Lavagnone ad Alba

Posta a 3 chilometri da Desenzano del Garda, località archeologicamente nota anche per la presenza di un’importante villa romana i cui resti sono ancora apprezzabili, sorge la conca lacustre del Lavagnone delimitata da alcune colline moreniche. segnake

In età postglaciale il lago occupava tutta l’area ma, progressivamente, la sua superficie si è ristretta fortemente, fino a scomparire.

Ma quando arrivarono gli esseri umani in quest’area?

Dagli scavi sappiamo che il sito era già frequentato durante il Mesolitico e il Neolitico ma la fase cronologica che conosciamo meglio è quella dell’età del bronzo. 

Infatti, in questo periodo quest’area lacustre era sede di un villaggio di cui sono stati trovati resti di numerose capanne: le più antiche si rifanno al 2100 a.C, le più recenti al 1300 a.C ed erano costruite con materiali deperibili come il legno e la paglia. Le comunità di allora si adattarono a questo singolare ambiente costruendo edifici come le palafitte, al centro del bacino, in maniera tale da poter sfruttare le ricchezze ittiche che ancora oggi costituiscono un’attività importante per le persone che abitano in quella zona. Il villaggio aveva inoltre anche una palizzata in legno che, se da un lato difendeva il villaggio, dall’altro costituiva un confine, un limite chiaro ben percepibile per quelle famiglie che abitavano il villaggio 3500.

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Figura 1: ricostruzione delle capanne di età del bronzo presso il parco archeologico della Terramara di Montale

Per rendersi conto di come dovevano apparire queste capanne dell’età del bronzo possiamo spostare il nostro sguardo sulla figura 1 in cui si può ammirare una ricostruzione realizzata con attenzione scientifica, presso il Parco archeologico della Terramara di Montale. Se invece ci si vuole rendere conto di come doveva essere una capanna neolitica, nella sezione preistorica del museo civico “Federico Eusebio” di Alba troverete qualche risposta alle vostre domande.

Il sito dell’età del bronzo del Lavagnone è particolarmente famoso per il fatto che, negli anni ’70, gli archeologi qui ritrovarono un aratro in legno: insieme ad un altro esempio rinvenuto in Sassonia, si rivelò essere l’aratro in legno più antico che è sopravvissuto fino ai nostri giorni, datato tra il 2010 e il 2008 a.C grazie alla dendocronologia.

La domanda che sorge spontanea è: come ha fatto questo aratro così antico in legno a sopravvivere fino ai giorni nostri?

La risposta a questo plausibile interrogativo è relativamente semplice: il fragile reperto fu rinvenuto in una torba. Ovvero, in un terreno di colore scuro conservatosi in un ambiente con un elevato tasso di umidità, con poco ossigeno e pochi batteri: tali terreni – qui come in altre zone – consentono la conservazione di oggetti composti in materiali organici, come l’aratro di Lavagnone.

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Figura 2: l’area del Lavagnone, oggi, vista dall’alto. (Immagine ricavata con Google Earth)

 

L’aspetto originario di questo aratro, il modo in cui era stato costruito, le parti che lo componevano, le sue modalità di funzionamento, i terreni in cui veniva usato… Sono solo alcune delle domande a cui troverete risposta assistendo al video che, dal 23 maggio, costituirà il preambolo della mostra “A tavola con gli antichi” che potrete visitare nella seconda sala del museo civico Federico Eusebio di Alba e che costituirà la tappa finale di alcuni dei tours di Alba Sotterranea. 

 

 

Per chi fosse interessato ad approfondire si consiglia il libro “Studi sull’abitato dell’Età del Bronzo del Lavagnone, Desenzano del Garda“, scritto da vari autori come De Marinis, Griggs e Kunihom

 

 

 

Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa.

"Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa"

“Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa”

In occasione di Expo 2015, dedicata all’affascinante quanto complesso tema dell’alimentazione, Il Civico Museo “Eusebio”, in collaborazione con la Sovraintendenza per i beni archeologici del Piemonte, inaugura la mostra “Sulla tavola degli Albesi 3000 anni fa. Modalità di conservazione e preparazione del cibo nell’età del Bronzo” che permette di approfondire la storia dell’alimentazione locale.

La mostra mette in luce i recenti ritrovamenti archeologici risalenti proprio all’età del Bronzo, durante la quale la vita del villaggio preistorico albese era nel pieno del suo sviluppo. I vasi e recipienti esposti permettono di approfondire la conoscenza delle abitudini culinarie dei nostri antenati, aggiungendo informazioni utili per ampliare le notizie relative al periodo preistorico nell’albese il cui antico passato è già ben testimoniato dalla sezione di archeologia preistorica del  museo cittadino.

L’esposizione di reperti archeologici nella mostra “Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa” è corredata da un apparato informativo che analizza il tipo di  alimentazione caratterizzante gli abitanti del villaggio albese e che si sofferma a riflettere sulla grande rivoluzione alimentare che è avvenuta, secoli dopo, come conseguenza della scoperta dell’America dal cui territorio vengono importati nuovi tipi di alimenti.

L'aratro di Lavagnone, conservato presso il Museo archeologico "Rambotti" di Desenzano del Garda

L’aratro di Lavagnone, conservato presso il Museo archeologico “Rambotti” di Desenzano del Garda

Infine grande interesse desta la riproduzione a grandezza naturale dell’ aratro di Lavagnone, il più antico a noi pervenuto, risale infatti a circa 4000 anni fa, e che eccezionalmente si è conservato in maniera tale da permetterci di cogliere appieno il funzionamento di questo strumento. Un video introduttivo mette in mostra proprio la sua realizzazione eseguita con gli stessi metodi e strumenti dell’età preistorica e il suo utilizzo durante l’aratura e si dimostra essere un bell’esempio di come l’archeologia sperimentale si un supporto fondamentale per la comprensione di ciò che è avvenuto in un passato così lontano.

Visite guidate gratuite a cura della nostra associazione ogni Sabato pomeriggio, a partire dal 30 maggio e fino all’11 luglio.
Due turni di visita alle ore 15,00 e alle ore 16,30.
Per maggiori informazioni e prenotazioni (consigliate) clicca qui.  

 

La mostra “Sulla tavola degli albesi 3000 anni fa” è visitabile dal 23 maggio al 31 dicembre negli orari di apertura del Civico Museo Eusebio ed è compresa nel biglietto di ingresso allo stesso.
Per maggiori informazioni clicca qui.

la Notte Bianca delle Librerie: aperti fino a mezzanotte il Museo Eusebio & Alba Sotterranea

nbQuinta edizione per la gioiosa maratona di appuntamenti dedicati alla letteratura e ai libri che coinvolge tutto il centro storico della città.

Protagoniste le librerie insieme alle più importanti realtà culturali che si occupano della promozione della lettura.

Una miriade di micro-eventi, presentazioni di libri e incontri con gli autori… che dal pomeriggio fino a tarda sera si terranno nelle numerose librerie cittadine, mentre le sedi del Sistema Museale Albese apparecchiano visite tematiche speciali e aperture straordinarie.

E per una pausa golosa i ristoranti, in collaborazione con l’Associazione Commercianti Albesi, propongono uno speciale piatto letterario.

N_9cb56e55e4In occasione quindi della Notte Bianca delle Librerie di Alba, anche la nostra associazione e il museo civico Federico Eusebio fanno la propria parte.

Il museo rimarrà aperto al pubblico sia il pomeriggio (con il consueto orario 15.00 – 19.00) che alla sera (dalle 20.00 alle 0.00)

Fino a mezzanotte si potranno ammirare le 21 sale del  suo percorso espositivo, ricco ed articolato.

Alba Sotterranea, invece, propone il suo primo tour notturno, con partenze dei turni di visita dalle ore 21:30 e conclusione al museo Eusebio.

asnQuesta può rivelarsi un’opportunità per visitare i resti archeologici romani e medievali giacenti sotto gli edifici del centro storico cittadino in un momento, quello notturno, che per Alba Sotterranea rappresenta una novità.

Nonostante gli orari, sarà comunque possibile per i visitatori visitare le sale del museo civico Federico Eusebio: il museo fondato nel 1897, ma allestito secondo canoni più moderni nel 2001, resterà infatti aperto per l’occasione dalle ore 20:00 alle ore 24:00. A queste 4 ore di apertura serale si aggiungono le normali 8 delle consuete aperture domenicali.

Per le info e prenotazioni clicca qui

 

Vinum: la fiera nazionale dei vini di Langhe e Roero

Vinum, fiera nazionale dei vini di Langhe e Roero

Vinum, fiera nazionale dei vini di Langhe e Roero

Al via la 39a edizione di Vinum, la Fiera nazionale dei vini di Langhe e Roero che si svolgerà ad Alba il 25 e 26 aprile e di nuovo il 1/2/3 maggio.

Ricco è il calendario promosso dall’organizzazione per fare conoscere al grande pubblico i gusti e i sapori dei vini tipici delle nostre colline. Fra degustazioni guidate e assaggi di cibo tradizionale, la rassegna mette in mostra i tesori più preziosi del nostro territorio: i vini, spaziando fra i bianchi e i rossi di Langhe, del Roero e del Monferrato, senza dimenticare le bollicine di Asti.

Ma i tesori del territorio non si limitano ai sapori fruttati dei vini: la ricchezza della storia di Alba  regala grandi sorprese nascoste nel sottosuolo della città e con Alba Sotterranea si può andare a scoprire ciò che è rimasto nel ventre della città. In compagnia di un archeologo professionista la terra mostrerà le bellezze delle città antiche coperte dal tempo: i fasti e gli splendori della città romana riprenderanno vita e l’abitato medievale farà rivere i suoi suoni e rumori in un viaggio alla scoperta del passato.

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I resti del teatro romano sotto la chiesa di San Giuseppe

Durante la manifestazione di Vinum, quindi il 25 e 26 aprile e poi di nuovo l’1/2/3 maggio sarà possibile partecipare alle visite guidate organizzate  per tutto il giorno a partire dalle ore 10,00 e fino alle ore 18,00. Ricordiamo che per partecipare è necessaria la prenotazione.

Inoltre è possibile seguirci su nostri profili Facebook e Twitter per restare sempre informati sulle nostre iniziative in tempo reale!

Il Gruppo Astrofili Monferrini: stelle & fotografia digitale

La storia del Gruppo Astrofili inizia più di 20 anni fa, nel 1993, grazie alla volontà di quattro amici con la passione per il cielo e la voglia di condividerlo con il pubblico. Quello che ci spingeva (e che tuttora ci spinge) è infatti la voglia di fare divulgazione  e di rendere alla portata di tutti la meraviglia del cielo stellato.
Per comprendere la forza di questo nostro desiderio basti pensare che oggi abbiamo paradossalmente più occasioni di osservare in pubblico che di farlo tra di noi. La vita “diurna” è infatti spesso incompatibile con la possibilità di passare la notte svegli col naso all’insù!
Mi ricordo ancora molto bene quando attorno ai miei 10 anni riconobbi per la prima volta nel cielo la costellazione dell’Orsa Maggiore; allora abitavo nella seconda cintura di Torino appena fuori dal pesante inquinamento luminoso della città. È stata una sensazione stranissima: ebbi l’emozione di riconoscere dal vivo per la prima volta qualcosa sino ad allora visto solo in foto e sui libri; rimasi come folgorato, comprendendo in un attimola mia posizione nell’Universo… Come in un film, una velocissima zoomata all’indietro mi fece girare la testa. È proprio il genere di emozioni che mi piace poter far provare a chi per la prima volta accosta gli occhi al telescopio o li rivolge al cielo comprendendo quello che osserva. Per questa ragione il nostro obiettivo è stato quello delle scuole, prima le medie, per arrivare poi a quelle di ogni ordine e grado.
Anche la strumentazione sì è evoluta col tempo, e oggi siamo in grado di fare cose che all’inizio erano appannaggio solo dei professionisti e forse nemmeno…In quegli anni in cui l’elettronica cominciava appena a comparire nel mondo della fotografia, e in cui nelle serate si proiettavano diapositive, il nostro sogno era quello di acquistare una camera elettonica con cui realizzare delle immagini dettagliate degli oggetti del profondo cielo da poter mostrare al pubblico con il computer. Molta strada è stata fatta da allora e oggi abbiamo all’attivo anhe l’organizzazione di diversi corsi di fotografia digitale astronomica. È bello osservare al telscopio, ma quando si può portare a case una cartolina dal cosmo scattata da noi stessi è una bella soddisfazione!
Per quanto riguarda gli eventi salienti del 2015 quello principale è sicuramente l’ eclissi di sole del 20 marzo, che seguiremo da Alba.
Dopo aver appena organizzato una serata dedicata al pianeta Giove che resterà ancora alto nel cielo per diverse settimane sorgendo però sempre più tardi, saremo nuovamente a Celle Enomondo il 22 maggio per una passeggiata dall’imbrunire sino al calar della notte; in questa occasione con varie soste impareremo a muoverci nel cielo man mano che le stelle diventeranno sempre più numerose, per poi approdare

Saturno e i suoi anelli

Saturno e i suoi anelli

all’arrivo ai piedi del…Signore degli Anelli! In quelle sere sarà infatti protagonista Saturno ben visibile a Sud nel cielo di metà notte.
Appuntamento da non perdere anche quello con le Perseidi, le lacrime di S.Lorenzo, quest’anno con un massimo di attività tra il 12 e il 13 di agosto e con la Luna nuova che non disturberà l’osservazione delle deboli meteore.
Un’altra eclisse avverrà poi a settembre il giorno 28 attorno alle 4 e mezza del mattino quando la nostra luna si colorerà di rosso cupo nascondendosi nell’ombra della Terra

Ma al di là degli appuntamenti clou che il cielo ci mostrerà quest’anno, sarà bello poter vedere il cielo mutare con il trascorrere delle stagioni; passeremo dalla Primavera che è la stagione delle galassie lontane miliardi di anni luce ed in cui il super ammasso della Vergine è alto nel cielo, per arrivare all’Estate che è la stagione in cui il cielo è dominato dalla parte centrale della nostra Galassia, la Via Lattea;  il cielo saluterà l’arrivo dell’autunno con la grande galassia di Andromeda, quella a noi più vicina, e dai pianeti Urano e Nettuno, per poi chiudere il ciclo con l’inverno dominato dalla costellazione di Orione e da alcune delle stelle più luminose e vicine al nostro Sole.

la galassia di Andromeda

la galassia di Andromeda

In definitiva in ogni momento dell’anno c’è qualcosa di meraviglioso da osservare, sia che si possegga un telescopio un binocolo o i nostri semplici occhi!

Inutile dire che noi saremo sempre qui, pronti a guidarvi…

La Primavera di Alba… con la A maiuscola!

Il 10 marzo, in una radiosa giornata di sole, nella nuova sala “Beppe Fenoglio” presso il cortile della Maddalena, il Sindaco di Alba Maurizio Marello , l’Assessore alla cultura e al turismo Fabio Tripaldi  e il Presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba Liliana allena hanno presentato la Primavera di Alba.

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La primavera di Alba

I mesi di marzo, aprile e maggio saranno infatti densi di appuntamenti che, nel loro insieme, animeranno la vita enogastronomica e culturale della città, attirando allo stesso tempo numerosi visitatori.

In primis, torna la grande rassegna nazionale Vinum, nelle giornate del 25, 26 aprile e 1, 2, 3 maggio, durante cui sarà possibile per i partecipanti effettuare una serie di degustazioni di pregiati vini locali in un’atmosfera di grande partecipazione da parte della cittadinanza e degli esercizi commerciali del centro di Alba.

Inoltre, nella serata del 21 marzo tornerà l’Alba Jazz Festival con le note musicali del grande chitarrista newyorkese Peter Bernstein che, dopo anni di carriera, è ormai uno dei capifila del jazz contemporaneo.

Wine for Tasting, i concerti di Bacco & Orfeo e altri appuntamenti di vario genere – dal cinema al teatro, dalla musica ai vini, dai nostri prodotti gastronomici a conferenze di vari specialisti nei più diversi settori – sono solo alcuni degli eventi che animeranno questi mesi.

Chiaramente, per l’occasione, Alba Sotterranea si moltiplica!!!

Ipotesi ricostruttiva di Alba Pompeia (disegno F. Corni)

Ipotesi ricostruttiva di Alba Pompeia (disegno F. Corni)

Numerosi e molti vari saranno i nostri appuntamenti. Ci troverete il 21 e il 22 marzo, il 6 aprile (Pasquetta), il 12, il 18, il 25, il 26 aprile e l’1, 2, 3 maggio. Per tutte le date, gli orari e gli itinerari clicca qui.

Infine, altri eventi sono in programma in museo:

  • Il 20 marzo, dalle 9.00 alle 12.00,l’osservazione in sicurezza dell’imperdibile eclissi di Sole, in compagnia di esperti astrofili e delle loro attrezzature
  • il 29 marzo, dalle ore 15:30, la Bottega del Ceramista e del Ceramografo in compagnia di maestri ceramisti.
  • A seguire, nei mesi di Aprile e Maggio, il corso di ceramica per principianti tenuto dagli stessi esperti
  • i pomeriggi ludico-didattici del Museo dei Piccoli, il 2 e 3 aprile, il 22 e 23 maggio, dalle ore 16:00 alle ore 18:30.
  • Sabato 4 aprile, alle ore 15:30, 17:00 e 21:30 Il Vino degli Antichi, durante cui i partecipanti potranno assaggiare l’Idromele dei Taurini, il Retsina e l’Ippocrasso di Isabella de’ Medici: vini e bevande del nostro passato che deliziano il palato anche oggi!
  • dal 23 maggio, la nuova mostra intitolata “Sulla tavola degli albesi oltre 3000 anni fa, modalità di conservazione e di preparazione del cibo nell’età del Bronzo” i risultati delle più recenti indagini archeologiche.

Ti aspettiamo!

Presto si potranno visitare le mura di cinta e le gallerie-magazzino di Alba Pompeia

Estate 2014: si recupera e valorizza il Complesso delle Antiche Mura.

Un altro angolo della romana città di Alba Pompeia si svela in tutta la sua bellezza e importanza e gli itinerari di Alba Sotterranea si arricchiscono di una nuova, suggestiva tappa che riserverà al visitatore l’emozione di camminare dentro un edificio romano.

Il quotidiano La Stampa il 19 agosto ha riservato un ampio spazio per l’approfondimento della notizia

Per scaricare l’articolo in formato pdf clicca qui: La stampa_19_8_2014

La stampa_19_8_2014

 

 

Alba in 4 tempi. La nuova guida turistica della città!

alba in quattro tempiUn libricino dalla copertina accattivante, che non pesa nella borsa, ricco di immagini che colgono gli aspetti più suggestivi della bella città di Alba. Ecco come si presenta la nuova guida turistica della città, edita da “Edizioni albesi”.

Il titolo è particolare: i 4 tempi sono i quattro diversi itinerari di visita che vengono proposti dalle autrici, Sonia Berrino e Chiara Borgogno, per godersi appieno la bellezza del presente di Alba e la ricchezza del suo passato. Passeggiando per la città, guida alla mano, si può dunque andare alla ricerca delle tracce ancora visibili della frenetica Alba Pompeia, respirare lo spirito di indipendenza che ha caratterizzato il comune in epoca medievale, restare ammaliati dall’imponenza della cattedrale, scoprire angoli dall’atmosfera neoclassica e, infine, addentrarsi nella movimentata vita culturale del secolo passato, degnamente rappresentata da scrittori del calibro di Beppe Fenoglio e da esuberanti artisti come Pinot Gallizio.

Non vengono dimenticati il territorio circostante e i prodotti enogastronomici, primo fra tutti il tartufo, protagonista indiscusso della cucina albese, celebrato ogni anno durante la Fiera Internazionale ad esso dedicata.

indice alba 4 tempiInsomma, una guida completa e di facile consultazione che permette di gustare appieno la città!

Alba in 4 tempi è reperibile presso il bookshop del museo Eusebio o presso il desk informativo di Alba Sotterranea

 

 

 

Liriche dalla Terra del Nilo – chiesa di San Domenico, 2 maggio ore 21.00

La mostra Il vino nell’Antico Egitto. Il passato nel bicchiere, Chiesa di San Domenico, via Calissano, ad Alba, 21 marzo-19 maggio (www.mummyproject.wix.com/eventi), a cura dell’egittologa casalese Sabina Mniloalgora, si avvia verso la conclusione, ma si presenta comunque ricca di eventi. Il prossimo fine settimana sarà il secondo week-end di VINUM, rassegna di vini delle Langhe a Palazzo Mostre, e tra gli eventi, venerdì 2 maggio alle ore 21.00 la mostra ospiterà la rassegna Liriche dalla Terra del Nilo, a cura della Stardust Company. Si tratta di un percorso tematico, che si snoda all’interno della mostra e che prevede un itinerario nell’affascinante e sorprendentemente attuale poetica dell’Antico Egitto. Due attrici, Manuela Solario e Claudia Giaroli si faranno portavoce della rassegna, accompagnate da brevi introduzioni della curatrice. Le antiche liriche dialogheranno così con i reperti esposti. Oltre all’Inno al Nilo e ad una sezione dedicata naturalmente al vino, il percorso prevede anche la lettura teatralizzata di alcune liriche d’amore di un’immediatezza toccante. L’ingresso, comprensivo dell’evento, è di euro 5,00. Per informazioni è possibile contattare mummyproject@libero.it oppure stardustcompany@libero.it.

Per le visite guidate, la didattica per le scuole e tutti gli eventi previsti clicca qui

IL MULSUM DI COSTIGLIOLE SALUZZO: UN’AVVENTURA TRA RICERCA E SEDUZIONE DELL’ANTICO

IN VISTA degli INCONTRI del 29 SETTEMBRE E del 1 NOVEMBRE 2013

presso il MUSEO EUSEBIO: ASSAGGIO di MULSUM

OFFERTO da COMUNE DI COSTIGLIOLE SALUZZO e

MISSIONE ARCHEOLOGICA DELL’UNIVERSITA’ DI TORINO

Prof.ssa Valeria Meirano, prima di approfondire nello specifico la genesi della bevanda riprodotta e, conseguentemente, della missione archeologica che conduce insieme al prof. Diego Elia nel comune di Costigliole Saluzzo dal 2003… ma che cosa è il Mulsum?

 Detto in termini enologici moderni, è un vino monovitigno (come il Nebbiolo d’Alba), un uvaggio come il Chianti, oppure è un termine che richiama una particolare categoria di vini lavorati? 

Nel mondo romano, oltre alle numerose qualità di vino prodotte in Italia e in varie aree dell’impero – Plinio riteneva che ce ne fossero 80 degne di menzione, ma altre fonti giungono sino alla strabiliante cifra di 185! –, si assumevano anche bevande in cui al vino venivano aggiunte altre sostanze. Tra questi preparati, il più diffuso era certamente il mulsum, il vino mielato mescolato a vari aromi: le fonti ricordano il ricorso a erbe, legni odorosi, oli vegetali, che davano vita a beveraggi aromatizzati alla rosa, alla violetta, all’assenzio, all’anice, al mirto, alla pigna, al sambuco, al timo…

Queste bevande erano molto apprezzate prima dei pasti di particolare impegno e raffinatezza, durante la gustatio, un po’ come il moderno aperitivo.

Il mulsum di norma era ottenuto mescolando una certa quantità di miele al mosto ricavato dalla prima spremitura dei grappoli: il tutto veniva poi avviato alla fermentazione. Tuttavia, con lo stesso termine si indicava anche una miscela preparata al momento con vino, miele e spezie: il dosaggio degli ingredienti era certamente operazione difficile, se Marziale (XIII,108) riteneva che ci volesse addirittura la mano del mitico coppiere degli dei

Torbido è coi mieli d’Attica

il nettare di Falerno: Ganimede, mescola tu

 

Prof. Diego Elia, in particolare, qual è stato il percorso che ha portato alla riproduzione della bevanda?

Per il mulsum che oggi è in degustazione, però, non è stato possibile fruire di aiuti divini!!

La bevanda che si propone per l’assaggio è infatti il risultato di un percorso scientifico condotto dagli archeologi classici dell’Università di Torino (Dipartimento di Studi Storici) dopo una lunga ricerca basata sulle fonti antiche, su analisi comparate con altre tradizioni alimentari, sul confronto con sperimentazioni affrontate da altri gruppi di ricercatori, a seguito di un’attenta fase di sperimentazione. Il prodotto finale è una bevanda che ripropone ai palati moderni un sapore lontano oltre 2000 anni!

Ma perché questo interesse per le bevande antiche e perché Costigliole Saluzzo?

Dal 2003, proprio a Costigliole, l’Università di Torino conduce regolari campagne di scavo in regime di concessione da parte del Ministero dei Beni Culturali e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica: si tratta della più grande missione dell’Ateneo subalpino, che vede la partecipazione di decine di studenti, dottori, dottori di ricerca e ricercatori. Nel corso degli anni si è scoperta una vastissima villa rustica di età romana in cui è stato messo in luce un impianto di produzione vinicola – il meglio conservato dell’arco alpino occidentale – oltre a numerosi altri indizi di attività agricole e di trasformazione dei prodotti.

In sinergia con l’Amministrazione comunale di Costigliole Saluzzo, con cui la missione archeologica collabora dall’inizio delle esplorazioni, si è voluta sviluppare la sperimentazione scientifica del mulsum, perché divenisse un tramite per avvicinare il pubblico alla realtà del sito, e per suscitare, attraverso l’assaggio, sensazioni inedite ed evocative.

L’esperienza è complessa e coinvolge numerosi enti, sia privati che pubblici. Come siete riusciti a realizzarla?

L’operazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra i docenti dell’Ateneo torinese, il Sindaco e il vicesindaco di Costigliole, dott.ssa Milva Rinaudo e sig. Livio Allisiardi, insieme ad alcuni produttori di vino locali. A partire dal 2008, l’assaggio è già stato proposto nel corso di numerosi eventi di divulgazione e promozione del sito di Costigliole, organizzati dai soggetti coinvolti nell’impresa, ed ha sempre suscitato curiosità, meraviglia e apprezzamento!

 

L’importante esperienza di sinergia tra enti locali e istituzioni scientifiche che ha avuto luogo nel comune di Costigliole Saluzzo continua tuttora, riportando ogni anno interessanti novità sotto tutti gli aspetti: durante la primavera del 2014 il desiderio della delegazione albese del FAI è di vederla narrata in quel di Alba direttamente dalla bocca dei protagonisti, all’interno di un’occasione che permetta un adeguato approfondimento, per il piacere di appassionati e addetti ai lavori