AL VOTO! Per la Balenottera di Alba e il Mastodonte di Verduno

VOTA PER DARE UN NOME, UN VOLTO E UNA STORIA AI GIGANTI DEL NOSTRO PASSATO

(utilizza il modulo in fondo a questa pagina)

In occasione della mostra “I tesori del Tanaro” l’Associazione Ambiente & Cultura ha ideato e organizzato, in accordoBalenottera con la direzione del Museo e i Conservatori, un concorso scolastico rivolto alle classi degli istituti di ogni ordine e grado per dare un volto, un nome e una storia alla balenottera di Piana Biglini e al proboscidato di Verduno, i cui resti fossili sono ammirabili presso il Museo.

Hanno partecipato con entusiasmo al concorso le classi terze e quarte della scuola elementare “Michele Coppino” di Alba e della scuola elementare di Guarene e le classi seconde, terze e quinte del Liceo artistico “Pinot Gallizio”.

Gli elaborati pervenuti nelle diverse categorie del concorso sono stati esaminati da una apposita giuria composta dai conservatori del Museo (Oreste Cavallo, Gianni Repetto e Luisa Albanese), dall’esperto in storia dell’arte Antonio Buccolo, dal presidente dell’Associazione Ambiente & Cultura, la quale ha ideato e condotta l’attività didattica del Museo (Marco Mozzone) e dai giornalisti Paolo Rastelli di Gazzetta d’Alba e Beppe Malò del Corriere di Alba Bra Langhe e Roero.

mastodonLa giuria ha selezionato gli elaborati finalisti che rimarranno esposti in Museo fino al 31 agosto. La giuria popolare, costituita dai visitatori, potrà votare le opere preferite e  designare così i vincitori per ogni categoria.Alla fine dell’anno scolastico in corso avverrà la proclamazione dei vincitori e dei finalisti per ogni categoria del concorso.Gli elaborati, vincitori e finalisti saranno oggetto di una pubblicazione a cura del museo civico e del centro studi Beppe Fenoglio nell’autunno del 2013.

Una particolare menzione per il racconto “A spasso nel tempo con Proprò”, ideato, scritto e illustrato dagli alunni della classe III A della scuola primaria Michele Coppino di Alba (per leggere il racconto, clicca qui)

dal 27 maggio è possibile votare anche on line, compilando il sottostante form

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“Diamo un volto, un nome e una storia ai giganti del nostro passato”: il voto dei visitatori per il concorso scolastico.

DSC00672Per il mese di maggio, la mostra “I tesori del Tanaro”  regala una nuova ed intrigante emozione: l’esposizione degli elaborati degli alunni che hanno partecipato al concorso scolastico “Diamo un volto, un nome e una storia ai giganti del nostro passato”.  Accanto ai clamorosi reperti paleontologici, infatti, sarà possibile ammirare anche i lavori dei bambini e dei ragazzi che per tutto l’anno scolastico sono venuti in visita al museo per approfondire la storia del nostro territorio. Il visitatore sarà piacevolmente colpito dalla capacità degli alunni di immaginare un passato lontano e dalla bravura che essi hanno dimostrato nel rielaborare le nozioni apprese.  Partendo dalle riproduzioni scientifiche del Proboscidato di Verduno e della Balenottera d’Alba curate dagli studenti del liceo artistico per arrivare  al racconto di fantasia scritto dagli alunni della scuola primaria, il visitatore avrà l’opportunità di apprezzare come la mostra abbia preso vita grazie alle infaticabili mani e alle menti sveglie di questi giovani studenti.

Ma il visitatore non si limiterà ad osservare. Sarà infatti chiamato a far parte della giuria popolare e ad esprimere la sua preferenza unica per ciascuna categoria del concorso (scelta del nome,  disegno libero, racconto soggettivo e rappresentazione pittorica o plastico-scultorea).  Si potrà scegliere fra una rosa di lavori finalisti selezionati dalla giuria del concorso (per avere maggiori informazioni su come è costituita la giuria clicca qui).

Il voto popolare decreterà i vincitori, i quali vedranno le loro opere  entrare a far parte di una pubblicazione edita a cura del museo nell’autunno del 2013.

Per visionare gli elaborati e votare clicca qui

Nominata la giuria del concorso scolastico – proroga consegna elaborati

La giuria del concorso scolastico Diamo un nome, un volto e una storia ai giganti del nostro passato, bandita in occasione della mostra I Tesori del Tanaro. Dalle acque del fume riemerge la storia del territorio è stata nominata e si riunirà in prima seduta martedì pomeriggio 23 aprile.balena carmine

Molti elaborati sono già prevenuti presso la sede del museo Eusebio: è stata decisa una proroga dei termini per chi si sta dedicando agli ultimi ritocchi, sarà possibile consegnare gli elaborati delle varie categorie anche martedì 23 aprile fino alle ore 12.00 e in generale fino a venerdì 26 aprile, alle ore 12.00 (termine improrogabile)

La giuria è costituita da:

Paolo Rastelli ( Gazzetta d’Alba)

Beppe malò ( Corriere delle Langhe e del Roero)

Oreste Cavallo (conservatore di Botanica del museo Eusebio)

Gianni repetto (conservatore di geologia del museo Eusebio)

Antonio Buccolo (storico e naturalista)

Luisa Albanese (direttrice museo Eusebio)

Annalisa Salati e Luca Berlinghieri (biblioteca civica G. Ferrero)

gli operatori didattici di Ambiente & Cultura.

La giuria selezionerà la rosa di elaborati finalisti, che saranno oggetto di un’esposizione presso il museo Eusebio durante il mese di maggio; il voto dei visitatori decreterà i vincitori per ogni categoria.

Affrettatevi a consegnare i vostri lavori! :)

 

Visita in notturna al Museo Eusebio!

notturnomuseoUna visita accattivante e inconsueta per scoprire la storia della città di Alba, dei suoi reperti archeologici e dei suoi personaggi storici più noti, resa ancora più misteriosa dalla presenza di figure che ritornano a sorpresa dal passato!

 

 La  sera del 24 aprile 2013 dalle ore 20,45 alle ore 24,00, a luci spente, solo con l’ausilio delle torce a batteria, proprio come nel film “Notte al museo”, grazie al fascino misterioso che deriva dalle opere che si svelano nel chiaro-scuro, la storia riprenderà vita e la visita diventerà una vera e propria avventura divertente e suggestiva, adatta a tutte le età.

In collaborazione con l’associazione “Turismo in Langa”, verrà proposta una visita guidata affascinante ed intrigante: il pubblico scoprirà con la guida turistica le opere più significative esposte, si farà riferimento ai filoni tematici del Museo, alla nascita della collezione e naturalmente ai principali reperti.

Ma la guida della mostra non sarà la sola comparsa della serata, infatti d’improvviso appariranno dei personaggi alquanto bizzarri: un mercante romano di vino, abitante di Pollenzo, coglierà l’occasione per lamentarsi dei suoi affari;  Flavia Taziana, la moglie dell’Imperatore Pertinace, si scoprirà una “first lady” con tanto da dire; e, in fine, una “magica” e divina apparizione

DOVE E QUANDO

I partecipanti dovranno darsi appuntamento direttamente presso il Civico Museo “F.Eusebio” di Alba, in via Vittorio Emanuele II, 19,Alba (cortile interno della Maddalena, in fondo a destra) alle ore 20,45 per il primo turno di visita (termine visita ore 22,00 circa), alle ore 21,45 per il secondo turno (termine visita ore 23,00 circa).

QUOTE PARTECIPATIVE

Le visite in notturna sono soggette a prenotazione e richiedono un contributo a persona di € 10,00. I partecipanti sono invitati a portare con sé una torcia a batteria.

INFO E PRENOTAZIONI

Associazione Turismo in Langa

 0173364030

info@turismoinlanga.it

www.turismoinlanga.it

CONCORSO: I TESORI DEL TANARO

PER LE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO

Dalle acque del fiume riemerge la storia del territorio

DIAMO UN VOLTO, UN NOME E UNA STORIA AI GIGANTI DEL NOSTRO PASSATO.

In occasione della mostra I tesori del Tanaro (clicca qui per maggiori informazioni) durante la quale verranno esposti al grande pubblico i clamorosi ritrovamenti paleontologici dei resti della Balena  di Alba e del Proboscidato di Verduno,

si bandisce per l’a.s. 2012/2013

Un concorso per le classi degli istituti scolastici di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2012/2013, che trova il suo tema principale nel contenuto scientifico e nei preziosissimi reperti fossili esposti in museo dal 29 settembre fino al 31 marzo 2012.

Per la natura della mostra e del concorso ad essa associata, le categorie di concorso interessano sia gli insegnanti di area letterario – storica sia gli insegnanti di area scientifica.

Gli elaborati pervenuti nelle diverse categorie del concorso saranno esaminati da una apposita Giuria nominata dal museo F. Eusebio che selezionerà una rosa di elaborati finalisti.

Gli elaborati finalisti saranno oggetto di un’esposizione temporanea presso i locali del museo civico e del voto della giuria popolare costituita dai visitatori che designerà gli elaborati vincitori.

Elaborati vincitori e finalisti entreranno a far parte di una pubblicazione edita a cura del museo nell’autunno del 2013.

Le diverse categorie di concorso sono graduate per le diverse classi di scuole di ogni ordine e grado: dalla scelta del nome con cui battezzare i giganti del passato, al disegno libero o scientifico dell’animale inserito nel suo habitat, al racconto libero impersonandosi nell’animale, al saggio critico o la riflessione libera sui fatti dell’estate del 2012 ( quando il sito del mastodonte è stato compromesso da uno scavo non autorizzato, impedendo il completamento delle operazioni di recupero), alla relazione scientifica, per finire con la categoria speciale per il Liceo Artistico Pinot Gallizio.

Nel corso del mese di settembre il Regolamento del concorso, insieme al Riepilogo, che sintetizza categorie di concorso, fasi e scadenze e i Materiali di Primo approfondimento saranno distribuiti in forma cartacea negli istituti scolastici del comune di Alba.

Il concorso è aperto però ad ogni istituto scolastico del sud Piemonte, in particolare a quelli di comuni che si affaccino sul fiume Tanaro, luogo dei rinvenimenti e asse centrale della mostra.

In fondo a questa pagina si trovano i link per scaricare i medesimi documenti in forma di file salvabile sul proprio pc e stampabile : essi sono a disposizione dei singoli docenti di Alba per avere una propria copia personale, e per i docenti e gli Istituti scolastici con sede fuori dal comune di Alba.

Destinatari

• Scuole Primarie

• Scuole Secondarie di primo e secondo grado

• Liceo artistico statale P. Gallizio

 

Per visualizzare e scaricare il regolamento completo clicca qui: regolamento_completo_concorso_scolastico_I_TESORI_DEL_TANARO

Per avere il riepilogo delle categorie e delle fasi del concorso cliccare qui: riepilogo_concorso_I_TESORI_DEL_TANARO

Per visualizzare e scaricare le proposte didattiche relative alla mostra e al  concorso cliccare qui: 

proposte didattiche I Tesori del Tanaro

Per visualizzare i Materiali di Primo approfondimento:

on line il 10 settembre

Attività didattiche presso il Museo “Martina” di Monforte.

 

Il museo

 

Il percorso museale, ospitato nella cornice architettonica dello storico palazzo Martina, situato nel centro di Monforte d’Alba, ripercorre in sei sale la vita, le vicende e gli interessi di Paolo Domenico Martina, figura militare di rilievo durante il Risorgimento. Nato a Cravanzana nel 1820, seguì una lunga e brillante carriera militare che gli consentì di viaggiare e di dedicarsi, soprattutto nella seconda parte della sua longeva vita, alle sue passioni: la musica e la composizione, la pittura ad acquerello, le collezioni naturalistiche. Il suo interesse più grande era però verso l‘agricoltura ed il suo territorio tanto che destinò la sua eredità all’istituzione di una scuola di agraria che ebbe vita a Monforte tra il 1927 ed il 1954.

Per maggiori informazioni sul museo e sulle sale espositive cliccare qui.

L’offerta didattica

Per conoscere e approfondire la personalità del colonnello e per comprendere il ruolo che egli ha svolto nella vita cittadina di Monforte d’Alba, l’associazione “Ambiente&Cultura”, affidataria dei sevizi di apertura e valorizzazione del museo, offre alla scuole di ogni ordine e grado la possibilità di visitare il museo accompagnati da esperti che illustreranno i vari momenti della vita del militare.

La visita al museo sarà seguita da attività e laboratori didattici che gli insegnanti potranno scegliere fra quelli proposti e che hanno l’obiettivo di avvicinare maggiormente gli studenti alla vita di Paolo Domenico Martina e, più in generale, al momento storico in cui egli è vissuto, il Risorgimento.

La visita e le attività seguenti sono rivolte alle scuole di ogni ordine e grado, saranno adeguate alla fascia d’età degli alunni partecipanti e avranno una durata complessiva di circa due ore.

Infine, è possibile associare alle attività didattiche in museo una visita esterna al monumenti e agli edifici più significativi dal punto di vista artistico e storico del centro di Monforte. La durata delle attività e della visita esterna è di tre ore.

Per visualizzare e scaricare il catalogo dell’offerta didattica cliccare qui: offerta_didattica_museo_martina_monforte

Modalità di prenotazione

E’ possibile prenotare l’attività didattica compilando il modulo di prenotazione visibile  cliccando qui. oppure mandando una mail all’indirizzo info@ambientecultura.it. In entrambi i casi una mail di conferma, inviata all’indirizzo indicato, verrà spedita entro una settimana dalla prenotazione.

 

Condizioni e modalità di pagamento.

Per classi di almeno 18 alunni partecipanti

Attività (visita più laboratorio) di due ore :

3,5 euro a alunno partecipante.

Attività (visita, laboratorio e visita esterna) di tre ore:

4,5 euro a alunno partecipante.

Per piccole classi (meno di 18 alunni partecipanti) e gruppi pluriclassi (massimo 30 alunni partecipanti)

Per le classi composte da meno di 18 alunni partecipanti il costo dell’attività è dato dalla tariffa secondo la durata scelta dell’attività per 18 diviso il numero reale degli alunni. A discrezione dei docenti è possibile creare gruppi pluriclasse con un massimo di 30 alunni partecipanti e applicare le tariffe base per alunno.

Modalità di pagamento

Le tariffe sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72. Saranno addebitati i diritti di marca da bollo pari a € 1,81 per pagamenti superiori a € 77,47. Per ragioni contabili, il pagamento è previsto in contanti presso la biglietteria del Museo, dietro rilascio di ricevuta. Nel caso si preferisse il bonifico su C/C il pagamento deve essere effettuato in anticipo e la ricevuta di versamento deve essere esibita all’ingresso del Museo prima dello svolgimento dell’attività. Per le coordinate bancarie si veda il catalogo dell’offerta didattica.

 

Per scaricare il catalogo dell’offerta didattica cliccare qui:

offerta_didattica_museo_martina_monforte

Per prenotare la visita e l’attività didattica:

cliccare qui

Per maggiori informazioni sul museo e le sale espositive:

cliccare qui

IN ATTESA DEI BURATTINI…C’è UN LATRUNCULUS IN MUSEO!

In occasione del festival “Summertime, appuntamenti d’estate” organizzato dall‘associazione Burattinarte nell’ambito del” XVIII festival internazionale di teatro di figura”, l’associazione Ambiente&Cultura e il Civico Museo Eusebio di Alba organizzano alcune attività di intrattenimento per le famiglie in attesa dell’inizio degli spettacoli.

Nei giorni 14,  21, 28 luglio 2012 dalle ore 15,00 alle ore 18,30  si potrà partecipare all’evento “C’è un latrunculus in museo!” che offre la possibilità al visitatore di usufruire del museo in maniera divertente e giocosa. Lungo le sale, infatti, sono posizionati alcuni fra i giochi più famosi e apprezzati al tempo dei Romani e il visitatore è libero di cimentarsi in queste antiche sfide. Si va dalle “Nuces castellatae”, gioco molto in voga fra i più piccoli e che consiste nel costruire e poi abbattere piccoli castelli di noci, per arrivare al famosissimo “Ludus latrunculorum” (gioco dei ladruncoli) a cui molto spesso si sfidavano i soldati e che ricorda i nostri scacchi. Non viene dimenticato lo “Stomachion”, rompicapo inventato dal filosofo Pitagora e che già nel nome (“mal di stomaco”) ci rivela tutta la sua complessità.

E’ gradita la prenotazione. Per registrarsi cliccare qui.

Costo del biglietto di ingresso per il museo:

  • € 2,00 adulti.
  • gratuito under18 e over65, Abbonamento Musei e piùEventi card.

 

Tutte le attività si svolgono presso i locali del Civico Museo Eusebio, via Vittorio Emanuele II 19, Alba (cortile della Maddalena, in fondo a destra).

IL MUSEO DEI PICCOLI!

 

Continua la prima edizione de “Il museo dei piccoli” con pomeriggi ricreativi caratterizzati da attività ludico-educative e laboratori didattici pensati per bambini dai 5 ai 12 anni accompagnati o meno dai genitori. I bambini, suddivisi in piccoli gruppi, si cimentano in giochi antichi, visitano alcune sezioni del museo, riproducono reperti archeologici o naturalistici ed infine gustano insieme una sana merenda.

 

L’attività prevede una visita giocata ad una delle sezioni del museo seguita da un laboratorio in cui verrà messo in pratica ciò che si è imparato lungo il percorso. Ogni bambino, dunque, produrrà con le proprie mani un ricordo della giornata trascorsa in museo.

 

I prossimi appuntamenti sono fissati per i giorni 15, 22, 29 luglio 2012 dalle ore 15,30 alle ore 18,00.

 

Per visualizzare il calendario delle attività cliccare qui: calendario_attività_museo_piccoli_luglio

 

E’ prevista la possibilità di fare una sostanziosa merenda tutti insieme, per questo si richiede che i genitori diano indicazione di eventuali intolleranze alimentari.

Si consiglia di indossare abiti comodi ed adatti al gioco.

 

Ingresso soggetto a quota contributiva. Per le condizioni cliccare qui.

Tutte le attività sono soggette a prenotazione che devono pervenire con almeno due giorni di anticipo. Per la registrazione cliccare qui.

E’ possibile effettuare la prenotazione anche presso il punto informazioni allestito durante il festival estivo “Summertime” organizzato dall’associazione Burattinarte (per maggiori informazioni visitare il sito www.burattinarte.it ).

Le attività si svolgono con un minimo di 7 partecipanti ed un massimo di 12.

 

Tutte le attività si svolgono presso il Museo Civico archeologico e di scienze naturali “F.Eusebio”, via Vittorio Emanuele II 19, 12051, Alba Cn (Cortile interno della Maddalena, in fondo a destra).

 

 

 

OCCHI SU SATURNO. Da G. D. Cassini 300 anni di osservazione di Saturno.

Il 2012 è l’anno del 300° anniversario della morte di Gian Domenico Cassini (Perinaldo 1625-Parigi 1812) e l’associazione “Stellaria” che gestisce l’Osservatorio astronomico  comunale “G. D. Cassini” di Perinaldo (Imperia), in collaborazione con l’istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziale, l’Unione Astrofili Italiana e L’ European Astrosky  Network promuove l’iniziativa “Occhi su Saturno”, invitando tutti gli Italiani ad alzare gli occhi al cielo ed osservare l’affascinante pianeta di cui Gian Domenico Cassini fu grande studioso. Numerose infatti sono le iniziative in programma per il 26 maggio 2012, alle quali partecipa anche  il Museo civico “Federico Eusebio” di Alba e Ambiente & Cultura che organizzano, insieme all’associazione Astrofili Bisalta di Chiusa Pesio,  e all’associazione Amici del Museo “F. Eusebio”  una serata astronomica per scoprire i segreti dell’universo.

  • Alle ore 20,30 in sala “Beppe Fenoglio” esperti astrofili presenteranno una video proiezione di spettacolari immagini dell’universo illustrato attraverso software planetari: il sistema solare e la meccanica celeste, le costellazioni, gli oggetti del profondo cielo.
  • Alle ore 21,30 nell’adiacente cortile della Maddalena: possibilità di effettuare osservazioni di Saturno e di altri corpi del sistema solare attraverso alcuni telescopi messi a disposizione dall’ associazione Astrofili Bisalta in varie configurazioni ottiche (Newtoniani, Schmidt Cassegrain). Sarà presente il più grande telescopio Dobson mobile esistente in Italia: 76 centimetri di diametro e 3,2 metri di lunghezza focale.

L’ingresso è gratuito.

La prenotazione è consigliata: per effettuarla clicca qui

Il museo F. Eusebio e le sue sezioni archeologiche e naturalistiche saranno aperti al pubblico fino alle ore 23:00

Le attività si svolgo presso la sala comunale “Beppe Fenoglio”, via Vittorio Emanuele II, 19, 12051, Alba Cn (cortlie della Maddalena, in fondo a destra, vicino al Museo civico).

 

I profumi nell’antica Roma.

“…quando l’annuserai chiederai agli dei, o Fabullo, di farti tutto naso…”

(Catullo, carme XIII)

Grande era la passione dei Romani per i profumi, tanto grande da costringere l’imperatore Tiberio in persona a lamentarsi pubblicamente in senato  dell’enorme spesa, ben 100 milioni di sesterzi, che il suo popolo affrontava ogni anno per soddisfare il crescente desiderio di essere circondato da preziose note aromatiche ed esotiche fragranze.

L’uso del profumo come cosmetico, quindi con la funzione di abbellire ed impreziosire il corpo, è un’abitudine che nasce intorno al II- I secolo a.C., quando Roma conquista il Mediterraneo e incontra nuove culture, in particolar modo quella greco-orientale che lascerà un segno indelebile nei costumi e nella società romana. Fino al momento della conquista della Grecia e dell’Egitto, infatti, l’uso del profumo era limitato alla sua funzione sacrale, peraltro importantissima, come ci testimonia l’etimo della parola stessa: per fumum, cioè attraverso il fumo, mezzo privilegiato per mettersi in contatto con gli dei. E non è un caso che siano proprio gli dei, per primi, a regalare agli uomini unguenti profumati: narra  il mito che Afrodite consegnò a Faone la prima boccetta di profumo, per ringraziarlo di averla traghettata sulla sua imbarcazione senza voler nulla in cambio.

Come detto prima, la svolta si ha fra il II e il I secolo a.C. quando Roma allarga i suoi confini e la cultura greco-ortientale si diffonde. Le porte di Roma si aprono al dilagare di un lusso sfrenato che vede come protagonista principale, fra gioielli e stoffe preziose, proprio il profumo.

La produzione di profumi nell’antichità.

Fondamentali per lo studio della produzione dei profumi nell’antichità sono due opere che ci giungono dal mondo antico: “Sugli odori” di Teofrasto di Ereso (IV secolo a.C.) e  la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio  (I secolo d.C.).  In entrambi i testi vengono analizzate le varie tipologie di essenze odorose, che possono essere ricavate da fiori, cortecce o resine, e le tecniche per la produzione degli unguenti profumati.

Due sono gli elementi fondamentali per la preparazione del profumo: il succo e l’essenza. Il primo consiste nei vari tipi di olii dentro cui viene fatto macerare il secondo elemento, gli odori appunto.  Bisogna prestare attenzione al verbo macerare perchè è il termine che ci permette di capire come dovevano essere fatti i profumi antichi: gli unguentarii (gli antichi profumieri) non conoscevano la distillazione, che verrà introdotta in Europa per mano degli Arabi solo nel 1100 d.C. Di conseguenza, una matrona romana non avrebbe mai potuto spruzzare il suo profumo preferito, come facciamo noi oggi,  ma avrebbe aperto una pisside per estrarre una crema profumata con cui spalmare il proprio corpo.  Infatti, i profumi romani avevano una consistenza solida oppure oleosa, ma non erano mai liquidi. Per ottenere un profumo, dunque, era necessario utilizzare una base grassa che poteva essere strutto oppure cera d’api per i profumi meno pregiati, magari prodotti in casa, mentre per i profumi più ricercati ed eleganti si utillizavano vari olii quale quello di oliva, di mandorle amare o di sesamo. Una vera e propria rivoluzione tecnologica si ha quando gli olii vengono sostituiti dagli omphacia, i succhi acerbi derivanti dalle olive verdi o dall’uva non ancora matura: in tal modo si ottiene una base depurata da ogni residuo grasso, sottilissima e lieve, adatta ad ogni tipo di essenza profumata. Per ottenere l’omphacium si utillava una macina particolare chiamata trapetum che riduceva i frutti in una poltiglia oleosa. In un  secondo momento il ricavato veniva spremuto in un torcular, un torchio, grazie al quale si otteneva un olio sempre più raffinato.

Il passo successivo per ottenere il profumo era proprio la macerazione, a freddo o a caldo, delle spezie nell’olio attraverso la quale il liquido si impregna di odore. Ci ricorda Teofrasto che per ottenere profumazioni complesse e particolari bisogna prestare notevole attenzione alle quantità e alla successione con cui le essenze vengono fatte macerare: prima si fanno ammollare gli aromi meno intesi, infine si aggiunge l’ingrediente del quale si desidera che il profumo persista più a lungo.  E per conservare l’essenza profumata Plinio ci consiglia di aggiungere una manciata di sale e di riporre l’unguento in vasi di alabastro scuri per proteggerli dalla luce.

Le essenze profumate.

Infinito è l’elenco che Plinio ci fa delle sostanze usate nella fabbricazione dei profumi delle quali indica la provenienza, le parti usate, quale profumo si può ottenere e da quali miti esse siano contrassegnate. Scopriamo così che la cannella arriva dall’Etiopia e che per procurarsela bisogna arrampicarsi su rupi inaccessibili e rubarla dai nidi costruiti con essa dalla Fenice (con un po’ di malizia, Plinio ci fa notare che queste sono solo leggende per aumentarne il prezzo…).

Tanti sono gli odori e tanti sono i profumi che da essi si ottengono. E anche a questo proposito Plinio ci regala un lungo elenco dei profumi più in voga ai suoi tempi e leggendo i nomi delle essenze che si susseguono l’uno dopo l’altro ci rendiamo conto di quanto l’industria profumiera si fosse sviluppata in fantasia e capacità: basta ricordare gli ingredienti del Regale unguentum composto da mirolabano, costo, amomo, cinnamomo, cardamomo, nardo, maro, mirra, cannella, storace, ladano, opobalsamo, calamo aromatico, giunco, enante, malobatro, sericato, henna, aspalato, zafferano, cipero, maggiorana, loto, miele, vino.

Ma anche personaggi illustri si cimentarono nella produzione di olii profumati e fra questi spicca la bella Cleopatra che compilava scrupolosamente con osservazioni e ricette nuove il suo quaderno conosciuto come “Cleopatra gyneciarum libri” fra le cui pagine era probabilmente conservata la ricetta del Susinum, un profumo a base di giglio molto apprezzato dalla regina.

Sappiamo che anche i grandi condottieri romani non disdegnavano i profumi: Cesare era solito avvolgersi nelle note del Telinum, un unguento a base di meliloto, fieno greco e maggiorana. E quando gli imperatori davano banchetto non badavano a spese per profumare l’ambiente, anche esagerando, se è vero, come ci tramandano gli antichi, che uno sfortunato ospite di Nerone morì asfissiato.

I contenitori.

Parlando di profumi non si può evitare di parlare anche  dei contenitori dentro i quali essi erano conservati. Infatti, parallelamente all’industria profumiera si sviluppa l’industria vetriaria che produceva i balsamari.

Generalmente i profumi arrivavano ad Alessandria, il più grande emporio del Mediterraneo, conservati in anfore di varie dimensioni; da qui venivano smistati e trasferiti in recipienti di minori dimensioni e di fattura più elegante in modo da facilitarne la commercializzazione. I contenitori più usati erano gli alabastra egiziani, scolpiti in un blocchetto del minerale omonimo.  Altri portaprofumi molto comuni erano l’aryballo e l’oinochoe, una piccola brocca, costruiti con il materiale più svariato: si va dalla semplice terracotta fino all’oro. Infine fra i vari barattoli e vasetti della matrona romana, si poteva trovare anche la pisside, piccola scatoletta cilindrica con coperchio in osso, bronzo o vetro. A partire dal I secolo a.C. si impone come materiale privilegiato il vetro per la produzione del balsamario più diffuso, caratterizzato dal corpo tubolare e dal fondo arrotondato. Particolare attenzione meritano i balsamari “a colombina” che riproducono le forme di un uccellino e che ricordano le nostre fiale: una volta riempite venivano sigillate a fiamma e per poter prendere il profumo era poi necessario rompere il becco o la coda dell’animale.  Fantasioso è l’utilizzo che si fa della conchiglia del genere pecten: una valva è usata per contenere l’unguento, l’altra funge da coperchio.

Sono numerosi i contenitori per unguenti esposti nelle vetrine che compongono la sezione di archeologia romana del museo civico archeologico e di scienze naturali “Federico Eusebio” di Alba, tappa finale dei tour di Alba Sotterranea e meta di numerose scolaresche.