Il Gruppo Astrofili Monferrini: stelle & fotografia digitale

La storia del Gruppo Astrofili inizia più di 20 anni fa, nel 1993, grazie alla volontà di quattro amici con la passione per il cielo e la voglia di condividerlo con il pubblico. Quello che ci spingeva (e che tuttora ci spinge) è infatti la voglia di fare divulgazione  e di rendere alla portata di tutti la meraviglia del cielo stellato.
Per comprendere la forza di questo nostro desiderio basti pensare che oggi abbiamo paradossalmente più occasioni di osservare in pubblico che di farlo tra di noi. La vita “diurna” è infatti spesso incompatibile con la possibilità di passare la notte svegli col naso all’insù!
Mi ricordo ancora molto bene quando attorno ai miei 10 anni riconobbi per la prima volta nel cielo la costellazione dell’Orsa Maggiore; allora abitavo nella seconda cintura di Torino appena fuori dal pesante inquinamento luminoso della città. È stata una sensazione stranissima: ebbi l’emozione di riconoscere dal vivo per la prima volta qualcosa sino ad allora visto solo in foto e sui libri; rimasi come folgorato, comprendendo in un attimola mia posizione nell’Universo… Come in un film, una velocissima zoomata all’indietro mi fece girare la testa. È proprio il genere di emozioni che mi piace poter far provare a chi per la prima volta accosta gli occhi al telescopio o li rivolge al cielo comprendendo quello che osserva. Per questa ragione il nostro obiettivo è stato quello delle scuole, prima le medie, per arrivare poi a quelle di ogni ordine e grado.
Anche la strumentazione sì è evoluta col tempo, e oggi siamo in grado di fare cose che all’inizio erano appannaggio solo dei professionisti e forse nemmeno…In quegli anni in cui l’elettronica cominciava appena a comparire nel mondo della fotografia, e in cui nelle serate si proiettavano diapositive, il nostro sogno era quello di acquistare una camera elettonica con cui realizzare delle immagini dettagliate degli oggetti del profondo cielo da poter mostrare al pubblico con il computer. Molta strada è stata fatta da allora e oggi abbiamo all’attivo anhe l’organizzazione di diversi corsi di fotografia digitale astronomica. È bello osservare al telscopio, ma quando si può portare a case una cartolina dal cosmo scattata da noi stessi è una bella soddisfazione!
Per quanto riguarda gli eventi salienti del 2015 quello principale è sicuramente l’ eclissi di sole del 20 marzo, che seguiremo da Alba.
Dopo aver appena organizzato una serata dedicata al pianeta Giove che resterà ancora alto nel cielo per diverse settimane sorgendo però sempre più tardi, saremo nuovamente a Celle Enomondo il 22 maggio per una passeggiata dall’imbrunire sino al calar della notte; in questa occasione con varie soste impareremo a muoverci nel cielo man mano che le stelle diventeranno sempre più numerose, per poi approdare

Saturno e i suoi anelli

Saturno e i suoi anelli

all’arrivo ai piedi del…Signore degli Anelli! In quelle sere sarà infatti protagonista Saturno ben visibile a Sud nel cielo di metà notte.
Appuntamento da non perdere anche quello con le Perseidi, le lacrime di S.Lorenzo, quest’anno con un massimo di attività tra il 12 e il 13 di agosto e con la Luna nuova che non disturberà l’osservazione delle deboli meteore.
Un’altra eclisse avverrà poi a settembre il giorno 28 attorno alle 4 e mezza del mattino quando la nostra luna si colorerà di rosso cupo nascondendosi nell’ombra della Terra

Ma al di là degli appuntamenti clou che il cielo ci mostrerà quest’anno, sarà bello poter vedere il cielo mutare con il trascorrere delle stagioni; passeremo dalla Primavera che è la stagione delle galassie lontane miliardi di anni luce ed in cui il super ammasso della Vergine è alto nel cielo, per arrivare all’Estate che è la stagione in cui il cielo è dominato dalla parte centrale della nostra Galassia, la Via Lattea;  il cielo saluterà l’arrivo dell’autunno con la grande galassia di Andromeda, quella a noi più vicina, e dai pianeti Urano e Nettuno, per poi chiudere il ciclo con l’inverno dominato dalla costellazione di Orione e da alcune delle stelle più luminose e vicine al nostro Sole.

la galassia di Andromeda

la galassia di Andromeda

In definitiva in ogni momento dell’anno c’è qualcosa di meraviglioso da osservare, sia che si possegga un telescopio un binocolo o i nostri semplici occhi!

Inutile dire che noi saremo sempre qui, pronti a guidarvi…

Culturalmente abili?

Dopo mesi di lavoro da parte dello staff, Ambiente & Cultura ha partecipato al bandoculturability – spazi d’innovazione sociale, promosso dalla fondazione Unipolis, attraverso il progetto “Il giardino della città sepolta”.

280520141067

Particolare dell’affresco della Villa di Livia a Roma

Il nostro rappresenta solamente uno dei 999 progetti presentati da operatori o attori under 35 provenienti da tutta Italia: questo numero è fortemente rappresentativo della vitalità e del fermento che contraddistinguono il settore economico della cultura e della creatività nel nostro Paese.

C’è tanta voglia di fare!

La rigenerazione urbana, la valorizzazione del passato romano, preistorico e del patrimonio naturale della città sono le aree nelle quali il nostro progetto eventualmente interverrà.

Infatti, il progetto si pone l’obiettivo di riqualificare uno spazio verde urbano poco utilizzato attiguo alla scuola media Vida-Pertini di Alba, nelle vicinanze di un importante sito archeologico (il Complesso delle Antiche Mura). Esso rientra nel quadro di un più ampio intervento volto al recupero del sito che vede coinvolti il Comune di Alba e il museo civico archeologico e di scienze naturali “Federico Eusebio”: cominciato nell’estate del 2014 e in via di conclusione per quel che riguarda il restauro e l’allestimento degli interni, godendo dell’indispensabile sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. L’azione si va ad armonizzare in un ben più vasto quadro di iniziative orchestrate che hanno come fulcro l’importante sito archeologico.

tappa 22

Come potremmo riqualificare questo spazio?

Attraverso la creazione di un “giardino archeologico – aula verde”: un’area outdoor in cui saranno allestite ricostruzioni di archeologia sperimentale e spazi per la didattica delle scienze naturali, sede ideale per forme di turismo attivo di qualità o didattica per le scuole di ogni ordine e grado.
L’obiettivo sarà raggiunto tramite la creazione di un centro di archeologia sperimentale che provvederà all’organizzazione dell’area, alla realizzazione delle riproduzioni e alla dotazione della pannelistica.

 

Inoltre il progetto prevede il coinvolgimento dell’associazione cultural 3P e del centro diurno per disabili cittadino sia per la creazione di una linea di merchandising dedicata (oggettistica fatta a mano ispirata a riproduzioni di reperti archeologici o naturalistici locali) sia per la realizzazione dei pannelli.

Cittadini di Alba, turisti e alunni delle nostre scuole saranno i destinatari del nostro intervento: il sito, nel suo nuovo aspetto, sarà inserito nel circuito di visite “Alba Sotterranea. Il passato è sotto ai tuoi piedi!” e nell’offerta didattica “Il museo per la scuola”.

Nella speranza che la nostra partecipazione nel bando possa trasformarsi in una nuova opportunità per la città… L’associazione, attraverso il lavoro dei suoi membri, ha comunque profuso il massimo sforzo per la presentazione di un progetto che possa contribuire a migliorare la vita culturale di Alba.

Vi aggiorneremo!

 

 

La Primavera di Alba… con la A maiuscola!

Il 10 marzo, in una radiosa giornata di sole, nella nuova sala “Beppe Fenoglio” presso il cortile della Maddalena, il Sindaco di Alba Maurizio Marello , l’Assessore alla cultura e al turismo Fabio Tripaldi  e il Presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba Liliana allena hanno presentato la Primavera di Alba.

index

La primavera di Alba

I mesi di marzo, aprile e maggio saranno infatti densi di appuntamenti che, nel loro insieme, animeranno la vita enogastronomica e culturale della città, attirando allo stesso tempo numerosi visitatori.

In primis, torna la grande rassegna nazionale Vinum, nelle giornate del 25, 26 aprile e 1, 2, 3 maggio, durante cui sarà possibile per i partecipanti effettuare una serie di degustazioni di pregiati vini locali in un’atmosfera di grande partecipazione da parte della cittadinanza e degli esercizi commerciali del centro di Alba.

Inoltre, nella serata del 21 marzo tornerà l’Alba Jazz Festival con le note musicali del grande chitarrista newyorkese Peter Bernstein che, dopo anni di carriera, è ormai uno dei capifila del jazz contemporaneo.

Wine for Tasting, i concerti di Bacco & Orfeo e altri appuntamenti di vario genere – dal cinema al teatro, dalla musica ai vini, dai nostri prodotti gastronomici a conferenze di vari specialisti nei più diversi settori – sono solo alcuni degli eventi che animeranno questi mesi.

Chiaramente, per l’occasione, Alba Sotterranea si moltiplica!!!

Ipotesi ricostruttiva di Alba Pompeia (disegno F. Corni)

Ipotesi ricostruttiva di Alba Pompeia (disegno F. Corni)

Numerosi e molti vari saranno i nostri appuntamenti. Ci troverete il 21 e il 22 marzo, il 6 aprile (Pasquetta), il 12, il 18, il 25, il 26 aprile e l’1, 2, 3 maggio. Per tutte le date, gli orari e gli itinerari clicca qui.

Infine, altri eventi sono in programma in museo:

  • Il 20 marzo, dalle 9.00 alle 12.00,l’osservazione in sicurezza dell’imperdibile eclissi di Sole, in compagnia di esperti astrofili e delle loro attrezzature
  • il 29 marzo, dalle ore 15:30, la Bottega del Ceramista e del Ceramografo in compagnia di maestri ceramisti.
  • A seguire, nei mesi di Aprile e Maggio, il corso di ceramica per principianti tenuto dagli stessi esperti
  • i pomeriggi ludico-didattici del Museo dei Piccoli, il 2 e 3 aprile, il 22 e 23 maggio, dalle ore 16:00 alle ore 18:30.
  • Sabato 4 aprile, alle ore 15:30, 17:00 e 21:30 Il Vino degli Antichi, durante cui i partecipanti potranno assaggiare l’Idromele dei Taurini, il Retsina e l’Ippocrasso di Isabella de’ Medici: vini e bevande del nostro passato che deliziano il palato anche oggi!
  • dal 23 maggio, la nuova mostra intitolata “Sulla tavola degli albesi oltre 3000 anni fa, modalità di conservazione e di preparazione del cibo nell’età del Bronzo” i risultati delle più recenti indagini archeologiche.

Ti aspettiamo!

Eclissi 20 marzo 2015: il sole si oscura

Il 20 marzo 2015, in mattinata, anche ad Alba, nel bel mezzo delle colline di Langhe & Roero, sarà possibile osservare un evento che da sempre affascina l’uomo: è prevista infatti un’eclissi solare, un’occasione rarissima per studiare il sole ( la prossima eclissi di sole visibile in italia sarà il 20 giugno 2020)

Alle nostre latitudini  sarà parziale, ma comunque generosa (circa il 65% del disco solare sarà oscurato). La nostra associazione, insieme al museo civico F. Eusebio e il Gruppo Astrofili Monferrini ha organizzato uno speciale evento pubblico per la visione assistita del fenomeno, in compagnia di esperti, con l’ausilio di telescopi con appositi filtri e le dovute precauzioni di sicurezza (nonché la possibilità di foto ricordo dell’evento): per il dettaglio delle info clicca qui

Eclissi solare sarà totale alle latitudini più boreali

Eclissi solare sarà totale alle latitudini più boreali

La luna si frappone tra Terra e sole; getta il suo cono d'ombra sull'Europa, parte dell'Africa e dell'Asia

La luna si frappone tra Terra e sole; getta il suo cono d’ombra sull’Europa, parte dell’Africa e dell’Asia

L’evento inizierà alle ore 9.20, si protrarrà fino alle 11.40, con culmine alle 10.30 circa.

 L’evento sarà osservabile anche dalle nostre zone: un’occasione irripetibile per lasciarsi conquistare dalla meraviglia per la natura.

L’eclissi di questo mese è la 61esima nella serie Saros 120: la prima è avvenuta l’11 agosto 1069, quasi mille anni fa.

Si tratta di una “famiglia” di eventi astronomici in cui ogni evento è separato dal precedente (e successivo, naturalmente) da 6.585,3 giorni, pari a 18 anni, 10 giorni e 8 ore (o 18 anni, 11 giorni e 8 ore, a seconda di quanti anni bisestili cadono nell’intervallo temporale). Proprio le 8 ore in più rispetto al numero intero di giorni di 24 ore che il nostro pianeta impiega nel compiere il suo moto di rivoluzione intorno al sole ( e che recuperiamo ogni 4 anni con l’inserimento in calendario del 366^ giorno) fanno sì che l’evento successivo sia visibile in una zona del pianeta diversa dalla precedente, andandosi a collocare circa 120° più ad ovest (corrispondenti a un terzo di rotazione della Terra, ovvero quanta si compie nel periodo delle 8 ore eccedenti).

Bisognerà aspettare a lungo prima di contemplare un fenomeno celeste analogo, quindi. Per essere precisi la prossima eclissi Saros 120 avverrà  il 30 marzo 2033 e non sarà visibile in talia ( bisognerà mettere in conto un viaggio di qualche migliaia di chilometri per ammirarla).

Sarà dunque un’occasione imperdibile per ammirare il solenne spettacolo delle volte celesti.

Per permettere di passarlo in compagnia di esperti astrofili, con l’ausilio di telescopi e con le dovute protezioni e precauzioni, la nostra associazione insieme al museo Eusebio ha organizzato un’osservazione assistita del fenomeno (venerdì 20 marzo, dalle 9.00 alle 12.00, cortile della Maddalena, via Vittorio Emanuele 19)

Tutte le eclissi che appartengono alla famiglia Saros sono molto simili tra loro, dal momento che la Luna si trova pressappoco nella stessa posizione rispetto al proprio nodo (il punto, cioè, dove l’orbita del nostro satellite interseca quella terrestre) e alla stessa distanza dalla Terra.

Anche gli antichi rimasero stupiti di fronte a questo fenomeno: i Babilonesi hanno meticolosamente annotato ogni volta in cui l’eclissi solare è avvenuta, si racconta che il filosofo greco Talete sia stato il primo a studiare scientificamente questo avvenimento, le maghe tessale conoscevano i riti per provocare le eclissi, in particolar modo quelle lunari.

Eccezionale è il risultato di un’eclissi solare raccontato da Erodoto: il comportamento dei protagonisti ci fa apprezzare appieno quanto i fenomeni astronomici influenzassero la vita degli uomini antichi.

Nel sesto anno ebbe luogo una battaglia in cui accadde l’eclissi; quando il combattimento era ormai iniziato, improvvisamente il

Galileo presenta il telescopio (L. Sabatelli, Museo di storia naturali di Firenze)

Galileo presenta il telescopio (L. Sabatelli, Museo di storia naturali di Firenze)

giorno divenne notte. E questo mutamento del giorno, Talete di Mileto lo aveva predetto agli Ioni fornendo anche l’anno dell’evento. I Lidi e i Medi, tuttavia, quando in pieno giorno si videro sovrastati dalla notte, cessarono il combattimento e furono entrambi molto interessati a fare la pace fra loro. (Storie 1.74)

Impegnati in una lunga guerra, i Medi e i Lidi si affrontano in uno scontro campale quando, improvvisamente, il sole si oscura e la notte prende il posto del giorno: l’ira degli dei si è manifestata, bisogna porvi rimedio. Ed è così che, dopo impegnative battaglie, la pace fra i due popoli fu frettolosamente siglata. L’eclissi solare diventa così un mezzo tramite il quale la voce degli dei si esprime e a cui bisogna dare ascolto.

Esempio di eclissi solare

Esempio di eclissi solare

Questo evento, anche se ormai privo dei significati simbolici di cui un tempo era carico, rimane comunque un fenomeno suggestivo che stimola la nostra fantasia: il 20 marzo sarà una buona occasione per godere dei coinvolgenti moti celesti, ricordandosi sempre di proteggere il proprio sguardo e non assistere ad occhio nudo alla scomparsa del sole.

Ceramica grès porcellana Raku: ecco gli specialisti Roberto di Giorgio e Manuela Incorvaia per La Bottega del Ceramista.

Manuela Incorvaia e Roberto di Giorgio saranno gli specialisti che condurranno i partecipanti durante l’evento del 29 Marzo “La Bottega del Ceramista e del Ceramografo” attraverso un viaggio che li porterà alla scoperta della millenaria storia della lavorazione della ceramica fino alle ceramiche Raku della cerimonia giapponese del te .

Ecco le  loro presentazioni:

Manuela Incorvaia è originaria di Genova ma dal 1995 vive e lavora a Castiglione Tinella (Cn).

Pensieri Alati - di M. Incorvaia

Pensieri Alati – di M. Incorvaia

Le sue opere sono espressione di un approccio personale all’arte caratterizzato da una espressione poetica e ludica. Notevole è stata la sua attività didattica svolta in Istituti d’Arte, Licei Artistici e Accademie di Belle Arti in Alba , Asti, Genova e Torino.

Nel 2001 partecipa su invito della RAI alla trasmissione televisiva “Geo & Geo” condotta da Sveva Sagramola nello spazio dedicato all’Artigianato Artistico.

Ha partecipato a numerose performances, concorsi e manifestazioni di pittura e scultura ottenendo lusinghieri riscontri , come il 2° premio consegnato da Emanuele Luzzati alla “Rassegna gruppi presepiali” dedicata all’artista Piombino di Albissola, vincitrice del concorso “Insieme per vincere” svoltosi a Bardonecchia per le Olimpiadi invernali Torino 2006, nel 2012 vincitrice del 1°premio “Il paese racconta” Vidracco (To).

Ha esposto in diverse mostre personali e collettive fra le quali si ricordano: “Homo faber” Palazzo Andrea Doria-Genova 1993,”Made in Italy” Nizza-Acropolis Francia 1993,”CONcretaMENTE” Fondazione Ferrero Alba (cn),”Artigianato Artistico di ispirazione religiosa tra innovazione e tradizione” Roma da cui l’omonima edizione Il Quadratino Milano 2000,”Matermateriae“L’evento in Arte Bardonecchia (To) 2006, “Antigone” uno sguardo al femminile Grugliasco (To) 2007,”Angeli e demoni” Grugliasco (To) 2010.

 

Genovese di nascita, Roberto Di Giorgio vive e lavora dal 1995 a Castiglione Tinella (Cn).Ha eseguito un corso di formazione professionale

Opera di R.Di Giorgio

Opera di R.Di Giorgio

per ceramisti a Genova e corsi di perfezionamento per tornianti e tecniche grès e porcellana all’inizio degli anni ’80.

Ha partecipato a numerosissime mostre personali e collettive in Italia e all’estero: a Genova, Milano, Lugano(1990)Bologna (1993) Alba(Cn) (1998),Eifel (Germania) 1998,ecc,con lusinghiero apprezzamento di pubblico e critica

Nel suo curriculum figura la partecipazione ai più importanti concorsi nazionali di ceramica tra cui Certaldo (1987 1988 1989) con due premi e una segnalazione.

Nel corso degli anni ha effettuato diverse performances di ceramica raku sotto l’egida degli Assessorati alla Cultura di vari comuni Liguri ed extraregionali.

Hanno parlato di lui numerosi giornali e riviste specializzate nonchè il libro “La forma della vita” di Seveso, “La seduzione delle immagini” Mondadori editore,”Elite d’Arte-Arte Italiana” Edizioni Elite.

Per il ventennale della Fondazione Ferrero di Alba (Cn) si parla di lui nella pubblicazione del libro “Lavorare Creare Donare” di R. Lavarini R. Scramaglia.

Nel 1992 viene pubblicato un articolo su di lui per la rivista australiana “Art and Perception” a cura di Dave Davies.

SAM_7065 SAM_7067 SAM_7118

 

 

 

 

I Longobardi, non solo guerrieri. Barbarissimi tra i barbari.

Re Alboino

Re Alboino

I Longobardi (ossia le “Lunghe Barbe“, a cui deve il suo attuale nome la Langobardia medievale e l’attuale Lombardia), centomila persone – non solo soldati, ma anche donne, vecchi e famiglie –  partite dall’attuale Ungheria e provenienti ancora da più a Nord, cominciarono dal Friuli la conquista della penisola italiana il lunedì di Pasqua del 2 Aprile 568, guidati da re Alboino: una migrazione che cambierà in maniera decisiva la storia e la cultura del nostro Paese, determinando pure lo scenario del Piemonte meridionale nei secoli dell’Alto Medioevo.

Di loro si è parlato al convegno “Barbarissimi tra i Barbari”, organizzato dal FAI nella giornata del 21 Febbraio a Cuneo, nello Spazio Incontri Cassa di Risparmio. Un uditorio interessato e partecipe, non composto solamente da addetti ai lavori, ha avuto la possibilità di ascoltare gli interventi di alcuni specialisti, tra i quali Egle Micheletto e Sofia Uggè della Soprintendenza Archeologica regionale.

Gli interventi hanno riguardato le 776 tombe longobarde rinvenute negli ultimi anni in occasione dei

Veduta dall'alto della necropoli longobarda di Sant'Albano Stura (CN)

Veduta dall’alto della necropoli longobarda di Sant’Albano Stura (CN)

lavori per l’autostrada Asti-Cuneo a Sant’Albano Stura. Di esse, 171 hanno restituito corredi maschili, 84 femminili, 240 di dubbia attribuzione e 281 prive (la colossale opera di scavo archeologico è stata compiuta in poco più di un anno, ed è costata poco più di 950.000 euro, iva esclusa, ha significativamente ricordato la Soprintendente Micheletto).

Il corredo – ovvero quella serie di oggetti che erano seppellitti insieme al defunto – costituisce spesso

uno degli indicatori che più ci permettono di comprendere alcuni degli aspetti della concezione della vita e della morte di questo popolo. Infatti, i reperti scoperti ci svelano che i Longobardi – oltre ad essere un popolo molto legato al mondo della guerra – possedevano anche maestranze artigianali dalla grande sapienza tecnica.

 

Un capolavoro di oreficeria longonbarda esposto nella mostra Ornamenta - necropoli di Sant'Albano stura

Un capolavoro di oreficeria longonbarda esposto nella mostra Ornamenta – necropoli di Sant’Albano stura

 

A conferma di ciò, la necropoli di Sant’Albano Stura ha restituito numerosi reperti, provenienti dalle tombe maschili che riguardano il mondo bellico (cinture, spade e uno scudo) ma anche reperti – 47 collane, coltellini, vasellame, piccoli amuleti, un prezioso resto di broccato a filo d’oro e resti di preziosi tessuti – che ci danno un’immagine di questo popolo molto diversa da quella tradizionale, legata in maniera indossolubile alla guerra.

c11dab8d05c64309b6797cc83fe3c405-1

Alcuni reperti provenienti dalla necropoli longobarda di Collegno (TO)

Il convegno è stato anche occasione di visita e di approfondimento della nuova sezione inaugurata al museo civico di Cuneo, presso il Complesso di San Francesco che espone al pubblico in maniera permanente i primi reperti provenienti dalla necropoli.

Alcuni di essi avevano avuto modo di essere già ammirati nel 2012, all’interno della mostra Ornamenta femminili ad Alba e nel Cuneese in età antica del museo civico archeologico e di scienze naturali F. Eusebio.

I successivi ritrovamenti – a partire dalle 50 tombe ancora da scavare a Sant’Albano Stura – getteranno sicuramente ulteriore luce su questo popolo, protagonista di una migrazione che ha provocato un incontro-scontro tra la cultura romana, ancora molto forte nella penisola, e quella germanica, di cui i Longobardi si fecero portatori.

Le Urne dei Forti

Fino al 7 dicembre 2015  Le Urne dei Forti. Storie di vita e di morte in una comunità dell’Età

Le Urne dei Forti - Modena, 14 dicembre 2014 - 7 giugno 2015

Le Urne dei Forti – Modena, 14 dicembre 2014 – 7 giugno 2015

del Bronzo è visitabile a Modena, all’interno del Palazzo dei Musei, a cura del museo civico archeologico e etnologico; espone alcuni oggetti giunti in prestito dal museo civico Federico Eusebio di Alba (in particolare la spada spezzata rinvenuta in deposizione rituale in  un pozzetto al limite nordoccidentale della necropoli del Bronzo medio recente di Corso Piave).

La mostra presenta i risultati di una ricerca pluriennale condotta sulla necropoli dell’età del bronzo di Casinalbo (MO).

Il sepolcreto fu individuato alla fine dall’800 a circa 200 metri da uno di quegli abitati dell’età del bronzo, noti come “terramare”, che a partire dal 1650 a.C. occuparono in modo capillare la pianura padana centrale.
Nuovi scavi intrapresi dal Museo Archeologico  a partire dal 1994 in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna hanno indagato circa un quinto dell’estensione presunta dell’intera necropoli (pari a 12.000 mq), recuperando quasi 700 tombe costituite da pozzetti contenenti le urne cinerarie con i resti dei defunti.

Le  sepolture e i corredi sono stati oggetti di un’attenta ricerca archeologica e antropologico ed il

Storie di vita e di morte in una comunità dell'Età del Bronzo

Storie di vita e di morte in una comunità dell’Età del Bronzo

risultato di questo lungo percorso è stato letteralmente “messo in scena” all’interno di un allestimento museografico quasi “teatrale”

Il visitatore infatti attraversa una grande ricostruzione dell’area di necropoli, percorrendo il sentiero centrale che effettivamente solca il campo cimiteriale, e può ammirare, quasi in archeo-diorami, alcune scene ricostruttive delle cerimonie con cui la comunità affidava il defunto al mondo ultraterreno.

I numerosi reperti emiliani sono arricchiti dal confronto con oggetti e testimonianze provenienti da altri contesti del Bronzo medio e Tardo piemontesi, lombardi e veneti: in questo ambito la spada di tipo Trana del Bronzo albese, evidentemente retaggio di un sacrificio rituale per la  protezione del terreno sacro, solitamente ospitata nella sala 6 della sezione di Archeologia preistorica ha abbandonato per alcuni mesi la sua abituale sede espositive per aggiungersi al ricco catalogo dei reperti esposti nella mostra modenese.

 

ipotesi dell'immanicatura della spada in bronzo di tipo Trana, offerta di fondazione del sepolcreto albese del Bronzo medio

ipotesi dell’immanicatura della spada in bronzo di tipo Trana, offerta di fondazione del sepolcreto albese del Bronzo medio

Le terramare sono una delle più significative esperienze dell’Età del Bronzo medio e recente (circa 1650 – 1150 a.C:9 nella pianura padana, in particolare nella porzione emiliana.

Richiamano i versi di Omero e ci svelano aspetti non solo della morte, ma anche della vita di una comunità della pianura padana di oltre 3.000 anni fa, i risultati degli scavi nella necropoli dell’età del bronzo di Casinalbo (MO).

Nel settore interessato dagli scavi sono stati individuati sentieri che isolavano nuclei di sepolture e aree dove si svolgevano rituali precedenti e successivi al rogo funebre. Questi ultimi, ricostruiti grazie alle evidenze archeologiche, richiamano con forza quelli che Omero descrive nell’Iliade raccontando i funerali di Patroclo e quelli di Ettore.

Le ricerche archeologiche e antropologiche hanno, inoltre, consentito di recuperare informazioni sull’assetto demografico, l’organizzazione della società, le condizioni di vita dei suoi abitanti.

Le ricostruzioni, i filmati appositamente realizzati e le voci che nell’oscurità richiamano i versi dell’Iliade, creano una dimensione fortemente evocativa.

La mostra, realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, e con la collaborazione delle Soprintendenze per i Beni Archeologici di Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e della Soprintendenza ai Beni Storici Artistici di Modena, è curata da Andrea Cardarelli, professore di Preistoria e Protostoria all’Università Sapienza di Roma e da Cristiana Zanasi, curatrice del Museo Civico Archeologico Etnologico.

La mostra è affiancata dall’edizione scientifica della ricerca diretta da Andrea Cardarelli, con la collaborazione di Gianluca Pellacani e il contributo di vari autori del Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma e delle Università di Modena e Reggio Emilia e del Salento.

ARIADNE. Il filo della conoscenza.

Dati di scavo non pubblicati, libri presenti solo in determinate biblioteche, spesso lontane, nodi burocratici che contraddistinguono l’operato di soprintendenze, biblioteche e università…

Questi sono solo alcuni degli ostacoli logistici che uno studioso o uno studente deve tentare di saltare per scrivere un testo scientifico archeologico.
Il progetto ARIADNE, lanciato dalla Commissione Europea, tenta di affrontare questa serie di problematiche con la pubblicazione online di circa 6 milioni di schede di oggetti o siti archeologici entro il 2017 in tutta Europa.VMS-Home-page_medium

E’ finanziato dalla Commissione  Europea, all’interno del Settimo Programma Quadro (ovvero il grande programma che riunisce e coordina i contributi a supporto della ricerca scientifica, pura e applicata, ora soppiantato da HORIZON 2020): il progetto ha avuto avvio nel febbraio del 2013 e ha una durata prevista di 48 mesi.

L’archeologia è una scienza che studia il nostro passato basandosi sulle fonti materiali che il nostro suolo molto spesso ci nasconde: avere la possibilità di consultare una grande banca dati online che riunisca studi effettuati in tempi e luoghi diversi sarà un grande vantaggio per tutti. Anche per coloro che dovranno divulgarne i contenuti.
Infatti, uno dei problemi che il programma ARIADNE tenta di affrontare è quello della frammentazione: tuttora esistono numerosi database contenenti informazioni che si riferiscono a periodi e regioni diverse, ma il loro utilizzo è spesso impedito da difficoltà di accesso, da funzionamenti diversi e da prospettive poco omogenee.

Al contrario, ARIADNE costituirà una grande piattaforma che renderà possibile l’accesso per migliaia di ricercatori provenienti da tutto il mondo ad una mole enorme di dati molto diversi, riuniti però da un’interfaccia e da modalità di accesso comuni.

Il respiro internazionale di ARIADNE è già ben percepibile dalle sedi dei vari workshop e conferenze che faranno da contorno al progetto: Avila, Francoforte, Atlanta, Sorrento, Digione, Glasgow, Londra,…
L’acronimo ARIADNE, che sta per Advanced Research Infrastructure for Archaeological Dataset Networking in Europe, ci aiuta a comprendere al meglio il senso di questo nuovo progetto europeo: deriva infatti da Arianna, donna protagonista nellaariadne-detail mitologia greca, figlia di Minosse, colei che diede del filo all’eroe ateniese Teseo, strumento che gli consentì di uscire dal labirinto, dopo l’uccisione del Minotauro.
Nella sua versione informatica, dopo aver aiutato Teseo, ARIADNE riuscirà anche ad aiutare generazioni di studiosi e studenti ad uscire da questo labirinto di dati troppo disordinati e poco omogenei tra loro? Significherebbe unire e mettere in rete generazioni di studi assai diversi tra loro con lo scopo di implementare la ricerca e di consentire una maggior diffusione di questo patrimonio di conoscenze sul nostro passato.

Solo il tempo ce lo dirà ma le premesse sembrano molto buone.

Per chi volesse seguirne gli sviluppi ecco il sito ufficiale del progetto:

http://www.ariadne-infrastructure.eu/

Il Taccuino del Viaggiatore

 Sei appassionato di viaggi e ti piace anche scrivere?

Raccontaci le tue esperienze: verranno pubblicate nella sezione “Viaggi&Miraggi del nostro sito, un punto di

Il Taccuino del Viaggiatore

Il Taccuino del Viaggiatore

incontro dove poter  soddisfare la propria curiosità leggendo le avventure di chi ha viaggiato per il mondo e ha deciso di condividere le proprie impressioni.

Per permetterci di pubblicare i tuoi resoconti abbiamo bisogno di:

  1. Il testo scritto (con titolo) in formato .doc con il resoconto dei tuoi viaggi. IMPORTANTE:  Per collocare le immagini all’interno del resoconto scritto, attribuisci un numero ad ogni tua immagine: questo ci serve per poterle inserire nel testo durante la pubblicazione. Nel resoconto scritto dovrai inserire nel passo corrispondente poi il numero dell’immagine in maniera tale da poterla pubblicare correttamente.   Inoltre per ogni fotografia ci devi fornire una piccola didascalia descrittiva che inserirai nel resoconto scritto ( Ad esempio” quando arrivai in piazza “IMMAGINE 1 – Piazza di San Pietro” ammirai l’imponente chiesa “IMMAGINE 2 – Basilica di San Pietro”
  2. Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole. (Charles Baudelaire)

    Una cartella contenente le immagini del viaggio  rinominate con il proprio numero: ci devono essere inviate a parte in formato JPEG o .png e con peso massimo ciascuna di 100 KB.

  3. Ricordati di utilizzare solo foto o immagini di tua proprietà o di cui sia consentita la libera riproduzione. Se nel resoconto usi nozioni o citazioni provenienti da opere pubblicate cita la fonte e correda lo scritto di una breve bibliografia
  4. I resoconti usciranno a tuo nome ( nome e cognome, non saranno pubblicati contributi anonimi o sotto pseudonimo)
  5. Se vuoi essere contattato dai visitatori del sito che trovano interessante il La vita è un viaggio e ch

    La vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte. (Omar Khayyam)

    i viaggia vive due volte. (Omar Khayyam)tuo contributo aggiungi in calce al resoconto il tuo indirizzo e-mail e i tuoi contatti

  6. Inviare tutto il materiale a info@ambientecultura.it.

Appena possibile pubblicheremo il tuo taccuino!!!

Ultimo giorno dell’anno a Salonicco (e nel suo passato…)

Ecco un breve resoconto di una giornata del viaggio a Salonicco e dintorni  che ci ha inviato il nostro giovane archeologo Gianmarco Gastone.

Insieme a un gruppo di compagni di studi e freschi neolaureati in discipline storiche archeologiche, si è ricavato qualche giorno a 1cavallo delle festività per un soggiorno alla scoperta della seconda città greca, che in epoca antica rispondeva al nome di Tessalonica.

Qui di seguito le sue impressioni riguardo all’importante museo archeologico cittadino.

Sono le 10:30, ultimo giorno dell’anno, io e i miei amici, archeologi, ci presentiamo all’ ingresso del museo archeologico di Salonicco e, dopo un poco caloroso benvenuto, entriamo.

Ospitato in un edificio simbolo della sete di modernità che la Grecia, come l’Italia, aveva negli anni ’60, il museo consente ai cittadini di costituirsi un’idea chiara e sintetica del ruolo centrale che la città ebbe nella sua storia più antica.

Ma andiamo in ordine…

All’inizio, dopo un311220141485a breve sezione dedicata all’origine della polis, comincia un lungo percorso che, per temi, guida il visitatore alla scoperta della città e della vita che al suo interno si svolgeva, dal VII secolo a.C al IV d.C. In questo millennio la città, da polis autonoma, diventa importante centro macedone e, successivamente, romano.

Suddivisi per tematiche, molti sono i reperti che attirano i nostri sguardi, numerose le ricostruzioni scientifiche che danno linfa alla nostra immaginazione, puntuali i mezzi multimediali che consentono una fruizione del museo più interattiva. L’aspetto cronologico è invece un po’ trascurato.

Dopo un bagno di colore offerto dai numerosi mosaici macedoni, le luci si spengono e lo splendore dell’oro dei predecessori di Alessandro Magno si accende di fronte a noi.

Questi sono i tesori simbolo di quel grande Stato che si era formato senza il quale, probabilmente, Alessandro non sarebbe stato chiamato dai posteri “Magno”.311220141481

Le sue conquiste, però, non sopravvissero alla sua morte. Roma, che ne ereditò l’aspirazione universale, anche cadde.

Ma la “Nuova Roma”, Costantinopoli, era destinata a sopravvivere ancora più di mille anni e il museo successivo ci offrirà la possibilità di conoscerne meglio la società e la cultura.

E anche nel millennio successivo Salonicco sarebbe stata un’importante pedina in quel “grande gioco”, espressione che prendiamo in prestito dalla grande opera di Peter Hopkirk , che ben si adatta a darci un’idea di quel periodo che noi chiamiamo Medioevo.

       DSC_0030

Per le ultime due foto ringrazio l’amica e collega Maria Pina Garaguso.

Gianmarco Gastone