Nata come residenza per il periodo estivo e per la stagione di caccia, per accogliere ospiti illustri e per trascorrere i momenti di svago, Villa Arconati apre le porte, per il secondo anno consecutivo, nei mesi più caldi e di vacanza per ricevere nuovi “ospiti importanti”: i visitatori che vorranno intrattenersi per qualche ora in un ambiente ricco di arte e cultura e che contribuiranno così, attraverso il loro biglietto, al mantenimento e al restauro della villa stessa, di cui si occupa la Fondazione Augusto Rancilio dal 2011.

Villa Arconati, facciata principale
Originatosi da una cascina fortificata con le corti intorno – detta “Castellazzo” – esistente almeno dal XIV secolo, poi trasformatosi in centro agricolo per la gestione delle campagne circostanti, l’edificio alla fine del Cinquecento poteva già considerarsi villa, anche se era molto più semplice e limitata di come appare oggi.

Statua del Pompeo Magno
Si deve al conte Galeazzo Arconati Visconti, che nel 1610 acquistò la villa con le corti, le campagne e i boschi annessi, il più grande intervento di valorizzazione: ampliò la villa di una nuova ala, innalzò il piano nobile, sostituì le rustiche colonne del portico con colonne binate, impostò i giardini secondo il gusto “all’italiana” e destinò alla dimora anche la funzione di “museo”, cioè di luogo di raccolta ed esposizione delle sue collezioni di marmi (tra cui il cosiddetto Pompeo Magno, la statua sotto la quale secondo la leggenda fu ucciso Giulio Cesare, e il Monumento funebre a Gaston de Foix), di dipinti (di artisti quali Tiziano e Parmigianino) e di manoscritti (primo tra tutti il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, da Galeazzo stesso poi donato alla Biblioteca Ambrosiana dove ancor oggi si trova grazie alla sua clausola: che non venisse mai allontanato da Milano perché questo era il suo regalo ai concittadini).
I successori continuarono ad apportare alla Villa modifiche ed ampliamenti, ma sempre secondo una coerenza di stile e un’uniformità di insieme che rendono difficile riconoscere le parti successive.
Lo splendore che la distinse per tutto l’arco del XVII e XVIII secolo le procurò il soprannome di “Piccola Versailles italiana”. Indice della ricchezza che ormai la villa aveva raggiunto può essere il fatto che alla fine del ‘700, quando morì l’ultimo Arconati e questa passò ai Busca, la nuova famiglia tentò subito di rivenderla comprendendo l’onere del suo mantenimento e potenziale acquirente fu l’arciduca Ferdinando, figlio dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, che vi inviò il Piermarini a stimarla e che gliela sconsigliò semplicemente perché le scuderie non erano abbastanza grandi.

Fontana del delfino
Molto del suo fascino si deve però ai ben dodici ettari di parco che la circondano. Galeazzo investì notevolmente nel giardino, punto di forza di ogni villa di delizie che si rispetti, perché questo avrebbe contribuito in maniera decisiva a rendere tutto il possedimento un manifesto dell’importanza della famiglia. Per garantire l’effetto di stupore che la Villa doveva suscitare sull’ospite disseminò il parco di fontane, un labirinto, numerosi giochi d’acqua – realizzati grazie ai progetti di Leonardo custoditi nel già citato Codice Atlantico e attualmente tornati attivi grazie ai restauri in corso –, di teatri – luoghi ameni dove sostare, intrattenersi in conversazioni, riflettere, leggere e solo talvolta assistere alle acrobazie di un artista, ad uno spettacolo o a un concerto –, e di “angoli meravigliosi” come la voliera e il casino di caccia in cui erano custoditi animali esotici e specie rare, o il giardino dei limoni che “ospitava” piante esotiche, ritirate nella stagione fredda all’interno di una sorta di serra detta “limonaia”. Ma gli scherzi e le illusioni ottiche per questo continuo effetto sorpresa coinvolgevano anche l’architettura stessa: all’interno tanti specchi disposti nelle stanze duplicavano all’infinito le immagini, molteplici trompe-l’œil pittorici “sfondavano” lo spazio di pareti e soffitti e due monocromi di Francesco Podesti dipinti sul muro apparivano come due quadri appesi, mentre all’esterno la facciata laterale settecentesca, che fronteggia il “parterre delle ballerine” (un’architettura in mattoni e verde studiata per accompagnare gli ospiti verso l’ingresso, detto “delle ballerine” per la forma in cui venivano potati i bossi che lo costituivano) serviva a confondere i visitatori provenienti da Milano, che così pensavano di essere giunti alla villa sbagliata.

Parterre delle ballerine

Corte nobile con sculture di Carlo Ramous
Oggi come allora Villa Arconati detiene il suo ruolo di villa di delizie, luogo in cui rilassarsi, sorprendersi e intrattenersi, e di ambiente espositivo di collezioni d’arte, infatti attualmente sono allestite due mostre. La prima è un’esposizione che ha luogo all’aperto, nella corte nobile, e che vede le tipiche sculture astratte di grandi dimensioni del milanese di fama internazionale Carlo Ramous, in programma per tutta la stagione di apertura, fino al 23 ottobre.

Emanuele Gregolin, Figura (Diana), 2015
La seconda mostra, dal titolo Vibrazioni, è collocata nelle scuderie ed è prevista fino al 18 settembre. Le opere dell’artista Emanuele Gregolin hanno un particolare legame con il contesto, infatti sono dedicate a Villa Arconati e per questo intrise di citazioni che al visitatore attento sembreranno familiari perché svelano rimandi a particolari magari appena visti, ma le rappresentazioni non scadono nell’illustrazione, bensì si contraddistinguono per la sua capacità di reinventare, perciò talvolta potranno costituire uno stimolo ad andare a ricercare il riferimento di un particolare sfuggito.
Villa Arconati è aperta tutte le domeniche fino al 23 ottobre dalle 10.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle 18.00). Per informazioni visita il sito http://www.villaarconati-far.it/
Clicca qui per vedere il servizio andato in onda al TGR Lombardia il 28 agosto 2016.
Carla Manera: Maestra e Coreografa
/in Viaggi & MiraggiCarla Manera
Inizia lo studio della danza classica con il maestro Giulio Cantello (Teatro Regio). Studia poi con George Bodnarciuc (direttore dell’Opera di Bucarest), con Kathryn Wade (direttrice dell’English National Ballet School di Londra), con Pompea Santoro, Grazia Galante, Helene Diolot, …
Frequenta diversi corsi di specializzazione in Europa ed in America: nella scuola dell’Alvin Ailey American Dance Theatre, nella scuola di Maurice Bejart.
Lavora in diverse compagnie italiane ed estere, anche come solista in spettacoli di repertorio.
Si specializza in danza contemporanea, moderna e jazz con Edward Morris Gaines, Fabrizio Mainini, James Rogers,Lindsay Kemp, Caroline Carlson, Fabrizio Monteverde, Mauro Astolfi, Christopher Huggins, Franco Miseria, Steve la Change, Brian & Garrison, Max Luna III, Daniel Tinazzi, Andrè de la Roche, Don Marasigan,…
Laureata in Architettura nel 1996, apporta alle conoscenze artistiche contributi tecnici di progettazione, di scenografia e regia.
Inoltre studia canto ed impostazione vocale con la cantante jazz Francesca Oliveri.
Collabora con musicisti (Buonafede, Colonna, Viola, ecc.) come coreografa e ballerina in spettacoli tematici.
Negli anni segue diversi corsi di specializzazione per insegnanti e per coreografi con maestri e coreografi di chiara fama quali Loris Petrillo e Robert North.
Direttrice artistica e regista di spettacoli di arte varia (danza musica dal vivo e teatro)intitolati al Fantasy.
Insegnante e collaboratrice di Scuole di danza sia per i corsi scolastici che per il corso di formazione professionale.
Collaboratrice e insegnante del grande evento internazionale dedicato alla danza di Pinerolo “Week end in Palcoscenico”.
Collaboratrice alla regia e coordinazione logistica e attrice in un film di produzione italo canadese con il regista Joseph Tito e Silvio Oddi…
Con lo studio della Kinesiologia apporta nuove conoscenze all’insegnamento della danza, soprattutto sul lavoro relativa alla postura.
Direzione artistica di grandi eventi internazionale con cantanti e attori di chiara fama (Antonella Roggero, Irene Fornaciari, Maria Grazia Cucinotta, Comici di Zelig e Colorado).
Laboratori didattici per le scuole materne, primarie e secondarie.
Attrice brillante e cantante
Chiara Benedicti: la Terra
/in Viaggi & MiraggiChiara Benedicti – Danzandeor gruppo Cash
Inizia lo studio della danza classica all’età di 4 anni con l’insegnante Simona Rivotti presso la Julie’s school of dancing di Cuneo diretta da Julie Carr.
Dall’età di 6 anni prosegue lo studio della danza classica, moderna e funky sotto la guida dell’insegnante Carla Manera presso la scuola di danza professionale Alballetto di Alba (CN).
Nello stesso periodo si avvicina al mondo della street dance seguendo per diversi anni corsi di Breakdance e Hip Hop.
A partire dal 2002 partecipa a numerosi concorsi, come “Weekend In Palcoscenico” di Pinerolo (TO) e a stages con molti maestri internazionali quali Steve La Chance, Loris Petrillo, Alex Atzewi, Johan Inger, Idan Sharabi e Dor Mamalia, Natalia Horecna.
Affina la propria formazione classica con il maestro Giulio Cantello e moderna e contemporanea con la maestra e coreografa Carla Manera.
Partecipa come ballerina a diversi spettacoli teatrali e di Arte Varia in numerosi teatri del Piemonte e della Liguria, collaborando con diverse Compagnie; si esibisce anche durante il Festival “Collisioni” di Barolo (CN). Prende parte anche agli spettacoli di musica dal vivo e danza con diversi gruppi musicali della provincia quali “Sound in action“, “Il Lago dei Cigni” e i “Sarah’s Back“. E’ inoltre protagonista del video musicale “Over” della rock band THEBUCKLE.
Chiara Benedicti – Danzandeor gruppo Cash
Dal 2009 collabora con la scuola Alballetto come assistente per le lezioni di propedeutica e nel 2012 fonda con le colleghe Chiara Rinaldi e Sara Merlino l’Associazione Sportiva Dilettantistica DanzAndeor (Neive (CN)), proponendo con grande successo corsi di danza classica, contemporanea, moderna e Hip Hop in tutta la provincia.
Dal 2013 è ballerina presso l’evento internazionale “Il Magico Paese di Natale” presso il Castello di Govone (CN) con la regia di Vincenzo Santagata; nell’ambito della manifestazione partecipa come ballerina allo spettacolo “La Fabbrica di Cioccolato” con la regia di Diego Casale. Fa inoltre parte del cast delle “Notti della Natività” organizzate dal Borgo di San Lorenzo presso il Duomo di Alba (CN), ballando quindi con artisti quali Enrico Ruggeri, Antonella Ruggiero, Renzo Rubino, Ivana Spagna.
Nel 2014 vince con l’Associazione Danzandeor il premio “Città in Danza” di Torino, potendo partecipare ad uno stage formativo con la maestra Pompea Santoro.
Nel 2016 vince nuovamente il primo premio presso “Città in Danza” di Torino, aggiudicandosi la partecipazione alla Rassegna Finale presso Chianciano Terme (SI).
Attualmente è insegnante di propedeutica, danza moderna e contemporanea presso DanzAndeor ASD, si aggiorna costantemente ed è attenta al benessere psico-fisco del ballerino, integrando le sue lezioni con esercizi di yoga e pilates; affina inoltre la sua ricerca artistica con lezioni di discipline aeree.
Parallelamente al percorso artistico si è diplomata al Liceo Classico G.B. Gandino di Bra, ha ottenuto una Laurea Triennale in Scienze Biologiche ed una Laurea Magistrale in Biologia Cellulare e Molecolare con lode.
Grazie alle sue spiccate capacità didattiche dal 2016 collabora con il Museo archeologico e di Scienze Naturali Federico Eusebio di Alba apportando le sue conoscenze scientifiche ed il suo contributo artistico con performance di Arte e Cultura all’interno di rassegne negli spazi museali.
L’associazione Danzandeor
/in Viaggi & MiraggiL’ASD propone corsi di propedeutica, danza classica, moderna, contemporanea ed Hip Hop per bambini e ragazzi di tutte le età ed opera in diversi centri Patrocinanti della provincia di Cuneo (Dogliani, Alba, Neive, Bossolasco, Lequio Berria, Diano d’Alba, Monforte d’Alba).
L’Associazione organizza spettacoli di fine anno accademico tematici, in cui l’arte tersicorea è arricchita dalla musica dal vivo, dal canto, dall’acrobatica e dal teatro, creando con le proprie performance un contenitore di idee in senso più ampio, avvalendosi di collaboratori professionisti e riscontrando grande successo. Fra gli altri ricordiamo:
“Le Scarpette di Vernice Nera”, da un testo di Adriano Poncellini (2013)
“Tv e nuovi media”, in collaborazione con il regista, poeta ed insegnante Paolo Isaia (2014)
“Ritratti in Danza” (2015)
“Coppelia” (2016), con la voce narrante dell’attrice teatrale Ilva Fontana
“I 4 Elementi” (2016)
DanzAndeor è inoltre protagonista di diversi spettacoli, rassegne e concorsi in Piemonte e in Italia tra i quali “Vercelli’n Danza” Vercelli (VC), “Città in Danza” Teatro Nuovo di Torino, “Rassegna finale Città in Danza” Chianciano Terme (SI), “il Ritmo della Vita” Collegno (TO), ed ha un occhio di riguardo per le iniziative solidali e di beneficenza, esibendosi per “La Collina degli Elfi” ONLUS, Telethon, AIRC, e piccole realtà volte al sociale sul territorio.
Nel 2013 DanzAndeor fonda la palestra Experience a Neive (CN), sede attuale dell’Associazione, e nel 2016 contribuisce al rinnovo della Sala Bianca Lancia presso il comune di Dogliani (CN), dove da anni opera.
L’Associazione negli anni si è ingrandita e ad oggi consta di oltre 100 associati, promuovendo la danza come disciplina costruttiva e arricchente, formando giovani ballerini sia a livello amatoriale che semiprofessionale.
DanzAndeor sostiene l’importanza del movimento ad ogni età come fonte di benessere psico-fisico, per questo motivo organizza con docenti qualificati corsi di Pilates, ginnastica dolce, aerobica e step, Zumba e kick boxing; inoltre dal 2016, l’Associazione collabora con la campionessa dell’Italian Pole Dance Contest (categoria semi-pro) Lisa Mozzone, proponendo stages e lezioni di Acrobatica e Pole Dance.
Il contrabbasso di Giovanni Sanguineti
/in Viaggi & MiraggiGiovanni Sanguineti
Giovanni Sanguineti ha studiato con insegnati di fama mondiale. Negli anni di maturazione professionale ha suonato moltissimi importanti artisti americani e italiani. E’ elemento fisso nei gruppi di David Hazeltine, Grant Stewart, Jim Rotondi, Kristian Borring…
Ha inciso 4 dischi con la pianistacantante Patti Wicks, nel 2008 ha inciso il suo primo disco solista “Hard to Find – Tribute to Leroy Vinnegar” con Ed Thipen e David Hazeltine al quale sono seguiti “Mindfulness” con Grant Stewart, “Along came Benny” e “Moods and Vibes”.
(Il Secolo XIX).
Filippo Cosentino: “Tre” in chitarra baritona
/in Viaggi & MiraggiFilippo Cosentino guida l’associazione Milleunanota
Chitarrista tra i più apprezzati del panorama musicale italiano e internazionale, Filippo Cosentino si contraddistingue per l’uso delle chitarre acustiche (tradizionale e/o baritona) ma anche elettriche e per la ricerca musicale che caratterizza sia le sue composizioni che il suo fraseggio sempre ricco di melodia e influenzato dalle musiche medio-orientali e più in generale dell’area del Mediterraneo. Chitarrista raffinato, elegante e al tempo stesso dotato di un linguaggio maturo e ben distinguibile nel panorama musicale attuale.
Ricche le sue collaborazioni con artisti nazionali e internazionali.
Scrive anche colonne sonore per documentari e cinema tra cui il pluripremiato dock-film “Meno 100kg”. La critica nazionale e internazionale ne ha sancito la maturità artistica già al secondo album – Human Being (ERL) – definendolo “musicista maturo, in possesso di notevoli mezzi compositivi e artistici” oppure paragonando le sue musiche “al Pat Metheny più ispirato”. Luigi Viva ha definito il suo disco L’astronauta “consigliato agli amanti dei dischi ECM di un tempo”. Il disco Tre in chitarra baritona sola è stato definitivo “un’opera d’arte” dal magazine Chitarre.
Le riviste Chitarre e GuitarClub gli hanno dedicato prestigiose interviste e recensioni. Recentemente il suo disco L’astronauta è stato inserito dal prestigioso magazine web Jazz Convention fra i 90 dischi più rappresentativi tra il 2010 e il 2015.
Cheikh Sadibou Fall e il progetto “Kora Beat”
/in Viaggi & MiraggiCheikh Sadibou Fall
All’eta di quattro anni, inizia con il padre lo studio di strumenti utilizati nei rituali, quali i cabala e dalla madre apprende il canto religioso. All’età di sette ,si avvicina al Sabar e il Djembé seguendo il suo primo maestro Baye Cheikh Mbaye, fondatore del gruppo Bakh Yaye. Approfondirà lo studio con diversi maestri di percussioni, quali Khalifa Konte, Balla Niang Toure, Amor Ngingue con il suo maestro di riferimento Kissima Diabaté di fama internazionale. All’età di quindici anni, intraprende lo studio della Kora con il maestro Amadou Fall, korista di Babà Maal, e in seguito, con il maestro Soriba Kouyate, virtuoso di questo strumento, che collabora con musicisti come Peter Gabriel, Youssou Nour, Salif Keita e Paolo Fresu.
Qualche tempo dopo diventerà Djembé-solista all’interno del Balletto Djembé Rithm di Guediawaye e anche nel gruppo Bakh Yaye, con il quale incide il suo primo disco del titolo “Ndioukel”.
Nel luglio 2005 partirà una tournée in Belgio, in occasione del festival mondiale de folklore.
Nello stesso anno verrà chiamato in Italia per concerti stage animazioni, e si stabilisce a Genova.
In questo contesto, inizierà una intensa collaborazione con la Banda di Piazza Caricamento, con la quale incide due dischi “babelsound” e “nutown”, con Antonella Ruggero. Nel 2007 inizia a lavorare con Saba Anglana, cantante e attrice italo-etiope e con la sua band parteciperà all’incisione di due dischi “Biyo” e “LIFE changanyisha” e avrà l’occasione di collaborare con Nicolò Fabi.
La Kora
Negli anni a seguire partecipa al “Sangallo progect: ritmi e canti dell’Africa subsahariana” di Tate Nsongan, artista camerunese membro del gruppo piemontese Mau Mau.
Nel novembre 2011 nasce “Kora Beat“, un progetto musicale interculturale. L’intenzione è quella di sviluppare le potenzialità della Kora, fondendo i ritmi e i suoni africani con strumenti occidentali quali il sax, la batteria e il basso elettrico, dando vita ad admosfere musicali afro jazz, blues, lattin e reggae.
Nel luglio 2015 esce il suo primo disco solista con il progetto Kora Beat “afrique unite“. Nell’arco di questi anni con Saba Angolana, viene invitato in Kenya per amerò, poi a Addis Abeba. Recentemente è stato invitato al festival internazionale di Wagadougou a partecipare ai corsi con Irene Tassambedo e Serge danzatore coreografo del Burkina Faso.
Le delizie di una Villa
/in Arte & LetteraturaNata come residenza per il periodo estivo e per la stagione di caccia, per accogliere ospiti illustri e per trascorrere i momenti di svago, Villa Arconati apre le porte, per il secondo anno consecutivo, nei mesi più caldi e di vacanza per ricevere nuovi “ospiti importanti”: i visitatori che vorranno intrattenersi per qualche ora in un ambiente ricco di arte e cultura e che contribuiranno così, attraverso il loro biglietto, al mantenimento e al restauro della villa stessa, di cui si occupa la Fondazione Augusto Rancilio dal 2011.
Villa Arconati, facciata principale
Originatosi da una cascina fortificata con le corti intorno – detta “Castellazzo” – esistente almeno dal XIV secolo, poi trasformatosi in centro agricolo per la gestione delle campagne circostanti, l’edificio alla fine del Cinquecento poteva già considerarsi villa, anche se era molto più semplice e limitata di come appare oggi.
Statua del Pompeo Magno
Si deve al conte Galeazzo Arconati Visconti, che nel 1610 acquistò la villa con le corti, le campagne e i boschi annessi, il più grande intervento di valorizzazione: ampliò la villa di una nuova ala, innalzò il piano nobile, sostituì le rustiche colonne del portico con colonne binate, impostò i giardini secondo il gusto “all’italiana” e destinò alla dimora anche la funzione di “museo”, cioè di luogo di raccolta ed esposizione delle sue collezioni di marmi (tra cui il cosiddetto Pompeo Magno, la statua sotto la quale secondo la leggenda fu ucciso Giulio Cesare, e il Monumento funebre a Gaston de Foix), di dipinti (di artisti quali Tiziano e Parmigianino) e di manoscritti (primo tra tutti il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, da Galeazzo stesso poi donato alla Biblioteca Ambrosiana dove ancor oggi si trova grazie alla sua clausola: che non venisse mai allontanato da Milano perché questo era il suo regalo ai concittadini).
I successori continuarono ad apportare alla Villa modifiche ed ampliamenti, ma sempre secondo una coerenza di stile e un’uniformità di insieme che rendono difficile riconoscere le parti successive.
Lo splendore che la distinse per tutto l’arco del XVII e XVIII secolo le procurò il soprannome di “Piccola Versailles italiana”. Indice della ricchezza che ormai la villa aveva raggiunto può essere il fatto che alla fine del ‘700, quando morì l’ultimo Arconati e questa passò ai Busca, la nuova famiglia tentò subito di rivenderla comprendendo l’onere del suo mantenimento e potenziale acquirente fu l’arciduca Ferdinando, figlio dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, che vi inviò il Piermarini a stimarla e che gliela sconsigliò semplicemente perché le scuderie non erano abbastanza grandi.
Fontana del delfino
Molto del suo fascino si deve però ai ben dodici ettari di parco che la circondano. Galeazzo investì notevolmente nel giardino, punto di forza di ogni villa di delizie che si rispetti, perché questo avrebbe contribuito in maniera decisiva a rendere tutto il possedimento un manifesto dell’importanza della famiglia. Per garantire l’effetto di stupore che la Villa doveva suscitare sull’ospite disseminò il parco di fontane, un labirinto, numerosi giochi d’acqua – realizzati grazie ai progetti di Leonardo custoditi nel già citato Codice Atlantico e attualmente tornati attivi grazie ai restauri in corso –, di teatri – luoghi ameni dove sostare, intrattenersi in conversazioni, riflettere, leggere e solo talvolta assistere alle acrobazie di un artista, ad uno spettacolo o a un concerto –, e di “angoli meravigliosi” come la voliera e il casino di caccia in cui erano custoditi animali esotici e specie rare, o il giardino dei limoni che “ospitava” piante esotiche, ritirate nella stagione fredda all’interno di una sorta di serra detta “limonaia”. Ma gli scherzi e le illusioni ottiche per questo continuo effetto sorpresa coinvolgevano anche l’architettura stessa: all’interno tanti specchi disposti nelle stanze duplicavano all’infinito le immagini, molteplici trompe-l’œil pittorici “sfondavano” lo spazio di pareti e soffitti e due monocromi di Francesco Podesti dipinti sul muro apparivano come due quadri appesi, mentre all’esterno la facciata laterale settecentesca, che fronteggia il “parterre delle ballerine” (un’architettura in mattoni e verde studiata per accompagnare gli ospiti verso l’ingresso, detto “delle ballerine” per la forma in cui venivano potati i bossi che lo costituivano) serviva a confondere i visitatori provenienti da Milano, che così pensavano di essere giunti alla villa sbagliata.
Parterre delle ballerine
Corte nobile con sculture di Carlo Ramous
Oggi come allora Villa Arconati detiene il suo ruolo di villa di delizie, luogo in cui rilassarsi, sorprendersi e intrattenersi, e di ambiente espositivo di collezioni d’arte, infatti attualmente sono allestite due mostre. La prima è un’esposizione che ha luogo all’aperto, nella corte nobile, e che vede le tipiche sculture astratte di grandi dimensioni del milanese di fama internazionale Carlo Ramous, in programma per tutta la stagione di apertura, fino al 23 ottobre.
Emanuele Gregolin, Figura (Diana), 2015
La seconda mostra, dal titolo Vibrazioni, è collocata nelle scuderie ed è prevista fino al 18 settembre. Le opere dell’artista Emanuele Gregolin hanno un particolare legame con il contesto, infatti sono dedicate a Villa Arconati e per questo intrise di citazioni che al visitatore attento sembreranno familiari perché svelano rimandi a particolari magari appena visti, ma le rappresentazioni non scadono nell’illustrazione, bensì si contraddistinguono per la sua capacità di reinventare, perciò talvolta potranno costituire uno stimolo ad andare a ricercare il riferimento di un particolare sfuggito.
Villa Arconati è aperta tutte le domeniche fino al 23 ottobre dalle 10.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle 18.00). Per informazioni visita il sito http://www.villaarconati-far.it/
Clicca qui per vedere il servizio andato in onda al TGR Lombardia il 28 agosto 2016.
Sotto lo sguardo di San Lorenzo
/in Archeologia & StoriaSan lorenzo Martire e la graticola
Il patrono della città di Alba, San Lorenzo, verrà festeggiato tradizionalmente mercoledì 10 agosto.
Sono numerose le iniziative di arte, storia, musica ed intrattenimento organizzate per questa lunga notte, ma il momento più significativo delle celebrazioni sarà la Messa solenne in onore di San Lorenzo, alle ore 20:30, nella Cattedrale, concelebrata dal Vescovo, dal Parroco e dai Parroci cittadini e della diocesi. Terminata la Messa si muoverà, intorno alla Cattedrale dedicata al Santo, la Processione con le Sacre Reliquie di San Lorenzo, scortata dai dignitari del Borgo di San Lorenzo.
In piazza Risorgimento, dalle ore 22:00, si terrà il recital operistico “E lucevan le stelle”, con la partecipazione del tenore Gianluca Pasolini, del soprano Nino Gogichaishvili e della pianista Elisa Cerri.
La Cattedrale di San Lorenzo e piazza Risogimento
Dalle 21 alle 23, nel cortile della Maddalena, di fronte al museo Eusebio, gli Astrofili Monferrini metteranno a disposizione i loro telescopi e le loro competenze per osservare le stelle che, in queste calde serate estive, regalano un bellissimo spettacolo e, si dice, “avverino i desideri”.
Osservazione della volta stellata coi telescopi al cortile della Maddalena
Dalle ore 23:00 i volontari del Borgo San Lorenzo, che hanno contribuito all’organizzazione della festa, offriranno un calice di moscato, le pesche con il moscato, freschi ghiaccioli e tante altre sorprese.
Nel corso dei festeggiamenti i ristoranti ed i bar di piazza Risorgimento e di piazza Rossetti serviranno la cena di San Lorenzo, preparando un menù dedicato, a prezzi speciali.
Le visite guidate all’affascinante percorso Alba Sotterranea partiranno già nel pomeriggio, alle ore 15:00, 17:00 e 19:00. L’appuntamento è in piazza Risorgimento, davanti all’Ente Turismo. Prenotazioni obbligatorie (sms al 339 7349949 oppure www.ambientecultura.it sezione eventi). L’antico tempio, il teatro e il foro romano, i mosaici e le domus, le antiche mura, il primo fonte battesimale e le torri medievali… L’itinerario comprenderà 3 tappe del Sistema Museale Albese: La città invisibile, la Cattedrale sotterranea e la Chiesa di San Giuseppe e si concluderà al Museo civico “F. Eusebio” che rimarrà aperto fino alle ore 21:00.
La Città Invisibile, tappa num. 1 del percorso di Alba Sotterranea
In città, il 10 agosto, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00, è inoltre aperta alla Wall of Sound Gallery, in via Gastaldi 4, la mostra “Bruce Springsteen. Jungleland. Iconic portraits by Frank Stefanko”.
Prima edizione di Attraverso Festival e speciale Alba Sotterranea
/in Arte & LetteraturaIn programma tra fine agosto e inizio settembre 2016, si svolge la prima edizione di Attraverso Festival, il festival che tra concerti, teatro, cibo e vino, si offre come un vero e proprio percorso turistico-spettacolare per visitare, narrando con parole e musica, il
territorio inserito nella World Heritage List dell’Unesco nel 2014 e quelli limitrofi del Piemonte meridionale, tra Langhe, Roero e Monferrato.
Per questa occasione sono in programma due date speciali di Alba Sotterranea: martedì 30 agosto alle 18:00 e sabato 3 settembre tutto il giorno, ma i possessori del biglietto di Attraverso Festival potranno comunque partecipare ai tour guidati con il biglietto ridotto per tutto il 2016 (per visionare tutte le date clicca qui).
Martedì 30 agosto il Teatro Sociale “G. Busca” accoglierà nella sua Arena esterna la performance di Guido Catalano, mentre sabato 3 settembre sempre al Teatro Sociale di Alba si esibirà Carmen Consoli.
Con lo sguardo al futuro ma il cuore ben saldo nel passato Attraverso ha l’obiettivo di far dialogare tra loro, con gusto, i diversi linguaggi della nostra epoca: quello letterario e quello teatrale, quello musicale e quello della cultura materiale del territorio. Proprio in questo intento sta il significato di una delle parole chiave del Festival, la resilienza, intesa come la capacità di resistere e di reinventarsi partendo dalla propria storia.
Partendo da queste premesse ha preso forma l’articolato programma di Attraverso che raccoglie il testimone di Sale il progetto nato nel 2015 nelle zone dell’ovadese e del gaviese, e ne sviluppa e ampia la portata: tra spettacoli di teatro, concerti, performances, incontri e narrazioni Attraverso raggiunge ben diciannove comuni delle province di Cuneo, Alessandria e Asti.
Un Festival diffuso quindi, nei più diversi luoghi già carichi di storia e di eccellenza, che hanno come denominatore comune la bellezza e il paesaggio delle colline a vite che li contraddistingue, dove nascono i grandi vini piemontesi.
Il variegato programma riflette la ricchezza e la varietà dei territori che lo accolgono, tra bellezze paesaggistiche e prelibatezze eno-gastronomiche. E proprio l’enogastronomia è l’altro protagonista di Attraverso Festival. Partendo da quel denominatore comune delle tre zone qual è il prezioso nettare degli dei presente in varie declinazioni, con i racconti sensoriali dei Narratori del Vino, assaporato durante le degustazioni offerte dalle Pro Loco dei comuni coinvolti e dall’incontro/chiacchiera sul tema “I partigiani del vino” tenuto da Angelo Gaja, Oscar Farinetti e Walter Massa a Barbaresco in occasione dell’ evento conclusivo del Festival che vedrà sullo stesso palco, anche Bella Ciao, il più grande spettacolo di folk revival italiano riallestito cinquanta anni dopo. Vino, buon cibo e spirito di festa popolare.
Attraverso Festival è un progetto di Associazione Culturale Hiroshima Mon Amour e Produzioni Fuorivia e con la collaborazione del Movimento di Resilienza Italiana. E’ realizzato con il Patrocinio di Unesco e dell’Associazione per il patrimonio dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato; il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione CRT e il coordinamento di Fondazione Piemonte dal Vivo. Con l’intervento di Ceretto Vini e con la partecipazione dei comuni di Alba, Barbaresco, Bosio, Canelli, Casale Monferrato, Cella Monte, Costigliole d’Asti, Gavi, Grinzane Cavour, La Morra, Lerma, Monforte d’Alba, Monticello d’Alba, Nizza Monferrato, Novi Ligure, Ovada, Parodi Ligure, Pollenzo-Bra, Rocca Grimalda e con l’Ente Parco Aree protette Appennino Piemontese. Un ringraziamento speciale va inoltre ai numerosi soggetti che già operano sul territorio: ATL Langhe Roero, ATL Alessandria, ATL Asti, le vivacissime Pro Loco, i produttori e le associazioni culturali.
Per maggiori informazioni e per scoprire tutte le esibizioni dei protagonisti clicca qui.
“Sole di Giustizia” – L’operato di San Bernardino da Siena a Bergamo
/in Arte & LetteraturaLa mostra “Sole di Giustizia. San Bernardino da Siena nel patrimonio librario della Biblioteca Civica di Bergamo” che si tiene nell’Atrio Scamozziamo della Biblioteca Civica, in programma dal 13 maggio al 4 giugno 2016, è stata prorogata fino a sabato 9 luglio.
Biblioteca Civica “Angelo Mai”
La Mostra è organizzata dalla Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo in collaborazione con il Centro Culturale delle Grazie in occasione del Dies Bernardinianus 2016, promosso dal Centro e dall’Associazione Amici di San Bernardino di Lallio, in occasione della ricorrenza liturgica annuale, il 20 maggio.
Curatori della Mostra sono il prof. Fabrizio Brena, Coordinatore del Centro Culturale delle Grazie e Docente presso l’Università di Tuebingen, e il dott. Andrea Mora, archivista della Parrocchia Prepositurale di S. Maria Immacolata delle Grazie.
L’esposizione mette in luce l’importanza che il pensiero e l’opera di San Bernardino da Siena hanno avuto per Bergamo e il suo territorio e per la cultura umanistica europea, attraverso un percorso fra testi manoscritti e a stampa che tramandano la vita e le opere del grande francescano, tra cui libri liturgici miniati di grande pregio artistico, realizzati nella seconda metà del XV secolo nello scriptorium bergamasco di Jacopo da Balsemo.
Cinquecentina esposta in mostra
Pagina miniata con la “Predica di San Bernardino”
La Mostra è aperta ad ingresso libero negli orari della Biblioteca, dal lunedì al venerdì dalle 8.45 alle 17.30, il sabato dalle 8.45 alle 13. In mostra è disponibile il catalogo ad offerta libera.
Per informazioni o richieste di visite guidate (anche per piccoli gruppi) contattare: 328.4331392; archivio.grazie@gmail.com