mostre tra Europa e Americhe raccoglie un nucleo di opere filologicamente coerenti rispetto alla provenienza e alla storia delle mostre, a partire dalla scelta di un ampio gruppo di dipinti appartenenti a collezioni museali.
La collaborazione della GAM di Torino – depositaria della più ampia collezione pubblica di opere di Felice Casorati – conferma l’impostazione scientifica del progetto di mostra e catalogo, avvalorata dalla presenza del Comitato Scientifico presieduto da Danilo Eccher, direttore della Galleria torinese e composto da personalità autorevoli: Edith Gabrielli, Carlo Sisi, Ester Coen, Flavio Fergonzi, Maria Cristina Bandera, Luigi Cavallo, Ana Gonçalves Magalhães, Virginia Bertone.
Tre i filoni che orientano la scelta delle opere.
Il primo riguarda dipinti esposti nel contesto internazionale delle Biennali veneziane, dalla prima partecipazione nel 1907 all’antologica postuma organizzata nell’ambito dell’edizione del 1964.
Il secondo riguarda opere acquisite – Casorati in vita – da musei e collezionisti stranieri, alcune delle quali a tutt’oggi appartenenti a importanti istituzioni museali estere.
Il terzo, opere che l’artista scelse di presentare in esposizioni collettive organizzate in Europa, negli Stati Uniti e in Sud America, attualmente ubicate in collezioni pubbliche e private nazionali e internazionali.
mento Educazione della GAM Torino.
Celebrato come uno dei maestri dell’arte italiana del Novecento, Felice Casorati fu protagonista del circuito dell’arte internazionale che, con particolare intensità nei decenni tra il Venti e il Quaranta, lo vide partecipare a importanti esposizioni celebrative (tra le quali, nel 1910, l’Esposizione Internazionale d’Arte del Centenario argentino di Buenos Aires e l’Esposizione Internazionale di Belle Arti per il Centenario dell’Indipendenza di Santiago del Cile; nel 1929, l’Esposizione Universale di Barcellona; nel 1935, l’Esposizione Universale di Bruxelles; nel 1937 l’Esposizione Internazionale di Parigi). Presente a numerose mostre dedicate all’arte italiana contemporanea, tra le quali alcune delle tappe delle mostre itineranti del Novecento Italiano (a Ginevra nel 1929, in America latina nel 1930, a Stoccolma e a Helsinki nel 1931), nonché a esposizioni internazionali come Documenta di Kassel (cui partecipò alla prima edizione del 1955), Felice Casorati concorse a prestigiosi premi come quello organizzato annualmente dal Carnegie Institute di Pittsburgh, al quale fu presente con continuità dal 1924 al 1939 e poi ancora nel 1950, e per il quale fu membro della giuria nell’edizione del 1927.
Grazie alla presenza dei capolavori provenienti dai musei italiani e dei dipinti in arrivo dalle collezioni straniere – alcuni dei quali pressoché inediti in Italia -, la mostra avrà tra i propri destinatari sia gli studiosi sia il grande pubblico, accolti negli spazi della mostra alla Fondazione Ferrero da un articolato programma di visite, incontri e approfondimenti, dalla proiezione di un documentario prodotto ad hoc e dalle attività educative destinate alle scuole, progettate in collaborazione con il Diparti
L’intensa e approfondita campagna di ricerche su cui si basa Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe, è destinata a confluire nel catalogo edito per l’occasione. Curato da Giorgina Bertolino, il volume documenterà le opere esposte, corredate da schede monografiche; sarà composto da una serie di saggi affidati a storici dell’arte italiani e stranieri nonché illustrato da un ampio corredo iconografico e documentario.
Nel periodo di apertura dell’esposizione allestita ad Alba, la GAM di Torino presenterà una selezione di disegni di Felice Casorati, provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe del museo.
Organizzata nella Wunderkammer, la mostra di disegni sarà curata dal vice-direttore Riccardo Passoni
Sebastiano Faccinotti e la nascita dell’arte tipografica ad Alba
/in Arte & Letteratura, Viaggi & MiraggiMostra bibliografica
6 dicembre 2014 – 24 gennaio 2015
La Biblioteca di Alba organizza una mostra dedicata alla storia della stampa albese dalle origini fino al secolo XIX, riletta alla luce di
alcune nuove scoperte.
Fino a questo momento, infatti, non si avevano documenti che attestassero con certezza l’attività di una tipografia nella nostra città prima del 1769, anno in cui Francesco Antonio Pila, originario di Racconigi, vi trasferì la propria attività. Anteriormente a quella data i committenti locali si erano sempre rivolti altrove, in particolare ai laboratori attivi nelle città di Cuneo, Mondovì, Saluzzo, Asti, Carmagnola e Torino.
Il ritrovamento presso la Biblioteca Casanatense di Roma della Vita della Beata Margarita di Savoia di Serafino Razzi, pubblicata ad Alba nel 1623 da Sebastiano Faccinotti, apre nuove prospettive di studio.
La mostra, attraverso l’esposizione di volumi appartenenti a istituzioni e a collezionisti privati, vuole far conoscere ai cittadini albesi l’opera del Faccinotti, dando conto anche delle successive attività tipografiche locali. Allo stesso tempo, si vuole stimolare la ricerca degli studiosi per meglio comprendere la vita culturale della città in quel periodo storico.
6 dicembre 2014 – 24 gennaio 2015
Sebastiano Faccinotti e la nascita dell’arte tipografica ad Alba
Biblioteca civica “Giovanni Ferrero”
Via Vittorio Emanuele II, 19 – Alba
Dal martedì al venerdì (9.00-12.30 e 14.00-18.00)
Sabato (9.00-12.30 e 14.30-18.00)
Chiuso domenica e lunedì
Ingresso libero
giornata mineralogica – 30 novembre 2014
/in AmbienteL’iniziativa, a cura dell’associazione Amici del Museo Eusebio, è ad ingresso gratuito, non richiede prenotazione e prevede:
La presentazione alle ore 11.00 della “Grandaite”, un nuovo minerale scoperto da Gian Carlo Piccoli, che vedrà uno dei campioni “cotipi” (che sono serviti alla sua identificazione) affidato in esposizione al Museo Eusebio.
Seguirà la presentazione dell’ultima pubblicazione dell’Associazione, il volume “Minerali in Val d’Ala”
con proiezione sulla parete
L’illustrazione ai visitatori della collezione “Gian Paolo Piccoli” allestita nella sala di geo-paleontologia della sezione di scienze naturali del museo
Le attività avranno luogo nei seguenti spazi del museo Eusebio:
Aula didattica per l’installazione dei microscopi
Sala naturalistica ove sono esposti i minerali
Atrio di ingresso per l’esposizione della “Grandaite” e del libro
PAESAGGI SENSIBILI di Giancarlo Ferraris
/in Arte & LetteraturaL’artista Giancarlo Ferraris
Ferraris si è spesso dedicato nelle sue opere pittoriche alla rappresentazione del paesaggio di colline e cascinali in una chiave del tutto originale, mai scontata o nostalgica o agiografica, con tagli di luci ed ombre nettissimi e cromatismi antinaturalistici.
Modulo unico di prenotazione delle attività per istituti scolastici in convenzione
/in News per le scuolePer le scuole in convenzione (ovvero che prevedono più di 30 ore di attività nell’arco dell’a.s. 2014/2015): non si deve compilare il modulo online, ma è necessario rivolgersi alla segreteria del proprio istituto, che ha ricevuto l’apposito modello per la raccolta cumulativa di prenotazioni.
Per visionare il modello clicca qui:
modulo prenotazioni scuole in convenzione
Per visionare il catalogo aggiornato con tutte le attività proposte, clicca qui:
http://ambientecultura.it/files/2011/09/ottavaversione-1.pdf
Grazie della gentile collaborazione.
Buon Anno Scolastico
Presto si potranno visitare le mura di cinta e le gallerie-magazzino di Alba Pompeia
/in Archeologia & Storia, museo F. Eusebio di Alba, Uncategorized, Viaggi & MiraggiEstate 2014: si recupera e valorizza il Complesso delle Antiche Mura.
Un altro angolo della romana città di Alba Pompeia si svela in tutta la sua bellezza e importanza e gli itinerari di Alba Sotterranea si arricchiscono di una nuova, suggestiva tappa che riserverà al visitatore l’emozione di camminare dentro un edificio romano.
Il quotidiano La Stampa il 19 agosto ha riservato un ampio spazio per l’approfondimento della notizia
Per scaricare l’articolo in formato pdf clicca qui: La stampa_19_8_2014