FUTUR-Balla & Alba Sotterranea: Giacomo Balla in mostra alla Fondazione Ferrero di Alba

Dal 29 ottobre 2016 al 27 febbraio 2017, gli spazi espositivi della Fondazione Ferrero di Alba ospiteranno la mostra temporanea dedicata all’artista torinese Giacomo Balla (1871-1958). 

La sede della Fondazione Ferrero ad Alba. Nonostante il permanere del difficile contesto internazionale, il rallentamento nei consumi alimentari in alcuni mercati europei e l?aumento dei prezzi delle principali materie prime, l?industria piemontese ha chiuso il 2012 con un aumento delle vendite dell?8%, 10 luglio 2013. ANSA/UFFICIO STAMPA GRUPPO FERRERO +++NO SALE - EDITORIAL USE ONLY+++

La mostra, organizzata dalla Fondazione Ferrero, in collaborazione con la Soprintendenza e la GAM di Torino, dopo i successi riscossi dalle esposizioni dedicate a Carrà e Casorati, è stata presentata al pubblico giovedì 5 maggio, giorno in cui Mercurio è passato davanti al Sole. L’artista osservò lo stesso fenomeno il 7 novembre 1914, pochi minuti dopo lo scoccare del mezzogiorno.

Attraverso le 100 opere esposte, la mostra si pone l’obiettivo di analizzare e contestualizzare il percorso artistico del pittore che, sin da bambino, si è sentito attratto dal plurale mondo dell’arte, ma anche da quello della scienza.

Il visitatore della mostra potrà scoprire in giornata anche le radici sotterranee  più antiche della città, partecipando alle visite guidate dagli archeologi di Alba Sotterranea, che per l’occasione moltiplica le sue date di visita (tutte le domeniche fino al 27 febbraio, oltre ogni terzo sabato mattina del mese, per scoprire tutte le date clicca qui).

Una giornata all’insegna dell’arte e dell’archeologia, secondo un connubio dei saperi che tanto sarebbe piaciuto a Giacomo Balla.

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Insieme ad artisti del calibro di Filippo Tommaso Marinetti e Fortunato Depero, Giacomo Balla si rivelò tra i protagonisti indiscussi dell’arte astratta italiana e del Futurismo del primo Novecento. L’adesione e la rielaborazione di tali modelli e concezioni dell’arte mutarono però quando, negli anni ’30, l’artista torinese sentì un sempre maggiore richiamo verso la pittura figurativa. Tale cambiamento si tradusse in opere artistiche estremamente diverse rispetto alle precedenti.

L’esposizione costituisce l’occasione per poter cogliere tale evoluzione artistica e per poter ammirare ad Alba dipinti che arrivano dai più grandi musei di New York, Gerusalemme, Londra, Venezia e Roma.

“Esprimo grande compiacimento alla Fondazione Ferrero per questa esposizione biennale – ha dichiarato il Sindaco di Alba Maurizio Marello all’anteprima – Questo appuntamento è cresciuto negli anni raggiungendo le cento mila presenze dell’ultima esposizione del 2014. È cresciuta anche sul territorio. Gli albesi iniziano a frequentarla e a comprendere l’importanza di questo evento per il territorio a livello turistico. Grazie a questa iniziativa la nostra stagione non finisce a novembre ma prosegue fino a febbraio e questo è apprezzato da chi opera nel settore. Inoltre, questa mostra ci ha aiutati a crescere in un sistema culturale che si è creato in città intorno ad una rete di attività che senza la Fondazione Ferrero difficilmente sarebbe partita e si sarebbe sviluppata. La Fondazione non è un’isola a sé ma è pienamente integrata e questo è importante perché chi viene visita la mostra, visita anche Alba Sotterranea, i nostri monumenti, il Centro Studi “Beppe Fenoglio”. Un grazie sentito alla Presidente della Fondazione, la signora Maria Franca Ferrero, al Segretario Generale della Fondazione Edoardo Milanesio ed a tutti i loro collaboratori. Allestire un evento di questo tipo richiede molte risorse non solo economiche ma anche umane straordinarie. Grazie”.

“Ho cercato di concentrare nello spazio della Fondazione tre momenti – ha spiegato la curatrice Ester Coen – il momento prefuturista, molto vicino alla missione umanitaria della Fondazione, identificando in questo momento uno dei punti focali della mostra, poi lo sguardo di Balla sul colore ed un terzo momento dedicato alle sue ricerche più futuriste e al dinamismo delle automobili”.La mostra allestita con la collaborazione scientifica della Gam di Torino e dalla Soprintendenza Beni Architettonici e Culturali del Piemonte ospiterà opere provenienti da importantissimi musei internazionali come “Il dubbio” (1907-1908) dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma, “Dinamismo di un cane al guinzaglio” conservato nella Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, New York e tante altre opere provenienti dalla teca di Londra, dal museo di Gerusalemme, dalla Galleria Guggenheim di Venezia.

Emanuele Buganza e i Lettori d’Assalto

“Oggi ascolta, parla, legge, ride”

Parlando di sé sul sito web de’ “I Lettori d’Assalto”, Emanuele Buganza riassume con questa semplice e chiara frase lo spirito con cui ha dato vita a quella che è oggi un’affermata e promettente (vista la giovane età…) carriera artistica.

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Emanuele Buganza

Sarà la sua voce di attore a guidare i partecipanti all’evento “Amore al tempo degli déi“, organizzato presso il museo civico “Federico Eusebio” per la notte di San Valentino.

In cosa consiste questo evento? 

Emanuele Buganza è il fondatore de’ “I lettori d’Assalto“, un gruppo di attori teatrali nato come gruppo artistico informale in occasione del Festival Collisoni 2009 con l’obiettivo di portare al pubblico le parole del festival in modo piacevole, efficace e diretto. Sul loro sito web, si dichiarano “un manipolo di attori scelti, performer, scrittori e musicisti corazzati, addestrati alla difesa e alla diffusione della letteratura”

Il loro fondatore e direttore artistico vi aspetta, insieme a noi, domenica 13 febbraio, presso il museo civico “Federico Eusebio” di Alba.

Volete contattarlo?

emanuele.buganza@gmail.com

 cell. +39 3282196821

sito web: http://lettoridassalto.wix.com/

Il Grappaiolo Angelico e la Donna Selvatica: Romano Levi

 

La Mostra nella splendida cornice della chiesa di San Giuseppe, è guidata dal sottile filo che unisce e cementa  la figura di Romano Levi, la sua opera artistica espressa dalle etichette disegnate a mano ad una ad una  e la sua arte di produrre con la sorella Lidia un tipo di grappa unica al mondo.

Con il Patrocinio del Consorzio delle Eccellenze di Langhe, Roero e Monferrato; della Fiera del Tartufo di Alba, della Città di Alba e del Comune di Neive.

La figura del “Grappaiol‘Angelico”, così lo definì Luigi Veronelli, emerge  nel video di una storica intervista che riporta ai sapori di una famiglia e di una  terra faticosa, dove regnano silenzi  e serenità.

Chiesa di San Giuseppe, Alba (CN) - dal 10 ottobre al 1 novembre 2015

Chiesa di San Giuseppe, Alba (CN) – dal 10 ottobre al 1 novembre 2015

In questa terra nasce la misteriosa figura della “Donna Selvatica che scavalica le colline…” che ha animato la produzione artistica di Romano per oltre 40 anni. In oltre 100 etichette originali, esposte per la prima volta in ordine cronologico, si coglie la ruvida personalità della Donna Selvatica, la donna delle Langhe: autoritaria, lavoratrice, furba e misteriosa, ma anche femminile, portatrice di intense emozioni. Con le parole di Romano : ”Erano un po’ streghe e un po’ fate, ma libere, come dovrebbero essere tutte le donne per vivere la parte migliore della loro vita”.

 

Su questa ispirazione e modernità  la mostra propone le opere di  alcuni grandi artisti: Paolo Conte, Giorgio Faletti, Renato Missaglia, che ricordando Romano hanno  reinterpretato, in splendide etichette, lo spirito della Donna Selvatica che scavalica le colline.. dove le colline rappresentano la fatica e le difficoltà che tuttora il mondo femminile deve affrontare per realizzarsi nella nostra società.

Le etichette della  Donna Selvatica hanno avvolto per 40 anni  le bottiglie di   grappa  di Romano e la cura con la quale veniva prodotta viene riproposta attraverso  una imperdibile e rara degustazione: un’esperienza sensoriale attraverso la storia, l’arte ed il gusto.

 

Per info: www.distilleriaromanolevi.com

 

Ceramica grès porcellana Raku: ecco gli specialisti Roberto di Giorgio e Manuela Incorvaia per La Bottega del Ceramista.

Manuela Incorvaia e Roberto di Giorgio saranno gli specialisti che condurranno i partecipanti durante l’evento del 29 Marzo “La Bottega del Ceramista e del Ceramografo” attraverso un viaggio che li porterà alla scoperta della millenaria storia della lavorazione della ceramica fino alle ceramiche Raku della cerimonia giapponese del te .

Ecco le  loro presentazioni:

Manuela Incorvaia è originaria di Genova ma dal 1995 vive e lavora a Castiglione Tinella (Cn).

Pensieri Alati - di M. Incorvaia

Pensieri Alati – di M. Incorvaia

Le sue opere sono espressione di un approccio personale all’arte caratterizzato da una espressione poetica e ludica. Notevole è stata la sua attività didattica svolta in Istituti d’Arte, Licei Artistici e Accademie di Belle Arti in Alba , Asti, Genova e Torino.

Nel 2001 partecipa su invito della RAI alla trasmissione televisiva “Geo & Geo” condotta da Sveva Sagramola nello spazio dedicato all’Artigianato Artistico.

Ha partecipato a numerose performances, concorsi e manifestazioni di pittura e scultura ottenendo lusinghieri riscontri , come il 2° premio consegnato da Emanuele Luzzati alla “Rassegna gruppi presepiali” dedicata all’artista Piombino di Albissola, vincitrice del concorso “Insieme per vincere” svoltosi a Bardonecchia per le Olimpiadi invernali Torino 2006, nel 2012 vincitrice del 1°premio “Il paese racconta” Vidracco (To).

Ha esposto in diverse mostre personali e collettive fra le quali si ricordano: “Homo faber” Palazzo Andrea Doria-Genova 1993,”Made in Italy” Nizza-Acropolis Francia 1993,”CONcretaMENTE” Fondazione Ferrero Alba (cn),”Artigianato Artistico di ispirazione religiosa tra innovazione e tradizione” Roma da cui l’omonima edizione Il Quadratino Milano 2000,”Matermateriae“L’evento in Arte Bardonecchia (To) 2006, “Antigone” uno sguardo al femminile Grugliasco (To) 2007,”Angeli e demoni” Grugliasco (To) 2010.

 

Genovese di nascita, Roberto Di Giorgio vive e lavora dal 1995 a Castiglione Tinella (Cn).Ha eseguito un corso di formazione professionale

Opera di R.Di Giorgio

Opera di R.Di Giorgio

per ceramisti a Genova e corsi di perfezionamento per tornianti e tecniche grès e porcellana all’inizio degli anni ’80.

Ha partecipato a numerosissime mostre personali e collettive in Italia e all’estero: a Genova, Milano, Lugano(1990)Bologna (1993) Alba(Cn) (1998),Eifel (Germania) 1998,ecc,con lusinghiero apprezzamento di pubblico e critica

Nel suo curriculum figura la partecipazione ai più importanti concorsi nazionali di ceramica tra cui Certaldo (1987 1988 1989) con due premi e una segnalazione.

Nel corso degli anni ha effettuato diverse performances di ceramica raku sotto l’egida degli Assessorati alla Cultura di vari comuni Liguri ed extraregionali.

Hanno parlato di lui numerosi giornali e riviste specializzate nonchè il libro “La forma della vita” di Seveso, “La seduzione delle immagini” Mondadori editore,”Elite d’Arte-Arte Italiana” Edizioni Elite.

Per il ventennale della Fondazione Ferrero di Alba (Cn) si parla di lui nella pubblicazione del libro “Lavorare Creare Donare” di R. Lavarini R. Scramaglia.

Nel 1992 viene pubblicato un articolo su di lui per la rivista australiana “Art and Perception” a cura di Dave Davies.

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La mostra “Felice Casorati” e visita ad Alba Sotterranea: un giorno nella Capitale delle Langhe

Dal 25 ottobre la città di Alba ospita la prestigiosa mostra “Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe“, voluta e ospitata dalla Fondazione Ferrero di Alba , in collaborazione con  la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte.

Dedicata alla figura di Felice Casorati, una ampia antologica che è ammirabile alla Fondazione Ferrero, ad Alba  prorogata fino al 15 febbraio 2015.

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Date e orari : da sabato 25 ottobre a domenica 1° febbraio 2015

Lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – il sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 19.00  Martedì chiuso.

Accesso e servizi per disabili

Ingresso gratuito  
Indirizzo : Strada di Mezzo, 44 – 12051  Alba.

Tel:  0173.295259 – fax 0173363274 – info@fondazioneferrero.it 

Info: http://www.fondazioneferrero.it/appuntamenti/MOSTRA-FELICE-CASORATI

In occasione dell’ultimo mese dell’esposizione e data la grande richiesta di singoli e gruppi, sono state calendarizzate alcune giornate di visita straordinaria ai percorsi di Alba Sotterranea. Il passato è sotto ai tuoi piedi!, l’avventura della scoperta delle radici archeologiche della città, perfettamente compatibile nell’arco di una giornata intera di permanenza ad Alba (si consiglia però di recarsi alla mostra già dal mattino, date le lunghe code per l’ingresso).

Per tutte le domeniche dall’11  gennaio al 8 febbraio,   in orario pomeridian0,  e sabato mattina 24 gennaio,  in orario mattutino,  è possibile iscriversi (cliccando qui) ai tour guidati da un archeologo professionista all’interno del progetto patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Soprintendenza per i Beni archeologici del Piemonte e MAE.    Per gruppi su prenotazione in qualunque data.

Per il dettaglio delle info e per le prenotazioni (obbligatorie) per Alba Sotterranea clicca qui

Per il dettaglio delle info e delle modalità di ingresso e di visita alla mostra su Felice Casorati:  http://www.fondazioneferrero.it/appuntamenti/MOSTRA-FELICE-CASORATI

 

LA MOSTRA

La prospettiva progettuale è dichiarata sin dal titolo, Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhdownloade, e si concentra sulla storia espositiva e sulla ricezione internazionale della pittura casoratiana, dagli anni Dieci agli anni Cinquanta.

Curata da Giorgina Bertolino coautrice del Catalogo generale delle opere di Felice Casorati, edito nel 1995 e aggiornato nel 2004 -, la mostra è concepita per ricostruire l’evoluzione della ricerca individuale dell’artista e, contemporaneamente, per restituirne la storia pubblica: una storia di mostre, di premi e di riscontri critici e di relazioni con il ricco panorama dell’arte del Novecento.

L’obiettivo del progetto è di realizzare un’antologica che rispecchi questa composita mappa di partecipazioni, contatti e confronti, indice del successo riconosciuto all’arte di Felice Casorati anche oltre i confini nazionali, e che, d’altra parte, rievochi il forte dinamismo che contraddistinse in quei decenni la cultura artistica italiana, le sue istituzioni, le sue personalità e i suoi centri propulsori.

«La mia pittura accolta con tanta severità in patria, trovò all’estero consensi cordiali, talvolta entusiasti. Moltissime le riviste che mi dedicarono articoli. Fui invitato ad allestire mostre personali in Germania, in Belgio, in America, in Francia e download (2)persino in Russia. Le Gallerie d’Europa e d’America ospitarono fin troppo volentieri i miei quadri.»

Con queste parole Felice Casorati raccontava, nel 1943, la sua vicenda artistica oltre confine nell’Aula Magna dell’Università di Pisa.
Felice Casorati.

Collezioni e mostre tra Europa e Americhe raccoglie un nucleo di opere filologicamente coerenti rispetto alla provenienza e alla storia delle mostre, a partire dalla scelta di un ampio gruppo di dipinti appartenenti a collezioni museali.

La collaborazione della GAM di Torino – depositaria della più ampia collezione pubblica di opere di Felice Casorati – conferma l’impostazione scientifica del progetto di mostra e catalogo, avvalorata dalla presenza del Comitato Scientifico presieduto da Danilo Eccher, direttore della Galleria torinese e composto da personalità autorevoli: Edith Gabrielli, Carlo Sisi, Ester Coen, Flavio Fergonzi, Maria Cristina Bandera, Luigi Cavallo, Ana Gonçalves Magalhães, Virginia Bertone.
Tre i filoni che orientano la scelta delle opere.

Il primo riguarda dipinti esposti nel contesto internazionale delle Biennali veneziane, dalla prima partecipazione nel 1907 all’antologica postuma organizzata nell’ambito dell’edizione del 1964.download (3)

Il secondo riguarda opere acquisite – Casorati in vita – da musei e collezionisti stranieri, alcune delle quali a tutt’oggi appartenenti a importanti istituzioni museali estere.

Il terzo, opere che l’artista scelse di presentare in esposizioni collettive organizzate in Europa, negli Stati Uniti e in Sud America, attualmente ubicate in collezioni pubbliche e private nazionali e internazionali.
Celebrato come uno dei maestri dell’arte italiana del Novecento, Felice Casorati fu protagonista del circuito dell’arte internazionale che, con particolare intensità nei decenni tra il Venti e il Quaranta, lo vide partecipare a importanti esposizioni celebrative (tra le quali, nel 1910, l’Esposizione Internazionale d’Arte del Centenario argentino di Buenos Aires e l’Esposizione Internazionale di Belle Arti per il Centenario dell’Indipendenza di Santiago del Cile; nel 1929, l’Esposizione Universale di Barcellona; nel 1935, l’Esposizione Universale di Bruxelles; nel 1937 l’Esposizione Internazionale di Parigi). Presente a numerose mostre dedicate all’arte italiana contemporanea, tra le quali alcune delle tappe delle mostre itineranti del Novecento Italiano (a Ginevra nel 1929, in America latina nel 1930, a Stoccolma e a Helsinki nel 1931), nonché a esposizioni internazionali come Documenta di Kassel (cui partecipò alla prima edizione del 1955), Felice Casorati concorse a prestigiosi premi come quello organizzato annualmente dal Carnegie Institute di Pittsburgh, al quale fu presente con continuità dal 1924 al 1939 e poi ancora nel 1950, e per il quale fu membro della giuria nell’edizione del 1927.
Grazie alla presenza dei capolavori provenienti dai musei italiani e dei dipinti in arrivo dalle collezioni straniere – alcuni dei quali pressoché inediti in Italia -, la mostra avrà tra i propri destinatari sia gli studiosi sia il grande pubblico, accolti negli spazi della mostra alla Fondazione Ferrero da un articolato programma di visite, incontri e approfondimenti, dalla proiezione di un documentario prodotto ad hoc e dalle attività educative destinate alle scuole, progettate in collaborazione con il Dipartidownload (5)mento Educazione della GAM Torino.
L’intensa e approfondita campagna di ricerche su cui si basa Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe, è destinata a confluire nel catalogo edito per l’occasione. Curato da Giorgina Bertolino, il volume documenterà le opere esposte, corredate da schede monografiche; sarà composto da una serie di saggi affidati a storici dell’arte italiani e stranieri nonché illustrato da un ampio corredo iconografico e documentario.
Nel periodo di apertura dell’esposizione allestita ad Alba, la GAM di Torino presenterà una selezione di disegni di Felice Casorati, provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe del museo.

Organizzata nella Wunderkammer, la mostra di disegni sarà curata dal vice-direttore Riccardo Passoni

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Sebastiano Faccinotti e la nascita dell’arte tipografica ad Alba

Mostra bibliografica
6 dicembre 2014 – 24 gennaio 2015

La Biblioteca di Alba organizza una mostra dedicata alla storia della stampa albese dalle origini fino al secolo XIX, riletta alla luce diuntitled alcune nuove scoperte.
Fino a questo momento, infatti, non si avevano documenti che attestassero con certezza l’attività di una tipografia nella nostra città prima del 1769, anno in cui Francesco Antonio Pila, originario di Racconigi, vi trasferì la propria attività. Anteriormente a quella data i committenti locali si erano sempre rivolti altrove, in particolare ai laboratori attivi nelle città di Cuneo, Mondovì, Saluzzo, Asti, Carmagnola e Torino.
Il ritrovamento presso la Biblioteca Casanatense di Roma della Vita della Beata Margarita di Savoia di Serafino Razzi, pubblicata ad Alba nel 1623 da Sebastiano Faccinotti, apre nuove prospettive di studio.
La mostra, attraverso l’esposizione di volumi appartenenti a istituzioni e a collezionisti privati, vuole far conoscere ai cittadini albesi l’opera del Faccinotti, dando conto anche delle successive attività tipografiche locali. Allo stesso tempo, si vuole stimolare la ricerca degli studiosi per meglio comprendere la vita culturale della città in quel periodo storico.

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6 dicembre 2014 – 24 gennaio 2015
Sebastiano Faccinotti e la nascita dell’arte tipografica ad Alba
Biblioteca civica “Giovanni Ferrero”

Via Vittorio Emanuele II, 19 – Alba

Dal martedì al venerdì (9.00-12.30 e 14.00-18.00)
Sabato (9.00-12.30 e 14.30-18.00)
Chiuso domenica e lunedì

Ingresso libero

PAESAGGI SENSIBILI di Giancarlo Ferraris

Sabato 11 ottobre 2014, alle ore 17  presso la sede del Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Mombercelli (At), è in programma l’inaugurazione dell’importante  mostra “PAESAGGI SENSIBILI” di Giancarlo Ferraris. la mostra è visitabile nei finesettimana e in settimana su prenotazione in settimana; è un eccellente abbinamento con le visite di Alba Sotterranea. Il passato è sotto ai tuoi piedi!
Ferraris opera
Pittore, illustratore, grafico, con laboratorio a Canelli, importante centro vitivinicolo a pochi chilometri da Mombercelli,
l’artista è particolarmente legato al territorio astigiano, da molti anni realizza, tra l’altro, numerose etichette di vini prestigiosi, tra le più note quelle disegnate per il celebre produttore vinicolo Michele Chiarlo.

L'artista Giancarlo Ferraris

L’artista Giancarlo Ferraris

Ferraris si è spesso dedicato nelle sue opere pittoriche alla rappresentazione del paesaggio di colline e cascinali in una chiave del tutto originale, mai scontata o nostalgica o agiografica, con tagli di luci ed ombre nettissimi e cromatismi antinaturalistici.

Un paesaggio profondamente interiorizzato, distillato, materico, fortemente soggettivo, immobile eppure fluido, sempre in balia dello spazio, dove si fondono vigne e stelle. Protagonista di questa mostra assolutamente da non perdere.
Un paesaggio profondamente interiorizzato, distillato, materico, fortemente soggettivo, immobile eppure fluido, sempre in balia dello spazio, dove si fondono vigne e stelle.
fonte: http://adriano-salvi.blogspot.it/2014/10/paesaggi-sensibili-personale-di.html
Per scaricare la locandina – invito: Paesaggisensibili
Per informazioni e prenotazioni: 0141 959610; 338.42.46.055.

 

Il Suonatore di tiorba di Antiveduto Gramatica accanto al Concerto di Mattia Preti per “due caravaggeschi a confronto”

Fino a domenica 7 settembre 2014 il Palazzo comunale di Alba ospita Il Suonatore di tiorba di Antiveduto Gramatica. untitledL’opera della Galleria Sabauda di Torino – attualmente chiusa per il trasloco nella nuova sede di Palazzo Reale –  è nella capitale delle Langhe nell’ambito dell’iniziativa “LaSabauda in tour per le città: proiezioni, esperimenti e verifiche sul territorio”, un progetto promosso dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte. Ideato dalla Soprintendente Edith Gabrielli con il coordinamento della Direttrice della Galleria Sabauda Anna Maria Bava, in accordo con le amministrazioni comunali e con il sostegno della Compagnia di San Paolo, l’evento coinvolge oltre a Torino tredici città della regione: Alba, Alessandria, Asti, Biella, Casale Monferrato, Cuneo, Domodossola, Ivrea, Novara, Saluzzo, Varallo Sesia, Verbania e Vercelli. Ad Alba l’esposizione è stata inaugurata giovedì 29 maggio alla presenza del Sindaco Maurizio Marello e dell’ex Assessore alla Cultura Paola Farinetti. L’opera di Antiveduto Gramatica è stata accolta nella sala della Resistenza ed accostata  ad un altro quadro di altissimo valore artistico di proprietà del Comune di Alba, abitualmente collocato nella sala Consiglio del Palazzo comunale, ovvero il Concerto di Mattia Preti (1630 circa) per una visita con “due caravaggeschi a confronto”.

In effetti, «Il Suonatore di tiorba conferma la predilezione del Gramatica per i soggetti con strumenti musicali derivati daltiorba Caravaggio e dalla sua cerchia, motivo interpretato con vena sottilmente lirica e con gusto spiccato per l’eleganza e la delicatezza del tocco, quasi sorprendente per precisione e raffinatezza. L’opera è ritenuta frammento di una composizione a tre figure di cui si conosce una copia, già presso Bangel a Francoforte».

Nel Concerto di Mattia Preti «il soggetto raffigurato rappresenta un’allegoria della musica. È ritratta una donna che suona il clavicembalo, cui si affiancano ai lati due fanciulli: il primo legge il foglio pentagrammato, il secondo canta. La dimensione domestica viene descritta attraverso pochi elementi compositivi, due soli complementi d’arredo, il clavicembalo e uno sgabello. L’artista, infatti, non si sofferma sull’ambientazione, ma concentra l’attenzione sulla costruzione delle figure; ritrae i tre personaggi raccolti in concentrazione attorno allo strumento musicale, immersi nella penombra e lambiti da una calda luce che arriva dall’alto ad illuminarne i volti. L’immagine dipinta pare costruita su una diagonale ed è ripresa dal basso verso l’alto. La monocromia dei toni bruni, che caratterizza l’opera, è spezzata da alcuni tocchi di bianco: il pantalone del fanciullo in primo piano, il copricapo orientale e la camicia indossati dalla donna e i fogli concertinopentagrammati. La paternità del dipinto è stata attribuita al Preti da Roberto Longhi, che ritenne la tela un’opera giovanile per le affinità con i primi lavori dell’artista, analoghi per soggetto e per modalità stilistiche. Nei primi quadri l’autore mantiene, infatti, una dimensione introspettiva, legata al caravaggismo, soprattutto nell’impaginazione dell’opera e nell’uso della luce, per poi sfociare, nel corso degli anni, in una dimensione magniloquente. Il suo stile segue il rinnovamento pittorico in atto in questo periodo, che dall’influenza di Caravaggio slitta verso la magniloquenza della pittura barocca, che avrà come capitale Roma».

Le opere sono visitabili durante l’orario di apertura del Palazzo comunale in piazza Risorgimento, 1.  Sala della Resistenza – primo piano. Martedì e mercoledì: dalle 8.30  alle 12.30; giovedì: dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16.30; venerdì: dalle 8.30  alle 12.30; sabato: dalle 8.30  alle 12 e dalle 15 alle ore 18; Domenica dalle ore 15 alle ore 18. Sabato e domenica pomeriggio l’apertura è a cura dei “nonni civici”.

Le acqueforti di Renoir in mostra a Palas Cerequio.

Grazie alla collaborazione con il MUSarMO, Museo d’Arte di Mombercelli (AT), il Palas Cerequio di Michele Chiarlo halogo_palas l’onore di ospitare e proporre al pubblico l’esposizione di 11 acqueforti di A. S. Boisecq da disegni originali del maestro Pierre-Auguste Renoir.

Da Limoges a La Morra. Dall’amata regione dello Champagne, luogo di nascita della moglie e ritiro renoirestivo di tutta la famiglia, alle colline dei cru di Barolo. È questo l’ideale viaggio compiuto da Pierre-Auguste Renoir, arrivato al Palas Cerequio di Michele Chiarlo, Resort di lusso immerso tra le vigne del migliore Barolo, attraverso le 11 acqueforti di Salomon André Boisecq, realizzate su disegni originali del maestro dell’Impressionismo. Una collezione dedicata a “La ligne amoreuse chez Auguste Renoir”, che Chiarlo ha l’onore di esporre grazie alla collaborazione del MUSarMO, il Museo Civico d’Arte Moderna di Mombercelli, in provincia di Asti.

clicca qui per scaricare la cartolina:  Cartolina Renoir

clicca qui per scaricare la locandina dell’evento  Locandina Renoir

La sempre viva attenzione della Michele Chiarlo per l’arte e la cultura, trova, così, una nuova occasione per impreziosire e implementare la continua valorizzazione del territorio, portando nella magnifica cornice del suo Palas, caratteristica borgata piemontese rimessa a nuovo e trasformata in un luogo dedicato al vino e al benessere psico-fisico dei suoi ospiti, una cartella di acqueforti davvero prestigiose.

L’esposizione comprende 11 lavori di A. S. Boisecq, artista francese della prima metà del 1900 di cui si hanno poche notizie. Quello che è certo, però, è che la sua mano dal tratto sinuoso e apparentemente incerto, si adatta alla perfezione per trasporre fedelmente sulla lastra i disegni originali di Renoir.
Queste stesse opere, insieme a quattro acqueforti “Homage aux Collettes”, più un autoritratto del Maestro, sono stati in esposizione dal 19 gennaio al 23 febbraio al MUSarMO, istituzione museale che dal 1972 è un punto di riferimento importante per l’astigiano e che, grazie al continuo lavoro di tanti appassionati e alle importanti mostre allestite nel corso degli anni, ha saputo trasformarsi in una solida struttura culturale e uno spazio espositivo permanente tra i 3000 luoghi italiani di cultura.

L’esposizione al Palas Cerequio si inserisce all’interno dell’iniziativa “A braccia aperte”: una tre giorni di festa voluta dall’Associazione La Morra Eventi e Turismo, dall’Associazione commercianti e artigiani, dalle cantine della zona e da tutte le strutture ricettive che sorgono nel territorio intorno al paese di La Morra. Dal 25 al 27 aprile una serie di eventi accoglieranno i turisti che vorranno scoprire da vicino questo magnifico territorio, andando in cerca delle tantissime occasione per degustare, assaporare, ascoltare, osservare e condividere insieme tutto il bello e il buono che la vita ha da offrire.

Nella giornata di sabato 26 aprile, la Mostra delle opere di Boisecq aprirà “le sue braccia” al pubblico, offrendo un’occasione preziosa non solo per ammirare da vicino l’arte di uno dei maggiori artisti della storia dell’arte, ma per vivere questa esperienza in un ambiente unico, perfettamente integrato nel paesaggio del Piemonte più tipico, e per potersi concedere un momento di totale appagamento dei sensi: dagli occhi… al gusto.

 

Palas Cerequio e MUSarMO presentano

“Le ligne amoreuse chez Auguste Renoir”.

XI acqueforti di A. S. Boisecq,

su disegni originali di Pierre Auguste Renoir.
Palas Cerequio, Barolo Cru Resort, La Morra.

26 aprile 2014

TANARO. Il fiume dei vini.

Dal ponte di Polenzo (1)Un fiume che si è elargito davanti al mio obiettivo con i suoi paesaggi più belli, che mi ha ispirato e guidato nelle mie immagini concedendomi il meglio di sé.

Un affascinante connubio, quello voluto da fotografo Davide d’Angelo per la mostra “Tanaro. Fiume dei vini”: tecnologia e natura, che si uniscono insieme per dare vita ad immagini suggestive e ricche di sfumature.

La mostra verrà inaugurata il giorno 13 aprile 2013 alle ore 17,00 presso il Civico Museo “F. Eusebio” di Alba e sarà affiancata all’esposizione  “I tesori del Tanaro”: grazioso scrigno che presenta i clamorosi ritrovamenti del Proboscidato di Verduno e della Balenottera di Alba. Sarà presente anche l’autore, disponibile a svelare i segreti dell’a sua innovativa tecnica e a raccontare di come, in pochi attimi, è riuscito a cogliere la bellezza del nostro fiume, il Tanaro.

Per approfondire la tematica vi proponiamo un’intervista al fotografo Davide D’Angelo

In seguito, al termine della presentazione sarà  possibile prendere parte all’iniziativa “Aperitivo col  fossile in museo”, momento conviviale in compagnia del dott. Edmondo Bonelli, ricercatore del museo civico e scopritore del Mastodonte di Verduno e della balenottera di Alba, nonché di numerosi altri ritrovamenti. L’ “Aperitivo con il fossile” è a partecipazione gratuita, ma con obbligo di prenotazione, per via dei posti limitati. Per prenotare clicca qui.

La mostra, ad ingresso gratuito, sarà visitabile fino al 5 maggio 2013 durante gli orari di apertura del Museo:

Martedì -venerdì: 15.00-18.00

sabato: 15.00-19.00

domenica e festivi (25 aprile e 1 maggio) : 10.00-13.00 e 14.00-19.00.

La mostra

Peculiarità di questa esposizione è la tecnica utilizzata per ottenere queste immagini: la fotografia ad infrarosso, che permette di  guardare al di là del visibile.

Sono queste immagini riprese con una macchina fotografica specificatamente dedicata ed elaborata per questo tipo di fotografia. Cieli resi neri come la pece, nuvole eteree, foglie bianche come la neve  restituiscono immagini di un mondo surreale al quale i nostri sensi non sono abituati. Eppure esso è li, un mondo che noi non vediamo eppure esiste. Un mondo parallelo a quello che conosciamo, a quello di tutti giorni, di ogni istante. Ci si appassiona, quindi, all’idea di scrutare al di là di ciò che la nostra vista ci offre. Un mondo così uguale ma al contempo così diverso, fatto di nitidezza da interpretare in un bianco e nero puro e profondo. Tutto da esplorare, tutto da scoprire anche nella sua interpretazione artistica.

Il fotografo racconta così i soggetti dei suoi scatti: il fiume e la bellezza della natura.

“Un bagliore di luce, il cielo, le nubi, alberi che si riflettono nelle placide acque del Tanaro. Un fiume che dà forza, vita e talvolta travolge una terra generosa di frutti, ricca di storia ma al contempo dura ed austera. Il Tanaro che serpeggia sinuoso, incastonato tra dolci colline ed alti dirupi. Percorrendone le sponde si riesce a cogliere il suo profondo respiro gonfio di vita, la pace delle sue acque nello scorrere lento attorno le sue anse e poco oltre la forza della bianca schiuma su una rapida discesa. Ho seguito il mutare delle stagioni dalla tarda estate alle nevicate invernali. Ho desiderato cogliere e fissare nelle mie immagini lo spirito di questo meraviglioso fiume, soffermandomi sulle sue acque, sugli scorci selvaggi delle sponde e sul territorio che lo circonda. Ho cercato di vedere ciò che non vediamo, fotografando all’infrarosso, eliminando i colori per esaltare le forme ed i semplici bagliori. Ho fotografato l’acqua scura contrastata dai chiari riflessi delle foglie di un caldo settembre od un semplice albero colto nella sua nudità invernale di febbraio.

Da Bastia Mondovì fin sotto Barbaresco, attraverso le colline cuneesi. Un percorso tortuoso, un territorio scolpito e finemente cesellato dal Tanaro che si pone in questo tratto come confine naturale tra l’austero Roero e le tondeggianti Langhe. Un fiume che si è elargito davanti al mio obiettivo con i suoi paesaggi più belli, che mi ha ispirato e guidato nelle mie immagini concedendomi il meglio di sé.”

L’autore.

Davide D’Angelo nasce a Torino nel 1963 e fin da bambino è appassionato dalle immagini. Dalla “forza statica” evocata dal congelamento dell’istante. Si avvicina poco più che ventenne alla camera oscura, ma nel 2002 compie il grande salto nel mondo del digitale e di Photoshop. Nel 2005 l’incontro con Paolo Fossati, uno dei migliori e tra i più stimati fotografi subacquei  in Italia, lo proietta con forza nel mondo della immagine subacquea e della sua postproduzione con Photoshop. Prosegue parallelamente la sua attività di fotografo “terrestre” dividendo il tempo con la professione di imprenditore. Entra nel mondo del teatro e della danza, ottenendo ottimi successi che lo portano alla collaborazione con diverse associazioni e scuole di danza. Attualmente  sta  lavorando sulle nuove frontiere legate alla fotografia digitale all’infrarosso applicata alle tecniche di elaborazione in Photoshop per il bianco e nero e alla stampa in fine art.