Quattro domande a… Martina Aleksandrovska

Rivolgiamo qualche domanda a Martina Aleksandrovska, giovane poetessa e insegnante di Hatha e Vinyasa Yoga, per conoscere meglio l’istruttrice che condurrà le sessioni di yoga e letture all’Oasi dei Canapali, nelle date degli eventi dell’Oasi dello Spirito (la prima è domenica 8 giugno).

Iniziamo, Martina vuoi presentarti e dire qualcosa di te?

mi chiamo Martina e insegno Hatha e Vinyasa Yoga. “Insegno” è un termine che non amo molto utilizzare considerando che lo Yoga è una disciplina così immensa e ci guida verso un viaggio così introspettivo nel quale, inevitabilmente, siamo sempre un po’ tutti principianti, in quanto, la scoperta di noi stessi è un viaggio senza fine perché siamo in continua evoluzione. Preferisco piuttosto dire che diffondo alcuni insegnamenti appresi dai miei maestri affinché ognuno possa un po’ ritrovarsi e prendere consapevolezza del proprio essere. Mi avvicinai al mondo dello Yoga molto casualmente. Mio fratello mi mandò un video online di una decina di minuti. Evidentemente, ha sentito che avevo bisogno proprio di quello in quell’esatto momento, d’altronde, siamo gemelli. Era nel periodo poco prima del Covid ma era, soprattutto, nel periodo di una fase della mia vita di quasi smarrimento della mia identità. Lo Yoga è stato una vera e propria ancora di salvezza, tant’è che, ora, non oso immaginare la mia vita in assenza di questa disciplina.

Come ti sei addentrata nel mondo dello Yoga?

Non è stato semplice, inizialmente, mantenere la costanza perché anche lo Yoga, come tutte le altre attività, richiede sforzo ed energie ma, nonostante la fatica e il sudore, alla fine di ogni pratica avvertivo un senso di leggerezza così piacevole per il mio animo un po’ malinconico che, mi ha portata spontaneamente a voler approfondire questa disciplina, a partecipare a ritiri ed eventi, circondarmi di persone che fanno parte di questo mondo, formarmi, lavorare nei villaggi portando le mie pratiche, fino ad arrivare, poi, in India, dove lo Yoga nasce.
L’India è stata un’esperienza meravigliosa, ma di questo potremmo parlarne, magari, in un altro momento.

L’Oasi dello Spirito è un invito a riconnettersi con la natura attraverso lo Yoga e la sua pratica (o alla sua scoperta, poiché le attività si rivolgono anche a principianti assoluti). Cosa diresti a chi si sta avvicinando, o desidera farlo, a questo mondo?

Spesso mi viene detto: “Vorrei fare Yoga, ma non ho pazienza”, “Mi annoio a stare seduta” oppure “Non sono abbastanza elastico”… Ciò che dico sempre io, è che bisognerebbe eliminare alcuni stereotipi e immergersi nella pratica a cuore aperto. Lo Yoga non è solo stare seduto a gambe incrociate e cantare l’Om per un’ora, ma non è nemmeno “Hanumasana” ovvero, fare la spaccata e, la flessibilità non è un requisito dello Yoga, bensì un beneficio che lo Yoga ci dona con la pratica costante. Non devo necessariamente essere flessibile per praticare, ma più pratico più diventerò flessibile, e non solo a livello fisico, influisce molto anche sul livello mentale.

Istruttrice  di Yoga… ma anche poetessa (alcune info su questo link)? Come si combinano questi aspetti nelle sessioni dell’Oasi dello Spirito? E cosa si devono aspettare i partecipanti?

Tuttavia, il mio scopo non è solo quello di portare dei benefici fisici attraverso alcuni movimenti sul tappetino. Penso che il modo migliore in cui io riesca ad esprimermi sia attraverso la scrittura.
Le mie poesie, però, sono un po’ come i romanzi russi, appesantiscono facendoti sentire vivo attraverso il dolore. Scrivo di getto, ma scrivo solo quando sono triste perché, quando sono felice penso a vivere, anzi, non penso proprio.
Ho avuto qualche collaborazione con una casa editrice ma, ora, sto lavorando sulla mia prima raccolta individuale. Spero presto possa prendere una propria forma. Il titolo: Il rifugio dei pensieri.
Come avrete notato, non amo definirmi in termini precisi, perciò, mi viene anche difficile definirmi “poetessa”. È quasi come se, nel momento in cui lo dichiarassi, cessassi anche di esserlo.
Una cosa, però, è certa. La poesia mi abita, mi vive dentro e, sono sicura che trova spazio in ognuno di noi.

Penso che sia anche per questo motivo che io ami così tanto lo Yoga, che al contrario della poesia, mi alleggerisce e mi fa assaporare il vero senso di spensieratezza quando mi focalizzo al coordinamento tra respiro e movimento, connettendomi così al momento presente, colmando la mia mente.
Quindi, ecco, adopero con lo scopo di unire i due campi (Poesia e Yoga) per portare un po’ di poesia anche nella pratica e lasciare qualche riflessione per praticare anche fuori dal tappettino, durante le attività quotidiane.
I benefici si sedimentano in noi con lentezza, con costanza, ricordandoci di respirare anche nel momento in cui avvertiamo un’emozione di rabbia o di paura, appunto, anche fuori dal tappetino.
Ecco perché la pratica non finisce mai con la pratica.
Ecco perché dico sempre che lo Yoga non è una semplice attività ma, uno stile di vita.

PRESENTAZIONE INTRODUTTIVA DELLA PRATICA

 La pratica che porto è una pratica adatta a tutti.

Inizieremo con una breve visuale introspettiva per portarci al momento presente, continuando con qualche tecnica di respirazione per entrare, poi, nelle “asana” che sono, appunto, le posizioni di Yoga.

Qui la pratica richiederà più energia, chiedo dunque, ad ognuno di voi, di ascoltare il proprio corpo, fermarsi se necessario, respirare e ricominciare con i propri tempi e le proprie forze fino a che non torneremo in una fase meditativa con qualche lettura di riflessione.

Siccome sono convinta che lo Yoga e la poesia siano così clementi da trovare spazio in ognuno di noi, lascerò una scatolina nel prato verde, dove chi desidera, potrà, a sua volta, lasciare in anonimo un pezzettino di carta su cui ci potrà essere una propria poesia, un pensiero, una frase o anche solo una parola che gli risuoni dal cuore. A fine pratica pescheremo tutti un biglietto e, chissà mai, forse le parole che ci stanno cercando troveranno un modo per raggiungerci.

Basta un tappetino e il desiderio di esplorare questo mondo immenso.

Io vi aspetto con tanto amore.

 

Alba Sotterranea e la 93^ Fiera del tartufo bianco d’Alba

Con l’autunno ritorna, immancabile, l’appuntamento albese più atteso dell’anno: la Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba, giunta nel 2023 alla 93^edizione. Un ricco calendario di eventi  culturali, sportivi e artistici le farà poi da corollario. Si moltiplicano anche le possibilità di visita ad Alba Sotterranea, con date di visita straordinarie in tutti i giorni della Fiera. Per info sui tour clicca qui.

Se il futuro ci riserva molte incertezze, la terra: la stessa terra che ci dà grandi vini e grandi prodotti figli della cultura materiale e immateriale che ha reso il territorio di Langhe Monferrato e Roero Patrimonio
dell’Umanità, sarà una delle poche certezze. Questo è il tema della 93ª edizione.

la Presidente dell’Ente Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba  Liliana Allena.

Per nove settimane, Alba e il territorio torneranno ad animarsi attraverso le innumerevoli proposte della Fiera per tutti gli amanti dell’oro bianco delle Langhe: anticipata dalla tradizionale inaugurazione il giorno precedente, l’avvio della 93ª edizione è previsto per sabato 7 ottobre, arrivando fino a domenica 3 dicembre. La Fiera sarà visitabile tutti i weekend il sabato e la domenica, con l’apertura straordinaria di mercoledì 1° novembre.

Alba, come il nome della Città che al Tartufo Bianco ha dato il nome, capofila di un territorio sempre più vocato al turismo internazionale, ma Alba intesa anche come nuovo inizio, come il sole che sorge, in cui sono i giovani a essere protagonisti, l’aurora di un futuro che vede un ritorno alle origini.

Un ruolo centrale avrà l’Intelligenza Artificiale, nuovo tassello di un progresso tecnologico che divide la stessa comunità scientifica. In quest’ottica si rafforza la collaborazione con Microsoft Italia, Alba diventerà infatti un laboratorio nel quale i visitatori potranno sperimentare le applicazioni legate all’Intelligenza Artificiale di nuova generazione, per esplorarne le potenzialità.
Langhe, Monferrato e Roero potranno essere un modello per il futuro e sulle azioni da compiere per preservare la “Madre Terra”?

Pensando quindi al tema della sostenibilità, declinata sui tre assi ambientale, sociale ed economico, venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 novembre tornerà il ciclo di incontri “Sostenibilità incrociate”. Si comincia il 3 novembre con la giornata “E così vorresti fare lo chef?”, interamente curata dal narratore gastronomico Paolo Vizzari, e dedicata ai giovani degli istituti alberghieri del territorio e  nazionali. A seguire, calcheranno il palco del Teatro Sociale “G. Busca” di Alba, dialogando tra loro, personaggi del mondo dell’alta finanza, dell’innovazione digitale, dell’alta moda, dell’arte, della musica, del design e della cultura e, ovviamente, della cucina d’autore.

Cuore della Fiera rimarrà il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, unitamente alla rassegna Albaqualità, all’interno del Cortile della Maddalena, visitabili tutti i weekend il sabato e la  domenica, con l’apertura straordinaria di mercoledì 1° novembre. Sarà il luogo in cui poter acquistare magnifici esemplari di Tuber magnatum Pico, accuratamente selezionati dai giudici di Analisi Sensoriale del Tartufo, formati dal Centro Nazionale Studi Tartufo, a garanzia dell’altissima qualità dei prodotti proposti con un sistema di certificazione a norma ISO per gli esemplari di peso superiore ai 50 grammi, per i quali da quest’anno sarà possibile una doppia verifica attraverso la garanzia fornita dalla blockchain.

A impreziosire il tutto, i Cooking Show all’interno della Sala Beppe Fenoglio, accompagnati dalle “Alte Bollicine Piemontesi” del Consorzio Alta Langa e dall’entrée di benvenuto del Consorzio di Promozione e Tutela del Prosciutto Crudo di Cuneo DOP. Per accogliere, nel consueto clima di raffinata famigliarità, le creazioni gourmet nate dall’estro sapiente di grandi firme della cucina nazionale e internazionale; i seminari di Analisi Sensoriale del Tartufo, un’esperienza immersiva che consente di conoscere in modo semplice, ma profondo, le caratteristiche del tartufo; e le Wine Tasting Experience dedicate ai grandi vini di Langhe, Monferrato e Roero.

Sono confermati anche i format vincenti delle Cene insolite, che vedranno riproporsi il riuscito connubio tra scenari di pregio e chef stellati (oltre al Teatro Sociale di Alba, il calendario prevede tappe presso l’Hotellerie de Mascognaz, villaggio di origine Walser ai piedi del Monte Rosa) e dei Laboratori del Gusto allestiti presso la Sala Beppe Fenoglio, con tantissime proposte.

Negli anni è divenuto sempre più forte il legame tra l’UNESCO e queste terre, con la loro cultura enogastronomica che nel Tartufo Bianco d’Alba ha il suo principale alfiere. E, con lo spostamento del focus dal prodotto al suo utilizzo nell’alta gastronomia, la Fiera internazionale del Tartufo Bianco d’Alba quest’anno supporta e sosterrà con diverse iniziative la candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio immateriale dell’Umanità UNESCO.

Guardando invece alle Creative Cities UNESCO italiane per la gastronomia – Alba, Bergamo e Parma – si rafforzerà quest’anno il sodalizio nato nel 2021, con la costituzione del Distretto della Citta Creative UNESCO, il cui intento è quello di avviare un percorso di politiche comuni di valorizzazione e di promozione dei territori. Dopo Bergamo, nel 2022, e in attesa di Parma il prossimo anno, il 2023 vedrà protagonista Alba, nel weekend di sabato 4 e domenica 5 novembre: nella centrale piazza Risorgimento saranno presentate al pubblico nazionale e internazionale le eccellenze gastronomiche che caratterizzano i rispettivi territori e sarà promosso il pacchetto turistico congiunto in abbinamento ad approfondimenti tematici e degustazioni.

Si rinnova la collaborazione con la Strada del Barolo e grandi vini di Langa e la partnership con i grandi vini internazionali: dopo lo Champagne del 2021 e la Borgogna del 2022, quest’anno  faranno il loro debutto in Fiera i vini della California e Napa Valley, con un weekend – quello del 25 e 26 novembre – all’insegna di eventi e cene che valorizzeranno il connubio tra i grandi rossi californiani e il prezioso bianco albese. A proposito di grandi rossi, venerdì 27 ottobre si replica, presso il Castello di Grinzane Cavour, con
collegamenti internazionali, l’Asta “Barolo en primeur”, appuntamento all’insegna della solidarietà in cui saranno battute le barrique prodotte dalla Vigna “Cascina Gustava”, oltre ai prestigiosi vini di più di 95 cantine raccolti entro i lotti comunali. Novità di questa edizione è la settimana di Barolo en primeur Exclusive Tasting (dal 20 al 27 ottobre) in cui le cantine aderenti all’iniziativa apriranno le porte per degustazioni esclusive en primeur di Barolo e Barbaresco 2022, battuti all’asta il 27 ottobre.

Come da tradizione di successo, ad anticipare le nove settimane di Fiera, ecco il Capitolo della Giostra e la Bela Trifolera in calendario sabato 16 settembre. Sabato 23 settembre verrà presentato il Drappo del Palio 2023. In serata, l’Investitura del Podestà. Sabato 30 settembre e domenica 1° ottobre la Città di Alba l’appuntamento è con il Weekend del Folclore, con la Rievocazione storica in costume e il Palio degli Asini, oltre alle attività proposte dalla Giostra delle Cento Torri. Due settimane dopo, nel weekend del 14 e 15 ottobre, ecco nelle piazze del centro storico cittadino il Baccanale dei Borghi, con la cucina degli storici rioni albesi a soddisfare il palato delle migliaia di gourmet in arrivo per rivivere le atmosfere medievali che caratterizzeranno il centro storico cittadino. Domenica 22 ottobre si chiuderanno gli appuntamenti con il folclore, che culmineranno nel tradizionale Festival della Bandiera, organizzato dal Gruppo Sbandieratori e Musici della Città di Alba.

Il Truffle Hub di Roddi si riconferma centrale anche in questa 93ª edizione, ospitando cene, eventi e corsi di
cucina. All’interno del Castello, in una delle più belle scuole di cucina italiane, attraverso corsi teorico-pratici di cucina. Saranno protagonisti i partecipanti, sempre coinvolti in prima persona, che avranno la possibilità di degustare ciò che si prepara, accompagnato da un calice di vino, ricevendo in omaggio il materiale didattico con la ricetta e il grembiule.

Tradizione ormai consolidata è quella della celebrazione del Tuber Primae Noctis, il Capodanno del Tartufo,
che sarà l’occasione per brindare alla prima notte dell’anno in cui si dà l’avvio alla cerca per i trifulau. Nella notte tra il 20 e il 21 settembre, allo scoccare della mezzanotte il Castello di Monticello d’Alba sarà teatro di un evento di rilevanza mondiale in cui verrà raccontata al mondo intero l’apertura della cerca.

Domenica 12 novembre, in collegamento con il Castello di Grinzane Cavour ci saranno Francoforte, Hong Kong, Singapore, Seoul e Vienna che si contenderanno, rilancio dopo rilancio, i lotti più prestigiosi di selezionati esemplari di Tuber magnatum Pico, nel corso della XXIV Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba. È nell’ambito di questa manifestazione che si riuniscono alla perfezione la promozione delle eccellenze del territorio e l’esercizio della solidarietà a favore di importanti cause benefiche, con oltre 6 milioni e 300mila euro raccolti dal 1999 a oggi. A scandire il calendario della Fiera, anche il “Tartufo Reale”, il riconoscimento che Reale Mutua consegna ogni anno al miglior tartufo cavato dalle colline di Langhe, Roero e Monferrato.

 

Inoltre un ricco calendario di eventi culturali, sportivi e artistici farà poi da corollario alla 93ª edizione della Fiera. E infine, come dicevamo all’inizio, anche Alba Sotterranea, in tutti i giorni della Fiera, prevede visite straordinarie con un archeologo professionista.

Agenda della Disabilità

Le nostre azioni giorno per giorno. Un impegno per l’inclusione che si intende riconoscere attraverso l’Agenda della Disabilità. Un modo per dire: noi ci siamo!

A giugno 2023 la nostra associazione. Ambiente & Cultura – Alba Sotterranea, ha aderito alla prima Agenda italiana della disabilità, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino.

La prima Agenda italiana della disabilità, promossa da Fondazione CRT e Consulta per le Persone in Difficoltà è  un modello di inclusione partecipato, frutto di un lungo percorso di ascolto e co-progettazione iniziato nel 2021 e durato circa un anno, con il coinvolgimento di circa 300 soggetti, tra organizzazioni non profit e “portavoce” della società civile.

Il documento, che guarda alla disabilità come opportunità e risorsa, raccoglie la sfida del “Leave no one behind” dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo sostenibile, ed è coerente con gli obiettivi della Strategia europea per i diritti delle persone con disabilità.

L’Agenda è stata presentata il 3 dicembre 2021 con un convegno alle OGR di Torino nell’ambito della Giornata Internazionale per la Disabilità. Nel 2022 è diventata ufficialmente il luogo in cui vengono raccolti i progetti più innovativi attualmente prodotti rispetto al tema delle disabilità e delle fragilità.

L’Agenda è costruita attorno a sei temi strategici: abitare sociale, sostenere le famiglie, vivere il territorio, lavorare per crescere, imparare dentro e fuori la scuola, curare e curarsi. Sulla base di questi goal sono state definite le linee d’azione concrete per migliorare l’inclusione delle persone con disabilità, che sono oltre 3 milioni in Italia (il 5,14% della popolazione), di cui circa 225.000 in Piemonte e Valle d’Aosta (Dati Istat 2019).

Di questi sei temi, noi abbiamo aderito a: abitare sociale, vivere il territorio e imparare dentro e fuori la scuola!

L’abitare sociale è un ripensamento del territorio e della comunità in cui viviamo. Noi siamo sempre abitanti: lo siamo in casa, a scuola, al lavoro, in strada, in piazza. La finalità del garantire un dignitoso abitare per le persone con disabilità, per le persone anziane, significa creare le condizioni per assicurare la possibilità di avere rapporti con il vicinato, con la comunità, con il territorio. Eliminare non solo le barriere architettoniche ma porre i presupposti perché ci sia sostegno e non impedimento al benessere ambientale.

 

La parola territorio assume molti e differenti significati a seconda del contesto in cui la troviamo.Può indicare il rapporto tra l’uomo e il suo ambiente, può delimitare lo spazio entro il quale sono valide ed efficaci delle norme giuridiche, oppure spazi dove si favorisce l’apprendimento, il senso di appartenenza. Perché un territorio progredisca deve essere vissuto come bene comune, come opportunità, come accoglienza, luogo di relazioni qualificanti, accesso alle risorse culturali e del tempo libero ma anche dell’impegno civile e di volontariato.

 

 

La scuola è senza dubbio un contesto che, se ben strutturato, può divenire prezioso strumento per l’inclusione di alunne e alunni con disabilità. Organizzare un sistema verticale e orizzontale di collaborazioni, di condivisione, capace di rivolgersi ai bambini e alle bambine, ai ragazzi e alle loro famiglie, pensandoli non solo come destinatari dei servizi, ma come protagonisti dell’offerta formativa significa raggiungere risultati importanti oltre le normative e le azioni finalizzate all’inclusività.

 

 

 

Per tutte le informazioni e per approfondire visita il sito agendadelladisabilita.it.

Proteggere Insieme per il terremoto in Turchia e Siria

Ambiente & Cultura – Alba Sotterranea riprende e rilancia l’avviso di PROTEGGERE INSIEME per l’emergenza umanitaria in corso in Turchia e Siria.

Dopo l’impegno per le popolazioni colpite dalla guerra in Ucraina, riprende l’attività di Proteggere Insieme per una nuova missione umanitaria: sostenere le popolazioni colpite dal devastante terremoto dello scorso 6 febbraio. Come organizzazione umanitaria ha infatti deciso di mettersi in campo per aiutare concretamente in questa chiamata di grande solidarietà umana, coordinando una raccolta di beni alimentari a lunga conservazione, beni per l’igiene della persona, disinfettanti, abiti in ottimo stato di conservazione, avendo contattato organizzazioni che operano in Turchia e Siria e anche con la collaborazione del Sermig di Torino.

La consegna dei materiali è presso il magazzino di Proteggere Insieme ad Alba (CN) in corso Bra, piazzale Vitale Robaldo (area del centro collaudi).

Per maggiori informazioni clicca qui.

Per i contatti di PROTEGGERE INSIEME clicca qui

 

I Paesaggi vitivinicoli di LRM a Robben Island per i 50 anni della Convenzione UNESCO

Il Direttore  del sito UNESCO  dei paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato Roberto Cerrato  ha partecipato ai lavori dell’incontro tenutosi in Sudafrica dal 25 al 28 maggio 2022 e organizzato a Robben Island, in Sudafrica, in occasione della commemorazione del cinquantesimo anniversario della Convenzione del Patrimonio Mondiale in Africa, organizzato dall’African Heritage Fund, ICCROM, il Centro del Patrimonio Mondiale e il Museo di Robben Island.

L’evento  prevedeva  un incontro di trenta esperti del patrimonio, giovani leader e ufficiali del governo e del patrimonio africano e italiano al fine di discutere e scambiare esperienze e prospettive del Patrimonio Mondiale in Africa.

L’incontro è stato un’opportunità importante di condivisione delle migliori pratiche che negli otto anni di gestione, dall’iscrizione ad oggi, hanno caratterizzato il sito UNESCO dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.

Robben Island è iscritta nella lista del Patrimonio Mondiale dal 1999 come simbolo del trionfo dello spirito umano, della libertà e della democrazia sull’oppressione e il razzismo. L’isola dal 17mo al 20mo secolo fu utilizzata come carcere, ospedale per persone non accettate dalla società e poi come carcere di massima sicurezza per i prigionieri politici (Nelson Mandela vi fu incarcerato per molti anni), fino alla fine degli anni ’90 quando in Sud Africa cessò il regime di Apartheid.

Per maggiori informazioni sull’evento “World Heritage in Africa: looking back…mooving ahead”

Immagini ed emozioni in uno scatto

ALBA –  Chiesa di San Giuseppe, Piazzetta san Giovanni Paolo II, dal 23 aprile al 24 maggio 2022

 

Yaroslava Klym, nasce in Ucraina nel 2002 in un piccolo paese di campagna nella regione di Ternopil. Fin da piccola appassionata di fotografia, complice anche un clima familiare a stretto contatto con la natura, comincia ad avvicinarsi alla fotografia di paesaggio a soli 10 anni.

Osserva l’avvicendarsi delle stagioni e l’incessante lavoro dell’uomo e degli animali nei campi, frutto di una tradizione secolare fortemente radicata.

Con il passare del tempo approfondisce la ricerca dei dettagli più nascosti nella realtà che ritrae. Il suo stile fotografico fatto di chiaroscuri con giochi di ombre e colori, evoca emozioni in grado di far emergere un lato delle cose profondo e sconosciuto ai più.

 

Per scaricare la locandina completa in formato pdf clicca qui.

 

Proteggere insieme per l’Ucraina

 Se dire NO ALLA GUERRA è importante, fare qualcosa di concreto per le persone colpite da questa calamità è ancor più necessario. L’associazione Proteggere insieme lancia una raccolta urgente per rispondere alle enormi necessità del popolo ucraino.

Ambiente & Cultura – Alba Sotterranea riprende e rilancia l’avviso di PROTEGGERE INSIEME per l’emergenza umanitaria in corso in Ucraina.

Dopo la conclusione della prima missione umanitaria, con la consegna all’HUB 10, ultimo presidio in Polonia prima dell’Ucraina. dei materiali raccolti (soprattutto farmaci, prodotti per bambini, indumenti termici e alimenti non deperibili)) e il rientro oggi in Italia, portando con sé donne e bambini in fuga della guerra, continua l’impegno dei volontari dell’organizzazione di protezione civile a cui ci lega la comune sede nella chiesa di San Giuseppe ad Alba.

Si riporta sotto l’elenco di farmaci urgenti, la seconda missione è in preparazione.

La consegna è presso il magazzino di Proteggere Insieme ad Alba (CN) in corso Bra, piazzale V. Robaldo ( area del centro collaudi).

Per maggiori informazioni clicca qui

Per i contatti di PROTEGGERE INSIEME clicca qui

L’iniziativa si svolge in sinergia con l’associazione giovanile albese FUTUR ALBA, le associazioni affiliate della rete nazionale,  in particolare i gruppi di Acqui Terme e Busto Arsizio, le istituzioni cittadine e la Diocesi di Alba

 

 

4 domande a… Angelo Proglio. 40 anni dedicati alla propria passione, tra diorami religiosi e paesaggi UNESCO

Il centro culturale della chiesa di San Giuseppe è da sempre attivo in campo culturale ed artistico: ha ospitato numerose mostre ed eventi, ed è in quest’ambito che s’inseriscono la tradizionale mostra dei presepi tra dicembre e gennaio e una nuova installazione permanente  dedicata ai paesaggi vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato, patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2014.

L’installazione, un grande plastico che riassume le componenti essenziali del sito UNESCO è stata creata da Angelo Proglio, ed è visibile da dicembre 2019 nel coro della chiesa di San Giuseppe ad Alba, ove era già visibile una serie di splendidi diorama dello stesso autore, dedicata alle scene della vita di Gesù. Insieme compongono il Coro dei Diorami, una delle tante sorprese di questa splendida chiesa barocca, recuperata dal degrado che l’aveva devastata fino agli anni Novanta

L’artista albese,  già autore dei diorami riguardanti la vita di Gesù che sono esposti nel coro del presbiterio della chiesa, si è reso disponibile per una breve intervista

Angelo, innanzitutto vorrei che ci parlassi di com’è nata questa passione.

Quella per i presepi è una passione radicata da tempo: mi sono interessato a quest’ambito circa quarant’anni fa, e da allora mi sono occupato soprattutto di presepi; circa dieci anni fa ho iniziato a lavorare sui diorami esposti in chiesa, i quali mi hanno tenuto impegnato per circa sei anni.

Com’è nata invece l’idea di allestire questa installazione riguardante un paesaggio UNESCO?

Il tutto nasce da un’iniziativa individuale: l’idea di base ha origine dalle generazioni di viticoltori che con il sudore della fronte hanno modellato il paesaggio collinare, ed infatti è a loro che dedico il mio lavoro.

Parliamo di tempistica: quanto tempo richiede un’opera come questa?

Come ho già detto prima, quello dei diorami è stato un lavoro molto impegnativo, che ha richiesto sei anni; quest’opera, la cui estensione è di circa 3 metri per 4, ha invece occupato gli ultimi 3 anni, con un lavoro di 6-7 ore giornaliere.

A questo punto le chiederei una piccola anticipazione: cosa potremo vedere?

Come già detto, l’allestimento riguarda le Langhe, patrimonio dell’UNESCO, e dunque si potranno ammirare alcuni paesaggi vitivinicoli unitamente a bellezze storiche del panorama langarolo.

Angelo ha voluto concludere ringraziando Roberto Cerrato, presidente del Centro Culturale San Giuseppe e direttore del sito UNESCO dei paesaggi vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato per aver messo a disposizione gli spazi per l’allestimento.

 

 

Intervista a Renzo Coral, associazione Proteggere Insieme

Renzo Coral ( a sinistra) insieme a Roberto Cerrato, presidente di Proteggere insieme Onlus

In relazione alla visita guidata Aperti per lavori, abbiamo realizzato questa intervista a Renzo Coral, il responsabile operativo nazionale attività Beni Culturali dell’associazione Proteggere Insieme onlus, che ci illustrerà le attività svolte da questa associazione che, come scoprirete, è estremamente attiva, non solo in questo territorio.

I volontari di Proteggere Insieme

Da dove nasce l’idea della creazione di questa associazione?

L’associazione nasce ufficialmente il 5 dicembre 1995, a seguito dell’alluvione che colpì il nostro territorio nel novembre 1994. Ha partecipato fin dalla sua costituzione a tutte principali emergenze di protezione civile non solo locali, ma su tutto il territorio nazionale.

Sappiamo che negli anni successivi avete ricevuto importanti riconoscimenti e che avete molti progetti per il futuro: ci può illustrare al meglio questi aspetti?

Nel 2006 l’associazione ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, la Medaglia del Presidente per le attività e l’impegno profuso a favore del Paese, anche per le numerose attività di sensibilizzazione sulle tematiche della protezione civile organizzate alla popolazione.
Nel 2009, dopo ormai quattordici anni di attività, viene costituito il primo Nucleo provinciale dei volontari di Protezione Civile per la tutela e salvaguardia dei Beni Culturali, con un primo gruppo di 40 volontari che vengono abilitati ai moduli formativi costituendo squadre apposite e specializzate in tali attività.  Nel 2010, l’allora Capo del dipartimento di protezione Civile Prefetto Franco Gabrielli, in visita alla struttura di Proteggere insieme, invita il presidente Roberto Cerrato a operare per sviluppare una coscienza nazionale sul tema dei beni culturali, anche dopo l’esperienza del terremoto avvenuto a l’Aquila nel 2009.

Parte così un progetto complessivo di formazione e di sensibilizzazione che, dopo cinque anni di incubazione, ha portato l’iscrizione di Proteggere Insieme Onlus nell’Elenco Centrale delle Organizzazioni nazionali di Protezione Civile, con la specifica nella tutela e nella salvaguardia dei beni culturali (Decreto del 25 giugno 201

Foto Roberto Settonce – LaPressecronaca30 10 2016 NorciaNuovo sisma in centro Italia: il crollo della cattedrale di Norcia Nella Foto le macerie della cattedralePhoto Roberto Settonce – LaPressenews30 10 2016 Norcia – Italy earthquake Norcia Church of Norcia

5). Pertanto una spinta positiva che permetterà di coinvolgere nuovi gruppi ed associazioni ad affiliarsi  in forma organizzata ed ufficiale, come unico soggetto a livello nazionale abilitato ad interventi in questo campo così delicato.

In relazione al terremoto che ha sconvolto l’Italia centrale, in che cosa si è concretizzata la vostra attività?

Dal 2015 l’associazione è iscritta nel Registro Nazionale del Dipartimento di Protezione Civile quale Associazione specialistica per la Tutela e Salvaguardia Patrimonio Culturale. In tale veste ha operato in Centro Italia nelle zone di Amatrice, Cascia e Norcia in stretta collaborazione con le competenti Sovrintendenza, i Vigili del Fuoco ed il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri per il recupero delle opere d’arte danneggiate dai terremoti di agosto e ottobre 2016. L’attività delle nostre squadre ha permesso di mettere in sicurezza per il futuro restauro circa 3500 opere attualmente allocate presso il deposito di Santo Chiodo a Spoleto (PG)”

Che cosa custodisce il deposito di Santo Chiodo?

Gli addetti al lavoro presso le zone terremotate

Il Deposito di Santo Chiodo a Spoleto custodisce pale d’altare, statue in marmo, in legno, in terracotta, crocifissi, paramenti liturgici, tessuti, arredi sacri, oggetti da cerimonia, colonne, campane, porzioni di affreschi, frammenti di chiese parzialmente o completamente distrutte dalle scosse che hanno colpito il centro Italia tra l’estate e l’autunno del 2016. A prendersene cura è un team di storici dell’arte, architetti, archeologi, restauratori, funzionari ministeriali impegnato in un’attività delicata: accogliere le opere al loro arrivo, verificare lo stato, smistarle nei vari reparti del Deposito (oppure inviarle ai centri di restauro) e quindi censirle tramite schedatura e catalogazione.

L’iter che ha portato alla costruzione del Deposito di Santo Chiodo prese avvio a seguito del disastroso terremoto del 1997 e terminò nel 2008: nove anni per consegnare al paese una struttura moderna ed efficiente, unica in tutto il territorio nazionale, che ha dato la prima prova della sua sollecitudine in occasione del devastante sisma del Centro Italia, trasformandosi in una specie di ospedale per le opere d’arte, oltre che di ricovero per quelle rimaste senza una casa.

Tornando ad Alba e al Piemonte, state portando avanti altre attività?

Al momento la nostra Associazione collabora con la Curia di Alba per attività connesse al patrimonio immobiliare ed è in corso di definizione un accordo con il Comune di Torino per un cantiere di pulizia di alcune statue site presso il Palazzo Civico del capoluogo.

Se vi interessa approfondire il tema dell’alluvione,

dai un’occhiata a questo corso!

Il cantiere nella chiesa di San Giuseppe e l’intervista alla dott.ssa Canova

Per venerdì 20 e sabato 21  settembre 2019 presso la chiesa di San Giuseppe di Alba è previsto un cantiere per una prima fase di lavori interni, durante i quali i visitatori potranno interagire con i tecnici all’opera. La chiesa infatti non chiuderà le porte ma osserverà il normale orario di apertura (venerdì dalle 14.30 alle 18.00, sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.30)

Chiesa di San Giuseppe

Per saperne di più abbiamo intervistato la dottoressa Ivonne Canova, restauratrice savonese volontaria della Protezione Civile e Coordinatrice nazionale dei restauratori dei gruppi affiliati, che – con l’aiuto del dott. Renzo Coral che seguirà i lavori – presterà a titolo di volontariato la propria professionalità per questi interventi con Proteggere Insieme O.N.L.U.S., con cui collabora dal 2015.

Di quali operazioni si tratta?

I lavori che interesseranno il cantiere saranno esclusivamente di tipo conservativo e si prevedono tre interventi su:

  • Il Crocifisso ligneo della Cappella del Crocifisso (la prima a destra)
  • L’altare in legno della Cappella dei Santi Pietro e Paolo (la seconda a destra)
  • L’altare in legno della Cappella dell’Angelo custode (la seconda a sinistra)

Per l’esecuzione di questi lavori verranno montati dei ponteggi e/o trabattelli (più probabilmente

Cappella del Crocifisso, chiesa di San Giuseppe

un ponteggio per l’intervento sul Crocifisso ligneo e dei trabattelli per i due altari in legno dorati lavorati).

Le operazioni conservative consisteranno prevalentemente in attività di pulitura: verrà effettuata una pulitura leggera con pennelli morbidi per eliminare la polvere che col tempo si deposita sulle opere. Durante queste procedure, se si rivelerà necessario, si provvederà anche alla eventuale messa in sicurezza di agganci e/o di ancoraggi delle opere.

Se si riscontrasse la necessità di effettuare ulteriori lavori sarà necessario redigere una relazione da far pervenire alla Soprintendenza, che stabilirà poi come procedere.

Lei ha già svolto in passato interventi di restauro o manutenzione all’interno della chiesa di San Giuseppe?

Sì, ho partecipato in anni recenti a lavori di manutenzione all’interno della chiesa, ma non sono intervenuta sulle murature perché negli anni del recupero della chiesa di S. Giuseppe non collaboravo ancora con Proteggere Insieme.

Quali sono le operazioni da lei svolte?

Io sono intervenuta, in momenti diversi, su due fronti:

  • L’altare in stucco, che presentava gli angoli sbeccati, è stato oggetto di manutenzione due anni fa per consentire una corretta lettura d’insieme
  • La voltina della Cappella dei Santi Pietro e Paolo, danneggiata dalle infiltrazioni d’acqua a seguito della caduta di alcune tegole del tetto causato dal maltempo, è stata salvata un anno e mezzo fa dalle infiltrazioni saline che stavano sollevando la pellicola pittorica con l’asportazione dei sali e la stesura di un preparato per consolidare la pellicola pittorica stessa

Altare della chiesa di San Giuseppe