10-08-2019. San Lorenzo. Alba Sotterranea e il Gioco della Città per la festa patronale

L’appuntamento è per  sabato 10 agosto con celebrazioni solenni, iniziative culturali, visite guidate, intrattenimento e osservazioni astronomiche che la città di Alba dedica al suo patrono, San Lorenzo Martire.

La cattedrale di San Lorenzo

ALBA SOTTERRANEA, IL GIOCO DELLA CITTA’ E IL CAMPANILE DELLA CHIESA DI SAN GIUSEPPE

Per l’occasione Alba Sotterranea ha previsto una data speciale di visita con turni alle 10.30, 11.30, 15.00 , 17.00 e 19.00. La visita delle ore 15.30 sarà in lingua inglese. Per le prenotazioni (obbligatorie) clicca qui.

Gli itinerari di visita comprendono, a seconda degli orari e delle disponibilità delle singole sedi, le tappe del percorso sotterraneo della Cattedrale di San Lorenzo, di Palazzo Banca D’Alba, della Città Invisibile (sotto l’ufficio turistico) e della chiesa di San Giuseppe.

La chiesa di San Giuseppe sarà aperta dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.30; per tutta la durata dell’apertura sarà possibile salire sul campanile della chiesa (biglietto 1 euro, gratuito under 10).

In occasione della festa patronale, sarà anche inoltre possibile sperimentare per chi è interessato il Gioco della Città: alle ore 10.30 sarà possibile partecipare alla Chiesa dei Giochi, mentre nel resto della giornata sarà possibile dare la Caccia all’indizio per le vie della città.

CELEBRAZIONI IN CATTEDRALE

Il momento più intenso e spirituale della giornata sarà la Celebrazione solenne in onore del Santo, alle ore 10.30 in Cattedrale, presieduta dal Vescovo Mons. Marco Brunetti, alla presenza dei Sacerdoti della Diocesi e dei Diaconi.

Parteciperanno i rappresentanti dei nove Borghi in costume storico, le associazioni di volontariato cittadine, il Sindaco di Alba, le autorità civili e militari.

La Messa sarà preceduta dalla Processione intorno alla Cattedrale con le Sacre Reliquie di San Lorenzo, martire e diacono, patrono della Città di Alba, della Diocesi e patrono dei diaconi, dei cuochi e dei pompieri.

Durante le celebrazioni verranno utilizzati i paramenti liturgici settecenteschi, rossi e oro, fatti confezionare dal Cardinal Virginio Natta per la festività del Patrono.

SBANDIERATORI E SFILATA STORICA

Dalle ore 18.30 in piazza Michele Ferrero, gli Sbandieratori e Musici Borgo di San Lorenzo e gli Sbandieratori Città di Alba si esibiranno con le loro bandiere. Seguirà la sfilata per il centro storico con il gran finale in piazza Risorgimento.

 

OSSERVAZIONI ASTRONOMICHE AL CORTILE DELLA MADDALENA CON GLI ASTROFILI MONFERRINI

In occasione delle celebrazioni del cinquantenario della prima impronta dell’uomo sulla Luna ed in concomitanza con lo sciame meteorico delle Perseidi, le famose lacrime di San Lorenzo, il GAM Gruppo Astrofili Monferrini organizza la ormai tradizionale serata di osservazione al telescopio. Dalle ore 21.00 alle ore 23.00, spenta l’illuminazione all’interno del cortile della Maddalena, verranno mostrati i più luminosi oggetti del cielo, con un occhio di riguardo per il nostro satellite naturale. Saranno allestite non meno di tre postazioni di osservazione in grado di mostrare al pubblico la luna crescente con le sue montagne, i suoi crateri ed i luoghi che hanno visto le missioni Apollo segnare una pietra miliare della storia umana.

In sala Vittorio Riolfo per tutta la serata saranno inoltre proiettati eccezionali documenti riguardanti l’origine e l’evoluzione della nostra luna sino all’arrivo dell’uomo.

ASTRI, MITI E LEGGENDE AL MUSEO CIVICO “F. EUSEBIO”

“Astri, miti e leggende…” è una visita guidata gratuita alla sezione di archeologia del Museo civico “Federico Eusebio”, che partirà alle ore 21.00 e alle ore 22.00. Gli dei pagani e i loro sacerdoti saranno i protagonisti della notte di San Lorenzo, tra costellazioni e profezie, mito e realtà… per arrivare ai giorni nostri, alla cultura del nostro territorio e ai suoi debiti con il passato.

SALITA SUL CAMPANILE DELLA CATTEDRALE E VISITA AL MUSEO DIOCESANO

Il Museo Diocesano di Alba propone una particolare serata di apertura del campanile della Cattedrale di San Lorenzo, con turni di visita alle: 20.00, 21.00 e 22.00, per ammirare da 45 metri di altezza la città illuminata e scoprire l’originale “doppia” struttura campanaria.

Il campanile romanico della Cattedrale di Alba è uno dei monumenti più rappresentativi della città e ne caratterizza lo skyline del centro insieme alle torri medievali.

Ingresso da piazza Rossetti. Visita guidata al campanile: 5,00 Euro adulti; 3,00 Euro dai 6 ai 16 anni e gratuito under 6 anni. I posti sono limitati, è consigliata la prenotazione.

MOVIDA Y COMIDA A SAN LORENZO

Appuntamento speciale per la notte di San Lorenzo con la rassegna di aperitivi musicali nei locali del centro storico di Alba nell’orario compreso tra le 19.30 e le 23.30.

Aderiscono alla festa: 100 Vini, il Mondo del Caffè, Bar Savona, Roberto Sarotto punto vendita Alba di piazza Michele Ferrero con Dj Paolino; Hemingway Cocktail Restaurant di piazza Falcone con Live Music; Vincafè di via Vittorio Emanuele II con Live Music; Insolito Caffè di piazza Pertinace con Live Music Freebirds; Ape Wine Bar di piazza Risorgimento con Dj Bea Ritorno al Vinile; Hasu Japanese Restaurant di via Cavour con Dj Set.

CENTRO STUDI “BEPPE FENOGLIO”

Il Centro Studi di Letteratura, Storia, Arte e Cultura “Beppe Fenoglio” onlus aprirà le sue sedi espositive dalle 14.30 alle 18.30.

MERCATO DEL SABATO

Il tradizionale mercato del sabato nel centro storico di Alba ed il Mercato della Terra in piazza Pertinace si svolgeranno regolarmente.

Il 10 agosto gli uffici comunali resteranno chiusi al pubblico.

PRAEFECTURA FABRUM. Associazione di rievocazione storica

Praefectura Fabrum è un’associazione di rievocazione storica dell’evo romano; partecipa a LA STORIA IN AZIONE. Lampi dal passato! la due giorni di archeologia sperimentale presso il Giardino di Archeologia Sperimentale del museo civico Federico Eusebio, in programma il 16 e 17 settembre 2017. Alcuni tecnici in veste di agrimensori dell’associazione sarà a disposizione di appassionati e curiosi per spiegare gli aspetti tecnici della gromatica e dell’agrimensura, ovvero dell’utilizzo dell’antico strumento ottico della groma per tracciare allineamenti ortogonali tra di loro, indispensabile per la fondazione di insediamenti urbani e per la centuriazione dell’agro, ovvero la suddivisione delle terre coltivabili in lotti regolari

L’attività divulgativa principale dell’associazione è imperniata sulla rievocazione dell’attività svolta dagli agrimensori e dai tecnici dell’antica Roma, la cui missione fu quella di contribuire in prima linea alla costituzione della più  importante civiltà dell’evo antico.

Tuttavia gli interessi del gruppo toccano anche aspetti della quotidianità della società romana, dalla religione alla vita di tutti i giorni nella domus. Nel corso dell’anno passato ha curato tre attività didattiche e manifestazioni presso il sito archeologico di Libarna.

Il Praefectus fabrum era un ufficiale di campo dell’esercito romano, presente fino all’età tardo repubblicana e primo imperiale esclusivamente nelle legioni (non quindi nelle truppe ausiliarie), il cui compito era di comandare e coordinare il genio militare, ovvero l’insieme di fabri, tignarii, structores, carpentarii ferrari, costruttori di edifici e macchine d’assedio, gromatici (“geometri” con il compito di stabilire la pendenza del campo da costruire), metatores (coloro che precedevano l’esercito e ne tracciavano i confini dell’accampamento), a supporto delle truppe combattenti.

 

 

BACK TO ORIGINS. Rievocazione preistorica

Back to origins è un progetto di rievocazione di momenti di vita quotidiana dell’uomo preistorico; partecipa a LA STORIA IN AZIONE. Lampi dal passato! la due giorni di archeologia sperimentale presso il Giardino di Archeologia Sperimentale del museo civico Federico Eusebio, in programma il 16 e 17 settembre 2017. Guido Camia nelle vesti di uomo di Neanderthal sarà a disposizione di appassionati e curiosi per spiegare gli aspetti di vita comune nella preistoria.

Il progetto Back to origins nasce dall’esperienza di Guido Camia nel campo della sopravvivenza sportiva e sperimentale. In quanto istruttore nazionale insegna tecniche per “cavarsela” in natura, tecniche derivanti prevalentemente dalle stesse azioni che l’uomo preistorico ha creato, scoperto, evoluto.  La sua passione per questa fase della storia umana lo ha portato a creare questo progetto canalizzando le reali tecniche storiche in una rievocazione dove lui stesso, nelle vesti di uomo di Neanderthal, racconta in prima persona la vita quotidiana mostrando ai presenti come viveva il nostro antenato. In un campo allestito fedelmente al periodo storico, dimostra ai partecipanti ciò che avevano visto solo sui libri di storia. Il suo obiettivo è proiettare i presenti indietro di 300.000 anni e scoprire ciò che ha permesso la nostra evoluzione. Per l’appunto… un “ritorno alle origini”.

Attività storicamente ricostruite:

accensione del fuoco con sfregamento legni

produzione di fibre vegetali per produrre cordame

cottura del cibo / tecniche di bollitura dei cibi

le pitture rupestri e i loro significati

tecniche di caccia

lavorazione della selce

uso delle ossa e pelli animali

descrizione dei ripari

la scoperta del fuoco: la spinta evolutiva

la migrazione e le sue conseguenze nella mutazione genetica

sociologia e comunicazione

predecessori e successori storici

Si ripercorrerà insieme questa fase che in ambito evolutivo è stata fondamentale perché ha creato l’homo sapiens così come lo conosciamo, con la rivelazione di qualche segreto legato a recenti scoperte…


 

LE SPIRE DEL LUPO. Associazione di rievocazione storica

Le Spire del Lupo è un’associazione di rievocazione storica medievale; partecipa a LA STORIA IN AZIONE. Lampi dal passato! la due giorni di archeologia sperimentale presso il Giardino di Archeologia Sperimentale del museo civico Federico Eusebio, in programma il 16 e 17 settembre 2017. Una piccola delegazione in costume dell’associazione sarà a disposizione di appassionati e curiosi per spiegare gli aspetti di vita cavalleresca del XIII secolo.

L’Associazione Culturale Sportiva Dilettantistica “Le Spire del Lupo” nasce ad Alba nell’estate 2014, dalla passione dei suoi membri fondatori, con alle spalle pluriennale esperienza nel campo della rievocazione storica, nello studio della Storia ed in ambito schermistico.

I soci fondatori vantano esperienze in rievocazioni storiche sul territorio nazionale, partecipazioni a film e cortometraggi e pubblicazioni in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino e la Diocesi di Tortona ed esperienze a livello sportivo e schermistico.

Scopo primario dell’Associazione è condividere e trasmettere la conoscenza, l’interesse e la passione per la scherma a tutto tondo (a partire dai primi trattati giunti a noi, fino ad arrivare alla scherma cosiddetta “moderna”) e per la storia, con un occhio di riguardo per il Medioevo, in particolare per il periodo che va dal 1275 al 1325, utilizzando la rievocazione storica e il living history come strumento di studio prima e di divulgazione poi.

L’Associazione recupera, codifica e ripropone le antiche discipline marziali europee tramite lo svolgimento di corsi a cadenza settimanale e la realizzazione di stage con istruttori interni e/o provenienti da altre sale d’armi, seminari, programmi per scuole, con l’intento di far conoscere e riscoprire le tecniche di combattimento europeo dal periodo medievale fino a quello moderno.

I corsi, tenuti dall’Istruttore Nazionale di Scherma Storica e Artistica e Regionale di Scherma Olimpica Alessandro Tosoni, sono volti al creare passione per la disciplina e per la storia, si svolgono nel pieno rispetto della sicurezza e ambiscono alla crescita culturale e sportiva di chi ne prende parte. Una volta acquisite le nozioni e le tecniche di base saranno gli istruttori a dare il via libera alla partecipazione ai tornei sportivi e storici presenti sul territorio italiano e non.

In due anni e mezzo Le Spire del Lupo si è ritagliata la sua parte nel mondo della Scherma Storica e della Rievocazione crescendo ogni anno di numero e portando a casa risultati con i propri atleti nelle diverse discipline.

Nel Novembre 2016 l’Associazione organizza il Primo Torneo di Scherma Storica della Città di Alba “LangHEMA” (fusione di Langhe+HEMA – Historical European Martial Arts – ), con il patrocinio del CONI, dell’ACSI, della Città di Alba, della Provincia di Cuneo, della Regione Piemonte e la presenza del Panathlon, che ha portato ad Alba 90 atleti provenienti da tutte le parti d’Italia e dalla Francia con ospiti internazionali. Quest’anno la seconda edizione è prevista per il 12 e 13 Novembre presso il palazzetto dello Sport di Corso Langhe.


CONTATTI:
– lespiredellupo.altervista.org
– FACEBOOK: Le Spire del Lupo

LEGIO VIII AVGVSTA. Associazione di rievocazione storica

La Legio VIII Avgvsta è un’associazione di rievocazione storica militare dell’evo romano; partecipa  a LA STORIA IN AZIONE. Lampi dal passato! la due giorni di archeologia sperimentale presso il Giardino di Archeologia Sperimentale del museo civico Federico Eusebio, in programma il 16 e 17 settembre 2017. Una piccola delegazione in armi della legione sarà a disposizione di appassionati e curiosi per spiegare gli aspetti di vita militare tra età tardorepubblicana e prima età imperiale.

Ecco la storia della Legio VIII Avgvsta che l’associazione di Lugano (Svizzera) si onora di rievocare.


L’VIII Legione fu costituita da Giulio Cesare nel I secolo a.C. e, con la VII, IX e X, fu tra le legioni più vecchie dell’esercito imperiale romano.
Il suo simbolo era il toro.
Tra i suoi comandanti più importanti ci fu appunto Giulio Cesare ed Augusto, il primo imperatore di Roma.
Con Giulio Cesare invase la Gallia nel 58 a.C. e fu menzionata dallo stesso Cesare nel suo “De Bello Gallico” relativamente alla battaglia contro i Nervi, la tribù più potente della Gallia Belgica.
Durante le guerre civili combattè con Cesare contro Pompeo Magno nelle attuali Italia, Albania ed Africa settentrionale. Dopo la vittoria, i legionari furono congedati ed ottennero in premio terre da coltivare.
Nel 44 a.C. l’ VIII Legione fu ricostituita dal nipote di Cesare, Ottaviano, per combattere a Filippi contro gli assassini di Cesare. Successivamente Ottaviano guido’ vittoriosamente la legione, che all’epoca si chiamava ancora VIII Gallica, in Sicilia contro Sesto Pompeo e ad Azio contro Marco Antonio.
Alla fine delle guerre civili, Ottaviano, ora noto come Augusto, primo imperatore di Roma, trasferì l’ VIII Gallica nei Balcani. Qui la Legione si distinse in combattimento e si guadagno’ il nome di Avgvsta.
Nel 6 d.C. l’imperatore Tiberio, utilizza l’ VIII Avgvsta contro i Marcomanni nell’attuale Cechia, e in Pannonia (parte dell’Ungheria, Austria, Croazia e Slovenia) per sedare una rivolta.
Sotto l’imperatore Claudio, un’unità dell’ VIII Avgvsta partecipa alla conquista della Britannia. E ancora partecipa alla conquista della Tracia, odierna Bulgaria.
Con Nerone combatte valorosamente sul confine danubiano guadagnandosi il titolo di “Bis Avgvsta”.
Dopo aver supportato Vespasiano, la Legio VIII Avgvsta staziona ad Argentorate, l’odierna Strasburgo in Francia.
Successivamente la Legione partecipo’ con Traiano alla conquista della Dacia, l’attuale Romania. Più tardi sedo’ una rivolta e per questo si guadagno’ il titolo di “Pia Fidelis” cioè “leale e fedele” all’imperatore Marco Aurelio.
Per Settimio Severo, primo imperatore di colore, combattè vittoriosamente contro i Parti in Oriente.
Durante le invasioni barbariche del III secolo, l’ VIII Avgvsta combatte sul confine renano-danubiano contro i Germani.
Successivamente fu coinvolta nelle guerre civili schierandosi sempre contro gli usurpatori, restando fedele all’imperatore Gallieno. E’ in questo periodo che alla Legio VIII Avgvsta vengono assegnati i titoli onorifici come V, VI VII Pia Fidelis (5 6 e 7 volte leale e fedele).
Un iscrizione trovata a Zurzach nel canton Argovia e datata 371, prova che nel IV secolo la Legio stazionava in Svizzera dove rimase fino all’inizio del V secolo.
Dopo di cio’, il comandante in capo delle forze romane Stilicone, sposta l’ VIII Avgvsta nel nord Italia per difendere la penisola dalle invasioni Visigote.
Con la caduta dell’impero romano d’occidente nel 476 d.C., le legioni si dissolsero. Forse i legionari tornarono alle famiglie, alcuni disertarono passando alle file dei barbari, ma questo non lo sapremo mai.
Quel che è certo, è che quegli stessi legionari che hanno conquistato tre dei continenti che oggi conosciamo, sono gli stessi uomini che hanno costruito le strade che oggi percorriamo, gli acquedotti alcuni dei quali ancora funzionanti, le terme da cui derivano le nostre piscine.
Per non dimenticare il diritto su cui oggi tante nazioni moderne fondano le proprie leggi.


CONTATTI:
– Legio.ottava.augustagmail.com
– FACEBOOK: Legio VIII Avgvsta

La Legio VIII Avgvsta a Bellinzona

 Castelgrande di Bellinzona e’ tornato  2000 anni fa,  a ritroso in quel tunnel inesorabile chiamato Tempo…la Storia passata ha ripreso vita.
La magnifica cornice di Castelgrande, fortezza medievale posta a guardia della valle nell’anno del Signore 1300 , non esisteva ancora…un manipolo di soldati di Roma, marciante sotto il vessillo della gloriosa Legione VIII Gallica Mutinensis ,procedeva verso la Raetia.
Quei soldati, miles , come li chiamavano al tempo,marciavano per lui, Ottaviano, da poco divenuto Augusto. Sotto di lui aveva combattuto aspramente, meritandosi il titolo di Pia Fidelis, la preferita, la regina delle sue legioni…
La regione, non ancora completamente romanizzata, era madre di popoli fieri, duri, e orgogliosi, i Celti…che non starono certamente impassibili al passaggio ed all’occupazione di coloro che vedevano come ‘invasori’, dissacranti delle loro tradizioni;  cosi’ diversi, cosi’ spavaldi da fondare addirittura un castrum (accampamento militare fortificato) sulle loro sacre terre…
E cosi’, Bellinzona , nell’anno del Signore 2017, torno’ nel primo decennio del primo secolo dopo Cristo…Augusto era ormai anziano, ma onorava i sui giovani Italici che combattevano per lui…Bellinzona e’ stata teatro di vita, scontri, e convivialita’ provenienti diretti dal nostro glorioso passato.
La legio VIII AVGVSTA, unitamente alla LEGIO IIII FLAVIA FELIX, al gruppo storico Romano ARS Historia Romana ed  al gruppo celtico del Popolo di Brig, ha dato vita ad un glorioso passo indietro nel passato, colto con entusiasmo e partecipazione dal numeroso pubblico intervenuto alla manifestazione.
La Legio VIII AVGVSTA sara’ protagonista anche nelle terre della IX REGIO (basso Piemonte/Liguria)? Nessuno lo sa, per ora, ma Roma, come si sa, non conosceva e non conosce confine…
Per vedere tutte le foto dell’evento clicca qui.

Legio VIII Augusta a Castelgrande di Bellinzona – 20 e 21 maggio

Combattimenti, tornei di abilità tra cavalieri e il passaggio di due legioni romane. Bellinzona è pronta ad accogliere cavalieri medievali e gladiatori romani tra le mura di Castelgrande

….nel lontano I secolo dopo Cristo, le strade che conducevano alla Raetia,  riecheggiavano del tintinnio dei gladi e del roboante frastuono di migliaia di caligae in marcia…manipoli di legionari, sotto le insegne di Roma,  procedevano inesorabili per  la gloria di Augusto e del neonato Impero…oggi, nel 2017 quei gladi e quelle caligae,  attraversando la storia bimillenaria, torneranno a farsi udire!

Il 20 ed il 21 di maggio, a Bellinzona, nella magnifica cornice di Castelgrande (antico luogo in cui sorgeva un castrum legionario) la LEGIO VIII AVGVSTA,  ripercorrera’ quelle strade, rievocando il passaggio di una legione romana diretta nella Provincia della Raetia,  in quell’epoca non ancora completamente romanizzata.
Si potra’ visitare un accampamento militare romano, osservare usi e costumi della vita militare dell’epoca, seguire numerose didattiche e osservare, nella giornata di domenica 22 , un piccolo scontro armato tra romani e celti.
Vi aspettiamo per un tuffo nei gloriosi tempi si Augusto!
Clicca qui, Programmamanifestazione, per il programma completo della due giorni.
Se vuoi marciare anche tu per la gloria di Roma, non esitare a contattarci sulla nostra pagina Facebook:
Ti aspettiamo!!

Tra le “Meraviglie sotterranee” d’Italia – Touring Club 2016

“Il paesaggio, grande scenario totalizzante di ogni emozione di viaggio, è sempre, come sappiamo, il punto di incontro e di equilibrio (nel migliore dei casi) tra la natura e l’opera dell’uomo. Ciò è vero ancor di più per ciò che, in genere, non è raggiunto dalla luce naturale e, pur condizionato dalla situazione ambientale, ci mostra quanto, nel tempo, l’uomo ha costruito e preservato.”

Con queste belle parole il presidente del Touring Club Italiano, Franco Iseppi, introduce il nuovo libro “Meraviglie sotterranee”.

Siamo orgogliosi di poter affermare che, tra le 200 mete sotterranee selezionate nel nostro Paese, a pagina 28, troverete Alba Sotterranea.

Vi compaiono infatti una sintesi del progetto e una descrizione di alcuni dei siti archeologici che, a rotazione, rappresentano l’oggetto delle nostre visite: dalla Città Invisibile al Complesso delle Antiche Mura, da Palazzo Marro allo stupendo mosaico sotto palazzo Govone. Viene anche menzionato il museo civico archeologico e di scienze naturali “Federico Eusebio”, lo scrigno attorno al quale si legano le testimonianze di età romana o medievale nascosti nel ventre della città.

La guida è stata edita dal glorioso Touring Club Italiano al tramonto del 2016. Curata da Elena Bauer e da Giovanni Caprara, si spera possa contribuire a gettare maggiore luce su quel patrimonio di “meraviglie sotterranee” che il nostro territorio spesso custodisce.

E’ tuttora in vendita presso il bookshop del museo civico archeologico e di scienze naturali “Federico Eusebio” di Alba

Il progetto Alba Sotterranea è nato nel 2011. Da allora, tanta strada, non sempre agevole, è stata percorsa. In mezzo a curve, rettilinei e discese, l’entusiasmo dei partecipanti, i complimenti che otteniamo e i riconoscimenti come questo – o come il servizio sul tg1  andato in onda in prima serata il 17 aprile 2015 su Rai 1 – rappresentano per noi uno stimolo che ci spinge a migliorare e a sviluppare ulteriormente le nostre proposte.

Vi ringraziamo…

E vi aspettiamo, ad Alba Sotterranea!

 

Intervista a Gianmarco Gastone. “Costa campana e Siqilliyya: Status quaestionis”

Che cosa è il Mediterraneo? Mille cose insieme.
Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi.
Non un mare, ma un susseguirsi di mari.
Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre…
un crocevia antichissimo.
Da millenni tutto vi confluisce, complicandone e arricchendone la storia:
bestie da soma, vetture, merci, navi, idee, religioni, modi di vivere (F. Braudel)

 

In generale qual è il tuo progetto di ricerca e perché lo hai scelto?

Il progetto di ricerca ha essenzialmente tentato di fornire una risposta ad una domanda storiografica:

“Può l’archeologia – con i metodi che le sono propri – contribuire alla ricostruzione della vicenda della presenza islamica sulla costa campana nei secoli altomedievali?”

Porsi questa domanda significava da parte mia operare una sorta di rovesciamento. Infatti, sull’onda di alcuni nuovi studi storiografici, anziché analizzare i processi storici di questa regione dal continente, ho adottato sin dall’inizio una prospettiva mediterranea, un aspetto che, paradossalmente, è stato molto spesso sottovalutato da pur insigni studiosi. Ponendo in rilievo la dimensione mediterranea di città come Napoli o Salerno, non potevo non incontrare individui di fede islamica, i dominatori del Mediterraneo centrale tra l’VIII e l’XI secolo. In questi secoli, calato verticalmente in quello che era stato il mare nostrum romano, il Mezzogiorno è terreno di scambi, rapporti, integrazioni e scontri tra popolazioni estremamente differenti per lingua, fede, tradizioni e stili di vita: vi si potevano incontrare latini (la maggior parte), greci, ebrei, armeni, islamici. All’interno di quest’ultimo insieme vi si potevano individuare andalusi, greci divenuti musulmani, nordafricani e, soprattutto, siciliani, provenienti da un’isola che in questo periodo era musulmana.  Uno dei motivi principali che mi ha spinto ad affrontare questo tema è anche la mia passione per la civiltà mediterranea – dalle sue espressioni più antiche a quelle più recenti – oltre che per la cultura napoletana. Questo motivo di interesse è ben sintetizzato dalle parole di Braudel. Ho ricevuto un aiuto fondamentale nella realizzazione di questo progetto e nella coltivazione di questa mia passione anche dalle suggestioni e dai suggerimenti della mia docente relatrice Lebole Chiara Maria, che mi ha accompagnato in questi sei anni.

Siamo purtroppo  abituati a vedere la civiltà islamica in contrapposizione violenta alla nostra, anche in termini di narrazione e ricerca storica… solo guerra e saccheggi o c’è stato altro?

Numerosi furono gli scontri ma altrettanto lo furono gli incontri. Furono i cronisti cristiani dell’epoca e gli studiosi, anche prestigiosi, che si sono interessati a queste vicende dal XIX secolo a questa parte a creare quello che viene chiamato “il paradigma della scorreria”: l’idea secondo la quale i rapporti tra Cristiani e “Saraceni” fossero caratterizzati esclusivamente da episodi bellici. Gli ultimi studi storiografici – basati su fonti in lingua latina, greca e araba – e anche il mio studio archeologico parlano anche di altro. Commerci e scambi tra terra campana e Sicilia islamica non mancarono: ho avuto la possibilità di studiare anfore palermitane ritrovate nei pressi di Salerno. Le anfore non erano altro che quei contenitori dentro cui veniva versato il prodotto da vendere nelle diverse città mediterranee. Essendo vasi dall’imboccatura stretta, dovevano contenere liquidi: vino (anche se la Sicilia era islamica non ci si esime dal produrlo e consumarlo), sciroppo di canne da zucchero ma anche pesce salato. Non solo episodi bellici quindi, ma anche scambi. Consideriamo inoltre che il grande mondo islamico aveva forte bisogno di legno, decisamente poco abbondante in Nordafrica. Esso doveva essere comprato e spesso i manti boschivi del Cilento, oltre che della Sicilia, potevano sopperire a questa mancanza: ricordiamoci che il legno era fondamentale per la costruzione delle navi e nell’architettura… Anche se non l’ho studiata in maniera specifica, il ruolo di Amalfi fu importante in questi rapporti: segnalo l’attività del Centro di Cultura e Storia Amalfitana il cui presidente Michele Cobalto mi ha appoggiato nella realizzazione di questo progetto di ricerca, sia nella biblioteca amalfitana che via e-mail.

Qual è la scoperta che più ti ha emozionato?

Nonostante l’importanza delle anfore, la scoperta che maggiormente mi ha colpito è stata la tomba islamica trovata nel 2015 in piazza Municipio, non lontana dal centro cittadino. Allo stato attuale delle conoscenze, costituisce la prima tomba islamica medievale ritrovata nell’Italia peninsulare. Non ci è rimasto il suo nome, né una parte del corredo, né una parte degli abiti… Come si fa a capire che questo individuo era musulmano? Per l’orientamento del corpo e la posizione: era sepolto sul fianco destro, con il viso e il corpo orientati verso La Mecca. Il ritrovamento di una sepoltura è solo un primo tassello per ricostruire la presenza di persone musulmane nel Mezzogiorno nel medioevo. Risulta però interessante notare che la sua presenza doveva presuppore un qualcuno che sapesse officiare il rito funerario islamico, molto articolato. A questa tomba si aggiungono i monumenti funerari in caratteri cufici conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, datati però tra X e XI secolo e di provenienza incerta. Segnalo la gentilezza della funzionaria della Soprintendenza Archeologica di Napoli, Vittoria Carsana: è stata lei a segnalarmi questo ritrovamento, da lei stessa effettuato.

In generale quali sono i ritrovamenti archeologici che meglio funzionano da indicatori risolutivi per quello che riguarda il dibattito storico?

Dal punto di vista storico, i migliori indicatori in questa ricerca sono costituiti dalle anfore, chiara prova dei commerci che dovevano legare Campania cristiana e Sicilia islamica, e dalla tomba, prova significativa dell’effettiva presenza di musulmani nella Napoli di IX secolo. I reperti storico-artistici come gli elementi architettonici sono invece di più difficile interpretazione, anche se più appaganti da un punto di vista estetico: il linguaggio dell’immagine si presta a infinite interpretazioni e, in più, essi sono stati ritrovati in contesti non archeologici, ancora più difficilmente analizzabili. Le prove archeologiche sono però ancora insufficienti per delineare delle conclusioni definitive. Detto ciò, la costruzione della metropolitana e i numerosi restauri in corso a Napoli permettono l’avanzare degli scavi archeologici. Inoltre, mancano ancora studi approfonditi a livello di toponomastica, urbanistica, oltre che ad un confronto con gli scavi in Provenza, significativi a livello storico per ricostruire legami tra Sud e Nord del Mediterraneo che non ci aspetteremmo per un periodo considerato erroneamente oscuro come l’Alto Medioevo.

Discussione della tesi davanti alla commissione

Discussione della tesi davanti alla commissione

Fabrizio Ceste: Tecnico del suono

Fabrizio Ceste

Fabrizio Ceste

Chitarrista e cantante con esperienza ormai trentennale. Centinaia di concerti e tre cd all’attivo. Laureatosi in Scienze Naturali nel 1997, da circa 10 anni ha fatto dell’insegnamento la sua professione.
Esperienze musicali
1985-1988 Chitarrista e voce solista in band giovanile “Sound in Action”;
prime esperienze live; nel 1988 il gruppo apre alcune serate
del duo comico “Gaspare & Zuzzurro”
1988-1992 Chitarrista e voce solista band pro “LDC music”; molteplici
esperienze live in tutta Italia; concerti di apertura serate per
personaggi quali Ezio Greggio, Francesco Salvi, Raf, Giorgio
Faletti, Teo Teocoli, …
1992-2000 Chitarra elettrica/acustica e voce solista trio semi-pro “Avanzi
band”; circa 500 serate all’attivo, svariate collaborazioni in studio.
2001-2010 Collaborazione con il gruppo danza “Cash” nella creazione di
musical, con esecuzione dal vivo. Inizio attività di produzione/composizione.
2007-2014 Attività di docenza di canto e musica sia a livello privato che presso istituti quali scuola di danza “Alballetto” di Alba e Scuola Primaria Statale di Grinzane Cavour.
2008-2014 Titolare dell’istituto privato “KSchool – istruzione globale” di Alba, con funzione di gestore unico e docente di scienze e chimica.
Dal 2014 Insegnante di chitarra e canto e musicista a tempo pieno.
Produzione studio
1989 voce solista remix “the Lady in Red” di Chris de Burg
1990 ospite produzione cd “Terre de Makalè” band Makalè.
1993 cd “Avanzi vol.I”
1997 cd “Avanzi live”
2000 cd “Avanzi band: Vol.II”
2006 ep “Riverso”