Alba Sotterranea per l’88° Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba

La città di Alba, capitale delle Langhe, ospiterà l’88^ edizione della Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba da sabato 6 ottobre a domenica 25 novembre 2018, per ben otto fine settimana (più giovedì 1 novembre e venerdì 2 novembre).

Quale migliore occasione per scoprire insieme al magico aroma del tubero pregiato gli altri tesori nascosti del sottosuolo albese, retaggio della sua storia millenaria, visitando Alba Sotterranea guidati dai nostri archeologi?

Per la più importante manifestazione enogastronomica dell’autunno piemontese si moltiplicano infatti le occasioni di visita alla città sepolta in compagnia di una archeologo professionista.

IL TARTUFO

Verso il 1780, i tartufi erano rari a Parigi. Al momento in cui scrivo (1825) la gloria del tartufo è al culmine. Non si osa dire che ci si è trovati a consumare un pasto in cui non sia stata servita almeno una pietanza tartufata.
Il tartufo è il diamante della cucina.
(Anthelme Brillat-Savarin, Fisiologia del gusto)

 

Con queste parole  il prezioso fungo ipogeo è stato descritto dal francese Brillat-Savarin dottissimo uomo di legge, musicista e letterato vissuto a cavallo tra XVIII e XIX secolo.

Il suo trattato Fisiologia del gusto, edito in forma anonima nel 1825, è il primo approfondimento teorico e filosofico della gastronomia moderna.

Da allora la fortuna del Tuber magnatum Pico non ha conosciuto appannamenti, anzi ha conosciuto un crescendo senza sosta.

In verità godeva di grande considerazione già nell’antichità se il poeta latino Giovenale narrava che l’origine del tartufo si deve ad un fulmine scagliato dal padre degli dei, Giove, in prossimità di una quercia. Sumeri e Babilonesi migliaia di anni prima di Cristo consumavano e apprezzavano i funghi ipogei..

LA CITTA’ SEPOLTA

La galleria dei Summi Viri e il busto dell’imperatore Pertinace presso il Complesso delle Antiche Mura

Circondata da quei paesaggi vitivinicoli divenuti Patrimonio dell’Umanità, da sempre ritenuta capitale naturale delle Langhe, dal 2017 città creativa Unesco per la gastronomia, la città di  Alba, al di sotto del suo centro storico inondato dai profumi dei suoi prodotti tradizionali, nasconde una storia millenaria. Infatti, al di sotto delle affollate viuzze del centro antico, numerose sono le testimonianze di età romana e di età medievale della città che, coi tour guidati di Alba Sotterranea, è possibile esplorare.

I visitatori, guidati dalle sapienti parole dei nostri archeologi, potranno scoprire i resti del foro romano, delle domus, delle muradelle strade di Alba Pompeia (il nome della città in età romana), delle torri, delle tombe e delle chiese medievali.

Il percorso sotterraneo della chiesa di San Giuseppe (tappa num.2 del percorso archeologico)

Come sempre, gli itinerari di visita termineranno presso il museo civico “Federico Eusebio” di Alba il cui biglietto è incluso e che offre le sue 23 sale espositive alla visita libera per il partecipante che vorrà prolungare il suo viaggio nel tempo.

I sotterranei di Palazzo Banca d’Alba (tappa 29 del percorso archeologico)

Per chi volesse invece farsi gastronauta ed esplorare il labirinto del gusto, il museo civico affaccia sul grande cortile della Maddalena che durante i fine settimana della fiera ospita il Mercato mondiale del tartufo bianco d’Alba e la rassegna enogastronomica AlbaQualità, vero cuore pulsante della manifestazione.

Il biglietto di Alba Sotterranea inoltre dà diritto alla riduzione sul biglietto per la salita al campanile della chiesa di San Giuseppe, punto panoramico della città, aperto e disponibile alla visita tutti i giorni della manifestazione.

LE VISITE

Dal 6 ottobre al 25 novembre, sarà possibile partecipare alle visite guidate di Alba Sotterranea ogni sabato e domenica, più giovedì 1 novembre e venerdì 2 novembre per tutto il giorno a partire dalle ore 10,30 e fino alle ore 17,00, con turni di visita ad ogni ora.

La Città Invisibile, tappa num. 1 del percorso di Alba Sotterranea

Ricordiamo che per partecipare ad Alba Sotterranea è necessaria la prenotazione entro almeno il giorno precedente (questo per organizzare la meglio le partenze dei turni di visita dal momento che ogni turno di visita ha un numero minimo ed un numero massimo di partecipanti).

Per cercare la data di tuo interesse e prenotare, consulta questa pagina

Per tutti i dettagli, per la storia del progetto Alba Sotterranea e per scoprire a cosa sono stati destinati gli attivi di gestione del progetto clicca qui 

 

La storia in azione. Incontro coi rievocatori in Museo

Sabato 7 aprile il Museo civico Eusebio ospiterà l’evento La storia in azione. Rievocatori in Museo, per un pomeriggio all’insegna della rievocazione storica e dell’archeologia sperimentale. Saranno presenti i rievocatori di diverse associazioni, i periodi storici trattati vanno dal Paleolitico all’Età del Ferro, dall’Epoca romana all’Alto Medioevo fino al Basso Medioevo. Lo scopo dell’incontro è avvicinare i visitatori appassionati a queste realtà e far conoscere a coloro che intendessero iniziare un’esperienza di archeologia sperimentale e di rievocazione le associazioni storiche di consolidata esperienza. A seguire si terrà la presentazione del libro “Analisi del costume tra Tarda Antichità e Alto Medioevo” di Sonia Fazio di Ambiente & Cultura.

A partire dalle ore 16.00 all’interno delle sale del museo diverse associazioni storiche allestiranno punti didattici e saranno a disposizione di visitatori, curiosi e di chi intende iniziare un’esperienza di archeologia sperimentale. Le epoche storiche trattate saranno numerose: dalla preistoria, all’epoca romana per arrivare al basso medioevo.


Tra le associazioni ospiti parteciperanno all’evento Back to origins, progetto di sperimentazione della vita dell’uomo preistorico, Praefectura fabrum, sia con la sua compagine per l’epoca romana che con il progetto Ligures, dedicato agli abitanti preromani del Piemonte meridionale – i Liguri – e gli albesi di Le spire del lupo, specializzati nella rievocazione degli ultimi secoli del medioevo.

 

 

Alle 18.00 Sonia Fazio di Ambiente & Cultura presenterà il suo libro, appena pubblicato, “Analisi del costume tra Tarda Antichità e Alto Medioevo”, dedicato a uno dei capitoli meno approfonditi della storia della moda, quello che intercorre tra i secoli V e IX d.C., osservando i costumi delle popolazioni che si susseguirono sulla penisola italiana.

 

Ingresso libero.

La prenotazione è consigliata, per prenotare compila il modulo sottostante.

Prenotazione - eventi & itinerari

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Dall’Età del Bronzo all’Età del Ferro tra Piemonte e Liguria. Corso di archeologia preistorica MODULO B

La stupefacente storia di come un mammifero bipede sia diventato cosmopolita merita di essere raccontata, perché ci svela da dove veniamo, quali innovazioni ci hanno reso ciò che siamo, e in che modo siamo stati capaci di produrre un ventaglio meraviglioso di diversità culturali e linguistiche.

Il modulo prevede quattro lezioni più un’escursione didattica finale.

Il corso di archeologia preistorica MODULO B prosegue il viaggio nella nostra storia più remota cominciata con il MODULO A (Dalla comparsa dell’uomo alla nascita dei primi villaggi), indagando le cosiddette Età dei metalli (Rame, Bronzo, Ferro) tra Piemonte e Liguria: dalle nebbie del Paleolitico e del Neolitico si iniziano a profilare nuove culture e nuove popolazioni che si definiranno nell’Età del Ferro e si opporranno – senza successo – all’avanzata delle legioni romane.

QUANDO

Venerdì 6, 13, 27 aprile e 4 maggio, dalle ore 20:00 alle ore 22:00. A questi quattro appuntamenti si aggiungerà a fine corso un’escursione finale presso il Museo di Antichità di Torino, programmata per il 26 maggio. I costi del trasporto e di eventuali guide presso la meta dell’escursione non sono comprese nel costo del corso.

Le iscrizioni sono obbligatorie entro lunedì 2 aprile (per la prenotazione utilizza il modulo in fondo a questa pagina).

Spada a lingua di presa in bronzo, dal letto del Tanaro presso Roddi

DOVE

Aula didattica del Museo civico archeologico e di scienze naturali “Federico Eusebio” di Alba.

CARTOLINA PROMEMORIA

Per scaricare il flyer promemoria del corso in formato a6 con tutte le info clicca qui. FRONTE corso archeologia

Per informazioni su tutti gli eventi del primo semestre in Museo clicca qui!


A condurre il corso sarà Gianmarco Gastone, dottore in Archeologia e Storia Antica presso l’Università degli studi di Torino, autore della tesi “Costa campana e Siqilliyya: Status quaestionis“. Oltre ad essere uno dei soci dell’associazione Ambiente & Cultura è anche una delle guide di Alba Sotterranea e ha tenuto il corso Archeologia e storia antica del Piemonte meridionale in età romana.

DESTINATARI

Non è un corso riservato ad esperti e specialisti: è un corso che intende rivolgersi a tutti coloro che fossero interessati a scoprire i principali lineamenti della Preistoria piemontese e ligure

METODOLOGIE E MATERIALI

Gli appuntamenti consisteranno in lezioni frontali, condotte con l’ausilio di presentazioni PowerPoint, che saranno poi messe a

vaso di offerta della tomba a inumazione dell’età del Bronzo recente

disposizione dei corsisti.

IL PROGRAMMA

Prima lezione: L’età del bronzo in Piemonte

Seconda lezione: L’età del bronzo tra Langhe e Roero

Terza lezione: L’età del ferro in Piemonte

Quarta lezione: L’età del ferro tra Langhe e Roero + i Liguri

Escursione: visita al Museo delle Antichità di Torino.

 

 

COSTI E CONDIZIONI

  • Il costo intero del corso è 70 euro comprensivo di tessera associativa.
  • Per i tesserati Ambiente & Cultura 60 euro.
  • Il prezzo ridotto è 35 euro per ragazzi dai 14 ai 18 anni accompagnati da un adulto partecipante, l’età minima per partecipare è 14 anni.
  • Il prezzo cumulativo di 120 euro, anziché 140, è riservato a chi partecipasse anche a un altro corso. Il prezzo cumulativo non si applica alle quote ridotte per età.
  • Il costo del corso seguito a distanza è 50 euro (vengono fornite le presentazioni PowerPoint e inviate le registrazioni audio delle lezioni).

OMAGGI INCLUSI

Un libro edito dal museo: Nuove acquisizioni archeologiche ad Alba.
Biglietto del Sistema Museale Albese e riduzione sul biglietto di Alba Sotterranea (8 euro anziché 10).
La tessera associativa per l’anno in corso di Ambiente & Cultura che dà diritto ad altri vantaggi e riduzioni

Ricostruzione del villaggio perilacustre, lago di Viverone

 

 

 

 

 

 

 

PRENOTAZIONI (OBBLIGATORIE)

Da effettuarsi entro lunedì 2 aprile. Numero di partecipanti minimo 9, massimo 18.

Per info 334.3769252 (Gianmarco Gastone)

PER PRENOTARTI COMPILA IL SEGUENTE MODULO:

I cammini dell’Umanità, con pochi incontri. Recensione della mostra “ODISSEE. Diaspore, invasioni, migrazioni, viaggi e pellegrinaggi.”

Come scriveva Pascal, forse “l’infelicità degli uomini viene da una sola cosa, non sapersene stare in pace in  una camera”, ma a volte non è

Figura 1. La location della mostra con la piroga di Panama in primo piano

possibile starsene a casa propria. Negli ultimi anni, data l’attualità del tema, gli studiosi di discipline come la storia, la storia dell’arte, l’archeologia e l’antropologia si sono spesso interrogati sulla natura e sulle conseguenze di questi spostamenti, nella maggior parte forzati dalle circostanze più varie. Molto recente è la pubblicazione oltralpe degli atti del convegno tenutosi a Parigi nel 2015 “archeologie des migrations” a cura dell’INRAP, Institut National des Recherches Archéologiques Préventives, e del Musée National de l’histoire de l’Immigration. Ancora più recente è l’incontro tenutosi presso il palazzo del turismo di Riccione che ha visto la partecipazione di studiosi come Andrea Augenti e Franco Cardini.

Tali riflessioni sono alla base della mostra “ODISSEE. Diaspore, invasioni, migrazioni, viaggi e pellegrinaggi” che si è conclusa in questi giorni. Allestita nel suggestivo spazio della corte medievale di Palazzo Madama, l’esposizione,  ideata dal direttore Guido Curto e curata insieme agli storici dell’arte del museo, ha posto in luce la solidità del legame che unisce la dinamicità propria dell’essere umano alla sua proverbiale creatività artistica.

Con la storia del capoluogo piemontese visibile sotto i piedi, i visitatori possono compiere un autentico viaggio nelle culture che questi spostamenti hanno generato, attraverso un percorso che, in ordine cronologico, si snoda attraverso dodici tappe: la preistoria, i viaggi mitologici di Ulisse ed Enea, la Diaspora ebraica, l’espansione dell’impero Romano, le cosiddette invasioni Barbariche, l’espansione Islamica, le Crociate, i Pellegrinaggi, le Esplorazioni, le Colonizzazioni, l’emigrazione europea verso le Americhe tra milleottocento e inizio ‘900, le migrazioni contemporanee.

La mostra è stata resa possibile grazie ai numerosi e significativi prestiti di musei e istituzioni culturali di Torino e del territorio,  quali i Musei Reali di Torino, il Museo Egizio, il Museo Regionale di Scienze Naturali, il Museo di Anatomia Umana, il Museo Archeologico di Aosta, il Museo Leone di Vercelli, la Fondazione Arte, storia e cultura ebraica a Casale Monferrato e nel Piemonte Orientale Onlus, la Comunità ebraica di Torino e la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo. Altre testimonianze sono state concesse tra altri importanti luoghi della cultura italiani, tra cui il Museo Nazionale del Bargello di Firenze, il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli, Palazzo Ducale di Urbino e il Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico Luigi Pigorini. Arricchisce la sezione dedicata all’emigrazione italiana tra Otto e Novecento anche un significativo prestito proveniente dal Musée Savoisen di Chambery.

Un ricco calendario di eventi, destinati ad ogni tipo di pubblico, ha contribuito a valorizzare l’esposizione e a riflettere su questo attualissimo tema.

Alcune personalissime riflessioni

Sin dal momento in cui ci si addentra all’interno dello spazio espositivo, prima ancora di leggere il primo pannello o di visionare la prima vetrina, non si può non rimanere colpiti dalla location della mostra. Infatti, al di sotto del pavimento trasparente, sono visibili numerosi resti archeologici datati tra l’età romana e l’età moderna che, nel loro insieme, grazie anche ad un’intelligente illuminazione, conferiscono suggestività all’esperienza di visita.

Volgendo lo sguardo di fronte a sé, oltre alcune postazioni su cui ci si può accomodare per gustarsi la piacevole atmosfera dell’ambiente, emerge un’antica piroga di Panama, proveniente dai depositi del Museo civico di Arte Antica di Palazzo Madama, che diventa emblema del viaggio nei secoli e che, sin da subito, trasmette alla mostra una prospettiva globale.

Figura 2. La vetrina romana

Quest’ultimo aspetto è confermato dall’esposizione che, nel suo insieme, permette al visitatore di rendersi conto di come, sin dagli albori, i cammini dell’Uomo abbiano prodotto beni culturali. Attraverso le dodici sezioni – dal mondo romano ai vetrai di Altare emigrati in Argentina, dall’espansione islamica alla diaspora ebraica, dai viaggi di Ulisse alle colonizzazioni europee – risulta molto forte infatti l’interazione tra gli spostamenti degli esseri umani, sottolineati anche grazie all’ausilio di puntuali carte geografiche, e la produzione artistica. Tale dato viene sottolineato anche dal prestigio e dalla significatività degli esempi di cultura materiale esposti: in particolare, emergono gli oggetti liturgici e una riflessione sui pellegrinaggi propri delle varie fedi religiose;  reperti di età romana assunti a simbolo della globalizzazione a cui essi diedero vita e della potenza militare che si rivelarono essere; testimonianze di quei popoli che, muovendosi verso l’attuale Europa, posero fino a quell’Impero; i capolavori che i vetrai di Altare realizzarono in America Latina a partire dagli anni ‘40. L’unica eccezione è forse data dalla prima vetrina nella quale l’attenzione viene irrimediabilmente rivolta alla relazione tra evoluzione umana e spostamenti piuttosto che al rapporto tra viaggio e creatività artistica.

In definitiva, la mostra ha rappresentato un’esperienza di visita assolutamente piacevole e fonte di riflessione grazie alla selezione dei reperti esposti e all’allestimento in cui sono stati inseriti.

Probabilmente, però, la mostra ha un difetto di ambizione – non tanto nella selezione dei reperti o nella realizzazione dell’allestimento, quanto nel messaggio che si sarebbe potuto trasmettere. Nella storia, gli esseri umani, stupefacenti portatori di idee, si sono incontrati con altri loro simili e, tra essi, si sono instaurati diversi tipi di rapporti più o meno conflittuali. Come gli uomini, anche le diverse sensibilità artistiche si sono incontrate e, come già teorizzava quell’attentissimo studioso che è stato Richard Ettinghausen, hanno spesso generato un processo che, successivamente, ha portato alla creazione di linguaggi figurativi nuovi.

Figura 3- La vetrina islamica

Esistono testimonianze artistiche che evidenziano un dialogo tra diversi linguaggi figurativi? All’interno di un reperto o di un’opera d’arte, che rapporto hanno queste diverse sensibilità? Quali, tra i pregevoli reperti esposti, riflettono una minore o maggiore interazione tra popolazione locale e nuovi arrivati? Esistono testimonianze portatrici di rapporti pacifici o di rapporti bellicosi? In che modo, un maggiore peso storico si è tradotto nell’arte? Per fornire alcuni esempi, sarebbe stato auspicabile una riflessione riguardante l’incontro tra arte germanica e arte romana dopo le invasioni, i rapporti tra l’arte omayyade e l’eredità ellenistica o tra quest’ultima e il linguaggi figurativo romano. Dal punto di vista religioso, un maggiore accento avrebbero meritato quelle testimonianze artistiche simboli di dialogo tra le maggiori fedi. Una parziale risposta a queste domande è stata individuata nell’esposizione di alcuni reperti provenienti dalla nostra Penisola che rispecchiano il gusto islamico. Ma, forse, in questo senso, si poteva fare di più, soprattutto in ragione dell’altissimo livello delle testimonianze artistiche esposte, dell’allestimento e della location.

 

 

 

 

 

 

Escursione al museo archeologico del Finale Ligure e alle grotte di Toirano

Non vi è nulla di più emozionante che ritrovare le proprie più lontane radici.

Per la conclusione del corso Le origini della storia del territorio: dalla comparsa dell’uomo ai primi villaggi  tra Piemonte e Liguriasabato 24 febbraio è organizzata un’escursione giornaliera aperta a tutti alla scoperta delle più antiche testimonianze della presenza umana sul nostro territorio.

Alla visita guidata del mattino al museo archeologico del Finale  (Finale Ligure, SV) condotta dalle esperte guide interne del museo, farà seguito nel primo pomeriggio la visita alle grotte di Toirano.

PARTECIPAZIONI E PRENOTAZIONI

L’attività è aperta non solo ai corsisti, ma anche ai soci Ambiente & Cultura e a chiunque si voglia aggregare (la prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata entro il martedì 20 febbraio, utilizzando il modulo che si trova in fondo questa pagina).

I LUOGHI VISITATI

L’itinerario permette di toccare tutti gli aspetti salienti della più antica preistoria umana nell’area del Ponente Ligure. La locale Pietra di Finale e i fenomeni carsici che interessarono gli affioramenti calcarei della zona portarono alla formazione di numerose grotte e caverne, che favorirono l’inse­diamento umano fin dalle epoche più remote. Il percorso museale in dieci sale del Museo archeologico del Finale sviscera in particolar modo le tematiche inerenti il Paleolitico inferiore e superiore (da 350mila a 10mila anni fa), il Neolitico (5800-3600 a.C.) e le età dei metalli comprendenti l’età del Rame (3.600-2.200 a.C.), del Bronzo (2.200-900 a.C.) e del Ferro (900-180 a.C.), per toccare nelle ultime tre sale le vicende della conquista e dominio romano e i primi secoli medioevali.

I materiali delle culture paleolitiche coprono un arco di tempo molto ampio, da circa 400mila a 10mila anni fa, ed è possibile percorrere per intero la lenta evoluzione della tecnica di scheggiatura della pietra.

I bifacciali provenienti da siti all’aperto dell’Altopiano delle Mànie e dalla Caverna delle Fate, costituiscono eccezionali reperti dell’Homo heidelbergensis del Paleolitico inferiore (350mila-120mila anni fa).

Dagli stessi siti provengono anche importanti testimonianze della specie umana successiva, l’Uomo di Neandertal con la sua cultura musteriana, vissuto nel corso del Paleolitico medio (120mila-38mila anni fa). Preziose tracce di questo nostro antenato sono state restituite dall’Arma delle Mànie e dalla Caverna delle Fate, che ha conservato i resti ossei di almeno cinque individui, sia bambini che adulti. Tali resti sono esempi finora unici nel panorama archeologico dell’Italia settentrionale.

Il Neolitico, invece, si sviluppò in Liguria dal 5800 a.C. circa e le prime evidenze di questa “rivoluzione”, dovuta a nuove popolazioni, forse giunte dal mare dall’Italia centro-meridionale, compaiono proprio nel Finalese. La maggior parte delle testimonianze di questo periodo si sono conservate in caverne, alcune note a livello internazionale per il loro valore scientifico, quali la Caverna delle Arene Candide e la Grotta Pollera.
Nelle sale sono esposti numerosi esempi della produzione ceramica, sia della Cultura della Ceramica Impressa, sia della Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata, oltre ad utensili in pietra scheggiata realizzati in selce o in ossidiana.

Nel pomeriggio l’itinerario prosegue con la visita guidata alle grotte di Toirano. Le grotte di Toirano, in provincia di Savona a pochi chilometri da Finale Ligure, sono un complesso di cavità carsiche di rilevanza turistica, note per la varietà di forme di stalattiti e stalagmiti, per la loro estensione, per il ritrovamento di tracce dell'”Homo Sapiens Sapiens” di oltre 12.000 anni fa e resti di Ursus spelaeus di circa 25.000 anni di età.

Il percorso è di circa 1200 metri, all’interno della grotta la temperatura è costante a circa 16°C e si consigliano calzature adeguate per il percorso che in certi punti può essere scivoloso.

PROGRAMMA

Ecco il dettaglio del programma dell’escursione giornaliera:

All’interno di una delle sale del museo archeologico del Finale

Il ritrovo per la partenza è alle 8.15 al parcheggio del cimitero di Alba; per il trasporto ci si può organizzare con le macchine per viaggi comuni, con un risparmio economico ed ecologico.

I punti di raccolta delle iscrizioni/quote sono o il parcheggio del cimitero di Alba o davanti al Museo (per chi volesse raggiungere la meta autonomamente e trovarsi direttamente lì, basta che lo segnali nel box del modulo di prenotazione).

8.15 RITROVO PARCHEGGIO CIMITERO E RACCOLTA ISCRIZIONI e organizzazione viaggi in comune

8.30 PARTENZA

10.15 RITROVO A FINALE PRESSO IL MUSEO DEL FINALE

10.30 INIZIO VISTA GUIDATA (durata circa 90 minuti)

12.00 TERMINE VISITA GUIDATA

PAUSA: PRANZO LIBERO (il museo è nel centro storico cittadino)

13.45 PARTENZA DA FINALE LIGURE ALLA VOLTA DI TOIRANO

14.15 ARRIVO presso le GROTTE DI TOIRANO

14.30 INIZIO VISITA GUIDATA (90 minuti)

16.00 TERMINE VISITA

DALLE 16 ALLE 17 MOMENTO CONVIALE FINALE (per chi desidera partecipare)

17.30 circa PARTENZA PER IL RITORNO AD ALBA

19.OO circa ARRIVO AD ALBA

COSTI

I costi sono comprensivi di biglietti di ingresso e visite guidate:

All’interno delle grotte di Toirano

– 16 euro per tesserati Ambiente & Cultura

– 20 euro per non tesserati

I costi non comprendono il trasporto (ci si può organizzare con le auto per risparmio economico ed ecologico).

Per partecipare all’escursione è necessaria la prenotazione entro martedì 20 febbraio.

Per prenotare compila il modulo sottostante.

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Alba Pompeia, città romana/1. Gaio Fabio Cilone in museo e il romanzo Agguato sull’Aventino. La verità è figlia del tempo.

Alba Pompeia, città romana.

Sabato 10 febbraio e domenica 11 febbraio, due giorni per onorare l’importante passato romano della Capitale delle Langhe.

 

In un unico evento Alba Sotterranea, i legionari e le matrone dell’associazione di rievocazione storica  Legio VIII Augusta e la presentazione con l’autore/incontro con il protagonista  del romanzo storico “Agguato sull’Aventino. La verità è figlia del tempo“.

Per l’occasione l’autore e rievocatore storico Alessandro Benin vestirà fisicamente ad un certo punto anche  i panni di Gaio Fabio Cilone, il protagonista del romanzo, ambientato nella Roma imperiale in uno dei suoi periodi più convulsi, tra la fine del II e l’inizio del III secolo d.C.

Il giovane Gaio  è figlio di Lucio Fabio Cilone, un senatore di Roma che assiste al crollo della dinastia degli imperatori Antonini, alle vicende convulse della guerra fratricida che ne consegue e all’affermazione della dinastia dei Severi.

Alessandro Benin, autore del romanzo storico “Agguato sull’Aventino. La verità è figlia del tempo” a fianco del busto dell’imperatore Pertinace presso il Complesso delle Antiche Mura, tappa num. 22 dei percorsi di Alba Sotterranea.

La figura di Publio Elvio Pertinace, nato ad Alba Pompeia nel 126 d.C. e divenuto Imperatore di Roma all’inizio del 193 d.C., compare molte volte nelle pagine del romanzo che a detta dello stesso autore è composto all’80% di pura storia (attentamente ricostruita, anche nelle complesse vicende politiche del periodo) e solo per il 20% di invenzione, peraltro sempre temperata dal criterio della verosimiglianza.

IL PROGRAMMA DEI DUE GIORNI

Sabato 10 febbraio dalle 15 l’incontro con il protagonista/presentazione dell’autore di Agguato sull’Aventino. La verità è figlia del tempo (segue il dettaglio del programma di giornata), mentre domenica 11 febbraio, i legionari e le matrone della Legio VIII Augusta animeranno le sale del museo a partire dal mattino, mentre nel pomeriggio avranno luogo le visite guidate da un archeologo ad Alba Sotterranea (clicca qui per info e prenotazioni, obbligatorie entro il giorno precedente). Concluderà la giornata di domenica un nuovo incontro con Gaio Fabio Cilone. Per il programma completo dell’11 febbraio clicca qui.

Per scaricare la locandina del programma dei due giorni clicca qui.

PROGRAMMA DI SABATO

Sabato 10 febbraio dalle 15.00 alle 17.30 i visitatori del Museo potranno imbattersi in Gaio Fabio Cilone che si aggirerà tra le sale della sezione di archeologia romana e interagirà con loro e sarà a disposizione dei curiosi per qualsiasi domanda sullo stile di vita dei Romani e in particolare dei patrizi.

Alle 17.30 presentazione del romanzo storico Agguato sull’Aventino. La verità è figlia del tempo a cura dell’autore.

Il romanzo storico di Alessandro Benin, appena uscito in libreria

Alessandro Benin, che introdurrà la sua opera e approfondirà la figura di uno dei protagonisti, Publio Elvio Pertinace.

Una cordiale chiacchierata  permetterà allo scrittore di presentare e far conoscere meglio il personaggio del suo libro che più ci è vicino: Pertinace, l’imperatore romano nato ad Alba Pompeia.

 

Alle 18.30 circa conclusione con un momento di convivialità con un rinfresco offerto dall’Associazione Ambiente & Cultura.

L’evento di sabato è gratuito ad offerta libera (il ricavato sarà destinato alla prosecuzione dei lavori nel Giardino di Archeologia Sperimentale del Museo, per saperne di più sul progetto clicca qui).

La prenotazione è consigliata, per prenotare compila il modulo qui sotto.

Prenotazione - eventi & itinerari

ATTENZIONE: SE NON SI VIENE INDIRIZZATI SULLA PAGINA DI RINGRAZIAMENTO LA PRENOTAZIONE NON E' ANDATA A BUON FINE. Compila questo modulo per prenotare un evento.

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Progetto Orgéres: intervista alla docente Lebole Chiara Maria

Dal 20 ottobre, è allestita presso il museo civico archeologico “Federico Eusebio” la mostra “Archeologia ad Orgéres”, un esempio di archeologia pubblica che concorre allo studio e alla valorizzazione dell’archeologia medievale e della tradizione gastronomica, grazie al lavoro di esperti docenti universitari, di volenterosi e capaci studenti e ai mezzi messi a disposizione da soggetti pubblici e privati.

La docente Lebole C.M, durante la conferenza di presentazione, in sala Vittorio Riolfo

Tale esposizione è stata prorogata fino a domenica 25 febbraio. Di seguito, un’intervista alla responsabile del progetto, Lebole Chiara Maria, docente di archeologia medievale e metodologie della ricerca archeologica presso l’Università di Torino

Perché il progetto “Archeologia ad Orgéres” può essere definito un progetto di archeologia pubblica?

Il Progetto Orgères è un progetto di ricerca (nasce da una convenzione tra il Dipartimento di Studi Storici-UniTO, C.M. Lebole e G. Di Gangi e la Soprintendenza Archeologica della Regione Valle d’Aosta,G. Sartorio e A. Sergi) e di didattica, parte integrante del programma di formazione degli studenti del Corso di Laurea in Beni Culturali, nei quali è prevista una parte dedicata alla divulgazione dei dati di scavo. Questo avviene attraverso molte iniziative – concordate con il Comune di La Thuile ed il Consorzio Operatori Turistici – che coinvolgono un pubblico estremamente eterogeneo con particolare attenzione per i bambini di età scolare: visita ed attività pratiche sul cantiere archeologico, archeologia sperimentale, aperitivi con gli archeologi, conferenze etc. Inoltre, è stata allestita la mostra “Archeologia ad Orgères. La Thuile (Valle d’Aosta) esposta, nell’autunno 2017, al Museo Traversa di Bra (grazie alla direttrice dott.ssa G. Cravero) in occasione di Cheese ed al Museo F.Eusebio di Alba (grazie alla direttrice dott.ssa L. Albanese e all’associazione Ambiente & Cultura) nel periodo della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. All’esposizione è stata abbinata una conferenza sulle abitudini alimentari nel medioevo seguita da una degustazione del Bleu d’Aosta selezione Cave d’Orgères.

Quali sono stati gli ostacoli principali che ha dovuto fronteggiare per realizzare questo progetto?

Il progetto di archeologia pubblica è iniziato nel 2016, quando lo scavo ha iniziato a prendere forma. Orgères si trova presso La Thuile e nelle vicinanze della strada che porta al valico del Piccolo San Bernardo con scenari naturali di rara bellezza che rappresentano una indiscutibile attrattiva turistica. Il problema principale è stato quello legato alla comunicazione cioè a far comprendere al pubblico quali erano i nostri intenti e, soprattutto, metterci “in concorrenza” con le escursioni in montagna. Il risultato è stato soddisfacente e, nell’estate del 2017, le iscrizioni alle attività archeologiche sono aumentate dimostrando il reale interesse per un turismo culturale di buona qualità.

Alcuni visitatori dell’esposizione

Come siete riusciti a sopperire alla mancanza di fondi pubblici per la realizzazione del progetto?

Tutte le attività sono state sostenute economicamente da tre attori: il Comune di La Thuile ha sempre contribuito al mantenimento, durante le tre settimane di scavo archeologico, del gruppo di ricerca, un supporto fondamentale per poter gestire sia l’attività sul campo sia quella legata alla divulgazione; altri fondi sono stati reperiti grazie a due campagne di crowdfunding realizzate dagli studenti del Progetto Orgères ed alla vendita, ad offerta libera, di gadget durante le varie attività di archeologia pubblica; nel 2017 abbiamo avuto il sostegno della Centrale Laitière de la Vallée d’Aoste che ha prodotto il Bleu d’Aoste selezione Cave d’Orgères legando questo prodotto caseario all’economia di valle ben attestata attraverso le fonti documentarie ed i dati di scavo quali un ambiente datato al XIV-XV sec. adibito a ricovero per animali ed i risultati delle analisi archeozoologiche.

Nell’immaginario collettivo, l’archeologia viene spesso accostata al passato greco-romano o al mondo egizio. Per quali ragioni, secondo lei, l’archeologia medievale meriterebbe maggiore considerazione e attenzione?

Per poter comprendere meglio il nostro presente, perché il medioevo è un periodo storico tangibilmente visibile sul nostro territorio: il paesaggio archeologico in cui sono inseriti i castelli, i monasteri, le chiese, le città è parte integrante della nostra quotidianità. Non solo. Il medioevo ci ha trasmesso abitudini produttive, artigianali, musicali, linguistiche e molte situazioni politiche che oggi leggiamo sulle cronache dei quotidiani hanno origine nel medioevo. Infine, non dimentichiamo le tradizioni alimentari ed il piacere del convivio

Gita fuoriporta all’Abbazia di Santa Maria di Vezzolano (AT)

L’abbazia di Vezzolano, nel comune di Albugnao (AT), dista circa 60 km da Alba (CN).

Scopriamo i gioielli d’arte del territorio! Domenica 17 dicembre è organizzata per gli innamorati del proprio territorio un’escursione pomeridiana all’abbazia di Santa Maria di Vezzolano; la gita fuoriporta rappresenta la lezione conclusiva del corso di Storia dell’arte del basso medioevo: Romanico e Gotico nel Piemonte meridionale, non è aperta non solo ai corsisti, ma anche ai soci Ambiente & Cultura e a chiunque si voglia aggregare (la prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata entro il 15 dicembre, utilizzando il modulo che si trova in fondo  questa pagina).

L’abbazia di Vezzolano è situata nel comune di Albugnano (AT), immersa tra boschi e campi coltivati, e costituisce uno dei massimi esempi di arte romanica e gotica in Piemonte.

L’abbazia fu fondata secondo la leggenda da Carlo Magno, ed già citata con certezza in un documento storico del 1095 come facente parte di un importante complesso monastico. In questo atto i signori feudali della zona investono Teodulo ed Egidio del ruolo di officiales (funzionari) della chiesa di Vezzolano, nel rispetto dei precetti condivisi della regola canonica, probabilmente agostiniana.

La storia documenta del complesso abbaziale comincia dunque nel secolo XI e trova il primo momento culminate nel secolo successivo, intorno al 1189, al tempo di Federico I di Svevia, il famoso Barbarossa, autentico protettore della chiesa, e del prevosto Vibone, come risulta dall’iscrizione che presenta il pregiato pontile all’interno della chiesa.

Chiostro dell’Abbazia di Vezzolano

Raggiunge il massimo splendore tra il XII e il XIII secolo, interrotto nel 1405, anno in cui la canonica fu concessa in commenda ad abati non più residenti sul posto: è l’inizio di un lento declino, conclusosi nell’anno 1800 quando l’amministrazione napoleonica decise di espropriarla, trasformando la chiesa in cappella campestre e in granaio il chiostro affrescato.

L’edifico sacro rappresenta uno dei più pregevoli esempi di architettura romanico-lombarda in Piemonte, in particolar modo la facciata in mattoni e fasce di arenaria locale, mentre all’interno sfoggia elementi appartenenti sia al gotico primitivo che al gotico più maturo.

All’interno l’elemento che desta maggiore interesse  è però il grande jubé, o pontile, un tramezzo con figure scolpite in bassorilievo, che ancora presentano tracce della coloritura originaria. Il pontile attraversa l’interno della navata centrale delimitando l’area riservata ai membri della comunità monastica, detta propriamente “coro”, che è separata da quella destinata ai semplici fedeli.

Il bassorilievo policromo a due registri sovrapposti raffigura i Patriarchi e le Storie della Vergine, ed è riferibile alla terza decade del Duecento anche se reca la data 1189.

Nel Chiostro, invece, si trovano capitelli scolpiti e un importante ciclo di affreschi del trecento.

Il ritrovo per la partenza è alle 13.30 al parcheggio del cimitero di Alba, per il trasporto consigliamo di organizzare viaggi comuni con le macchine per un risparmio economico ed ecologico. Arrivati a Vezzolano ci si ritrova poi alle 14.45 al parcheggio vicino all’Abbazia (Località Vezzolano 35).

Il pomeriggio non  prevede solo la visita guidata al complesso canonicale dell’Abbazia di Vezzolano ma anche la visita libera ai vecchi ambienti privati dell’abate, annessi al chiostro e solitamente chiusi al pubblico, che dall’8 dicembre ospiteranno i presepi della restauratrice Anna Rosa Nicola del celeberrimo Laboratorio di restauro Nicola, nel vicino comune di Aramengo. La mostra nell’abbazia fa parte di Oro, incenso e mirra. Presepi nel Monferrato, con esposizioni tra Vezzolano, Albugnano, Aramengo e Cocconato.

Abbazia di Vezzolano

Ecco il dettaglio del programma del pomeriggio:

  • ORE 13.30 ritrovo presso parcheggio davanti cimitero di Alba
  • ORE 13.45 partenza con propri mezzi (ci si può organizzare con le macchine per risparmio economico ed ecologico)
  • ORE 14.45 circa ritrovo al parcheggio vicino all’Abbazia (Località Vezzolano 35)
  • ORE 15.00-16.30 visita guidata alla chiesa e al chiostro annesso
  • ORE 16.30-17.00 possibilità di visita libera alla stanza che espone il presepe della restauratrice Anna Rosa Nicola (appartamenti dell’abate, solitamente chiusi)
  • ORE 17.00-17.30 conclusione, per chi vuole, con un momento conviviale al Bar Ristoro dell’Abbazia
  • ORE 17.30 circa partenza per il ritorno
  • ORE 18.30 circa arrivo previsto ad Alba

Costi:

L’escursione si propone come visita conclusiva del secondo modulo del corso di Storia dell’arte medievale tenutosi al Museo civico di Alba, quindi parte integrante di lezione per i corsisti.

8 euro per tesserati Ambiente & Cultura

10 euro per non tesserati di

Alla quota di partecipazione è necessario aggiungere un’offerta libera per l’ingresso alla chiesa, che consigliamo di minimo 3 euro, e che sarà devoluta all’associazione di volontari “Turismo in Collina” che cura l’apertura al pubblico della chiesa.

L’abbazia, infatti, richiede ai gruppi di versare un’offerta libera per sostenere le spese di rimborso per i volontari che tengono aperto il complesso e per le operazioni di tutela del sito.

I costi non comprendono il trasporto (ci si può organizzare con le auto per un risparmio economico ed ecologico, al punto di ritrovo presso il parcheggio del cimitero di Alba).

I punti di raccolta delle iscrizioni/quote sono o il parcheggio del cimitero di Alba o davanti al Museo. Per chi volesse raggiungere la meta autonomamente e trovarsi direttamente lì è possibile, basta che lo segnali nel box per apposito del modulo di prenotazione.

N.B. si fa presente che la chiesa non è provvista di riscaldamento, pertanto si consiglia un abbigliamento adeguato.

Per partecipare all’escursione è necessaria la prenotazione entro venerdì 15 dicembre.

Per prenotare compila il modulo sottostante.

Prenotazione - eventi & itinerari

ATTENZIONE: SE NON SI VIENE INDIRIZZATI SULLA PAGINA DI RINGRAZIAMENTO LA PRENOTAZIONE NON E' ANDATA A BUON FINE. Compila questo modulo per prenotare un evento.

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  • Descrivere i partecipanti e suddividerne il numero secondo la tipologia di biglietto. Esempio: 2 adulti (biglietto intero) e 2 bimbi under 10 (omaggio)
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Escursione al museo archeologico del Finale Ligure e alle grotte di Toirano

Non vi è nulla di più emozionante che ritrovare le proprie più lontane radici.

Per la conclusione del corso Le origini della storia del territorio: dalla comparsa dell’uomo ai primi villaggi  tra Piemonte e Liguriasabato 2 dicembre è organizzata un’escursione giornaliera aperta a tutti alla scoperta delle più antiche testimonianze della presenza umana sul nostro territorio.

Alla visita guidata del mattino al museo archeologico del Finale  (Finale Ligure, SV) condotta dalle esperte guide interne del museo, farà seguito nel primo pomeriggio un’esperienza autenticamente inedita alle grotte di Toirano, dove a condurre la visita sarà una guida d’eccezione: sarà infatti la nuova direttrice scientifica del sito, la dott.ssa Marta Zunino, a prendere per mano i partecipanti ed accompagnarli per una visita speciale, appositamente incentrata sui reperti paleoantropologici del sito e non ancora proposto al largo pubblico.

PARTECIPAZIONI E PRENOTAZIONI

L’attività è aperta non solo ai corsisti, ma anche ai soci Ambiente & Cultura e a chiunque si voglia aggregare (la prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata entro il venerdì  1 dicembre, utilizzando il modulo che si trova in fondo  questa pagina).

I LUOGHI VISITATI

L’itinerario permette di toccare tutti gli aspetti salienti della più antica preistoria umana nell’area del Ponente Ligure. La locale Pietra di Finale e i fenomeni carsici che interessarono gli affioramenti calcarei della zona portarono alla formazione di numerose grotte e caverne, che favorirono l’inse­diamento umano fin dalle epoche più remote. Il percorso museale in dieci sale del Museo archeologico del Finale sviscera in particolar modo le tematiche inerenti il Paleolitico inferiore e superiore (da 350mila a 10mila anni fa), il Neolitico (5800 – 3600 a.C.) e le età dei metalli comprendenti l’età del Rame (3.600-2.200 a.C.), del Bronzo (2.200-900 a.C.) e del Ferro (900-180 a.C.), per toccare nelle ultime tre sale le vicende della conquista e dominio romano e i primi secoli medioevali.

I materiali delle culture paleolitiche coprono un arco di tempo molto ampio, da circa 400mila a 10mila anni fa, ed è possibile percorrere per intero la lenta evoluzione della tecnica di scheggiatura della pietra.

I bifacciali provenienti da siti all’aperto dell’Altopiano delle Mànie e dalla Caverna delle Fate, costituiscono eccezionali reperti dell’Homo heidelbergensis del Paleolitico inferiore (350mila-120mila anni fa).

Dagli stessi siti provengono anche importanti testimonianze della specie umana successiva, l’Uomo di Neandertal con la sua cultura musteriana, vissuto nel corso del Paleolitico medio (120mila-38mila anni fa). Preziose tracce di questo nostro antenato sono state restituite dall’Arma delle Mànie e dalla Caverna delle Fate, che ha conservato i resti ossei di almeno cinque individui, sia bambini che adulti. Tali resti sono esempi finora unici nel panorama archeologico dell’Italia settentrionale.

Il Neolitico, invece, si sviluppò in Liguria dal 5800 a.C. circa e le prime evidenze di questa “rivoluzione”, dovuta a nuove popolazioni, forse giunte dal mare dall’Italia centro-meridionale, compaiono proprio nel Finalese. La maggior parte delle testimonianze di questo periodo si sono conservate in caverne, alcune note a livello internazionale per il loro valore scientifico, quali la Caverna delle Arene Candide e la Grotta Pollera.
Nelle sale sono esposti numerosi esempi della produzione ceramica, sia della Cultura della Ceramica Impressa, sia della Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata, oltre ad utensili in pietra scheggiata realizzati in selce o in ossidiana.

Nel pomeriggio l’itinerario prosegue con la visita speciale alle grotte di Toirano a cura della nuova direttrice scientifica del sito, la dott.ssa Marta Zunino, con approfondimenti ancora inediti per il largo pubblico. Le grotte di Toirano, in provincia di Savona a pochi chilometri da Finale Ligure, sono un complesso di cavità carsiche di rilevanza turistica, note per la varietà di forme di stalattiti e stalagmiti, per la loro estensione, per il ritrovamento di tracce dell'”Homo Sapiens Sapiens” di oltre 12.000 anni fa e resti di Ursus spelaeus di circa 25.000 anni di età. Il percorso è di circa 1200 metri, all’interno della grotta la temperatura è costante a circa 16°C e si consigliano calzature adeguate per il percorso che in certi punti può essere scivoloso.

PROGRAMMA

Ecco il dettaglio del programma dell’escursione giornaliera:

All’interno di una delle sale del museo archeologico del Finale

Il ritrovo per la partenza è alle 8.15 al parcheggio del cimitero di Alba; per il trasporto ci si può organizzare con le macchine per viaggi comuni, con un risparmio economico ed ecologico.

I punti di raccolta delle iscrizioni/quote sono o il parcheggio del cimitero di Alba o davanti al Museo (per chi volesse raggiungere la meta autonomamente e trovarsi direttamente lì, basta che lo segnali nel box del modulo di prenotazione).

8.15 RITROVO PARCHEGGIO CIMITERO E RACCOLTA ISCRIZIONI e organizzazione viaggi in comune

8.30 PARTENZA

10.15 RITROVO A FINALE PRESSO IL MUSEO DEL FINALE

10.30 INIZIO VISTA GUIDATA (durata circa 90 minuti)

12.00 TERMINE VISITA GUIDATA

PAUSA: PRANZO LIBERO (il museo è nel centro storico cittadino)

13.45 PARTENZA DA FINALE LIGURE ALLA VOLTA DI TOIRANO

14.15 ARRIVO presso le GROTTE DI TOIRANO

14.30 INIZIO VISITA GUIDATA SPECIALE CON LA DIRETTRICE MARTA ZUNINO (90 minuti)

16.00 TERMINE VISITA

DALLE 16 ALLE 17 MOMENTO CONVIALE FINALE (per chi desidera partecipare)

17.30 circa PARTENZA PER IL RITORNO AD ALBA

19.OO circa ARRIVO AD ALBA

COSTI

I costi sono comprensivi di biglietti di ingresso e visite guidate:

All’interno delle grotte di Toirano

– 16 euro per tesserati Ambiente & Cultura

– 20 euro per non tesserati

I costi non comprendono il trasporto (ci si può organizzare con le auto per risparmio economico ed ecologico).

Per partecipare all’escursione è necessaria la prenotazione entro venerdì 1 dicembre.

Per prenotare compila il modulo sottostante.

Prenotazione - eventi & itinerari

ATTENZIONE: SE NON SI VIENE INDIRIZZATI SULLA PAGINA DI RINGRAZIAMENTO LA PRENOTAZIONE NON E' ANDATA A BUON FINE. Compila questo modulo per prenotare un evento.

  • Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.
  • I tuoi dati

  • Inserire il proprio nome e cognome in forma estesa e completa.
  • Descrivere i partecipanti e suddividerne il numero secondo la tipologia di biglietto. Esempio: 2 adulti (biglietto intero) e 2 bimbi under 10 (omaggio)
  • Indicare ad esempio la presenza di un alunno disabile o altre eventualità specifiche.
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    Il trattamento dei dati forniti è finalizzato all'espletamento del servizio richiesto (eventi culturali, mondo della scuola, proposte itinerari). I dati non saranno comunicati e/o diffusi a terzi dalla nostra associazione. Il conferimento dei dati è facoltativo ma necessario per l'espletamento del servizio. La conservazione dei dati sarà effettuata dal titolare fino a revoca del servizio da parte dell'interessato o fino a conclusione del servizio stesso. L'interessato ha diritto di accesso ai dati, alla loro rettifica, cancellazione e limitazione al trattamento per motivi legittimi e che per l'esercizio di tali diritti ci si potrà rivolgere a info@ambientecultura.it.

I libri di Francesco Corni al bookshop del museo

Avete presente quel bel disegno ricostruttivo di Alba Pompeia che trovate sull’archeomappa di Alba Sotterranea?

E’ stato realizzato da Francesco Corni e, in questi giorni, l’associazione Ambiente & Cultura ha reso disponibile presso il bookshop del museo civico archeologico e di scienze naturali “Federico Eusebio” di Alba alcuni dei suoi libri.

Chi è Francesco Corni?

E’ un maestro del disegno manuale che, dal 1975, si dedica alla documentazione dei beni culturali e, dal 1980, collabora con le Soprintendenze regionali e altri enti di ricerca per la realizzazione di disegni ricostruttivi che, molto spesso, si possono incontrare in pubblicazioni divulgative, sui pannelli esplicativi di siti archeologici o monumenti architettonici e su altri contributi didattici.

Ma come mai abbiamo scelto proprio i suoi libri?

L’antica Augusta Taurinorum (moderna Torino), nel suo disegno

Perché, al rigore scientifico proprio di una persona abituata a lavorare con prestigiosi enti di ricerca, questi disegni riescono nell’intento di evocare presso gli osservatori quello che era l’aspetto originario di monumenti e siti archeologici. Infatti, l’abilità manuale del disegnatore consente, da un lato, di avere un’immagine chiara di ciò che ormai è ridotto allo stato di rudere o scomparso, dall’altra, accende quella immaginazione necessaria a percepire  città, regioni e castelli di epoche ormai remote.

 

Insomma, se desiderate un contributo divulgativo caratterizzato da una rigorosa attenzione al dato scientifico, questi libri fanno al caso proprio.

Ricostruzione del castello di Fenis, in Valle d’Aosta

La vendita di questi libri costituisce una sorta di preambolo in vista di  future attività che l’associazione ha intenzione di organizzare con Francesco Corni e di cui, eventualmente, vi forniremo la natura su questo sito web.

Per adesso, ecco l’elenco dei libri disponibili presso il bookshop del museo civico archeologico e di scienze naturali “Federico Eusebio” di Alba, con le rispettive schede descrittive: