Il Suonatore di tiorba di Antiveduto Gramatica accanto al Concerto di Mattia Preti per “due caravaggeschi a confronto”

Fino a domenica 7 settembre 2014 il Palazzo comunale di Alba ospita Il Suonatore di tiorba di Antiveduto Gramatica. untitledL’opera della Galleria Sabauda di Torino – attualmente chiusa per il trasloco nella nuova sede di Palazzo Reale –  è nella capitale delle Langhe nell’ambito dell’iniziativa “LaSabauda in tour per le città: proiezioni, esperimenti e verifiche sul territorio”, un progetto promosso dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte. Ideato dalla Soprintendente Edith Gabrielli con il coordinamento della Direttrice della Galleria Sabauda Anna Maria Bava, in accordo con le amministrazioni comunali e con il sostegno della Compagnia di San Paolo, l’evento coinvolge oltre a Torino tredici città della regione: Alba, Alessandria, Asti, Biella, Casale Monferrato, Cuneo, Domodossola, Ivrea, Novara, Saluzzo, Varallo Sesia, Verbania e Vercelli. Ad Alba l’esposizione è stata inaugurata giovedì 29 maggio alla presenza del Sindaco Maurizio Marello e dell’ex Assessore alla Cultura Paola Farinetti. L’opera di Antiveduto Gramatica è stata accolta nella sala della Resistenza ed accostata  ad un altro quadro di altissimo valore artistico di proprietà del Comune di Alba, abitualmente collocato nella sala Consiglio del Palazzo comunale, ovvero il Concerto di Mattia Preti (1630 circa) per una visita con “due caravaggeschi a confronto”.

In effetti, «Il Suonatore di tiorba conferma la predilezione del Gramatica per i soggetti con strumenti musicali derivati daltiorba Caravaggio e dalla sua cerchia, motivo interpretato con vena sottilmente lirica e con gusto spiccato per l’eleganza e la delicatezza del tocco, quasi sorprendente per precisione e raffinatezza. L’opera è ritenuta frammento di una composizione a tre figure di cui si conosce una copia, già presso Bangel a Francoforte».

Nel Concerto di Mattia Preti «il soggetto raffigurato rappresenta un’allegoria della musica. È ritratta una donna che suona il clavicembalo, cui si affiancano ai lati due fanciulli: il primo legge il foglio pentagrammato, il secondo canta. La dimensione domestica viene descritta attraverso pochi elementi compositivi, due soli complementi d’arredo, il clavicembalo e uno sgabello. L’artista, infatti, non si sofferma sull’ambientazione, ma concentra l’attenzione sulla costruzione delle figure; ritrae i tre personaggi raccolti in concentrazione attorno allo strumento musicale, immersi nella penombra e lambiti da una calda luce che arriva dall’alto ad illuminarne i volti. L’immagine dipinta pare costruita su una diagonale ed è ripresa dal basso verso l’alto. La monocromia dei toni bruni, che caratterizza l’opera, è spezzata da alcuni tocchi di bianco: il pantalone del fanciullo in primo piano, il copricapo orientale e la camicia indossati dalla donna e i fogli concertinopentagrammati. La paternità del dipinto è stata attribuita al Preti da Roberto Longhi, che ritenne la tela un’opera giovanile per le affinità con i primi lavori dell’artista, analoghi per soggetto e per modalità stilistiche. Nei primi quadri l’autore mantiene, infatti, una dimensione introspettiva, legata al caravaggismo, soprattutto nell’impaginazione dell’opera e nell’uso della luce, per poi sfociare, nel corso degli anni, in una dimensione magniloquente. Il suo stile segue il rinnovamento pittorico in atto in questo periodo, che dall’influenza di Caravaggio slitta verso la magniloquenza della pittura barocca, che avrà come capitale Roma».

Le opere sono visitabili durante l’orario di apertura del Palazzo comunale in piazza Risorgimento, 1.  Sala della Resistenza – primo piano. Martedì e mercoledì: dalle 8.30  alle 12.30; giovedì: dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16.30; venerdì: dalle 8.30  alle 12.30; sabato: dalle 8.30  alle 12 e dalle 15 alle ore 18; Domenica dalle ore 15 alle ore 18. Sabato e domenica pomeriggio l’apertura è a cura dei “nonni civici”.

Alba sotterranea e i Notturni nelle Rocche: premi per gli appassionati!

come riconoscere gli animali dalle tracce

L’associazione Ambiente&Cultura, il museo civico archeologico e di scienze naturali F. Eusebio di Alba e l’Ecomuseo delle Rocche del Roero offrono numerosi momenti di incontro per chi vuole sfruttare al meglio il tempo delle proprie vacanze: “Alba Sotterranea” e i “Notturni nelle Rocche” uniscono le forze e premiano i veri appassionati che decidono di partecipare ad entrambe le manifestazioni!

Infatti, a chi dimostra il proprio entusiasmo, prendendo parte sia alla visita guidata ai resti sotterranei della città romana e medievale sia alle passeggiate serali alla scoperta dei boschi roerini, verrà regalata l’intera collana “I quaderni del giovane naturalista”, preziosi libretti che permettono di conoscere in maniera più approfondita il nostro territorio.

La collana ha come obiettivo quello di avvicinare ragazzi e principianti di tutte le età al multiforme mondo della natura: ogni quaderno, con un linguaggio semplice, ma preciso nello stesso tempo, racconta un aspetto particolare del lavoro del naturalista. Vengono fornite così informazioni utili per poter apprezzare con maggiore consapevolezza l’ambiente che ci circonda: grazie alla guida di questi quaderni finalmente si ha l’occasione per allenare l’occhio alla ricerca delle tracce di animali schivi di cui non si sospetta l’esistenza, fare a gara a chi riconosce per primo un uccello che sfreccia nel cielo, imparare i trucchi del mestiere per collezionare insetti poco conosciuti…

I volumi della collana sono cinque in tutto, ognuno dei quali incentrato su un tema particolare (cliccando sul titolo, puoi visualizzare la scheda tecnica):

  1. Come collezionare gli insetti a cura di Oreste Cavallo.
  2. Come preparare un erbario a cura di Oreste Cavallo.
  3. Come osservare gli uccelli a cura di Giorgio Aimassi.
  4. Come conoscere a montagna a cura di Roberto Cavallo.
  5. Come riconoscere gli animali dalle tracce  a cura di Roberto Ghiglia.

 

come conoscere la montagnaI libri potranno essere ritirati presso il Civico Museo “Eusebio” di Alba, previa la presentazione dei biglietti di partecipazione sia ad Alba Sotterranea sia ai Notturni nelle rocche.

Per maggiori info su “Alba Sotterranea” e sul calendario, i costi  e le modalità di prenotazione clicca qui.

Per maggiori info sui “Notturni nelle rocche” clicca qui.

 

 

 

 

Alba in 4 tempi. La nuova guida turistica della città!

alba in quattro tempiUn libricino dalla copertina accattivante, che non pesa nella borsa, ricco di immagini che colgono gli aspetti più suggestivi della bella città di Alba. Ecco come si presenta la nuova guida turistica della città, edita da “Edizioni albesi”.

Il titolo è particolare: i 4 tempi sono i quattro diversi itinerari di visita che vengono proposti dalle autrici, Sonia Berrino e Chiara Borgogno, per godersi appieno la bellezza del presente di Alba e la ricchezza del suo passato. Passeggiando per la città, guida alla mano, si può dunque andare alla ricerca delle tracce ancora visibili della frenetica Alba Pompeia, respirare lo spirito di indipendenza che ha caratterizzato il comune in epoca medievale, restare ammaliati dall’imponenza della cattedrale, scoprire angoli dall’atmosfera neoclassica e, infine, addentrarsi nella movimentata vita culturale del secolo passato, degnamente rappresentata da scrittori del calibro di Beppe Fenoglio e da esuberanti artisti come Pinot Gallizio.

Non vengono dimenticati il territorio circostante e i prodotti enogastronomici, primo fra tutti il tartufo, protagonista indiscusso della cucina albese, celebrato ogni anno durante la Fiera Internazionale ad esso dedicata.

indice alba 4 tempiInsomma, una guida completa e di facile consultazione che permette di gustare appieno la città!

Alba in 4 tempi è reperibile presso il bookshop del museo Eusebio o presso il desk informativo di Alba Sotterranea

 

 

 

Liriche dalla Terra del Nilo – chiesa di San Domenico, 2 maggio ore 21.00

La mostra Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere, Chiesa di San Domenico, via Calissano, ad Alba, 21 marzo-19 maggio (www.mummyproject.wix.com/eventi), a cura dell’egittologa casalese Sabina Mniloalgora, si avvia verso la conclusione, ma si presenta comunque ricca di eventi. Il prossimo fine settimana sarà il secondo week-end di VINUM, rassegna di vini delle Langhe a Palazzo Mostre, e tra gli eventi, venerdì 2 maggio alle ore 21.00 la mostra ospiterà la rassegna Liriche dalla Terra del Nilo, a cura della Stardust Company. Si tratta di un percorso tematico, che si snoda all’interno della mostra e che prevede un itinerario nell’affascinante e sorprendentemente attuale poetica dell’Antico Egitto. Due attrici, Manuela Solario e Claudia Giaroli si faranno portavoce della rassegna, accompagnate da brevi introduzioni della curatrice. Le antiche liriche dialogheranno così con i reperti esposti. Oltre all’Inno al Nilo e ad una sezione dedicata naturalmente al vino, il percorso prevede anche la lettura teatralizzata di alcune liriche d’amore di un’immediatezza toccante. L’ingresso, comprensivo dell’evento, è di euro 5,00. Per informazioni è possibile contattare mummyproject@libero.it oppure stardustcompany@libero.it.

Per le visite guidate, la didattica per le scuole e tutti gli eventi previsti clicca qui

21 marzo: inaugura la mostra Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere.

Una mostra esclusiva di carattere archeologico dal titolo “Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere” approfondisce un tema inedito: l’uso e la diffusione del vino nell’Antico Egitto, tema che unisce la cultura egizia a quella della nostra penisola.

L’esposizione, ideata e curata da Sabina Malgora – archeologa ed egittologa – è ospitata presso la chiesa di S. caliceDomenico ad Alba e offre al pubblico un percorso articolato in cui si ammirano reperti archeologici dal 2686 a.C., la riproduzione in scala reale di una tomba con pitture parietali, un sarcofago con una mummia e la ricostruzione tridimensionale del suo volto, oltre a documenti fotografici.

La rassegna è organizzata dall’Associazione Culturale Mummy Project in collaborazione con il Comune di Alba Assessorato alla Cultura, patrocinata da Regione Piemonte e Provincia di Cuneo e sostenuta da Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Ente Turismo Alba Bra Langhe e Roero, Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco, Consorzio Turistico Langhe e Roero, ACA.

I 50 reperti archeologici esposti risalgono al periodo compreso tra l’Antico Regno e il periodo Romano, e uniti alla documentazione fotografica, descrivono le tematiche della mostra: l’alimentazione, la viticoltura, la vinificazione, l’uso del vino nella mummificazione e la correlazione con il misticismo e le divinità.

Due sezioni speciali approfondiscono la storia e la cultura nell’Antico Egitto.

– La prima è dedicata allo studio della mummia di Epoca Tarda e al suo sarcofago, entrambi provenienti dal osirideMuseo di Merano ed esposti al pubblico per la prima volta. In esclusiva è inoltre presente la ricostruzione forense, ossia la testa a tutto tondo della mummia esposta, di cui si individuano i caratteri somatici grazie al complesso lavoro condotto in questi mesi dall’équipe multidisciplinare italiana Mummy Project. I loro studi, presso i laboratori americani della Pennsylvania, sono stati rivolti all’esame dei dati della tomografia computerizzata e a microanalisi effettuate sulla pelle.

– La seconda sezione avvicina alla vita degli antichi egizi tramite la ricostruzione in scala reale della tomba TT290 di Irynefer con volta a botte (m. 5,10×2,20×2,10), il cui originale si trova a Deir el Medina nel villaggio dove vivevano coloro che costruivano le tombe nella valle dei Re e delle Regine.

All’entrata è raffigurato il dio Anubi in forma di sciacallo che protegge l’ingresso e sulle pareti si osservano diverse scene didascaliche tra cui “la confessione negativa” fatta dal defunto alla presenza di 42 divinità, che formano il tribunale divino presieduto da Osiride, per poter essere ammesso nell’aldilà.

Significative sono le fotografie scattate in Egitto appositamente per l’esposizione, alcune delle quali ritraggono le rappresentazioni parietali della tomba di Nakht, TT52 della necropoli tebana di Sheikh Abd el-Qurna e raffigurano in modo dettagliato momenti di vita legati alla lavorazione della terra; in particolare la raccolta dell’uva e la spremitura, la conservazione del vino nelle anfore e la preparazione di un banchetto con grappoli offerti al defunto. Il vino, elemento simbolico in ambito religioso, era annoverato fra i doni nei corredi funerari, come viene illustrato nella Stele di Senbi (Medio Regno, XII dinastia) presente in mostra.

Tra gli oggetti legati al vino come simbolo di rinascita è esposta la statuetta in bronzo del dio Osiride che rinasce dopo la morte. Inoltre l’imponente scultura di tre metri in quarzo-diorite raffigurante la dea Sekhmet con la testa di leonessa, il cui nome significa “la potente”, ricorda un antico mito dove la dea si ubriacò e si dimenticò di distruggere il genere umano.

Curiosi sono, inoltre, gli elementi per collare usekh in fayence, che, portati da uomini e donne, erano tra gli Parete ovest_Tomba di Nakht_ TT52_Necropoli tebana_di_Sheikh Abd el-Qurna_lancioornamenti personali più diffusi in Egitto; la loro forma a “grappolo d’uva” si ritrova anche in lunghe file di inserti parietali di palazzi e templi, come motivo decorativo a simboleggiare la rigenerazione. In mostra spiccano inoltre una serie di anfore rivestite internamente da materiale impermeabilizzante per conservare il vino, con forme diverse a seconda delle fasi di fermentazione e di invecchiamento.

 

I reperti esposti provengono da tre importanti musei italiani, il Museo Egizio di Torino, secondo di importanzachiesa mondiale dopo il Museo Egizio del Cairo, il Museo di Merano e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

La mostra, con aperture anche serali, si inserisce nel ricco calendario di eventi che caratterizzeranno la primavera di Alba ed è arricchita da eventi collaterali, degustazioni, conferenze, serate di poesia, performance di teatro danza e concerti. Per tutte le info clicca qui

Accompagna l’evento un corposo catalogo edito da Ananke edizioni con testo critico di Sabina Malgora e saggi di importanti studiosi internazionali: Federico Bottigliengo, Alida Dell’Anna, Jonathan Elias, Alessia Fassone, Maria Rosa Guasch-Jané, Maria Cristina Guidotti, Edoardo Guzzon, Patrick McGovern, Gilberto Modonesi, Marco Mozzone, Poo Mu-Chou, Dominic Rathbone.

Il presidente del Comitato d’Onore coinvolto è la Dott.ssa Evelina Christillin. L’esposizione coordinata da Alida Dell’Anna, è stata curata nell’allestimento da Alessandra Chiti con il progetto illuminotecnico di Marco Palandella e Roberto Corradini.

Hanno contributo alla realizzazione gli sponsor: Barolo & Castles Foundation, Pio Cesare, Baratti & Milano, Cassa di Risparmio di Bra, Egea, Labirinto, Accedis.

Coordinate mostra

Titolo: Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere

A cura: Sabina Malgora

Sede: Chiesa di S. Domenico, Alba – Cuneo

Date: 22 marzo – 19 maggio 2014

Inaugurazione: venerdì 21 marzo, ore 17.30

Catalogo Ananke edizioni con testi di Sabina Malgora e AA. VV.

Orari di apertura

da martedì a venerdì: 14.30 – 18.30 (mattina e lunedì su prenotazione)

sabato: 10 – 22 / domenica: 10 – 19

Ingresso mostra

Intero € 5

Scuole elementari e medie € 2 – scuole superiori € 4

Over 70, under 14 € 4 – under 6 gratuito

Soci Touring – con biglietto Castello del Buonconsiglio (TN) € 4

Visita guidata in gruppo su prenotazione € 15

Comulativi con riduzioni:

Museo Eusebio (1 euro anziché 3) per chi presenta il biglietto della mostra

Alba Sotterranea (8 euro anziché 10) per chi presenta il biglietto della mostra

Museo del Vino di Barolo (6 euro) per chi presenta il biglietto della mostra

Castello del Buonconsiglio di Trento per chi presenta il biglietto della mostra

Biglietto ridotto alla mostra per chi presenta il biglietto di: Museo Eusebio, Alba Sotterranea, Museo del Vino di Barolo, Castello del Buonconsiglio di Trento

Info pubblico

per informazioni, prenotazioni e visite guidate (su richiesta con il curatore)

tel. 017335833 – info@ambientecultura.it, mummyproject@libero.it

www.mummyproject.wix.com/eventi

 

per percorsi didattici per bambini, studenti, famiglie e richieste speciali

info@ambientecultura.it, www. ambientecultura.it

 

Ufficio stampa

Irma Bianchi Comunicazione

tel. 02 8940 4694 – cel. 328 5910857

info@irmabianchi.it – skype: irmabianchicomunicazione1

testi e immagini scaricabili da www.irmabianchi.it

Le acqueforti di Renoir in mostra a Palas Cerequio.

Grazie alla collaborazione con il MUSarMO, Museo d’Arte di Mombercelli (AT), il Palas Cerequio di Michele Chiarlo halogo_palas l’onore di ospitare e proporre al pubblico l’esposizione di 11 acqueforti di A. S. Boisecq da disegni originali del maestro Pierre-Auguste Renoir.

Da Limoges a La Morra. Dall’amata regione dello Champagne, luogo di nascita della moglie e ritiro renoirestivo di tutta la famiglia, alle colline dei cru di Barolo. È questo l’ideale viaggio compiuto da Pierre-Auguste Renoir, arrivato al Palas Cerequio di Michele Chiarlo, Resort di lusso immerso tra le vigne del migliore Barolo, attraverso le 11 acqueforti di Salomon André Boisecq, realizzate su disegni originali del maestro dell’Impressionismo. Una collezione dedicata a “La ligne amoreuse chez Auguste Renoir”, che Chiarlo ha l’onore di esporre grazie alla collaborazione del MUSarMO, il Museo Civico d’Arte Moderna di Mombercelli, in provincia di Asti.

clicca qui per scaricare la cartolina:  Cartolina Renoir

clicca qui per scaricare la locandina dell’evento  Locandina Renoir

La sempre viva attenzione della Michele Chiarlo per l’arte e la cultura, trova, così, una nuova occasione per impreziosire e implementare la continua valorizzazione del territorio, portando nella magnifica cornice del suo Palas, caratteristica borgata piemontese rimessa a nuovo e trasformata in un luogo dedicato al vino e al benessere psico-fisico dei suoi ospiti, una cartella di acqueforti davvero prestigiose.

L’esposizione comprende 11 lavori di A. S. Boisecq, artista francese della prima metà del 1900 di cui si hanno poche notizie. Quello che è certo, però, è che la sua mano dal tratto sinuoso e apparentemente incerto, si adatta alla perfezione per trasporre fedelmente sulla lastra i disegni originali di Renoir.
Queste stesse opere, insieme a quattro acqueforti “Homage aux Collettes”, più un autoritratto del Maestro, sono stati in esposizione dal 19 gennaio al 23 febbraio al MUSarMO, istituzione museale che dal 1972 è un punto di riferimento importante per l’astigiano e che, grazie al continuo lavoro di tanti appassionati e alle importanti mostre allestite nel corso degli anni, ha saputo trasformarsi in una solida struttura culturale e uno spazio espositivo permanente tra i 3000 luoghi italiani di cultura.

L’esposizione al Palas Cerequio si inserisce all’interno dell’iniziativa “A braccia aperte”: una tre giorni di festa voluta dall’Associazione La Morra Eventi e Turismo, dall’Associazione commercianti e artigiani, dalle cantine della zona e da tutte le strutture ricettive che sorgono nel territorio intorno al paese di La Morra. Dal 25 al 27 aprile una serie di eventi accoglieranno i turisti che vorranno scoprire da vicino questo magnifico territorio, andando in cerca delle tantissime occasione per degustare, assaporare, ascoltare, osservare e condividere insieme tutto il bello e il buono che la vita ha da offrire.

Nella giornata di sabato 26 aprile, la Mostra delle opere di Boisecq aprirà “le sue braccia” al pubblico, offrendo un’occasione preziosa non solo per ammirare da vicino l’arte di uno dei maggiori artisti della storia dell’arte, ma per vivere questa esperienza in un ambiente unico, perfettamente integrato nel paesaggio del Piemonte più tipico, e per potersi concedere un momento di totale appagamento dei sensi: dagli occhi… al gusto.

 

Palas Cerequio e MUSarMO presentano

“Le ligne amoreuse chez Auguste Renoir”.

XI acqueforti di A. S. Boisecq,

su disegni originali di Pierre Auguste Renoir.
Palas Cerequio, Barolo Cru Resort, La Morra.

26 aprile 2014

Alba Sotterranea restaura il Mastodonte di Verduno e prepara i Guardiani del Tanaro

Il progetto Alba Sotterranea riparte nel 2014 con nuove date e con l’attivo di bilancio dell’anno 2013 contribuisce a restaurare il Mastodonte di Verduno, l’importante fossile di 5 milioni di anni fa rinvenuto nel 2010 sulle rive del fiume Tanaro e  semi – distrutto nell’estate del 2012 da scavi illegali, prima che fosse possibile completare le operazioni di recupero del più importante ritrovamento paleontologico degli ultimi decenni.

I VISITATORI DI ALBA SOTTERRANEA RENDONO POSSIBILE IL RESTAURO DEL MASTODONTE DI VERDUNO

 Alba sotterranea. Scoprire le radici sotterranee della città in compagnia di un archeologo professionista. Il passato è sotto ai tuoi piedi!”

Alba Sotterranea è un progetto proposto e gestito dalla primavera del 2011 da Ambiente mastodon& Cultura, coordinato dal Museo civico F. Eusebio, con il patrocinio del MIBACT, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo e della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e MAE.

Alcune migliaia di visitatori hanno così contribuito a rendere possibili due azioni di tutela del patrimonio geo.paleontologico del fiume Tanaro, come preannunciato dal pieghevole 2013 dell’iniziativa.

Con l’attivo di bilancio dell’edizione 2013 di Alba Sotterranea, messo a disposizione dall’associazione Ambiente & Cultura saranno rese possibili due distinte azioni di conservazione e tutela:

  1. Il restauro, il consolidamento e      l’esposizione al pubblico della parte recuperata del 2Mastodonte di      Verduno, fossile semidistrutto nell’estate del 2012 (la vicenda è riportata nel paragrafo      seguente). Unendo le forze con le risorse economiche proprie del museo      civico è stato possibile ottenere la copertura economica dell’intervento,      affidato alla ditta locale La Bottegaccia, che si è impegnata a      concluderli entro giugno 2014.
  2. Una serie di ricognizioni condotte      nell’estate del 2014 da professionisti, giovani laureati debitamente      formati e in accordo con le istituzioni scientifiche per mappare con esattezza la consistenza      del patrimonio geopaleontologico del tratto del fiume Tanaro tra Cherasco      e Barbaresco per successive attività di tutela e valorizzazione.

IL MASTODONTE DI VERDUNO: IL RITROVAMENTO E LA DISTRUZIONE

Il pieghevole dell’edizione 2012 dell’iniziativa Alba sotterranea recitava: “L’attivo di bilancio del progetto sarà3 destinato a progetti di salvaguardia del patrimonio geo-paleontologico del Tanaro, oltraggiato nell’estate 2012 dall’incuria degli uomini”.

I riferimento era al triste e noto episodio della semi-distruzione  del cosiddetto Mastodonte di Verduno, ovvero un grosso mammifero proboscidato, simile all’attuale elefante, che cinque milioni e mezzo di anni fa, nel Messiniano superiore, calcava le pianure litoranee che milioni di anni dopo avrebbero assunto i morbidi profili collinari a cui siamo abituati .

Nel luglio del 2010 i resti del Mastodonte erano letteralmente emersi, affiorando in un banco di marne normalmente coperto dalle acque del Tanaro che un periodo di particolare secca del fiume aveva messo in luce.

Gli scavi dell’estate del 2010, condotti da volontari coordinati dall’Università di Torino nella persona del prof. Giulio Pavia e autorizzati dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Piemonte,  non erano stati in grado di recuperare l’intero fossile rinvenuto prima dell’interruzione delle operazioni, sopravvenuta dopo alcune settimane di scavi e il recupero di numerose ossa fossili.3 (2)

Nell’estate del 2011 le condizioni idrografiche del fiume non avevano permesso il completamento delle operazioni di recupero, attese con trepidazione: nell’estate del 2012 finalmente le condizioni per il proseguo dei lavori si erano verificate.

Sciaguratamente, però, all’ultimo sopralluogo prima dell’avvio del cantiere, una scena desolante si offrì agli occhi dei ricercatori: una voragine di parecchie decine di metri di lunghezza e larghezza e alcuni di profondità aveva cancellato per sempre il geosito e la parte rimanente del tesoro che custodiva; i mezzi meccanici della ditta Somoter s.r.l. di Borgo San Dalmazzo, aggiudicatrice dei lavori pertinenti al vicino sbarramento artificiale, avevano prelevato nel corso di una escavazione non autorizzata centinaia di metri cubi di argilla all’interno del letto del fiume, ambito nel quale l’operazione è di per sé vietata.4

IL  CONCORSO SCOLASTCO DIAMO UN VOLTO UN NOME E UNA STORIA AI GIGANTI DEL NOSTRO PASSATO

Nel corso dell’anno scolastico 2012/2013 gli istituti scolastici dell’albese sono stati coinvolti in un concorso per dare un nome, un volto e una storia ai giganti del nostro passato. Gli elaborati sono stati sottoposti al voto dei visitatori della mostra I Tesori del Tanaro; il nome scelto per il Mastodonte di Verduno è Propro, dal nome del protagonista del racconto vincitore della sezione.

per leggere la storia di “A spasso nel tempo con Propro”, clicca qui

Per visionare i disegni e gli elaborati clicca qui

 

 ALBA SOTTERRANEA 2014: LE DATE FINO A GIUGNO 2014

Le visite si attivano con il num. minimo di 12 partecipanti (num. massimo 35). Prenotazione obbligatoria.5

Domeniche 9 e 23 marzo 13 e 21 aprile 11 e 25 maggio e 8 giugno  e  ogni seconda domenica del mese con visite  dalle ore 15.00.

ü5 aprile e 1 maggio, domeniche 27 aprile e 4 maggio con visite a partire dalle ore 10 fino alle 17.00

A seconda delle richieste si attivano più turni di visita, a distanza di un’ora. Per prenotare clicca qui

Per gruppi su prenotazione in qualunque data. Contattataci.

Il ritrovo è di fronte all’ufficio turistico in Piazza Risorgimento (detta “del Duomo”) n.2, Alba (CN) negli orari indicati Si pregano i partecipanti di presentarsi un quarto d’ora prima per la registrazione.

Notturno al museo!

NOTTURNO AL MUSEO EUSEBIOeusebiopimopiano

Visita narrata® per tutta la famiglia!

Le collezioni preistoriche e la figura di Federico Eusebio

L’Associazione Turismo in Langa – in collaborazione con l’Associazione Ambiente e Cultura ed il Comune di Alba – propone sabato 1 marzo 2014, l’iniziativa “NOTTURNO AL MUSEO EUSEBIO”, evento che ricalca un format già sperimentato dall’Associazione con grande successo presso i più bei castelli e beni culturali di Langa e Roero e presso lo stesso museo in più occasioni.

NOTTURNO AL MUSEO EUSEBIO” è un percorso guidato e animato tra le collezioni preistoriche del Museo Civico di Alba, che si terrà durante la serata di sabato 1 marzo 2014 alle ore 21. Una visita accattivante e inconsueta per scoprire la storia della città di Alba, dei suoi reperti archeologici e dei suoi personaggi storici più noti, resa ancora più misteriosa dalla presenza di figure che ritornano a sorpresa dal passato!

Tutti i bimbi, inoltre, sono invitati a venire vestiti in costume da carnevale!

notte museo eusebio

Il programma completo e tutte le informazioni in www.turismoinlanga.it.

Ma di sera, a luci spente, solo con l’ausilio delle torce a batteria, proprio come nel film “Notte al museo”, grazie al fascino misterioso che deriva dalle opere che si svelano nel chiaro-scuro, la storia riprenderà vita e la visita diventerà una vera e propria avventura divertente e suggestiva, adatta a tutte le età.

I partecipanti dovranno darsi appuntamento direttamente presso il Museo, nel Cortile della Maddalena di Alba, alle ore 20,45: la visita partirà non appena le campane avranno suonato le 21,00 (termine visita ore 22,10 circa).

Da qui avrà inizio l’avventura, la visita guidata: il pubblico, munito di torcia, scoprirà con la guida turistica le opere più significative esposte, si farà riferimento ai filoni tematici del Museo, alla nascita della collezione e naturalmente ai principali reperti.

Ma la guida della mostra non sarà la sola comparsa della serata, infatti d’improvviso appariranno dei personaggi alquanto bizzarri: dall’uscio della capanna neolitica farà capolino una donna preistorica, mentre in cima alle scale pare proprio che si sporga lo stesso Eusebio!

Prenotazioni (obbligatorie): 0173-364030 oppure per la prenotazione on line clicca qui

Diario della città sepolta. Mostra prorogata fino al 9 marzo. Visite guidate gratuite il 16 e il 23 marzo

E’ stata prorogata fino al 9 marzo la mostra “Diario della città sepolta. Federico Eusebio e i protagonisti precolombianodell’archeologia albese”, che celebra la figura del fondatore del museo civico attraverso oggetti personali, reperti e documenti d’archivio, e offre una panoramica sui i personaggi che ne hanno anticipato e proseguito l’opera: il conte Vernazza, Pinot Gallizio, Nino Lamboglia, il gruppo di volontari albese, fino all’intervento della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte.

La mostra è divisa in tre sezioni: Diario del museo, Diario della Città e  Le collezioni.

Per chi volesse approfondire la storia dell’archeologia cittadina in un viaggio che inizia con la fondazione del Museo nel 1897 e si conclude con gli scavi più recenti, domenica 16 e 23 febbraio alle ore 16:00 è possibile partecipare gratuitamente alla visita guidata alla mostra. E’ gradita la prenotazione: per effettuarla manda una email con nomintivo e numero di partecipanti a info@ambientecultura.it

LA MOSTRA

Era infatti il 25 luglio 1913 quando morì Federico Eusebio, all’ infaticabile opera del quale si deve la nascita del eusebio-40museo storico-archeologicoo e degli studi sistematici sulle antichità albesi e del territorio circostante.

La mostra, organizzata dal Museo e dall’Associazione Ambiente & Cultura, permetterà di conoscere in modo approfondito la figura di Eusebio, un personaggio  colto e poliedrico, un professore universitario fortemente attaccato alle sue origini, un uomo schivo e riservato che però ha saputo coinvolgere i suoi concittadini nelle ricerche che hanno portato alla ricostruzione della storia antica della sua città, fondando un Museo, una Rivista e una Società di studi storici e artistici.

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IL MULSUM DI COSTIGLIOLE SALUZZO: UN’AVVENTURA TRA RICERCA E SEDUZIONE DELL’ANTICO

IN VISTA degli INCONTRI del 29 SETTEMBRE E del 1 NOVEMBRE 2013

presso il MUSEO EUSEBIO: ASSAGGIO di MULSUM

OFFERTO da COMUNE DI COSTIGLIOLE SALUZZO e

MISSIONE ARCHEOLOGICA DELL’UNIVERSITA’ DI TORINO

Prof.ssa Valeria Meirano, prima di approfondire nello specifico la genesi della bevanda riprodotta e, conseguentemente, della missione archeologica che conduce insieme al prof. Diego Elia nel comune di Costigliole Saluzzo dal 2003… ma che cosa è il Mulsum?

 Detto in termini enologici moderni, è un vino monovitigno (come il Nebbiolo d’Alba), un uvaggio come il Chianti, oppure è un termine che richiama una particolare categoria di vini lavorati? 

Nel mondo romano, oltre alle numerose qualità di vino prodotte in Italia e in varie aree dell’impero – Plinio riteneva che ce ne fossero 80 degne di menzione, ma altre fonti giungono sino alla strabiliante cifra di 185! –, si assumevano anche bevande in cui al vino venivano aggiunte altre sostanze. Tra questi preparati, il più diffuso era certamente il mulsum, il vino mielato mescolato a vari aromi: le fonti ricordano il ricorso a erbe, legni odorosi, oli vegetali, che davano vita a beveraggi aromatizzati alla rosa, alla violetta, all’assenzio, all’anice, al mirto, alla pigna, al sambuco, al timo…

Queste bevande erano molto apprezzate prima dei pasti di particolare impegno e raffinatezza, durante la gustatio, un po’ come il moderno aperitivo.

Il mulsum di norma era ottenuto mescolando una certa quantità di miele al mosto ricavato dalla prima spremitura dei grappoli: il tutto veniva poi avviato alla fermentazione. Tuttavia, con lo stesso termine si indicava anche una miscela preparata al momento con vino, miele e spezie: il dosaggio degli ingredienti era certamente operazione difficile, se Marziale (XIII,108) riteneva che ci volesse addirittura la mano del mitico coppiere degli dei

Torbido è coi mieli d’Attica

il nettare di Falerno: Ganimede, mescola tu

 

Prof. Diego Elia, in particolare, qual è stato il percorso che ha portato alla riproduzione della bevanda?

Per il mulsum che oggi è in degustazione, però, non è stato possibile fruire di aiuti divini!!

La bevanda che si propone per l’assaggio è infatti il risultato di un percorso scientifico condotto dagli archeologi classici dell’Università di Torino (Dipartimento di Studi Storici) dopo una lunga ricerca basata sulle fonti antiche, su analisi comparate con altre tradizioni alimentari, sul confronto con sperimentazioni affrontate da altri gruppi di ricercatori, a seguito di un’attenta fase di sperimentazione. Il prodotto finale è una bevanda che ripropone ai palati moderni un sapore lontano oltre 2000 anni!

Ma perché questo interesse per le bevande antiche e perché Costigliole Saluzzo?

Dal 2003, proprio a Costigliole, l’Università di Torino conduce regolari campagne di scavo in regime di concessione da parte del Ministero dei Beni Culturali e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica: si tratta della più grande missione dell’Ateneo subalpino, che vede la partecipazione di decine di studenti, dottori, dottori di ricerca e ricercatori. Nel corso degli anni si è scoperta una vastissima villa rustica di età romana in cui è stato messo in luce un impianto di produzione vinicola – il meglio conservato dell’arco alpino occidentale – oltre a numerosi altri indizi di attività agricole e di trasformazione dei prodotti.

In sinergia con l’Amministrazione comunale di Costigliole Saluzzo, con cui la missione archeologica collabora dall’inizio delle esplorazioni, si è voluta sviluppare la sperimentazione scientifica del mulsum, perché divenisse un tramite per avvicinare il pubblico alla realtà del sito, e per suscitare, attraverso l’assaggio, sensazioni inedite ed evocative.

L’esperienza è complessa e coinvolge numerosi enti, sia privati che pubblici. Come siete riusciti a realizzarla?

L’operazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra i docenti dell’Ateneo torinese, il Sindaco e il vicesindaco di Costigliole, dott.ssa Milva Rinaudo e sig. Livio Allisiardi, insieme ad alcuni produttori di vino locali. A partire dal 2008, l’assaggio è già stato proposto nel corso di numerosi eventi di divulgazione e promozione del sito di Costigliole, organizzati dai soggetti coinvolti nell’impresa, ed ha sempre suscitato curiosità, meraviglia e apprezzamento!

 

L’importante esperienza di sinergia tra enti locali e istituzioni scientifiche che ha avuto luogo nel comune di Costigliole Saluzzo continua tuttora, riportando ogni anno interessanti novità sotto tutti gli aspetti: durante la primavera del 2014 il desiderio della delegazione albese del FAI è di vederla narrata in quel di Alba direttamente dalla bocca dei protagonisti, all’interno di un’occasione che permetta un adeguato approfondimento, per il piacere di appassionati e addetti ai lavori