Una mostra esclusiva di carattere archeologico dal titolo “Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere” approfondisce un tema inedito: l’uso e la diffusione del vino nell’Antico Egitto, tema che unisce la cultura egizia a quella della nostra penisola.
L’esposizione, ideata e curata da Sabina Malgora – archeologa ed egittologa – è ospitata presso la chiesa di S.
Domenico ad Alba e offre al pubblico un percorso articolato in cui si ammirano reperti archeologici dal 2686 a.C., la riproduzione in scala reale di una tomba con pitture parietali, un sarcofago con una mummia e la ricostruzione tridimensionale del suo volto, oltre a documenti fotografici.
La rassegna è organizzata dall’Associazione Culturale Mummy Project in collaborazione con il Comune di Alba Assessorato alla Cultura, patrocinata da Regione Piemonte e Provincia di Cuneo e sostenuta da Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Ente Turismo Alba Bra Langhe e Roero, Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco, Consorzio Turistico Langhe e Roero, ACA.
I 50 reperti archeologici esposti risalgono al periodo compreso tra l’Antico Regno e il periodo Romano, e uniti alla documentazione fotografica, descrivono le tematiche della mostra: l’alimentazione, la viticoltura, la vinificazione, l’uso del vino nella mummificazione e la correlazione con il misticismo e le divinità.
Due sezioni speciali approfondiscono la storia e la cultura nell’Antico Egitto.
– La prima è dedicata allo studio della mummia di Epoca Tarda e al suo sarcofago, entrambi provenienti dal
Museo di Merano ed esposti al pubblico per la prima volta. In esclusiva è inoltre presente la ricostruzione forense, ossia la testa a tutto tondo della mummia esposta, di cui si individuano i caratteri somatici grazie al complesso lavoro condotto in questi mesi dall’équipe multidisciplinare italiana Mummy Project. I loro studi, presso i laboratori americani della Pennsylvania, sono stati rivolti all’esame dei dati della tomografia computerizzata e a microanalisi effettuate sulla pelle.
– La seconda sezione avvicina alla vita degli antichi egizi tramite la ricostruzione in scala reale della tomba TT290 di Irynefer con volta a botte (m. 5,10×2,20×2,10), il cui originale si trova a Deir el Medina nel villaggio dove vivevano coloro che costruivano le tombe nella valle dei Re e delle Regine.
All’entrata è raffigurato il dio Anubi in forma di sciacallo che protegge l’ingresso e sulle pareti si osservano diverse scene didascaliche tra cui “la confessione negativa” fatta dal defunto alla presenza di 42 divinità, che formano il tribunale divino presieduto da Osiride, per poter essere ammesso nell’aldilà.
Significative sono le fotografie scattate in Egitto appositamente per l’esposizione, alcune delle quali ritraggono le rappresentazioni parietali della tomba di Nakht, TT52 della necropoli tebana di Sheikh Abd el-Qurna e raffigurano in modo dettagliato momenti di vita legati alla lavorazione della terra; in particolare la raccolta dell’uva e la spremitura, la conservazione del vino nelle anfore e la preparazione di un banchetto con grappoli offerti al defunto. Il vino, elemento simbolico in ambito religioso, era annoverato fra i doni nei corredi funerari, come viene illustrato nella Stele di Senbi (Medio Regno, XII dinastia) presente in mostra.
Tra gli oggetti legati al vino come simbolo di rinascita è esposta la statuetta in bronzo del dio Osiride che rinasce dopo la morte. Inoltre l’imponente scultura di tre metri in quarzo-diorite raffigurante la dea Sekhmet con la testa di leonessa, il cui nome significa “la potente”, ricorda un antico mito dove la dea si ubriacò e si dimenticò di distruggere il genere umano.
Curiosi sono, inoltre, gli elementi per collare usekh in fayence, che, portati da uomini e donne, erano tra gli
ornamenti personali più diffusi in Egitto; la loro forma a “grappolo d’uva” si ritrova anche in lunghe file di inserti parietali di palazzi e templi, come motivo decorativo a simboleggiare la rigenerazione. In mostra spiccano inoltre una serie di anfore rivestite internamente da materiale impermeabilizzante per conservare il vino, con forme diverse a seconda delle fasi di fermentazione e di invecchiamento.
I reperti esposti provengono da tre importanti musei italiani, il Museo Egizio di Torino, secondo di importanza
mondiale dopo il Museo Egizio del Cairo, il Museo di Merano e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
La mostra, con aperture anche serali, si inserisce nel ricco calendario di eventi che caratterizzeranno la primavera di Alba ed è arricchita da eventi collaterali, degustazioni, conferenze, serate di poesia, performance di teatro danza e concerti. Per tutte le info clicca qui
Accompagna l’evento un corposo catalogo edito da Ananke edizioni con testo critico di Sabina Malgora e saggi di importanti studiosi internazionali: Federico Bottigliengo, Alida Dell’Anna, Jonathan Elias, Alessia Fassone, Maria Rosa Guasch-Jané, Maria Cristina Guidotti, Edoardo Guzzon, Patrick McGovern, Gilberto Modonesi, Marco Mozzone, Poo Mu-Chou, Dominic Rathbone.
Il presidente del Comitato d’Onore coinvolto è la Dott.ssa Evelina Christillin. L’esposizione coordinata da Alida Dell’Anna, è stata curata nell’allestimento da Alessandra Chiti con il progetto illuminotecnico di Marco Palandella e Roberto Corradini.
Hanno contributo alla realizzazione gli sponsor: Barolo & Castles Foundation, Pio Cesare, Baratti & Milano, Cassa di Risparmio di Bra, Egea, Labirinto, Accedis.
Coordinate mostra
Titolo: Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere
A cura: Sabina Malgora
Sede: Chiesa di S. Domenico, Alba – Cuneo
Date: 22 marzo – 19 maggio 2014
Inaugurazione: venerdì 21 marzo, ore 17.30
Catalogo Ananke edizioni con testi di Sabina Malgora e AA. VV.
Orari di apertura
da martedì a venerdì: 14.30 – 18.30 (mattina e lunedì su prenotazione)
sabato: 10 – 22 / domenica: 10 – 19
Ingresso mostra
Intero € 5
Scuole elementari e medie € 2 – scuole superiori € 4
Over 70, under 14 € 4 – under 6 gratuito
Soci Touring – con biglietto Castello del Buonconsiglio (TN) € 4
Visita guidata in gruppo su prenotazione € 15
Comulativi con riduzioni:
Museo Eusebio (1 euro anziché 3) per chi presenta il biglietto della mostra
Alba Sotterranea (8 euro anziché 10) per chi presenta il biglietto della mostra
Museo del Vino di Barolo (6 euro) per chi presenta il biglietto della mostra
Castello del Buonconsiglio di Trento per chi presenta il biglietto della mostra
Biglietto ridotto alla mostra per chi presenta il biglietto di: Museo Eusebio, Alba Sotterranea, Museo del Vino di Barolo, Castello del Buonconsiglio di Trento
Info pubblico
per informazioni, prenotazioni e visite guidate (su richiesta con il curatore)
tel. 017335833 – info@ambientecultura.it, mummyproject@libero.it
www.mummyproject.wix.com/eventi
per percorsi didattici per bambini, studenti, famiglie e richieste speciali
info@ambientecultura.it, www. ambientecultura.it
Ufficio stampa
Irma Bianchi Comunicazione
tel. 02 8940 4694 – cel. 328 5910857
info@irmabianchi.it – skype: irmabianchicomunicazione1
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it
Palazzo Govone Caratti: nei sotterranei il mosaico di una domus signorile di Alba Pompeia!
/in Archeologia & Storia, Genitori & Bambini, museo F. Eusebio di AlbaLe prime date in cui sarà possibile effettuare la visita al sito sono il 23 agosto e il 27 settembre
Ciò che rimane di questa abitazione sono tre ambienti particolari che ci fanno rivivere i momenti più importanti della vita domestica in epoca romana: il cubiculum, assimilabile alla nostra camera da letto, il triclinio, una delle stanze più importanti della casa in quanto spazio di rappresentanza e infine una vano presumibilmente dotato di ipocausto, un particolare sistema di riscaldamento.
Quello che colpisce di questa area sono le testimonianze archeologiche che ci permettono di cogliere la ricchezza delle decorazioni. Di notevole importanza è il ritrovamento di parte di una pavimentazione del triclinio decorata a mosaico. Tale decorazione si rivela di particolare pregio in quanto il motivo decorativo non era ancora stato documentato ad Alba Pompeia fino al 2007, anno in cui sono partiti gli scavi proprio presso questo palazzo.
Dentro un edificio romano: le mura di Alba Pompeia!
/in Archeologia & Storia, museo F. Eusebio di AlbaInfatti questa è la volta del tratto delle antiche mura di epoca romana e delle eccezionali gallerie voltate connesse, superstiti per intero, caso rarissimo in ambito piemontese. Al termine dei lavori di recupero questo straordinario complesso diventerà una tappa di visita all’interno degli itinerari di Alba Sotterranea, i cui partecipanti vivranno l’intensa esperienza di poter godere della bellezza di un edifico romano dal suo interno.
Già Federico Eusebio, il fondatore del museo civico, nei primissimi anni del Novecento aveva individuato il tesoro archeologico che era associato a quelle vestigia: immediatamente addossate alla parte interna delle struttura muraria corrono affiancate, parallele e comunicanti due gallerie voltate di epoca romana, conservate per intero in elevato (4,20 metri) entrambe e la prima pressoché per intero anche per la lunghezza complessiva (circa 25,20 metri). La funzione ipotizzata per questo interessantissimo edificio è quella di magazzino – caserma miliare; quel che è certo che sopra vi furono costruiti gli edifici attuali che tuttora sorregge e che occupano le aule di istituti scolastici cittadini.
Silvana Finocchi, Soprintendente ai Beni Archeologici del Piemonte, riprese le indagini negli anni Settanta del Novecento, riportando in luce il basamento di una torre connessa al tratto settentrionale delle mura di cinta e proponendo una puntuale interpretazione del perimetro murario e la prima planimetria dell’impianto urbanistico di Alba Pompeia. Alla fine degli anni Novanta l’allora funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte,
Fedora Filippi, fornisce l’ipotesi interpretativa ancora oggi valida relativa alla cinta difensiva e ai due ambienti voltati, auspicando una più adeguata destinazione e valorizzazione dei resti così imponenti della città romana.
Comincia ora nel luglio 2014 l’attesa opera di recupero, restauro e valorizzazione del complesso delle Antiche Mura: grazie ai contributi della Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino si provvederà al restauro del tratto settentrionale della cortina muraria esterna, al recupero e all’allestimento preliminare per l’accessibilità alle visite, e non solo.
Tramite un sondaggio di scavo mirato del museo è stata già riportata alla luce la struttura di fondazione quadrangolare su cui si impostava la torre a base circolare che guarniva la cortina muraria in prossimità dell’angolo.
I lavori procedono sotto la supervisione e la direzione scientifica della Soprintendenza per i beni archeologici del Piemonte e MAE, coordinatati dal museo civico F. Eusebio nella persona della dott.ssa Luisa Albanese con la collaborazione del dott. Marco Mozzone dell’associazione di giovani studiosi Ambiente & Cultura, già promotrice dal 2011 del progetto Alba Sotterranea. Viaggio al centro della città.
La festa di San Lorenzo 2014
/in Genitori & BambiniSan Lorenzo martire, patrono della città di Alba (latino: Laurentius; Huesca, 225 – Roma, 10 agosto 258)
La città di Alba celebra il patrono San Lorenzo, domenica 10 agosto, con un ricco programma di eventi.
Dal pomeriggio fino a sera sono previsti tour guidati ad “Alba sotterranea”, alla “Città invisibile” e al percorso sotterraneo della Cattedrale ( per info e prenotazioni clicca qui).
Si rinnova inoltre la salita al campanile per ammirare la città dall’alto e l’osservazione guidata delle stelle in piazza Risorgimento, curata dal Gruppo Astrofili Monferrini.
Alle ore 22, in piazza Risorigimento, concerto del pianista Nikolay Bogdanov e, al termine, il brindisi con un calice di moscato.
I ristoranti e i bar di piazza Rossetti e Risorgimento proporranno per l’occasione piatti unici e menu a prezzi speciali.
Il momento principale della festa sarà la Messa Solenne delle ore 20:30, presieduta dal Vescovo e dai Sacerdoti della Diocesi.
Quest’anno verrà inoltre ricordato un altro copatrono, San Teobaldo Roggeri.
La Città e la Diocesi festeggiano infatti il ritorno del suo reliquario, un busto argento del Santo del XV secolo, trafugato nel 1983. Recuperato dall’Arma dei Carabinieri negli Stati Uniti, verrà portato in corteo verso la Cattedrale da piazza Garibaldi, alle ore 19.
PROGRAMMA
In piazza Risorgimento, ore 16.00, 17.00 e 18.00
Percorso archeologico Alba sotterranea (prenotazioni Museo Eusebio 0173 292473 – Ambiente e Cultura 339 7349949)
Nella Cattedrale di San Lorenzo, dalle 19 alle 23
Visita al Museo del Tesoro della Cattedrale e al campanile
La Città e la Diocesi accolgono il reliquario di San Teobaldo recuperato dall’Arma dei Carabinieri. Corteo verso la Cattedrale, in partenza da piazza Garibaldi alle 19.00, accompagnato dagli stendardi della Giostra delle Cento Torri.
Ore 20, canonica del Duomo per Piazza Rossetti e verso la Cattedrale:
Processione con il reliquario di San Lorenzo.
Il reliquiario “ritrovato” del santo Teobaldo Roggeri, copatrono della città di Alba
Ore 20.30, cattedrale di San Lorenzo:
Messa Solenne in onore del Santo Patrono concelebrata dal Vescovo Mons. Giacomo Lanzetti e dai parroci della Diocesi.
Dalle 21 alle 23, in piazza Risorgimento:
Tour alla Città invisibile (prenotazioni Museo Eusebio 0173 292473 – Ambiente e Cultura 339 7349949)
Osservazione delle stelle a cura del Gruppo Astrofili Monferrini.
Ore 22, in piazza Risorgimento:
“Rapsodia per le stelle”
Alba Music Festival presenta Nikolay Bogdanov, pianoforte.
Musiche di Beethoven, Chopin, Listz – Direzione artistica Giuseppe Nova
Al termine, brindisi con un calice di Moscato offerto dai volontari del Borgo di San Lorenzo.
Alba, luglio 2014: riemerge dal sottosuolo la “porta Castello” o “di soccorso”
/in Archeologia & Storia, museo F. Eusebio di AlbaLa Soprintendenza per i Beni archeologici del Piemonte diffonde le prime notizie sull’ennesima scoperta archeologica che il sottosuolo albese ha svelato. Riemergono nel quadro dei lavori per l’ampliamento della rete del teleriscaldamento cittadino da parte della multiutility Egea, i resti della porta medievale orientale della città: nuovi dati arricchiscono la conoscenza di un settore urbano conosciuto meno di altri.
Il rinvenimento è di sicuro rilevo e merita certamente una qualche sistemazione didascalica sul luogo, che vada ad ampliare il già esteso percorso archeologico cittadino (32 tappe, oggetto delle visite di Alba Sotterranea. Il passato è sotto ai tuoi piedi!)
Infatti,l’ assistenza archeologica effettuata ad Alba in occasione della posa dei tubi del teleriscaldamento in piazza Mons. Grassi (precisamente sul lato della piazza corrispondente al prolungamento di Via Acqui verso Corso Coppino, dunque all’esterno della cinta romana), commissionata da EGEA Spa e diretta dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte (funzionario di zona dott.ssa S. Uggé) ha messo in luce un tratto del muro di cinta medievale con relativa porta.
Lo studio dei dati documentari e soprattutto cartografici, unitamente ai risultati delle indagini archeologiche condotte ad Alba dalla Soprintendenza Archeologica del Piemonte in diverse occasioni (in particolare tra il 1989 e il 1993, con riprese e integrazioni in anni recenti) ha già permesso di ricostruire con sicurezza il tracciato medievale delle mura cittadine per il settore sudoccidentale, accertando l’esatta portata dell’ampliamento meridionale rispetto alla cinta muraria romana e l’edificazione della porta di S. Martino (per approfondimenti si rimanda a vari contributi editi in Alba. Una città nel Medioevo. Archeologia e architettura ad Alba dal VI al XV secolo, a cura di Egle Micheletto, Alba 1999). Il muro di cinta bassomedievale, emerso anche per lunghi tratti in alcuni contesti indagati archeologicamente (ad es. nel cortile di Via XX Settembre 7, in occasione dei lavori di ridestinazione del vecchio Cinema Corino), presenta una larghezza di circa 1 metro ed ha un profilo “a scarpa”; il profilo interno è articolato da contrafforti, posti a distanze non regolari, che servivano per garantire un miglior ancoraggio al terreno e per creare la base del cammino di ronda. Dallo scavo del deposito stratigrafico all’esterno del muro è stata confermata la presenza di un fossato, con tracce di passaggio dell’acqua, ed è stato datato lo smantellamento sistematico dell’apparato difensivo alla fine del XVIII secolo.
L’attuale piazza Mons. Grassi, occupata in età romana dalla porta decumana orientale, mantiene la sua importanza nel medioevo e la afferma anche visivamente con la costruzione di una torre, inglobata successivamente nel palazzo vescovile, un vero e proprio “quartiere episcopale” la cui edificazione avrebbe determinato un consistente ampliamento della cinta, come si è detto, ascrivibile sulla base di riscontri cartografici intorno al 1550.
L’importanza storico-architettonica di questo polo urbano orientale ha ricevuto piena conferma dagli scavi archeologi per la posa del teleriscaldamento – realizzati dalla Ditta CO.R.A. Soc. Cooperativa (in particolare responsabile di cantiere è il dott. M. Cavaletto) – che hanno messo in luce una sequenza stratigrafica articolata e di grande interesse per la conoscenza della facies medievale della città di Alba.
Sotto l’acciottolato che doveva costituire il piano d’uso più recente collegabile alle strutture della porta, ancora utilizzate anche se parzialmente private del paramento in mattoni sul lato interno, uno strato di riporto copriva la rasatura della volta di una canala, di cui una spalletta risulta tangente la struttura della porta. Si tratta probabilmente di un condotto fognario in uscita che doveva scaricare nel fossato esterno alla cinta; è stato verificato che il condotto risulta quasi coincidente con la prosecuzione di quello romano sottostante il decumano (corrispondente con l’attuale Via Acqui). Il condotto è tagliato e obliterato da una struttura abbastanza poderosa ma costruita a secco, che sembra collegabile a una probabile tamponatura della porta. Quest’ultima è costruita successivamente al muro di cinta medievale, dotato in una prima fase solo di una probabile apertura verso il Cherasca con un piano di calpestio non più conservato allo stato attuale dell’indagine (sono in corso approfondimenti); la porta ha un paramento in mattoni che nello spigolo reimpiegano sesquipedali opportunamente sagomati
Il materiale ceramico, utile per proporre una prima attribuzione cronologica delle strutture messe in luce, purtroppo è molto scarso: è costituito da invetriata tarda (XVII secolo) correlabile al piano in acciottolato e da un frammento di graffita, probabilmente di XV-XVI secolo, riferibile al muro a secco; anche la costruzione della porta è riconducibile, sulla base del materiale ceramico al XV secolo.
Rimane dunque da approfondire con l’avanzamento della ricerca la cronologia ma anche la funzione di alcuni tratti murari emersi durante lo scavo; la presenza del quartiere episcopale può aver giocato un ruolo basilare riguardo la costruzione di edifici e strutture a ridosso o sopra le mura, soprattutto se si considera che spesso i vescovi, sin dall’età carolingia, sono stati promotori della ricostruzione di numerosi circuiti murari urbani, di cui divennero anche proprietari.
Il Suonatore di tiorba di Antiveduto Gramatica accanto al Concerto di Mattia Preti per “due caravaggeschi a confronto”
/in Arte & LetteraturaFino a domenica 7 settembre 2014 il Palazzo comunale di Alba ospita Il Suonatore di tiorba di Antiveduto Gramatica.
L’opera della Galleria Sabauda di Torino – attualmente chiusa per il trasloco nella nuova sede di Palazzo Reale – è nella capitale delle Langhe nell’ambito dell’iniziativa “LaSabauda in tour per le città: proiezioni, esperimenti e verifiche sul territorio”, un progetto promosso dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte. Ideato dalla Soprintendente Edith Gabrielli con il coordinamento della Direttrice della Galleria Sabauda Anna Maria Bava, in accordo con le amministrazioni comunali e con il sostegno della Compagnia di San Paolo, l’evento coinvolge oltre a Torino tredici città della regione: Alba, Alessandria, Asti, Biella, Casale Monferrato, Cuneo, Domodossola, Ivrea, Novara, Saluzzo, Varallo Sesia, Verbania e Vercelli. Ad Alba l’esposizione è stata inaugurata giovedì 29 maggio alla presenza del Sindaco Maurizio Marello e dell’ex Assessore alla Cultura Paola Farinetti. L’opera di Antiveduto Gramatica è stata accolta nella sala della Resistenza ed accostata ad un altro quadro di altissimo valore artistico di proprietà del Comune di Alba, abitualmente collocato nella sala Consiglio del Palazzo comunale, ovvero il Concerto di Mattia Preti (1630 circa) per una visita con “due caravaggeschi a confronto”.
In effetti, «Il Suonatore di tiorba conferma la predilezione del Gramatica per i soggetti con strumenti musicali derivati dal
Caravaggio e dalla sua cerchia, motivo interpretato con vena sottilmente lirica e con gusto spiccato per l’eleganza e la delicatezza del tocco, quasi sorprendente per precisione e raffinatezza. L’opera è ritenuta frammento di una composizione a tre figure di cui si conosce una copia, già presso Bangel a Francoforte».
Nel Concerto di Mattia Preti «il soggetto raffigurato rappresenta un’allegoria della musica. È ritratta una donna che suona il clavicembalo, cui si affiancano ai lati due fanciulli: il primo legge il foglio pentagrammato, il secondo canta. La dimensione domestica viene descritta attraverso pochi elementi compositivi, due soli complementi d’arredo, il clavicembalo e uno sgabello. L’artista, infatti, non si sofferma sull’ambientazione, ma concentra l’attenzione sulla costruzione delle figure; ritrae i tre personaggi raccolti in concentrazione attorno allo strumento musicale, immersi nella penombra e lambiti da una calda luce che arriva dall’alto ad illuminarne i volti. L’immagine dipinta pare costruita su una diagonale ed è ripresa dal basso verso l’alto. La monocromia dei toni bruni, che caratterizza l’opera, è spezzata da alcuni tocchi di bianco: il pantalone del fanciullo in primo piano, il copricapo orientale e la camicia indossati dalla donna e i fogli
pentagrammati. La paternità del dipinto è stata attribuita al Preti da Roberto Longhi, che ritenne la tela un’opera giovanile per le affinità con i primi lavori dell’artista, analoghi per soggetto e per modalità stilistiche. Nei primi quadri l’autore mantiene, infatti, una dimensione introspettiva, legata al caravaggismo, soprattutto nell’impaginazione dell’opera e nell’uso della luce, per poi sfociare, nel corso degli anni, in una dimensione magniloquente. Il suo stile segue il rinnovamento pittorico in atto in questo periodo, che dall’influenza di Caravaggio slitta verso la magniloquenza della pittura barocca, che avrà come capitale Roma».
Le opere sono visitabili durante l’orario di apertura del Palazzo comunale in piazza Risorgimento, 1. Sala della Resistenza – primo piano. Martedì e mercoledì: dalle 8.30 alle 12.30; giovedì: dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16.30; venerdì: dalle 8.30 alle 12.30; sabato: dalle 8.30 alle 12 e dalle 15 alle ore 18; Domenica dalle ore 15 alle ore 18. Sabato e domenica pomeriggio l’apertura è a cura dei “nonni civici”.
Alba sotterranea e i Notturni nelle Rocche: premi per gli appassionati!
/in Ambiente, Genitori & Bambini, museo F. Eusebio di Alba, News per le scuoleL’associazione Ambiente&Cultura, il museo civico archeologico e di scienze naturali F. Eusebio di Alba e l’Ecomuseo delle Rocche del Roero offrono numerosi momenti di incontro per chi vuole sfruttare al meglio il tempo delle proprie vacanze: “Alba Sotterranea” e i “Notturni nelle Rocche” uniscono le forze e premiano i veri appassionati che decidono di partecipare ad entrambe le manifestazioni!
Infatti, a chi dimostra il proprio entusiasmo, prendendo parte sia alla visita guidata ai resti sotterranei della città romana e medievale sia alle passeggiate serali alla scoperta dei boschi roerini, verrà regalata l’intera collana “I quaderni del giovane naturalista”, preziosi libretti che permettono di conoscere in maniera più approfondita il nostro territorio.
La collana ha come obiettivo quello di avvicinare ragazzi e principianti di tutte le età al multiforme mondo della natura: ogni quaderno, con un linguaggio semplice, ma preciso nello stesso tempo, racconta un aspetto particolare del lavoro del naturalista. Vengono fornite così informazioni utili per poter apprezzare con maggiore consapevolezza l’ambiente che ci circonda: grazie alla guida di questi quaderni finalmente si ha l’occasione per allenare l’occhio alla ricerca delle tracce di animali schivi di cui non si sospetta l’esistenza, fare a gara a chi riconosce per primo un uccello che sfreccia nel cielo, imparare i trucchi del mestiere per collezionare insetti poco conosciuti…
I volumi della collana sono cinque in tutto, ognuno dei quali incentrato su un tema particolare (cliccando sul titolo, puoi visualizzare la scheda tecnica):
Per maggiori info su “Alba Sotterranea” e sul calendario, i costi e le modalità di prenotazione clicca qui.
Per maggiori info sui “Notturni nelle rocche” clicca qui.
Alba in 4 tempi. La nuova guida turistica della città!
/in UncategorizedIl titolo è particolare: i 4 tempi sono i quattro diversi itinerari di visita che vengono proposti dalle autrici, Sonia Berrino e Chiara Borgogno, per godersi appieno la bellezza del presente di Alba e la ricchezza del suo passato. Passeggiando per la città, guida alla mano, si può dunque andare alla ricerca delle tracce ancora visibili della frenetica Alba Pompeia, respirare lo spirito di indipendenza che ha caratterizzato il comune in epoca medievale, restare ammaliati dall’imponenza della cattedrale, scoprire angoli dall’atmosfera neoclassica e, infine, addentrarsi nella movimentata vita culturale del secolo passato, degnamente rappresentata da scrittori del calibro di Beppe Fenoglio e da esuberanti artisti come Pinot Gallizio.
Non vengono dimenticati il territorio circostante e i prodotti enogastronomici, primo fra tutti il tartufo, protagonista indiscusso della cucina albese, celebrato ogni anno durante la Fiera Internazionale ad esso dedicata.
Alba in 4 tempi è reperibile presso il bookshop del museo Eusebio o presso il desk informativo di Alba Sotterranea
Liriche dalla Terra del Nilo – chiesa di San Domenico, 2 maggio ore 21.00
/in Archeologia & Storia, UncategorizedLa mostra Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere, Chiesa di San Domenico, via Calissano, ad Alba, 21 marzo-19 maggio (www.mummyproject.wix.com/eventi), a cura dell’egittologa casalese Sabina M
algora, si avvia verso la conclusione, ma si presenta comunque ricca di eventi. Il prossimo fine settimana sarà il secondo week-end di VINUM, rassegna di vini delle Langhe a Palazzo Mostre, e tra gli eventi, venerdì 2 maggio alle ore 21.00 la mostra ospiterà la rassegna Liriche dalla Terra del Nilo, a cura della Stardust Company. Si tratta di un percorso tematico, che si snoda all’interno della mostra e che prevede un itinerario nell’affascinante e sorprendentemente attuale poetica dell’Antico Egitto. Due attrici, Manuela Solario e Claudia Giaroli si faranno portavoce della rassegna, accompagnate da brevi introduzioni della curatrice. Le antiche liriche dialogheranno così con i reperti esposti. Oltre all’Inno al Nilo e ad una sezione dedicata naturalmente al vino, il percorso prevede anche la lettura teatralizzata di alcune liriche d’amore di un’immediatezza toccante. L’ingresso, comprensivo dell’evento, è di euro 5,00. Per informazioni è possibile contattare mummyproject@libero.it oppure stardustcompany@libero.it.
Per le visite guidate, la didattica per le scuole e tutti gli eventi previsti clicca qui
21 marzo: inaugura la mostra Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere.
/in Archeologia & Storia, Genitori & Bambini, museo F. Eusebio di Alba, News per le scuoleUna mostra esclusiva di carattere archeologico dal titolo “Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere” approfondisce un tema inedito: l’uso e la diffusione del vino nell’Antico Egitto, tema che unisce la cultura egizia a quella della nostra penisola.
L’esposizione, ideata e curata da Sabina Malgora – archeologa ed egittologa – è ospitata presso la chiesa di S.
Domenico ad Alba e offre al pubblico un percorso articolato in cui si ammirano reperti archeologici dal 2686 a.C., la riproduzione in scala reale di una tomba con pitture parietali, un sarcofago con una mummia e la ricostruzione tridimensionale del suo volto, oltre a documenti fotografici.
La rassegna è organizzata dall’Associazione Culturale Mummy Project in collaborazione con il Comune di Alba Assessorato alla Cultura, patrocinata da Regione Piemonte e Provincia di Cuneo e sostenuta da Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Ente Turismo Alba Bra Langhe e Roero, Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco, Consorzio Turistico Langhe e Roero, ACA.
I 50 reperti archeologici esposti risalgono al periodo compreso tra l’Antico Regno e il periodo Romano, e uniti alla documentazione fotografica, descrivono le tematiche della mostra: l’alimentazione, la viticoltura, la vinificazione, l’uso del vino nella mummificazione e la correlazione con il misticismo e le divinità.
Due sezioni speciali approfondiscono la storia e la cultura nell’Antico Egitto.
– La prima è dedicata allo studio della mummia di Epoca Tarda e al suo sarcofago, entrambi provenienti dal
Museo di Merano ed esposti al pubblico per la prima volta. In esclusiva è inoltre presente la ricostruzione forense, ossia la testa a tutto tondo della mummia esposta, di cui si individuano i caratteri somatici grazie al complesso lavoro condotto in questi mesi dall’équipe multidisciplinare italiana Mummy Project. I loro studi, presso i laboratori americani della Pennsylvania, sono stati rivolti all’esame dei dati della tomografia computerizzata e a microanalisi effettuate sulla pelle.
– La seconda sezione avvicina alla vita degli antichi egizi tramite la ricostruzione in scala reale della tomba TT290 di Irynefer con volta a botte (m. 5,10×2,20×2,10), il cui originale si trova a Deir el Medina nel villaggio dove vivevano coloro che costruivano le tombe nella valle dei Re e delle Regine.
All’entrata è raffigurato il dio Anubi in forma di sciacallo che protegge l’ingresso e sulle pareti si osservano diverse scene didascaliche tra cui “la confessione negativa” fatta dal defunto alla presenza di 42 divinità, che formano il tribunale divino presieduto da Osiride, per poter essere ammesso nell’aldilà.
Significative sono le fotografie scattate in Egitto appositamente per l’esposizione, alcune delle quali ritraggono le rappresentazioni parietali della tomba di Nakht, TT52 della necropoli tebana di Sheikh Abd el-Qurna e raffigurano in modo dettagliato momenti di vita legati alla lavorazione della terra; in particolare la raccolta dell’uva e la spremitura, la conservazione del vino nelle anfore e la preparazione di un banchetto con grappoli offerti al defunto. Il vino, elemento simbolico in ambito religioso, era annoverato fra i doni nei corredi funerari, come viene illustrato nella Stele di Senbi (Medio Regno, XII dinastia) presente in mostra.
Tra gli oggetti legati al vino come simbolo di rinascita è esposta la statuetta in bronzo del dio Osiride che rinasce dopo la morte. Inoltre l’imponente scultura di tre metri in quarzo-diorite raffigurante la dea Sekhmet con la testa di leonessa, il cui nome significa “la potente”, ricorda un antico mito dove la dea si ubriacò e si dimenticò di distruggere il genere umano.
Curiosi sono, inoltre, gli elementi per collare usekh in fayence, che, portati da uomini e donne, erano tra gli
ornamenti personali più diffusi in Egitto; la loro forma a “grappolo d’uva” si ritrova anche in lunghe file di inserti parietali di palazzi e templi, come motivo decorativo a simboleggiare la rigenerazione. In mostra spiccano inoltre una serie di anfore rivestite internamente da materiale impermeabilizzante per conservare il vino, con forme diverse a seconda delle fasi di fermentazione e di invecchiamento.
I reperti esposti provengono da tre importanti musei italiani, il Museo Egizio di Torino, secondo di importanza
mondiale dopo il Museo Egizio del Cairo, il Museo di Merano e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
La mostra, con aperture anche serali, si inserisce nel ricco calendario di eventi che caratterizzeranno la primavera di Alba ed è arricchita da eventi collaterali, degustazioni, conferenze, serate di poesia, performance di teatro danza e concerti. Per tutte le info clicca qui
Accompagna l’evento un corposo catalogo edito da Ananke edizioni con testo critico di Sabina Malgora e saggi di importanti studiosi internazionali: Federico Bottigliengo, Alida Dell’Anna, Jonathan Elias, Alessia Fassone, Maria Rosa Guasch-Jané, Maria Cristina Guidotti, Edoardo Guzzon, Patrick McGovern, Gilberto Modonesi, Marco Mozzone, Poo Mu-Chou, Dominic Rathbone.
Il presidente del Comitato d’Onore coinvolto è la Dott.ssa Evelina Christillin. L’esposizione coordinata da Alida Dell’Anna, è stata curata nell’allestimento da Alessandra Chiti con il progetto illuminotecnico di Marco Palandella e Roberto Corradini.
Hanno contributo alla realizzazione gli sponsor: Barolo & Castles Foundation, Pio Cesare, Baratti & Milano, Cassa di Risparmio di Bra, Egea, Labirinto, Accedis.
Coordinate mostra
Titolo: Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere
A cura: Sabina Malgora
Sede: Chiesa di S. Domenico, Alba – Cuneo
Date: 22 marzo – 19 maggio 2014
Inaugurazione: venerdì 21 marzo, ore 17.30
Catalogo Ananke edizioni con testi di Sabina Malgora e AA. VV.
Orari di apertura
da martedì a venerdì: 14.30 – 18.30 (mattina e lunedì su prenotazione)
sabato: 10 – 22 / domenica: 10 – 19
Ingresso mostra
Intero € 5
Scuole elementari e medie € 2 – scuole superiori € 4
Over 70, under 14 € 4 – under 6 gratuito
Soci Touring – con biglietto Castello del Buonconsiglio (TN) € 4
Visita guidata in gruppo su prenotazione € 15
Comulativi con riduzioni:
Museo Eusebio (1 euro anziché 3) per chi presenta il biglietto della mostra
Alba Sotterranea (8 euro anziché 10) per chi presenta il biglietto della mostra
Museo del Vino di Barolo (6 euro) per chi presenta il biglietto della mostra
Castello del Buonconsiglio di Trento per chi presenta il biglietto della mostra
Biglietto ridotto alla mostra per chi presenta il biglietto di: Museo Eusebio, Alba Sotterranea, Museo del Vino di Barolo, Castello del Buonconsiglio di Trento
Info pubblico
per informazioni, prenotazioni e visite guidate (su richiesta con il curatore)
tel. 017335833 – info@ambientecultura.it, mummyproject@libero.it
www.mummyproject.wix.com/eventi
per percorsi didattici per bambini, studenti, famiglie e richieste speciali
info@ambientecultura.it, www. ambientecultura.it
Ufficio stampa
Irma Bianchi Comunicazione
tel. 02 8940 4694 – cel. 328 5910857
info@irmabianchi.it – skype: irmabianchicomunicazione1
testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it
Le acqueforti di Renoir in mostra a Palas Cerequio.
/in Arte & LetteraturaGrazie alla collaborazione con il MUSarMO, Museo d’Arte di Mombercelli (AT), il Palas Cerequio di Michele Chiarlo ha
l’onore di ospitare e proporre al pubblico l’esposizione di 11 acqueforti di A. S. Boisecq da disegni originali del maestro Pierre-Auguste Renoir.
Da Limoges a La Morra. Dall’amata regione dello Champagne, luogo di nascita della moglie e ritiro
estivo di tutta la famiglia, alle colline dei cru di Barolo. È questo l’ideale viaggio compiuto da Pierre-Auguste Renoir, arrivato al Palas Cerequio di Michele Chiarlo, Resort di lusso immerso tra le vigne del migliore Barolo, attraverso le 11 acqueforti di Salomon André Boisecq, realizzate su disegni originali del maestro dell’Impressionismo. Una collezione dedicata a “La ligne amoreuse chez Auguste Renoir”, che Chiarlo ha l’onore di esporre grazie alla collaborazione del MUSarMO, il Museo Civico d’Arte Moderna di Mombercelli, in provincia di Asti.
clicca qui per scaricare la cartolina: Cartolina Renoir
clicca qui per scaricare la locandina dell’evento Locandina Renoir
La sempre viva attenzione della Michele Chiarlo per l’arte e la cultura, trova, così, una nuova occasione per impreziosire e implementare la continua valorizzazione del territorio, portando nella magnifica cornice del suo Palas, caratteristica borgata piemontese rimessa a nuovo e trasformata in un luogo dedicato al vino e al benessere psico-fisico dei suoi ospiti, una cartella di acqueforti davvero prestigiose.
L’esposizione comprende 11 lavori di A. S. Boisecq, artista francese della prima metà del 1900 di cui si hanno poche notizie. Quello che è certo, però, è che la sua mano dal tratto sinuoso e apparentemente incerto, si adatta alla perfezione per trasporre fedelmente sulla lastra i disegni originali di Renoir.
Queste stesse opere, insieme a quattro acqueforti “Homage aux Collettes”, più un autoritratto del Maestro, sono stati in esposizione dal 19 gennaio al 23 febbraio al MUSarMO, istituzione museale che dal 1972 è un punto di riferimento importante per l’astigiano e che, grazie al continuo lavoro di tanti appassionati e alle importanti mostre allestite nel corso degli anni, ha saputo trasformarsi in una solida struttura culturale e uno spazio espositivo permanente tra i 3000 luoghi italiani di cultura.
L’esposizione al Palas Cerequio si inserisce all’interno dell’iniziativa “A braccia aperte”: una tre giorni di festa voluta dall’Associazione La Morra Eventi e Turismo, dall’Associazione commercianti e artigiani, dalle cantine della zona e da tutte le strutture ricettive che sorgono nel territorio intorno al paese di La Morra. Dal 25 al 27 aprile una serie di eventi accoglieranno i turisti che vorranno scoprire da vicino questo magnifico territorio, andando in cerca delle tantissime occasione per degustare, assaporare, ascoltare, osservare e condividere insieme tutto il bello e il buono che la vita ha da offrire.
Nella giornata di sabato 26 aprile, la Mostra delle opere di Boisecq aprirà “le sue braccia” al pubblico, offrendo un’occasione preziosa non solo per ammirare da vicino l’arte di uno dei maggiori artisti della storia dell’arte, ma per vivere questa esperienza in un ambiente unico, perfettamente integrato nel paesaggio del Piemonte più tipico, e per potersi concedere un momento di totale appagamento dei sensi: dagli occhi… al gusto.
Palas Cerequio e MUSarMO presentano
“Le ligne amoreuse chez Auguste Renoir”.
XI acqueforti di A. S. Boisecq,
su disegni originali di Pierre Auguste Renoir.
Palas Cerequio, Barolo Cru Resort, La Morra.
26 aprile 2014