“Diamo un volto, un nome e una storia ai giganti del nostro passato”: il voto dei visitatori per il concorso scolastico.

DSC00672Per il mese di maggio, la mostra “I tesori del Tanaro”  regala una nuova ed intrigante emozione: l’esposizione degli elaborati degli alunni che hanno partecipato al concorso scolastico “Diamo un volto, un nome e una storia ai giganti del nostro passato”.  Accanto ai clamorosi reperti paleontologici, infatti, sarà possibile ammirare anche i lavori dei bambini e dei ragazzi che per tutto l’anno scolastico sono venuti in visita al museo per approfondire la storia del nostro territorio. Il visitatore sarà piacevolmente colpito dalla capacità degli alunni di immaginare un passato lontano e dalla bravura che essi hanno dimostrato nel rielaborare le nozioni apprese.  Partendo dalle riproduzioni scientifiche del Proboscidato di Verduno e della Balenottera d’Alba curate dagli studenti del liceo artistico per arrivare  al racconto di fantasia scritto dagli alunni della scuola primaria, il visitatore avrà l’opportunità di apprezzare come la mostra abbia preso vita grazie alle infaticabili mani e alle menti sveglie di questi giovani studenti.

Ma il visitatore non si limiterà ad osservare. Sarà infatti chiamato a far parte della giuria popolare e ad esprimere la sua preferenza unica per ciascuna categoria del concorso (scelta del nome,  disegno libero, racconto soggettivo e rappresentazione pittorica o plastico-scultorea).  Si potrà scegliere fra una rosa di lavori finalisti selezionati dalla giuria del concorso (per avere maggiori informazioni su come è costituita la giuria clicca qui).

Il voto popolare decreterà i vincitori, i quali vedranno le loro opere  entrare a far parte di una pubblicazione edita a cura del museo nell’autunno del 2013.

Per visionare gli elaborati e votare clicca qui

Nominata la giuria del concorso scolastico – proroga consegna elaborati

La giuria del concorso scolastico Diamo un nome, un volto e una storia ai giganti del nostro passato, bandita in occasione della mostra I Tesori del Tanaro. Dalle acque del fume riemerge la storia del territorio è stata nominata e si riunirà in prima seduta martedì pomeriggio 23 aprile.balena carmine

Molti elaborati sono già prevenuti presso la sede del museo Eusebio: è stata decisa una proroga dei termini per chi si sta dedicando agli ultimi ritocchi, sarà possibile consegnare gli elaborati delle varie categorie anche martedì 23 aprile fino alle ore 12.00 e in generale fino a venerdì 26 aprile, alle ore 12.00 (termine improrogabile)

La giuria è costituita da:

Paolo Rastelli ( Gazzetta d’Alba)

Beppe malò ( Corriere delle Langhe e del Roero)

Oreste Cavallo (conservatore di Botanica del museo Eusebio)

Gianni repetto (conservatore di geologia del museo Eusebio)

Antonio Buccolo (storico e naturalista)

Luisa Albanese (direttrice museo Eusebio)

Annalisa Salati e Luca Berlinghieri (biblioteca civica G. Ferrero)

gli operatori didattici di Ambiente & Cultura.

La giuria selezionerà la rosa di elaborati finalisti, che saranno oggetto di un’esposizione presso il museo Eusebio durante il mese di maggio; il voto dei visitatori decreterà i vincitori per ogni categoria.

Affrettatevi a consegnare i vostri lavori! :)

 

corso base di ceramica

A cura dell’archeologa e arteterapeuta Laura Boffa

Il corso base di ceramica si rivolge a tutti coloro che si avvicinano per la prima volta all’arte della ceramica. La maggior parte di noi associa la ceramica al tornio, ma in realtà esistono molte altre tecniche per realizzare oggetti in argilla. Questo corso vuole essere un primo approccio alla conoscenza e all’utilizzo delle antiche tecniche di foggiatura dell’argilla, dal colombino alla costruzione a lastre. Tali tecniche, delle quali abbiamo testimonianza a partire dall’età preistorica, offrono un modo eccellente di avvicinarsi a quest’arte. La sede del corso, il Museo Eusebio di Alba, offre inoltre ai partecipanti la possibilità di ispirarsi direttamente alle antiche forme ceramiche e alle loro decorazioni.

PROGRAMMA

  • Sperimentazione di argille diverse: terra rossa e semirefrattario biancocolombino
  • Realizzazione di ciotole e vasi con la tecnica a colombino e la modellazione a lastre
  • Levigatura della superficie con sasso e con metallo
  • Decorazioni a crudo: engobbi e graffiti
  • Asciugatura del manufatto
  • Cottura in forno elettrico
  • Rifinitura del manufatto a cera
  • Rifinitura del manufatto con cristallina e seconda cottura

 

 

 

Intervista ad Edmondo Bonelli, scopritore della Balenottera di Alba e del Proboscidato di Verduno.

 Di seguito l’intervista al dott. Edmondo Bonelli, autore dei clamorosi ritrovamenti fossili della balenottera di Alba e del Proboscidato di Verduno, esposti nella mostra  “I tesori del Tanaro”, prorogata fino al 31 maggio.

Il dott. Edmondo Bonelli sarà presente all’ “Aperitivo col fossile in museo”, momento conviviale durante il quale il paleontologo racconterà ai presenti le vicende che hanno portato al rinvenimento di questi due clamorosi reperti.

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Per iniziare, com’è nata la passione per la paleontologia?

Sono nato a Cuneo trentuno anni fa, diplomato alla scuola Enologica di Alba e laureato in Scienze Naturali, da sempre vivo una forte passione per l’ambiente naturale in tutte le sue espressioni, sopratutto botanica e geologia . Fin da bambino  mi è stato insegnato ad osservare con curiosità quello che dopo avrei imparato chiamarsi ecosistema, e da allora è diventata quasi una filosofia di vita, intrecciando questa inclinazione con le nozioni scientifiche. Oggi il mio lavoro principale è il consulente agronomico, mantenendo parallelamente l’attività di ricerca in campo paleontologico e botanico.

 Camminare lungo le rive del fiume, alla ricerca di fossili. Per te che significa “andare al fiume”? e da quando dedichi il tuo tempo a questa ricerca?

Gli ambienti acquatici mi hanno sempre affascinato e la pesca è una delle mie troppe passioni…Da piccolo d’estate ero spessissimo al fiume a pescare e quando anni dopo la paleontologia si è fatta cosa seria sono tornato nelle zone dove ricordavo che il “tov” si presentava diverso dal solito. L’amicizia con Oreste Cavallo, conservatore onorario delle sezioni naturalistiche del Civico Museo “F.Eusebio”, che prima di me ha fatto tanta ricerca in zona, ha completato la conoscenza della zona 

La balenottera di Alba, il Proboscidato di Verduno… quali altri rinvenimenti il fiume ha restituito, oltre ai “due big”?

dodo2Sono numerosi i reperti rinvenuti in zona. Nell’area dove giaceva il proboscidato ho raccolto molto materiale appartenente ad animali terrestri che ricordano una fauna assimilabile a quella di una savana umida con tigri dai denti a sciabola, iene, rinoceronti, piccole antilopi…ad oggi sono circa una trentina le specie identificate e lo studio del materiale è ancora in corso, arriveranno delle sorprese. Invece verso valle, nella zona della balenottera abbiamo insieme ad Oreste trovato molti pesci marini, di cui una bella selezione è oggi esposta in museo. Singoli ritrovamenti non inerenti alle due aree di scavo comprendono due vertebre di delfinide e alcuni denti di squalo.

Come sono avvenuti i due ritrovamenti più clamorosi?

Quando si tratta di un ritrovamento sono sempre tante le componenti che ne determinano l’accadimento, fortuna compresa! In entrambi i casi stavo “battendo” le due zone perchè appunto da piccolo ricordavo che in quei punti le rocce affioranti erano diverse dal solito. Ho così trovato un affioramento di suoli fossili paludosi, nel caso del proboscidato, e di marne laminate di fondale anossico per la balenottera. Constatata la potenzialità di entrambi i punti ho iniziato una serie di visite a cadenza settimanale che hanno da subito fruttato i primi ritrovamenti di dimensione minore, per poi regalarmi due emozioni che non scorderò.

Nell’estate del 2012 il sito di rinvenimento del proboscidato di Verduno è stato compromesso irreparabilmente da lavori di movimentazione terra non autorizzati, prima che l’Università di Torino e il museo Eusebio di Alba potessero terminare le operazioni di recupero dei resti. Qual è la tua riflessioni a riguardo? Ci sono in cantiere iniziative future?

Il brutto episodio avvenuto prima della ripresa degli scavi ha lasciato tutti a bocca aperta. In primo luogo devo constatare l’incredibile approssimazione con cui questa impresa ha gestito i lavori, oltre al danno irreparabile al reperto. Non credo che la struttura resisterà per più di dieci anni. Dopodichè intervengono numerosi interrogativi e altrettante riflessioni. Si poteva evitare? Chi ha gestito lo scavo ha fatto tutto quello che poteva? Poteva farlo meglio? A mio avviso non si possono addossare troppe responsabilità a chi ha condotto gli scavi perchè le difficoltà sono state tantissime e i mezzi molto limitati, certo col senno di poi tutto si poteva fare diversamente, ma nulla era semplice in quella situazione. L’accaduto però ha prodotto una consapevolezza chiara: la zona è troppo importante da ogni punto di vista e va gestita e tutelata in modo diverso e più concreto. La tutela va affidata a enti e persone presenti sul territorio, non gestita da lontano. Inoltre col proseguire degli studi l’importanza di questo giacimento si sta rivelando in modo sempre più notevole, quindi è necessario valorizzare luogo e reperti rivolgendosi al pubblico e non solo degli addetti del settore. In cantiere ci sono diverse iniziative concrete in questa direzione.

a cura di Marco Mozzone

Intervista a Davide D’Angelo, autore della mostra “Tanaro. Il fiume dei vini”

Per soddisfare alcune curiosità riguardanti Davide D’Angelo, autore della mostra fotografica “Tanaro. Il fiume dei vini”, e la sua particolarissima tecnica fotografica, vi proponiamo un’intervista al fotografo  nella quale vengono raccolte e raccontate le impressioni e le passioni che hanno portato il fotografo a narrare il fiume Tanaro attraverso gli scatti di una macchina fotografica.

La mostra verrà inaugurata sabato 13 aprile alle ore 17.00 e sarà visitabile fino al 5 maggio, neglio orari di visita del Civico Museo “F.Eusebio”.

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A seguire, l’aperitivo con il fossile in museo,l’  aperitivo divulgativo sarà condotto dal dott. Edmondo Bonelli, ricercatore del museo Eusebio e scopritore dei fossili della balenottera di Alba e del mastodonte di Verduno, esposti nella mostra I tesori del Tanaro

La mostra fotografica “Tanaro. Il fiume dei vini”, segue a stretto giro il suo precedente lavoro “Cieli e Paesi di Langa e Roero”, che è stato allestito in più sedi. Iniziamo  di qui, può spiegarci la genesi e la storia di questa mostra dedicata ai paesaggi delle nostre colline?

Tre anni fa circa, venivo sovente ad Alba per motivi non strettamente legati alla fotografia. Naturalmente ero particolarmente attratto da questi splendidi paesaggi e da fotografo cercavo continuamente di comprenderne forme  e colori al mutare della luce e delle stagioni.

In quello stesso periodo stavo iniziando a sperimentare, quasi per gioco, la tecnica di ripresa all’infrarosso e quindi decisi di fare qualche scatto di prova proprio qui nelle Langhe. Inutile dirlo, è stato amore a prima vista. Per più di un anno ho cercato di approfondire e affinare la tecnica e alla fine del 2011 decisi di affrontare il mio progetto “Langhe” seguendo un percorso preciso. Una sera trovai quasi per caso su internet la “Strada Romantica delle Langhe e del Roero”, il giorno dopo cominciava la mia avventura che mi ha portato sino a qui ed ora continua…..

Passando al punto di vista “tecnico”, ci svela qualche segreto della tecnologia  fotografica degli scatti all’infrarosso?

Ciò che mi ha subito affascinato di questa tecnica è il fatto di riuscire a vedere il mondo sotto un’ “altra luce”. Questa metafora diventa realtà grazie alla fotografia all’infrarosso: significa riprendere ciò che i nostri occhi non ci permettono di vedere. Non vi sono particolari segreti per fotografare con questa tecnica, ma come sempre, bisogna familiarizzare con essa. Si impara a vedere con l’occhio della mente, cioè,  con la pratica, si riesce a visualizzare anticipatamente l’effetto finale.

E’ una tecnica che può utilizzare chiunque,basta anteporre all’obbiettivo della macchina fotografica un filtro particolare.   Anche se, personalmente utilizzo due corpi macchina appositamente modificati per questo tipo di fotografia ed ad essa interamente dedicati.

Poi c’è tutto il discorso di post produzione e qui si apre un mondo…. La tecnica di post produzione fa la differenza ed aiuta a “tirare fuori” tutta la bellezza dell’immagine. Mai comunque ho effettuato dei ritocchi che potessero in qualche modo stravolgere la realtà, se non riesco ad ottenere ciò che voglio con la macchina fotografica, piuttosto non scatto e rinuncio all’immagine!

La fotografia, oltre che tecnica, è linguaggio e arte. Quale è il rapporto tra linea e colore nella composizione di un paesaggio, e come interpreta questo rapporto il suo particolare stile di scatto?

Più che di linea parlerei di forme, cioè quell’insieme di linee chiuse che creano i volumi attraverso i giochi di luce ed ombre. I colori diventano gli elementi che accentuano e distinguono i volumi. Ma come dimostra la fotografia in bianco e nero, essi non sono sempre indispensabili e ciò è maggiormente vero in certe immagini. Il fotografo deve in ogni caso cercare di trasmettere non solo ciò che ha visto, ma soprattutto la percezione che ha ricevuto dal soggetto fotografato, sia esso un paesaggio od un volto. Nelle mie immagini il colore sparisce del tutto, anche in fase di ripresa, poiché i file che mi restituiscono la macchina fotografica sono in realtà completamente rossi. Quindi tutto è affidato alla mia percezione della luce e di come essa interagisce con i volumi. Le mie migliori foto sono quelle scattate istintivamente, quelle colte con la coda dell’occhio, proprio perchè è la luce che attira la mia attenzione.

Infine, la mostra che sarà inaugurata il 13 aprile alle ore 17.00 presso il museo civico F. Eusebio di Alba (CN): Qual è stata l’intenzione prima che l’ha spinta a questo nuovo progetto? I paesaggi delle rive del Tanaro l’hanno sorpresa, si sono rilevati una sfida  impegnativa? Che cosa l’ha colpita maggiormente?

Personalmente ho un rapporto molto stretto con l’acqua, infatti sono anche un fotografo subacqueo. Con la fotografia all’infrarosso l’acqua diventa molto scura nell’immagine finale. Diventa così elemento di forte contrasto quando nelle immediate vicinanze vi è della vegetazione, che al contrario risulta essere quasi completamente bianca, come ammantata di neve. Il fiume diventa un ambiente ideale per far risaltare questi giochi di luce così forti.

Il Tanaro, inoltre, assume un’importanza particolare nel paesaggio delle Langhe e del Roero. Esso si addentra quasi a fatica tra queste colline, con le sue numerose anse, curve ed il suo percorso tortuoso, scavando e modellando continuamente il territorio. Quindi ha attirato sin da subito la mia curiosità. Ammetto anche che è un ottimo alibi che mi consente di venire con continuità in questa terra meravigliosa. Ma al tempo stesso fotografare il Tanaro è una sfida molto impegnativa. Innanzi tutto ho avuto l’opportunità di effettuare le immagini del fiume quasi esclusivamente nel periodo invernale.

Ho iniziato a lavorare su questo progetto con assiduità da fine settembre, quindi le immagini che presento in questa mostra riguardano principalmente questo periodo. Non sempre gli accessi al fiume sono semplici e soprattutto ho cercato sempre di riprendere le parti meno antropizzate di esso. Cerco di restituire l’immagine di un fiume che scorre in una terra dove la natura fa il suo corso e l’influenza dell’uomo è molto limitata. Ciò è decisamente vero, purtroppo, solo nelle immediate vicinanze dal fiume, oserei dire a pochi metri da esso. Ma è proprio in questi pochi metri che ho scoperto la forza incredibile della natura!

Mi è difficile descrivere la sensazione di calma e serenità che questo fiume riesce a trasmettermi. Nei suoi silenzi, rotti solo dallo scrosciare delle acque e dal richiamo degli uccelli che su di esso vivono, riesco a vivere una intima e solitaria libertà che mi allontana da tutti i problemi del quotidiano. Mi permette di vedere la luce, le forme i riflessi che si creano nell’acqua e la voglia di fotografare, la voglia di fermare il tempo, di riassumerlo in una frazione di secondo…. esplode!

a cura di Marco Mozzone

TANARO. Il fiume dei vini.

Dal ponte di Polenzo (1)Un fiume che si è elargito davanti al mio obiettivo con i suoi paesaggi più belli, che mi ha ispirato e guidato nelle mie immagini concedendomi il meglio di sé.

Un affascinante connubio, quello voluto da fotografo Davide d’Angelo per la mostra “Tanaro. Fiume dei vini”: tecnologia e natura, che si uniscono insieme per dare vita ad immagini suggestive e ricche di sfumature.

La mostra verrà inaugurata il giorno 13 aprile 2013 alle ore 17,00 presso il Civico Museo “F. Eusebio” di Alba e sarà affiancata all’esposizione  “I tesori del Tanaro”: grazioso scrigno che presenta i clamorosi ritrovamenti del Proboscidato di Verduno e della Balenottera di Alba. Sarà presente anche l’autore, disponibile a svelare i segreti dell’a sua innovativa tecnica e a raccontare di come, in pochi attimi, è riuscito a cogliere la bellezza del nostro fiume, il Tanaro.

Per approfondire la tematica vi proponiamo un’intervista al fotografo Davide D’Angelo

In seguito, al termine della presentazione sarà  possibile prendere parte all’iniziativa “Aperitivo col  fossile in museo”, momento conviviale in compagnia del dott. Edmondo Bonelli, ricercatore del museo civico e scopritore del Mastodonte di Verduno e della balenottera di Alba, nonché di numerosi altri ritrovamenti. L’ “Aperitivo con il fossile” è a partecipazione gratuita, ma con obbligo di prenotazione, per via dei posti limitati. Per prenotare clicca qui.

La mostra, ad ingresso gratuito, sarà visitabile fino al 5 maggio 2013 durante gli orari di apertura del Museo:

Martedì -venerdì: 15.00-18.00

sabato: 15.00-19.00

domenica e festivi (25 aprile e 1 maggio) : 10.00-13.00 e 14.00-19.00.

La mostra

Peculiarità di questa esposizione è la tecnica utilizzata per ottenere queste immagini: la fotografia ad infrarosso, che permette di  guardare al di là del visibile.

Sono queste immagini riprese con una macchina fotografica specificatamente dedicata ed elaborata per questo tipo di fotografia. Cieli resi neri come la pece, nuvole eteree, foglie bianche come la neve  restituiscono immagini di un mondo surreale al quale i nostri sensi non sono abituati. Eppure esso è li, un mondo che noi non vediamo eppure esiste. Un mondo parallelo a quello che conosciamo, a quello di tutti giorni, di ogni istante. Ci si appassiona, quindi, all’idea di scrutare al di là di ciò che la nostra vista ci offre. Un mondo così uguale ma al contempo così diverso, fatto di nitidezza da interpretare in un bianco e nero puro e profondo. Tutto da esplorare, tutto da scoprire anche nella sua interpretazione artistica.

Il fotografo racconta così i soggetti dei suoi scatti: il fiume e la bellezza della natura.

“Un bagliore di luce, il cielo, le nubi, alberi che si riflettono nelle placide acque del Tanaro. Un fiume che dà forza, vita e talvolta travolge una terra generosa di frutti, ricca di storia ma al contempo dura ed austera. Il Tanaro che serpeggia sinuoso, incastonato tra dolci colline ed alti dirupi. Percorrendone le sponde si riesce a cogliere il suo profondo respiro gonfio di vita, la pace delle sue acque nello scorrere lento attorno le sue anse e poco oltre la forza della bianca schiuma su una rapida discesa. Ho seguito il mutare delle stagioni dalla tarda estate alle nevicate invernali. Ho desiderato cogliere e fissare nelle mie immagini lo spirito di questo meraviglioso fiume, soffermandomi sulle sue acque, sugli scorci selvaggi delle sponde e sul territorio che lo circonda. Ho cercato di vedere ciò che non vediamo, fotografando all’infrarosso, eliminando i colori per esaltare le forme ed i semplici bagliori. Ho fotografato l’acqua scura contrastata dai chiari riflessi delle foglie di un caldo settembre od un semplice albero colto nella sua nudità invernale di febbraio.

Da Bastia Mondovì fin sotto Barbaresco, attraverso le colline cuneesi. Un percorso tortuoso, un territorio scolpito e finemente cesellato dal Tanaro che si pone in questo tratto come confine naturale tra l’austero Roero e le tondeggianti Langhe. Un fiume che si è elargito davanti al mio obiettivo con i suoi paesaggi più belli, che mi ha ispirato e guidato nelle mie immagini concedendomi il meglio di sé.”

L’autore.

Davide D’Angelo nasce a Torino nel 1963 e fin da bambino è appassionato dalle immagini. Dalla “forza statica” evocata dal congelamento dell’istante. Si avvicina poco più che ventenne alla camera oscura, ma nel 2002 compie il grande salto nel mondo del digitale e di Photoshop. Nel 2005 l’incontro con Paolo Fossati, uno dei migliori e tra i più stimati fotografi subacquei  in Italia, lo proietta con forza nel mondo della immagine subacquea e della sua postproduzione con Photoshop. Prosegue parallelamente la sua attività di fotografo “terrestre” dividendo il tempo con la professione di imprenditore. Entra nel mondo del teatro e della danza, ottenendo ottimi successi che lo portano alla collaborazione con diverse associazioni e scuole di danza. Attualmente  sta  lavorando sulle nuove frontiere legate alla fotografia digitale all’infrarosso applicata alle tecniche di elaborazione in Photoshop per il bianco e nero e alla stampa in fine art.

 

 

 

 

 

Visita in notturna al Museo Eusebio!

notturnomuseoUna visita accattivante e inconsueta per scoprire la storia della città di Alba, dei suoi reperti archeologici e dei suoi personaggi storici più noti, resa ancora più misteriosa dalla presenza di figure che ritornano a sorpresa dal passato!

 

 La  sera del 24 aprile 2013 dalle ore 20,45 alle ore 24,00, a luci spente, solo con l’ausilio delle torce a batteria, proprio come nel film “Notte al museo”, grazie al fascino misterioso che deriva dalle opere che si svelano nel chiaro-scuro, la storia riprenderà vita e la visita diventerà una vera e propria avventura divertente e suggestiva, adatta a tutte le età.

In collaborazione con l’associazione “Turismo in Langa”, verrà proposta una visita guidata affascinante ed intrigante: il pubblico scoprirà con la guida turistica le opere più significative esposte, si farà riferimento ai filoni tematici del Museo, alla nascita della collezione e naturalmente ai principali reperti.

Ma la guida della mostra non sarà la sola comparsa della serata, infatti d’improvviso appariranno dei personaggi alquanto bizzarri: un mercante romano di vino, abitante di Pollenzo, coglierà l’occasione per lamentarsi dei suoi affari;  Flavia Taziana, la moglie dell’Imperatore Pertinace, si scoprirà una “first lady” con tanto da dire; e, in fine, una “magica” e divina apparizione

DOVE E QUANDO

I partecipanti dovranno darsi appuntamento direttamente presso il Civico Museo “F.Eusebio” di Alba, in via Vittorio Emanuele II, 19,Alba (cortile interno della Maddalena, in fondo a destra) alle ore 20,45 per il primo turno di visita (termine visita ore 22,00 circa), alle ore 21,45 per il secondo turno (termine visita ore 23,00 circa).

QUOTE PARTECIPATIVE

Le visite in notturna sono soggette a prenotazione e richiedono un contributo a persona di € 10,00. I partecipanti sono invitati a portare con sé una torcia a batteria.

INFO E PRENOTAZIONI

Associazione Turismo in Langa

 0173364030

info@turismoinlanga.it

www.turismoinlanga.it

Non dimenticare le mie parole

BattagliaCisternaSanSt_2013

La mostra “non dimenticare le mie parole” è visitabile fino a sabato 23 marzo presso il municipio di Cisterna d’asti: per visite e info consultare i contatti in fondo a questa pagina

 

L’Associazione Franco Casetta è nata da un gruppo spontaneo formatosi a partire dal dicembre 2007, per iniziativa di Paolo Pasquero (classe 1925), uno degli ultimi esponenti della Resistenza Partigiana roerina, membro della 23a Brigata Canale.  Paolo per oltre 50anni ha raccolto e conservato materiali che documentano il periodo storico della Liberazione dal fascismo.

Dal maggio 2010 l’associazione, con la consulenza del Prof. Luciano Boccalatte dell’Istituto Storico della Resistenza di Torino, ha intrapreso un’attività di riordino e catalogazione di questi documenti.

L’archivio Pasquero, copre un arco cronologico che va dalla II Guerra Mondiale ai giorni nostri e comprende sia scritti, testimonianze, fotografie, oggetti del periodo compreso tra il 1941 e il 1945, sia documenti volti alla conservazione della memoria della Resistenza raccolti fino ad oggi.

 

 

La mostra “Non dimenticar le mie parole” intende, attraverso testi ed immagini raccontare la vita civile, fascista e partigiana a Canale e nel Roero e rendere fruibili alcuni di questi preziosi documenti alla cittadinanza e alle scuole: per non dimenticare, mantenere viva la Memoria e ribadire i valori della Democrazia.

 

La mostra è strutturata in tre sezioni, ognuna caratterizzata da uno specifico colore e composta da 4 pannelli.  Un riquadro finale rende omaggio a Paolo Pasquero e all’Archivio.

 

Vita fascista. Le fotografie documentano le autorità fasciste in visita a Canale e alcune attività strettamente legate alla “filosofia di regime”: l’educazione dei giovani, l’idea di uomo e il ruolo della donna.

 

Vita civile. I testi e le immagini raccontano e ritraggono la quotidianità in tempo di guerra: il mercato delle pesche e la vocazione agricola commerciale canalese, gli svaghi per bambini e adulti, il rapporto della popolazione con i partigiani e il ruolo svolto dalla Chiesa.

 

Vita partigiana. I pannelli, con l’ausilio di mappe geografiche esplicative rispetto agli spostamenti e alle azioni intraprese, raccontano la nascita prima del “Gruppo” e successivamente della XXIII Brigata Canale.

 

I materiali estratti dall’Archivio Pasquero si auspica possano offrire l’opportunità di comprendere le compenetrazioni tra le tre aree tematiche: il fascismo che entra in ogni tipo di manifestazione, la guerra che entra in casa, il movimento partigiano e le sue relazioni con la popolazione.

L’Archivio, per ora disponibile su appuntamento per studiosi, ricercatori e studenti universitari, nel suo complesso, è composto da materiali eterogenei:

¾   59 faldoni con raccolte di testimonianze, testi, documenti ufficiali;

¾   350 fotografie

¾   1500 libri

¾   100 videocassette

¾   27 audiocassette

¾   oggetti vari tra cui proiettili, bomba a mano, cappello da alpino, bandiere, fazzoletti, binocolo etc.

 

 

I curatori della mostra “Non dimenticar le mie parole” hanno attinto alcune immagini dal web e ringraziano gli autori. Alcuni testi sono tratti dalla seguente bibliografia:

 

ACCIGLIARO W. – MOLINO B. – MORELLO G. (a cura di) 2010 – Vita Religiosa a Canale: storia, arte, devozione popolare, documenti e testimonianze, Bra
AMEDEO R.1982 – Storia Partigiana della &a Divisione Autonoma Alpina “Asti-magg. Hope”, Torino
BERTELLO L. - MOLINO B.1989 – Canale. Storia e cultura di una terra deI Roero, CavaIlermaggiore
BERTELLO L.1995 – La “23a Brigata Canale” e la Resistenza nel Roero, Bra
PASQUERO P.Archivio personale (inedito)
RAIMONDO R.2006 – Diario memoriale 1943-45. Le mie Memorie nella Vita Partigiana, 2006 (inedito)

 

Per approfondimenti: http://liberidiresistere.wordpress.com/

Per contatti e visite su prenotazione:

Associazione Franco Casetta

Vicolo della Rocca  4, 12043 Canale (CN)

cell. 333 8207675

associazionefrancocasetta@gmail.com ; 333 8207675

http://liberidiresistere.wordpress.com/

su Facebook “Liberi Di Resistere”

L’Associazione Franco Casetta è nata da un gruppo spontaneo formatosi a partire dal dicembre 2007, per iniziativa di Paolo Pasquero (classe 1925), uno degli ultimi esponenti della Resistenza partigiana roerina, membro della XXIIIa Brigata Canale. La Brigata, operante dalla fine del 1943 alla Liberazione, era costituita da oltre 100 unità e aderiva alla formazione degli “Autonomi” del Comandante Mauri. Tra le prime ad entrare in Alba nell’ottobre 1944, risultò vittoriosa nella Battaglia di Santo Stefano Roero dell’8 marzo 1945, una delle più significative pagine della Resistenza roerina.

Paolo Pasquero, ora presidente dell’Associazione, ha svolto negli anni un’ampia opera di sensibilizzazione locale ai principi e valori della libertà, animando le manifestazioni del XXV aprile e incontri con cittadinanza e scuole. In passato animatore dell’Associazione partigiana “Tonio Ferrero” (notabile canalese che ospitò e curò Duccio Galimberti ferito e rifiutato per paura delle strutture ospedaliere della provincia) della Federazione Italiana Volontari della Libertà, a partire dagli anni ’70 del secolo scorso e raccolto numerose testimonianze del periodo archiviandole presso la propria abitazione. In ultimo ha sollecitato alcuni concittadini a farsi carico della sua preziosa eredità.

Il gruppo spontaneo, denominatosi inizialmente “Gruppo di Sostegno alla Tonio Ferrero” si è formato con l’obiettivo di sostenere e promuovere le iniziative degli ultimi rappresentanti della stessa, evitandone in tal modo la imminente e naturale conclusione. Dopo vari incontri, si è infine deciso di costituirsi ufficialmente in associazione, di dotarsi di uno statuto e di un organo di amministrazione al fine di regolarizzarsi e di adottare una struttura in grado di reperire risorse per realizzare le iniziative volte a tramandare e rinvigorire la memoria della lotta partigiana e dei principi di democrazia e libertà.

La costituzione ufficiale dell’Associazione Franco Casetta è avvenuta il giorno 9 gennaio 2010 presso la Biblioteca Civica della Città di Canale ed ha visto la partecipazione di 24 persone che hanno sottoscritto l’Atto Fondativo.

L’Associazione è aperta a tutti ed è alla ricerca di volontari che ne supportino le attività.

 

Il progetto Archivio

 

Tra le numerose attività di sensibilizzazione promosse in questi anni dall’Associazioni (tutte rintracciabili sul blog http://liberidiresistere.wordpress.com/ ), il progetto Archivio è indiscutibilmente il più impegnativo.

Il progetto, che consiste nella schedatura dei materiali conservati nell’archivio personale dell’ex combattente Canalese Paolo Pasquero, ha come obiettivo la conservazione e la tutela di un patrimonio inestimabile sulla storia della Resistenza a Canale e nel Roero. L’archivio, che copre l’arco cronologico che va dalla II Guerra Mondiale ai giorni nostri, comprende sia scritti, testimonianze, fotografie, oggetti del periodo compreso tra il 1941 e il 1945 sia documenti volti alla conservazione della memoria della Resistenza raccolti fino ad oggi.

Nel maggio 2010, il gruppo si è avvalso della consulenza del Prof. Luciano Boccalatte dell’Istituto Storico della Resistenza di Torino, che è sfociata in un percorso di autoformazione sul tema dell’archivistica e una prima e sommaria ricognizione sul materiale archiviato da Paolo, riconosciuto dagli Istituti di Cuneo e Torino degno di ampia considerazione, con l’obiettivo di approntare un progetto di catalogazione e parziale informatizzazione.

Tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011 il progetto di riordino e catalogazione dei documenti sulla storia della Resistenza roerina e in particolare della 23a Brigata Canale, ha mosso i suoi primi passi concreti grazie al lavoro volontario degli associati, ma soprattutto grazie alla costante disponibilità e ospitalità di Paolo.

La capacità di Paolo di rendere udibile ciò che gli scritti spesso sussurrano, ha portato a spostare l’attenzione sulle fotografie, documenti comprensibili ed apprezzabili solo attraverso la testimonianza diretta del testimone privilegiato.

Durante il 2011 si è deciso così di concentrare le energie sulla documentazione fotografica attraverso la registrazione audio in formato mp3 dei ricordi di Paolo e di sfruttare le informazioni di ogni singola fotografia per contestualizzare l’immagine.

Imprescindibile dal lavoro di catalogazione dei materiali è la conoscenza della biografia di colui che ha raccolto e custodito i documenti che compongono l’archivio. In questo senso un socio sta procedendo a intervistare Paolo e a registrare i racconti della sua vita.

Le attività finora svolte dai soci hanno riguardato solo una minima parte del vasto archivio di Paolo e si sono concentrate sugli aspetti più generali dei suoi contenuti. L’unicità e l’originalità di molti documenti sia scritti sia fotografici, però, insieme alla consapevolezza di  un  lavoro  di  catalogazione complesso e lungo se affidato alle sole forze dei volontari dell’Associazione, ha portato a valutare la possibilità di presentare quanto finora fatto attraverso la realizzazione di una mostra.

Scopo dell’iniziativa, oltre al riconoscimento del valore storico dell’archivio, è la possibilità di far conoscere il progetto ad un pubblico più ampio e poter accedere a bandi per la richiesta di contributi.

 

Franco Casetta (Canale, 1919-1944)

Nato in una famiglia stimata, nel 1940 dopo la licenza ginnasiale, si arruolò volontario nella Guardia di Finanza raggiungendo il grado di Vice Brigadiere.

L’Armistizio dell’8 Settembre lo colse di stanza con la sua Compagnia in Albania, dove non si sottomise ai tedeschi, ma con tutta la Compagnia si unì alla Resistenza Albanese con l’intento preciso di rientrare in Italia. Giuntovi all’inizio del 1944 si unì ai primi Partigiani  che  operavano  in  Val  Casotto con il nome di Battaglia di “Tenente Franco”. Rientrò a Canale a luglio su sollecitazione degli amici Nino ed Enzo Faccenda ed entrò quindi nella XXIIIa Brigata Canale.

Il 6  agosto Franco con un gruppo di partigiani lasciò la base  di Sanche di Vezza d’Alba per recarsi ad un’importante riunione ai Piloni di Montà, dove sarebbe stata discussa la sua nomina al comando della Brigata e l’ingresso nelle Formazioni Giustizia e Libertà. Sopraffatti a Canale in via Torino dai fascisti in un sanguinoso conflitto a fuoco, fu ferito  e,  dopo un  pestaggio, assassinato.

Dal suo testamento datato 31 maggio:

“…Con mente serena e animo tranquillo, pensando di poter incontrare sul campo morte onorata, per la causa che ho sempre ritenuta giusta e santa, o di dover confessare la mia fede di italiano di fronte ad un plotone di esecuzione, prego Iddio innanzitutto  di  concedermi  la  stessa  forza  e  lo stesso coraggio con cui sono caduti tanti Eroi e tanti Martiri d’Italia in tutti i tempi…

…A tutti raccomando di non piangere la mia morte, perché offenderebbero i miei sentimenti di oggi e la mia memoria di domani, lo mi sento orgoglioso di poter dare la mia opera e la mia vita per la Patria, per un migliore e immancabile avvenire del mio Paese…. Sia il mio sangue un richiamo per tutti i connazionali ad unirsi per ricostruire quello  che  è  rovinato  e  costruire quello che ancora non si è fatto… Viva l’Italia”.

 

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La bottega del ceramista

Ecco alcune creazioni dell’archeologa e arteterapeuta Laura Boffa, che condurrà il workshop La bottega del ceramista e del ceramografo, domeniche 17 e 24 marzo presso i locali del museo F. Eusebio di Alba (CN).

Tutte le creazioni sono ottenute dalla semplice manipolazione dell’argilla, senza l’ausilio del tornio

IL MUSEO DEI PICCOLI: aspettando La Befana…in museo!

befanaIl 4 e 5 gennaio 2013 torna  la fortuna edizione natalizia de “Il museo dei piccoli” che consente ai genitori di usufruire del servizio di baby-parking messo a disposizione dal Civico Museo “F. Eusebio”, regalando, nello stesso tempo, ai propri figli un pomeriggio diverso dal solito.  Infatti i bambini saranno sorpresi ed incuriositi da ciò che vedranno esposto in museo e potranno cimentarsi in attività ludico-didattiche pensate appositamente per piccoli visitatori, con età compresa fra i 5 e i 10 anni.

La formula è quella consueta: i bimbi verranno accompagnati nella visita giocata ad una delle sezioni del Museo Civico “F. Eusebio”, durante la quale, attraverso il gioco, apprenderanno curiose notizie sui nostri antenati preistorici o su come si comportano gli animali del bosco o, ancora, su come vivevano gli antichi Romani. Dopo la visita non può mancare il momento della meranda: gustosa e sana, con prodotti biologici e del commercio equo e solidale. Infine, durante un laboratorio pratico, i bambini potranno creare con le proprie mani un piccolo ricordo della giornata da portare a casa.

I genitori sono invitati a indicare eventuali intolleranze alimentari o allergie.

Si consiglia di indossare abiti adatti al gioco.

Per maggiori informazioni su orari, costi e prenotazioni:clicca qui.

Per maggiori informazioni sul civico Museo “F. Eusebio”: clicca qui.