Museo dei piccoli 1 marzo 2017 – Carnevale in museo!

Il 1^ marzo 2017 dalle ore 15.30 alle ore 18.00 torna “Il museo dei piccoli” che consente ai genitori di usufruire del servizio di baby-parking (prenotazione obbligatoria, compilando il modulo sottostante) messo a disposizione dal Civico Museo “F. Eusebio”, regalando, nello stesso tempo, ai propri figli un pomeriggio diverso dal solito. Infatti i bambini, accompagnati o meno dai genitori, saranno sorpresi ed incuriositi da ciò che vedranno esposto in museo e potranno cimentarsi in attività ludico-didattiche pensate appositamente per i piccoli visitatori, con età compresa fra i 5 e i 10 anni.

Questa è la seconda di due date. La prima è il 27 febbraio, per accedere alla clicca qui.

La formula è quella consueta: i bimbi verranno accompagnati nella visita giocata ad una delle sezioni del Museo Civico “F. Eusebio”, durante la quale, attraverso il gioco, apprenderanno curiose notizie sui nostri antenati preistorici o su come si comportano gli animali del bosco o, ancora, su come vivevano gli antichi Romani. Dopo la visita non può mancare il momento della meranda: gustosa e sana, con prodotti biologici e del commercio equo e solidale. Infine, durante un laboratorio pratico, i bambini potranno creare con le proprie mani un piccolo ricordo della giornata da portare a casa.

I genitori sono invitati a indicare eventuali intolleranze alimentari o allergie. Si consiglia di indossare abiti adatti al gioco.

L’attività è soggetta a prenotazione obbligatoria e comporta il versamento di una quota partecipativa corrispondente a 6,00€ (comprensiva di merenda). Sono previsti sconti per i fratellini e le sorelline (4,00€ a testa) e la possibilità di abbonamenti a più giornate (8,00€ per entrambe le date). Per i genitori che volessero partecipare alle attività, viene chiesto il contributo di 1,00 € per l’ingresso al museo.

Per conoscere i temi delle varie giornate clicca qui.

L’attività verrà attivata al raggiungimento del numero minimo di 8 partecipanti, fino ad un massimo di 12.

Le attività si svolgo presso il Civico Museo “F. Eusebio” in via Vittorio Emanuele II n.19 ad Alba (Cortile della Maddalena, in fondo a destra).

Per scaricare il promemoria clicca qui

Per registrarsi, compilare il modulo seguente.

Per info mandare una mail all’indirizzo info@ambientecultura.it oppure contattare via sms il numero 342.6433395.

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Donne venute da lontano. Gioielli di dame longobarde

Orecchini pendenti, VII sec., Roma, Museo Nazionale dell’Altomedioevo.

Orecchini pendenti, VII sec., Roma, Museo Nazionale dell’Altomedioevo.

Come tutti i popoli cosiddetti “barbari” i Longobardi amavano ostentare i propri gioielli e oggetti di oreficeria in genere. Molteplici erano gli accessori impiegati dal gentil sesso a differenti scopi. Tra i più frequenti vi erano le fibule, in argento dorato o decorate a cloison, portate a coppie: una prima coppia più piccola, a ‘S’, veniva adoperata per chiudere il mantello, mentre una seconda più grande, a staffa, era puntata su nastri che scendevano dalla cintura; a seguito dell’influenza romano-bizantina le fibule a ‘S’ furono sostituite da quelle a disco. Significativo è notare che un esemplare rinvenuto “in zona”, la Fibula a ‘S’ proveniente dalla tomba 479 della necropoli di Sant’Albano Stura, era indossato singolarmente e forse di traverso, come indicherebbero i due pendenti con vaghi di vetro e di bronzo. Questa particolarità può testimoniare l’influenza degli usi mediterranei che impiegavano spille a forma circolare, spesso con pendenti, portati al centro e quindi una fase di passaggio nella “moda” longobarda.

Nel loro precedente stanziamento in Pannonia le donne longobarde non usavano né orecchini, né braccialetti, né anelli (se non quelle di origine germanica o romana), mentre l’uso delle collane di perle era diffuso, ma non in maniera ostentata. Giunte in Italia assunsero aspetti del costume locale e, affascinate dalla moltitudine di gioielli, iniziarono a portare anche orecchini, realizzati secondo le tecniche della metallurgia longobarda, e bracciali, alla maniera delle collane che, per lo stesso motivo, divennero molto più frequenti.

Collane, fine VI-inizio VII sec., Torino, Museo di Antichità.

Collane, fine VI-inizio VII sec., Torino, Museo di Antichità.

Fibule a S, fine VI sec., Cividale, Museo Archeologico Nazionale.

Fibule a ‘S’, fine VI sec., Cividale, Museo Archeologico Nazionale.

 

 

 

 

 

 

Peculiarità delle collane era la “polimatericità”: i vaghi che le costituivano potevano

Collana, VII sec., Roma, Museo Nazionale dell’Altomedioevo.

Collana, VII sec., Roma, Museo Nazionale dell’Altomedioevo.

essere in pasta di vetro, cristallo, ambra, corallo, di perle, di ametiste e altre pietre dure; potevano poi essere arricchite con pendagli d’oro, d’argento o di bronzo e a volte persino vecchie monetine romane forate.

 

Nella stessa tomba di Sant’Albano Stura prima citata è stata ritrovata anche una collana con grani di pasta vitrea opacizzata e colorata in verde, giallo, bianco e rosso, mentre una collana di dimensioni minori – che si presume essere di una bambina, forse la figlia – è stata rinvenuta in una tomba vicina.

La pasta di vetro era il materiale primario nei monili ed era apprezzato perché conferiva un’accentuata policromia, caratteristica fondamentale e costante della gioielleria longobarda che si ritrova anche nelle spille o negli orecchini grazie alla presenza di gemme diverse dai colori molteplici.

Collana, fine VI sec., Cividale, Museo Archeologico Nazionale.

Collana, fine VI sec., Cividale, Museo Archeologico Nazionale.

 

 

 

 

 

 

 

Tratto da “Donne venute da lontano. Monili femminili dalla necropoli longobarda di S. Albano Stura“, Caterina Giostra, in “Ornamenta femminili ad Alba e nel Cuneese in età antica“, a cura di Maria Cristina Preacco e Luisa Albanese, 2011. (Per informazioni sul libro clicca qui).

17, 18 e 19 giugno: Il Mercato Europeo & Alba Sotterranea

 

I Mercato Europeo della Federazione italiana venditori ambulanti

I Mercato Europeo della Federazione italiana venditori ambulanti

La 1ª edizione del Mercato europeo ad Alba avrà luogo il 17, 18 e 19 giugno , organizzato dalla Fiva Confcommercio in collaborazione con l’Associazione Commercianti Albesi e con il Comune di Alba. Per l’occasione sono previste date straordinarie di visita ad Alba Sotterranea per i giorni di sabato 18 giugno e domenica 19 giugno.

Ma che cosa sono i Mercati Europei?

I Mercati Europei di Fiva Confcommercio nascono nel 2001, sulla scia delle positive esperienze maturate in altri Paesi comunitari. A cercare una definizione semplice, si può dire che i Mercati Europei sono delle mostre-mercato itineranti dei venditori su aree pubbliche provenienti dai paesi dell’Unione Europea. In realtà i Mercati Europei di Fiva Confcommercio sono molto di più, perchè hanno un valore aggiunto che le consuete iniziative di piazza non riescono ad assicurare.

I luoghi del mercato: via Vico, corso langhe e corso Piave; il punto di ritrovo per i tour di Alba Sotterranea è invece in piazza Risorgimento, detta "del Duomo", in pieno centro storico

I luoghi del mercato: via Vico, corso langhe e corso Piave; il punto di ritrovo per i tour di Alba Sotterranea è invece in piazza Risorgimento, detta “del Duomo”, in pieno centro storico

Nei Mercati Europei, i banchi di provenienza estera sono un centinaio, mentre i rappresentanti delle specificità regionali italiane si aggirano intorno alla ventina. Sotto il profilo merceologico, un 30% di banchi di alimentari si affianca ad un 60% del settore non alimentare, mentre il restante 10% è costituito da operatori che effettuano somministrazione. Gli operatori espongono i prodotti tipici e caratteristici delle nazioni di provenienza, disposti in modo da creare “aree nazionali”.

I Mercati Europei nelle principali piazze italiane

I Mercati Europei nelle principali piazze italiane

È grazie a questa varietà che il Mercato Europeo si realizza in un caleidoscopio di forme, profumi, sapori che ricordano le atmosfere europee, nella loro diversità ma anche nella loro somiglianza. Non è esagerato affermare che i Mercati Europei contribuiscono fattivamente anche al processo di integrazione europea.

Così a Torino come a Padova, a Brescia come a Grosseto, a Cesena come a Livorno, ma anche all’Elba piuttosto che a Follonica o Arona, il Mercato si è distinto per l’originalità e per la strutturazione dell’offerta commerciale, nonchè per la capacità di risaltare le caratteristiche peculiari della città ospitante.

In Piemonte è già arrivata a Cuneo e Novara.

Ora l’Aca e la sezione locale della Fiva guidata dal presidente Battista Marolo, oltre al Comune che si è già detto interessato, vorrebbero portarla ad Alba, da quest’anno, a giugno «in modo da arricchire la proposta turistico-commerciale primaverile», ha spiegato il direttore dell’Aca Giuliano Viglione. Si stima che la manifestazione possa attirare tra i 50 e i 200 mila visitatori, almeno stando ai risultati ottenuti da chi l’ha ospitata finora. Trieste detiene il record con 250 mila presenze.

La galleria dei Summi Viri e il busto dell'imperatore Pertinace presso il Complesso delle Antiche Mura

La galleria dei Summi Viri e il busto dell’imperatore Pertinace presso il Complesso delle Antiche Mura

Per l’occasione sono state quindi previste due date straordinarie di visita ad Alba Sotterranea, i tour alla scoperta delle radici sotterranee della città in compagnia di un archeologo professionista, con turni di visita sia al mattino che al pomeriggio per permettere ai visitatori del Mercato europeo che volessero ritagliarsi una parte della giornata per scoprire una parte importante del patrimonio culturale cittadino.

I tour durano circa un’ora e mezza e conducono il visitatore per tre siti archeologici sotterranei del centro storico per poi concludersi presso il Museo Civico Federico Eusebio e le sue 21 sale di archeologia e scienze naturali.

Sono previsti due turni di vista, uno alle 10.30 e uno alle 15, e la prenotazione è obbligatoria (i turni hanno un numero minimo e massimo di partecipanti, in caso di richieste eccedenti i posti si attivano altri orari di visita) sia per Sabato 18 giugno che per domenica 19 giugno (clicca sulla data per prenotare il tuo turno di visita.

 

Il Mercato europeo si snoderà tra corso Langhe, viale Vico, piazza Cristo Re e corso Piave e prevede la partecipazione di circa 100 ambulanti dei settori food e no food e sarà visitabile dalle ore 10 alle ore 23. Oltre ai Paesi europei, sarà presente una selezione di stati extraeuropei.

Interesserà sicuramente i gourmet e appassionati di gastronomia la possibilità di degustare eccellenze internazionali – dai biscotti bretoni alle torte sacher, dalla paella ai pancake, alle birre irlandesi – nonché, per gli appassionati dell’artigianato, dalle porcellane di Manchester ai bulbi fioriti olandesi, dai copricapo finlandesi ai pupazzi ungheresi. E molto altro ancora, grazie all’annunciata partecipazione di delegazioni da Grecia, Austria, Spagna, Francia, Germania, Lituania, Olanda, Finlandia, Belgio, Brasile, Argentina.

In un momento storico nel quale l’Europa vive un’esigenza urgente di unità e compattezza, eventi come questo possono rappresentare un’occasione di conoscenza e di condivisione, poiché attraverso le varie tipologie merceologiche in esposizione, è possibile compiere un viaggio simbolico in Europa restando ad Alba, con un punto di vista che è anche una rara e costruttiva visione d’insieme. Ci saranno dunque banchi provenienti da tutto il continente, ma non mancheranno gli operatori delle regioni italiane e del territorio.

Con 15 anni di storia alle spalle, i Mercati Europei di Fiva Confcommercio (Federazione italiana venditori su aree pubbliche), rappresentano un collaudato format già replicato in moltissime città, di grandi, medie e piccole dimensioni.

La presentazione ufficiale del Mercato Europeo

La presentazione ufficiale del Mercato Europeo

«Siamo orgogliosi di ospitare ad Alba la più grande realtà mercatale europea – dichiara l’Assessore comunale alle attività produttive Massimo Scavino –  Un grazie particolare alla Fiva e alla Confcommercio  che hanno scelto la nostra città di grandi tradizioni mercatali per un  grande evento che inonderà le vie albesi di profumi e sapori internazionali. Un modo originale per contribuire al processo di integrazione europea».

Lavagnone ad Alba

Posta a 3 chilometri da Desenzano del Garda, località archeologicamente nota anche per la presenza di un’importante villa romana i cui resti sono ancora apprezzabili, sorge la conca lacustre del Lavagnone delimitata da alcune colline moreniche. segnake

In età postglaciale il lago occupava tutta l’area ma, progressivamente, la sua superficie si è ristretta fortemente, fino a scomparire.

Ma quando arrivarono gli esseri umani in quest’area?

Dagli scavi sappiamo che il sito era già frequentato durante il Mesolitico e il Neolitico ma la fase cronologica che conosciamo meglio è quella dell’età del bronzo. 

Infatti, in questo periodo quest’area lacustre era sede di un villaggio di cui sono stati trovati resti di numerose capanne: le più antiche si rifanno al 2100 a.C, le più recenti al 1300 a.C ed erano costruite con materiali deperibili come il legno e la paglia. Le comunità di allora si adattarono a questo singolare ambiente costruendo edifici come le palafitte, al centro del bacino, in maniera tale da poter sfruttare le ricchezze ittiche che ancora oggi costituiscono un’attività importante per le persone che abitano in quella zona. Il villaggio aveva inoltre anche una palizzata in legno che, se da un lato difendeva il villaggio, dall’altro costituiva un confine, un limite chiaro ben percepibile per quelle famiglie che abitavano il villaggio 3500.

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Figura 1: ricostruzione delle capanne di età del bronzo presso il parco archeologico della Terramara di Montale

Per rendersi conto di come dovevano apparire queste capanne dell’età del bronzo possiamo spostare il nostro sguardo sulla figura 1 in cui si può ammirare una ricostruzione realizzata con attenzione scientifica, presso il Parco archeologico della Terramara di Montale. Se invece ci si vuole rendere conto di come doveva essere una capanna neolitica, nella sezione preistorica del museo civico “Federico Eusebio” di Alba troverete qualche risposta alle vostre domande.

Il sito dell’età del bronzo del Lavagnone è particolarmente famoso per il fatto che, negli anni ’70, gli archeologi qui ritrovarono un aratro in legno: insieme ad un altro esempio rinvenuto in Sassonia, si rivelò essere l’aratro in legno più antico che è sopravvissuto fino ai nostri giorni, datato tra il 2010 e il 2008 a.C grazie alla dendocronologia.

La domanda che sorge spontanea è: come ha fatto questo aratro così antico in legno a sopravvivere fino ai giorni nostri?

La risposta a questo plausibile interrogativo è relativamente semplice: il fragile reperto fu rinvenuto in una torba. Ovvero, in un terreno di colore scuro conservatosi in un ambiente con un elevato tasso di umidità, con poco ossigeno e pochi batteri: tali terreni – qui come in altre zone – consentono la conservazione di oggetti composti in materiali organici, come l’aratro di Lavagnone.

Lavagnone

Figura 2: l’area del Lavagnone, oggi, vista dall’alto. (Immagine ricavata con Google Earth)

 

L’aspetto originario di questo aratro, il modo in cui era stato costruito, le parti che lo componevano, le sue modalità di funzionamento, i terreni in cui veniva usato… Sono solo alcune delle domande a cui troverete risposta assistendo al video che, dal 23 maggio, costituirà il preambolo della mostra “A tavola con gli antichi” che potrete visitare nella seconda sala del museo civico Federico Eusebio di Alba e che costituirà la tappa finale di alcuni dei tours di Alba Sotterranea. 

 

 

Per chi fosse interessato ad approfondire si consiglia il libro “Studi sull’abitato dell’Età del Bronzo del Lavagnone, Desenzano del Garda“, scritto da vari autori come De Marinis, Griggs e Kunihom

 

 

 

Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa.

"Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa"

“Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa”

In occasione di Expo 2015, dedicata all’affascinante quanto complesso tema dell’alimentazione, Il Civico Museo “Eusebio”, in collaborazione con la Sovraintendenza per i beni archeologici del Piemonte, inaugura la mostra “Sulla tavola degli Albesi 3000 anni fa. Modalità di conservazione e preparazione del cibo nell’età del Bronzo” che permette di approfondire la storia dell’alimentazione locale.

La mostra mette in luce i recenti ritrovamenti archeologici risalenti proprio all’età del Bronzo, durante la quale la vita del villaggio preistorico albese era nel pieno del suo sviluppo. I vasi e recipienti esposti permettono di approfondire la conoscenza delle abitudini culinarie dei nostri antenati, aggiungendo informazioni utili per ampliare le notizie relative al periodo preistorico nell’albese il cui antico passato è già ben testimoniato dalla sezione di archeologia preistorica del  museo cittadino.

L’esposizione di reperti archeologici nella mostra “Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa” è corredata da un apparato informativo che analizza il tipo di  alimentazione caratterizzante gli abitanti del villaggio albese e che si sofferma a riflettere sulla grande rivoluzione alimentare che è avvenuta, secoli dopo, come conseguenza della scoperta dell’America dal cui territorio vengono importati nuovi tipi di alimenti.

L'aratro di Lavagnone, conservato presso il Museo archeologico "Rambotti" di Desenzano del Garda

L’aratro di Lavagnone, conservato presso il Museo archeologico “Rambotti” di Desenzano del Garda

Infine grande interesse desta la riproduzione a grandezza naturale dell’ aratro di Lavagnone, il più antico a noi pervenuto, risale infatti a circa 4000 anni fa, e che eccezionalmente si è conservato in maniera tale da permetterci di cogliere appieno il funzionamento di questo strumento. Un video introduttivo mette in mostra proprio la sua realizzazione eseguita con gli stessi metodi e strumenti dell’età preistorica e il suo utilizzo durante l’aratura e si dimostra essere un bell’esempio di come l’archeologia sperimentale si un supporto fondamentale per la comprensione di ciò che è avvenuto in un passato così lontano.

Visite guidate gratuite a cura della nostra associazione ogni Sabato pomeriggio, a partire dal 30 maggio e fino all’11 luglio.
Due turni di visita alle ore 15,00 e alle ore 16,30.
Per maggiori informazioni e prenotazioni (consigliate) clicca qui.  

 

La mostra “Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa” è visitabile dal 23 maggio al 31 dicembre negli orari di apertura del Civico Museo Eusebio ed è compresa nel biglietto di ingresso allo stesso.
Per maggiori informazioni clicca qui.

la Notte Bianca delle Librerie: aperti fino a mezzanotte il Museo Eusebio & Alba Sotterranea

nbQuinta edizione per la gioiosa maratona di appuntamenti dedicati alla letteratura e ai libri che coinvolge tutto il centro storico della città.

Protagoniste le librerie insieme alle più importanti realtà culturali che si occupano della promozione della lettura.

Una miriade di micro-eventi, presentazioni di libri e incontri con gli autori… che dal pomeriggio fino a tarda sera si terranno nelle numerose librerie cittadine, mentre le sedi del Sistema Museale Albese apparecchiano visite tematiche speciali e aperture straordinarie.

E per una pausa golosa i ristoranti, in collaborazione con l’Associazione Commercianti Albesi, propongono uno speciale piatto letterario.

N_9cb56e55e4In occasione quindi della Notte Bianca delle Librerie di Alba, anche la nostra associazione e il museo civico Federico Eusebio fanno la propria parte.

Il museo rimarrà aperto al pubblico sia il pomeriggio (con il consueto orario 15.00 – 19.00) che alla sera (dalle 20.00 alle 0.00)

Fino a mezzanotte si potranno ammirare le 21 sale del  suo percorso espositivo, ricco ed articolato.

Alba Sotterranea, invece, propone il suo primo tour notturno, con partenze dei turni di visita dalle ore 21:30 e conclusione al museo Eusebio.

asnQuesta può rivelarsi un’opportunità per visitare i resti archeologici romani e medievali giacenti sotto gli edifici del centro storico cittadino in un momento, quello notturno, che per Alba Sotterranea rappresenta una novità.

Nonostante gli orari, sarà comunque possibile per i visitatori visitare le sale del museo civico Federico Eusebio: il museo fondato nel 1897, ma allestito secondo canoni più moderni nel 2001, resterà infatti aperto per l’occasione dalle ore 20:00 alle ore 24:00. A queste 4 ore di apertura serale si aggiungono le normali 8 delle consuete aperture domenicali.

Per le info e prenotazioni clicca qui

 

Vinum: la fiera nazionale dei vini di Langhe e Roero

Vinum, fiera nazionale dei vini di Langhe e Roero

Vinum, fiera nazionale dei vini di Langhe e Roero

Al via la 39a edizione di Vinum, la Fiera nazionale dei vini di Langhe e Roero che si svolgerà ad Alba il 25 e 26 aprile e di nuovo il 1/2/3 maggio.

Ricco è il calendario promosso dall’organizzazione per fare conoscere al grande pubblico i gusti e i sapori dei vini tipici delle nostre colline. Fra degustazioni guidate e assaggi di cibo tradizionale, la rassegna mette in mostra i tesori più preziosi del nostro territorio: i vini, spaziando fra i bianchi e i rossi di Langhe, del Roero e del Monferrato, senza dimenticare le bollicine di Asti.

Ma i tesori del territorio non si limitano ai sapori fruttati dei vini: la ricchezza della storia di Alba  regala grandi sorprese nascoste nel sottosuolo della città e con Alba Sotterranea si può andare a scoprire ciò che è rimasto nel ventre della città. In compagnia di un archeologo professionista la terra mostrerà le bellezze delle città antiche coperte dal tempo: i fasti e gli splendori della città romana riprenderanno vita e l’abitato medievale farà rivere i suoi suoni e rumori in un viaggio alla scoperta del passato.

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I resti del teatro romano sotto la chiesa di San Giuseppe

Durante la manifestazione di Vinum, quindi il 25 e 26 aprile e poi di nuovo l’1/2/3 maggio sarà possibile partecipare alle visite guidate organizzate  per tutto il giorno a partire dalle ore 10,00 e fino alle ore 18,00. Ricordiamo che per partecipare è necessaria la prenotazione.

Inoltre è possibile seguirci su nostri profili Facebook e Twitter per restare sempre informati sulle nostre iniziative in tempo reale!

Il Gruppo Astrofili Monferrini: stelle & fotografia digitale

La storia del Gruppo Astrofili inizia più di 20 anni fa, nel 1993, grazie alla volontà di quattro amici con la passione per il cielo e la voglia di condividerlo con il pubblico. Quello che ci spingeva (e che tuttora ci spinge) è infatti la voglia di fare divulgazione  e di rendere alla portata di tutti la meraviglia del cielo stellato.
Per comprendere la forza di questo nostro desiderio basti pensare che oggi abbiamo paradossalmente più occasioni di osservare in pubblico che di farlo tra di noi. La vita “diurna” è infatti spesso incompatibile con la possibilità di passare la notte svegli col naso all’insù!
Mi ricordo ancora molto bene quando attorno ai miei 10 anni riconobbi per la prima volta nel cielo la costellazione dell’Orsa Maggiore; allora abitavo nella seconda cintura di Torino appena fuori dal pesante inquinamento luminoso della città. È stata una sensazione stranissima: ebbi l’emozione di riconoscere dal vivo per la prima volta qualcosa sino ad allora visto solo in foto e sui libri; rimasi come folgorato, comprendendo in un attimola mia posizione nell’Universo… Come in un film, una velocissima zoomata all’indietro mi fece girare la testa. È proprio il genere di emozioni che mi piace poter far provare a chi per la prima volta accosta gli occhi al telescopio o li rivolge al cielo comprendendo quello che osserva. Per questa ragione il nostro obiettivo è stato quello delle scuole, prima le medie, per arrivare poi a quelle di ogni ordine e grado.
Anche la strumentazione sì è evoluta col tempo, e oggi siamo in grado di fare cose che all’inizio erano appannaggio solo dei professionisti e forse nemmeno…In quegli anni in cui l’elettronica cominciava appena a comparire nel mondo della fotografia, e in cui nelle serate si proiettavano diapositive, il nostro sogno era quello di acquistare una camera elettonica con cui realizzare delle immagini dettagliate degli oggetti del profondo cielo da poter mostrare al pubblico con il computer. Molta strada è stata fatta da allora e oggi abbiamo all’attivo anhe l’organizzazione di diversi corsi di fotografia digitale astronomica. È bello osservare al telscopio, ma quando si può portare a case una cartolina dal cosmo scattata da noi stessi è una bella soddisfazione!
Per quanto riguarda gli eventi salienti del 2015 quello principale è sicuramente l’ eclissi di sole del 20 marzo, che seguiremo da Alba.
Dopo aver appena organizzato una serata dedicata al pianeta Giove che resterà ancora alto nel cielo per diverse settimane sorgendo però sempre più tardi, saremo nuovamente a Celle Enomondo il 22 maggio per una passeggiata dall’imbrunire sino al calar della notte; in questa occasione con varie soste impareremo a muoverci nel cielo man mano che le stelle diventeranno sempre più numerose, per poi approdare

Saturno e i suoi anelli

Saturno e i suoi anelli

all’arrivo ai piedi del…Signore degli Anelli! In quelle sere sarà infatti protagonista Saturno ben visibile a Sud nel cielo di metà notte.
Appuntamento da non perdere anche quello con le Perseidi, le lacrime di S.Lorenzo, quest’anno con un massimo di attività tra il 12 e il 13 di agosto e con la Luna nuova che non disturberà l’osservazione delle deboli meteore.
Un’altra eclisse avverrà poi a settembre il giorno 28 attorno alle 4 e mezza del mattino quando la nostra luna si colorerà di rosso cupo nascondendosi nell’ombra della Terra

Ma al di là degli appuntamenti clou che il cielo ci mostrerà quest’anno, sarà bello poter vedere il cielo mutare con il trascorrere delle stagioni; passeremo dalla Primavera che è la stagione delle galassie lontane miliardi di anni luce ed in cui il super ammasso della Vergine è alto nel cielo, per arrivare all’Estate che è la stagione in cui il cielo è dominato dalla parte centrale della nostra Galassia, la Via Lattea;  il cielo saluterà l’arrivo dell’autunno con la grande galassia di Andromeda, quella a noi più vicina, e dai pianeti Urano e Nettuno, per poi chiudere il ciclo con l’inverno dominato dalla costellazione di Orione e da alcune delle stelle più luminose e vicine al nostro Sole.

la galassia di Andromeda

la galassia di Andromeda

In definitiva in ogni momento dell’anno c’è qualcosa di meraviglioso da osservare, sia che si possegga un telescopio un binocolo o i nostri semplici occhi!

Inutile dire che noi saremo sempre qui, pronti a guidarvi…

La Primavera di Alba… con la A maiuscola!

Il 10 marzo, in una radiosa giornata di sole, nella nuova sala “Beppe Fenoglio” presso il cortile della Maddalena, il Sindaco di Alba Maurizio Marello , l’Assessore alla cultura e al turismo Fabio Tripaldi  e il Presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba Liliana allena hanno presentato la Primavera di Alba.

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La primavera di Alba

I mesi di marzo, aprile e maggio saranno infatti densi di appuntamenti che, nel loro insieme, animeranno la vita enogastronomica e culturale della città, attirando allo stesso tempo numerosi visitatori.

In primis, torna la grande rassegna nazionale Vinum, nelle giornate del 25, 26 aprile e 1, 2, 3 maggio, durante cui sarà possibile per i partecipanti effettuare una serie di degustazioni di pregiati vini locali in un’atmosfera di grande partecipazione da parte della cittadinanza e degli esercizi commerciali del centro di Alba.

Inoltre, nella serata del 21 marzo tornerà l’Alba Jazz Festival con le note musicali del grande chitarrista newyorkese Peter Bernstein che, dopo anni di carriera, è ormai uno dei capifila del jazz contemporaneo.

Wine for Tasting, i concerti di Bacco & Orfeo e altri appuntamenti di vario genere – dal cinema al teatro, dalla musica ai vini, dai nostri prodotti gastronomici a conferenze di vari specialisti nei più diversi settori – sono solo alcuni degli eventi che animeranno questi mesi.

Chiaramente, per l’occasione, Alba Sotterranea si moltiplica!!!

Ipotesi ricostruttiva di Alba Pompeia (disegno F. Corni)

Ipotesi ricostruttiva di Alba Pompeia (disegno F. Corni)

Numerosi e molti vari saranno i nostri appuntamenti. Ci troverete il 21 e il 22 marzo, il 6 aprile (Pasquetta), il 12, il 18, il 25, il 26 aprile e l’1, 2, 3 maggio. Per tutte le date, gli orari e gli itinerari clicca qui.

Infine, altri eventi sono in programma in museo:

  • Il 20 marzo, dalle 9.00 alle 12.00,l’osservazione in sicurezza dell’imperdibile eclissi di Sole, in compagnia di esperti astrofili e delle loro attrezzature
  • il 29 marzo, dalle ore 15:30, la Bottega del Ceramista e del Ceramografo in compagnia di maestri ceramisti.
  • A seguire, nei mesi di Aprile e Maggio, il corso di ceramica per principianti tenuto dagli stessi esperti
  • i pomeriggi ludico-didattici del Museo dei Piccoli, il 2 e 3 aprile, il 22 e 23 maggio, dalle ore 16:00 alle ore 18:30.
  • Sabato 4 aprile, alle ore 15:30, 17:00 e 21:30 Il Vino degli Antichi, durante cui i partecipanti potranno assaggiare l’Idromele dei Taurini, il Retsina e l’Ippocrasso di Isabella de’ Medici: vini e bevande del nostro passato che deliziano il palato anche oggi!
  • dal 23 maggio, la nuova mostra intitolata “Sulla tavola degli albesi oltre 3000 anni fa, modalità di conservazione e di preparazione del cibo nell’età del Bronzo” i risultati delle più recenti indagini archeologiche.

Ti aspettiamo!