Il Notturno del Colonnello – 17 novembre 2012

Sabato 17 Novembre, le tenebre invernali  caleranno veloci sul museo colonnello Martina di Monforte d’Alba.

I visitatori ignari, condotti a lume di torcia dalla guida, attraverseranno le sale del Palazzo Martina, tra gli oggetti e i ricordi del Colonnello, eroe del Risorgimento e integerrimo uomo di pace e lavoro nei lunghi anni del suo congedo a Monforte. Improvvise apparizioni teatrali si materializzeranno di colpo, risvegliate dal passaggio dei visitatori e,animandosi, trarranno voce dagli oggetti e dagli scritti ottocenteschi, narrando i loro antichi racconti.

Il vento sfoglierà le pagine del diario del Colonnello, i banchi della Scuola di Agricoltura sentiranno risuonare i passi dell’antica maestra e forse lo stesso colonnello Paolo Domenico Martina farà ritorno nella sua antica dimora….

 

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7.000 ANNI PRIMA DELLE PIRAMIDI: GÖBEKLI TEPE – UNA STRAORDINARIA SCOPERTA ARCHEOLOGICA

Sabato 10 Novembre 2012 alle ore 17.00 presso i locali della Biblioteca Civica di Monforte d’Alba e del museo colonnello Martina si terrà l’incontro dal titolo

“Göbekli Tepe: una straordinaria scoperta archeologica”.

 

Gli scavi di Göbekli Tepe, diretti dal 2006 dalle Università di Heidelberg e di Karlsruhe, hanno messo in luce un santuario monumentale megalitico, costituito da una collina artificiale delimitata da muri in pietra grezza a secco. La scoperta di questa struttura dimostra che anche precedentemente allo sviluppo dell’agricoltura e nell’ambito di un’economia di caccia e raccolta, gli uomini possedevano mezzi sufficienti per erigere strutture monumentali.

Questo ritrovamento cambia quindi radicalmente le nostre conoscenze sul passato dell’uomo: ha dell’incredibile che 7000 anni prima delle Piramidi una società preagricola sia stata capace di costruire un monumento di tale portata che richiede la capacità di organizzare l’attività di centinaia di artigiani, dotati soltanto di attrezzi di pietra e di legno. Finora si riteneva che le società preagricole fossero costituite da piccoli gruppi nomadi, tendenzialmente ugualitari, inadatti a mobilitare grandi risorse per uno scopo trascendente. Göbekli Tepe dimostra il contrario e getta una nuova luce sull’ideologia dei paleolitici, obbligando a ripensare la storia della complessità sociale, dell’arte e della religione.

 

RELATORE:

 

Roberto Maggi – archeologo presso la Soprintendenza beni archeologici Liguria

Laureato in Paletnologia all’Università di Genova.Funzionario Archeologo del Ministero per i beni e le attività culturali, con sede presso la Soprintendenza per i beni archeologici della Liguria, Genova. Ha promosso iniziative di ricerca, di tutela e di divulgazione in Liguria. Ha partecipato a missioni archeologiche in Libia ed in Oman. E’ stato docente a contratto di Ecologia Preistorica all’Università di Genova I suoi interessi vertono sulla archeologia delle risorse ambientali dal Mesolitico all’Età del Bronzo.

 Per tutti coloro fossero interessati, si segnala che il museo civico Colonnello Martina,ospitato nello stesso piano del palazzo Martina della biblioteca, sabato 10 è aperto dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17, per chi volesse vivisitarlo prima di partecipare alla conferenza .

 

.Evento organizzato in collaborazione con:

Museo colonnello Martina, Biblioteca Civica di Monforte d’Alba, Circolo del Cinema La Contessa Berta, associazione Ambiente & Cultura e Comune di Monforte d’Alba

SAN LORENZO. IL SANTO, LA CATTEDRALE E LE STELLE.

In occasione della festa patronale della città di Alba, l’associazione “Ambiente&Cultura”, in collaborazione con il Civico Museo Esebio di Alba, organizza una giornata dedicata alla figura di San Lorenzo.  Alle ore 17,30 e alle ore 18,00  del 10 agosto 2012 si potrà visitare la cattedrale della città, intitolata al martire, e la chiesa di San Giovanni. accompagnati dagli operatori del Museo che sveleranno l’antico passato della chiesa e le bellezze artistiche racchiuse in essa.

La partecipazione è gratuita ed  è gradita la prenotazione, ma non è obbligatoria. Per registrarsi cliccare qui.

Si invitato i partecipanti a presentarsi qualche minuto prima per effettuare la registrazione, il ritrovo è di fronte all’ufficio turistico in piazza Risorgimento 2.

La manifestazione proseguirà durante la serata, alla scoperta di ciò che rende magica la notte del 10 agosto: il cielo e le stelle. Infatti alle ore 21,00 nella  sala “Beppe Fenoglio”, presso il cortile interno della Maddalena, il Gruppo Astrofili Monferrini terrà una conferenza astronomica supportata da software planetari per indagare i misteri del nostro universo.

 Dalle ore 22,00, nell’adiacente cortile della Maddalena,  i partecipanti avranno la possibilità di osservare il cielo da vicino grazie ai telescopi messi a disposizione dal Gruppo Astrofili Monferrini.

Contemporaneamente, presso il Civico Museo Eusebio,  sarà possibile assistere ad una lezione di approfondimento sulla mitologia celeste dei popoli antichi, scoprendo in questo modo i miti e le storie che le costellazioni ancora raccontano.

L’ngresso è gratuito ed è gradita la prenotazione, ma non è obbigatoria. Per registrarsi cliccare qui.

Le attività della serata si svolgeranno presso il cortile interno della Maddalena, via Vittorio Emanuele II 19, 12051 Alba (Cn).

I profumi nell’antica Roma.

“…quando l’annuserai chiederai agli dei, o Fabullo, di farti tutto naso…”

(Catullo, carme XIII)

Grande era la passione dei Romani per i profumi, tanto grande da costringere l’imperatore Tiberio in persona a lamentarsi pubblicamente in senato  dell’enorme spesa, ben 100 milioni di sesterzi, che il suo popolo affrontava ogni anno per soddisfare il crescente desiderio di essere circondato da preziose note aromatiche ed esotiche fragranze.

L’uso del profumo come cosmetico, quindi con la funzione di abbellire ed impreziosire il corpo, è un’abitudine che nasce intorno al II- I secolo a.C., quando Roma conquista il Mediterraneo e incontra nuove culture, in particolar modo quella greco-orientale che lascerà un segno indelebile nei costumi e nella società romana. Fino al momento della conquista della Grecia e dell’Egitto, infatti, l’uso del profumo era limitato alla sua funzione sacrale, peraltro importantissima, come ci testimonia l’etimo della parola stessa: per fumum, cioè attraverso il fumo, mezzo privilegiato per mettersi in contatto con gli dei. E non è un caso che siano proprio gli dei, per primi, a regalare agli uomini unguenti profumati: narra  il mito che Afrodite consegnò a Faone la prima boccetta di profumo, per ringraziarlo di averla traghettata sulla sua imbarcazione senza voler nulla in cambio.

Come detto prima, la svolta si ha fra il II e il I secolo a.C. quando Roma allarga i suoi confini e la cultura greco-ortientale si diffonde. Le porte di Roma si aprono al dilagare di un lusso sfrenato che vede come protagonista principale, fra gioielli e stoffe preziose, proprio il profumo.

La produzione di profumi nell’antichità.

Fondamentali per lo studio della produzione dei profumi nell’antichità sono due opere che ci giungono dal mondo antico: “Sugli odori” di Teofrasto di Ereso (IV secolo a.C.) e  la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio  (I secolo d.C.).  In entrambi i testi vengono analizzate le varie tipologie di essenze odorose, che possono essere ricavate da fiori, cortecce o resine, e le tecniche per la produzione degli unguenti profumati.

Due sono gli elementi fondamentali per la preparazione del profumo: il succo e l’essenza. Il primo consiste nei vari tipi di olii dentro cui viene fatto macerare il secondo elemento, gli odori appunto.  Bisogna prestare attenzione al verbo macerare perchè è il termine che ci permette di capire come dovevano essere fatti i profumi antichi: gli unguentarii (gli antichi profumieri) non conoscevano la distillazione, che verrà introdotta in Europa per mano degli Arabi solo nel 1100 d.C. Di conseguenza, una matrona romana non avrebbe mai potuto spruzzare il suo profumo preferito, come facciamo noi oggi,  ma avrebbe aperto una pisside per estrarre una crema profumata con cui spalmare il proprio corpo.  Infatti, i profumi romani avevano una consistenza solida oppure oleosa, ma non erano mai liquidi. Per ottenere un profumo, dunque, era necessario utilizzare una base grassa che poteva essere strutto oppure cera d’api per i profumi meno pregiati, magari prodotti in casa, mentre per i profumi più ricercati ed eleganti si utillizavano vari olii quale quello di oliva, di mandorle amare o di sesamo. Una vera e propria rivoluzione tecnologica si ha quando gli olii vengono sostituiti dagli omphacia, i succhi acerbi derivanti dalle olive verdi o dall’uva non ancora matura: in tal modo si ottiene una base depurata da ogni residuo grasso, sottilissima e lieve, adatta ad ogni tipo di essenza profumata. Per ottenere l’omphacium si utillava una macina particolare chiamata trapetum che riduceva i frutti in una poltiglia oleosa. In un  secondo momento il ricavato veniva spremuto in un torcular, un torchio, grazie al quale si otteneva un olio sempre più raffinato.

Il passo successivo per ottenere il profumo era proprio la macerazione, a freddo o a caldo, delle spezie nell’olio attraverso la quale il liquido si impregna di odore. Ci ricorda Teofrasto che per ottenere profumazioni complesse e particolari bisogna prestare notevole attenzione alle quantità e alla successione con cui le essenze vengono fatte macerare: prima si fanno ammollare gli aromi meno intesi, infine si aggiunge l’ingrediente del quale si desidera che il profumo persista più a lungo.  E per conservare l’essenza profumata Plinio ci consiglia di aggiungere una manciata di sale e di riporre l’unguento in vasi di alabastro scuri per proteggerli dalla luce.

Le essenze profumate.

Infinito è l’elenco che Plinio ci fa delle sostanze usate nella fabbricazione dei profumi delle quali indica la provenienza, le parti usate, quale profumo si può ottenere e da quali miti esse siano contrassegnate. Scopriamo così che la cannella arriva dall’Etiopia e che per procurarsela bisogna arrampicarsi su rupi inaccessibili e rubarla dai nidi costruiti con essa dalla Fenice (con un po’ di malizia, Plinio ci fa notare che queste sono solo leggende per aumentarne il prezzo…).

Tanti sono gli odori e tanti sono i profumi che da essi si ottengono. E anche a questo proposito Plinio ci regala un lungo elenco dei profumi più in voga ai suoi tempi e leggendo i nomi delle essenze che si susseguono l’uno dopo l’altro ci rendiamo conto di quanto l’industria profumiera si fosse sviluppata in fantasia e capacità: basta ricordare gli ingredienti del Regale unguentum composto da mirolabano, costo, amomo, cinnamomo, cardamomo, nardo, maro, mirra, cannella, storace, ladano, opobalsamo, calamo aromatico, giunco, enante, malobatro, sericato, henna, aspalato, zafferano, cipero, maggiorana, loto, miele, vino.

Ma anche personaggi illustri si cimentarono nella produzione di olii profumati e fra questi spicca la bella Cleopatra che compilava scrupolosamente con osservazioni e ricette nuove il suo quaderno conosciuto come “Cleopatra gyneciarum libri” fra le cui pagine era probabilmente conservata la ricetta del Susinum, un profumo a base di giglio molto apprezzato dalla regina.

Sappiamo che anche i grandi condottieri romani non disdegnavano i profumi: Cesare era solito avvolgersi nelle note del Telinum, un unguento a base di meliloto, fieno greco e maggiorana. E quando gli imperatori davano banchetto non badavano a spese per profumare l’ambiente, anche esagerando, se è vero, come ci tramandano gli antichi, che uno sfortunato ospite di Nerone morì asfissiato.

I contenitori.

Parlando di profumi non si può evitare di parlare anche  dei contenitori dentro i quali essi erano conservati. Infatti, parallelamente all’industria profumiera si sviluppa l’industria vetriaria che produceva i balsamari.

Generalmente i profumi arrivavano ad Alessandria, il più grande emporio del Mediterraneo, conservati in anfore di varie dimensioni; da qui venivano smistati e trasferiti in recipienti di minori dimensioni e di fattura più elegante in modo da facilitarne la commercializzazione. I contenitori più usati erano gli alabastra egiziani, scolpiti in un blocchetto del minerale omonimo.  Altri portaprofumi molto comuni erano l’aryballo e l’oinochoe, una piccola brocca, costruiti con il materiale più svariato: si va dalla semplice terracotta fino all’oro. Infine fra i vari barattoli e vasetti della matrona romana, si poteva trovare anche la pisside, piccola scatoletta cilindrica con coperchio in osso, bronzo o vetro. A partire dal I secolo a.C. si impone come materiale privilegiato il vetro per la produzione del balsamario più diffuso, caratterizzato dal corpo tubolare e dal fondo arrotondato. Particolare attenzione meritano i balsamari “a colombina” che riproducono le forme di un uccellino e che ricordano le nostre fiale: una volta riempite venivano sigillate a fiamma e per poter prendere il profumo era poi necessario rompere il becco o la coda dell’animale.  Fantasioso è l’utilizzo che si fa della conchiglia del genere pecten: una valva è usata per contenere l’unguento, l’altra funge da coperchio.

Sono numerosi i contenitori per unguenti esposti nelle vetrine che compongono la sezione di archeologia romana del museo civico archeologico e di scienze naturali “Federico Eusebio” di Alba, tappa finale dei tour di Alba Sotterranea e meta di numerose scolaresche.

LA NOTTE BIANCA DELLE LIBRERIE: l’amore al tempo degli dei…

Torna la fortunata edizione de “La notte bianca delle librerie”, notte in cui le librerie di Alba si mostrano sotto una veste insolita e affascinante e aprono le loro porte ad eventi ed incontri che si protraggono fino a tarda serata.

Anche il Civico Museo “F. Eusebio” di Alba e la Biblioteca civica “G. Ferrero”  parteciperanno con una serie di letture dal titolo “Storie di passione”.

A partire dalle ore 20, 30 di sabato 12 maggio 2012 si potranno assaporare alcuni passi tratti dalle opere più famose delle letterature dei tempi passati. Durante la prima parte della serata, che si svolgerà presso la biblioteca, verranno presentati gli effetti della pazzia per amore con una serie di letture dal titolo “Milton e Orlando: pazzi per amore”. Si prosegue con recitazioni itineranti presso le sale del Museo civico durante le quali verrà presentanta la visione dell’amore presso gli antichi greci e romani. Attraverso le parole di Omero, Saffo,Catullo, Virgilio e tanti altri si scoprirà che anche in passato l’amore era fonte di gioie e sofferenze, di sorrisi e di lacrime.

Le letture sono organizzate in collaborazione con gli insegnanti e gli studenti dei licei albesi “Govone” e “da Vinci”. 

L’ingresso è gratuito. Non è necessaria la prenotazione. 

19 MAGGIO 2012: NOTTE EUROPEA DEI MUSEI: c’è un latrunculus in museo…

“…bisogna tuttavia ammettere che, mentre tutte le amicizie in Roma sono tiepide, solo quelle che nascono al tavolo da gioco, come se fossero state conquistate col sudore, sono solide e strette da un affetto addirittura eccessivo, solidamente fondate….”

(Ammiano Marcellino)

In occasione della “Notte europea dei Musei”, i visitatori del Museo Civico archeologico e di scienze naturali “F. Eusebio” di Alba potranno sfidarsi in affascinanti giochi che provengono dall’antichità. Infatti le sale della sezione archeologica romana ospiteranno una gara diversa e i partecipanti potranno dimostrare le loro capacità cimentandosi in prove che richiamano giochi con cui gli antichi romani erano soliti regalarsi un momento di svago: dalle Nuces castellatae (noci incastellate) che consiste nell’abbattere piccole piramidi di noci al Ludus latrunculorum (gioco dei ladruncoli), un vero e proprio gioco da tavola che ricorda i nostri scacchi, in cui l’abilità strategica è il perno di tutta la sfida.

L’appuntamento è fissato per sabato 19 maggio 2012 dalle ore 19,00 alle ore 22,00.

L’ingresso è gratuito.

E’ gradida la prenotazione. Per registrarsi cliccare qui.

Tutte le attività si svolgono presso i locali del Civico Museo Eusebio, via Vittorio Emanuele II 19, Alba (cortile della Maddalena, in fondo a destra).

 

presentazione progetto ALBA SOTTERRANEA. Viaggio al centro della città. Scoprire le radici sotterranee della città in compagnia di un archeologo professionista

Mercoledì 18 aprile, alle ore 15

nella sala consiliare del Palazzo comunale di Alba

siè tenuta  la CONFERENZA STAMPA di presentazione del progetto della nostra associazione, proposto nella primavera 2011 al Museo F. Eusebio, accolto dalla direttrice dott.ssa Luisa Albanese, e dal Comune di Alba promosso e sostenuto:

ALBA SOTTERRANEA – Viaggio al centro della città.

Scoprire le radici sotterranee della città in compagnia di un archeologo professionista

Erano presente il funzionario dott.ssa Maria Cristina Preacco ( il Soprintendente per i Beni Archeologici del Piemonte e MAE, dott.ssa Egle Micheletto non potendo intervenire, ha fatto i migliori auspici per il progetto), e l’Assessore alla Cultura del Comune di Alba, dott.ssa Paola Farinetti, il sindaco Maurizio Marello

Al termine della conferenza stampa si è effettuato un giro di visita, a favore dei giornalisti intervenuti, del il percorso di “Alba sotterranea”, accompagnati da un archeologo, nelle  seguenti tappe: sito di piazza Risorgimento sotto l’Ente Turismo, sito nei sotterranei della chiesa di San Giuseppe, scavi nella Cattedrale; area archeologica presso la Banca d’Alba.

Il progetto gode dell’appoggio dell’Associazione Nazionale Archeologi, ed è  stata fatta richiesta di  patrocinio presso la Soprintendentenza piemontese per i Beni Archeologici del Piemonte e MAE, e il MInistero dei Beni e delle Attività Culturali.

Vasta è la rete della Partenership: dal centro culturale San Giuseppe (primo e entusiasta sostenitore), al Museo Diocesano cittadino, a Banca d’Alba e banca UBI – BRE.

La fondazione CRC sostiene l’attività, inserita nel progetto MUSEO SENZA PARETI.

IL VINO DEGLI ANTICHI. ” Frammenti di storia del vino. Dall’età del Ferro all’età della Botte: tremila anni di storia.”

In occasione della “Notte bianca delle enoteche”, l’associazione Ambiente&Cultura propone per il giorno 28 aprile 2012, dalle ore 15 alle ore 18 e dalle ore 20 alle ore 22, ( con partenze ad ogni ora : 15,16.17 e ore 20 e 21) una visita tematica nelle sale del Civico Museo Eusebio in cui verranno presentati reperti inerenti la storia del bere, dal Neolitico all’età romana, in compagnia dell’archeologo esperto di storia del vino, dott. Marco Mozzone, curatore della mostra e della pubblicazione Italia o Enotria: la vigna del Risorgimento, tappa concluiva della visita UNESCO per il vaglio della candidatura del paesaggio vitivinicolo di Langhe-Roero e Monferrato a Patrimonio dell’Umanità. Lungo il percorso di visita saranno allestiti più punti d’assaggio, sostando ai quali il visitatore potrà assaporare tre differenti vini: degustazione commentata sotto il profilo enologico dell’antico Idromele, il “vino di miele”, la più antica bevanda alcolica conosciuta dall’uomo nella preistoria. Si continuerà poi con la Retsina, vino greco aromatizzato con l’aggiunta di resina del Pino di Aleppo, e infine si degusterà l’ Ippocrasso, vino speziato in auge sulle tavole di signori e principi tra tardo Medioevo e Rinascimento.

Ingresso soggetto a quota contributiva. Per le condizioni cliccare qui.

Tutte le attività sono soggette a prenotazione. Per la registrazione cliccare qui.

Tutte le attività si svolgono presso il Museo Civico archeologico e di scienze naturali “F.Eusebio”, via Vittorio Emanuele II 19, 12051, Alba Cn (Cortile interno della Maddalena, in fondo a destra).

VISITA IN NOTTURNA AL MUSEO EUSEBIO

L’Associazione Turismo in Langa, in collaborazione con Ambiente & Cultura, propone per sabato 14 aprile 2012, l’iniziativa “VISITA IN NOTTURNA AL MUSEO EUSEBIO”, evento che ricalca un format già sperimentato dall’Associazione con grande successo presso i più bei castelli e beni culturali di Langa e Roero.

Di sera, a luci spente, solo con l’ausilio delle torce a batteria, proprio come nel film “Notte al museo”, grazie al fascino misterioso che deriva dalle opere che si svelano nel chiaro-scuro, la storia riprenderà vita e la visita diventerà una vera e propria avventura divertente e suggestiva, adatta a tutte le età.

I partecipanti dovranno darsi appuntamento direttamente presso il Museo, nel Cortile della Maddalena di Alba, alle ore 20,45 per il primo turno di visita (termine visita ore 22,00 circa) e alle ore 21,45 per il secondo turno (termine visita ore 23,00 circa).

Da qui avrà inizio l’avventura, la visita guidata: il pubblico, munito di torcia, scoprirà con la guida turistica le opere più significative esposte: si farà riferimento ai filoni tematici del Museo, alla nascita della collezione e naturalmente ai principali reperti. Ma la guida della mostra non sarà la sola comparsa della serata, infatti d’improvviso appariranno dei personaggi alquanto bizzarri: un mercante romano di vino, abitante di Pollenzo, coglierà l’occasione per lamentarsi dei suoi affari; Flavia Taziana, la moglie dell’Imperatore Pertinace, si scoprirà una “first lady” con tanto da dire; e, in fine, una “magica” e divina apparizione…

I partecipanti sono invitati a portare con sé una torcia a batteria.

Le visite in notturna sono soggette a prenotazione (telefonare al numero  0173 364030, associazione “Turismo in Langa”).

Ingresso soggetto a quota contributiva. Per le condizioni cliccare qui.

Tutte le attività si svolgono presso il Civico Museo “F. Eusebio”, via Vittorio Emanuele II 19, Alba, Cn (cortile interno della Maddalena, in fondo a destra).

IL MUSEO AD OCCHI CHIUSI: l’amore e il profumo al tempo dei Romani…

Per il giorno 13 APRILE 2012, il Civico Museo Eusebio di Alba e l’associazione Ambiente & Cultura organizzano una serata dedicata all’intensa passione che il popolo romano aveva per i profumi e la cosmesi.

A partire dalle ore 20,30 le porte del museo si apriranno per accogliere i visitatori che, avvolti dalle note profumate di fragranze in voga nell’antichità, saranno accompagnati alla scoperta della storia del profumo e dei miti ad essa legati.

Si inizierà con una visita olfattiva alla mostra ”Ornamenta femminili ad Alba e nel Cuneese in età antica” e alla sezione di archeologia romana del museo: nelle sale essenze e olii profumati inebrieranno l’aria e una guida racconterà i miti e le leggende riguardanti il profumo.

La visita dura circa 50 minuti, pertanto verranno effettuati tre turni di visita (alle 21,00, 21.45, 22.30).

Contemporaneamente l’atrio del museo sarà trasformato in un projection corner dove verrà proiettato un documento video di approfondimento sulla cosmesi e l’igiene dei romani.

Infine per coloro che volessero cimentarsi nella produzione di un olio profumato, dalle ore 22,00 sarà possibile partecipare al laboratorio “La bottega del profumiere romano”: seguendo le antiche ricette si potrà produrre un’ampolla di unguento, scegliendo fra la fragranza creata da Cleopatra stessa oppure il seducente aroma con cui era solito profumarsi Giulio Cesare.

Ingresso soggetto a quota contributiva. Per le condizioni cliccare qui.

I posti sono limitati pertanto la prenotazione è vivamente consigliata. Per registrarsi cliccare qui. Inoltre ci si può prenotare mandando una mail all’indirizzo info@ambientecultura.it oppure contattando il numero 339- 7349949 (solo sms).

Chi non dispone di prenotazione è invitato a registrarsi tra le 20.45 e le 21.00

Tutte le attività si svolgono presso il Civico Museo “F. Eusebio”, via Vittorio Emanuele II 19, Alba, Cn (cortile interno della Maddalena, in fondo a destra).